I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

MISSIONI

di Giuseppe Tabarelli

IN RUSSIA… COME PROFETIZZATO

Nel 1894 Don Bosco ricevette l’invito ad aprire un’opera, contrarie le autorità dell’impero. Egli era conosciuto, tanto da meritare una biografia. Attualmente la Russia propriamente detta ospita sette opere salesiane.

 

Se andiamo a cercare nei XX volumi delle Memorie Biografiche di san Giovanni Bosco troviamo alcuni riferimenti alla Russia. Anzitutto una profezia di Don Bosco del 1884: Io vedo dinanzi a me il progresso che farà la nostra Congregazione. Dall’America del Sud passerà a quella del Nord, poi all’Austria, all’Ungheria, alla Russia... Quindi alle Indie, al Ceylon, alla Cina... Da qui a cent’anni quale sviluppo meraviglioso non vedremmo dei salesiani, se fossimo ancora a questo mondo! Gli ordini antichi, Domenicani, Francescani e altri furono destinati dalla Provvidenza a essere colonne della Chiesa; il nostro invece è istituto per i bisogni presenti e si propagherà con rapidità incredibile in tutto il mondo (MB 17, pp. 30-31).don Viganò inaugura la scuola grafica a Gatchina (20 maggio 1994)

INVITI

Nel 1884 pervennero inviti a Don Bosco sia dalla minuscola isola di Malta sia dalla sterminata Russia. A Malta per un collegio gratuito per “giovanetti” onde impartir loro l’insegnamento professionale. Della possibilità di penetrare in Russia non era nemmeno da parlarne: l’opera salesiana nelle sfere governative era guardata di mal occhio, ed era vietato l’ingresso del Bollettino Salesiano con l’ordine di sequestro alle frontiere. Don Pozzan ne chiese la ragione al direttore delle Poste imperiali; si poté così sapere che tale ostracismo dipendeva dalle opinioni religiose del periodico. Anche distribuzione e vendita di immagini di Maria Ausiliatrice erano severamente proibite. Ma Bollettino e immagini passavano di contrabbando dalla Polonia austriaca alla Polonia russa con sì buon effetto che i rubli mandati dai polacchi sostennero validamente in quell’anno critico le opere salesiane. Ci furono altre due lettere: la prima chiedeva un prete salesiano e alcune suore di Maria Ausiliatrice per San Pietroburgo, la seconda proponeva l’apertura di un ospizio a Odessa. (Cfr. Verbale del Capitolo Superiore 28/02/1884). La Russia doveva vedere i primi salesiani solo dopo la grande guerra, allorché tre di essi fecero parte della missione pontificia incaricata di dar da mangiare agli affamati con i mezzi che la carità del Papa somministrava (MB 17, p. 347).

UNA LETTERA E UNA BIOGRAFIA

Moltissime lettere seguivano Don Bosco dovunque. Persino dalla Russia, Governatorato di Vilne Lukiszk, una maomettana di nome Rosalie Bogdanowicz con una lettera scritta in buon francese lo supplicava d’impetrare la guarigione di un giovane maomettano di 26 anni di nome Zacharie (MB 17, Appendice Doc. 64).Don Bosco le fece rispondere nella stessa lingua il 28 marzo (1885) ringraziando per la modesta offerta di tre rubli e promettendo di pregare.

 

Nel 1906, la principessa Maria Mikhailovna Volkonskaja, convertitasi al cattolicesimo nel 1901 in Svizzera, scrisse una biografia di Don Bosco dal titolo Дон-Боско, отец сирот и нищих (Из недавняго прошлаго) che pubblicò a San Pietroburgo nel 1908. La scoperta di quest’opera ha dell’avventuroso o del provvidenziale. Volendo offrire un fascicoletto alle tante persone che mi chiedevano chi fosse questo Don Bosco, ho voluto ripubblicare in Russia, attraverso la piccola editrice di Gatchina, una breve biografia del santo di 48 pagine (in russo) che avevo trovato e schedato a Roma quando ero bibliotecario presso l’Università Pontificia Salesiana. Ho considerato questo fascicolo come la seconda edizione del libretto pubblicato a Roma nel 1951 dal seminario cattolico russo. Non sapevo chi ne fosse l’autore, essendone riportate solo le iniziali M.V.- C.T. In seguito (Cfr.Enciclopedia cattolica, vol. I, ed. Francescani) ho scoperto che l’autore era Maria Volkonskaja. La principessa, vissuta tanti anni a Roma, era morta nel 1943 o nel 1952.Dovevo trovare una copia originale dell’opera. Con l’aiuto di Irina Galynina la rintracciai presso la biblioteca nazionale di San Pietroburgo e ne ottenni fotocopia. Con sorpresa ho scoperto che non si trattava di un fascicoletto, ma di un libro 12x18 di 128 pagine.Niente indice, i 12 capitoli numerati con cifre romane e una breve descrizione degli argomenti del capitolo.Alla pagina 127 in una “postfazione” si dice che Don Bosco è stato dichiarato venerabile, grande gioia per i salesiani, ma che erano successi fatti incresciosi a Varazze nell’agosto 1907. Il libro stampato nel 1908 (data riportata nel frontespizio), era stato scritto due anni prima perché varie volte (Cfr. pp. 72, 73, 87, 99) si fa riferimento a questa data “теперь (1906)”.Non è indicato un editore, ma a pagina 2 è indicata la “Tipografia F. Berke, Novyj pereulok № 2”.  Mentre a pagina 130 si dice che il libro viene venduto nelle librerie “Novoe Vremia” (Nevskij 40) e Wolf (Nevskij 13). Dove e come la Volkonskaja ha conosciuto i salesiani e quale interesse l’ha spinta a pubblicare in Russia una biografia di Don Bosco? Da quali fonti ha attinto? Quale tiratura avrà avuto il libro? Sarei felice se qualcuno dei lettori del BS mi aiutasse a trovare delle risposte. Infatti, dopo cento anni ho l’intenzione di ripubblicare questa “storica” biografia. Il fatto sorprendente per i salesiani, arrivati in Russia solo nel 1991 a realizzare senza saperlo il sogno profetico di Don Bosco, è stato scoprire che proprio a San Pietroburgo quasi cent’anni prima, il santo dei giovani veniva fatto conoscere con una pubblicazione scritta appena 18 anni dopo la sua morte.

OGGI

Dopo la perestrojka, i salesiani hanno accettato l’invito delle autorità scolastiche della regione di Leningrado ad aprire una scuola grafica. Nel 1991 un salesiano italiano venne in Russia in esplorazione. Dopo varie ricerche, ecco la disponibilità del direttore della scuola professionale n. 13 di Gatchina con il quale si iniziarono le trattative per avviare una joint venture, durata fino a oggi. Contemporaneamente altri salesiani sbarcavano in Russia dalla Polonia e dalla Slovacchia. Attualmente sono presenti oltre che a Gatchina (scuola professionale, parrocchia, editrice) e a San Pietroburgo, anche a Mosca (con un’opera per ragazzi della strada, una casa di accoglienza e la parrocchia della cattedrale) a Samara, a Rostov-sul-Danubio e in Siberia (Aldan e Jakutsk) con centri giovanili. Il Bollettino Salesiano in lingua russa, iniziato nel 2004, continua idealmente quello di Don Bosco del 1877, portando a conoscenza l’azione dei salesiani, il carisma del fondatore e il suo Sistema Preventivo, usato con successo con i giovani di 131 Paesi dove sono presenti i salesiani. Don Bosco è un simpatico educatore, amato dai giovani perché sanno che lui vuol loro bene. “Non basta che i giovani siano amati, occorre che essi sappiano di essere amati”.