I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

CONOSCERE LA FAMIGLIA SALESIANA

B.F.

Quelli che ringraziano

Exallievi ed exallieve di don Bosco

Conosciamo questo importante gruppo della Famiglia Salesiana attraverso le parole preziose di Francesco Muceo, presidente confederale dall'aprile 2004 all'ottobre del 2015.
Francesco è stato allievo dell'Istituto Villa Ranchibile di Palermo, è laureato in Giurisprudenza, coniugato, e funzionario di un grande gruppo bancario italiano.
Ha dedicato all'Associazione degli exallievi ed exallieve di don Bosco vita, competenza ed energie.

Francesco, undici anni di guida della Confederazione Mondiale. Come definiresti tutti questi anni?
Ricordando una celebre canzone, direi “meravigliosi”. Se volessi brevemente ripercorrerli direi che l'inizio è stato a dir poco travolgente. Sono stato nominato alla guida della confederazione a soli 37 anni: potete ben immaginare quale sia stata la meraviglia nel momento in cui mi andavo presentando nei vari continenti per l'animazione. Molti ritenevano fossi il Vice Presidente Gex e mi chiedevano chi fosse il Presidente. Ho iniziato nel primo biennio un vero “tour de force”, percorrendo l'Italia da nord a sud, sia per farmi conoscere sia per il nostro progetto nell'ambito dell'Associazione, che oltretutto ha dovuto affrontare immediatamente il mare in tempesta a causa degli strascichi dell'Assemblea del 2004 ove le mire personalistiche di qualcuno stavano portando alla deriva quanto di buono era stato costruito dalla Presidenza uscente, capitanata dall'amico Antonio Pires.

Che cosa ha caratterizzato il tuo operato?
Mi sono proposto alcuni obiettivi essenziali: la stretta collaborazione con la Confederazione Mondiale delle FMA, in questo particolarmente facilitato dalla conterraneità con la Presidente Carolina Fiorica; l'avvio in modo strutturato delle Scuole di Leaders, dapprima in America Latina e successivamente in Europa per la formazione dei giovani; questa la definirei la vera carta vincente del nuovo volto della Confederazione Mondiale; la stretta collaborazione con i Superiori Salesiani, intensificatasi in particolare nell'ultimo periodo con l'elezione del Rettor Maggiore don Ángel e del suo Vicario don Francesco, ciò attraverso i Delegati Mondiali succedutisi: da don Jeronimo Monteiro ed adesso don Josè Pastor Ramirez; l'impegno nell'ambito socio-politico ed una maggiore visibilità all'esterno dell'Associazione. A tal proposito voglio ricordare il recentissimo incontro tenutosi il 15 luglio alla Camera dei Deputati dove abbiamo radunato gli exallievi parlamentari per discutere su tale tema.

E ora?
Congedarsi a 48 anni non vuol dire andare in pensione, vuol dire semplicemente ringraziare Dio, don Bosco e Maria Ausiliatrice per essermi stati accanto soprattutto nei momenti più difficili della mia Presidenza, per avermi dato una moglie che mi ha sempre incoraggiato, dei veri amici nella Presidenza Mondiale con cui abbiamo intensamente lavorato, e soprattutto per avere cercato di far sì che la grande famiglia degli exallievi di don Bosco del 2004 sia ancora oggi viva e presente nel 2015.

Più in generale, qual è l'identità degli exallievi e come sono organizzati?
L'identità è un concetto straripetuto e credo oramai chiaro: gli exallievi sono i figli di don Bosco che, come i primi che si recarono dal padre e maestro nel 1884, oggi proseguono a diffondere nel mondo i valori che hanno ricevuto in una scuola e in un oratorio. Essi sono i figli dei Salesiani, che per loro si sono spesi cercando di formarli “buoni cristiani ed onesti cittadini” e che, riconoscenti, sono pronti a sostenerli in qualsivoglia iniziativa, in primis nel campo del volontariato secondo il concetto del “mutuo soccorso” e secondo il principio evangelico del “donare ciò che si è ricevuto”. Oggi, nel 2015 lo devono fare con una maggiore “coscienza morale” ed una più ampia “competenza professionale”. E lo devono fare con una più articolata organizzazione, a partire dalle Unioni locali sino alle Federazioni Nazionali, con regolamenti propri che li identifichino e li qualifichino, in diverse circostanze anche sotto la veste “pubblica”. Un unico concetto è rimasto immutato e credo che sarà sempre così rispetto ai tempi di don Bosco: gli exallievi lavorano bene ed hanno un'identità matura quando sono accompagnati bene dai Delegati Salesiani e quando in piena autonomia e nel rispetto dei ruoli si comprende l'importanza del loro ruolo nell'ambito delle realtà salesiane.

Come si collocano nella Famiglia Salesiana?
Si collocano come una parte molto attiva sia numericamente sia qualitativamente e in diversi casi assumono la responsabilità della guida delle Consulte, ponendosi quali promotori del “sistema preventivo” ad ampio raggio nell'ambito delle opere dove si collabora insieme ma, soprattutto, nelle iniziative a carattere sociale che si realizzano nell'ambito ecclesiastico e civile.

Che cosa progettano per il futuro?
Per il futuro ritengo che sia indispensabile una migliore formazione dei leaders, dare realizzazione al cambiamento dello Statuto Confederale ancora più consono alle nuove esigenze multiculturali ed, infine, una più forte comunicazione ad ampio raggio.

C'è un episodio particolare che vorresti ricordare, nel corso delle tue innumerevoli visite in ogni angolo del pianeta?
Di episodi ce ne sono innumerevoli. Il tratto che li denota tutti è il volto delle persone che ho incontrato in giro per il mondo, le strette di mano e di recente i “selfie”... che inondano i miei ricordi. Ma mi soffermo su quelli che sicuramente mi hanno colpito: il contatto con i giovani più bisognosi. Episodi avvenuti a Lubumbashi nella Repubblica Democratica del Congo ed a Calcutta. In entrambi i casi nelle case di accoglienza di bambini di strada non potrò mai più dimenticare il sorriso di quei ragazzi che in un batter d'occhio circondarono con gioia ed entusiasmo me e mia moglie che mi accompagnava. Più strettamente dal punto di vista associativo la Messa al Colle Don Bosco in occasione del Bicentenario e l'assai emozionante consegna della luce con la fiammella dell'entusiasmo degli exallievi di don Bosco che deve irradiare il mondo.

Perché l'amore per don Bosco continua nella vita?
Non vorrei ripetere quanto di bello abbiamo ascoltato particolarmente in quest'ultimo anno. Direi semplicemente perché fu un uomo “vero”, un uomo che sino all'ultimo dei suoi giorni si è speso per i suoi giovani. Cari amici, anche noi oggi “con i giovani e per i giovani” lasciamoci guidare dal suo coraggio, dalla fiducia che egli ha sempre avuto. Amiamolo e lasciamoci amare.

Che cosa vorresti dire a tutti gli exallievi, al termine del tuo mandato?
Riassumerei il mio messaggio in un parola che ha sempre contraddistinto il mio operato: Coraggio e, come dice anche don Ángel, non lamentiamoci. Abbiamo tante cose da fare bene in Italia, abbiamo tanti giovani da seguire nel cammino della vita. Non resta che andare sempre e con coraggio “salesiano”.

IDENTITÀ E MISSIONE
• Exallievi ed exallieve di don Bosco sono coloro che, per aver frequentato un oratorio, una scuola o una qualsiasi altra opera salesiana, hanno ricevuto in essa una preparazione per la vita con gradi e modalità differenti secondo le culture, le religioni, la qualità educativa dell'opera, la capacità di ricezione dei singoli seguendo i principi del Sistema Preventivo di don Bosco.
• La Confederazione Mondiale degli Exallievi ed Exallieve di don Bosco è un'Associazione laicale senza scopo di lucro. Come tale fa parte della Famiglia Salesiana, nella quale il Rettor Maggiore - successore di don Bosco - è padre e centro di unità.
• La gratitudine porta exallievi ed exallieve a partecipare, a livelli e gradi diversi, alla missione salesiana nel mondo, assumendo, secondo il proprio stato, responsabilità di collaborazione e complemento del progetto educativo salesiano.
• L'exallievo/exallieva cristiano/a vive seriamente le promesse del Battesimo e della Cresima, caratterizzandole con l'originale carisma di don Bosco. Tale carisma si concretizza in uno stile di vita apostolicamente impegnato fondato su ragione, religione e amorevolezza, orientato ai giovani e coerente con la gioia che consegue dall'essere discepolo di Cristo.
• L'exallievo/exallieva di altre religioni partecipa agli ideali di don Bosco, condivide i valori educativi culturali, spirituali e sociali del suo Sistema Educativo e li riconosce come patrimonio comune della famiglia umana. Si fa dispensatore di questi beni nei suoi ambienti di vita e di lavoro, e li sostiene anche con quanto suggerisce la sua religione e cultura.
• Gli exallievi ed exallieve tutti, considerando l'urgenza dei problemi giovanili, sono concretamente operativi per rispondere, anche a titolo personale, alle esigenze educative e a tutte quelle iniziative culturali e formative che interessano i giovani, aiutandoli nella crescita e ad assumere responsabilità a tutti i livelli.