I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

FMA

MARIA ANTONIA CHINELLO

Fotogrammi dalle periferie

Il Capitolo generale 23 si è concluso. Le Figlie di Maria Ausiliatrice hanno riconfermato la scelta di essere missionarie di gioia e di speranza tra e con i giovani più poveri. Abbiamo dialogato con alcune di loro per capire come la passione per Dio e per i giovani inviti ad uscire e ad andare nelle periferie.

«In Venezuela è urgente il dialogo tra le forze politiche per individuare vie di risoluzione a una situazione ormai difficile e precaria - spiega suor Margarita Hernández -. È inammissibile che in una Nazione che incassa milioni per la sua grande ricchezza, il petrolio, si debbano fare lunghe file per comprare il cibo e per procurarsi le medicine. Molte aziende estere si sono ritirate, riducendo così le fonti per un lavoro dignitoso». È un'analisi accorata e lucida la sua, che riconosce il ruolo assunto dai Vescovi del paese che chiedono un tavolo di dialogo nazionale per ricreare un clima di fiducia che consenta la riattivazione della produzione e dello sviluppo socio-economico a vantaggio dei più poveri e vulnerabili.
«All'impotenza e alla rabbia, scegliamo l'ascolto della Parola, che ci rimanda alla nostra missione di FMA, cittadine venezuelane che continuano a vivere e seminare l'amore e la speranza. Puntiamo all'onestà, alla trasparenza, al dialogo e alla responsabilità sociale attraverso la nostra missione educativo-evangelizzatrice, come segno di denuncia e annuncio profetico, soprattutto per i nostri bambini e i giovani più poveri. Tutti hanno diritto a un'istruzione di base, a realizzare i loro sogni e a vivere in pace. Nelle comunità sorgono iniziative che ci aiutano a sperare, come il progetto Familias en accion a Güiria. Le suore e i laici hanno individuato alcune famiglie più povere: vanno da loro e, insieme, si cerca di fare una lettura sapienziale della realtà alla luce della Parola che salva».


Suor Edna Mary MacDonald è responsabile della presenza FMA nella regione Sud Pacifico: quattordici Stati indipendenti e un decina di territori con una popolazione di almeno 36 milioni di abitanti e una superficie di 7 mila km2 circa. Un continente antico e nuovo: «Oggi la Chiesa in Oceania è una realtà palpitante di vita tra molti popoli. Gesù chiama a una fede più profonda e a una vita più ricca in Lui». Il cuore dei giovani e della gente è terreno buono per far germinare la parola evangelica. La carità pastorale e l'intelligenza pedagogica del Sistema preventivo danno continuità anche in questo estremo lembo del mondo al sogno di don Bosco e di Madre Mazzarello con catechesi e animazione nelle parrocchie, istruzione e formazione nelle scuole materne, elementari e medie, accompagnamento spirituale degli universitari, promozione degli immigrati: «Insieme ai laici e ai giovani realizziamo campi estivi e invernali, sosteniamo l'associazione mariana e collaboriamo con i salesiani in oratori, centri giovanili a tempo pieno, volontariato Cagliero Project, Movimento giovanile salesiano e accompagnamento dei Salesiani Cooperatori».


«L'India è una nazione complessa, avviata verso un grande sviluppo sia a livello economico che tecnologico. Nonostante ciò, non riesce a proteggere i bambini e i giovani che vivono in gravi situazioni di rischio. I cristiani sono una minoranza. Con la nostra presenza e missione educativo-evangelizzatrice riusciamo a raggiungere la maggior parte della gente e ad offrire un'educazione di qualità insieme ai valori evangelici. La situazione politica è incerta e i cristiani vivono momenti dolorosi a causa di atti di violenza e persecuzione». È suor Mary Kanickaraj Tamizharasi a parlarci della missione delle FMA nel sud del subcontinente indiano. La loro presenza si spinge fin nelle stazioni ferroviarie e degli autobus in cerca delle giovani donne sfruttate e maltrattate, che vengono accolte a Marialaya, la casa di Maria. Di loro ci si prende cura, riabilitandole e offrendo loro opportunità lavorative più dignitose.


Suor Julienne Munyemba viene dal Sud Africa, la rainbow nation, chiamata così proprio per la diversità delle culture presenti. La fine dell'apartheid 20 anni fa non ha risolto del tutto i problemi tra bianchi e neri. Continua il processo di pace e di riconciliazione per una convivenza serena e armoniosa. Il cammino è faticoso e richiede pazienza e coraggio, anche per fronteggiare le ondate migratorie che arrivano dai paesi confinanti, una povertà incalzante che colpisce le fasce più deboli della popolazione. L'impegno è quello di sempre: stare dalla parte dei poveri, curando la promozione e l'evangelizzazione con la formazione dei catechisti e degli animatori pastorali e incentivando la presenza nei media cattolici. «Gestiamo le scuole che si trovano proprio nelle periferie e accolgono i ragazzi che vivono situazioni di grave disagio. Qui le suore, oltre ad occuparsi della formazione e della promozione dei valori, si fanno carico dell'insicurezza alimentare offrendo quotidianamente i pasti. Questi centri sono aperti a tutti e sono punti di riferimento per la gente. Un'altra attenzione è alla situazione di precarietà che vivono i rifugiati, in particolare le donne a cui si offre un aiuto morale e spirituale. Di fronte alla crisi economica e alla crescente disoccupazione, le FMA cercano strategie e vie per trovare lavoro».