Bollettino Salesiano

Il Bollettino Salesiano, mensile di informazione e cultura religiosa edito dalla Congregazione Salesiana di San Giovanni Bosco,
è una pubblicazione registrata al Tribunale di Torino (reg. n. 403 del 16.2.1949)

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  Il Bollettino Salesiano - Febbraio 2010

I NOSTRI SANTI

a cura di Enrico dal Covolo, postulatore generale

 

DIAGNOSI DA PANICO…  MA HO SEMPRE PREGATO

Sono venuto a conoscenza dell’esistenza del beato Michele Rua nell’ottobre 2002, leggendo uno stralcio della sua vita su “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Mi trovavo nel reparto di urologia dell’ospedale di Carbonara (Bari), dopo un intervento chirurgico alla prostata. Preoccupato per il prolungarsi oltre il previsto della degenza postoperatoria, mi affidai alla sua protezione e fui esaudito, poiché fui dimesso dopo qualche giorno, essendo risultato negativo l’esito dell’esame istologico. Memore del favore ricevuto, da allora ho sempre invocato il beato Michele Rua, e sempre la sua intercessione ha avuto esito. Ma ciò che maggiormente sento il bisogno di testimoniare sono le guarigioni veramente clamorose di mia moglie, di 80 anni, felicemente sposata da 52 anni, e madre di tre figli. La prima avvenne a Bari, dove il prof. dottore Vincenzo Memeo, dopo averle diagnosticato un’ernia addominale, la sottoponeva a intervento chirurgico il 13/07/2009, con esito positivo, tanto da dimetterla dopo un solo giorno di degenza. Rientrata a casa, dopo soli tre giorni a causa di uno stato febbrile, dovette farsi curare al Pronto Soccorso; ma fu presto dimessa e si riebbe completamente. Sofferente pure di ernia iatale, che pare congenita (tanto che diversi specialisti interpellati a Bari, Milano, Bologna e Modena hanno sconsigliato ogni tipo di intervento chirurgico, suggerendo una terapia sedativa e alimentare), trascorse la convalescenza in una nostra casa di campagna. La sera del 12 agosto, non riuscendo a dominare una delle sue coliche, fu accompagnata all’ospedale di Fasano (Bari), dove fu sedata con flebo; ritornò poi in casa. A settembre subì un’altra colica. Tardando l’arrivo della guardia medica locale, fu curata da noi in casa. Ma la situazione clamorosa per la quale ho chiesto, e certamente ottenuto poi, l’intervento del beato, si è verificata domenica 20 ottobre nel pomeriggio, dopo aver pranzato, quando ha avuto un’altra colica. Inutili furono i nostri tentativi di lenire i dolori, inutile l’intervento della guardia medica. Fu necessario trasportarla al policlinico di Bari e ricoverata nel reparto gastroenterologia. All’indomani resero nota la prognosi: “pancreatite acuta in soggetto colistomizzato”. Trascorsa una settimana, fu diagnosticata una “pancreatine cronica, voluminosa ernia iatale da scivolamento volvolo gastrico con consiglio valutazione chirurgica”. In seguito a questo, io e i miei figli decidemmo di farla dimettere dal reparto per poter sentire altri pareri medici. Un Assistente ci consigliò di passare alla clinica chirurgica poiché, se in seguito ci fosse stato un nuovo ricovero, l’avrebbero rifiutata. Di fronte a questa situazione, ci siamo attivati per cercare ulteriori soluzioni. Ci rivolgemmo al prof. Vincenzo Pietropaolo, docente alla Sapienza. Questi, dopo aver esaminato la documentazione medica e aver sottoposto mia moglie a vari esami, nel giro di dodici ore ci diede un risultato del tutto opposto a quello emesso dal policlinico di Bari: né pancreatite, né necessità di alcun intervento; la sua diagnosi fu “adenoma tubolare del sigma con displasia ghiandolare di basso grado; esofagite a seguito della voluminosa ernia iatale gastrica; diverticolosi del sigma”. In sostanza, era escluso l’intervento chirurgico, prescrivendo solo una terapia medica e alimentare. L’esame istologico, pervenutoci poi a Bari, del polipo asportato durante la gastroscopia, è stato completamente negativo. Il 16 gennaio 2009, siamo ritornati a Roma per una visita di controllo presso il prof. Pietropaolo. Egli ha costatato un buono stato di ripresa generale, riducendo anche le dosi dei medicinali prescritti. Durante tutto il periodo di degenze, ricerche e passaggi da un ospedale all’altro, mi sono sempre rivolto con insistenza, forza e caparbietà al beato Michele Rua, invocandolo con preghiere e suppliche, anche nei momenti più critici. Posso affermare che la sua intercessione ha avuto esito positivo.                                        

Giusto Antonio, Bari

 

AVEVA CONTRATTO  LA MENINGITE  BATTERICA

Il 24 aprile 2008 nasceva in un piccolo ospedale il mio bimbo Vincenzo Pio. Dopo il parto, mio figlio perse conoscenza. Trasferito in terapia intensiva, si scoprì che aveva contratto una meningite batterica. Io trascorsi giorni terribili, poiché i medici sostenevano che, anche fosse riuscito a superare la malattia, ne avrebbe comunque riportato gravi danni. Un giorno una mia parente mi regalò una busta chiusa contenente un abitino di san Domenico Savio. Io neppure conoscevo questo santo; ma ne portai con fede l’abitino al collo, attenendomi alle promesse che la devozione richiede e ancora osservo. Consapevole di non essere da sola nel cammino difficile della vita, continuo a ringraziare Dio. Sono felice e serena con il mio Vincenzo Pio. Ancora oggi (febbraio 2009), è un bellissimo e vivace bambino; sta bene e porta al collo l’immagine del suo piccolo “angelo custode”, che noi tutti amiamo molto.

Troppa Cleofe, Giarre CT

 

IL DONO DI DIVENTARE MAMMA

Il 20 agosto 2008 ho avuto dal Signore la gioia più grande: quella di diventare mamma del mio piccolo Daniele Domenico. Ero al terzo mese di gravidanza, da molti anni desiderata e mai potuta realizzare. Tutto sembrava procedere con regolarità. Navigando su Internet, m’imbattei per caso sul sito della Fondazione Don Bosco nel mondo, tramite la quale richiesi, sebbene senza motivo, un abitino di san Domenico Savio. Tre giorni dopo fui colta da una forte emorragia. Ricoverata in ospedale, mi viene diagnosticato un distacco della placenta, ma il bimbo è ancora vivo. Dopo qualche giorno vengo dimessa dall’ospedale con l’obbligo assoluto di riposo. I medici mi dicono che la gravidanza è ancora a rischio e non c’è che da pregare e sperare. Rientrata a casa trovo nella cassetta della posta l’abitino richiesto; l’indosso subito e comincio la novena, continuata poi fino al termine della gravidanza. Segue un ricovero in ospedale per le perdite continue. I medici notano scollamento della placenta, uno strano insieme di vasi sanguigni, con persistente pericolo per me e per il bambino sul finire della gravidanza. Per questo, dopo due giorni di travaglio, decidono di intervenire con il taglio cesareo. L’operazione riesce bene e Daniele Domenico nasce forte e sano. Ora l’abitino si trova nella sua culla.

Pierobon Elena, Campo San Martino PD

 

PARTO NATURALE, VELOCE E SERENO

Sono una giovane mamma di 31 anni. Dal 1992 soffrivo di sindrome da ovaio micro-policistico, che mi causava cicli dolorosi e molto irregolari anche a 80 giorni. Dal 1995 al 2007 ho seguito una cura per mettere le ovaie a riposo. Nel settembre 2007 io e mio marito decidemmo di avere un bimbo. Dopo un controllo alle ovaie, mi affidai totalmente a san Domenico Savio e ne appesi l’abitino al mio letto. Nel mese di ottobre 2007, per la prima volta in vita mia, ebbi un ciclo regolare e non doloroso. Il mese seguente non ebbi alcun ciclo, e il 6 dicembre il test risultò positivo. Trascorsi una gravidanza perfetta, senza alcun malessere. Nell’agosto 2008, con parto naturale, veloce e sere-namente vissuto, è nato il mio bambino.

 N.N., Gromo BG