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LINDA PERINO

Don Bosco manga

L'editrice salesiana giapponese “Don Bosco Sha” ha pubblicato un fumetto manga” su don Bosco, intitolato “Coraggio! Il sogno di don Bosco continua”. Abbiamo incontrato il supervisore editoriale, don Shinjiro Urata, un dinamico giovane salesiano laureato in Teologia e specializzato negli studi su don Bosco.

Puoi autopresentarti?
Sono Shinjiro Urata, sacerdote salesiano del Giappone. Ora sono incaricato di una casa per gli esercizi e mi occupo anche di scrivere e di altre cose, di un po' di tutto.
Com'è nata la tua vocazione?
Sono nato in una famiglia cattolica e la mia zia era una fedele “appassionata”. Quando ancora io ero piccolo, forse avevo 7 o 8 anni, questa zia un giorno mi ha parlato della storia del santo Massimiliano Kolbe, un santo che ha lavorato anche in Giappone. La storia mi ha colpito e lì mi è nata l'idea di diventare sacerdote. Quando ho deciso di diventarlo, lei mi ha presentato l'aspirantato salesiano.
Nel ricco e potente Giappone che posto può occupare Dio?
Innanzitutto, il Giappone ricco e potente è un po' scaduto. Tanta gente vive nella situazione precaria. Comunque rimane il fatto che il popolo giapponese non è affatto religioso, o come dire, loro non vogliono avere una religione specifica. Loro apprezzano un po' di tutte le religioni. Ecco la difficoltà della missione in Giappone. Comunque la gente ha generalmente un certo rispetto ed un concetto di “Dio”.
Come sono i giovani giapponesi?
Normalmente sono vivaci, allegri, hanno tanta voglia di divertirsi, come tutti i giovani nel mondo. Ma forse sono un po' più riservati, disciplinati. Parlando dei giovani di oggi, noto che sono piuttosto realistici, invece di cercare grandi successi cercano la vita stabile, non vogliono spendere tanti soldi. Amano naturalmente molto il mondo di internet.
Che cosa possono dare i Salesiani?
Come in tutto il mondo, anche in Giappone noi possiamo dare loro il modo di vivere come don Bosco, cioè apprezzare certi valori, condividere, offrirsi per gli altri, sentire la gioia di vivere cristianamente e dargli la gioia di qualche adulto che cammina insieme con loro.
Perché un “manga” su don Bosco?
I giovani di oggi non leggono tanto i libri. Allora per dare loro qualche risorsa spirituale, abbiamo deciso di pubblicare qualcosa nel format di manga. E per celebrare il bicentenario della nascita di don Bosco abbiamo trovato nel manga il miglior modo di farlo conoscere ai giovani. Ma il manga deve essere di qualità, un manga che può sopportare gli occhi critici degli adolescenti. In più abbiamo pensato anche a tutto il mondo. La cultura del manga è forte e piuttosto matura in Giappone, perciò il manga su don Bosco fatto in Giappone può dare un contributo per il mondo salesiano degli altri paesi.
Come lo presenteresti ai nostri lettori?
Un elemento caratteristico di questo manga è che non si tratta di una biografia semplice che presenta la magnifica storia del santo. Ma si tratta di un incontro tra don Bosco e i giovani di oggi. I personaggi principali, due adolescenti di oggi, Riku e Mana, vengono trasportati indietro nel tempo ai giorni in cui veniva fondato l'Oratorio di don Bosco. Riku e Mana sono ragazzi tipici di oggi, che trovano difficoltà a immaginare il proprio futuro con speranze e sogni, e subiscono delle frustrazioni nelle relazioni. I due incontrano i giovani dell'Oratorio, vengono coinvolti in diverse situazioni e attraverso delle esperienze che gli aprono gli occhi, sono aiutati a crescere. Alla fine, ritornano alla loro vita nel presente con uno sguardo positivo sulla vita, che hanno imparato da don Bosco. Il messaggio centrale è avere fiducia in qualcuno e avere qualcuno che abbia fiducia in te, e la chiave di tutto questo è data dallo “stare insieme”. È proprio un'esperienza dell'Oratorio da parte dei ragazzi moderni, quindi dei lettori moderni.
Chi è il disegnatore?
Il disegnatore, Guri Suzuki, è un fumettista 38enne, che ha accompagnato un gruppo di giovani salesiani giapponesi nel loro pellegrinaggio/percorso di ricerca su don Bosco. Divenuto amico dei Salesiani, ha visitato anch'egli i luoghi di don Bosco e l'esperienza d'incontro con don Bosco che ha avuto traspare dal suo lavoro.
Com'è stato accettato dal pubblico?
In Giappone piuttosto bene. Due giornali cristiani (uno non cattolico) hanno pubblicato articoli speciali su questo manga. Anche i giovani lo apprezzano molto. Mi hanno dato una consolazione grande quando ho sentito che alcuni ragazzi non cristiani o che non vanno in chiesa si sono commossi dopo averlo letto.
Come vedi il futuro dei Salesiani in Giappone?
Come ho già accennato, anche in Giappone sta crescendo il divario tra i ricchi e i poveri. Dicono che un sesto dei ragazzi viva nella condizione precaria. Ecco tocca a noi. Noi Salesiani possiamo dirigerci verso questi ragazzi più poveri. Per questo forse noi dovremmo fare certe scelte importanti e avere il coraggio di lasciare certe cose per vivere proprio come don Bosco ci ha mostrato.