I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

A TU PER TU

Kirsten Prestin / foto: Klaus Zeugner

Vogliamo cambiare l'immagine dei ragazzi di strada

Don Thomas Koshy è il direttore del “Forum Nazionale Don Bosco per i giovani a rischio” (YAR - Young at Risk) a Nuova Delhi. L'organizzazione si impegna per il rispetto dei diritti dei ragazzi in India e coordina il lavoro degli 84 Istituti “Don Bosco” del Paese.

Perché il tema dei bambini di strada in India è così scottante?
Don Koshy: Nel 2013 abbiamo condotto uno studio sui bambini di strada in 16 città indiane. Solo in queste città ne vivono circa 116 000. In tutta l'India ve ne sono diversi milioni. Nel corso del nostro studio abbiamo parlato con 5000 bambini di strada. Molti di loro provengono da famiglie disgregate, nelle quali non vogliono tornare. Si sono allontanati da casa innanzitutto per fuggire dalla violenza che sperimentavano. Molto spesso il padre era alcolizzato e picchiava i bambini. La maggior parte dei ragazzi interpellati per lo studio ha un'età compresa tra i 12 e i 14 anni. Ve ne sono però alcuni di appena sei anni. Per molti spesso l'unica soluzione è andarsene.
Come fanno ad andare via?
Nella maggior parte dei casi i bambini prendono un treno e vanno nella metropoli più vicina. Durante il viaggio si nascondono, per evitare di essere scoperti dal controllore.
Come venite a contatto con i bambini?
I nostri assistenti sociali e gli operatori di strada si recano nelle stazioni ferroviarie a tutte le ore del giorno e della notte. È importante stabilire un dialogo diretto con i nuovi arrivati. Li si riconosce subito dal loro sguardo, che sembra tanto smarrito. I nostri collaboratori si avvicinano ai ragazzi con cautela. Spesso sono accompagnati da coetanei che hanno già vissuto le loro stesse esperienze per la strada, riescono a stabilire in fretta un contatto costruttivo con i “nuovi arrivati”, a costruire un rapporto di fiducia e ad accompagnarli nelle nostre strutture.
Che cosa attende i bambini nei vostri Centri?
Le nostre strutture sono case aperte. I bambini di strada possono venire da noi quando vogliono. Per la colazione, il pranzo o la cena. Possono lavarsi e avere abiti puliti. L'assistente mostra ai bambini che siamo loro amici e che il nostro aiuto è incondizionato. La violenza e la droga sono però bandite. Molti ragazzi sniffano colla, perché non possono permettersi stupefacenti costosi. Noi li aiutiamo a uscire da questa schiavitù.
Che cosa fate per i bambini nell'ambito dell'istruzione?
I bambini di strada che vengono da noi hanno spesso alle spalle un percorso scolastico molto limitato se non inesistente. Nella “scuola ponte”, com'è chiamata, vengono preparati a frequentare la scuola insieme agli altri ragazzi. Alcuni di loro successivamente frequentano addirittura le scuole superiori e riescono a conseguire un titolo universitario, spesso a pieni voti!
Quanti bambini tornano a casa?
A Vijayawada, dove ho lavorato in passato, nell'arco di 25 anni abbiamo operato con 50 000 bambini di strada. È stato possibile riaccompagnare metà di loro dalle rispettive famiglie. Sono stati registrati ulteriori allontanamenti da casa solo nel due o nel tre per cento dei casi. Non è comunque facile rintracciare le famiglie. Spesso i bambini provengono da altri Stati federali e inizialmente non dichiarano il loro vero nome. A volte affermano che i loro genitori sono morti. Sono strategie di sopravvivenza.
In alcuni casi, non è neppure consigliabile che i bambini tornino a vivere con i genitori. Possono allora rimanere a vivere da noi. Non invitiamo mai un bambino ad andarsene.
In che misura il governo indiano si impegna per il rispetto dei diritti dei bambini?
In India sono in vigore molte leggi che tutelano i diritti dei bambini, ma rimangono sulla carta. Per cambiare la situazione dei bambini sono principalmente interpellate le organizzazioni non governative. Insieme siamo più forti e possiamo rapportarci al governo in modo più efficace. Noi del “Forum Nazionale Don Bosco per i giovani a rischio” vogliamo che i diritti dei bambini siano tutelati meglio. Per questo facciamo conoscere la loro situazione e diamo loro voce. È questo il motivo per cui lavoriamo a stretto contatto con i mass media. Nella società è diffusa un'immagine molto negativa dei bambini di strada. Noi vogliamo cambiarla! Grazie alle storie di giovani che sono riusciti a costruire una vita positiva, vogliamo comunicare che ogni bambino può trovare una luce in fondo al tunnel, se gliene viene data la possibilità.
Può parlarci di qualche storia che si è svolta in modo costruttivo?
Alcuni anni fa arrivò da noi un ragazzo di strada. Viveva da diverso tempo alla stazione, dopo essere fuggito da casa perché suo padre lo picchiava continuamente. A seguito di un incidente ferroviario, perse un braccio e una gamba. Quando lo accogliemmo presso di noi, comprendemmo che aveva molte doti. Cominciò a frequentare la scuola con entusiasmo, era fra gli allievi migliori e in seguito trovò un lavoro ben remunerato nell'ambito dell'economia. Si è sposato e ha figli. Noi Salesiani organizzammo il suo matrimonio, io sono stato il suo testimone di nozze. Attualmente dirige la Casa Don Bosco della città in cui avvenne l'incidente ferroviario in cui fu coinvolto. È voluto tornare nel luogo in cui si verificò la sua disgrazia, ma cominciò anche la sua fortuna. È molto legato a Don Bosco e a noi Salesiani e vuole incoraggiare altri bambini di strada a cambiare vita.

UN AIUTO PER I BAMBINI DI STRADA IN INDIA
I Salesiani lavorano nella Casa Ashalayam di Nuova Delhi dal 1997. Nel 2007 il Centro è diventato una Casa riconosciuta dalle autorità dello Stato per bambini e ragazzi di età compresa tra i 6 e i 18 anni. Il Centro Don Bosco Ashalayam si prende cura dei bambini che vivono per le strade o nelle baraccopoli, che non possono andare a scuola o si trovano in situazioni familiari problematiche.
I Salesiani offrono a questi bambini la possibilità di condurre una vita normale e si impegnano perché venga loro garantita un'istruzione. Accanto alla Casa Ashalayam, nel quartiere Palamgaon di Nuova Delhi, si trovano altri due centri di prima accoglienza per i bambini di strada, gestiti da Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice. I Salesiani di Don Bosco lavorano al servizio dei bambini di strada anche in molti altri Stati federali dell'India.

Don Bosco opera in oltre 130 Paesi in tutto il mondo per offrire nuove opportunità ai bambini di strada. Per conoscere meglio il lavoro e i progetti della Congregazione di Don Bosco a favore dei bambini di strada in Kenya, in Colombia e in Perù, visitate il sito: www.strassenkinder.de