I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

STRENNA 2007 - AMARE LA VITA

di Pascual Chávez Villanueva

IL SENTIERO  DELLA  VITA: LE 10 PAROLE

“Io sono il Signore tuo Dio… * non avere altri dei che me... * Non usare il mio Nome per scopi vani... * Ricordati di consacrarmi il sabato... * Rispetta tuo padre e tua madre... * Non uccidere. * Non commettere adulterio. * Non rubare. * Non testimoniare il falso... * Non desiderare quel che appartiene a un altro... Non desiderare la donna di un altro”(Es. 20,1 ss  passim)

 

Il disegno originale di Dio non prevedeva il peccato e la morte sino alla distruzione del creato. Ma nemmeno l’alleanza suggellata successivamente con l’umanità, con la promessa di non annientarla con un nuovo diluvio che avrebbe ripiombato la creazione al caos, è riuscita a convincere l’uomo che solo in Dio poteva trovare la sua pienezza. Per riportare l’uomo nell’orbita di Dio, il Signore ha dovuto inventare una storia di salvezza e ripartire da Abramo, che diventa così padre della fede(cfr Gn 12). Da lui ha preso l’avvio quel popolo che un giorno ha dovuto liberare dalla schiavitù egiziana e con il quale ha siglato sul Sinai un’alleanza bilaterale: Dio s’impegnava aD essere Dio d’Israele e Israele si impegnava ad essere Popolo di Dio.

 

I dieci comandamenti indicano i termini del patto stipulato con il suo popolo e lo spazio non materiale ma morale e spirituale in cui Israele viene a trovarsi, e che delimita il regno della vita. Oltrepassare quei limiti significa addentrarsi nella morte. I dieci comandamenti sono dunque dieci parole orientate ad assicurare la vita nella stessa maniera con cui i genitori guidano il figlio, cercando il suo bene. Sono dieci sentieri che portano alla Vita stessa che è Dio. È significativo che nel presentare i termini dell’alleanza sinaitica l’autore sacro riferisca: “Queste sono le parole che Dio pronunziò…”. Ed è ugualmente rilevante che il Deuteronomio, che ci presenta la seconda versione del decalogo (5,6-22), introduca la storia della salvezza così: «Queste sono le parole che Mosè rivolse a tutto Israele oltre il Giordano, nel deserto, nella valle dell’Araba…» (Dt1,1). Quanto Dio ha fatto a favore di Israele diventa il fondamento delle sue leggi e norme. I dieci comandi rappresentano la via che il Signore offre al suo popolo perché cammini davanti a Lui, lungo il sentiero della vita. Ecco una bella catechesi familiare: «Quando in avvenire tuo figlio ti domanderà: Che cosa significano queste istruzioni, queste leggi e norme che il Signore nostro Dio vi ha date? Tu risponderai a tuo figlio: Eravamo schiavi del faraone in Egitto e il Signore ci fece uscire dall'Egitto con mano potente. Il Signore operò sotto i nostri occhi segni e prodigi grandi e terribili contro l'Egitto, contro il faraone e contro tutta la sua casa. Ci fece uscire di là per condurci nel paese che aveva giurato ai nostri padri di darci. Allora il Signore ci ordinò di mettere in pratica tutte queste leggi… La giustizia consisterà per noi nel mettere in pratica tutti questi comandi… come ci ha ordinato» (Dt6,20-25).

 

Per questo, Mosè, mediatore di questa straordinaria alleanza, invita il popolo a vivere secondo le nuove possibilità fornite da Dio stesso: «Io vi ho insegnato leggi e norme come il Signore mio Dio mi ha ordinato, perché le mettiate in pratica nel Paese in cui state per entrare e prenderne possesso. Le osserverete… perché quella sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare di tutte queste leggi, diranno: Questa grande nazione è il solo popolo saggio e intelligente. Infatti qual grande nazione ha la divinità così vicina a sé, come il Signore nostro Dio è vicino a noi…?» (Dt4,5-8). Perciò Dio va amato “con tutto il cuore, con tutta l’anima, e con tutte le forze” (Dt6,5) e il prossimo va amato come si ama se stessi (Mc12,30-31). Non c’è dunque spazio per nessun tipo di idolatria, adorando dèi che non possono salvare, che “hanno occhi e non vedono, hanno orecchie e non ascoltano, hanno bocca e non parlano” (Sl115,5). È una vera stoltezza adorare esseri umani, animali, astri del cielo, opere delle nostre mani (Sap13,1ss), o divinità di popoli viciniori. Proprio perché la legge del Signore altro non è che il sentiero della vita, la cui essenza è l’amore, a noi tocca accogliere quanto dice Mosè: «Badate di fare come il Signore vostro Dio vi ha comandato. Non ve ne discostate né a destra né a sinistra; camminate in tutto e per tutto per la via che il Signore vostro Dio vi ha prescritto, perché viviate e siate felici e rimaniate a lungo nel Paese di cui avrete il possesso» (Dt 5,32-33). Quanto differente è la mentalità odierna che vuol presentare Dio e la sua legge come una minaccia per la felicità dell’uomo! Gesù ha sintetizzato tutto nel comandamento dell’amore, unica energia capace di riempire di senso la vita e di aprire le porte della morte.