I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

SALESIANI NEL MONDO

Don Bosco Mission / Simone Utler (Don Bosco Magazin)

Traduzione di Marisa Patarino

I bambini del binario 6

Vivono sui marciapiedi, devono mendicare, rubare o impegnarsi nel lavoro minorile e non vanno a scuola.
Sembra incredibile, nell'India del successo economico sono ancora molti i bambini che vivono nelle strade.
A Nuova Delhi don Bosco offre loro la possibilità di scegliere un'altra vita.

Dev procede a passi veloci e sicuri sulle rotaie. È a piedi nudi. I piccoli piedi sporchi del dodicenne avanzano sui puntelli metallici su cui un treno ha appena terminato il suo viaggio con grande stridore.
Dev non ha bisogno di trovare l'equilibrio. Riesce a tenere tranquillamente le mani nelle tasche della giacca troppo grande e consumata che ha ricevuto da un'associazione benefica. Segue questo percorso più volte al giorno. Vive nella stazione.
Dev vive nella stazione di Nuova Delhi dal 2012. A volte ha dormito lungo il binario 6, a volte accanto al binario 9, sempre insieme al suo gruppo. «Qui ci sono il mio amico Anil e altri ragazzi», spiega. È scappato di casa perché suo padre lo picchiava. Adesso insieme ai suoi amici raccoglie i vuoti delle bottiglie d'acqua. I bambini salgono sui treni, chiedono le bottiglie vuote ai passeggeri sui marciapiedi e rovistano tra la spazzatura. Poi vendono le bottiglie ai negozianti. «Guadagno da 200 a 300 rupie al giorno», spiega il ragazzo. Si tratta dell'equivalente di circa tre o quattro euro.
Picchiati e sfruttati
Sebbene sia incredibile, molti bambini e giovani, soprattutto ragazzi, vivono per le strade di Nuova Delhi e nelle stazioni ferroviarie. I numeri esatti non sono noti. Il Centro Don Bosco Ashalayam di Nuova Delhi si prende cura dei bambini di strada. Ogni anno, i Salesiani e i loro collaboratori incontrano oltre 4000 bambini.
Molti di questi bambini sono andati via di casa.
Don George Nadackal, il direttore del Centro Ashalayam, parla delle illusioni che i bambini albergano in merito alle metropoli indiane: «Spesso la grande città esercita un fascino speciale su di loro. Appena arrivano nelle stazioni, comincia la loro vita ricca solo di miseria». I ragazzi vagano qua e là e mendicano, cercano qualcosa da mangiare, protezione da parte della polizia e un posto per dormire. «E sono sfruttati come manodopera a basso costo, ad esempio come lavapiatti nelle sale da tè. Ci sono molte persone per le quali questi ragazzi sono una facile preda», dice don George.
Molti di loro finiscono per vivere nella stazione di Nuova Delhi. «È questo il motivo per cui siamo particolarmente presenti qui», ha detto il direttore del Centro Ashalayam.
Complessivamente otto collaboratori si alternano lungo le strade di questa città che conta oltre 15 milioni di abitanti.
Nella Casa gestita dai Salesiani arrivano anche ragazzi arrestati dalla polizia o liberati dallo sfruttamento del lavoro minorile. Più raramente si incontrano ragazze indiane che vivono per le strade. «È più facile che siano vittime della tratta di esseri umani e costrette a esercitare la prostituzione», dice don George.
Il Salesiano siede in un ufficio della Casa principale del Centro Ashalayam. L'edificio di tre piani a forma di V è ubicato a Palamgaon, un quartiere borghese nella parte sud-orientale di Nuova Delhi. Attualmente ospita circa un centinaio di ragazzi. Alcuni di loro giocano a basket, a calcio e a cricket nel cortile, uno percorre lo spazio con i pattini a rotelle.
Vijay, un bambino di dieci anni, esce dal campo da basket, siede sulle scale che fronteggiano l'ingresso principale e parla dell'esperienza che lo ha condotto al Centro Ashalayam.
«Ero nel bosco insieme alla mia famiglia a raccogliere legna. Poi, all'improvviso, tutti sono andati via». Il bambino ha lunghe ciglia ricurve, un grande neo sulla guancia sinistra, l'incisivo sinistro spezzato. Mentre parla, Vijay si tormenta le mani e tiene gli occhi rivolti verso il basso. Non sa dove sia la sua casa e non è neppure in grado di dire quale sia il bosco in cui ha perso la sua famiglia. «In un bosco», si limita a dire.
Senza un orientamento e completamente indifeso, un giorno Vijay arrivò nella stazione ferroviaria. «Avevo tanta fame. Una signora mi diede una banana e acqua. In un piccolo mercato rubai un po' di frutta».
Vijay decise di rimanere là. Insieme a un paio di altri ragazzi cercava riparo per la notte in case vuote o sotto i ponti. Fu arrestato e venne condotto al Centro Ashalayam. Era il 2011.
«All'inizio ho pianto molto. “Per quale ragione mi hanno portato in questo posto? Perché mi trovo qui?”, mi domandavo spesso». Un giorno Vijay andò a scuola con un ragazzo che era già fuggito più volte dal Centro. Scapparono insieme, ma furono ritrovati molto in fretta. Nel frattempo, il bambino ha cominciato a trovarsi bene nel Centro Ashalayam. Adesso frequenta la quarta elementare e ha trovato vari amici. «Penso sia straordinario che qui io possa avere da mangiare e dormire. Mi manca però la mia famiglia», dice. Vijay ha due sorelle più grandi e un fratello minore. Non sa come stiano. Non ha alcun contatto con loro. E se la sua famiglia lo cercasse? «Non è stata presentata nessuna segnalazione di scomparsa», spiega don George.
Imparare a vivere
Ogni bambino, ogni giovane che viene individuato deve essere segnalato al “Child Welfare Committee”, il servizio sociale che si occupa dell'infanzia. Innanzitutto i Salesiani cercano di rintracciare le famiglie e di riaccompagnare a casa i bambini di strada.
Negli ultimi due anni 450 bambini sono stati ricondotti nelle loro case.
Chi rimane nella Casa Don Bosco presso il Centro Ashalayam ha la possibilità di costruire una vita nuova e positiva. Qui lavorano tre sacerdoti e due confratelli laici. Oltre a garantire ai ragazzi vitto e alloggio, offrono loro anche opportunità per il tempo libero, tra cui si annoverano attività sportive, gioco, pittura e disegno. Inoltre, naturalmente i bambini vanno a scuola. Molti di loro imparano così innanzitutto a leggere, scrivere e contare. «Il nostro obiettivo principale è infondere nei ragazzi la fiducia in se stessi e trasmettere loro le nozioni di base di cui hanno bisogno per imparare a condurre una vita indipendente», dice don George.
Arun è un esempio di un'esperienza riuscita. Il ragazzo ha 22 anni e dal 2000 vive nel Centro Ashalayam. Ha conseguito il diploma di scuola media superiore e lavora in una società nell'ambito dell'e-commerce come fotografo. Al momento guadagna circa 15 000 rupie (circa 215 euro) al mese. Vive nell'ostello che i Salesiani gestiscono al servizio dei giovani di età superiore a 18 anni. Arun ha una famiglia, ma quando sua madre si ammalò, alcuni anni fa, suo padre lo accompagnò da alcuni lontani parenti in Punjab. I parenti lo picchiavano. Arun voleva tornare a casa, ma prese un treno sbagliato e arrivò a Nuova Delhi. Arun trascorse quattro giorni su un marciapiede. Non aveva né acqua, né cibo. Conobbe poi i collaboratori del Centro Don Bosco Ashalayam. Gli chiesero se volesse seguirli e Arun accettò.
I Salesiani trovarono la sua famiglia, ma gli fu permesso di rimanere presso il Centro. «La nostra famiglia è composta da otto persone e vive in un piccolo villaggio che conta un centinaio di case. Il reddito medio giornaliero è pari a 100 rupie. Nessuno va a scuola. Se non fossi arrivato al Centro Ashalayam, non avrei mai avuto la possibilità di studiare», spiega. Arun e altri sette giovani l'anno scorso hanno completato con successo i loro studi o il loro percorso di formazione nell'ambito della gestione alberghiera, dei multimedia, del giornalismo, del diritto bancario e finanziario, delle scienze politiche e della progettazione grafica.
Il dodicenne Dev, invece, non vede la possibilità di una vita presso il Centro Ashalayam. Riscontra solo che in questa casa si deve vivere secondo determinate regole. Che ci si deve adattare alla struttura. Che non è possibile continuare a vivere come nella stazione. Comunque, Dev a volte segue lezioni tenute da un'altra organizzazione benefica nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria. E forse un giorno valuterà le possibilità offerte dall'istruzione.

100 MILIONI
Nel mondo 33 milioni di bambini senza casa vivono con continuità senza i genitori per strada. 9000 di loro vivono in Germania.
100 milioni di bambini e adolescenti nel mondo si procurano per strada il cibo necessario per vivere. È un numero superiore a quello degli abitanti dell'intera Germania!
I dati si basano sulle stime dell'UNICEF e dell'Associazione per i bambini di strada in Germania.