I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

IL LORO RICORDO È BENEDIZIONE

ROMANO BORRELLI

SIGNOR GIUSEPPE TORRE

Morto a Torino, il 15 maggio 2015, a 99 anni

Per i suoi 98 anni, il 3 febbraio scorso aveva ricevuto anche gli auguri del IX successore di don Bosco don Pascual Chávez e quelli del Sindaco di Torino, Piero Fassino. Pochi possono vantare quest'età e questi riconoscimenti per «una vita al lavoro e di lavoro, a Torino e per Torino». Eppure lui, Giuseppe Torre continuava a ripetere che sino a quando le forze glielo avessero consentito, lui era “in servizio”.
Nato a Villafalletto, a circa 20 km da Cuneo, iniziò a lavorare in campagna, svolgendo «quei lavoretti che i bambini possono fare, pur non avendo le potenzialità fisiche di un uomo». Poi, i tanti spostamenti con la famiglia, o da solo. E dopo ancora, l'incontro dei Salesiani, prima di vederne le opere, gli spostamenti a Fossano, Saluzzo e a Torino. L'idea di Giuseppe era quella di partire in missione, in Brasile, nel Rionegro. Il caso volle diversamente: arrivato a Trieste in treno per imbarcarsi verso il Brasile, una congiuntivite lo fermò. Tornò a Torino, riprovò a partire per le missioni e pieno di speranza spedì il baule con tutte le sue cose in Brasile. La guerra gli impedì di partire e in Missione rimase solo il suo baule. Così, dedicò tutti i suoi anni al servizio nella Basilica di Maria Ausiliatrice. Confratello tenace nel compiere l'obbedienza (provvisoria dal 1937) di Aiutante Sacrista per 7 anni e, per circa 70 anni, Capo Sacrista della Basilica di Maria Ausiliatrice.
E quando la guerra incombeva e le sirene suonavano, lui preferiva rifugiarsi all'interno della Basilica. Dopo, tra i tanti ricordi, il viaggio a Roma, per sei giorni, nel furgone contenente l'urna di don Bosco da esporre per l'inaugurazione della chiesa di don Bosco, nella capitale. «Urna esposta poi anche nella basilica di San Pietro, insieme a quella di san Pio X».
E ancora, una “mole” di rapporti umani con l'intero quartiere.
Dalla sua stanza all'ultimo piano, osserva la cupola della Basilica e ricorda come effettuava il cambio delle lampadine, poste sulla corona della statua della Madonna. Giuseppe arrivava fin lassù con una semplice scala, tenuta da un altro operaio: «Tempi in cui la sicurezza non imponeva regole. Qualcuno doveva farlo e io lo facevo». Pensa, ripensa, conta mentalmente tutte quelle lampadine cambiate. Da una finestra, osserva il luogo dove ora, e per undici mesi l'anno, si trova il carro dove, ogni 24 maggio, la statua della Madonna esce dalla Basilica per la processione nel quartiere. I ricordi vanno all'enorme lavoro per l'addobbo, la composizione del carro, la distribuzione dei fiori...
Una storia lunghissima, la sua. Scritta nello stesso identico posto. A Valdocco ha trascorso e trascorre una vita dedicata al servizio della Chiesa, di don Bosco e di Dio. Una vita spesa nel lavoro, al servizio degli altri, del prossimo, in continuo dialogo, a sinistra, destra, centro. Senza collocazione. Perché il prossimo con cui entrava ed entra in relazione non ha mai avuto né colore, né etichetta, né collocazione politica.
Ha aiutato a rivestire i sacri indumenti Cardinali, Vescovi, Rettori Maggiori, Ispettori e semplici confratelli sempre con la stessa gentilezza e precisione. Per lui non contava l'“importanza” del Celebrante, importava che la Casula cadesse perfettamente dalle spalle su cui l'aggiustava con una tecnica tutta sua, condita dalle sua battute argute ed allegre.
L'adorazione ed il rosario del pomeriggio erano il suo regno: cantava con esemplare energia per animare un coro ultimamente un po' dissestato ma molto devoto.
E poi quanto ha pregato il Sig. Giuseppe! a quante messe ha partecipato! Appena poteva, anche al mattino presto, scendeva in Basilica, faceva quattro chiacchiere con chi incontrava e poi giù messe, rosari, preghiere.
Molto anziano, con il sorriso sulle labbra, che mai gli è mancato, davanti all'urna di don Bosco, pareva chiedere di poter cambiare “parte”. Confida: «Ora, avendo meno forze e più tempo, mi piacerebbe recitare la parte di Maria, dopo tanti anni di Marta». E citava alcuni versetti del Vangelo di Luca: «Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto fattasi avanti, le disse: “Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”. Ma Gesù le rispose: “Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta» (10,40-42).
In ogni caso, nonostante tutto, tutte le mattine, Giuseppe continuava a dare il suo contributo in sacrestia e altrove. Rimanendo per tutti un pezzo importante della storia salesiana di Valdocco e della Basilica di Maria Ausiliatrice.