I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LETTERE AL DIRETTORE

 

OSCURITÀ NEL VANGELO. Caro direttore, […] “Chi ama la sua vita la perde, e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna” (Gv. 12,25). È una frase di Gesù che mi ha dato sempre problemi. Mi sembra che abbia poco senso. […] Pare quasi un’istigazione al suicidio. Insomma mi appare […] alquanto oscura. Le chiedo se c’è una spiegazione semplice, senza arrampicarmi sui vetri per dargli un’interpretazione forzata. […] Grazie.

Romano, Napoli

Mi pare abbastanza semplice l’interpretazione e senza forzature. “Amare la propria vita” significa vivere per sé, è segno di un egoismo narcisistico che certo Cristo non poteva avallare, dal momento che aveva coscienza di essere stato inviato nel mondo solo ed esclusivamente per gli altri. Al contrario “odiare la propria vita” vuol dire mettere al centro gli altri, vivere per gli altri, non vivere come “passeri solitari”. E questo secondo modo di vivere è la garanzia che la propria vita serve a qualcosa e a qualcuno, lega l’individuo ad altri, oggi si direbbe “fa rete”. Da soli si muore. Non c’è eroismo nella solitudine, non ci sono valori, c’è solo uno “sciogliersi” nel proprio io che non promette nulla di buono e, di certo, non è utile alla società. Insomma, la vita si possiede nella misura in cui la si dona, e la cosa è di evidenza lapalissiana: posso donare solo ciò che ho. Chi non si dona non si possiede, una vita chiusa nel proprio bozzolo è una non/vita. Questo è anche il motivo per cui Gesù afferma che il momento più ad-traente (nel senso che attira tutti) della sua vita si verificherà quando “sarà innalzato da terra”, cioè quando sarà messo in croce: il momento in cui ha offerto tutto se stesso, fino all’ultima stilla di sangue.

 

LE CARCERI. Caro direttore, […] si sente dire che le carceri scoppiano, che i carcerati sono in grande eccedenza, che in una cella che può contenere quattro uomini ce ne sono il doppio, e via di questo passo. […] Non capisco dove sta il problema. Non basta costruire altre carceri? Non basta ricuperare quelle abbandonate? Lo sa che nel mio territorio ce n’è una molto grande e vuota che sta andando in rovina? Noi in Italia non sappiamo più nemmeno costruire carceri, o utilizzare la cinquantina di carceri abbandonate! Così si leggere sui giornali.

Vito, Massa

Caro signore, il problema c’è: più di 60mila detenuti in spazi sufficienti per 40mila persone. Ma non credo che il problema sia quello di costruire carceri nuove o ri/usare carceri dismesse… Il problema è che non si fa quello che secondo la costituzione si dovrebbe fare. Il carcere non è una struttura meramente punitiva, è anche, anzi soprattutto, correttiva e riabilitativa. Rifletta sui seguenti. Dei detenuti usciti per indulto o condono il 30% torna a delinquere; di quelli usciti a fine pena ben il 70 % torna a delinquere. Invece, dei detenuti che hanno scontato una pena alternativa la media di ricaduta scende al 20%. Non sono,perciò, tanto sicuro che occorrano carceri nuove, ma sono sicuro, sicurissimo che occorrano pene alternative, perché il carcere, a stare ai dati, fa più male che bene. Si tratta insomma, e non è solo un mio parere, di riformare le pene, di inventare sanzioni che spingano a “ricostruirsi”, lavori socialmente utili, ecc. anche perché c’è un altro dato che fa accapponare la pelle: la proporzione tra i suicidi che avvengono tra la gente comune e i carcerati è di 1 a 17! Personalmente credo che le armi migliori siano quelle preventive: ri/educare e ri/evangelizzare.

 

UN GRANDE, NON DIO. Davvero, egregio direttore, che cosa osta al fatto che Gesù sia “un grande, […] magari anche il più grande uomo […] senza bisogno di farne un Dio!”. Così un conferenziere che mi ha quasi convinto […].

Paolo, Genova

Caro Paolo, ho sudato un po’ per ritrovare la pagina di un libro, letto qualche anno fa, che mi pareva rispondesse alla tua domanda. Dopo quasi due giorni di ricerca l’ho finalmente ritrovata. Non lo considero tempo perso. Dunque, detta pagina è di un genetista di fama internazionale che risponde al nome di Francis S. Collins che cita il Clive Lewis di “Scusi qual è il tuo Dio” – pag. 77 (tra parentesi Lewis è l’autore di “Le cronache di Narnia”). Scrive: “Un uomo che fosse soltanto uomo e che dicesse le cose che disse Gesù non sarebbe certo un grande maestro di morale, ma un pazzo – allo stesso livello del pazzo che dice di essere un uovo in camicia – oppure sarebbe un diavolo. Dovete fare la vostra scelta: o quest’uomo era, ed è, il Figlio di Dio, oppure era un matto o qualcosa di peggio. Potete rinchiuderlo come un pazzo, potete sputargli addosso e ucciderlo come un demonio, oppure potete cadere ai suoi piedi e chiamarlo Signore e Dio. Ma non tiriamo fuori nessuna condiscendete assurdità come la definizione di grande uomo, grande maestro. Egli ha escluso la possibilità di quella definizione, e lo ha fatto di proposito”.

 

POTTER SUMMER CAMP. Direttore carissimo, spero che la notizia datami, riguardo a Harry Potter usato come filo conduttore di un campo scuola dei salesiani, sia falsa […]. Ci sarebbe da vergognarsi… è il capovolgimento dei valori cristiani cattolici […]. Legittimare la magia che è in abominio a Dio (Deut. 18,9-12), i poteri occulti, l’energia ctonia! Romanzi in cui gli uomini normali sono sprezzantemente “babbani” […]. Dio vi dia il morso della vergogna. Rammentatevi dei maghi del faraone […].

Luciano, Roma

Egregio Signore, intanto le rendo noto che io stesso ho “bollato” Harry Potter come romanzo non educativo e ne ho scritto sul BS (BS dicembre 2005, pag. 6; BS luglio/agosto 2006, pag. 6), perché mi appare una stortura anche morale, il fatto che gli uomini siano spregevolmente chiamati “babbani”, e solo i superuomini (i maghi) siano degni di considerazione. Inoltre la lotta bene/male sembra dia rilievo più alla potenza del male che alla forza del bene. Detto questo, tuttavia, mi corre l’obbligo di precisarle che i salesiani, sulla scia del fondatore Don Bosco, sono specialisti in “opere purgate”. Proprio così le chiamano tuttora. Pensi che si è giunti a “purgare” perfino i classici, laddove espressioni e contenuti apparivano non educativi, spesso prendendosi i rimbrotti delle autorità scolastiche statali. Con questo le voglio dire che, se è stato fatto un campo/scuola sulla scia di Harry Potter, il testo è garantito – cioè è stato purgato: giochi, riflessioni, attività, preghiere, filo della storia sono stati adattati alla circostanza, in qualche modo sono stati “cristianizzati”, o per dir meglio, cattolicizzati e qualcuno direbbe “romanizzati”.

Io stesso, più di una volta, nei miei trascorsi come animatore di campi/scuola ho compiuto operazioni del genere. Il motivo è semplice: se un testo, un ambiente, un racconto, una fiaba catturano il ragazzo, è bene sfruttare la cosa ai fini educativi, formativi e religiosi reinterpretando il contenuto e inventandoci – come le dicevo – giochi, riflessioni, preghiere, ecc.

Si tranquillizzi dunque, caro signore, non siamo degli ingenui sprovveduti, accettiamo invece la sfida di “cavare” il bene dal male. Sfida non impossibile per chi fa questo mestiere per vocazione! Abbiamo sulle spalle – al riguardo – 150 anni di esperienza. Pochi? Non direi. La LDC (Libreria Dottrina Cristiana) dei salesiani ha edito, in questi anni, vari sussidi estivi, ispirandosi a libri, racconti, romanzi, film che avevano successo tra i ragazzi, riscrivendo in chiave cattolica i testi originali assunti quasi solo come canovacci.

 

DONNA E VANGELO [Da una telefonata]… Caro direttore, sono una ragazza universitaria spesso in forte crisi di fede […] soprattutto perché mi pare che il Vangelo stesso non sia stato poi così rivoluzionario come vuole fare apparire riguardo allo stato della donna, e Gesù stesso […].

Miriam “La Sapienza”, Roma

Gentile signorina, ho troncato a questo punto la sua lettera perché il resto mi appare infarcito – me lo permetta – di luoghi comuni, i più vecchi e usurati, suggeriti da una vieta propaganda anticlericale che si cerca ogni tanto di rinverdire, in cui il Vangelo da lei invocato c’entra poco o nulla. Desidero invece rispondere proprio su “Donne e Vangelo” o se vuole “Donne e Gesù”, ma è una metonimia. Lo faccio prendendo lo spunto dal cardinal Decourtray, morto una quindicina di anni fa! Le sue riflessioni mi pare facciano al caso nostro. Il Maestro di Galilea vi ha voluto bene, più di quanto lei non immagini. Scrive dunque il predetto cardinale:

Gesù non ha detto – riguardo alla Samaritana – “Questa donna è volubile, leggera, segnata dalla tradizione del suo ambiente”, le domanda invece un po’ d’acqua e comincia a conversare con lei, cosa inaudita per quei tempi (Gv. 4,1-12).

Gesù non ha detto – riguardo alla peccatrice di Betania che gli bagnava i piedi di lacrime –: “Ecco una pubblica peccatrice, una prostituta prigioniera del vizio”. Al contrario ha affermato: “La tua fede ti ha salvata, va in pace” (Lc 7,36-50).

Gesù non ha detto – riguardo alla donna sorpresa in adulterio –: “Costei è un’adultera, lapidatela secondo la legge!”; ma “Non ti condanno, va e non farlo più!”, mandando in bestia chi gliel’aveva portata perché la condannasse (Gv. 8,9-10).

Gesù non ha detto – riguardo al gruppo di donne che lo seguivano ovunque –: “Cacciatele via, come vuole la legge”. Le ha accettate, forse addirittura come discepole, ed ha gradito i loro servizi, e le ha guarite dai loro malanni (Lc. 8,1-3).

Ce n’è a sufficienza, non le pare?

 


APPELLI

 

Se avete materiale presepistico che non utilizzate, non buttatelo, regalatelo! Può servire per raccogliere fondi in favore dei bambini dell’America Latina. Associazione di Volontariato - Comunità Educativa Missionaria, Frazione San Nicolao 2, 13865 Curino BI, Tel./Fax 015/928168.

 

Posseggo molte buste filateliche fdc ed annulli speciali che scambierei con cartoline d'epoca o regalerei a motivati ed appassionati collezionisti. Mirella: gador1939@tiscali.it.

 

Vorrei tanto corrispondere con altre persone in Italia e in particolare a Roma e provincia. Vorrei farmi molti amici perché ne ho veramente pochi. Sono un ragazzo invalido e mi piace molto scrivere. Costanzo Angelo, Via Salaria 142, 00015 Monterotondo RM.

 

Ringrazio anticipatamente sacerdoti, suore o laici che mi vorranno inviare vecchi e nuovi santini, medaglie, rosari o altri oggetti religiosi. Marella Vito, Via Ciro Menotti 24, 70038 Terlizzi BA.