I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

DIBATTITI

di Severino Cagnin

EVENTI 2006 - QUALI SPERANZE?

Tra i fatti importanti dell’anno ormai quasi interamente trascorso, alcuni aprono al futuro e, sebbene a fatica, ispirano fiduciosa attesa.

 

Titoli a tutta pagina oscurati due giorni dopo: l’usa e getta ormai prevale anche al supermercato dei media. Ma tra politica, cultura, Chiesa, mondo, ecc. quali eventi scegliere di questo 2006 agli sgoccioli? Da una ventina in elenco ne ho scelti solo cinque. Mi rimane il dubbio di aver eliminato qualcuno che meritava. È determinante il criterio secondo cui uno decide le preferenze.

1. L’accordo di settembre per i Libano può costituire un varco nel muro di divisione che separa due mondi. La questione non è solo militare, ma ha un peso anche politico e, soprattutto, culturale. Al di là di ogni contrapposizione, si fa strada la convinzione che è  indispensabile trovare il modo di vivere senza attentati, accettandosi reciprocamente, e  progettando un piano economico e politico di scambio e integrazione.

2.Anche il viaggio del Papa in Germania in settembre ha confermato la possibilità della pacifica convivenza tra ebrei e palestinesi, cristiani e musulmani, nonostante lo stravolgimento di alcune parole di Benedetto XVI. Il Pontefice ha offerto la soluzione del Vangelo agli interrogativi attuali, a condizione che ogni uomo accetti l’altro a qualsiasi etnia, religione o cultura appartenga. “La violenza è irragionevole - ha affermato all’università di Ratisbona - è in contrasto con la natura di Dio”. E ha ricordato il versetto più citato dai musulmani in Occidente: “Nessuna costrizione nelle cose di fede”. Sa bene il Papa che l’Islam è non solo alle porte, ormai è nei negozi, negli autobus, nei condomini,  nelle scuole. È indicativo che a Parigi la proibizione di portare il velo islamico ha dovuto essere ritirata dal governo per le reiterate proteste di immigrati e degli stessi  francesi.   

3. Islam come urgenza, Africa come futuro. L’ultimo campionato mondiale di calcio mi ha fatto pensare all’Africa: quanti atleti africani forti, agili, intelligenti, rispettosi degli avversari più che i colleghi europei. Dicono che tra pochi anni le formazioni sportive di club e quelle nazionali saranno composte da atleti di colore. In Francia - Italia del dopo mondiale, i calciatori francesi erano tutti africani eccetto uno! Ciò fa capire che il predominio della vecchia Europa è al tramonto, sta emergendo l’Africa, anche se a fatica.

4. La globalizzazione sta abbattendo i confini e facilitando le conoscenze e i flussi migratori e operazioni finora impensabili di grandi gruppi economici e industriali (Wind agli egiziani, Albacom agli inglesi, Tre ai cinesi…).

5. Se poi parliamo di Internet… La rete è diventato il ricettacolo di tutto, di cultura, di arte di religione, ma anche del crimine… Internet si sente, si vede e si legge…  È diventato indispensabile, ma… bisogna saperlo usare!