I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

IL LORO RICORDO È BENEDIZIONE

DON ALESSANDRO FARINA

Morto a Napoli il 30 dicembre 2013, a 48 anni.

Alessandro nasce a Napoli il 16 luglio 1965 da papà Guido e da mamma Liliana. È secondo di quattro figli: Albino, Alessandro, Andrea e Roberta. Orfano di padre all'età di 17 anni, frequenta il Liceo Classico salesiano di Caserta raggiungendo la Maturità Classica nel 1983 e laureandosi successivamente in Economia e Commercio all'Università "Federico II" di Napoli. Nel 1993 vive il suo anno di noviziato a Lanuvio. Il 18 maggio 2002 riceve l'ordinazione sacerdotale da parte di monsignor Raffaele Nogaro. La frase che sceglie per la sua ordinazione è: "Ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Mt 28,20). Dal 2006 al 2013 svolge il suo servizio di Economo ispettoriale della IME.
Dall'omelia dell'Ispettore don Pasquale Cristiani il giorno del funerale: «La dipartita del nostro carissimo Alessandro, dopo un calvario durato circa due anni e mezzo, tra chemioterapie e quattro interventi chirurgici, mi spinge a comunicarvi l'esperienza che in questi anni mi ha portato a lavorare insieme a lui in questo compito di animazione dell'Ispettoria. Ho potuto cogliere e vivere, dietro un carattere forte e, alcune volte, duro, una persona speciale.
Speciale perché di una spiritualità non vistosa, ma silenziosa e profonda, priva di ostentazione. Speciale perché legato a Gesù della divina misericordia.
Speciale perché affidato a Maria, mamma e aiuto che accompagna i suoi figli.
Speciale perché attento ai bisogni degli altri, senza mettersi in mostra. Speciale perché amante della vita. Speciale perché pieno di affetto verso tutti, ma soprattutto gli ultimi.
Speciale perché disponibile, se di sua competenza, a risolvere qualunque problema. Speciale perché generoso senza riserve. Speciale perché responsabile in tutti gli incarichi assunti, soprattutto in questi tempi difficili. Speciale perché capace di sorridere, scherzare e perdonare.
Speciale perché non si arrendeva mai. Speciale perché preciso nei suoi impegni. Speciale perché competente e maturo.
Fino alla fine ha mostrato tanta fede e abbandono al Signore della Vita, soffrendo e offrendo in silenzio. Non amava farsi compatire. Era pronto per presentarsi al Signore, ed era cosciente, senza alcun rammarico, ma... "sia fatta la sua volontà!". Di fronte alle nostre insistenze di chiedere la grazia a don Rua, fino alla fine ha ripetuto: "il Signore sa quello che Lui vuole e se lo vuole".
Domenica 29 dicembre, festa della Santa Famiglia, abbiamo celebrato insieme l'Eucarestia nella sua camera, come desiderava, mentre lui era sul letto della sofferenza continuando a nascondere il suo dolore e partecipando soddisfatto di averci accanto. Il suo volto quasi ci diceva: "tutto è compiuto!".
Lo abbiamo visto sulla croce di Gesù, pura offerta, Salesiano Sacerdote sempre con il sorriso, rasserenante e il volto di don Bosco a sussurrarci: "vi aspetto tutti in Paradiso!"».

Don Alessandro era un sacerdote magnifico.
Potevo sempre contare su di lui. Non avevi il tempo di chiedergli qualcosa che subito te la dava. Per me era come un padre, un fratello, un amico che ti dava consigli su come fare ed era sempre disponibile. Lo chiamavo "o carabinier" perché stava sempre in giro, sempre presente. Quando lo andavi a trovare non te ne andavi mai con le mani in mano. Ci sono tanti ricordi belli passati insieme con don Alessandro. Tanti dicevano che don Alessandro era un uomo duro, ma non era affatto vero, non lo conoscevano, aveva un cuore grandissimo.
(Simone Pizzo, ragazzo della comunità famiglia "Il Sogno")