I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

IL LORO RICORDO È BENEDIZIONE

MASSIMO GIUGGIOLI

MAMMA ANGELA VILLA

Morta il 19 gennaio 2015 ad Arese (Mi)

Mamma Angela è tornata alla casa del Padre.
Ma dov'era prima, mi ha chiesto un ragazzino? Prima era in una famiglia originale, una famiglia numerosa per l'Italia di oggi. Tre figli: Gabriele, Francesco e Luigi e altri quattro ragazzi che condividono con lei e Massimo suo marito questo magnifico luogo che è la vita di famiglia.
In questa sua famiglia sono passati, negli scorsi venticinque anni, 78 ragazzi che come Raul, Antonio, Bryan e Dennis hanno percorso con lei un tratto della loro vita.
Eh sì Angela viveva in Villetta, una comunità famiglia nata dall'intuito di don Vittorio Chiari all'inizio degli anni Ottanta.
Massimo e Angela sono stati chiamati da don Saverio Stagnoli a questa scelta vocazionale.
Si erano appena sposati, il 13 gennaio del 1990. La loro partecipazione di nozze aveva questa frase: "Non basta possedere il Sole se non si è capaci di regalarlo", un amico pittore gli aveva fatto un disegno dove due sposi clown tenevano un filo con un Sole.
Al loro matrimonio il Parroco di Caronno si entusiasma e cede gratuitamente una vecchia casa patronale dove Arturo e Massimiliana, la famiglia che allora era presente in Villetta, avrebbero aperto una nuova comunità familiare per l'accoglienza di giovani exallievi ancora in difficoltà.
Così Angela e Massimo dall'agosto del 1990 iniziano la loro avventura in Villetta.
Non è stato un caso, si erano preparati, avevano condiviso importanti valori cristiani: avevano scelto due santi come guide: san Francesco e don Bosco. Povertà e impegno educativo!
Nelle letture del loro matrimonio avevano scelto questo programma: «Il vostro amore sia sincero. Fuggite il male, seguite con fermezza il bene... Siate impegnati, non pigri; pronti a servire il Signore, allegri nella speranza, pazienti nelle tribolazioni, perseveranti nella preghiera. Siate pronti ad aiutare i vostri fratelli quando hanno bisogno, e fate di tutto per essere ospitali».
«Certo chi ti ha conosciuto, Angela, non ha dubbi per confermare che questo programma pur nella fatica di ogni giorno l'hai realizzato con dignità, con passione e con perseveranza. Era il tuo modo di essere e di presentarti: ospitale con tutti, pronta ad aiutare, sollecita nelle mansioni di ogni giorno, umile e capace di infondere fiducia e speranza sempre. La tua ricca semplicità, il buon umore anche nei momenti più 'drammatici' e soprattutto la fiducia nella provvidenza, a me hanno da sempre richiamato lo stile di mamma Margherita: la mamma di don Bosco. Quando poi negli incontri di formazione e di verifica che ogni settimana si ripetevano con regolarità, tu prendevi la parola per ragionare sulle situazioni dei ragazzi, mi hai sempre 'stupito e meravigliato': parlando dei ragazzi tu riuscivi a descrivere con precisione e correttezza i comportamenti e le azioni poco corrette (uso un eufemismo!) dei ragazzi, senza dare giudizi sulla persona. Qualcuno ti aveva insegnato che la storia di ogni ragazzo è sacra, che la persona profuma sempre di Dio e che il nostro modo rispettoso, seppur energico, di approcciarci diventa il metodo migliore per aiutare i ragazzi ad abbandonare i comportamenti sbagliati e a lasciar riemergere la firma di Dio che ognuno di noi possiede. Mamma Margherita è stata la maestra di don Bosco; tu una fedele testimone. Grande!» (dall'omelia di don Lorenzo Ferraroli).

Le mamme non dovrebbero morire mai
Oggi le comunità familiari sono due: La Villetta e la Don Vittorio Chiari e sono gestite dalla Barabba's Clowns onlus. Angela purtroppo ci ha lasciati, ma ci ha segnato la strada e ci invita a procedere come ha fatto lei, aprendo la propria famiglia, i propri affetti, all'accoglienza, alla condivisione, come testimonia questo scritto degli educatori che hanno condiviso con lei la comunità.
"Mamma è il titolo più bello che si possa attribuire ad una donna ed oggi più che mai sentiamo nostra la frase scritta ai piedi della Madonnina in cortile: senza una mamma la vita non ha scopo, perché appunto le mamme non dovrebbero morire mai. Il giorno che ci hai lasciato papa Francesco ha detto che 3 è il numero ideale di figli per una famiglia, tu Angela hai 3 figli naturali, ma di quante altre persone sei stata mamma? Mamma dei ragazzi accolti in casa tua, mamma dei clowns, mamma dei barabitt, mamma di noi educatori, mamma dei sacerdoti, mamma di mille amici e amiche, mamma di tanti soci dell'associazione, mamma dei volontari, mamma di chi è entrato anche una sola volta in Villetta, mamma di tutti i Barabba's Clowns.
I ragazzi che incontreremo vorremmo accoglierli come ci hai insegnato tu, con il tuo esempio di ogni giorno: con gratuità, candore, semplicità, pazienza, amorevolezza, la tua forza di perdonare e sopportare. I semi che tu hai piantato con umiltà e speranza sono infiniti e i frutti sono i più belli, i più buoni, i più veri e continueranno a germogliare ora e sempre tra le mura della tua amata Villetta e nella vita di chiunque abbia avuto la fortuna di incontrarti. Vorremmo che la nostra famiglia e la nostra casa avessero la tua capacità di accogliere: la porta sempre aperta, un posto da aggiungere a tavola e l'arte di moltiplicare in un attimo le cose da mangiare per gli ultimi arrivati, per i ritardatari, per chi ha appena finito di lavorare o per chi desidera semplicemente un po' di compagnia.
Quando sentiremo che la strada si fa difficile, come oggi, ci ricorderemo della tua malattia e della forza con cui l'hai affrontata e se la strada si farà buia ci sarà la tua luce a scaldarci e a illuminarci.
Quando sapremo fare il bene dei ragazzi ti immagineremo sorridere in quella maniera così dolce e spontanea che già ci manca. Quando non sapremo che strada prendere ci ricorderemo, come dicevi sempre tu, che la Provvidenza non ci abbandonerà e troverà un modo per compiere le opere di Dio.
Ci sentiamo profondamente fortunati per averti incontrato e sei per noi uno dei doni più belli, dei doni più colorati, dei più inaspettati ma desiderati nel profondo del cuore. Uno di quei doni che rimane e ti guida. Non siamo stati bravi nel riuscire a darti maggiore tempo da dedicare a Massimo, Gabriele, Francesco, Luigi e Celestina... fino alla fine hai condiviso tutto con tutti ed è bello vederti oggi nei gesti e nelle parole dei tuoi tre figli.
Don Bosco diceva che l'educazione è cosa di cuore, tu lo hai messo tutto. Quando si disegna un cuore lo si colora di rosso, rosso come un naso dei clowns... i tuoi Barabba's Clowns, continua a guardarli mentre vanno avanti sul palcoscenico della vita".

CIAO ANGELINA
Grazie per avermi accolto fin dal primo giorno come un figlio e di avere continuato in questi 25 anni a trattarmi da tale, in Villetta mi sono sempre sentito a casa e ho cercato di avere un'attenzione particolare per i tuoi 3 splendidi figli che sento come dei fratelli. Grazie per avermi insegnato il senso vero della famiglia e per avermi donato la tua famiglia.
Grazie per aver reso magico tutto ciò che toccavi e grazie per avermi sempre toccato con delicatezza e Amore. Senza di te sarà molto dura, per me eri tutto, eri il fuoco che mi scaldava, con il tuo gran sorriso, ogni volta che entravo dalla porta della tua splendida casa. A questo immenso dolore si unisce anche la grande forza, la semplicità e l'umiltà che mi hai lasciato e che spero di riuscire a seminare come tu hai fatto in questi lunghi anni nel mio cuore. Non ti dimenticherò mai e ti penserò ogni giorno cercando di sentire la tua voce che mi dice la cosa giusta da fare.
Grazie mamma Angela, con affetto.
Nunzio