I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

PRIMO PIANO

Padre Jorge PUTHENPURA

Salesiano di Poovathodu, Keralya, India.

Nel 1970 è andato missionario in Guatemala.

È il fondatore de Las Hermanas de la Resurrección.

 

Padre, come le è venuto in mente di fondare un istituto femminile?

Non l’ho mai pensato. Sono state le circostanze a portarmi a questa risoluzione. Ho sempre avuto il desiderio di lavorare per le Vocazioni. Al “forum” Nazionale dei Religiosi in Guatemala, nel 1972, dissi che, data la pluralità di culture e lingue del Guatemala, ogni vescovo dovrebbe pensare a fondare una congregazione diocesana di religiosi.

 

Chi le suggerì di fondare una congregazione?

L’allora ispettore del Centro America. Mi consigliò di cominciare da un gruppo di ragazze indigene che aiutavano le Suore della Carità in parrocchia; e diede al sottoscritto piena  autonomia e garanzia di continuità per portare avanti la fondazione senza ostacoli.

 

Ha trovato difficoltà o è andato tutto liscio?

Le prime giovani erano illetterate, con scarsa eredità di spirito familiare, umano e religioso. L’idea di vita religiosa era totalmente sconosciuta nella loro cultura. Fu difficile per alcuni credere che potessero essere idonee per una scelta così impegnativa, e capaci ed efficienti nell’apostolato pastorale.

 

Qual è lo scopo specifico della congregazione, e quale il carisma?

Le suore si dedicano esclusivamente ai “campesinos”, alle donne, ai giovani e ai bambini. I campesinos formano la classe più numerosa del popolo indigeno d’America. Quasi nessuno si prende cura di loro. Le religiose organizzano il lavoro pastorale e sociale nelle aree rurali della Diocesi.

 

Com’è avvenuto che lei andasse missionario in Guatemala?

Fui sfidato a dimostrare che ero pronto ad attuare io stesso ciò che insistentemente proponevo di fare. “Vediamo se tu hai il coraggio di lasciare la tua patria”, mi dissero. In quattro giorni mi preparai ed inviai una lettera al Rettor Maggiore offrendo me stesso come volontario per le missioni del “Terzo Mondo”.

 

La sua congregazione si sta allargando o il flusso vocazionale si è interrotto?

Si sta allargando anche se lentamente. Gli aspiranti stanno cercando non solo in numero ma anche in qualità e perseveranza.

 

Quali programmi e prospettive ha per il futuro?

Si è stabilito di aprire un aspirantato per la preparazione dei giovani che desiderano entrare in noviziato. Fra gli indigeni prevedo abbondanti vocazioni anche per la nostra congregazione salesiana.