I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

DIBATTITI - Giornate Mondiali

di Severino Cagnin

DIRITTO D’ASILO

7a Giornata mondiale del Rifugiato. L’Italia non ha ancora una legge organica sui rifugiati ed è l’unico paese dell’Unione Europea che ne sia sprovvisto.

 

La mancanza di una normativa  per i rifugiati provoca gravi conseguenze sulla condizione degli stranieri che non hanno un’abitazione, un lavoro, la scuola per i figli, i servizi sanitari. Le maggiori associazioni, impegnate nel sociale, hanno fatto appello a Governo e Parlamento per una legge organica su Il diritto di asilo. I responsabili hanno risposto affermativamente. Dal ministro dell’Interno a quello della Solidarietà Sociale tutti sembrano d’accordo. L’invito viene anche da Oltretevere, dal Papa, come anche dal Colle, dal Capo dello Stato. Ma non è facile tradurre in pratica i principi generali della Convenzione di Ginevra del 1951 e dell’articolo 10 della Costituzione Italiana. Ancora non sappiamo bene chi sia un rifugiato !

 

CERCA CASA E SPERANZA

 

Il rifugiato non va confuso né con l’emigrato né con l’esiliato. È l’unico senza diritti. Pochi riflettono sull’incredibile coraggio e la straordinaria forza morale di chi è costretto a fuggire dalla sua patria lasciando tutto, casa, lavoro, famiglia e famigliari. Forse è la categoria di oppressi più sconosciuta. Credo sia una fortuna che talora i media portino alla ribalta il loro grido, come il romanzo Il cacciatore di aquiloni dell’afghano Hosseini, il réportage sugli emarginati Pianeta dimenticato a Radio Uno, e lo strazio armeno de La masseria delle allodole, di Antonia Arslan portato sugli schermi dai fratellli Taviani: “Fino a poco fa i sopravissuti preferivano tacere, piuttosto che subire l’incredulità dei più, ora la pellicola parla per loro”. Esce Mi racconti…Ti racconto, di Reza Rashidy sull’immigrazione in Italia. È per questo motivo che la VII Giornata mondiale del 20 giugno può diventare un’occasione per un discorso importante: questa del 2007 è dedicata al diritto diasilo, come condizione primaria. Ognuno di noi deve liberarsi dalla paura del diverso e aprirsi alle differenze, senza necessariamente identificarsi con esse.

 

 PER UNA SOCIETÀ NUOVA

 

Molti si sono mossi: il comitato dei Gesuiti per i rifugiati (JRS), la Coalizione Internazionale contro la detenzione dei rifugiati, il cardinale Renato Martino presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, l’Alto commissario dell’ONU António Guterres, che ha visitato quattro paesi africani colpiti dalla tragedia e ha assegnato all’oculista giapponese Kanai il Premio Nansen per i rifugiati. Ma il problema non è risolto e appare sempre più difficile. Non si sblocca né insistendo sui principi, né intervenendo con azioni concrete e isolate. Iniziare dalla casa è indispensabile. “Chiedete a chiunque degli oltre 20 milioni di rifugiati qual è la cosa che desidera di più al mondo - ha detto Rudd Lubbers - e la risposta conterrà sicuramente la parola casa. Che si tratti di una costruzione distrutta a Kabul, di una baracca con il tetto di foglie nello Sri Lanka o di ricominciare da zero in una terra lontana”. La Caritas Europa va oltre e chiede di aiutare quanti vivono nella precarietà e nell’irregolarità. Ciò può favorire la promozione della legalità, stabilizzare il mercato del lavoro, migliorare le condizioni di vita e contribuire a un nuovo Modello Sociale Europeo.