I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

I NOSTRI MORTI

 

GAMBAUDO sig. Giuliano, exallievo,

Torino, il 23/05/2006, a 73 anni

Di famiglia poverissima, ma di solidi principi religiosi, Giuliano frequenta la scuola presso i salesiani del Colle, recandovisi in bicicletta, anche in pieno inverno e in calzoncini corti. A 14 anni riesce a farsi assumere come operaio alla Lancia. Di giorno lavora e di notte continua a studiare fino a conseguire il diploma di geometra. Con il tempo diventa un pubblicitario stimato e rispettato, allaccia relazioni con ditte e personaggi del mondo imprenditoriale, gira il mondo. Ma rimane sempre fedele alle sue modeste origini e agli insegnamenti appresi in famiglia e nella scuola di Don Bosco. Gli stessi insegnamenti trasmette al figlio: il valore della rettitudine e del sacrificio, dell’onore e dell’umiltà, spesso leggendogli gli articoli del Bollettino Salesiano, cui è stato sempre abbonato. Quando il male lo ghermisce, è ancora di esempio ai familiari per la coraggiosa e cristiana accettazione del suo destino.

 

CARLE sr. Adelaide,Figlia di Maria Ausiliatrice,

† Giaveno (TO), il 07/05/2006, a 84 anni

Suor Adelaide è stata un’icona di bontà e di accoglienza. La si ricorda per l’amabile serenità e arguzia, il sorriso buono, la dolcezza accogliente, l’amore alla natura, la fedeltà viva e profonda alla preghiera e ai momenti comunitari. Tutti le volevano bene: bimbi, ragazzi, adulti, nonni, persone conosciute da tempo o appena incontrate. Non dimenticava nessuno, arrivava a mille gentilezze. Le sorelle portano in cuore i suoi incoraggiamenti nelle difficoltà, la gentilezza straordinaria con i loro genitori e parenti, la cura materna e l’attenzione per i sacerdoti; ne sottolineano la fedeltà al dovere, il vivo senso di responsabilità nel delicato compito di portineria e di accoglienza, la discrezione e l’intelligenza del suo intervento, lo spirito di collaborazione e di apertura. La sua salute si era indebolita già parecchi anni fa. Ha sempre offerto tutto con pazienza e fede per don Lino e per la famiglia della sorella, a cui era legata da grande e reciproco affetto.

 

GHARGHOUR sac. Abboud,Salesiano,

† Aleppo (Siria), il 19/06/2006, a 59 anni

Un tragico e banale incidente stradale è stato la causa della sua morte, avvenuta sull’autostrada per Aleppo, quando un camion ha perduto improvvisamente la cassetta degli attrezzi e costretto la macchina dove viaggiava don Abboud a una manovra pericolosa che l’ha fatta capottare. Oratoriano di Aleppo, ha sentito la chiamata alla vita salesiana e l’ha seguita. Si è dedicato ai giovani come delegato di pastorale giovanile per vari anni e insegnante, poi è stato direttore in varie case. Buon musico, insegnava ai ragazzi, che li imparavano con gusto, canti da lui stesso composti. Sempre sorridente, vivace, ottimista, nonostante il diabete di cui soffriva come male ereditario. “Vale la pena di vivere la mia vocazione da sacerdote, arabo e salesiano in Medio Oriente”, diceva. Su tutte, la testimonianza scritta di un giovane: “Ho imparato da te la gioia del dono e l’amore per gli altri”.

 

MASOERO sac. Luigi, Salesiano,

† Torino Valdocco, l’11/10/2006, a 86 anni

Fede e lavoro erano le caratteristiche della sua famiglia, che egli ha mantenuto per tutta la vita. Fu conquistato dall’ambiente familiare di Valdocco dove entrò come studente e dove scelse di rimanere divenendo salesiano e sacerdote. Le doti di mente e di cuore lo hanno portato a essere direttore e insegnante per molti anni, lasciando nei confratelli un esempio di laboriosità, generosità, equilibrio. Sempre attento alla dimensione spirituale nonostante le attività che aveva a suo carico: scuola, doposcuola, musica, canto… Gli piaceva ricordare gli anniversari dei confratelli cui non mancava mai di inviare un biglietto di auguri e una sua poesia composta per l’occasione.

 

FANONI BELTRAMI sac. José, salesiano,

† Linare (Chile), il 16/02/1972, a 45 anni

A 35 anni dall’immatura scomparsa, il BS ricorda un salesiano eccezionale, nativo di Chiesa Valmalenco (Sondrio) ma che ha svolto tutto il suo apostolato in Cile. Dopo il dottorato alla Gregoriana, ha insegnato Sacra Scrittura a Santiago. Accettò volentieri di fare il parroco e per quattro anni svolse questo ministero, apprezzato dai superiori e amato dalla gente. Inviato per un anno in Germania per un corso di aggiornamento, tornò in Cile dove fu nominato professore di Sacra Scrittura presso l’Università Cattolica di Santiago. Era un uomo colto e saggio, forse il più preparato del Chile nel campo delle Scienze Bibliche; ma era anche un apostolo, dedito anima e corpo ai poveri. Proprio mentre si trovava in una delle più povere parrocchie della periferia di Linares, dove si era recato per un breve periodo di riposo e in realtà dedicava tutto il suo tempo alle necessità della gente, morì improvvisamente, annegando nelle acque del fiume Achibueno. La parrocchia chiese che fosse sepolto lì, e la tomba non è mai stata abbandonata dalla gente.