I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

CONOSCERE LA FAMIGLIA SALESIANA

MARTA DREI

Le Salesiane Oblate
del Sacro Cuore

Hanno come distintivo l'umiltà, la piccolezza, la ricerca dei luoghi più poveri e bisognosi di assistenza e formazione cristiana del popolo e della gioventù povera e trascurata.
"Raccogliete le briciole dell'apostolato" è la loro regola fondamentale. Il fondatore monsignor Giuseppe Cognata, uomo di finissimo e raro intelletto e di profonda santità di vita esprimeva il desiderio che le figlie spirituali fossero consacrate "in piena Oblazione" al Cuore di Cristo.
Sono presenze insostituibili soprattutto in piccoli centri, privi di altre presenze religiose.

Le Salesiane Oblate del Sacro Cuore hanno da poco celebrato i primi ottant'anni dalla fondazione. Siete una Congregazione molto giovane. Come, dove e perché siete nate?
Le Suore Salesiane Oblate del Sacro Cuore sono nate da poco più di ottant'anni: l'8 dicembre 1933. Dopo pochi mesi dal suo ingresso nella Diocesi di Bova, monsignor Giuseppe Cognata si rese immediatamente conto delle estreme necessità civili, morali e religiose della sua diocesi. Non trovando suore disposte ad affrontare i gravi disagi ambientali, con il consenso di papa Pio XI, l'8 dicembre 1933 fonda le Salesiane Oblate del Sacro Cuore. Comincia così, nella più assoluta semplicità, l'opera apostolica delle Salesiane Oblate, chiamate dalla Provvidenza a soccorrere la popolazione povera della terra di Calabria, con predilezione verso i piccoli e la gioventù, nei luoghi privi di aiuti spirituali e dove altri non si sentivano di andare. "Raccogliere le briciole dell'apostolato" - parafrasi del brano evangelico "Raccogliete i pezzetti avanzati, perché nulla vada perduto" (Gv 6,12) - diviene così regola fondamentale delle nascenti suore Salesiane Oblate del Sacro Cuore. Compito primario delle suore è l'educazione cristiana dell'infanzia e della gioventù con l'istituzione di asili, oratori e laboratori e il servizio pastorale nelle parrocchie, affiancando i parroci nella catechesi e nella pastorale.

Chi è il fondatore?
Il fondatore, monsignor Giuseppe Cognata (1885-1972), è ricordato da quanti lo hanno conosciuto come vero e appassionato figlio di don Bosco e discepolo fedele di san Francesco di Sales, del quale seguì lo zelo pastorale, la spiritualità, la dottrina, l'ottimismo. La nomina a Vescovo nel 1933 lo trova direttore dell'opera salesiana del Sacro Cuore a Roma, dopo vasta esperienza di educatore e guida spirituale in varie case di Italia. Il 1933 fu Anno Straordinario della Redenzione e il cuore pastorale di monsignor Giuseppe Cognata, da sempre sensibile e attento, si conforma sempre più a immagine del Cuore di Cristo che dona tutto se stesso in Oblazione al Padre per la Redenzione dell'umanità.
Da questa sensibilità la scelta del motto episcopale: "Caritas Christi urget nos" - "L'amore di Cristo ci spinge" (2Cor 5,14) che affidò poi alla nascente congregazione.

Qual è il vostro carisma specifico?
Il carisma dell'Oblazione è attiva partecipazione all'offerta volontaria di Gesù sulla croce per la gloria di Dio Padre e la salvezza dei fratelli. La vocazione della Salesiana Oblata è tutta compendiata in una parola: Carità. Essa richiede un esercizio costante di abnegazione e umiltà, ma in uno stile di molta naturalezza e semplicità.

Dove sono le vostre opere?
La Congregazione è diffusa in varie regioni d'Italia, in Bolivia e in Perù. Le "missioni" - questa la denominazione indicata dal Fondatore per ciascuna opera per indicare lo spirito missionario che le deve caratterizzare - si trovano prevalentemente in piccoli centri, privi di altre presenze religiose. In Italia è data grande attenzione alla collaborazione nella parrocchia per l'azione pastorale oltre che all'educazione dell'infanzia nelle scuole materne.
In questi ultimi anni si presta particolare attenzione alla cura della famiglia e al sostegno delle giovani mamme.
In America Latina accanto alle attività tradizionali di carattere educativo pastorale si svolgono attività di promozione umana e di sostegno alle popolazioni povere.
A Cochabamba, in Bolivia, le Salesiane Oblate accolgono nella scuola circa un migliaio di bambini e ragazzi offrendo loro educazione e spesso garantendo anche un sicuro sostegno alimentare oltre che sanitario. A Barranca, in Perù, si prendono anche cura dell'evangelizzazione e della promozione umana delle popolazioni che dal "campo" scendono verso la città e l'oceano occupando appezzamenti di terra arida, privi di ogni servizio, con lamiere e cartoni, come materiale per la costruzione di ripari, dando luogo a primitivi insediamenti urbani. A Napoli, in collaborazione con i salesiani, offrono la loro presenza nell'animazione della parrocchia san Giovanni Bosco; a Firenze da pochi mesi hanno accettato l'invito ad aprire una missione finalizzata all'animazione spirituale di giovani universitarie; in tanti altri piccoli paesi d'Italia condividono con le popolazioni la scarsità di presenze sacerdotali diventando punto di riferimento per le comunità cristiane.

Da quando appartenete alla Famiglia Salesiana? Che cosa significa questo per voi?
Dal 1983 le Salesiane Oblate del Sacro Cuore sono parte della Famiglia Salesiana. Questo ci colloca all'interno di un grande albero dai molteplici rami, ci arricchisce del grande patrimonio comune che fa riferimento a san Giovanni Bosco e consente di portare la tradizione carismatica salesiana in ambienti che non la conoscono e che sono privi di altre presenze salesiane.

Qual è il vostro sogno per il futuro?
In risposta alle istante evidenziate dal X Capitolo del 2013, la Congregazione si sta orientando verso un approfondimento della propria esperienza spirituale per offrire agli uomini e donne di oggi rinnovato slancio apostolico e missionario; si prepara, in questo anno 2015, a celebrare nelle proprie realtà, e in piena comunione con la Famiglia Salesiana presente sul territorio, il Bicentenario della nascita di san Giovanni Bosco e i centotrenta anni della nascita di monsignor Giuseppe Cognata.
Un sogno: essere portatrici della gioia e della speranza che scaturiscono dalla salvezza operata dal Redentore!

MONSIGNOR GIUSEPPE COGNATA
Storia di un uomo speciale
Nato da importante famiglia agrigentina sullo scorcio dell'800, dimostrò fin da bambino una grande ricchezza di doti e di talenti umani: di nobiltà di sentimenti, acutezza d'ingegno, volontà ferma e decisa, bontà diffusiva.
Quando Peppino Cognata entrò dodicenne nel collegio "San Basilio" di Randazzo, prima opera di don Bosco in Sicilia, il suo cuore era pronto ad accogliere la chiamata alla vita sacerdotale e apostolica tra i salesiani; una vocazione fortemente contrastata dal padre e dal nonno, con le sue prove e le sue lotte lunghe e sofferte, ma coronata da gioioso successo.
La prima guerra mondiale vide don Cognata soldato a Palermo, Trapani, Padova. E proprio a Trapani, in veste militare, egli gettò le prime basi dell'opera salesiana che fu chiamato a dirigere alcuni anni dopo, terminata la guerra.
Il nuovo direttore si distinse largamente e luminosamente nelle varie attività apostoliche, facendosi "tutto a tutti", sempre instancabile, pronto a ogni istanza, sempre mite e sorridente. Fece sorgere quasi dal nulla una chiesa dedicata all'Ausiliatrice, si dedicò con impegno e con zelo alla scuola, all'oratorio... Fu direttore di opere, ma più ancora direttore di anime.
Da Trapani fu chiamato a dirigere il collegio di Randazzo, poi quello di Gualdo Tadino in Umbria, e finalmente fu direttore al "Sacro Cuore" di Roma. Passava ovunque come mite riflesso della bontà di Dio...
Questa luce non poteva rimanere nascosta: il santo padre Pio XI, nel Concistoro del 16 marzo 1933 nominò don Giuseppe Cognata vescovo di Bova, una Diocesi di Calabria particolarmente povera e disagiata: una vera "missione" in terra italiana, sul piano umano, civile, culturale, religioso, spirituale. Piccoli centri, sperduti tra i monti, privi di strade, di acqua, di pane, di scuola, di sacerdote. Attraverso sentieri scoscesi e mulattiere monsignor Cognata, che aveva scelto come motto episcopale l'espressione paolina «Caritas Christi urget nos», volle in perfetto stile missionario, visitare e confortare non solo tutti i paesetti della diocesi, ma anche i gruppi di povere famiglie sparse qua e là nei luoghi più remoti e più inaccessibili, sui monti di Bova o nelle valli dell'Amendolea.
Nacque così la Congregazione delle Salesiane Oblate del Sacro Cuore a Bova Marina l'8 dicembre 1933.
Il nuovo Istituto, suscitato dalla Provvidenza nel solco dello spirito salesiano, con fine specificamente pastorale e missionario in aiuto alla Chiesa locale, crebbe e si sviluppò in pochi anni con una ricca fioritura di vocazioni.
Nel 1939 una bufera infernale si scatenò contro il Fondatore e la sua istituzione: monsignor Cognata dovette vivere per lunghi anni nel silenzio e nella solitudine, separato dalle sue figlie spirituali, ma donando a quanti poteva incontrare, con il suo inalterabile sorriso, comprensione, dolcezza, bontà.
Monsignor Giuseppe Cognata nella Pasqua del 1962 venne riabilitato, partecipò al Concilio Vaticano II e chiuse la sua lunga giornata terrena il 22 luglio 1972.