I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

OSSERVATORIO

Redazionale

HOSOKAWA GRAZIA

Monsignor Vincenzo Cimatti (Faenza 1879 - Chofu 1965), missionario  in Giappone per 40 anni, fu compositore, musicista, direttore di spirito. Grandi musicisti nipponici collaborarono con lui. Ha lasciato circa 950 composizioni raccolte nella biblioteca comunale di Faenza e nel Cimatti Museum di Tokyo. Spicca su tutti l’opera “Hosokawa Grazia” in tre atti che viene riproposta per ricordarlo.  

Hosokawa Grazia è dramma lirico con parole recitate e 12 canzoni. Ebbe 2 esecuzioni nella capitale nel gennaio 1940 e tre a Osaka a maggio.  L’esecuzione fu affidata ai migliori attori del teatro Kabuki di quel tempo. Lo stesso don Cimatti così la presenta: “Le melodie sono di puro tipo italiano, ma naturalmente adattate all’ambiente e colorito locale, intrecciate con punti caratteristici di melodie giapponesi”. 

Non poteva bastare. E fu proprio il famoso tenore a insistere perché il padre musicista musicasse anche le parti recitate, in modo che da operetta diventasse Opera. Così don Cimatti si mise sotto, rifece tutta la parte del canto e del piano, ricavandone l’opera in tre atti Hosokawa Grazia.

Hosokawa era un’eroina vissuta all’inizio del 1600, famosa per la sua avvenenza, che pur di restare fedele al marito, preferisce morire piuttosto che cadere nelle mani dei nemici... Roba d’altri tempi, si direbbe oggi. Ma tornassero i tempi dei valori, finalmente! Fu eseguita a Tokyo il 27 e 28 maggio del 1860, protagonista, la famosa soprano Otani Kiyoko; vi assisteva l’autore. Don Cimatti ne rimase sconcertato e, ovviamente insoddisfatto: l’orchestrazione e l’esecuzione avevano tradito la linea melodica che gli era sgorgata dal cuore. Fu eseguita altre volte nel gennaio 1965 e nel maggio 1966, ma l’autore non vi assisté: la prima volta era già infermo e la seconda egli non era più tra i vivi. Fu ancora rappresentata nel ’67 e nell’89, modificando ulteriormente musica e parole. Insomma si può dire che l’opera non era più sua.

Ora finalmente, basandosi sul manoscritto conservato al museo di Chofu, è stato possibile riavvicinarsi all’originale e riscriverlo. Si tratta della prima grande opera in lingua giapponese fatta interamente da uno straniero, una felice combinazione tra la musica italiana e quella giapponese. Mai presentata al grande pubblico né in Giappone né in Italia. Don Cimatti vi mise mano quando aveva già 76 anni e la terminò a 80 anni. Lui stesso osò affermare con la semplicità che lo caratterizzava: “Per realizzare quest’opera ho lavorato più di tre anni... E’ certamente la mia più grande composizione musicale”.

Hosokawa Grazia viene rappresentata per la prima volta nella sua forma originale proprio in questo mese, l’8 e il 9 ottobre 2004, nel “Operacity Concert Hall” di Tokyo. Ricorre, infatti, quest’anno il 125 anniversario della nascita dell’autore.