I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

OSSERVATORIO

Anna Rita Delle Donne

ALICE E GLI ALTRI (27)

Divagazioni (mica tanto) su... un’azione che oggi sembra presentarsi con i tratti dell’impossibile: la riconciliazione

 

La ricreazione è quasi finita, Alice ha fatto l’ultima corsa in bagno dopo essersi attardata a chiacchierare con le amiche in cortile. Si sta lavando le mani e, alzando gli occhi un istante, vede dentro lo specchio Viola che si avvicina al lavandino di fianco al suo. Sente un tuffo al cuore: da mesi si evitano. “Ciao…”, dice Viola. Ciao? È una vita che Viola non mi rivolge la parola... “Ciao!”, risponde, in un sussurro, guardandosi le mani che sta strofinando sotto il getto d’acqua. “Come va?”, chiede Viola. Come va? Alice è stupefatta, ma farfuglia: “Bene!”. “Ho saputo che stai frequentando il Centro d’accoglienza”, insiste Viola. “Ah! E come l’hai saputo?”, ribatte Alice. “Beh, sai… Sara e Chiara chiacchierano parecchio”. “Pensavo che il mio nome fosse vietato in tua presenza”, dice Alice con un po’ di amarezza. “Ti pare sia possibile vietare di parlare a quelle due?”, dice Viola sorridendo allo specchio. Adesso anche Alice sorride dentro lo specchio e pensa che è come guardarsi in faccia, però è più facile: gli occhi di Viola li vede lo stesso, e sembrano gli occhi di tanti mesi prima, di quando ancora tutte e due pensavano di essere le migliori amiche del mondo. Si guardano negli occhi attraverso le specchio e lo specchio le aiuta perché lo sforzo di girarsi e guardarsi direttamente in faccia è ancora faticoso per entrambe. Ma è già qualcosa. “Comunque sì, frequento il Centro già da prima dell’estate”, riprende Alice. “E come ti trovi? È interessante?”, chiede ancora Viola, e ad Alice sembra che sia veramente catturata da una sana curiosità.

 

Che sta succedendo?”, si chiede ancora incredula Alice. Poi, risponde: “Sì, direi di sì. È davvero interessante. Sai, i ragazzi hanno più o meno la nostra età. Certo, non possiamo fare molto: aiutarli a studiare, magari giocare con loro a scacchi, a biliardino, a ping-pong… Insomma, passiamo insieme il pomeriggio; questo ci avvicina moltissimo; ci scambiamo idee… e facciamo il confronto con la vita che rispettivamente conduciamo, e…”. Alice alza gli occhi allo specchio e vede uno strano sorriso sul volto di Viola, che chiede: “Beh, perché ti sei interrotta?”. “Perché chiacchiero troppo e tu mi stavi guardando con un sorriso… uhm!”. “No, non era di scherno, Alice, te lo giuro; Forse è passato troppo tempo da quando ci siamo guardate in faccia l’ultima volta e tu l’hai dimenticato il mio sorriso”. Si voltano quasi contemporaneamente. Ora le due ragazze sono a faccia a faccia, senza più lo specchio a fare da sponda. “Mi sei mancata”, dice Viola. “Anche tu”, risponde Alice con un filo di voce. “Mi piacerebbe venire al Centro… Pensi che sarebbe possibile?”, chiede Viola. “Martedì pomeriggio alle tre passo a prenderti, se vuoi”. “Grazie, mi farebbe davvero piacere”. La porta del bagno si apre e la bidella entra strepitando. “Che ci fate ancora qui… non l’avete sentita la campanella? Le lezioni sono ricominciate da almeno dieci minuti!”. “Non l’abbiamo sentita”, risponde Alice e guarda Viola; il sorriso parla di complicità, mentre si affrettano verso la classe. Il prof di matematica le chiamerà alla lavagna per punirle del ritardo, ma oggi, a nessuna delle due importa granché.