I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

EDITORIALE

DON ÁNGEL FERNÁNDEZ ARTIME

«Scrivo a voi, giovani, perché siete forti e la Parola di Dio dimora in voi»

Nella sfolgorante luce della Pasqua e nella forza rivoluzionaria della Risurrezione, ho scelto come titolo di questo messaggio le belle ed energiche parole che leggiamo nella prima lettera di san Giovanni: «Scrivo a voi, giovani, perché siete forti e la Parola di Dio dimora in voi» (1Gv 2,14).
Il motivo di questa scelta è che mi sembra una bellissima concretizzazione della chiamata che oggi il Signore Gesù fa a ciascuno di voi e che senza dubbio don Bosco, con la sua genialità educativa, saprebbe tradurre in sfida e traguardo della vita quotidiana per i suoi giovani.
Miei cari giovani, non posso nascondervi questa mia profonda convinzione: il Signore, Gesù di Nazareth, Figlio del Padre, è la via autentica per la vera felicità di ciascuno di noi, di ciascuno e ciascuna di voi.

Scrivo a voi, perché siete forti
Miei cari giovani, questa è un'affermazione della Parola di Dio, che è molto distante dall'essere un'adulazione o una parola vuota. È in pienezza un'affermazione che esprime come il nostro Dio, nel suo Amore, ha la certezza che voi siete una garanzia per il Regno e per un'Umanità più giusta e fraterna.
Don Bosco credeva ciecamente, pienamente in voi giovani. Faceva sue proprie le inquietudini, speranze e gioie dei suoi giovani (e di voi), vivendo con i suoi giovani, in mezzo a loro e con loro, e in quello che era un dono speciale in lui, di essere uomo della relazione personale, del buon tratto, dell'amicizia e del dialogo, dava ai suoi giovani tutta la fiducia per essere veramente "forti" nel cammino della vita, forti nella fede, credendo realmente nelle proprie capacità e possibilità, credendo che voi potete essere, e dovete essere, perché così chiede il Signore, i veri protagonisti delle vostre vite.

Permetteteci di camminare con voi, tra voi, al vostro fianco
Don Bosco scoprì con grande forza la paternità infinita di Dio e andò permettendo, nella sua libertà, che lo Spirito formasse in lui un cuore di padre dei suoi ragazzi, un cuore pieno di fiducia e gratitudine, che lo portava a darlo tutto e a dare tutto se stesso per i suoi giovani, con lo stesso cuore di Gesù Buon Pastore, attratto in modo speciale dai più piccoli e dai poveri.
Allo stesso modo di don Bosco, oggi, tutti quanti formiamo parte del grande albero che è la Famiglia Salesiana, vorremmo camminare con voi, tra di voi, al vostro fianco, rinnovando la nostra amicizia, tracciando insieme un cammino che ci porta tutti, congiuntamente, a "essere forti" (come ci chiede la Parola di Dio), a camminare insieme verso gli ideali del vero progetto di uomo o donna, che Gesù ci ha mostrato.
Questo camminare insieme vuol significare che ci educhiamo reciprocamente, apportando ciascuno il dono che noi siamo; significa che ci obblighiamo a metterci in cammino per continuare a crescere, avendo attenzione, simpatia e interesse per l'altro, per l'altra, condividendo quegli aneliti, desideri e speranze che riempiono di senso le vostre giovani vite, e le nostre, come risposta all'invito sempre attuale e rinnovato che ci fa il Signore, di essere dei suoi, di essere suoi discepoli. E in questo essere giovani di oggi, credenti, discepoli e missionari di Gesù, come ci chiede papa Francesco, io vi invito, cari giovani, a bere alla fonte della spiritualità salesiana, che in modo concreto ci porterà a Gesù, a stretto contatto con il cuore di don Bosco. Questa spiritualità, sulla scia di don Bosco, attira i giovani più in là della sua persona, verso Dio. È questo un desiderio del cuore pastorale di quanti desideriamo camminare con voi, al vostro fianco: puntare sulla fede, con la convinzione che in essa Gesù di Nazareth offre, offre a tutti noi, un cammino che conduce alla pienezza.
Questa spiritualità giovanile salesiana, che vi proponiamo di scoprire e vivere insieme, è una spiritualità del quotidiano, un quotidiano che si ispira a Gesù Cristo, persona nella quale voi, giovani, riconoscete la presenza di Dio e potete vivere la sua realizzazione personale. È anche una spiritualità della gioia e dell'ottimismo, che non rifiuta lo sforzo e la responsabilità, ma che guarda la vita con speranza.
È la spiritualità dell'amicizia con Gesù, il Signore, e che nella comunione ecclesiale offre l'opportunità di crescere e maturare nella fede.
È, infine, una spiritualità del servizio e della donazione agli altri nel quotidiano e nella semplicità.
È questo il modo di vivere salesiano, che si fonda su una convinzione gioiosa e insieme fondamentale: nella vita ordinaria, nel giorno dopo giorno, nella quotidianità possiamo incontrare il Signore.