I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

I NOSTRI RICORDI

PIETRO SESSA

I miracoli di Villa Favorita

Un istituto salesiano molto particolare, nelle vicinanze di Napoli, chiuso nel 1966, che gli exallievi ricordano con immutato affetto e una gratitudine che non finisce.
Tra i tanti miracoli di dedizione e calore educativo di cui Villa Favorita conserva la testimonianza, ci fu anche un vero miracolo che salvò la vita a decine di ragazzi.

La guerra non aveva lasciato solo macerie, ma un numero infinito di lutti e dolori e soprattutto molti orfani. Proprio per loro nel 1953 nacque Villa Favorita. Gli alti vertici militari decisero di occuparsi seriamente dei figli dei soldati caduti per l'Italia e cominciarono da un istituto apposito per loro che si preoccupasse del loro futuro. Ma un istituto simile richiedeva buoni educatori. Così chiamarono i salesiani.
Un giornale dell'epoca scrive: «La "Villa Favorita", già residenza estiva dei Borboni, che prediligevano tale sede tanto da averne fatto un luogo veramente ricco di fasto, sorge in una delle zone più salubri ed incantevoli del golfo di Napoli. Nell'edificio, cui fanno degna corona un rigoglioso parco e un ombroso bosco che estende le sue propaggini fin nei pressi dell'amena spiaggia marina, sono ora in via di ultimazione i necessari lavori di adattamento, cosicché il Collegio verrà organizzato ed attrezzato secondo i più moderni sistemi.
La proprietà della sede, l'ambiente propizio per la località, il clima, la serenità e la perfezione dei metodi didattici ed educativi, offrono le migliori garanzie per la formazione morale e culturale degli allievi che vi saranno ammessi.
La gestione del Collegio e l'istruzione scolastica degli allievi sono affidate a un ordine religioso che ha riscosso i migliori consensi nel campo dell'educazione dei giovani.
Gli allievi godranno di un trattamento ispirato a signorilità e distinzione che, senza venir meno ai sani principi dell'educazione e della disciplina, terrà nel dovuto conto la complessa psicologia dei giovani di oggi, in modo che oltre all'acquisizione delle nozioni culturali, i ragazzi, possano giungere ad un armonico sviluppo della personalità e del carattere».
"È commovente!"
Un altro giornale: «e che il Collegio di Villa Favorita funzioni, è un miracolo che vediamo con i nostri occhi: già i giovinetti hanno preso un avvio quanto mai serio nella loro nuova vita, cui si aprono prospettive di un avvenire sicuro.
È davvero singolare la particolare tenuta di questo Istituto che è in mano di religiosi. I nostri bimbi sono dei militarini in erba; hanno già la loro bella divisa, che è come quella degli allievi della Nunziatella. Ma quel che potrebbe sembrare un'ostentazione di militarismo è invece solo una molla per mantenere la disciplina di questi ragazzi, i quali così sentono l'orgoglio di appartenere a genitori valorosi. E ciò malgrado, essi vivono in un ambiente familiare pieno di religione e di amore; di comprensione e di dignità. Poiché lo scopo sostanziale dell'educazione dei salesiani di Villa Favorita è essenzialmente questo: formare i giovani a quei principi di onestà, di forza e di pietà che sono i canoni etici di una vita umana, degna in tal modo ed atta a garantire alla nostra Patria, in un momento in cui sembra che i valori morali siano sommersi da una generale mentalità scettica e corrotta, i cittadini di domani pieni di saggezza e di incorruttibile devozione.
È quello che ci ha detto il Direttore dell'Istituto don Alessi, un sacerdote dagli occhi intelligenti e vivissimi che dietro le lenti a stanghette sottili vedono assai più in là di tanti altri, e sanno leggere soprattutto nell'anima di questi ragazzi e, quel che è più importante, in quella delle loro mamme che, trepidanti, affidano i loro figliuoli».
Così uniti, affratellati sotto il vigile occhio di don Alessi, li vide anche il generale Pizzorno, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito in visita al Collegio e nell'accarezzare le testine dei più piccini, disse con voce malferma dall'emozione: "È commovente". Anche il nostro cardinale Mimmi, che ha visitato recentemente i piccoli ospiti di Villa Favorita, nel benedirli con gesto paterno, disse la stessa frase: "È commovente".
Un vero miracolo
Ma il vero miracolo, uno di quelli con la M maiuscola, di Villa Favorita avvenne il 22 novembre 1955. Ecco in modo molto scarno come lo descrive la "Cronaca della Casa": «Un vero miracolo, attribuito a santa Cecilia e a Domenico Savio, il cui monumento era lì a giacere sotto il portico, perché incerti dove si dovesse collocare, si effettua oggi: Alle 14.15 crolla una buona metà del nuovo soffitto in cemento armato spingendo il muro di tufi (40 metri quadrati circa) che sosteneva il terrazzino antistante lo studio e distruggendolo interamente. In quel tempo i nostri giovanetti avrebbero dovuto da 10 minuti trovarsi in ricreazione e, per lo meno, 20 di essi si sarebbero trovati sfracellati dalle macerie. Invece si trovavano ancora a refettorio pronti per uscire. Una forte preoccupazione per i superiori, che si rasserenano quando constatano il Provvidenziale ritardo e l'incolumità di tutti. Viva santa Cecilia, Domenico Savio e i nostri Santi Protettori».
Il "provvidenziale ritardo" fu dovuto proprio alle capacità artistiche dell'autore dell'articolo, che fu invitato dal Direttore a dare un saggio della sua abilità di imitatore. I ragazzi si godettero lo spettacolo, ebbero dieci minuti in meno di ricreazione, ma si salvarono la vita.