I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

A TU PER TU

PAT ELAVACHE

«Curo gratis i denti a Gesù. A Betlemme»

Dall'anno 2006, a Betlemme paese natale di Gesù, esiste una realtà, forse unica: cure odontoiatriche gratis a tutti i poveri della Palestina, per la maggior parte bambini e bambine, di ogni religione. Grazie ad un magnifico exallievo di don Bosco.

I palestinesi sono un popolo umiliato da un muro che li isola indegnamente dal resto del Mondo. Dentro il recinto, ci sono povertà e umiliazione.
È qui che Mauro Giacomi, cresciuto nell'aspirantato di Don Bosco al Mandrione e poi a Genzano, con nel cuore il marchio a fuoco dell'educazione salesiana, e altri undici volontari dentisti italiani, da anni rinunciano alle ferie, sfruttando tale periodo per andare a lavorare alla dental clinic della Crèche a Betlemme senza nessun rimborso economico sia per il viaggio sia per i materiali.
Come si auto presenterebbe?
Sono un medico odontoiatra laureato alla Sapienza di Roma nel 1982, ho frequentato le scuole medie presso l'aspirantato salesiano del Mandrione, quarta e quinta ginnasio nell'istituto salesiano San Giovanni evangelista di Genzano, per poi completare gli studi del liceo classico nel collegio leoniano di Anagni sotto la guida dei padri gesuiti. Da 27 anni sono sposato con Maria Rita Paris e ho due figli: Walter di 26 anni sposato con Alessia e Gianluigi Francesco di 22 anni. Il primo è laureato in ingegneria del suono e il secondo è studente di odontoiatria all'università U.E.M. di Madrid. Professionalmente lavoro come medico di base in medicina di gruppo insieme ad altri tre colleghi e per lo più svolgo la libera professione come medico odontoiatra a Fiuggi, sono molto impegnato nell'attività di volontariato insieme a tutta la mia famiglia, soprattutto nell'Unitalsi e nel progetto Betlemme.
Quando è iniziata la sua esperienza?
La mia esperienza è iniziata nel 2006, precisamente l'11 febbraio nella ricorrenza della Madonna di Lourdes, in piazza San Pietro a Roma, dove quell'anno, come al solito, accompagnammo i nostri amici disabili dal Papa e in quell'occasione fu la prima volta che fummo ricevuti da papa Benedetto XVI e io ricevetti l'incarico della guida del progetto Betlemme dall'allora presidente nazionale dell'Unitalsi, il dottor Diella Antonio.
Che cosa spinge un odontoiatra a lavorare a Betlemme, dove nessuno può permettersi di pagare?
È la carità cristiana che mi spinge a prestare la mia opera gratuita ai poveri di Betlemme, secondo gli insegnamenti ricevuti dai nostri cari educatori salesiani nel momento della mia formazione mentale e spirituale.
Quanti pazienti riesce a curare all'anno?
Nella struttura dental clinic della Crèche a Betlemme di cui sono proprietarie le Figlie della Carità di san Vincenzo de' Paoli, si riescono a curare circa 1700 pazienti l'anno di tutte le età, dai trattamenti semplici a quelli più complessi, compresi i trattamenti chirurgici. Sono soprattutto bambini musulmani.
È un complesso grande?
Lo studio dentistico, dotato di tutte le attrezzature che non hanno nulla da invidiare ai nostri studi odontoiatrici, sorge in un contesto polifunzionale, dotato di un orfanotrofio da 0 a 6 anni, dove attualmente i bambini ospitati sono circa 55. I bambini della Crèche non sono solo poveri, ma non hanno mai conosciuto né la mamma né il papà. Per questi bambini ogni uomo o donna che li frequenta sono un papà e una mamma.
Qui trovano assistenza e amore da personale specializzato, hanno una scuola frequentata anche da esterni, sempre poveri, un centro sociale dove i disagiati si rivolgono per avere assistenza: alimenti, vestiario, medicinali e una casa del Pellegrino, i cui utili vengono versati per il mantenimento dei bambini poveri. Un ospedale ultramoderno di ostetricia, ginecologia e neonatologia, in cui vengono effettuati circa 300 parti al mese. È l'unico ospedale del genere in Palestina dove tutto è gratuito.
Come sono i piccoli palestinesi?
I piccoli palestinesi sono dei piccoli Gesù. Vi racconto un episodio molto bello. Tre anni fa, l'ultimo giorno di lavoro del mio periodo di volontariato, erano circa le 10 e alle 17 avevo il volo da Tel Aviv per Roma. Vennero in studio due bambini, di religione musulmana, accompagnati dalla madre. Il più grande piangeva disperatamente per il mal di denti. Con tanta pazienza e amore, tra le grida del piccolo, cerco di aprire il molaretto da latte affetto da pulpite, dopo un po' riesco ad aprire il dente e a far uscire il pus. Il bambino improvvisamente smette di piangere. Il fratellino più piccolo, circa quattro anni, viene velocemente verso di me, "Ahimè, ho pensato, adesso mi dà un calcione". Invece si siede e mi fa' cenno di vedergli la bocca. È stato molto bravo tanto che gli ho potuto curare due dentini. Appena ho terminato, scende velocemente dalla poltrona va verso la mamma e il fratello più grande, li abbraccia forte forte, poi ritorna verso di me, mi salta addosso, mi bacia sulle guance ed esce dallo studio insieme alla mamma e al fratello. Dopo circa mezz'ora, torna con una corona del rosario e mi dice sciucrai (grazie)!