I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LA LINEA D'OMBRA

ALESSANDRA MASTRODONATO

La meraviglia
salverà il mondo

Una generazione che non ha più tempo per lo stupore e per la contemplazione sembra diventata incapace di provare una genuina e stupita meraviglia di fronte alle bellezze del creato e al mistero della vita.

Sempre di corsa. Il passo svelto e frettoloso. Lo sguardo perso nel vuoto. Gli occhi bassi e distratti o perennemente incollati al tablet o al cellulare. È questo il ritratto di una generazione sempre in lotta contro il tempo, focalizzata sui propri obiettivi, troppo impegnata a cercare il percorso più veloce per giungere alla meta per guardarsi intorno e accorgersi delle possibili sorprese che può riservargli una deviazione o una sosta imprevista. Una generazione abituata al tutto e subito, che preferisce afferrare al volo tutto ciò che le capita sottomano, piuttosto che avventurarsi lungo sentieri secondari alla ricerca di tesori nascosti e paesaggi inesplorati. Una generazione che non ha più tempo per lo stupore e per la contemplazione, che sembra diventata incapace di provare una genuina e stupita meraviglia di fronte alle bellezze del creato e al mistero della vita.
Allo sguardo disincantato dei giovani del terzo millennio, tutto appare ormai già visto e sperimentato; nulla riesce più a suscitare in loro sbalordimento e curiosità, anche perché un mondo indagato esclusivamente con gli strumenti della razionalità e della scienza, a volte, sembra non lasciare spazio ad alcun tipo di emozione. Eppure la realtà è così varia e diversificata, così sorprendente e ricca di sfumature, che basterebbe sottrarsi per un momento alla frenesia della corsa quotidiana per incrociare sulla propria strada i mille volti della bellezza, per essere completamente rapiti dall'armonia dell'universo, che è specchio e riflesso della perfezione del Creatore, per sentire ridestarsi dentro di sé quella nostalgia del bello che è in grado di riconciliare il cuore con la mente, di mettere in contatto microcosmo e macrocosmo, riunendoli in un'intima comunione.
Non è affatto vero, infatti, che ciò che si guarda con gli occhi dell'intelligenza non possa suscitare anche un sentimento di commozione. Anzi è proprio la capacità di leggere dentro le cose che, provocando ad andare oltre ad una visione ripetitiva della natura e della storia, consente di fare spazio al senso della meraviglia, al mistero della profezia, all'irruzione dell'inedito in una realtà che troppo spesso è data per scontata.
Certo, non è un'impresa semplice, soprattutto in tempi di diffusa laicizzazione dello sguardo sul mondo e di arida mercificazione di ogni aspetto dell'esistenza, che rischiano di condannare all'anonimato e all'insignificanza anche i sentimenti e le emozioni più autentiche. La ricerca della bellezza e del senso nascosto delle cose richiede tempo, pazienza, capacità di attesa. Ma solo chi accetta il rischio di perdere del tempo in questa lunga e appassionante ricerca, di smarrirsi in sentieri poco battuti e deviazioni, di indugiare a guardare oltre il proprio naso, di attardarsi lungo la via per godere del paesaggio circostante e lasciarsi sorprendere dagli incontri inaspettati, può sperare di riuscire a raccogliere tutti i doni che la vita gli riserva, riappropriandosi di quella capacità di meravigliarsi e di provare stupore anche di fronte alle piccole cose che è l'unico antidoto contro la vacuità del vivere quotidiano e l'opacità dell'esistenza.

Non si può cercare un negozio
di antiquariato in Via del Corso;
ogni acquisto ha il suo luogo giusto
e non tutte le strade sono un percorso.
Raro è trovare una cosa speciale
nelle vetrine di una strada centrale;
per ogni cosa c'è un posto,
ma quello della meraviglia
è solo un po' più nascosto.
Il tesoro è alla fine dell'arcobaleno,
che trovarlo vicino, nel proprio letto,
piace molto di meno...
Come cercare l'ombra in un deserto
o stupirsi che è difficile incontrarsi in mare aperto.
Prima di partire si dovrebbe essere sicuri
di che cosa si vorrà cercare, dei bisogni veri.
Non si può entrare in un negozio
e poi lamentarsi che tutto abbia un prezzo;
se la vita è un'asta sempre aperta,
anche i pensieri saranno in offerta.
Ma le più lunghe passeggiate,
le più bianche nevicate e le parole che ti scrivo
non so dove le ho comprate;
di sicuro le ho cercate senza nessuna fretta,
perché l'argento, sai, si beve,
ma l'oro si aspetta...

(Niccolò Fabi, Il negozio di antiquariato, 2003)