I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LE CASE DI DON BOSCO

PIA DONAGGIO

Don Bosco a Chioggia
«Mi qua ghe su nato!»

Tra le case, le calli, la piazza, il mercato del pesce e le barche di questa splendida città lagunare si apre un oratorio salesiano con radici lontane e un promettente futuro.

A Chioggia, si conoscono i Salesiani fin dal 1888, anno della morte di don Bosco a Torino. È una lettera di un sacerdote chioggiotto, abitante a Venezia, don Vincenzo Nordio, il primo documento inviato in quell'anno al vescovo di Chioggia, Ludovico Marangoni, che esprime la volontà della signora Giustina Furlan di fondare, con i suoi beni, l'Istituto salesiano. Le intenzioni di questa signora sono descritte nella lettera inviata a don Rua, primo successore di don Bosco, dallo stesso vescovo Marangoni negli anni successivi: «Un gran numero di fanciulli di varia età sta tutto il giorno nelle nostre vie in preda all'ozio. Impotenti i genitori a dar loro una educazione. La signora Giustina Furlan è venuta alla nobile determinazione di giovare a questi giovani, fondando un istituto di Salesiani qui a Chioggia. Io la prego a consolare questa città con la presenza dei suoi figli, i Salesiani».

Un tenente d'artiglieria che diventerà Rettor Maggiore
I primi Salesiani arrivano a Chioggia e prendono possesso della nuova Opera nel dicembre del 1899. La gioventù alla quale rivolgono le loro cure è quella abbandonata nelle calli e sulle rive. Subito dopo l'Oratorio, nascono il doposcuola, le scuole elementari (1901), i Circoli giovanili, il Circolo operaio S. Giusto (1908), il Ricreatorio per adulti, la Scuola di Banda e la Filodrammatica. Nell'ottobre del 1900 viene benedetta la chiesa, intitolata a Maria Ausiliatrice. Da allora in poi le tappe della vita dell'Oratorio, sono caratterizzate da avvenimenti significativi, molti decisamente di rilievo, primo fra tutti l'arrivo a Chioggia nel 1903 di don Michele Rua accolto dal secondo direttore, don Natale Brusasca, e dalla stessa signora Giustina Furlan. L'Istituto ha una vita intensa e serena fino al primo conflitto mondiale, quando è adibito a ospedale militare: il tenente di artiglieria, don Renato Ziggiotti, che diventerà una quarantina d'anni più tardi Rettor Maggiore dei Salesiani, quinto successore di don Bosco, viene ricoverato a Chioggia. Durante la seconda guerra mondiale l'Oratorio diviene centro attivo di clandestina resistenza, anche per tacito consenso del direttore di allora, don Giuseppe Del Favero.

Il "paparoto"
Del dopoguerra è l'esperienza in Oratorio, nell'attuale sala giochi, del "paparoto", la refezione cioè per circa 200 ragazzi veramente affamati: "Ai Salesiani si mangiava tanto bene; brave erano le cuoche e Sartori! C'era un grande calderone di rame e tante scodelle smaltate." Sempre presenti negli anni gli exallievi che hanno vissuto e vivono l'Oratorio come il cuore stesso di don Bosco. Non mancano le Associazioni: negli anni '30 nasce la Gioventù Italiana di Azione Cattolica che pone alla base della formazione il motto "Preghiera, Azione, Sacrificio".
Il 24 maggio 1945 nasce il Gruppo scout Chioggia 1, che quest'anno 2015, Bicentenario della nascita di don Bosco, festeggia il suo settantesimo compleanno: il salesiano fondatore è don Giuseppe Maria De Bortoli. Nel tempo altri salesiani, comprendendo fortemente il valore educativo dello scautismo, seguiranno il Gruppo, in particolare don Giovanni Nogler, don Italo Fantoni, don Giorgio Marchiori, don Luigi Maistrello, don Silvio Ballarini, don Cesare Vittori, don Marco Favero. Domenica 11 dicembre 1966 viene inaugurata la nuova parrocchia della città intitolata a Maria Ausiliatrice e nominato il primo parroco, don Angelo Muraro che fin dall'inizio afferma che "Si tratta di una Parrocchia salesiana e la Salesianità si scopre nella scelta preferenziale che ha fatto dei giovani. È una parrocchia veramente popolare!".
Intenso in questo periodo il lavoro del Salesiano Coadiutore Ildebrando Sartori ("factotum" dei Salesiani, a Chioggia con "obbedienza provvisoria" fin dal febbraio del 1947, vi rimarrà fino alla sua morte nel giugno del 2004), per preparare tutti gli ambienti adatti ad una parrocchia, soprattutto per la catechesi; a Sartori si deve la "salesianità" di tutto l'Istituto San Giusto, tutti i nuovi lavori e quelli di restauro e conservazione infatti lo vedono impegnato in prima persona.
Instancabile negli anni la presenza di don Michelangelo Aldegheri in cortile tra i ragazzi, in Chiesa nel silenzio della preghiera, nel lavoro nei vari cantieri. Dall'esperienza del Piccolo Clero prima e dei Domenichini e Luigini poi, nascono negli anni '70 in forma organica e metodologica i gruppi degli Amici Domenico Savio, ADS: tanti i Salesiani impegnati, ricordiamo don Frediano Brovedani, don Germano Colombo, don Michele Rigoni, don Gianni Beraldo, don Marco Cescut e molti altri.
Grazie anche alla presenza delle Suore Guanelliane di Calle Seminario l'oratorio si apre al mondo femminile accogliendolo nelle sue strutture. Nel 1975 si inizia a parlare all'oratorio di Famiglia Salesiana dopo la promessa del primo gruppo di Salesiani Cooperatori e negli anni successivi altre promesse portano alla nascita del Centro dei Salesiani Cooperatori di Chioggia. Alla fine del 1997 ha inizio l'attività del Gruppo teatrale dell'oratorio che si dà il nome dell'appena defunto don Michelengelo Aldegheri al quale dedicherà il suo primo musical. Il 25 marzo 1999 ecco la Polisportiva Giovanile Salesiana, PGS, animata da don Battista Pettenuzzo e arricchita dalla precedente esperienza di don Nicola Pelizzon.

Centosedici anni di intensa "salesianità"
Ma già inizia un altro secolo di storia! Dalle celebrazioni del Centenario della presenza salesiana a Chioggia (1999) sono trascorsi anni di grandi trasformazioni nella società, nella Chiesa, nell'Istituto salesiano S. Giusto. Viene elaborato in questi anni il Progetto educativo pastorale che mette in luce il clima di integrazione fra fede e vita che si respira in oratorio.
Tutto secondo il metodo tipicamente salesiano che è "il sistema preventivo di don Bosco" per aiutare i giovani a diventare "buoni cristiani e onesti cittadini". Oggi la Comunità Salesiana è formata da cinque preti, don Rossano, don Marco, don Battista, don Italo, don Gianluca Brisotto, e due Salesiani Coadiutori Ennio Bonaldo e Roberto Zin. Si consolidano le esperienze associative già operanti da parecchi anni in oratorio. Si sperimentano nuove strade per il cammino di Iniziazione Cristiana dei ragazzi grazie a catechiste sempre disponibili al confronto. Si apre una nuova dimensione missionaria attraverso tre esperienze: il Gruppo delle adozioni a distanza, un centinaio di famiglie impegnate mensilmente con la Bolivia dove operano don Luigi Maistrello e il chioggiotto don Enrico Dario; il Movimento degli Adulti Scout Cattolici Italiani (MASCI) che attraverso la Sagra del Pesce dal 2000, con il servizio di molti oratoriani, raggiunge economicamente i cinque continenti, tra cui Moldavia e Romania con don Sergio Bergamin e l'Etiopia con il Coadiutore chioggiotto Cesare Bullo; il Gruppo Mamma Margherita che dal 2003 coinvolge una ventina di signore per l'elaborazione di manufatti, il ricavato della cui vendita va a favore delle missioni salesiane e dell'Oratorio.
I "116 anni" dell'Opera salesiana di Chioggia sono la sintesi delle tante esperienze di gruppo, ma anche di quelle di singole persone che hanno messo a servizio di don Bosco la propria vita. Attorno al Cinema Teatro si amalgama un gruppo per un servizio continuo di assistenza e programmazione. Il bar dell'oratorio, luogo di incontro dei ragazzi anche per qualche buona parola sulla sobrietà, è gestito con competenza da volontarie e volontari.
Il presepe della chiesa, ogni anno a Natale sempre diverso e sempre più bello, è modellato dal gruppo "Amici del presepio" che ha voluto intitolarsi a Ildebrando Sartori.
Sono fortemente attivi il gruppo di gestione della Festa Popolare, il gruppo degli animatori dell'Estate ragazzi e del Carnevale, i cori e gruppi musicali che trovano ospitalità in oratorio e si esibiscono nelle varie feste, il gruppo dei chierichetti sempre presenti a tutte le liturgie festive ben preparate dal gruppo liturgico. Il guardaroba della Casa e della Chiesa è curato con pazienza e amore da laiche impegnate che sono a disposizione anche dei gruppi per ogni iniziativa.
Che dire in conclusione? Il prossimo spettacolo teatrale ideato da don Marco "Mi qua ghe su nato!" in occasione della Festa Popolare del Bicentenario della nascita di don Bosco spiega tutte queste presenze attive: l'oratorio e la parrocchia sono patrimonio di tutti e per questo tutti collaborano al bene dei giovani che si sentono "nati" in questa Casa.
C'è una certezza che unisce: don Bosco mantiene le promesse.