I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

SFIDE ETICHE x ragazzi, genitori, educatori    

di Giovanni Russobioeticalab@itst.it

MATRIMONIO E VERGINITÀ UNICA PROFEZIA

La difficoltà di parlare di verginità oggi in un contesto sociale massimamente erotizzato. Il cristianesimo non disprezza l’eros quando valorizza la verginità e il celibato.

C’è ampia convergenza nel ritenere che le società occidentali vivano in contesti fortemente erotizzati. L’eros, inteso come forza del desiderio sessuale che ci attrae verso qualcuno, segna e caratterizza ogni attività umana; gli stessi modelli di marketing e di sensibilizzazione commerciale sono per lo più impostati con criteri di lettura erotici. Ciò che conta è sedurre, trasformando – se necessario – anche l’anatomia naturale del corpo con rimodellamenti non indifferenti (labbra nuove, naso rifatto, seni al silicone, ecc.). Perciò Benedetto XVI nell’enciclica Deus caritas est contestualizza l’eros nell’amore, come dono di sé, cioè come agape: “In realtà eros e agape – amore ascendente e amore discendente – non si lasciano mai separare completamente l'uno dall'altro. Quanto più ambedue, pur in dimensioni diverse, trovano la giusta unità nell'unica realtà dell'amore, tanto più si realizza la vera natura dell'amore in genere” (n 7).Ciò che conta è sedurre?

NEL CRISTIANESIMO

Nel cristianesimo la sessualità è realtà che esprime la verità dell’uomo e di Dio, una realtà quindi sacra e profetica: il corpo, in quanto porta la dignità di immagine dell'invisibile Dio, contribuisce a rivelare la Sua natura più intima. Questa profezia è sempre stata espressa attraverso due forme: il matrimonio e la verginità consacrata, segni profetici straordinari del Dio/Amore. Gli sposi profetizzano, nell'essere “una sola carne”, quell'amore grande di Cristo per la sua sposa (la Chiesa, il gruppo dei suoi discepoli) amata fino alla morte; le persone consacrate profetizzano, nella loro verginità, l'esclusività dell'amore nella storia e la trascendenza di un amore che mai tramonta, un amore di quel Regno dove non ci sarà più uomo né donna, ma tutti saremo una cosa sola nell'amore di Dio. La persona vergine anticipa così nella sua carne il mondo nuovo della risurrezione futura (cfr. Mt 22,30). In forza di questa testimonianza, la verginità tiene viva nella Chiesa la coscienza del mistero del matrimonio e lo difende da ogni riduzione e da ogni impoverimento.

L’UNICO MISTERO DELL’ALLEANZA

La verginità e il celibato per il Regno di Dio non solo non contraddicono alla dignità del matrimonio, ma la presuppongono e la confermano (Familiaris consortio, 16). Il matrimonio e la verginità sono i due modi di esprimere e di vivere l'unico Mistero dell'Alleanza di Dio con il suo popolo. Quando non si ha stima del matrimonio, non può esistere neppure la verginità consacrata; quando la sessualità umana non è ritenuta un grande valore donato dal Creatore, perde significato il rinunciarvi per il Regno dei Cieli. Dice, infatti, giustamente san Giovanni Crisostomo: “Chi condanna il matrimonio priva anche la verginità della gloria, chi invece lo loda rende la verginità più ammirabile e splendente. Ciò che appare un bene soltanto a paragone di un male, non è poi un grande bene; ma ciò che è ancora migliore di beni universalmente riconosciuti tali, è certamente un bene al massimo grado” (La Verginità).

CUORE LIBERO, FEDELTÀ EROICA

Gesù ha indicato con l'esempio e la parola la vocazione alla verginità per il regno dei cieli (Mt 19, 3-12). La verginità è vocazione all'amore: rende il cuore più libero di amare Dio (1Cor 7, 32-34). Libero dai doveri dell'amore coniugale, il cuore vergine può sentirsi, pertanto, più disponibile all'amore gratuito dei fratelli. La verginità per il regno dei cieli, di conseguenza, esprime in maniera esemplare la donazione del Cristo al Padre per i fratelli e prefigura con maggiore esattezza la realtà della vita eterna, tutta sostanziata di carità (1Cor 13, 4-8). La verginità, certo, implica la rinuncia alla forma di amore tipica del matrimonio, ma la rinuncia è compiuta allo scopo di assumere più in profondità il dinamismo, insito nella sessualità, di apertura oblativa agli altri e di potenziarlo e trasfigurarlo mediante la presenza dello Spirito, il quale insegna ad amare il Padre e i fratelli come il Signore Gesù. 

Pur avendo rinunciato alla fecondità fisica, la persona vergine diviene spiritualmente feconda, padre e madre di molti, cooperando alla realizzazione della famiglia secondo il disegno di Dio. L’amore universale, a cui il matrimonio e la verginità sono consacrati, non è, in realtà, che una consequenziale fecondità dello Spirito, una vera maternità e paternità di chi si è totalmente aperto all’Amore nuziale, personale e misterioso di Dio. E’ Lui che riempie di Sé e abilita a generarLo nelle altre creature. Il suo amore è assieme eros e agape, amore di desiderio oltre che di dono, un amore verginale e sponsale che trova la sua perfetta profezia – come indica la Deus caritas est –  nel fianco squarciato di Cristo (S. Marcianò).

Gli sposi cristiani hanno perciò il diritto di aspettarsi dalle persone vergini il buon esempio e la testimonianza della fedeltà alla loro vocazione fino alla morte. Come per gli sposi la fedeltà diventa talvolta difficile ed esige sacrificio, mortificazione e rinnegamento di sé, così può avvenire anche per le persone vergini. La fedeltà di queste, anche nella prova eventuale, deve edificare la fedeltà di quelli (Giovanni Paolo II, Novo Incipiente, 9).               

 

Valori in Questione

Il matrimonio e la verginità consacrata sono segni profetici straordinari del Dio-Amore.

Gli sposi profetizzano l'amore grande di Cristo per la sua sposa (la Chiesa) amata fino alla morte in croce.

Le persone consacrate profetizzano, nella loro verginità, un amore esclusivo che è segno del Regno di Dio dove non ci sarà più uomo o donna.

La verginità e il celibato per il Regno non solo non contraddicono alla dignità del matrimonio, ma la presuppongono e la confermano.

 

Confrontiamoci in Gruppo e in Famiglia

Qual è la nostra visione delle persone consacrate e che cosa pensiamo del loro modo di vivere l’amore?

Come è impostata la nostra catechesi matrimoniale: è presente la profezia dialogica della verginità?

Che cosa può dire il forte richiamo all’agape da parte della verginità a una vita coniugale oggi condizionata dall’erotismo?

Sei convinto della fecondità spirituale delle persone consacrate nella “paternità-maternità”? Che cosa possono dire  alla famiglia oggi?