I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LETTERA AI GIOVANI - LA VOGLIA DI...

FARE 4 CHIACCHIERE

Carissimo, ti va di fare quattro chiacchiere? Lo prendi un caffè, un tè, al bar con me?

Ho da confidarti qualcosa che ti riguarda.

Ti aspetto in pizzeria? Ci stai? A stasera.

Celentano in una canzone di successo

si lamentava di non trovare

neppure un prete con cui parlare.

Il bisogno di confidarsi, di avere qualcuno con cui attaccar bottone è reso

macroscopico dal boom dei telefonini

e dall’alluvione incontenibile della posta elettronica. Tutto diventa e-mail ovvero tutti si appiccica. A questo punto  entro nel tema con quattro affermazioni

 

Non c’è colpa più grande che tenersi tutto dentro.

La palude fa imputridire tutto, anche i fiori più belli. Ti invito a procedere con una vera operazione chirurgica.

Perché una conversazione porti frutto devi sbarazzarti dei rifiuti che porti dentro.

Non temere di affidare il tuo sfogo

a chi è capace di asportarti il veleno

di alcune esperienze. Fai un torto alla tua personalità se la lasci come l’hai trovata.

 

Non c’è disgrazia più grande che non trovare un amico.

Guardare se stesso attraverso gli occhi di un amico è più che un esame di coscienza.

È superare la paura di diventare intimi,

di ritrovare se stessi.

Se vuoi arrivare a conoscerti,

fatti conoscere da un uomo saggio

capace di condividere e ascoltare.

Se vuoi giungere a qualche risposta vera, orienta le tue domande a un maestro di virtù.

Un amico è un faccia a faccia con te stesso.

Un amico non è un fiore di plastica

che da lontano sembra vero.

È un fiore vero. Te ne accorgi da vicino.

 

Non c’è difetto più grande del silenzio ostinato.

La confidenza è in agonia.

I palinsesti televisivi non riescono

a dribblare i frastagliati arcipelaghi

affettivi, se non incagliandosi in improvvise violenze o efferati omicidi.

A uscirne vittima è la parola.

La parola  non è scomparsa.

È rimasta la sete, il desiderio

che qualcuno parli al posto di noi.

Rompi il silenzio. Quando parli è come se firmassi. Nascosto dietro ogni parola dimora una persona. Tacere ostinatamente è un corto circuito. Una scintilla ti ha portato il buio e la notte nel cuore.

 

Chi si confida trova vita e futuro.

Anche un piccolo filo d’erba

ha bisogno di sole; senza luce impoverirebbe e seccherebbe. Il vissuto diventa più ricco quando la confidenza e l’amicizia crescono.

Se ti apri diventi sensibile

e la vita stessa più grande.

La guarigione dell’anima arriva

quando si supera la febbre della chiusura, del silenzio a tutti i costi. La scoperta

di te stesso avviene quando ti manifesti.

È l’inizio di un nuovo corso.

È la primavera dell’anima.

Solo così ogni momento diventa

una nuova scoperta, ogni attimo porta con sé una nuova gioia. Quando mi sento dire:

prendi un caffè, una tazza di tè, una pizza

è come se mi sentissi dire: ho voglia di fare quattro chiacchiere con te.