I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LA LINEA D'OMBRA

ALESSANDRA MASTRODONATO

La solitudine degli uomini-numeri

In una prospettiva utilitaristica, nessuno (o quasi) fa niente per niente. Il “quanto” diviene più importante del “come”, del “perché” e soprattutto del “chi”, poiché di fronte all'imperio dei numeri le motivazioni e le modalità che orientano l'agire diventano componenti irrilevanti.

Codici, password, indici, medie: la società contemporanea tende sempre più a porre in secondo piano la centralità della persona e il suo valore trascendente, per ridurla a nient'altro che un numero, un dato statistico, un elemento quantificabile e perfettamente intercambiabile. Svuotati della loro dimensione più profonda, privati della propria unicità, gli uomini e le donne del terzo millennio vivono spesso con rassegnazione l'imperante processo di atomizzazione che sempre più interviene a polverizzare le appartenenze e a sgretolare le identità collettive, incasellando gli individui nella sorda solitudine delle statistiche. Avvezzi a ricondurre ogni scelta e ogni azione a una valutazione meramente quantitativa, perdiamo di vista la ricchezza impagabile che scaturisce dalle relazioni autentiche basate sulla gratuità. Ci abituiamo a fare i conti con proiezioni, tassi e statistiche, ma non a contare veramente gli uni sugli altri; impariamo a fare stime dei costi e dei vantaggi di ogni opzione potenziale che ci si apre di fronte, ma non a stimare le persone il cui percorso di vita si intreccia con il nostro.
Si tratta, a ben guardare, di un processo generalizzato, ma che sembra accentuarsi particolarmente in concomitanza con il passaggio verso l'età adulta, allorché si smarrisce quella fisiologica repulsione verso ogni forma di etichettamento in rigidi schemi preordinati che è propria degli adolescenti, e alla “sproporzione” dei sentimenti, delle emozioni, degli slanci di generosità tipica dei più giovani subentra progressivamente la tendenza a “razionare” gli investimenti esistenziali, a “centellinare” le manifestazioni di affetto, a “risparmiare” quanto più è possibile tempo ed energie.
In questa prospettiva utilitaristica, nessuno (o quasi) fa niente per niente. Il “quanto” diviene più importante del “come”, del “perché” e soprattutto del “chi”, poiché di fronte all'imperio dei numeri le motivazioni e le modalità che orientano l'agire diventano componenti irrilevanti e persino il volto degli altri con cui si entra in relazione, la loro storia, la loro unicità finiscono con lo scolorire nell'indeterminatezza di un tu seriale, inteso come merce di consumo da sfruttare fino a quando risulta conveniente e poi da buttar via quando non “serve” più a nulla.
Da questo punto di vista, gli adulti hanno forse da imparare dalla “generosità sproporzionata” dei più giovani e, soprattutto, hanno bisogno di riappropriarsi dell'irripetibile originalità che caratterizza ciascuno, recuperando la consapevolezza che non tutto ha un prezzo o un valore di mercato e che, anzi, la felicità più autentica richiede la capacità di “rischiare tutto”, senza risparmiarsi nella relazione con gli altri.

Primi, perfetti, reali, razionali
oppure dispari, complessi, perduti, dimenticati:
siamo numeri, siamo ricchi e poveri, ma siamo solo numeri,
siamo donne e uomini, siamo numeri di tutti i generi:
espressi in indici, riassunti in medie,
sempre in numero un po' superiore a quello delle sedie.
60 milioni di cui 1/3 lavora, 1 su 30 sta a casa,
1 su 1000 non la trova: tu contane 8, il nono è povero
e per l'erario ogni 1000 di loro c'è un ultramilionario.
Ma la gente che dà i numeri, che fa i numeri
è frequente superi chi ha i numeri e due scrupoli...
Quante ombre oltre l'orizzonte,
quante nei pensieri tuoi, quante nei pensieri miei,
numeri infiniti da salvare.
Quanto amore puoi avere? Più di quanto potrai dare...
Siamo ridotti in uno Stato malato,
per ogni nato abbiamo un morto sano e un pezzo d'immigrato,
che appena completato sarà sfruttato,
poi odiato e via da dove sei venuto:
negro! anzi numero! zero statistico, quota in esubero...
è guerra tra poveri, guerra tra numeri.
Numeri, noi siamo numeri,
dai nomi e i volti noti o impercettibili,
numeri, non solo numeri,
diversi e simili, ognuno ha la sua storia...
Censiti, poi censurati, tutti quanti
sulla base dei contanti siam contati;
tutti etichettati con il numero di serie,
ticchettanti macchinette in mezzo a mucchi di macerie.
Tutti quanti uguali,
talmente originali che le lasciamo in rete le impronte digitali.
Siam carne da statistiche, abitiamo negli elenchi...
Numeri, non solo numeri,
diversi e simili, ognuno ha la sua storia!

(Raf feat. Nathalie e Frankie Hi-NRG, Numeri, 2011)