I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

IL MESSAGGIO DEL RETTOR MAGGIORE

DON ÁNGEL FERNÁNDEZ ARTIME

Benvenuto papa Francesco!

Il dono di una spiritualità mariana e missionaria

Quando monsignor Jorge Bergoglio era vescovo ausiliare e poi arcivescovo di Buenos Aires, ogni 24 del mese faceva una scappata nella Basilica di Maria Ausiliatrice in metropolitana o in bus per “saludar a la Madre Auxiliadora” e farsi una chiacchierata con la Madonna. Il cardinale appariva nelle ore non frequentate dai fedeli, saliva nella cappella in alto di questa imponente e magnifica chiesa, s'inginocchiava in un banco nascosto da un pilastro e lì, ai piedi della statua benedetta da don Bosco, pregava a lungo.
È perfettamente naturale che nel suo viaggio a Torino il Papa si fermi nella Basilica di Maria Ausiliatrice. Ha voluto fortemente questo viaggio, per esprimere tutta la sua devozione per Maria Ausiliatrice e don Bosco.
Rivolgendosi ai membri del Capitolo Generale XXVII ha detto: «L'evangelizzazione dei giovani è la missione che lo Spirito Santo vi ha affidato nella Chiesa. L'esperienza di don Bosco e il suo sistema preventivo vi sostengano sempre nell'impegno a vivere con i giovani. La presenza in mezzo a loro si distingua per quella tenerezza che don Bosco ha chiamato amorevolezza, sperimentando anche nuovi linguaggi, ma ben sapendo che quello del cuore è il linguaggio fondamentale per avvicinarsi e diventare loro amici. Il bicentenario della nascita di don Bosco è un momento propizio per riproporre il carisma del vostro Fondatore. Maria Ausiliatrice non ha mai fatto mancare il suo aiuto nella vita della Congregazione, e certamente non lo farà mancare neppure in futuro».

Le radici della sua devozione a Maria
In diversi scritti, soprattutto nelle lettere indirizzate a don Cayetano Bruno, conservate nell'Archivio Salesiano di Buenos Aires, papa Francesco descrive la sua devozione mariana e l'esperienza salesiana che la sua famiglia gli trasmise e gli fece vivere. In una di esse dichiara: «Non è strano che parli con affetto dei Salesiani, perché la mia famiglia si alimentò spiritualmente dai Salesiani di San Carlos. Da bambino imparai ad andare alla processione di Maria Ausiliatrice. Quando stavo in casa di mia nonna, andavo all'Oratorio di San Francesco di Sales. Ci avevano insegnato a chiedere “la benedizione di Maria Ausiliatrice” ogni volta che ci congedavamo da un Salesiano».
Battezzato nella Basilica di Maria Ausiliatrice, cominciò a partecipare alle processioni in suo onore accompagnato dalla nonna materna. Sono segni che lo porteranno nel collegio salesiano di Ramos Mejía e a conoscere la testimonianza di molti salesiani, tra i quali si distingue il sacerdote missionario Enrique Pozzoli. Tutti elementi che contribuiranno a fortificare e approfondire la sua pietà mariana.
Accompagnato da padre Pozzoli, il suo processo di discernimento vocazionale lo portò a pregare e scoprire la volontà di Dio ai piedi dell'immagine dell'Ausiliatrice della Basilica di San Carlos benedetta da don Bosco in persona.
Ricorda: «Una “Buonanotte” che fece impressione fu sulla necessità di pregare la Santissima Vergine per capire bene la propria vocazione. Ricordo che quella notte pregai intensamente fino al dormitorio... e da quella sera non mi sono mai addormentato senza pregare. Era un momento psicologicamente adatto a dare un senso al giorno, e alle cose».

La sua devozione mariana e il suo invito ad andare alle periferie
Negli scritti del Santo Padre, quando era ancora Cardinale di Buenos Aires, emerge soprattutto che la sua esperienza salesiana unisce fortemente la devozione mariana con la vita sacramentale e l'impulso missionario. La sua devozione alla “Madre Ausiliatrice” gli permette di comprendere l'ardore missionario di molti figli di don Bosco e membri della Famiglia Salesiana che conosce con il passare degli anni.
In questa chiave, tenendo in gran conto la sua devozione a Maria Ausiliatrice, possiamo rileggere questi ricordi confidenziali che inserisce in una delle sue lettere: «Vidi i quartieri senza cura pastorale; ciò mi preoccupò e iniziammo a seguire i bambini; il sabato pomeriggio insegnavamo catechismo, poi giocavano, ecc. Mi resi conto che noi professori avevamo il voto d'insegnare la dottrina a bambini e ignoranti, e cominciai io stesso a farlo insieme agli studenti. La cosa andò crescendo; si edificarono cinque chiese grandi, si mobilitarono in modo organizzato i bambini della zona... e non solamente il sabato pomeriggio e la domenica mattina... Allora venne l'accusa che questo non era un apostolato proprio dei gesuiti; che io avevo salesianizzato (sic!) la formazione».
Il Signore mi ha concesso la grazia in questo tempo di conoscere in diverse zone del mondo l'opera dei Salesiani e mi ha regalato il privilegio di essere testimone dell'azione di Maria Ausiliatrice in mezzo a noi. È la Vergine dei tempi difficili che ci incoraggia ad andare alle periferie seguendo l'invito di papa Francesco e a crescere nella coscienza di essere servi dei giovani, per vivere realmente la consegna della strenna di questo anno Bicentenario: Come don Bosco, con i giovani, per i giovani...