100 anni fa
… Ecco, dal BS di ottobre
1909, un brano dell’articolo di fondo che ci è apparso particolarmente
interessante, anzi, decisamente attuale. L’esortazione ai cattolici a destarsi
“dal loro torpore” è quanto mai vera e può essere ripetuta e gridata oggi. E
non solo ai giovani.
Molti son quelli, che, di fronte ai mali che oggidì
affliggono la società, sentono una spina dolorosa in cuore, ma, purtroppo,
pochi lavorano di proposito per alzare un argine contro l’impetuosa corrente
devastatrice; perché i più, anche pii, retti ed esemplari, si limitano a
deplorare le rovine che il vizio e la miscredenza vanno continuamente
accumulando. Noi non vogliamo far la diagnosi di questo fatto; ma non possiamo
fare a meno di osservare, che se molti dei cattolici si destassero dal loro
torpore e comprendessero che oggi il loro primo dovere è la franca ed esplicita
professione della fede, perché tutti non solo dobbiam essere, ma dobbiam pur
mostrarci seguaci di Gesù Cristo, con la più generosa cooperazione individuale
al trionfo dello spirito del Vangelo in mezzo alla società, più presto
spunterebbe il giorno della sospirata restaurazione. È costume della Divina
Provvidenza di lasciar libero il campo alle cause seconde e, in via ordinaria,
di non intervenire là, dove l’uomo può fare, e deve fare, da sé. Chiunque,
infatti, ha fior di senno non può attendere un miracolo quando non occorre;
l’agricoltore ad esempio, non aspetta che i suoi granai si riempiano
prodigiosamente di frumento, sapendo aver Iddio disposto che i campi
biondeggino di messi mercè le sue cure. Or si vorrebbe pretendere che la
società divenga cristiana in un ambiente irreligioso qual è quello che la
circonda al presente… e non si cura la formazione cristiana della fanciullezza
e della gioventù?