I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LE CASE DI DON BOSCO

VITTORIO GHERRI

Montechiarugolo. Qui ci pensano gli exallievi

L’Istituto Salesiano di Montechiarugolo (PR), oggi Scuola secondaria di primo grado “Don Lazzero”, da 90 anni al servizio dei ragazzi, è totalmente gestito da un gruppo di exallievi.

90 anni… ma non li dimostra

Salesiani di campagna. Così sono sempre stati definiti i salesiani dell’Istituto di Montechiarugolo per distinguerli simpaticamente da quelli di Parma che fanno capo all’Istituto cittadino di “San Benedetto”.

E, in effetti, la campagna domina tutt’intorno e preme lungo le mura di cinta della casa con i suoi campi ordinati, i suoi filari, i suoi orti e i suoi canali pieni d’acqua.

Ed è proprio la ricerca di questa campagna il principale motivo per il quale all’inizio del secolo scorso i salesiani acquisiscono questo antico complesso, inizialmente convento cinquecentesco dei frati Minori di san Francesco, per fondare una colonia agricola a favore dei figli dei contadini.

Fu una delle primissime scuole agrarie gestite dalla congregazione salesiana, la quale, muovendosi con l’intuito tipico delle persone abituate al “fare”,  fu convinta che non bastasse solo formare agricoltori abili e capaci, ma anche crescere figli retti, seri e buoni.

Furono direttamente don Rua e don Dorando a trattare con i proprietari di allora il passaggio della casa e del terreno: ne presero possesso nel 1914 ma i primi salesiani (direttore Don Pietro Gullino) vi poterono entrare solo l’11 novembre 1919.

Non è difficile immaginarli arrivare, un po’ spaesati, la tonaca impolverata per il tragitto compiuto a piedi o su di un carretto di fortuna, la valigia con l’essenziale, varcare il portone e cominciare a prendere possesso degli ambienti.          

Una magnifica semina

Nonostante le difficoltà di ogni genere, dovute anche alle condizioni disagiate della popolazione a seguito della prima guerra mondiale, all’incuria dei locali e alla trascuratezza degli spazi aperti, nei primi anni di vita si riuscirono ad avere risultati promettenti fino a giungere alla festosa inaugurazione ufficiale dell’aprile del 1922 presenti le massime autorità civili, politiche e religiose.

La Scuola così avviata, nata come vera e propria succursale dell’Istituto cittadino “San Benedetto”, applicava e sperimentava il metodo “solariano”, tanto caro al reverendo don Carlo Maria Baratta, basato sulla rotazione delle colture che consente uno sfruttamento maggiore del terreno e una maggiore produzione.

I ragazzi cominciavano ad arrivare, dapprima dalle province di Parma e di Reggio Emilia e poi, via via, da sempre maggiore distanza: imparavano i rudimenti della chimica, della fisica, dell’economia agraria; apprendevano l’arte dell’innesto, l’utilità della concimazione e dell’irrigazione e, non ultimo, sotto lo sguardo attento dei salesiani, imparavano a diventare “buoni cristiani ed onesti cittadini”.

La scuola, com’è naturale, fu in continua evoluzione e si adeguò ai tempi per essere più accogliente e funzionale. Le più profonde trasformazioni e migliorie dal punto di vista sia organizzativo sia strutturale furono promosse sotto la direzione di don Giuseppe Lazzero, piemontese DOC e grande educatore, direttore dal 1933 al 1947, nonché parroco di Montechiarugolo dal 1947 al 1964 anno della sua morte. Per suo espresso interessamento, la Chiesa annessa all’Istituto che oggi ospita le sue spoglie, fino a quel momento conosciuta come l’Oratorio, fu eretta a Santuario Diocesano intitolato a Maria Ausiliatrice nel 1962 con grande entusiasmo e partecipazione di popolo.

La strada era ormai segnata, la consolidata tradizione educativa continuava a dare buoni frutti anche grazie ad una schiera di educatori salesiani di prim’ordine quali don Remo Zagnoli, il prof. Giovanni Battista Zancanaro, don Dante Invernizzi (quest’ultimo valente missionario partito da Montechiarugolo per raggiungere, da pioniere, la Bolivia dove rimase per quarant’anni) tanto per citarne alcuni. Tutti hanno lasciato una traccia indelebile nel cuore degli allievi e della gente che li ha conosciuti.

Ma non si scoraggiarono

Dopo la fine delle scuole di avviamento agrario, nel 1964 prese naturale avvio la scuola media. Tra gli anni ’80 e ’90 gli allievi raggiunsero il picco massimo di 140 iscritti. Dal 1975 si aprì la scuola anche alle ragazze: era l’unica scuola media mista dell’Ispettoria Lombardo-Emiliana.

Ma come spesso capita e la vita quotidiana ci insegna, anche le cose belle hanno un termine. Così quando i Superiori ridisegnano i profili dell’Ispettoria non c’è più spazio per Montechiarugolo. Pur continuando la scuola media, comincia dal 1994 una lenta agonia che porterà alla chiusura della casa e al ritiro degli ultimi due salesiani alla fine di agosto del 2002.

Dopo un primo momento di scoraggiamento, un gruppo di persone formato da exallievi, genitori di allievi, benefattori, amici e simpatizzanti che già negli anni precedenti si erano costituiti in Associazione con il fine di aiutare i salesiani nella gestione operativa della Scuola, accetta una nuova sfida: quella di proseguire la Scuola mantenendola nel solco della tradizione salesiana e con lo scopo di non disperderne il carisma e l’esperienza educativa.

Tra momenti di entusiasmo, di timori e di sacrifici, viene costituita l’immobiliare “Amici dell’Opera Salesiana” incaricata di trattare con l’Ispettoria l’acquisto dell’immobile posto in vendita nel frattempo. L’aiuto di tanti sostenitori nonché l’indispensabile protezione dall’alto di don Bosco e di don Lazzero hanno permesso al grande sforzo messo in campo di trasformarsi ancora una volta in buoni frutti.

Si poté riaprire la scuola media da subito affidandone la gestione alla neonata “Cooperativa Scuola Don Lazzero” che continua tutt’oggi un prezioso servizio educativo per le famiglie, formando i ragazzi ai valori umani e cristiani con il metodo preventivo di don Bosco. Gli insegnanti, spesso, a loro volta, exallievi salesiani hanno a cuore le sorti dell’Istituto e accompagnano ciascun ragazzo nel cammino personale di maturazione, condividendo con lui molte ore della giornata scolastica, giocando con lui, ascoltandone le confidenze e incoraggiandolo, in un’età particolarmente importante per la sua crescita. Continua così, esperienza unica in Italia nel panorama delle scuole salesiane, l’attività di questa scuola che, oltre ad offrire lezioni nelle normali discipline curricolari integrate con attività di laboratorio, dispone di un servizio di mensa interna, che consente ai ragazzi di fermarsi per l’attività di doposcuola e di studio guidato senza dimenticare l’importanza delle attività di svago intraprese sia sul verde dei campi sportivi sia sul bianco delle piste da sci con l’impegno di tutti affinché quel portone, varcato dai primi salesiani novant’anni orsono, possa continuare a rimanere aperto.