I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

100 anni fa

 

BS 1909 dicembre. Don Martino Recalcati scrive a don Rua sulla nuova missione aperta in Mozambico in località Moscellia. Interessante la descrizione del missionari sugli usi e costumi degli indigeni. Estrapoliamo, come al solito, un brano per i lettori.

 

La nuova casa sorgerà in Moscellia, cioè alle falde di una verdeggiante collina, che stendesi nella vasta e ridente baia i Mocambo. Le poche case o pagliata, sono fatte di pali, rivestiti esteriormente di fango e coperte di paglia; il mobilio, uguale dappertutto, consiste in una o più stuoie sulle quali si dorme, in una pignatta piena d’acqua spesso sporca, e in un mortaio dove si tritura granoturco, o riso, o mandioca, di cui si fa una poltiglia che è il cibo di tutti i giorni. Dalle pareti pendono lancie, freccie, coltellacci, armi indivisibili per questa gente, e alcune volte qualche vecchio fucile. È in questa pianura e precisamente in riva al fiume, che sorgerà la nuova missione. Tutt’intorno tra il fogliame verde-cupo s’incontrano piccoli villaggi di neri. Sarebbero bei mori, alti, robusti, se non avessero quel brutto costume di cincischiarsi la faccia e tutto il corpo, con certi ghiribizzi, che li rendono, dicono essi, molto belli; ma che per noi sono tanto orribili. Gli uni portano i capelli ben rasi, altri li hanno lunghi e a foggie strane e ridicole. Il loro vestito si riduce ad un semplice pannolino attorno alle anche. Coll’immancabile coltellaccio al fianco e la lancia in mano parrebbero fieri a prima vista, ma osserva doli bene in quegli occhi grandi e melanconici, fanno compassione.