I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

BAGLIORI

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Cesare Bisognin, eccezione al diritto canonico

 (06/06/1956 - 28/04/1976)

Cesare è figlio di una famiglia dalle forti tradizioni e convinzioni cattoliche, dove ci si voleva bene, si lavorava sodo, si pregava tutti i giorni: classico il rosario serale con tutta la famiglia radunata attorno al camino. Toccava anche ai piccoli dirigere e lui lo faceva già a 9 anni. Non era un santino tutto mistico: non gli mancava una buona dose di vivacità, un carattere forme a volte un po’ testardo una forte propensione al dialogo. Fu la sua fortuna l’aver trovato un prete come sostegno spirituale e l’Azione Cattolica come gruppo amicale. Terminata la scuola media la mamma l’abbordò con una domanda che oggi le mamme sembra abbiano paura di fare: “Che cosa vuoi fare da grande?”. “Tu lo sai mamma”. Non ne avevano mai parlato ma ella capì e ne fu felice. Vallo a dire alle mamme d’oggi! Entrò nel seminario minore di Bra e si iscrisse alle magistrale. Era iniziata la via verso il sacerdozio..

 

L’intelligenza pronta, il carattere schietto,una non comune capacità dialettica. Sempre pronto tuttavia a ricucire per primo qualsiasi strappo con i compagni. In parrocchia si dava da fare come nessun altro: preparava i chierichetti a servir messa, fa ceva da letto suonava l’organo… E, come se non bastasse, quando il seminario si trasferì a Torino andava ogni settimana come volontario al Cottolengo prestandosi per i servizi più umili. Era il 1970 quando entrò nel seminario maggiore. Sembrava che tutto dovesse filare proprio liscio.  Sembrava. Una sera – si era agli inizi di settembre dl 1974 – quasi improvvisamente fu preso da un forte dolore al ginocchio sinistro. Massaggi, pomate, impacchi, rimedi della nonna non sortirono effetto.  Anzi andava peggio. Non restò che una accurata visita presso l’ospedale. E la diagnosi fu atroce: osteosarcoma, in parole povere, cancro maligno alle ossa. Passò da un medico all’altro, da un ospedale all’altro. Niente. Fu il primo ad accettare la croce. Due volte a Lourdes, poi a Roma per l’anno santo 1975. Poi la discesa verso la morte

 

Ma non rinunciò alla sua vocazione. Non ci pensò neppure. Venne fuori tutta la sua antica caparbietà. Non aveva l’età, ma non si diede per vinto. Ormai lo sapevano tutti che voleva essere ordinato prete prima di morire, anche perché c’era la fila per andarlo a trovare. E lui non nascondeva nulla. La singolare richiesta di questo ragazzo ormai alla fine scosse la curia torinese. Si mosse addirittura il cardinale Michele Pellegrino che chiese al papa Paolo VI il permesso straordinario, contro il Codice di Diritto Canonico, di poter ordinare prete uno che aveva sì e no 19 anni, che non aveva da non molto iniziato teologia, ma che aveva dentro un desiderio fortissimo di diventare prete, nonostante tutto. Il papa acconsentì alla deroga e Cesare Bisognin poté diventare “don” e celebrare prima di morire 17 messe. I maligni potranno sorridere al numero, ma lui ne fu felice come se avesse ricevuto in dono il paradiso in terra. Lo ordinò lo stesso cardinale in casa, sul suo letto, mentre una folla di fedeli riempiva camera sale e adiacenze. A Stasera G7 venerdì 9 aprile venne trasmessa un’intervista che radunò davanti ai monitor 20 milioni di persone..    Morì mercoledì 28 aprile 1976.