I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

I NOSTRI SANTI

A CURA DI PIERLUIGI CAMERONI, postulatore generale - postulazione@sdb.org

Coloro che ricevessero grazie o favori per intercessione dei nostri beati, venerabili e servi di Dio, sono pregati di segnalarlo a postulazione@sdb.org

IL SANTO DEL MESE
In questo mese di marzo preghiamo il Venerabile don Andrea Beltrami, salesiano sacerdote.
Nato a Omegna (VB) il 24 giugno 1870, ricevette in famiglia un'educazione profondamente cristiana, che fu poi sviluppata nel collegio salesiano di Lanzo, dove entrò nell'ottobre del 1883. Qui maturò la sua vocazione. Nel 1886 ricevette l'abito religioso da don Bosco. Nei due anni che trascorse a Torino-Valsalice conobbe ed entrò in sintonia spirituale con il principe polacco Augusto Czartoryski, oggi beato, che da poco era entrato nella congregazione salesiana. Don Beltrami venne chiamato ad assistere don Augusto, essendo questi malato di tubercolosi. Anche don Beltrami si ammalerà della stessa malattia, allora molto diffusa, vivendo la sua sofferenza con letizia interiore. Ordinato sacerdote da monsignor Cagliero, si diede tutto alla contemplazione e all'apostolato della penna. D'una volontà a tutta prova, con un desiderio veementissimo della santità, consumò la sua esistenza nel dolore e nel lavoro incessante. "La missione che Dio mi affida è di pregare e di soffrire", diceva. "Né guarire né morire, ma vivere per soffrire", fu il suo motto. Esattissimo nell'osservanza della Regola, ebbe un'apertura filiale con i superiori e un amore ardentissimo a don Bosco e alla congregazione. Nei quattro anni che gli rimasero di vita dopo il sacerdozio, scrisse alcuni opuscoli ascetici, ma soprattutto si dedicò all'agiografia scrivendo varie biografie di santi, e alcuni volumi di letture amene ed educative. Morì il 30 dicembre 1897: aveva 27 anni. La sua salma riposa nella chiesa di Omegna, suo paese natale. È stato dichiarato venerabile il 15 dicembre 1966.

PREGHIERA

Dio, nostro Padre,
che hai fatto risplendere un raggio di infinito amore
nel tuo sacerdote Andrea Beltrami, salesiano,
noi ti ringraziamo.
Sostenuto da grande fervore eucaristico,
egli ti ha offerto generosamente
la sua giovane vita nel lavoro apostolico
e nella sofferenza dei suoi ultimi anni,
vissuta con Cristo sulla croce.
Tu gli hai donato di sperimentare gioia
nell'abbandono filiale alla tua volontà.
Concedi a noi di seguire il tuo Figlio Gesù,
nei giorni della gioia e in quelli della prova,
con lo stesso amore che ha caratterizzato
la breve e intensa vita di questo tuo fedele ministro.
Ti supplichiamo di voler glorificare questo tuo servo
e di concederci, per sua intercessione,
la grazia che ti chiediamo..
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Ringraziano

Mia mamma, affetta da un tumore alle gambe, era peggiorata notevolmente; non mangiava più, non s'alzava dal letto, non poteva camminare: era prossima alla fine. Da quando una salesiana cooperatrice le diede l'immagine della venerabile Margherita Occhiena, la mamma di don Bosco, sia la cooperatrice che i famigliari si misero a pregarla. Incominciò subito un graduale e sorprendente miglioramento che continua sempre più. La mamma mangia, si è alzata dal letto, cammina, esce di casa: la grazia è evidente!
Salvatore, Catania

Ringrazia la venerabile Mamma Margherita per grazia ricevuta.
Moffa Andreina

Ringrazia san Domenico Savio per la grande grazia della nascita, il 22 novembre 2014, di Gabriele Giuseppe.
Francesco Caruso

La mia mamma aveva un dolce ricordo del servo di Dio don Carlo Braga. Orfana a otto anni di padre e madre, era ospite di una casa famiglia presso le suore salesiane. Da ragazzina, mentre lavava un vetro questi si ruppe e una scheggia le si conficcò nel polso. Fu portata da un medico che senza alcun anestetico la medicò e la cucì con ago e filo procurandole molto dolore, per cui piangeva, e chi le era vicino la tacciò di frignona. Don Carlo Braga presente al fatto, la prese da parte per consolarla e le disse che non poteva toglierle il dolore, ma avrebbe fatto qualcosa solo per lei. La portò dove c'era un pianoforte e le fece una sonatina. Bastò questo per sentirsi una privilegiata e per darle la forza di sopportare il male. Mia mamma raccontava anche in età avanzata l'episodio, perché quel fatto le aveva insegnato a condividere il male fisico e morale degli altri.
Diana, Tirano