I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

COME DON BOSCO

PINO PELLEGRINO

Maschile-femminile

È un dibattito accanito. Sempre più forti, anche grazie all'appoggio di molti mezzi di comunicazione, sembrano coloro che negano ogni differenza tra il "genere" maschile e il "genere" femminile. A noi restano molti ragionevoli dubbi. Ci pare che le prove della naturale differenza tra i due generi esistano e provochino spesso a livello educativo non pochi fraintendimenti.
Ecco alcuni esempi.

I maschietti, fin dal secondo mese, ridono di più delle femminucce. In media 50 volte al giorno rispetto a 37. È forse un indice che, fin da piccolo, il bambino è più estroverso della bambina?
Sono stati videoregistrati bambini neonati (e quindi non ancora influenzati da alcuna 'cultura') ai quali venivano posti due stimoli visivi differenti: un viso di una donna sorridente da una parte e un pupazzo che muoveva e penzolava dall'altra. Gli occhi dei bambini venivano ripresi per essere analizzati poi da psicologi.
Ebbene, dall'analisi è risultato chiaramente che mentre i maschi preferivano nella maggioranza assoluta il giochino penzolante, le femmine si incantavano davanti al viso della donna sorridente.
I ricercatori hanno concluso che «al di là di ogni dubbio, le differenze d'interesse tra maschi e femmine, sono biologicamente innate!».
Un altro studio che ha interessato ben 37 culture diverse ha rilevato che dai tedeschi ai pigmei, dagli abitanti di Taiwan agli esquimesi, in ogni cultura, le donne sono particolarmente interessate alla posizione sociale e al potere, che questa comporta, del potenziale marito, mentre gli uomini sono maggiormente attratti dal corpo e dalle caratteristiche fisiche delle potenziali mogli.

Ma andiamo più a fondo
I maschi sono più orientati verso una strategia del potere, le femmine verso una strategia delle relazioni.
Le donne memorizzano in modo più profondo dei maschi. Se si fa un apprezzamento fisico negativo a una ragazza, ci penserà su probabilmente molto più di un ragazzo.
Se si svilisce una figlia, gli effetti possono essere prolungati e la tristezza perdurare.
Insomma, è ben giustificato il detto: «Le donne non dimenticano: archiviano».
Le donne sono più capaci di "empatia" (la capacità di 'mettersi nei panni degli altri'). Se un bambino si fa male mentre gioca al calcio, i compagni si aspettano che si faccia da parte per poter proseguire il gioco. Le bambine, invece, smettono di giocare e circondano il piccolo che piange. È la prova che nelle donne è maggiormente presente la tendenza al "prendersi cura".

Proseguiamo
Essere donna significa essere più portata a difendersi con la lingua, in modo non sempre limpido. Il narratore francese Abel Hermant (1862-1950) con fine umorismo (ma con tanta verità, secondo noi) diceva: "Gli uomini sono i plebei della menzogna; le donne ne sono l'aristocrazia!".
Altri dicono la stessa cosa quando affermano che le donne sono esperte nel bullismo verbale talora ben più grave del bullismo fisico che è più tipico dei maschi. Le donne uccidono con la lingua, gli uomini con le armi: due 'stili' ugualmente deprecabili!
Essere donna significa avere più potere persuasivo dell'uomo. Non per nulla circola il detto: «Gli uomini fanno le leggi, le donne fanno i costumi».

Ancora
Essere donna significa avere un cervello meno pesante di quello dell'uomo: 1171 grammi di fronte ai 1308 del maschio. (Va subito detto però che non vi è rapporto tra massa cerebrale e abilità mentali!)
Essere donna significa avere il sottile fascino del superfluo. È un dato di fatto che le donne sono calamitate dalle vetrine, dai mercati, dai grandi negozi (curiosità: una ricerca inglese ci rivela che le donne possiedono, mediamente, 17 paia di calze; gli uomini si accontentano di 7).
Essere donna significa avere un miglior rapporto con il linguaggio verbale (gli uomini che soffrono di balbuzie sono dodici volte più numerosi delle donne).
Sempre in tema, è proprio delle donne avere la risposta pronta, immediata, talora caustica, sprezzante, graffiante, mordace.
Essere donna vuol dire far lavorare maggiormente l'emisfero destro del cervello che presiede all'intuire, al sentire. L'emisfero sinistro attivato prevalentemente dall'uomo, presiede, invece, al razionalizzare, al calcolare.
Per questo alcuni dicono che nella donna tutto è cuore, persino la testa!
Essere donna significa essere più controllata.
I maschi tendono a mettersi in situazioni adrenaliniche, rischiose.
Fin da piccoli, quando compiono i primi passi, i bambini tendono, ad esempio, a mettere le dita nelle prese elettriche, cercano di rimanere in equilibrio su una palla, fanno capriole sopra il letto e giù dal letto... Sono più numerosi i maschi che cercano esperienze nuove (il 20% di fronte al 12% delle donne).

Terminiamo
Con un'ultima differenza: essere donna significa essere molto più misteriosa, più "complessa" dell'uomo, più introversa (è forse per questo che le ragazze amano il selfie più dei maschi?).
Tale caratteristica del genere femminile aveva colpito lo stesso Sigmund Freud (1856-1939), il padre fondatore della psicanalisi, che un giorno ha dovuto arrendersi: «La grande domanda alla quale non sono riuscito a rispondermi, nonostante trenta anni di ricerche sull'anima femminile, è che cosa vuole una donna!».

Sono solo alcuni esempi di "diversità"
'Diversità' che (si noti) non ha nulla a che fare con 'superiorità' o 'inferiorità'. Domandarsi se gli uomini sono superiori alle donne, è come domandarsi se il cucchiaio è più importante della forchetta! Mascolinità e femminilità sono due aspetti complementari: una duplicità che differenzia, ma anche arricchisce l'unico 'genere' di fondo: il 'genere' umano.
Un mondo di soli uomini, come di sole donne, sarebbe un mondo monotono e piatto come la pastasciutta in bianco che ha lo stesso sapore dappertutto!

PIETRE MILIARI
"Date una palla ad un gruppo di bambine e sempre la giocheranno con le mani. Datelo ad un gruppo di maschi e la giocheranno con i piedi" (Sigmund Freud, fondatore della psicanalisi, 1856-1939).
"Il matrimonio nasce dall'integrazione di due psicologie diverse, quella femminile e quella maschile, necessarie, senz'ombra di dubbio, per la crescita armoniosa dei figli" (Eugenio Borgna, psichiatra, primario emerito dell'ospedale di Novara, 1930).
"Per equalizzare tutto, possiamo chiamare mele le pere, in modo da cancellare ogni differenza tra i frutti?" (Vittorio Possenti, filosofo vivente).

QUESTO DICO AL FIGLIO ADOLESCENTE
• Se la gallina non è un'oca, perché noi dovremmo essere uguali?
• Solo sul vocabolario 'successo' arriva prima di 'sudore'. Nella vita mai!
• Se vuoi mangiare la mandorla, devi rompere il guscio!
• Chi non lavora, resta mediocre.
• Si vive una volta sola: non ha senso passare giorni morti.
• Il successo è una scala a pioli: non puoi salirla con le mani in tasca!