I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

CONOSCERE LA FAMIGLIA SALESIANA

P.B.

Un modo di “nutrire” il mondo con Dio

Le Volontarie di don Bosco

Un Istituto di vere apostole nel cuore del mondo, agile, moderno, diffuso nel mondo fondato con una felice intuizione dal beato Filippo Rinaldi

Sono donne pienamente immerse nel mondo, impegnate nelle occupazioni ordinarie, nelle varie attività professionali, dove cercano di operare con competenza, testimoniare con coerenza i valori umani e cristiani, scoprire e rendere visibile il buono che si trova nelle varie realtà. Innamorate di Dio, vogliono essere come Gesù caste, povere e obbedienti e per questo si consacrano con i voti, restando laiche e impegnandosi ad essere testimoni della radicalità dell'amore. Inserite nel contesto sociale e culturale in cui vivono e di cui conoscono ed accolgono le sfide, prediligono i “luoghi di frontiera”, le nuove povertà, il campo educativo e sociale per essere profeti di speranza, attente a difendere i diritti e la dignità dei più deboli e a costruire, giorno per giorno, la città dell'uomo.

Compagne di viaggio
In una società che spesso dimentica la rettitudine, la giustizia, la solidarietà, loro cercano di farsi voce di chi non ha voce, di farsi compagne di viaggio di chi fatica ad andare avanti, di farsi segno di condivisione per sconfiggere l'egoismo e l'individualismo. E tutto questo senza avere l'aria di voler insegnare qualcosa, da “prime della classe”, ma con l'umiltà di chi si mette accanto all'altro e offre semplicemente la propria esperienza per dire, con la vita, che è possibile amare in maniera libera, gratuita e definitiva; che è possibile amministrare i beni materiali, utilizzandoli al servizio dell'uomo e in spirito di solidarietà, e che nell'attenzione ai segni dei tempi e nell'accoglienza serena e gioiosa della Volontà di Dio, si contribuisce alla costruzione del Regno. Sembrerebbe nulla di straordinario, ma è nella semplicità e nell'ordinarietà del quotidiano vissuto con coerenza cristiana, animata dalla radicalità di un amore che si fa ogni giorno dono per gli altri, che ogni cosa acquista un sapore speciale. È un modo per “nutrire” ogni giorno questo mondo con Dio, che dà senso alla loro vita e speranza ad ogni uomo; un modo per far “assaporare” l'andare controcorrente, vivendo l'amore gratuito, la tenerezza, la misericordia, e gustare la felicità di scoprire nuovi orizzonti.
Le Volontarie di don Bosco non si distinguono per dei segni esteriori; nulla le separa dagli altri, anzi, una delle loro caratteristiche, in quanto appartenenti ad un Istituto Secolare, è quella di mantenere un equilibrato “riserboz” sulla propria appartenenza all'Istituto, per potersi inserire con maggiore efficacia nei vari ambienti in cui si è presenti ed essere per ognuno un segno imitabile. Il riserbo è, inoltre, un segno di povertà, un invito ad “essere, prima che a dire”, un voler sollevare interrogativi che facciano riflettere e mettere in discussione. La loro presenza vuole essere come il sale che si scioglie e dà sapore, come il lievito che sparisce nella massa e rende buono il pane.

Attente alla sfida dell'ambiente
Non hanno vita in comune, ma vivono in comunione di vita. Abitano da sole o in famiglia e si incontrano in gruppi di riferimento per formarsi, sostenersi, confrontarsi e aiutarsi, condividendo la gioia di stare insieme.
Non hanno opere apostoliche comuni quali scuole, oratori ecc., ma ognuna è attenta alle sfide dell'ambiente in cui vive e si impegna con creatività e disponibilità in diversi ambiti - parrocchiale, sociale, politico, sindacale, mass-mediale - per rendere il mondo più umano e annunciare Cristo con la propria vita. Si può dire, così, che l'efficacia della loro missione è strettamente collegata alla coerenza della loro vita, alla fedeltà alla loro vocazione. L'“opera” sono loro stesse con il loro modo di agire, di impegnarsi, di relazionarsi. Tutta la loro vita diviene missione.
L'Istituto Secolare Salesiano a cui appartengono è stato fondato dal terzo successore di don Bosco, don Filippo Rinaldi, nel 1917. Le Volontarie di don Bosco (VDB) oggi sono circa 1300, presenti in tutti i Continenti. Seguendo lo stile di don Bosco e animate dalla sua stessa passione apostolica, non possono restare indifferenti dinanzi a tanti giovani che perdono la speranza o che rimpiccioliscono i loro orizzonti perché nessuno si è messo accanto a loro per aiutarli a scoprire la vera Vita. Per questo direttamente o indirettamente si occupano di loro, sono attente ai loro problemi e fanno di tutto per aiutarli a “volare alto” e a non rinunciare ai loro sogni.
Portano don Bosco nel cuore per cui si relazionano con tutti con cordialità e tenerezza, spirito di collaborazione e di gioia, in uno stile di famiglia e di comunione.

Custodire la contemplazione
Una vita tanto impegnata in pieno mondo, bombardata da sollecitazioni di tutti i generi, deve necessariamente alimentarsi di preghiera profonda e costante per cui è importante per loro «custodire - come dice papa Francesco - la contemplazione, questa dimensione contemplativa verso il Signore e anche nei confronti del mondo; contemplare la realtà, come contemplare le bellezze del mondo, e anche i grossi peccati della società, le deviazioni, tutte queste cose, e sempre in tensione spirituale». Questo permetterà di farsi “ponti”, “interpreti” tra il mondo e la Chiesa, tra la società secolarizzata e la vita di fede.
La vostra vocazione è affascinante - ha detto papa Francesco agli Istituti Secolari - perché è una vocazione che è proprio lì, dove si gioca la salvezza non solo delle persone, ma delle istituzioni. E di tante istituzioni laiche necessarie nel mondo”.
È vita normale, lievito, seme, che cresce e fa crescere. Un piccolo seme, ma che può divenire una grande pianta che darà ombra e riparo a quanti cercano un po' di sollievo.

Per saperne di più: www.volontariedonbosco.org