Bollettino Salesiano

Il Bollettino Salesiano, mensile di informazione e cultura religiosa edito dalla Congregazione Salesiana di San Giovanni Bosco,
è una pubblicazione registrata al Tribunale di Torino (reg. n. 403 del 16.2.1949)

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  Il Bollettino Salesiano - Febbraio 2010

BAGLIORI

serena.manoni@libero.it  

UN ALTRO GIGLIO                   

Teresa Bracco

24/02/1924 – 28/08/1940

 

Siamo anche stavolta di fronte ad una storia dai contorni drammatici, ma fortemente segnata dalla virtù eroica di una giovane che scelse la morte piuttosto che cedere alla violenza di uno stupro.

 

Teresa nasce il 24 febbraio 1924 a Santa Giulia, comune di Dego, diocesi di Acqui Terme, penultima di sette figli che ricevettero le prime e più importanti lezioni di “catechismo” proprio dai genitori. Essi, nella quotidiana semplicità della loro vita di contadini, seppero regalare ai figli gesti e insegnamenti di un cristianesimo convinto e incarnato. La mamma ogni giorno apriva un grande libro di preghiere e il padre la domenica dopo la messa, rivolgeva ai figli più grandi domande sulla Parola ascoltata quel giorno in chiesa. A Santa Giulia era possibile frequentare la scuola solo fino alla quarta elementare, fu così che Ginin (così era chiamata Teresa), terminato quel breve percorso di istruzione, contribuì a sostenere la sua famiglia come pastorella. Nei pascoli veniva spesso raggiunta da alcune sue compagne che volevano recitare con lei il rosario, perché “Ginin” non era mai sola,  aveva sempre la corona con sé.

Era una giovane di non comune bellezza, ma non visse mai questo dono come un vanto personale: garbo e rettitudine la rendevano una ragazza riservata e delicata negli atteggiamenti verso il prossimo. Chi l’ha conosciuta così la ricorda: “Una ragazza così io non l’avevo mai vista prima e non l’ho mai più vista dopo; c’era in Teresa qualcosa che la rendeva diversa dalle altre coetanee; ella dimostrava serietà, onestà e rettitudine in tutto”. “Era la migliore di tutte noi – confida la sorella Anna – al pascolo non faceva che pregare”. In famiglia arrivava puntualmente Il Bollettino Salesiano e la copertina della rivista del 1933 aveva in primo piano il ritratto del piccolo Domenico Savio, di cui la Chiesa aveva da poco riconosciuto le virtù eroiche. Teresa fu da subito affascinata da Domenico e dal suo proposito di voler rimanere lontano dal peccato. Lei quel proposito lo farà. Ritagliò l’illustrazione e  dopo averla posta sulla testata del letto, decise che Domenico Savio sarebbe stato il suo modello di vita.

Siamo nel 1944 la mattina del 28 agosto. Dopo la Messa, Teresa aveva trovato, preparato dalla sorella, un carico di letame da andare a spargere nel campo della Braia. Mentre s’incamminava verso il luogo, seppe dell’arrivo dei tedeschi in paese e dei rastrellamenti, così pensando alla mamma che era sola, cambiò percorso per raggiungerla. Donne e bambini avevano trovato rifugio nella fortezza del Rocchezzo, ma furono presi in ostaggio dai soldati. Tra questi anche Teresa. Di fronte ai torbidi desideri di un ufficiale nazista la ragazza non ci sta e scappa nel bosco. Il soldato la insegue, la raggiunge e livido di rabbia le artiglia il collo. La strangola, poi le spara un colpo di rivoltella e non ancora appagato le sfonda il cranio con un calcio alla tempia sinistra. Il suo corpo straziato venne ritrovato due giorni dopo. Giovanni Paolo II l’ha elevata agli altari il 24 maggio 1998 In quell’occasione ebbe a dire: “ In Teresa Bracco brilla la castità, difesa e testimoniata fino al martirio; quell’atteggiamento era la logica conseguenza di mantenersi fedele a Cristo, secondo il proposito manifestato a più riprese”.