I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

150 - MAMMA MARGHERITA - 150

di Pascual Chávez Villanueva

FAMIGLIA CULLA DELLA VITA

MAMMA MARGHERITA IL MODELLO

La mamma di Don Bosco, Margherita Occhiena, può essere il modello di ogni mamma… Il suo è un messaggio di fortezza, di ottimismo, di speranza contro ogni speranza.

                                                                                               

Il primo ricordo di Don Bosco è la mano di sua madre. Giovannino aveva solo due anni e non voleva uscire dalla stanza dove era spirato il papà. Racconta lui stesso: “Povero figlio, dis­se mia madre, vieni con me, tu non hai più padre. Ciò detto, ruppe in forte pianto, mi prese per mano e mi trasse altrove, mentre io piangeva perché ella piangeva”. La mano di Marghe­rita, che pure è straziata dal dolore e dall'apprensione per il fu­turo, è dolce e ferma: non lascerà mai i suoi figli. È il suo primo importante messaggio: “Possiamo essere colpi­ti, ma andiamo avanti e qualunque cosa capiti tu puoi contare su di me”. Margherita aveva allora 29 anni, Giovannino 2, Giuseppe 4, Antonio 14. Per Antonio, Margheri­ta è solo la «matrigna». Per di più egli è un adolescente grez­zo, buon lavoratore, ma cocciuto e geloso.

Margherita è una mamma molto «moderna»: la responsabilità della famiglia è sulle sue spalle. La classica battuta sulle madri oggi dovrebbe suonare così: «La mamma è sola!». Oggi, le mamme sono sole in molti modi. Perché hanno un doppio lavoro, fuori e in casa, o perché sono separate con i fi­gli a carico, o perché sono lasciate so­le nel compito di educazione dei figli. Mio marito di queste co­se non s’interessa, dicono, quasi a giustificare una distrazione che è in realtà una colpa grave. Mamma Margherita è prima di tutto presente. Il suo è un amo­re totale ed effettivo, fatto di poche parole, molte azioni, un esempio continuo, una donazione assoluta. Contadina analfabeta, è ricca d’infinita saggezza e raro equilibrio. Tut­ti sono concordi nel sottolineare il suo ruolo determinante nella formazione di Giovannino. I suoi furo­no insegnamenti semplici e grandi. Per esempio:

 

Decisione e coraggio sono gli ingredienti per riuscire. Nes­suno vide mai Don Bosco «scoraggiato». E neanche sua madre. In famiglia tutti devono dare una mano. Margherita abituò presto i figli a lavorare in casa e in campagna. Giovanni dovette ingegnarsi per pagarsi gli studi: imparò a fare il sarto, il falegname, il barista, il barbiere. Anche a Val­docco nessuno veniva «viziato». Quando un ragazzo correva da Mamma Margherita per farsi attaccare un bottone alla giacca, lei gli porgeva ago e filo: “Perché non ci provi tu? Bi­sogna imparare a fare un po' di tutto”.

Il temperamento si deve dominare. Ogni figlio ha un tempe­ramento diverso che deve imparare a tenere sotto con­trollo. Con la dolcezza e la pazienza Margherita piegò Antonio, tentato all'asprezza. Con attenzione seguì l'evoluzione di Giovannino: “Giovanni aveva in sé quel sentimento di sicurezza nell'agire che si può con tanta facilità trasnaturare in superbia; e Margherita non esitò a reprimere i piccoli capricci fin dall'inizio, quando egli non poteva essere capace di responsabilità morale”, ricorda don Lemoyne.

Litigi e incomprensioni tra fratellinon si risolvono con predicozzi e discussioni. Mamma Margherita riconobbe la par­te di ragione di Antonio che non capiva la voglia di studiare di Giovanni e intervenne efficacemente. Anche se probabilmente aveva le lacrime agli occhi mentre preparava il fagottino di Giovanni che andava a fare il garzone lontano da casa.

I figli hanno una strada sulla quale vanno accompagnati. Ap­pena comprese la vocazione del figlio, gli disse chia­ramente: “Sentimi bene, Giovanni. Io voglio che tu ci pensi be­ne e con calma. Quando avrai deciso, segui la tua strada senza guardare in faccia nessuno. La cosa più importante è che tu fac­cia la volontà del Signore. Il parroco vorrebbe che io ti facessi cambiar idea, perché in avvenire potrei avere bisogno di te. Ma io ti dico: in queste cose tua madre non c'entra. Dio è prima di tutto”. Questo è veramente «dare la vita».

Gioia e serenità sono il sale della vita. Marghe­rita vigilava, ma non in modo sospettoso e pesante. Sapeva rim­proverare sorridendo e prendere la vita con un pizzico di umo­rismo. Quando lasciò il suo piccolo paradiso dei Becchi per seguire Don Bosco in una periferia triste e malfa­mata, cantava con suo figlio: “Guai al mondo se ci sente, fore­stieri e senza niente”.

Parlare, dialogare, raccontare sono momenti irrinunciabili della vita famigliare. E nella piccola casa dei Becchi c'era anche il tempo di raccontare i sogni.

La coscienza morale è una guida fondamentale. Fin da picco­li, i Bosco impararono a distinguere il bene dal male, sen­za ipocrisia e senza furberie. Conoscevano esattamente quello che dovevano e quello che non dovevano fare. Sul letto di mor­te Margherita poté dire al figlio: “Ho la co­scienza tranquilla, ho fatto il mio dovere in tutto quello che ho potuto”.

Dio s’impara in famiglia. La preghiera, il catechismo, il senso della provvidenza, i sacramenti, le opere di carità: tutto questo Giovannino Bosco lo imparò sulle ginocchia della mamma. Su quelle ginocchia nacque il Sistema Preventivo. Ecco il modello per tutta la Famiglia Salesiana