I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

FINO AI CONFINI DEL MONDO

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La Famiglia Salesiana per l'eliminazione della violenza contro le donne

La società e la Chiesa non sarebbero le stesse senza il contributo che tante donne offrono.
Purtroppo, invece, la violenza sulle donne è una realtà quotidiana a tutte le latitudini del globo.
La Famiglia Salesiana, originata da don Bosco - che “non si può capire senza Mamma Margherita”, come ha ricordato papa Francesco a Torino, lo scorso giugno - è fortemente impegnata nel promuovere la tutela e lo sviluppo della donna e l'esercizio effettivo dei suoi diritti.
In Sierra Leone, ad esempio, i Salesiani animano un rifugio per le ragazze vittime di violenza, che protegge e accompagna le giovani in percorsi di elaborazione del trauma e per la ricostruzione della propria vita.
In Guatemala, lavorano con psicologi e assistenti sociali a sostegno delle “spose bambine”.
In India, le Suore Catechiste di Maria Immacolata Ausiliatrice (SMI) - 17° gruppo della Famiglia Salesiana - conducono dei “raid”, assieme alla polizia, nei bordelli di Calcutta, per liberare donne e ragazze dalle grinfie dei loro sfruttatori.
La voce dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice viene portata anche nelle istituzioni dell'ONU, per allacciare collaborazioni e sinergie con altre istituzioni e lavorare congiuntamente contro questa piaga sociale.

STATI UNITI. I Salesiani nella lotta alla fame

Attraverso scuole, centri di formazione professionale, centri giovanili, opere per bambini e giovani a rischio, i Salesiani sono in prima linea nella battaglia contro la fame. I programmi alimentari dei salesiani forniscono pasti agli studenti durante l'orario scolastico, servendo così anche da incentivo per le famiglie a mandare i propri figli a scuola. Il pasto che i bambini ricevono presso le scuole salesiane può anche essere l'unico nella loro giornata.
Molti programmi salesiani in diversi paesi del mondo sono dedicati anche allo sviluppo di sistemi alimentari sostenibili e all'educazione agricola.
Solo per fare alcuni esempi, la scuola salesiana “Don Bosco” di Kep, in Cambogia, ha sviluppato una fattoria per provvedere meglio ai bisogni dei giovani poveri e svantaggiati della regione.
Il complesso agro-educativo “Don Bosco” di Sulcorna, nello Stato di Goa, in India, ha costituito il primo istituto agricolo della zona. Da luglio scorso sfrutta 110 acri di terra fertile per l'esercitazione diretta degli allievi e nel percorso scolastico quadriennale viene anche sottolineata l'agricoltura biologica.
Mentre l'ONG austriaca “Jugend Eine Welt” ha programmato il suo secondo progetto agricolo nel comune di Moatize, in Mozambico, che si propone di formare 1000 famiglie di 7 comunità rurali alle più recenti innovazioni tecnologiche nei settori dell'agricoltura e dell'allevamento.

REPUBBLICA CENTRAFRICANA. Testimonianza da Bangui

A pochi giorni dalla visita del Papa nella Repubblica Centrafricana, condividiamo la testimonianza del salesiano don Desiré Adjeckam, Direttore del Centro di Formazione “Don Bosco” e dell'Istituto Salesiano di Educazione Secondaria di Damala, a Bangui, sulle attività dei Salesiani nel paese.
Dagli inizi di settembre 2015, 250 bambini in situazioni di vulnerabilità, alcuni dei quali ex combattenti, sono stati inviati dall'UNICEF al Centro di Formazione Don Bosco di Damala, come parte del programma per il loro recupero e formazione. Il gruppo comprende 91 ex combattenti - 66 ragazzi e 25 ragazze.
Alcuni dicono che la ragione che li aveva portati nei gruppi armati era il fatto che non sapevano che cosa fare nella vita e si vedevano costretti a prendere le armi. Ma c'è chi spera che, più avanti, potrà diventare un professionista e un buon cittadino.
Molti di loro si pentono di quello che hanno vissuto e sono impegnati ad aiutare le famiglie e i bambini che si trovano nella stessa situazione. Altri dicono che sono stati manipolati e a volte costretti a farlo dai “capi locali”.
Dal 1° dicembre 2015, quelli che partecipano alla seconda fase si dedicheranno essenzialmente all'apprendimento di un mestiere.
I docenti hanno già preparato i programmi previsti per le diverse linee di formazione. Tuttavia, devono anche approvare un test di orientamento per aiutare i formandi nella scelta delle professioni offerte dal Centro Don Bosco: falegnameria, agricoltura e allevamento, meccanica, scuola per conducenti, per elettricisti, muratura, sartoria e informatica.
La prima conclusione da trarre è che sono felici di ricevere questa formazione. La prova è che sono sempre puntuali, arrivano ogni mattina mezz'ora prima dell'inizio delle lezioni.

FILIPPINE. Giovani contro il cyber-bullismo

Nel fine settimana del 17-18 ottobre, i Salesiani, insieme con l'UNICEF, la “Child Protection Network” (CPN) e altre organizzazioni attive per la tutela dei minori, hanno organizzato una conferenza di due giorni per contrastare il fenomeno del cyber-bullismo (bullismo su Internet), a cui hanno partecipato circa 200 giovani animatori e 100 insegnanti provenienti da 100 diverse scuole di Cebu.
Il successo è stato reso possibile grazie alla collaborazione di molte realtà salesiane: i ragazzi della pastorale comunicativa del Centro di Formazione Don Bosco di Talisay City, la Commissione di Pastorale Giovanile, quella di Comunicazione Sociale e il Movimento Giovanile Salesiano dell'Ispettoria delle Filippine Sud (FIS).
La conferenza ha avuto come suo motto “Shift Ctrl Del: Cyber Teens Responsible Leaders” che, a partire dai comandi tipicamente disponibili su una tastiera per computer, intendeva far passare il messaggio: “Insegnare ai giovani a cambiare (SHIFT) i loro punti di vista, controllare (ConTRoL) la propria vita ed eliminare (DELete) la negatività nei Social Media”.