Bollettino Salesiano

Il Bollettino Salesiano, mensile di informazione e cultura religiosa edito dalla Congregazione Salesiana di San Giovanni Bosco,
è una pubblicazione registrata al Tribunale di Torino (reg. n. 403 del 16.2.1949)

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  Il Bollettino Salesiano - Febbraio 2009

LETTERE AL DIRETTORE

 

NIGHT E SBALLO.  Caro direttore, cerco di convincere mia figlia a non frequentare il night e lo sballo del sabato […]. Sono un genitore non vecchio ma classico di principi […]. Qualche sera fa mi ha rinfacciato: “Papà sei un giovane vecchio! Nessuno ti mai ha detto che oggi è vietato vietare?”. Non è che ha ragione lei e noi siamo ormai tagliati fuori da questa società?

Mario S., Verona

Caro signore, “vietato vietare” sembra davvero una caratteristica della società odierna. Indubbiamente pericolosa… uno tsunami, direi. Significa che tutto è possibile, tutto è lecito. Solo vietare è illecito! Le conseguenze sono tragiche. Ho letto da qualche parte che un bambino italiano, finite le elementari, ha visto in media sullo schermo della TV di casa circa ottomila omicidi e più di centomila violenze… Oggi la TV è diventata la balia dei figli, ha rubato il posto alla nonna… È la nonna meccanica che racconta favole che si vedono; che poi siano truci o violente, o… sporche, non ha importanza. “Quando Mariuccio è davanti alla TV sta buono, altrimenti è insopportabile!”. Nessuno pensa che l’insopportabilità, l’insofferenza, la durezza che porta al bullismo, la disobbedienza sistematica, ecc. le assorbe troppo spesso da quel monitor narrante. Ho qualcosa contro la TV? No. Ho piuttosto qualche osservazione da fare ai genitori! Personalmente resto convinto che il contatto umano, la voce, lo sguardo, il monito, il ragionamento, lo scambio di idee, una carezza, ecc. restino la strada maestra dell’educazione(è il famoso terzo pilastro del Sistema Preventivo) . Insieme all’idea di un Dio che non vieta, ama; che non pone ostacoli alla realizzazione di sé, li toglie; che non fomenta contrasti, vuole che si superino con l’idea, propria di molte religioni, “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te!”.

Perciò non si scoraggi: continui senza stancarsi la sua battaglia educativa. Non vieti, ma educhi; lasci parlare sua figlia e sua moglie, ma esiga anche che a loro volta lascino parlare lei. E si prepari – e bene – alle discussioni, in modo che non lo vedano esagitato, in difficoltà, arrancante. Sostenga con coraggio la sua linea educativa; il suo arco ha tante frecce da scoccare, quindi non ceda, non dica mai: “Mi sono stufato, fai quel che ti pare!”. A volte è necessario imporsi, allora scelga bene i tempi, i modi, le parole, i toni, e non dimentichi di motivare quanto esige. Confidi che il suo esempio, la sua capacità di controllo su se stesso, la nobiltà del tratto, l’abilità dialettica, ma anche la sua fede di credente facciano il miracolo: “Sabato niente sballo, papà!”.

 

COPERTINE.  Caro direttore, mi permetta una forte critica: lei ha fatto una o due volte copertine con ragazze mezze nude e l’ombelico al vento (vedi copertina di ottobre 2008). Esprimo la mia indignazione per questo scempio.

N.N.

Le ragazze ritratte sono le alunne di un liceo classico salesiano. L’autore delle foto è uno dei loro professori, anche lui salesiano. Nelle foto pubblicate non si vede alcun ombelico anche a guardare con il lentino! E alcuni centimetri di pelle scoperta non significa essere mezze nude, a meno che le parole abbiano perso il loro corrispettivo nella realtà. Se foto di questo tipo sono uno “scempio”, allora vuol dire che abbiamo acquisito, come uomini e come cristiani, una ipersensibilità che non ci permette più di distinguere il bello dal brutto, l’onesto dal disonesto, il nudo dal vestito, il naturale dal pornografico, in definitiva il bene dal male. Ma questo, vede, è oltremodo pericoloso, perché si fa “d’ogni erba un fascio”, il che vuol dire che siamo in un mondo senza più redenzione, senza più speranza, senza più ottimismo; un mondo che ci ha rubato la serenità del giusto, la capacità di selezionare, distinguere, sceverare… Siamo uomini dimidiati, a metà, immersi nella parte oscura, irredenti. Ma questo significa anche che Cristo è passato invano. Credo sia molto pertinente a questo punto una forte affermazione si san Paolo nella lettera a Tito: “Tutto è puro per chi è puro, ma niente è puro per i contaminati e gli increduli perché hanno contaminata l’intelligenza e la coscienza” (Tito ,15).

 

AMORE COS’È?  Caro direttore, con un amico si disquisiva di amore, anche omosessuale. Lui sostiene che esso è inferiore a quello tra uomo e donna, a quello oblativo, a quello d’amicizia che è altra cosa. Ma chi può capire davvero l’amore? Come si fa a definire ciò che è amore e ciò che non lo è? Che vuol dire amore interessato, amore di concupiscenza, amore effusivo, amore di benevolenza, amore soprannaturale?...  Perché tanto doloroso amore? E l’amore di chi soffre per amore di chi si vede precluso l’amore, di chi lo sente fortissimo ma - come dicono - non è secondo i canoni? L’amore ha i canoni?... E non mi citi l’amore trinitario (trinitario?), o di Cristo per la Chiesa (?) incomprensibili…

V…una…@...

Caro Signore, il discorso sull’Amore è il più difficile in assoluto, il più misterioso, il meno comprensibile da mente umana, il meno definibile. Ci hanno provato in tanti: filosofi, artisti, letterati, scienziati e infine i teologi. I risultati, a parte la sicumera di qualcuno, sono stati deludenti. Del tutto. E il perché è comprensibile: Deus Caritas est, quando si parla di Amore si parla di Dio. E Dio è irraggiungibile. I risultati degli sforzi umani per capire Dio/Amore sono balbettii e nulla più. La premessa era d’obbligo, per dirle che… non so cosa dire. Non so, cioè, come risolvere il problema del’amore, di tanti diversi amori, dell’amore di un uomo per un uomo, ecc. Anzi, non so nemmeno se ha una soluzione. Dell’amore si può dire tutto e il contrario di tutto. Questo l’aveva già capito Niccolò Cusano (siamo in pieno 1400) quando, spazientito di non riuscire a cavare le gambe su Dio, sentenziò salomonicamente “Deus est coincidentia oppositorum”/ in Dio coincidono gli opposti.  Forse “l’amore ha orrore di tutto ciò che non è se stesso”, qualcosa del genere lo scriveva Balzac, se non ricordo male. Se l’effato è vero, deve avere orrore, Dio, di molte cose, dal momento che nessuno sa che cosa sia questo amore. Quindi non le cito proprio niente, perché di fronte all’amore sono nudo come lei e come tutti. Non si sa nemmeno com’è fatta la psiche dell’uomo, con buona pace di psicologi e psicoterapeuti che credono di sapere tutto e sparano definizioni contraddittorie con la più gran faccia tosta del mondo. Quel che posso dire è che c’è un grande interrogativo accanto alla parola amore; è lo stesso che c’è accanto alla parola Dio. Ancora, quel che posso dire è che di dolore è zeppo il mondo, che di disperazione trabocca ogni angolo del pianeta, che l’orfanezza è una componente societaria… e potrei continuare. I problemi da risolvere – nel mondo – superano di gran lunga la popolazione del mondo! Personalmente lascio a Dio il compito di districarsi da certi problemi, e non mi permetto di giudicare nessuno.

 

LA DIVINA MISERICORDIA. […] Il mio problema è “la festa della Divina Misericordia”, la parrocchia salesiana che frequento sembra che non ne abbia mai sentito parlare… Anche quest’anno la domenica in Albis (che è anche la domenica della Divina Misericordia – e Dio sa quanto ne abbiamo bisogno di misericordia) è passata senza un cenno, anche se ne ho discusso con il mio parroco […] E’ o non è un argomento fondamentale? [..] Sono un bacchettone o qualcosa non va nell’equipe che dirige la parrocchia? […]

Mario…@...

Caro signore, la “Divina Misericordia” è attributo fondamentale di Dio, e c’è di più: è anche attributo fondamentale di Allah e negli ambienti vaticani non si ha timore di affermare che sia proprio questo titolo divino il ponte per un possibile dialogo con l’Islam. In effetti il cardinale Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione ha dichiarato che la “Misericordia” è parola chiave nel rapporto fra cristiani, musulmani ed ebrei, scrivendo fra l’altro: “La riscoperta della Divina Misericordia promossa da Giovanni Paolo II è decisiva per la promozione del dialogo dei cristiani con i musulmani ed ebrei”. Non per nulla il 30 marzo – domenica in Albis – il Segretario di Stato cardinale Bertone, che come lei sa è un salesiano, ha tenuto presso la Chiesa di Santo Spirito in Sarsia l’omelia sulla Divina Misericordia. Insomma, caro Pagliari, si tratta di un tema di prim’ordine per le implicazioni ecumeniche che può avere. È perciò alquanto singolare che non se ne faccia cenno nella domenica a Lei dedicata, che non è stata scelta a caso. Nei 99 nomi di Allah i più utilizzati sono Ar-Rahman (Colui che è molto misericordioso) e Ar-Rahim (Colui che è tutto misericordioso). Proprio questi due attributi nelle 5 preghiere obbligatorie di ogni giorno – cui ogni musulmano è tenuto – si ripetono per più di 30 volte. In definitiva, il Mistero della Misericordia fa parte del “tesoro della Chiesa”. Beh, che dirle? Provi a istruire un po’ il suo parroco (!) ma, mi raccomando, lo faccia con discrezione (!) anzi con... “misericordia”.

 

SOLO MALA SANITÀ? Caro direttore, Spesso in Italia si parla di “mala sanità”. Io, al contrario, sono testimone di “buona sanità”… in occasione del mio ricovero presso una struttura accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale, dove la grande competenza dei sanitari è andata di pari passo con l’approccio psicologico alla mia persona da parte della classe infermieristica, tecnica e ausiliaria dell’Oncologia di Viagrande (CT). Non posso che esserne riconoscente e ringraziare.

Giovanni, Catania

Deo Gratias!

 


APPELLI

Docente 40enne, di ottima famiglia ed indiscussa moralità, amante della vita e dei viaggi, cerca amici/che che hanno le stesse “passioni”. luismario@katamail.com  o 333/69.61.328.

 

Vendo a privati qualsiasi cosa appartenga all'arte sacra. In più, a chi è interessato, vendo francobolli di Maria Teresa di Calcutta e Padre Pio. La mia e-mail è: roberta_parma@hotmail.it.

 

Salve! Sono Asia da Venezia. Avrei il piacere di corrispondere con nuovi amici e amich di qualsiasi età e luogo. Vi aspetto: Trovato Asia, Via Case Nuove Marghera 28, 30175 Venezia VE.

 

Sono un detenuto del carcere di Padova. Desidererei avere una corrispondenza con persone volenterose. Devo affrontare ancora buona parte della mia pena e sarei felice di potermi intrattenere con chiunque, via epistolare. Scrivete a: Talamo Michele, Via Due Palazzi 35/A, 35136 Padova PD.

 

Sono Anna Maria e ho 40 anni. Vorrei corrispondere per amicizia con persone della mia stessa età che abbiano anche figli piccoli. Il mio indirizzo è: Anna Maria Sulpizi, Via Fabrizio Luscino 78, 00174 Roma.