I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

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Luciano Verdone

NON DIRE "È TORNATO NATALE"

Non pensare: è ancora Natale. Non dire: è tornato Natale. Non cedere alla tentazione della circolarità dell’esperienza. Che ne sai se ne avrai altri? E poi, ogni Natale è diverso. Tu non sei lo stesso, rispetto all’anno scorso. E le persone, intorno a te, compaiono, scompaiono, si trasformano. Ha ragione il filosofo che afferma che non si può entrare due volte nello stesso fiume.

Non dire: anche quest’anno, guerre e violenza. La speranza è l’essenza dell’anima. Quando l’uomo smette di interpretare il mondo ha già ceduto al declino.

Gesù centro della famiglia

Una metafora si associa al Natale. Quella della strada. Com’è difficile, oggi, raffigurare la propria strada. Guardare al futuro senza paura. Quanto è divenuta intensa la nostra esperienza, e quanto transitoria, precaria, frammentata. Una settimana, per densità di situazioni, sembra un anno. E quanti rischi di morte, in una settimana.

Sempre all’erta, come soldati al fronte.

Temiamo malattie, auto impazzite, l’agitazione nostra e degli altri, la folla e le file, i rituali e le mode, l’aridità e i convenevoli.

Assaporiamo l’angoscia delle infinite possibilità. Ma se tutto è possibile, nulla è rilevante. Tutto è banale. Anche la morte, estrema emozione della vita, ci coinvolge a tempo programmato. Società bugiarda che promette tanto ma ci toglie tutto: sentimenti e relazioni, futuro e senso del dramma.

E la tua strada, com’è?

È lunga alle spalle ma oscurata dinanzi… come accade a chi è disorientato! O si snoda, fontale e definita, grazie alla residua fiducia del fanciullo?

 

Un’altra metafora si addice al Natale. È quella della notte, simbolo dell’attesa di un nuovo principio. Nel buio della notte, dai fondali dell’anima, salgono e ingigantiscono le ombre. All’alba, invece, tutto riacquista la sua dimensione.

Cadono le maschere e ciascuno appare quello che è: povero di relazioni autentiche e di sentimenti veri; nudo di amore; assetato di soggettività significativa e di relazioni armoniche.

 

Un augurio

Accogliamo la vita, così com’è L’attimo non torna