I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

A TU PER TU

O. PORI MECOI

Semplicemente padre Edu,
salesiano e "salmista"

«Da quando avevo quindici anni esprimo la mia fede componendo canzoni: ho realizzato circa 250 canzoni, che i miei fratelli condividono per la loro fede e nella loro missione. Molte si sono diffuse in America Latina e in Spagna, senza nessuna operazione di marketing».

Eduardo, puoi presentarti?
Sono Eduardo Meana, un salesiano nato in Patagonia, la regione nella quale sono stato anche direttore nella missione salesiana di Rio Grande (Terra del Fuoco, Argentina). Dopo aver prestato questo mio servizio e aver dunque operato in varie scuole a Buenos Aires e nel sud del Paese, in particolare nell'ambito della pastorale giovanile soprattutto in oratori e centri giovanili, dal 1996 ho avviato con alcuni confratelli esperienze più profonde di spiritualità e di proposta della fede con i giovani adulti, che hanno avuto il loro punto culminante nella creazione del Centro di Spiritualità Giovanile (Centro de Espiritualidad Juvenil, CEJ) di Ramos Mejía, Buenos Aires.
Che significato ha avuto per te questa esperienza?
Questa esperienza mi ha permesso di comprendere quanto la sete di Gesù sia diffusa tra i nostri adolescenti e giovani, quanto siano necessarie una preghiera e una liturgia più emozionali, simboliche, nutrite della Bibbia ed essenziali, quanto sia profondo il carisma salesiano quando lo riconduciamo alla sua sorgente cristica. Ho anche riflettuto in merito a un certo "abbandono" della funzione di guida spirituale che avviene di solito nella fascia di età 20-35 anni: coinvolgiamo questi giovani nella missione, ma li trascuriamo nella loro qualità di discepoli e nella dimensione della preghiera.
Tutti, soprattutto in America e in Spagna, conoscono le tue canzoni
A partire da quando avevo quindici anni esprimo la mia fede componendo canzoni: ho realizzato circa 250 canzoni, che i miei fratelli condividono per la loro fede e nella loro missione. Molte si sono diffuse semplicemente con il passaparola, arrivando così in molti angoli della chiesa argentina, e alcune sono approdate alla pastorale dell'America Latina, o in Spagna, senza nessuna operazione di marketing. In nessuno compare il mio viso: non voglio essere un "personaggio cantautore", ma semplicemente padre Edu, un salesiano.
Che cos'è la musica per te?
Per me, la musica non è una realtà separata dalla missione più ampia che consiste nell'abbracciare i giovani e il mondo con la compassione di Dio manifestata in Gesù. Non voglio essere definito musicista o cantautore. Sono solo una persona che guarda con fede la vita e i giovani, che si commuove, e ascolta e trascrive la melodia interiore. Cerco di percepire il mistero, il mistero che è davanti a me, di dargli voce e di sentire la melodia che è presente. Niente di più. Come fa un salmista che canta e rende semplicemente in poesia ciò che Dio sta operando. Le mie canzoni, almeno alcune, vogliono essere questo: il mio contributo per invitare a commuoversi per l'amore che attraversa il dolore del mondo.
Salesiano e salmista: ti va come definizione?
Lo dico sempre e mi presento così: sono un cristiano. Sono sacerdote per essere cristiano. Sono salesiano per essere cristiano. E in mezzo al popolo di Dio, costituisco parte del ministero della sapienza, come un padre che aiuta a crescere e dà vita ai figli grazie al ruolo di guida e ai fratelli tramite il canto.
Io a questo punto della vita relativamente alle canzoni mi sento semplicemente un salmista nella lunga storia di questo servizio, che comprende uomini e donne che oggi raccontano, cantano ed esprimono anche in poesia la storia sacra che si realizza, e che contempliamo solo con occhi da poveri.
Lavori tanto in mezzo ai giovani, che cosa pensi di loro?
Osservo sempre che i giovani sono profondi, amano le realtà articolate, la loro anima è meravigliosa.
Non dimenticherò mai l'occasione in cui mi recai a predicare gli esercizi spirituali per i salesiani di Barcellona e di Madrid nel 2010, perché nel Cono Sud, la parte meridionale del continente americano, mi dedico anche a questo, e ci sono persone coraggiose che mi invitano. Potei finalmente entrare nella Sagrada Familia aperta da poco di "san" Gaudí, del quale sono un seguace dato che mia sorella vive a Barcellona. Di fronte a questo spazio sacro completamente nuovo, questo bosco santo che solo un santo poteva immaginare senza computer, la verità è che, nel mezzo di un flusso medio di turisti, mi sedetti accanto a una colonna e tranquillamente mi misi a piangere. Forse dopo mezzo minuto, un po' imbarazzato cercai di vedere se qualcuno mi guardava... accanto alle altre colonne vidi vari giovani seduti, molti con gli occhi rossi, altri impegnati a scattare foto, altri ancora con le mani sul viso, o intenti ad abbracciare o consolare l'amico o l'amica.
Sei molto conosciuto anche per il tuo apostolato con i calciatori professionisti.
Don Lorenzo Massa, il salesiano che ha fondato la squadra del San Lorenzo, la squadra del Papa, ha dato un magnifico esempio: è stato amico e padre spirituale di molti calciatori. Da 25 anni accompagno calciatori e frequento gli ambienti di formazione di diverse squadre di serie A, con visite nei luoghi in cui i calciatori vivono e si allenano, e tengo incontri sui valori, ma anche, con l'autorizzazione della Chiesa, celebro l'Eucaristia, amministro la confermazione, battezzo i loro figli e celebro matrimoni. E in questi ambienti molti dei miei amici calciatori neanche sanno che "Padre Edu" compone canzoni e realizza Cd!
Qual è il tuo desiderio più ardente?
Il mio desiderio più forte è "far uscire" don Bosco dai recinti nei quali a volte lo chiudiamo e condividerlo, come "Bosco di Vita" per molti, per la Chiesa, per il mondo. Questo è il mio progetto, questo il mio lavoro con le canzoni, nella pastorale del mondo del calcio, a sostegno della Pastorale nella mia Ispettoria, con la predicazione di ritiri ed esercizi spirituali (questa è la mia obbedienza nella comunità in cui vivo e ne sono molto grato). E se Dio vuole quest'anno comincerò a scrivere libri che incarnino con semplicità i contenuti di spiritualità giovanile presenti nelle mie canzoni più note.

GLI HIT
Se non vieni: Inno allo Spirito Santo. Inserito dai salesiani dell'Argentina nel loro manuale di Preghiera "Comunidad en Oración, Comunità in Preghiera", è comunemente utilizzata come preghiera che viene letta e come canto in occasione del sacramento dell'Ordine, della Pentecoste, del sacramento della Confermazione ecc.
Ti dò quello che sono: Canzone più proposta e della quale esistono più versioni in YouTube. è la più visitata nel sito Internet dell'Editrice San Pablo, che l'ha pubblicata nell'album "Esencial" delle mie canzoni, il CD di musica religiosa più venduto della storia dell'Editrice San Pablo dell'Argentina.
Oltre le mie paure ("Nel mio Getsemani"): La canzone più conosciuta in tutto il mondo, con versioni in Spagna, ecc. In Argentina è stata premiata 4 volte.
Sempre nostro amico: La mia prima canzone tradotta in altre lingue, composta... quando avevo 16 anni. Un classico conosciuto da "tutti" i laici argentini.
Sito Internet www.estoquesoy.org.ar

IO DICO CHE GIOVANNI BOSCO È VIVO
Dico che Giovanni Bosco è vivo
Non dirmi che il nostro padre don Bosco se n'è andato,
oh non venire a dirmi che il nostro santo è morto,
non credo che se ne sia andato per sempre l'amico,
non pensare che un Padre così possa abbandonarci.

Non è morto, il Padre vive, c'è sempre stato e rimane
lui, che si è preso cura di giovani abbandonati e orfani,
di ragazzi di strada, soli, che aiutava a cambiare...
un angelo dell'abbraccio, che camminava lungo le nostre strade.

Dico che Giovanni Bosco è vivo e ha intrapreso mille iniziative
Non vedi la sua sollecitudine di padre che opera adesso in tutto il mondo?
Non lo senti intonare il suo canto a tante figlie, a tanti figli,
che portano questi riflessi del Padre che amiamo?

Questi figli e queste figlie sono seguaci di puro amore e fede, e sacrificio:
tutti dei giovani, tutti di Cristo...
come il Padre don Bosco, si commuovono nel loro intimo
e si impegnano di fronte al dolore del giovane che si è trovato in difficoltà.

È salesiano chi ha sincronizzato i battiti del suo cuore
sulle lacrime di tanti giovani impoveriti,
vede in Cristo i bambini poveri, e in loro Cristo;
un amore così ti mantiene giovane e ti fa tornare bambino.

Perché amare i giovani ti rende giovane, che strano prodigio:
persino l'anziano nonno che ama così è un "giovane anziano"!
è sempre giovane il volto dell'amore che abbandona il calcolo

ed è felice se l'altro vive, un cuore samaritano.
Somigli a don Bosco, se ami con questo amore limpido:
coraggio fiducioso... amore, come quando eri ragazzo...
con freschezza e senza rughe... Per favore, non dire mai
è morto! Lui vive, quando i suoi salesiani sono così.

Non dirmi che il nostro padre don Bosco se n'è andato...
non pensare che un Padre così possa abbandonarci.

(https://www.youtube.com/watch?v=HTyA80FUZ6Q=