I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LA STORIA SCONOSCIUTA DI DON BOSCO

FRANCESCO MOTTO

Una croce alla fine del mondo

Fra profezie bibliche, mandati evangelici, sogni di don Bosco

Un centenario da non dimenticare
Chi l'avrebbe detto? Salesiani esecutori di profezie millenarie? Salesiani ultimi esecutori del mandato di Cristo di portare il suo messaggio alla fine del mondo, a sud del sud del mondo?
Eppure così è avvenuto quel 21 dicembre 1913 quando a Capo Froward, 90 km dalla città di Punta Arenas, dal salesiano don Luis Héctor Salaberry fu eretta la Cruz de los mares, detta così perché quel promontorio roccioso, alto 411 metri che si affaccia sullo stretto di Magellano, divide le acque dell'oceano Pacifico dalle acque dell'oceano Atlantico, testimone dello scontro millenario fra i due più grandi oceani.
In verità questa croce non è proprio quella che sta più a sud di tutte le altre (perché più a sud di tutte vi è la croce di capo Horn), ma è quella che si trova alla fine del continente americano, dopo di che esiste un arcipelago quasi disabitato immerso solitamente in un mare tempestoso.
La croce era formata da due travi di ferro lunghe 12 metri, una delle quali affondava per tre metri nel terreno roccioso. Una vera e propria "spada nella roccia", che ricopriva di vero spirito messianico non chi l'avesse estratta, ma chi l'avesse conficcata. Fu divelta dal vento, ma nello stesso punto il 5 marzo 1944 ne fu edificata una seconda, alta 21 metri, di cemento armato, con grandi fori nelle braccia, visibile da 35 km di distanza che, con la sua presenza, continuava il messaggio lasciato dalla prima.
Ma poiché quell'orribile promontorio sfidava i venti e le furie del mare, anche questa croce fu divelta dalle intemperie, e così nel 1987, in occasione del viaggio apostolico di papa Giovanni Paolo II in Cile, ne fu eretta una terza, fatta con tondini di ferro, ancor più alta, di colore bianco che ancora regge agli insulti delle intemperie.
Le profezie messianiche
La Cruz de los mares rappresenta non solo la presa di possesso di un territorio, bensì il compiersi di una catena di profezie che rimontano ai tempi di cui parla la Bibbia. Essa non è il primo segno della presenza salesiana nella Terra del Fuoco. Infatti, il 21 luglio del 1887, quattro piemontesi capitanati da don Fagnano con un baule con gli arredi sacri erano arrivati a Punta Arenas, in pieno inverno e con progetti visionari. Sapevano di compiere un'impresa unica nella storia della Chiesa: essere lo strumento divino per portare la parola di Cristo alla "fine del mondo", essere il "mezzo" usato dalla divina Provvidenza per realizzare un proposito millenario: predicare la parola di Cristo fino ai confini della terra realizzando la profezia espressa nel salmo 71, vv. 16-17, quella appunto incisa ai piedi delle travi di ferro il 21 dicembre 1913: "E dominerà da mare a mare, dal fiume fino ai confini della terra". E si potrebbe continuare con tanti altri passi del Vecchio Testamento in cui è presente questa imperiosa tensione verso i limiti del mondo.
Ma l'istanza è contenuta anche nel Nuovo Testamento, dove Gesù nel primo capitolo degli Atti degli Apostoli, rivolto ai discepoli, afferma: "Lo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra".
I sogni di don Bosco
I salesiani, consci di realizzare le profezie bibliche e il mandato evangelico, si mossero soprattutto sulle orme dei sogni missionari di don Bosco, particolarmente quello fatto a san Benigno Canavese la notte del 30 agosto 1883, un vero e proprio manifesto missionario. Si inoltrarono così anche nella wilderness antartica, fondarono missioni rivolte agli indios fuegini e in completa solitudine affrontarono ogni tipo di pericolo proveniente dagli uomini o dalla natura, come aggressioni, naufragi, incendi, calunnie, indifferenza ecc. Grazie ad uno straordinario impulso a civilizar y cristianizar gli indios, Giuseppe Fagnano fonderà la missione dell'isola Dawson in Cile (1888-1912), quella di Rio Grande in Argentina (1894-1916) che avranno vita breve per la grande mortalità degli indios, causata soprattutto da malattie contagiose, fuggiti nei boschi o ritornati ai luoghi d'origine.
La Cruz de los mares
Se "il sacro esperimento" delle due fondazioni si rivelò un fallimento, questo non voleva dire che la croce non fosse giunta alla fine del mondo. Anche perché la vita delle Chiese e delle scuole professionali dei salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice aperte a Punta Arenas, Porvenir, Ushuaia e Rio Grande, rivolte ai figli dei cileni e degli argentini, oltre agli immigrati croati, italiani e spagnoli, era vivace e piena di iniziative. Bisognava mettere un sigillo all'azione missionaria, riaffermando il valore messianico di quella esperienza, ultima tappa di un cammino iniziato oltre duemila anni prima.
Forse non esiste al mondo un luogo più appropriato di Capo Froward nel quale le parole della Bibbia si siano avverate. Un luogo il cui significato simbolico va oltre la sua stessa marginale geografia.
Per raccontare questa storia le Missioni don Bosco di Torino nel marzo scorso hanno inviato nella Patagonia australe una piccola troupe della Naif film. La docu-fiction sarà pronta per la fine dell'anno. Ne riparleremo.