I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

SALESIANI NEL MONDO

MICHAL WOCIAL

Don Bosco in Ucraina

Che accadrà domani?

«Siamo dovuti partire in fretta, perché sparavano dappertutto. Abbiamo tre bambini. Siamo partiti in macchina. Non ci lasciavano partire. Abbiamo dovuto aspettare molto a lungo, implorare, ci hanno fatto passare solo per via dei bambini. Ci siamo trovati per strada a Odessa in mezzo alla notte, senza un posto dove andare. Abbiamo provato a cercare una casa. Appena sapevano da dove eravamo venuti subito smettevano di parlarci. Nessuno vuole affittare ai rifugiati (...) I bambini sono traumatizzati. Si spaventano per qualsiasi rumore. Siamo riusciti a malapena a trovare lavoro. Ma finora non abbiamo la certezza che ci pagheranno lo stipendio».

Un rifugiato della regione di Donetsk

In Ucraina stiamo attraversando un periodo di cambiamenti. I salesiani e le salesiane non lavorano né in Crimea né nelle "repubbliche popolari": Donetsk e Lugansk. Al giorno d'oggi per le vie della città dove si trovano non c'è guerra aperta. I problemi più sentiti sono l'incertezza del domani e la crisi economica. Dalle zone ATO (quelle in cui c'è la guerra) sono venuti circa 900.000 rifugiati, in cerca soprattutto di una casa e un lavoro. La valuta locale (la grivna) nell'arco di un anno si è svalutata di più del 100%. I prezzi crescono. Il governo, in cerca di fondi per la guerra e per pagare i debiti dall'estero, introduce nuove tasse e limita le spese nell'ambito sociale (educazione, salute, ecc.). Le aziende chiudono. Le persone perdono il lavoro. La povertà in crescita causa un aumento della criminalità nella società. Ne hanno fatto le spese per esempio i salesiani di Odessa, dove nell'arco di una settimana ci sono stati due furti. Per risparmiare energia per il riscaldamento la maggior parte delle scuole e alcuni istituti superiori sono stati chiusi da dicembre alla fine di febbraio. In questo periodo i nostri oratori sono stati particolarmente utili per occupare il tantissimo tempo libero che si sono trovati ad avere improvvisamente molti giovani e bambini. A dicembre in tutta la nazione è mancato il carbone, e quindi ci veniva staccata l'energia elettrica quasi ogni giorno per qualche ora. Alcuni uomini aspettano la chiamata alle armi. Altri già stanno tornando dal servizio militare feriti nell'anima e nel corpo. Altri ancora non torneranno più. I giovani delle nostre parrocchie e dei nostri oratori vogliono fuggire in massa dall'Ucraina, non vedendo di fronte a sé un futuro e vivendo nell'incertezza del domani. Molti di loro cercano se hanno radici polacche per poter andare in Polonia a studiare. Il doloroso risultato di questa situazione attuale, che a volte è anche quella di molti cattolici, è la divisione della società in nazionalisti ucraini e nazionalisti russi. Le divisioni sono abilmente alimentate dai mass-media russi e dalle organizzazioni nazionalistiche estremiste ucraine.

L'Ucraina salesiana
L'Ucraina è uno stato grande, giovane e con molte differenze al suo interno. Territorialmente è lo stato più grande d'Europa. Dopo essere venuto qua ho iniziato a ringraziare Dio per essere nato in uno stato che ha migliaia di anni di storia, una lingua unica, una nazionalità e una sola religione. L'Ucraina non ha tutte queste cose, e le differenze sono da più di un anno fonte di conflitti, che conosciamo attraverso gli schermi televisivi e i giornali.
La maggior parte dei cristiani in Ucraina sono ortodossi appartenenti a più di un patriarcato. La particolarità dei cattolici ucraini è il fatto che sono l'unico stato al mondo in cui esistono due episcopati cattolici: quello greco-cattolico e quello cattolico romano. È l'unico stato in Europa nel quale la maggior parte dei cattolici appartiene al rito orientale: per circa 300.000 "latini" ci sono più di 5 milioni di greco-cattolici. Questa particolarità è stata "copiata" anche dai salesiani ucraini. È forse l'unico caso nella storia della Società Salesiana dove i confratelli si sono divisi secondo il criterio del rito di appartenenza. Il risultato è stata la nascita prima della delegazione, e dal 2012 del Ramo Speciale per i salesiani di tradizione bizantina con sede a Lviv.
Nei territori ucraini i salesiani sono presenti dal 1904, quando a Dashava è stata aperta la prima opera salesiana. Durante il periodo comunista dell'URSS sono stati obbligati, come tutti gli altri ordini, a interrompere ufficialmente la loro attività. Alcuni (soprattutto polacchi) sono rimasti, lavorando come sacerdoti diocesani, rischiando la salute e la vita. L'esempio più grande è don Tadeusz
Hoppe SDB, che ha lavorato a Odessa negli anni 1958-2003. Con la proclamazione dell'indipendenza dell'Ucraina nel 1991 i salesiani hanno di nuovo iniziato ufficialmente l'attività pastorale.
Al giorno d'oggi in Ucraina ci sono 43 salesiani che lavorano in 7 città: Lviv, Odessa, Kiev, Korostyshiv, Bibrka, Peremyshliany e Dnipropetrovsk. Per mostrare le proporzioni non equilibrate bisogna aggiungere che 29 di loro lavorano a Lviv e nelle sue vicinanze. Il 75% di loro sono ucraini, mentre gli altri sono soprattutto polacchi. Le opere che portano avanti sono: 11 parrocchie, 9 oratori-centri giovanili, 2 ostelli per studenti, 3 scuole (una primaria, un ginnasio e una professionale), una casa famiglia e una casa editrice. La Famiglia Salesiana in Ucraina è rappresentata anche da 7 suore salesiane. Lavorano a Lviv e a Odessa, collaborano a stretto contatto con i salesiani nelle parrocchie e nelle scuole, e portano avanti anche un ostello per ragazze. Nel carisma di don Bosco vivono e lavorano anche: 60 Salesiani e Salesiane Collaboratori, 46 Devoti Fedeli Aiutanti e 2 Volontari di don Bosco.

Di fronte ai cambiamenti
In tutta questa situazione di crisi vediamo anche dei fenomeni di solidarietà e devozione straordinari. Di fronte alla comune povertà sono apparse anche improvvisamente molte persone che vogliono aiutare con il lavoro, con soldi o con i loro talenti. Nelle nostre parrocchie vengono spesso organizzate preghiere speciali e devozioni particolari per la pace. Molte persone digiunano per chiedere la fine della guerra civile. Di fronte alla paura e all'insicurezza sul domani cercano aiuto in Dio. Alcuni salesiani si sono offerti di essere cappellani dei militari nelle zone di combattimenti. La Famiglia Salesiana aiuta anche materialmente i rifugiati provenienti dalla parte orientale dell'Ucraina occupata e dalla Crimea, e anche i soldati feriti nelle zone ATO. La priorità è data ai bambini di famiglie numerose. Per esempio, a Odessa, grazie all'aiuto finanziario dei salesiani polacchi, abbiamo potuto aiutare circa 100 persone al mese, con razioni di cibo, vestiti caldi, pannoloni e medicine. Nell'ambito dell'oratorio, i volontari salesiani organizzano lezioni gratuite per i bambini delle famiglie rifugiate: lezioni di sport, terapia dell'arte, lingua inglese e aiuto psicologico per i loro genitori. Negli ostelli salesiani in Ucraina hanno trovato rifugio studenti e studentesse provenienti dalla Crimea, da Donetsk e da Lugansk. Ci sforziamo soprattutto di non interrompere la nostra attività normale. Vogliamo, in questi momenti difficili, portare speranza e una testimonianza di pace e di gioia divina attraverso catechesi su temi difficili e attraverso l'annuncio della Parola di Dio.

AIUTATECI AD AIUTARE
I Salesiani e le Salesiane in Ucraina chiedono oggi soprattutto preghiere e digiuni per la pace in Ucraina. Chiediamo anche aiuto per i rifugiati provenienti dall'Est dell'Ucraina, che ogni giorno bussano alle porte delle nostre case e parrocchie in cerca di lavoro e di aiuto materiale per le necessità più urgenti.

Contatti: donbosko@mail.ru