I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

FMA

EMILIA DI MASSIMO

Casa Main

Un progetto da bicentenario

Nel cuore della Sardegna le Figlie di Maria Ausiliatrice hanno costruito una casa per accogliere giovani donne, italiane e straniere, in difficoltà

Un carisma che non vuole morire
Macomer, diecimila abitanti, nel cuore della Sardegna. Qui le Figlie di Maria Ausiliatrice hanno dimostrato ancora una volta la creatività del cuore per andare incontro alle esigenze del territorio, in particolare dei ragazzi. Suor Sandra Bona, audace animatrice di vari gruppi giovanili, ci spiega come l'opera delle Figlie di Maria Ausiliatrice in questa cittadina del centro Sardegna «ha sempre avuto la scuola come fiore all'occhiello e in quasi cinquant'anni di vita ha formato, prima, con la scuola Magistrale, molte educatrici della Scuola dell'Infanzia e poi, con il Liceo della Comunicazione, ha cercato di dare risposte forti e significative al bisogno di cultura e di protagonismo di tanti giovani del Marghine (sub regione della Sardegna)».
Negli ultimi anni, per motivi diversi, a partire dalla crisi economica sino alla diminuzione demografica, la scuola ha perso il suo forte impatto educativo e formativo, e la comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice ha incominciato ad interrogarsi sul suo futuro. «Ci siamo chieste - interviene suor Angela Maria Maccioni, la direttrice - come continuare a far vivere il carisma di don Bosco in questa zona che ci ha visto protagoniste per cinquant'anni. Volevamo rispondere ai bisogni del territorio inventando una presenza nuova e, in questo momento, più significativa».

Una casa per donne e bambini
Ascoltando suor Sandra e suor Angela, come pure suor Ines Perra, si comprendono le motivazioni profonde che hanno determinato il cambiamento ma, soprattutto, si avverte, pensando a quanto ha fatto don Bosco, che veramente da 200 anni un amore più grande guida e ispira.
«Dopo un lungo confronto con esperti e con rappresentanti delle Istituzioni civili e religiose del territorio - precisa suor Sandra - in collaborazione con la Caritas Diocesana, abbiamo deciso di dare il via a Casa Main, una casa per accogliere giovani donne, italiane e straniere, in attesa di un figlio o con figli minori, che vivono situazioni di difficoltà personale, affettiva o di violenza familiare, una struttura nuova dove le donne possano sentirsi a "casa" e rinascere, riappropriarsi della propria vita e del loro essere mamme, ricostruire rapporti sereni e positivi con i propri figli».
Casa Main nasce dunque dal cuore abitato dalla passione educativa della comunità salesiana e si concretizza nell'aiutare la donna a superare le difficoltà, a crescere e ad acquistare una nuova autonomia, avvalendosi della collaborazione di operatori, di esperti e di volontari.
«Negli anni passati - ricorda suor Angela Maria - abbiamo già accolto alcune famiglie di profughi, raggiungendo buoni risultati nella loro stabilizzazione e integrazione nella nostra cittadina. Con questo Progetto vogliamo rispondere anche alle continue sollecitazioni di papa Francesco ad aprire le nostre case a chi ha più bisogno».

Una casa tutta nuova
E così anche la casa ha cambiato volto. Ristrutturando un intero piano sono state ricavate sei grandi camere da letto, per altrettanti nuclei familiari, ampi servizi, una cucina con la sua dispensa e una luminosa sala da pranzo, due soggiorni per condividere momenti comuni, una lavanderia e una stireria. Casa Main sarà organizzata in base alle esigenze di ogni singola donna, secondo il "Progetto di Vita" personale che ognuna scriverà con l'aiuto dell'équipe dei formatori all'inizio della sua permanenza. Nella Casa vi saranno momenti comuni di promozione umana e di inserimento socio-culturale perché tutte le donne possano raggiungere autonomia e capacità di autogestione.
Casa Main è inserita all'interno di un'opera dove vi è la scuola dell'Infanzia e il Nido, l'Oratorio Centro Giovanile e i Corsi Professionali, dove le suore collaborano con alcune Parrocchie e animano gli oratori anche fuori Macomer e sono presenti a livello diocesano soprattutto per la formazione di animatori e catechisti... Non sarà difficile, dunque, offrire alle mamme e ai loro figli spazi per crescere e socializzare secondo lo stile di don Bosco.

Un progetto da bicentenario
«Non è stato facile capire quali scelte fare e quali opere nuove offrire al nostro territorio - attesta suor Angela Maria -, c'è voluto un lungo periodo di discernimento e di preghiera per permettere a don Bosco di continuare a vivere in questo territorio. Credo che in questo anno bicentenario il nostro Padre ci chieda di continuare a parlare la lingua dell'amore e dell'accoglienza verso tutte quelle giovani donne che hanno bisogno di continuare a credere che la vita è un dono prezioso da custodire e da far crescere».
«Abbiamo cominciato la pubblicizzazione dell'opera presso tutti i Comuni della Sardegna - racconta suor Ines, pedagogista e coordinatrice dell'attività - e abbiamo avuto ancora una volta la certezza, caso mai ce ne fosse stato bisogno, dell'importanza di un'opera che aiuti le giovani donne, anche qui, in Italia».