Bollettino Salesiano

ANNO LXXIX . N.19   1° OTTOBRE 1955 

APOSTOLATO dell'ora

Come Don Bosco

Il panorama della stampa odierna che abbiamo tracciato nel numero di luglio, grava, come un incubo triste, sulle nostre fragili anime: occorre reagire con le stesse armi, come fece Don Bosco ai suoi tempi, opponendo corrente a corrente, stampa a stampa, rivista a rivista, libro a libro, foglio a foglio e Illustri signori - diceva il nostro santo Fondatore nel 1878 ai Cooperatori romani - i protestanti, gli increduli, i settari di ogni fatta niente lasciano di intentato a danno dell'incauta gioventù, e come lupi affamati si aggirano a far scempio degli agnelli di Cristo. Stampe, fotografie, scuole, asili, collegi, sussidi, promesse, minacce, calunnie, tutto mettono in opera a fine di pervertire le tenere anime, strapparle dal seno materno della Chiesa, tirarle a sè e gettarle in braccio a Satana. E quello che più addolora si è che maestri, istitutori e persino certi genitori prestano mano a questa opera di desolazione.

» Ora a spettacolo così straziante ce ne staremo noi indifferenti e freddi ? Non sia mai, o anime cortesi, no, non si avveri che siano più accorti, più animosi nel fare il male i figli delle tenebre che non nell'operare il bene i figli della luce. Onde ciascuno di noi si faccia guida, maestro, salvatore dei fanciulli. Alle arti ingannatrici della malignità contrapponiamo le industrie amorose della carità nostra, stampe a stampe, scuole a scuole, collegi a collegi; vigiliamo attenti sui bimbi delle nostre famiglie, parrocchie e nostri istituti; e poiché una turba immensa di poveri ragazzi e ragazze si trova in ogni luogo esposta ai più grandi pericoli di pervertimento, o per incuria dei parenti o per estrema miseria, noi secondo le nostre forze e la posizione nostra, facciamoci loro padri e maestri mettendoli in luogo sicuro e al riparo dalle lusinghe del vizio e dagli attentati degli scandalosi » E. CERIA, I Cooperatori salesiani, pag. 40).

Questo linguaggio insolitamente duro era quello di un grande Santo il quale, da quasi 40 anni, ispirandosi al Padre dell'apostolato cattolico della stampa, San Francesco di Sales, si stava letteralmente consumando nella immane fatica della diffusione della buona stampa.

Il suo biografo scrive: « Don Bosco, che nel principio della sua missione aveva, per amore delle sue Letture Cattoliche, rischiato più volte la vita, perseverò tenacemente nell'apostolato della stampa. Quello che nonostante le difficoltà dei tempi, la scarsezza dei mezzi e la ressa degli affari, egli operò in questo campo, sorpassa davvero ogni immaginazione».

Nel suo ardente zelo arrivò, talvolta, a concepire imprese ardite e sbalorditive. Presentando i primi volumi dell'edizione critica degli Scritti editi ed inediti di Don Bosco all'Accademia delle Scienze di Torino, nell'adunanza 25 gennaio 1933, il prof. F. Cognasso dell'Università di Torino gli rese questa solenne testimonianza: « Il Santo fece quello che pochi eruditi fanno: in pochi anni lesse i 52 volumi in-folio degli Acta Sanctorum dei Bollandisti e pensò alla ristampa di questo immenso materiale agiografico perchè fosse più accessibile».

Era vero. In momenti in cui nessuno prevedeva il prodigioso sviluppo che avrebbe preso la stampa, egli, sin dal 1844, scriveva libri, fondava le popolarissime Letture Cattoliche, avviava le biblioteche dei Classici latini ed italiani, diffondeva periodici, almanacchi, produzioni teatrali, perfezionava la stessa tecnica del libro, a tal segno da essere giustamente considerato come un Pioniere della stampa cattolica del secolo XIX. Le opere di varia mole, uscite dalla sua agile e facile penna, assommano alla notevole cifra di 150.

Senza riposo

Dove trovava il tempo, si dirà, per la redazione di tante opere, se aveva migliaia di ragazzi da nutrire, chiese da fabbricare, congregazioni da fondare, infinite anime da illuminare e consolare? « Le sue giornate appartenevano a tutti, di proprio aveva soltanto la notte e non sempre. Allora si metteva al suo modesto tavolo di lavoro, che esiste ancora, illuminato dalla lampada ad olio, tuttora conservata, e riempiva della sua grossa scrittura quelle pagine con cui la sua anima di apostolo voleva fortificare i cuori tentati dal male. Quante volte l'aurora lo sorprendeva che stava terminando un manoscritto in vista dell'imminente consegna! Veramente la sua opera di scrittore è figlia delle sue veglie, perchè gli costò centinaia di notti quasi del tutto insonni».

Anche nei viaggi, spesso lunghi ed estenuanti, prendeva appunti, rivedeva manoscritti, correggeva bozze, divorato dalla sete di anime, che egli voleva raggiungere attraverso la stampa. Più che dagli anni, la sua robustissima fibra fu veramente spezzata dall'apostolato della penna. Il solco aperto dal suo fecondo lavoro travalica il tempo e prolunga le imprese leggendarie dei grandi santi. Come S. Francesco di Sales ricuperò alla fede, mediante l'apostolato della stampa, oltre 72.000 eretici, legando per sempre il suo nome alla civilizzazione cristiana; come S. Alfonso con la sua opera meravigliosa di scrittore riuscì ad arrestare e debellare l'avanzata del Giansenismo in Italia, così è merito imperituro di Don Bosco l'aver preservato, specialmente con le Letture Cattoliche e la sua multiforme opera di pubblicista, il Piemonte e tanta parte d'Italia dall'insidia protestante e dai velenosi errori del tempo.

Pio XI lo ha riconosciuto proclamandolo Protettore degli Editori cattolici, additandone il fulgido esempio ai giornalisti dell'Urbe e del mondo il 9 giugno 1934: « Don Bosco - così l'augusto Pontefice - può essere a buon diritto additato come speciale patrono dei giornalisti, giacchè per la stampa egli aveva una predilezione particolare facendone oggetto speciale di tutto l'immenso suo bene, specialmente di quello operato a vantaggio della sua diletta gioventù».

Cattolici... in pensione

« Chi non capisce oggi l'urgenza del problema della Stampa Cattolica è rimasto con la sua mentalità a mezzo secolo fa. Perciò sarebbe da mettere in pensione... Chi non lavora oggi per la stampa cattolica, dopo tutti gli appelli della Chiesa, del Papa, dei Vescovi, non è e non può essere un buon cristiano, anche se fa professione di vita... devota. Così poco devota infatti da rispondere con sorda ostinazione agli accorati richiami di Cristo stesso ».

Mons. G. B. Bosio, Arciv. di Chieti

Don Bosco non fu solo

Nella mirabile opera di diffusione e potenziamento della stampa cattolica - soprattutto delle sue Letture Cattoliche - Don Bosco non fu solo: aiuto efficacissimo egli ebbe dai suoi cooperatori, ai quali aveva saputo comunicare lo stesso fuoco, la stessa ansia apostolica.

E oggi? Ottimi cooperatori, Don Bosco vi ricorda che é vostro nobile compito ed alto privilegio esercitare l'apostolato della stampa, propagando, soprattutto, Letture Cattoliche, la sua pubblicazione prediletta e che dopo cento anni rifiorisce con il titolo di Meridiano 12.

Accanto a Meridiano 12 meritano la più ampia diffusione altre riviste salesiane: Giovani, Gioventù Missionaria, Primavera, Catechesi, Orientamenti Pedagogici, - Teatro dei Giovani, Voci Bianche, Voci Fraterne, Compagnie, Bollettino Salesiano, ecc., che corrispondono alle esigenze delle più svariate categorie di persone.

Ricordando poi la sua nobile missione di «valido fiancheggiatore nello schieramento della gerarchia cattolica, sotto l'alta direzione dei Salesiani» (Pio XII), il vero cooperatore salesiano estenderà il suo apostolato, indistintamente, a tutta la stampa cattolica.

In pratica

1° Dite risolutamente di no a certa stampa che Don Bosco e la Madonna Santissima non approverebbero.

2° Il desiderio del Santo Padre « In ogni famiglia cattolica un giornale cattolico », deve essere per ogni cooperatore un comando.

3° Sostenete e diffondete la buona stampa in casa, fuori, tra amici e conoscenti.

« Trova tu una famiglia di cattolici - scriveva al direttore del giornale cattolico La Libertà di Reggio Emilia, un marxista militante - che abbia dato a te tanto quanto noi al nostro caro giornale. Nella mia famiglia siamo in sei, tutti uniti, e non mezzi mezzi come certe famiglie dei tuoi cattolici, e abbiamo speso L. 142.000, quest'anno... Li abbiamo dati volentieri perché serviranno alla causa».

Come sono sempre vere le parole di Gesù: « I figli delle tenebre sono più prudenti dei figli della luce! ».

4° C'è infine la collaborazione più difficile, ma più meritoria: quella della penna. Non è di tutti, ma chi può scriva. L'inchiostro dei buoni giornalisti é seme di cristiani, come una volta il sangue dei martiri.

Ad un giornalista che, prostrato ai piedi del Vicario di Cristo, implorava la benedizione per la sua penna, San Pio X, raggiante di gioia, disse: « Benedico di gran cuore il simbolo del vostro ufficio: i miei predecessori consacravano la spada e le armi dei guerrieri cristiani; io sono felice di fare scendere la benedizione sulla penna di un giornalista cristiano ».

Ottimi Cooperatori, all'opera! 'Putti uniti, tutti compatti, come voleva Don Bosco. È; davvero « l'ora dell'azione », della vostra azione redentrice e salvatrice. Dio lo vuole! Lo vuole Maria SS. Ausiliatrice, la celeste Patrona della Chiesa combattuta e combattente. L'Apostolo dei giovani vi chiama ancora una volta, per mezzo del suo V Successore, come chiamava i Cooperatori del suo tempo, a cooperare all'apostolato della buona stampa, per la redenzione del mondo.

L'arma che non invecchia

Grande è la speranza da Noi riposta nel santo Rosario, per risanare i mali che affliggono i nostri tempi. Non con la forza, non con le armi, non con la umana potenza, ma con l'aiuto divino ottenuto per mezzo di questa preghiera, forte come Davide con la sua fionda, la Chiesa potrà affrontare impavida il nemico infernale, ripetendo contro di lui le parole del pastore adolescente : « Tu vieni a me con la spada, con la lancia e con lo scudo: ma io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti... e tutta questa moltitudine conoscerà che il Signore non salva con la spada, nè con la lancia » (I Re 17, 44, 49).

Ma è soprattutto in seno alla famiglia che Noi desideriamo che la consuetudine del santo Rosario sià ovunque diffusa, religiosamente custodita, e sempre più sviluppata. Invano, infatti, si cerca di portare rimedio alle sorti vacillanti della vita civile, se la società domestica, principio e fondamento dell'umano consorzio, non sarà ricondotta alle norme dell'Evangelo.

A svolgere un compito così arduo, Noi affermiamo che la recita del santo Rosario in famiglia è un mezzo quanto mai efficace.

PIO XII

Un caldo invito alle famiglie dei nostri Cooperatori perchè soprattutto nel mese di ottobre si trovassero unite ai piedi della Vergine nella recita del S. Rosario, occupava queste due pagine. Ed ecco che, al momento di andare in macchina, giunse provvidenziale dalle nostre Missioni del Congo Belga questa relazione. La sostituiamo senz'altro al nostro articolo, sicuri che sarà più eloquente di ogni esortazione; e ci auguriamo che ogni sera nelle famiglie dei nostri Cooperatori la Madonna sia onorata con la recita collettiva di quella Corona, che Ella in ogni apparizione non si stanca di raccomandare ai suoi figli, come arma di vittoria e fonte di pace nelle famiglie e nella società.

Sono giunto a Kakyelo (Congo Belga) il 4 ottobre 1954. Nel novembre successivo, il Direttore della missione mi affida la regione di Kabunda, particolarmente ingrata, dove i cristiani avevano dimenticato i loro doveri e i pagani vivevano indifferenti al problema religioso. Nel 1953 non s'era avuto neppure un battesimo.

- Non so se Lei arriverà a concludere qualcosa laggiù. Buona fortuna! - mi disse il Direttore.

Constato subito molta indifferenza sia da parte dei cristiani che da parte dei pagani. Vorrei iscrivere qualche catecumeno, ma senza successo: mi trovo davanti ad una muraglia. Che fare?

Mi appoggio a Michele Kipula, uno dei miei ex allievi di Sa kania ed ora catechista ambulante. Ma anch'egli non mi dà speranze: - Niente da fare, Padre, con questa gente!

Mi resta un solo scampo: Maria Ausiliatrice. E come Savio Domenico, comincio semplicemente a diffondere la divozione al S. Rosario. Scelgo un albero nel mezzo del villaggio e vi appoggio un rustico altarino con il quadro di Maria Ausiliatrice. Chiamo a raccolta e invito a recitare il S. Rosario. Con l'aiuto di alcuni cristiani riesco a costituire una serie d'altarini e noto che tanto i cristiani che i pagani cominciano a raccogliersi in preghiera. In capo ad un mese gli altarini improvvisati assommano a 40 ed io ogni sera faccio la medesima predica lampo: « E Maria la vostra Regina, la vostra Madre, la vostra protettrice. Il diavolo non ha più nulla a che fare con voi, è finita per lui ». Gli indigeni sono felici, i cristiani si rianimano, e si può dire che ogni sera sono 1500 persone, tra uomini, donne e fanciulli, che recitano il S. Rosario spontaneamente.

E ci stanno alla Vergine! non vorrebbero perderne la protezione materna per tutto l'oro del mondo. Mi si dice che alcuni recitano un secondo Rosario al mattino e che altri ne recitano qualche diecina nell'andare e nel tornare dal lavoro.

Un giorno sento dire che gli abitanti di un villaggetto si erano ubriacati e percossi. Arrivato colà dopo alcuni giorni: « E come, li apostrofo, non avete avuto vergogna di fare ciò sotto gli occhi della Madre celeste, della Regina degli Angeli, che vi ha sempre protetti? Vi toglierò l'altarino, perchè non ne siete degni!».

Bisognava vederli, quei poveri indigeni, a supplicarmi di non punirli così, che dopo tutto c'era stata dell'esagerazione, che si sarebbero comportati bene in avvenire, e mi scongiuravano di lasciar loro la Madonna, dicendomi: «Ma cosa faremo noi senza la protettrice del villaggio? Come potremo pregare al mattino e alla sera? No, no, non vogliamo questo castigo! E fui costretto a perdonarli.

I risultati? Sono riuscito ad avere molti catecumeni pieni di entusiasmo: di quelli che attendevano da 15-20 anni, altri da 5-10 anni: ho potuto istruirli e li ho divisi in due gruppi: gli uni furono battezzati il 15 agosto e gli altri lo saranno nel mese di ottobre. Ne ho pure in lista per il 1956. In definitiva si sono avuti più battesimi nel corrente anno 1954-55 che in tutti i precedenti, ossia dai 350 ai 400, con almeno 40 matrimoni regolarizzati.

La cristianità di Kabunda, che era forse la più riluttante, sta divenendo un campo benedetto. La divozione a Maria Ausiliatrice si estende e sorpassa le frontiere della regione, i cristiani si fanno più fervorosi, i peccatori cominciano a scuotersi e a ritornare a Dio. A Kabunda due ammalati gravi asseriscono di essere stati guariti dalla Madonna. Un giorno chiedo dove sia Meleki e mi rispondono:

«Ah, il " miracolato -!». Ormai Meleki si chiama così.

Proprio ad Jesum per Mariam.

E tutto con l'arma che non invecchia mai: il santo Rosario.

Sac. LEOPOLDO VAN DEN DYK

missionario salesiano

LA PAGINA DEI COOPERATORI

I Cooperatori nell'ideale di Don Bosco

1 - L'unione dei buoni

La discrezione fu una delle caratteristiche di Don Bosco. N e è prova anche il Regolamento della Pia Unione (lei Cooperatori, ove il Santo condensò in poche pagine le nonne essenziali alla vita e allo sviluppo della sua terza famiglia spirituale. Nulla di superfluo, nulla di eccessivo. II puro necessario per l'associazione di cristiani esemplari e attivi che spontaneamente si impegnano a far del bene a se stessi e agli altri, in modo particolare alla gioventù pericolante.

La prima cosa clic risalta è l'impulso all'unione: l'unione tra i buoni nel fare il bene per moltiplicarne la potenza e l'efficacia.

Vi dedica tutto il primo capitolo. Ed è un appello appassionato: In ogni tempo si giudicò necessaria l'unione fra i buoni per giovarsi vicendevolmente nel fare il bene e tener lontano il male. Così facevano i primi Cristiani... Tale è pure l'avviso datoci dal Signore... Così sogliono anche fare gli nomini nei loro affari temporali. Dovranno forse i figliuoli della luce essere meno prudenti che i figliuoli delle tenebre?

Noi cristiani dobbiamo unirci in questi tempi per promuovere lo spirito di preghiera, di carità con tutti i mezzi che la religione somministra; e così rimuovere od almeno mitigare quei inali che mettono a repentaglio il buon costume della crescente gioventù, nelle cui mani stanno i destini della civile società...

Don Bosco sentiva vivamente il dramma dell'umanità nella lotta tra il bene e il male.

Cresciuto nel clima del Risorgimento, aveva seguito con dolore l'azione disgregatrice delle sette anticlericali, che si valevano della politica per mettere in discordia i buoni tra di loro e staccare i cattolici dal cuore della Santa Madre Chiesa, quindi dal Vicario di Cristo e da Gesù stesso, per manovrarli a loro talento. I; fin dal 1848 aveva levato la sua voce per mantenere i buoni uniti fra loro, uniti al Papa, a Gesù Cristo, a Dio. Nel 1850 aveva partecipato all'organizzazione di una Pia Unione provvisoria di San Francesco di Sales tra laici ed ecclesiastici, che doveva essere «come il principio di un consorzio in grande i, che si proponeva di i impedire all'empietà di fare ulteriori progressi e sradicarla ove già si fosse radicata ».

Intensificò la campagna quando cominciò a pubblicare le Lettore Cattoliche. I; ne fece sentire tutta l'urgenza nel 1861 coti un appello pubblicato in lui opuscolo del mese di maggio, clic taceva il pulito sulla situazione con queste parole: «Non è più un mistero che si fa la guerra al Capo della Chiesa Cattolica per distruggere, se fosse possibile, la Chiesa stessa e protestantizzare l'Italia. E questo predicato senza velo in mille libercoli, opuscoli, fogli volanti e perfino negli almanacchi, dove si spacciano i più grossolani errori dei non cattolici come se fossero verità del l'angelo e si versa a piene crani lo scherno, lo sprezzo, il ludibrio sol Romano Pontefice, alle vecchie calunnie aggiungendo la sfrontatezza di spacciarle come nuovo trovato, e ciò per renderlo spregevole e quindi abbandonato da, tratti. In tal guerra., che è --serra di Dio e nostra, ogni nomo è soldata; tutti dunque i veri cattolici si uniscano alla difesa del Romano Pontificato, ossia dilla Religione Cattolica a. (Mem. biogr., vol. VI, 860-861).

Costituita la Pia Unione dei Cooperatori, ripetè più volte in pubbliche conferenze, tra il 1878 ed il 1887, la sua appassionata esortazione all'unione dei buoni.

Non occorrono parole per far comprendere di quale attualità sia adunque la Pia Unione dei Cooperatori salesiani anche ai giorni nostri, coli questo spirito di unione tra i buoni, laici ed ecclesiastici, coi Vescovi, col Papa, in Gesù Cristo, per la dilatazione del regno di Dio, la salvezza delle anime, l'educazione cristiana della gioventù, il trionfo, in una parola, di quella civiltà cristiana, che è l'unica fonte di vero progresso, di prosperità e di pace nel mondo.

Nei giorni scorsi si è tenuto a Torino il CONVEGNO ANNUALE DEI DELEGATI ISPETTORIALI DELLA PIA UNIONE COOPERATORI SALESIANI, presieduto dal Consigliere Generale dei Cooperatori e onorato dalla presenza del Rev.mo Rettor Maggiore.

Si è fatto un bilancio del lavoro compiuto nel 1955. Per lo zelo di tante anime ricche di spirito salesiano si è potuto realizzare felicemente gran parte del programma preventivato. Si è poi studiato il piano di azione per l'anno sociale 1955-56. Nel prossimo numero faremo conoscere, col bilancio del 1955, le grandi linee del programma per il nuovo anno.

Giungono le ultime relazioni degli ESERCIZI SPIRITUALI, a cui hanno partecipato centinaia di Cooperatori e di Cooperatrici in tutte le regioni d'Italia in un clima di grande fervore.

Anche di questa consolante attività della Pia Unione daremo ampia relazione. Invitiamo intanto Cooperatori e Cooperatrici a ringraziare il Signore per il bene che ci ha fatto realizzare in quest'anno e a chiedere per tutti i membri della Pia Unione una partecipazione sempre più fattiva e generosa all'attività a cui c'invita istantemente Don Bosco.

DIALOGO IN FERROVIA

-Grazie!- disse il viaggiatore, restituendo al compagno la rivista scollacciata che aveva scorso rapidamente.

- Non c'è di che! - rispose il proprietario, che aveva tutto l'aspetto di un negoziante rurale. - Ci trova almeno qualche sugo lei a leggere queste cose?

L'interpellato rispose con un sorriso-smorfia. - Le solite storie - disse - ma io guardo solo le figure.

- Come il mio ragazzo! - rispose il negoziante. - Io compero tutto questo incartamento per lui. Va matto per le figure!

- Quanti anni ha il suo ragazzo? - chiese a questo punto un vecchio prete, che, dall'angolo dello scompartimento dove leggeva il breviario, non si era ancora fatto vivo.

- Tredici anni, reverendo.

- Scusi se mi permetto di dirglielo, ma quella rivista non è roba per ragazzi.

- Ma non ne legge una riga sa, glielo assicuro io: guarda solo le figure!

- Sono però figure che non passano davanti agli occhi dei ragazzi senza lasciare nella loro mente una impressione cattiva.

- Non vedo, reverendo, che cosa ci sia di male. Queste figure di donne, di giovanotti, sono tutte fotografie di quello che si vede su tutte le spiagge, al mare o in piena città. Se tutti possono vedere le cose al naturale, non so perchè le stesse cose non si possano vedere in una foto, come qui...

- Non tutto quello che avviene attorno a noi è, per nostra fortuna, dello stesso genere di quello che è riprodotto in quella sua rivista - osservò il prete. - Ci sono tante altre cose assai più belle, più varie e specialmente più educative, che sono invece escluse dalle riviste del tipo di quelle che lei compra per il suo ragazzo!

- Giusto! - osservò un altro - c'è lo sport illustrato. Il mio ragazzo è matto per quello, e non se ne lascia scappare un numero! Spende per il suo sport quanto io, suo padre, non spendo in sigarette!

- Per questo io sono più fortunato! - osservò un altro viaggiatore. - Io ho un ragazzo che non ha nessuna voglia di leggere, ed è già un affar serio fargli aprire i libri di scuola... Se potesse, farebbe a meno volentieri di comperarli, con grande vantaggio della mia borsa...

Una risata generale accolse quest'ultima battuta, alla quale seguì la conclusione scettica di un altro interlocutore.

- Quello è il ragazzo più in gamba di tutti! Anche se i professori lo bocceranno agli esami! Non è vero, reverendo?

- Non lo direi, se si deve credere al proverbio che dice: Dimmi che cosa leggi, e io ti dirò chi sei!

Il mio ragazzo non legge niente, e quindi...

- E quindi, caro signore, il suo ragazzo sarà una nullità, nella vita. Senza istruzione, senza cultura, senza un ideale, tutte qualità indispensabili oggi per diventare qualcosa.

- Il mio, almeno, legge lo sport!

- E diventerà un tifoso. Poca cosa, sa, per chi conosce la realtà della vita di oggi.

- Ma allora, reverendo, che cosa, secondo lei, dovremmo fare?

- Provvedere ai loro ragazzi delle letture che li divertano, ma, nello stesso tempo, li aiutino a crescere e a diventare dei galantuomini. Un cibo adatto insomma al loro gusto e al loro stomaco.

- Trovarle queste letture! - sbottò l'uno dei genitori. -

Voi preti, scusi se le parlo così, credete di divertire i ragazzi con le vostre predichette e le vostre figure di chiesa! Una volta forse era così, ma adesso, mi creda...

- Ma chi parla di prediche e di figure di chiesa ? - interruppe il reverendo.- Ogni cosa a suo posto, e posso dirle che fuori di chiesa c'è gente che sa scrivere in modo da piacere a tutti i ragazzi ed è in grado di dare ai ragazzi quello che essi cercano, e che nessuno finora ha pensato di dare.

- Un libro straordinario, allora, e quale è ?

- E una rivista illustrata, che esce ogni settimana, e che, senza interruzione, continuerà ad uscire anche durante le vacanze, per donare allegria, istruzione e anche un po' di educazione civile e cristiana ai nostri ragazzi. Vi so dire io che la leggeranno con molto interesse, anche perchè vi troveranno pregevoli aiuti per la scuola.

- Vuol favorircene il titolo ?

- Volentieri. È il settimanale illustrato GIOVANI, edito dalla Società Editrice Internazionale di Torino.

E lei assicura che i nostri ragazzi ne saranno contenti?

- L'assicuro senz'altro. E poi, quando l'avranno provato, l'assicureranno anche i vostri ragazzi.

(vedere quarta pagina di copertina)

Don Bosco nel mondo

Nuovo Vescovo salesiano. I nostri Cooperatori saranno lieti di sapere che il Santo Padre ha onorato la Famiglia Salesiana promovendo alla dignità vescovile il Rev.mo Don Ladislao Paz, Superiore dell'Ispettoria Salesiana S. Luigi nel Brasile. Il nuovo Vescovo è stato deputato ausiliare di S. E. Rev.ma Mons. Orlando Chavez, salesiano, Vescovo di Corumbà (Brasile).

Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Ladislao Paz è nato a Tambate (San Paolo) il 29 giugno del 1903. Compì il noviziato a Lavrinhas coronandolo con la professione religiosa il 28 geni naio del 1924. Inviato a frequentare i corsi teologici nell'Istituto Internazionale Don Bosco in Torino, ebbe la gioia di essere ordinato sacerdote nella basilica di Maria Ausiliatrice il 3 luglio 1932. Nei dieci anni di apostolato salesiano e di ministero sacerdotale che seguirono, maturò per maggiori responsabilità, e dopo soli quattro anni di direttorato a Lavrinhas, nel 1946 veniva eletto Ispettore delle nostre Case e Missioni del Brasile Nord, dove per nove anni svolse un'attività visibilmente benedetta da Dio.

Ed ora che il Santo Padre ha voluto insignirlo di una più alta dignità, la Famiglia salesiana gli offre preghiere e porge auguri di un ministero pastorale sempre più fecondo di frutti.

ITALIA

Giubileo d'argento a Roma.

L'Istituto Pio XI - uno dei più grandiosi Istituti salesiani di Roma -- ha compiuto quest'anno il suo XXV. La vita intensa che ferve nelle sue Scuole professionali, frequentate da 590 allievi, nel suo Oratorio festivo, fiorente di oltre 1000 giovani, e nella Parrocchia di Maria Ausiliatrice, centro di vita per 50.000 anime, ha reso necessario un ulteriore sviluppo dell'opera. Per questo la commemorazione del XXV fu eminentemente pratica: benedetta da Sua Eminenza Rev.ma il signor Cardinale Clemente Micara, Vicario di Sua Santità, scese la prima pietra di un nuovo fabbricato, che completerà l'Istituto nella parte prospiciente la piazza Maria Ausiliatrice, in modo da fare con la chiesa un unico complesso armonico.

Altra solenne cerimonia fu l'incoronazione della nuova statua di Diaria Ausiliatrice, offerta dai giovani dell'Istituto, con preziose corone donate dalle loro mamme. Quando Sua Eminenza il Cardinale ebbe posto sul capo del Bambino e dell'augusta Madre le due corone, un potente coro di 600 voci esplose nel canto di «Corona Aurea» di Mons. Cimatti, mentre dall'alto venivano gettati fiori profumati e Sua Eminenza incensava la Vergine: fu un momento d'intensa commozione, nel quale i presenti ebbero la percezione di quanto Maria Ausiliatrice abbia operato in questi venticinque anni nel Quartiere Tuscolano di Roma.

I primi frutti delle visite del Rettor Maggiore alle Case salesiane. A Ortona :Mare, cittadina dell'Abruzzo distrutta per il 95% dalla guerra, un comitato di volenterosi aveva creato un « Villaggio del Fanciullo » per raccogliere la gioventù più provata dalla guerra. Ma il numero cresceva a dismisura, i fondi diminuivano, la' casa era troppo ristretta, i problemi si moltiplicavano. Perciò il Comitato si rivolse alla Santa Sede. Sua Santità se ne interessò personalmente e invitò i Superiori dei Salesiani a volersi assumere l'opera iniziata. Si sa che per i Salesiani un desiderio del Papa è un contando.Accettarono quindi senz'altro.

Passati sei anni dalla guerra, tutto era divenuto piccolo, inadatto, indecoroso. Si imponeva perciò il problema: o costruire o lasciare l'opera. Il personale della casa era più favorevole alla seconda parte del dilemma. Ma giunse in visita il signor Don Ziggiotti. Quando vide davanti a sè un nuvolo di ragazzi, chiese: « Chi sono tutti questi fanciulli? ». « Ottanta sono interni, tutti orfani. Gli altri, circa 250, sono oratoriani ». Il Successore di Don Bosco li osserva visibilmente conllnosso ed eselauia: e Questi sono i giovali prediletti da Don Bosco. Non dobbiamo, noti possiamo abbandonarli. Qui dobbiamo rimanere».

Era il 7 maggio 19.14. Il 24 dello stesso mese si iniziarono i lavori per la nuova costruzione. A ottobre il fabbricato di 12.000 metri cubi accoglieva gli 80 orfani nei suoi laboratori attrezzati a nuovo per meccanici, sarti, falegnami e calzolai. E col prossimo anno scolastico vi sarti il posto e l'attrezzatura per altri 100 esterni.

Sono i miracoli di Don Bosco che continuano.

Don Bosco è divenuto per Lefee (Berf:tuo) un Santo di casa il l0 luglio u. s., per merito dei signori Albrici, generosi offerenti di un bellissimo altare-di marini policromi in onore di Don Bosco, il grande Santo è divenuto di casa anche a Leffe, paese noto per le sue fiorenti industrie di coperte e tappeti.

Conveniente niente preparati da un triduo, i giovani si sono stretti attorno al loro Santo con tifebbuo ,a spontaneità, cmlninata nel giorno della festa, che riuscì un trionfale tributo di preghiere e di aurore al Santo dei giovani.

Due anni or sono la divozione a Don Bosco s'era concretata in nn bel gruppo statuario in legno, opera di artisti della Valgardena. Quest'anno il Santo, con l'altare dedicatogli, è divetinto per Leffe un santo di casa; e a Lui il buon popolo ha affidato la sua porzione migliore, i giovani, oggi più che mai insidiati e quindi bisognosi dei suo celeste patrocinio.

Onorificenze a Figli e Figlie di Don Bosco

• Per iniziatica della Presidenza del Consiglio dei Ministri e su proposta del dott. Giuseppe padellaro, capo dell'ufficio del Libro, è stata conferita alla Rev. Madre Angela vespa, vicaria Generale dell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, l'onorificenza di Cavaliere Ufficiale dell'Ordine « Al merito della Repubblica Italiana ».

• Il Comm. Giuseppe Caccia, Direttore della Sorietà Editrice Internazionale, è stato insignito dell'alta onorificenza di Grande Ufficiale dell'Ordine « Al Merito della Repubblica Italiana ».

• Al missionario salesiano Don Godoffredo Roozen, olandese, la Casa reale di Olanda, in vista dei meriti missionari acquistati in Cina, ha concesso il titolo di « Cavaliere dell'Ordine di Oranje-Nassau ».

• Il Governo spagnolo ha riconosciuto le benemerenze nel campo del lavoro dei due salesiani coadiutori Alessandro Morido e Antonio Mas, decorandoli della Medaglia « Al Merito del Lavoro ».

• Sua Maestà l'Imperatore del Giappone volle premiare le alte benemerenze, nel campo dell'educazione, della Figlia di M. Ausiliatrice Suor Carrnela Solari, Direttrice della Casa M. Mazzarello di Beppu, assegnandole la decorazione dell' « Ordine del Sacro Tesoro».

• Con decreto del 2 giugno u. s. venne conferita l'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine « Al Merito della Repubblica» a Suor Domenica Polimeni.

BOLIVIA

Nel Seminario Archidiocesano di La Paz, diretto dai Salesiani, il 12 giugno scorso, alla presenza dell'Ecc.mo Nunzio Apostolico, Monsignor Umberto Mozzoni, di funzionari del Ministero d'Igiene e della Previdenza Sociale, e di distinte personalità, fu benedetto e inaugurato un moderno ambulatorio medico-dentistico, frutto di molti risparmi e sacrifici della comunità.

Questo ambulatorio fu ideato e attuato come applicazione concreta dei paterni suggerimenti del Santo Padre nella sua Menti nostrae. Così questa sezione medico-assistenziale servirà gratuitamente per una più efficiente cura medico-preventiva degli stessi seminaristi, dei ragazzi dell'Oratorio Dmenico Savio, e del clero secolare e regolare della città. Parecchi valenti medici hanno promesso la loro collaborazione.

In questa benedizione fece da padrino il Presidente del Banco Centrale di Bolivia, che nell'ammirare questa iniziativa di profondo contenuto umano e cristiano, tessè un alto elogio della dottrina sociale della Chiesa, vera ispiratrice di tutto il movimento sociale dell'ora presente.

L'Arcivescovo Mons. Abele Antezana y Royas, al quale il nuovo consultorio è stato offerto in ommaggio nel suo trentennio di consacrazione episcopale, ringraziò il Rettore e la sua comunità per questo delicato e pratico omaggio, che, oltre a mettere in evidenza la preoccupazione sociale della Chiesa, sarà un mezzo di unione del Clero col Seminario, e permetterà una più completa formazione degli, studenti, che in pochi anni nel Seminario di La Paz si sono quasi triplicati.

LITUANIA

Don Bosco in Lituania.

I Salesiani entrarono in Lituania - ultimo baluardo della Chiesa Cattolica nell'Europa settentrionale - nell'anno 1935, dopo aver preparato il terremo con la cura di alcune vocazioni lituane e con una buona propaganda condotta col Bollettino Salesiano lituano, che si cominciò a stampare a Torino nel 1927. Nel 1944 i Salesiani avevamo già otto centri di attività in territorio lituano. Il terrore rosso con le sue mani sacrileghe tutto distrusse: i confratelli rimasero gli uni dispersi, gli altri deportati nelle regioni artiche ai lavori forzati, pochi poterono evadere.

Presentemente nel mondo libero c'è una trentina di sacerdoti salesiani lituani e una decima di chierici e coadiutori. Nel 1952 fu aperto a Castelnuovo Don Bosco l'aspirantato lituano per la formazione di buoni elementi raccolti tra gli emigrati lituani. Gli Stati Uniti d'America e il Canadà ospitano il più forte nucleo di popolazione lituana emigrata, con 125 parrocchie bene organizzate. Tra di esse l'opera salesiana è già abbastanza conosciuta, grazie alla propaganda che si fa mediante conferenze e soprattutto con la stampa di libri, di articoli sui giornali, del Bollettino Salesiano e della rivista Tévu Kelias.

Tutte le organizzazioni lituane dell'America del Nord invitano i figli di Don Bosco a prendersi cura della gioventù lituana emigrata, assicurando il loro appoggio materiale e morale. Così Don Bosco continua ad aiutare quella povera gioventù nel difendere la propria fede, in attesa che cada il sipario d'acciaio e si riaprano le porte della martoriata patria.

"Preghiamo per i nostri fratelli afflitti e prigionieri: Salva, o Signore, i tuoi servi e liberali da ogni loro tribolazione ".

(dalla Liturgia)

GIAPPONE

E uscita presso l'Editrice « Don Bosco » di Tokyo una nuova edizione della traduzione di Don F. Barbaro del Nuovo Testamento in lingua parlata moderna, stampata in romaji, cioè in caratteri latini, ad uso dei missionari e di citi non avesse troppa familiarità coi caratteri giapponesi.

La trascrizione in romaji è stata preparata accuratamente da don L. Del Col, ì la stampa, eseguita nella nostra Scuola professionale di Tokyo, è opera del Coadiutore salesiano C. Mazzarello. L'edizione è riuscita un vero gioiello, è presentata in tela e parte in pelle con taglio oro.

E la prima edizione in romaji del Nuovo Testamento in lingua moderna, ed anche librerie protestanti, come il Kyohunkan , sono state costrette ad ordinarne parecchie copie per soddisfare le richieste dei loro clienti, informati dai giornali.

A proposito di questa traduzione in lingua moderna, che ha raggiunto in circa tre anni lì cento mila copie, c'è un episodio significativo. L'anno scorso la società biblica protestante lanciò una simile traduzione del Nuovo Testamento in lingua moderna, come fosse la prima del genere, e chiese al Governo di emettere nn francobollo commemorativo dell'avvenimento. Un articolo da, parte nostra sullo stesso giornale dimostrò senza difficoltà la, priorità dell'edizione cattolica e... del francobollo commemorativo dell'edizione protestante non se ne parlò più.

INDIA

Nata solo da un anno, la nostra casa di Kat-Padi (India Sud), che ospita ed imparte una istruzione professionale a 200 orfani e giovani bisognosi di tutto, ha già ottenuto un riconoscimento ufficiale dal Governo.

Lo stesso Ministro del Lavoro e dell'Industria Dott. Krishna Rao, disse, in quest'occasione, parole di profonda stima per il lavoro dei Missionari salesiani, che, tolti dalle strade i ragazzi, li avviano alla più completa formazione tecnica industriale. Ecco alcune parole significative del Dott. Rao:

« I Salesiani hanno completato in larga misura il lavoro del Governo e delle istituzioni locali a questo riguardo. Nei loro istituti alto è il livello di disciplina e di lavoro: nessuna meraviglia quindi se i loro ex allievi hanno un brillante successo nelle università e negli altri campi della vita sociale ».

La Scuola Tecnica Don Bosco di Shillong, sulle colline Khasi dell'Assam, forma un centro di grande interesse da parti delle varie autorità civili dell'India. S. E. il Governatore ne raccomanda la visita a tutti i suoi ospiti. Così recentemente la Scuola ebbe l'onore di ricevere Shri J. Joshi, Alto Commissario per gli affari delle tribù a Delhi. Una seconda visita è stata quella del Direttore Generale per le Piccole Industrie, e una terza quella del Segretario del presidente del Congresso.

SAN GIOVANNI BOSCO nominato patrono del circo Ring

Il popolare circo King dell'Europa occidentale ha proclamato b'. Giovanni Bosco patrono suo c di fatti i suoi artisti.

Il sig. von Hagenbeck fece tale proclamazione a Eschiveilter nella Germania occidentale, dove il circo era fermo per la stagione invernale. Tutti i membri del circo, che conta centinaia di artisti, intervennero portando seno uno o due animali di ogni specie.

Il promotore d i questa proclamazione volle inoltre radunare nello scorso giugno a Lauradorp (Olanda) tutti gli artisti del circo dell'Europa occidentale, far celebrare una Messa, Pontificale sotto la tenda del circo e benedire un medaglione del Santo.

Il settantunenne impresario del circo, non cattolico, aveva pensato in un primo tempo di scegliere S. Francesco di Assisi come patrono, ma dopo la lettura della, vita di Don Bosco, preferì quest'ultimo.

In breve

Il Comitato dei Cooperatori salesiani del Libano, per venire incontro alle difficoltà in cui si dibatte la gioventù libanese, ha intrapreso la costruzione di un complesso edilizio che comprenderà una grande chiesa, un doppio istituto primario e secondario, un teatro, una scuola apostolica di orientamento professionale, agrario e artigiano, il tutto sotto il nome di ISTITUTO LIBANESE DON BOSCO, che sarà diretto, per la sezione maschile dai Salesiani, perquella femminile dalle Figlie di Maria Ausiliatrice. Quegli zelanti cooperatori sperano anche di trarre dal buon popolo dei monti libanesi numerose vocazioni ecclesiastiche e religiose.

- L'Orfanotrofio di GUALDO CATTANEO (Perugia) che ospita sessanta orfane del lai oro, ha avuto l'onore di una visita di S. E. il Ministro della Pubblica Istruzione On. Ermini, il quale, rispondendo all'omaggio delle orfanelle, disse fra l'altro: « Vedo con piacere che avete il privilegio di essere dirette dalle brave Figlie di Maria Ausiliatrice, che vi educano con lo spirito e il cuore del grande Educatore S. Giovanni Bosco. Anche le mie figliuole hanno frequentato le classi elementari presso un Istituto delle Suore Salesiane; quindi conosco benissimo ed apprezzo la loro opera altamente educativa...».

Recentemente il nostro Don Pounchione, Direttore del Collegio salesiano di Hua Hin (Thailandia), i confratelli, i novizi, gli aspiranti e alcuni ragazzi della scuola, hanno avuto l'ambito privilegio di essere presentati alle LL. MM. il Re e la Regina della Thailandia, nella reggia estiva di Hua Hin. Dopo il primo omaggio, vennero presentate due pergamene con il programma del trattenimento offerto in onore delle loro Maestà. La banda e la cantoria attirarono le simpatie e gli applausi dei sovrani e di tutta la corte.

Sotto la presidenza dell'Ecc.mo Vescovo Mons. Henah, si e tenuta a LEEDS (Inghilterra) la Mostra della Vocazione Religiosa con la partecipazione di 72 fra Ordini e Congragazioni maschili e femminili. Accanto a quello dei Salesiani, anche l'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice vi allestì il proprio padiglione. La Mostra riuscì un'affermazione della vitalità cattolica. t visitatori vi passarono infatti a migliaia, interessandosi dei vari padiglioni, fermandosi ad ascoltare le conferenze sull'argomento, tenute dall'Ecc.mo Vescovo tre volte al giorno all'altare della Mostra, e diffuse dagli altoparlanti.

In occasione della festa del Sacro Cuore, nel Tempio Votivo Espiatorio Nazionale che sorge sul TIBIDABO (Barcellona-Spagna) fu inaugurato il nuovo prezioso mosaico della facciata della cripta, in sostituzione di quello distrutto dai senza Ilio nel 1936. Nel centro campeggia la figura, del Sacro Cuore, circondata da nel personaggi tra i più celebri della storia politico-religiosa della Spagna. Fu pure benedetto un grande ascensore, capace di 20 persone, che con noi percorso di 40 metri porta i visitatori sopra la magnifica terrazza che circonda la cupola, dalla quale si gode un panorama meraviglioso.

A VOLTERRA l'iniziativa del Rosario recitato per le vie cittadine, voluta dal Vescovo S. E. Mons. Mario Castellano, ha incontrato larga adesione nei cittadini, i quali hanno gremito, tutti i sabati di maggio, il Santuario affidato ai figli di S. Giovanni Bosco, che, nell'armonia delle sue linee e nello splendore delle sue ;ne luci, ha come stretto in un grande abbraccio i figli accorsi al trono della Madre. La paterna parola di Sua Eccellenza chiudeva ogni volta la devota peregrinazione.

La Casa ispettoriale delle Figlie di Maria Ausiliatrice di NAPOLI ha celebrato il suo Giubileo d'oro. Rese più solenne la celebrazione la felice coincidenza della Messa d'oro e del XXV di Episcopato dell'Em.mo Cardinale Mimmi, che ebbe parole di alta compiacenza per l'opera intelligente e generosa con cui le Figlie di Maria Ausiliatrice si prodigano nella Diocesi a favore della gioventù.

A MADRID è stata posta e benedetta la prima pietra di un vasto Tempio a San Giovanni Bosco, che sarà il primo che la Famiglia Salesiana innalza al suo Santo Fondatore nella capitale spagnola. Anche a UTRERA (Spagna) è stata collocata la prima pietra di un nuovo e grande Santuario in onore di Maria Ausiliatrice.

MARANO di NAPOLI, come fu espresso nei pubblici manifesti, volle « sciogliere un debito di gratitudine alla Vergine Ausiliatrice per quanto le sue Figlie, coi di Lei aiuto, hanno operato di bene nel corso di quarant'anni », preparandole una corona d'oro. L'imponente cerimonia dell'incoronazione si svolse nella parrocchia della SS. Annunziata, dopo il solenne pontificale. Nel pomeriggio, la statua incoronata passò processionalmente per le vie del paese, fra un entusiasmo indescrivibile, sostando in piazza per il discorso e la Benedizione Eucaristica.

I salesiani della Diocesi di KRlSHNAGAR nel Bengala hanno pubblicato una nuova edizione de « L'Imitazione di Cristo » in lingua bengalese. il libro è stato accolto con grande favore e entusiasmo, come si rileva dalle lettere pervenute alla missione da tutto il Bengala. Parechi affermano che è il migliore libro cattolico in bengalesa, sia per la sua presenrazione artistica come per l'eleganza della lingua. Anche parecchie familglie non cattoliche lo custodiscono gelosamente.

A FUSAGASUGA, in Colombia, fiorisce da alarmi anni una Scuola Agraria Salesiana che per i suoi continui sviluppi necessita di nuovi terreni. I Reverendi Padri Padri della Compagnia di Gesù possedevano un campo confinante con la Scuola e appartenente alla Pontificia Università Saveriana. Un giorno due illustri Gesuiti - il Padre Provinciale e il Rettor Magnifico dell'Università - si recarono a visitare la Scuola. Acompagnati dal direttore e accolti da superiori e allievi con cordialità salesiana, la percorsero tutta con crescente interesse, e nel congedarsi, con gesto munifico, fecero cessione gratuita del loro campo alla Scuola. Il documento che ne seguì è redatto in forma così nobile che onora parimenti chi dona e chi riceve.

Al ragazzo Santo; IL CUORE DI TUTTI I RAGAZZI

La morte ma non peccati.

« Siamo grati alla Chiesa che ci ha dato Domenico Savio come modello. Questo giovane è diventato il tesoro e l'ideale di tutti i giovani. Egli volle morire affinchè gli altri potessero vivere. Ma Savio non è morto: incomincia ora a vivere presso milioni di ragazzi e di ragazze. È il primo di una serie di molti che diventeranno santi... Oh, San Domenico Savio, proteggi la gioventù: gli studenti, i contadini, gli operai. Fa che dalle loro file sorgano schiere di sacerdoti, di missionari e di apostoli laici, che salvino la povera, abbandonata gioventù operaia! ».

MONS. CARDIJN, fondatore della c Gioventù Operaia Cristiana o nel Belgio

BELGIO

Il Ragazzo santo nella Basilica Nazionale di Koekelberg Le i8 case dei Salesiani e le 2o delle Figlie di Maria Ausiliatrice che fioriscono nel Belgio, con le feste organizzate in onore del più giovane dei Santi, hanno suscitato ovunque il più fervido entusiasmo giovanile. Dappertutto le feste furono onorate dal Vescovo diocesano, da autorità religiose e civili e da numerosi cooperatori.

Ma la festa per eccellenza fu quella organizzata nella capitale dalla casa centrale di Woluwe-St-Pierre, che si svolse nella Basilica nazionale del Sacro Cuore di Gesù il 5 giugno scorso, con la partecipazione di tutti i centri salesiani del Belgio.

I preparativi furono intensi. Anche nelle stazioni ferroviarie cartelli con l'immagine del sorridente Santo invitavano a Koekelberg. La vigilia, la radio nazionale trasmise un discorso illustrativo della vita del « primo studente santo ». Anche la stampa ne parlò ampiamente.

La mattina del 5 giugno, sotto un sole splendido, masse di giovani e di pellegrini affluenti da ogni parte presero d'assalto la Basilica, riempiendone le ampie navate e persino le gallerie superiori. La Messa pontificale fu celebrata da S. E. Mons. Van Waeyenbergh, Rettor Magni fico dell'Università Cattolica di Lovanio. Assistevano S. E. Mons. Van Heusden, salesiano, Vicario Apostolico di Sakania nel Congo Belga, il rev.mo Don Giovanni Antal del Capitolo Superiore, rappresentante del Rettor Maggiore, l'Ispettore Don Picron e molti Superiori di Ordini e Congregazioni religiose. Tenne il panegirico il canonico Philips, professore all'Università di Lovanio. Dopo la Messa, fu benedetta una grandiosa vetrata, dono dei salesiani e loro cooperatori alla Basilica nazionale. Rappresenta i Santi salesiani: il Patrono: S. Francesco di Sales; il Fondatore: S. Giovanni Bosco; la confondatrice: S. Maria Mazzarello; il discepolo: S. Domenico Savio.

Nel pomeriggio si snodava il corteo nazionale, veramente imponente, dopo il quale il fondatore della Gioventù Operaia Cristiana del Belgio (K.A. J. - J.O.C.) Mons. Cardijn, teneva un secondo panegirico dichiarandosi felice di poter parlare di Don Bosco, suo predecessore tra i giovani operai, e del Giglio formato dal Santo: Domenico Savio.

Quindi Sua Eccellenza Mons. Forni, Nunzio Apostolico, impartiva la benedizione, assistito (la altri Vescovi e dignitari, e Mons. Van Heusden leggeva la consacrazione della Famiglia salesiana al Sacro Cuore.

Le feste si conclusero con giochi ed esercizi ginnici e sportivi, eseguiti davanti alla Basilica dagli alunni delle diverse case salesiane. Così la folla degli intervenuti ebbe un saggio della chiassosa allegria che caratterizza la vita salesiana.

Due giorni dopo la Radio e la Televisione nazionale diedero una interessantissima rassegna della cerimonia e dell'Opera salesiana nel Belgio.

EGITTO

La festa di S. Domenico Savio al Cairo fu preceduta da un'intensa settimana preparatoria, durante la quale la filmina che ne presenta la vita venne proiettata a turno nelle scuole elementari, medie, liceali e artigiane, e contemporaneamente nelle scuole femminili. Completò la preparazione un triduo predicato per categorie. Il giorno della festa ai 600 giovani dell'Istituto e al popolo vollero unirsi il Console Generale del Cairo e l'Addetto Militare, per assistere alla Messa cantata all'aperto da Mons. Mario Schierano, Segretario della Nunziatura, che in un vibrante discorso additò in Domenico Savio il « vero asso della montagna della santità ». Seguì un'intensa giornata polisportiva, che animò fino a tarda notte i cortili, dove a centinaia i giovani, nel nome di Domenico Savio, si misurarono nelle più svariate gare, eloquente commento al programma di S. Domenico Savio: « Noi qui facciamo consistere la santità nello stare molto allegri ».

Anche la Parrocchia del Carmine di Bulacco festeggiò il Santo con la collaborazione dei Salesiani, raccogliendo frutti abbondanti di bene.

Le feste celebratesi ad Alessandria furono preparate con proiezioni e con tre conferenze. Una agli educatori: Lezioni di un allievo agli educatori. Una seconda ai giovani: Lezioni di un compagno ai compagni. Una terza alle mamme: Lezioni di un figlio alle mamme.

La solennità si svolse, al mattino, nella chiesa di S. Giovanni Bosco; nel pomeriggio, nella parrocchia di Santa Caterina, dove S. E. Mons. Giovanni Cayer, Vicario Apostolico, tenne solenne pontificale con omelia.

CENTRO AMERICA, El Salvador

L'Ispettoria salesiana del Centro America, facendo eco ai trionfi tributati a Domenico Savio in ogni parte del mondo, ha inneggiato, in quattro giorni di festeggiamenti, al modello della gioventù moderna.

Le feste si svolsero al centro dell'Ispettoria, nella Repubblica di El Salvador. L'Ecc.mo Ministro della Pubblica Istruzione permise che si tenessero conferenze in tutte le scuole pubbliche della capitale. Completarono l'opera la radio e la stampa. Infiammati così gli animi, si svolsero, dense di manifestazioni, le quattro giornate celebrative, nelle quali trovò posto anche un grandioso omaggio nel Teatro Nazionale, onorato dalla presenza di un Ministro e di alte personalità. Non mancò l'adesione del Presidente della Repubblica.

Splendido sotto ogni aspetto il giorno finale, in cui si vide un'apoteosi che raramente si verifica in quelle giovani terre. Già alle 6 del mattino affluivano al Parco Cuscatlàn masse di gioventù allegra e chiassosa. Alle 8 Messa campale, celebrata da S. E. l'Arcivescovo. Alle 9, folto di bandiere e vibrante d'inni festosi, si snodò attraverso la città un grandioso corteo, chiuso dal bellissimo carro che portava in trionfo il simpatico santo Giovanetto, suscitatore di gioia divina e di desiderio di santità.

BRASILE, Ascurra.

Per iniziativa della Parrocchia e dell'Istituto salesiano, si celebrarono in onore di San Domenico Savio feste che ebbero il carattere di manifestazioni cittadine.

Alla Messa campale, celebrata dall'Ispettore Don Antonio Barbosa, assistettero anche il Rappresentante del Governo e le autorità.

Seguì la trionfale processione attraverso la via principale della città. Quindi si svolse la cerimonia dell'inaugurazione del nuovo teatro, compiuta dal Rappresentante del Governo, che esaltò l'Opera salesiana e si compiacque di definire il nuovo salone, uno dei più grandi e meglio attrezzati dello Stato di S. Caterina.

EQUATORE

Le varie città dell'Equatore hanno gareggiato nel rendere omaggio al Giovanetto santo, che incontra tanta simpatia anche nella gioventù equatoriana. Degne di nota le celebrazioni di Guayaquil, di Riobamba e soprattutto di Cuenca e di Quito.

Cuenca ha vissuto giorni pienamente salesiani e ha reso all'alunno di Don Bosco un omaggio veramente apoteotico. Autorità e popolo, scuole confessionali e laiche, tutti si sono uniti per esaltare il Ragazzo santo.

In Quito il triduo e la festa furono celebrati dal 2 al 5 giugno nella chiesa più bella dell'Equatore, la celebre «Chiesa della Compagnia» dei PP. Gesuiti. La propaganda murale e i giornali servirono a preparare gli animi. Vari Ecc.mi Vescovi si succedettero a illustrare la vita e le virtù del Savio. Quasi tutto l'Episcopato Equatoriano volle manifestare l'ammirazione e l'affetto che nutre per il Santo dei giovanetti. Ma la nostra più devota riconoscenza va alle due massime autorità ecclesiastiche dell'Equatore: Sua Em. il Card. Carlo M. de la Torre, Arcivescovo di Quito, e l'Ecc.mo signor Nunzio Apostolico di Sua Santità, Mons. Opilio Rossi.

Sua Eminenza, il 9 giugno, celebrò la Messa campale per la gioventù nel cortile del Collegio Don Bosco.

La sera dello stesso giorno nel teatro « Capitol », uno dei maggiori della capitale, si tenne una serata d'onore, con l'intervento del stesso Presidente della Repubblica.

I festeggiamenti giunsero all'apice il 5 giugno, quando il rappresentante del Papa nell'Equatore, S. E. il Nunzio Apostolico, pontificò nella magnifica Chiesa della Compagnia di Gesù e pronunziò un commosso panegirico del santo Giovanetto.

Subito dopo, la statua di Domenico Savio veniva portata in trionfo attraverso tutta la città, tra canti e musiche, fino al Collegio Don Bosco, dove l'oratore ufficiale, chiamato espressamente per la circostanza dall'Argentina, il salesiano Don Vittorio Bonamin, parlò alla gioventù e al popolo strappando lacrime di commozione e suscitando nell'animo di tutti, giovani e non più giovani, un nostalgico desiderio d'imitazione.

A ricordo e suggello delle memorande celebrazioni, si è cominciata nel rione del Girón la costruzione di un grande istituto per la formazione dei nostri studenti di filosofia, con annesso oratorio festivo dedicato a Domenico Savio e con un Santuario in onore di Maria Ausiliatrice.

A gloria di Maria Ausiliatrice

Faro di luce mariana nel Guatemala

La caratteristica e suggestiva cittadina di Antigua Guatemala, già capitale dell'America Centrale, da pochi mesi ospita l'Istituto Teologico Salesiano.

Appena giunti in questa città, i Figli di Don Bosco hanno organizzato un Oratorio festivo nella parrocchia La Merced, il cui parroco, fervente divoto dell'Ausiliatrice, ha dato il suo generoso appoggio morale e materiale. Inoltre i sacerdoti salesiani accorrono volonterosi ovunque è richiesto il loro ministero sacerdotale. Consolante risultato: la Vergine Ausiliatrice si sta impossessando di tutti i cuori. Lo si constatò durante la novena e la festa, che si celebrarono per la prima volta nella Cattedrale. Il z4 maggio, nonostante fosse giorno feriale, fu notato uno straordinario affollarsi di fedeli ai santi sacramenti; e il 31 maggio la statua dell'Ausiliatrice passò benedicente, tra canti e preghiere, per le vie illuminate della tranquilla cittadina coloniale.

Conforta la constatazione che il culto a Maria Ausiliatrice anche in questo ameno angolo dell'America Centrale, che vide l'arrivo dei primi conquistatori del nuovo mondo, si diffonde rapidamente, portando frutti duraturi di vita cristiana.

L'Ausiliatrice da 53 anni Regina di Rivalta

Rivalta torinese da oltre 53 anni celebra con sincero entusiasmo le glorie di Maria Ausiliatrice e di San Giovanni Bosco. Ouest'anno le celebrazioni furono più solenni per la presenza del missionario salesiano rivaltese Don Pierangelo Quaranta, il quale predicò la novella preparando la popolazione, che la domenica 7 agosto assiepò in massa il banchetto eucaristico.

Una nota particolarmente salesiana fu portata dai giovani, i quali ogni anno nella festa di Maria Ausiliatrice celebrano la fondazione dell'Associazione che da Lei prende il nome di Auxilium.

Alla Messa cantata, come alla grandiosa processione del pomeriggio, presero parte tutte le Autorità e il noviziato e scolasticato locale dei Fratelli delle Scuole Cristiane. Applauditissima la conferenza missionaria all'aperto illustrata con film ai numerosi spettatori, felici di assistere ai trionfi della Chiesa, vissuti e narrati dal loro compatriota.

Le feste si chiusero presso la casetta nativa di Don Bosco, dove più di cento pellegrini assistettero ad una Messa votiva solenne, guidati da Mons. Arciprete Can. Candido Balma, presenti il Sindaco e la Giunta municipale. Anima dei festeggiamenti il Comm. Gino Bernocco.

Da 25 anni Maria Ausiliatrice è amata e invocata a Rocafuerte (Manabì - Equatore)

Se i Salesiani trovarono, al loro arrivo a Rocafuerte, il terreno preparato alla diffusione della divozione a Maria Ausiliatrice, il merito è del Padre Antonio Metalli che, pur non essendo salesiano, svolse il suo apostolato parrocchiale introducendo ovunque il metodo e lo spirito di Don Bosco. Sicchè i salesiani il 24 maggio del 193o poterono benedire una bellissima statua di Maria Ausiliatrice scolpita nella Spagna ed erigervi un altare, dal quale la Vergine si compiacque di largire grazie e benedizioni senza numero. Si ricorda, tra gli altri, un fatto che ha del miracoloso.

Il 13 maggio del 1942 un violento terremoto scosse tutto il paese. Anche la statua di Maria Ausiliatrice si ripiegò sulla cornice della nicchia, ma noti cadde, sorretta dal solo dito indice della mano sinistra del Bambino Gesù, che sostenne tutto il considerevole peso. I divoti accorsero, ammirarono, gridarono al prodigio.

Da quel giorno crebbero nel popolo la fiducia e l'amore a Maria Ausiliatrice. Ne furono prova eloquente i recenti festeggiamenti del giubileo, reso più solenne dalla presenza dell'Ecc.mo Vescovo diocesano Mons. Nicanore Carlo Gavilanes, che celebrò le lodi dell'Ausiliatrice e amministrò più di 400 cresime. La divozione alla Madonna di Don Bosco continua a diffondersi e si può affermare che non c'è chiesa, cappella o casa, dove l'Ausiliatrice non abbia un altare o un quadro.

Benedizione di una cappella a Maria Ausiliatrice

A San Giuseppe di Sommariva Perno (Cuneo) l'attesa cappella a Maria Ausiliatrice quest'anno è divenuta una realtà. Fu costruita su progetto dell'ex-allievo geometra Giovanni Bertolusso. La benedizione fu fissata per il 20 maggio. Per l'occasione furono diffusi inviti anche alle borgate e paesi vicini. Il salesiano Don R. Dellavalle, nativo del paese, curò la preparazione spirituale, e Monsignor E. Gianolio, vicario generale della diocesi d'Alba, la benedisse. Il concorso della popolazione ai Sacramenti, alla processione, alla Benedizione fu totale.

Sul tardi dello stesso giorno, dopo il Rosario, un trattenimento all'aperto, presso la cappella, chiuse lietamente la bella giornata.

Il lunedì e martedì si celebrarono le prime messe alla nuova Cappella. Da allora tutte le sere vi si recita il santo Rosario.

alla "Madonna dell'Aiuto "

Il 1° novembre 1954, festa di Tutti i Santi, Sua Santità Pio XII formulava questa splendida preghiera alla Celeste Ausiliatrice, in cui è espressa la sua ardentissima ansia paterna nel promuovere con fervido e instancabile zelo il culto mariano: procurare al mondo moderno, attraverso a Maria, il dono insostituibile di Gesù, « senza il quale ogni altro dono è illusione, inquietudine e veleno ».

Vergine benedetta, Madre di Dio e Madre nostra, che nel titolo di « Madonna dell'Aiuto » non cessi di ricordare ai tuoi devoti i prodigi onde ci assicurasti della tua materna protezione, guarda pietosa alle nostre necessità e alle nostre miserie, e vieni ancora una volta in nostro soccorso.

Dal tuo aiuto, o Maria, i poveri aspettano il pane, gl'infermi la salute, i disoccupati il lavoro, tutti la preservazione da nuove calamità e da nuove rovine.

Ma il bene di cui ha soprattutto bisogno la generazione che ti prega, è il Tuo Figlio, o Maria, che il mondo vorrebbe bandito dalla vita, dalla famiglia, dalla società, dove tutto si attende dalla materia, dalla forza e dagli umani disegni.

Aiutaci, o Maria, a custodire gelosamente e a ritrovare questo bene, senza il quale ogni altro bene è illusione, inquietudine e veleno.

Per Te, o Madre, rientri Gesù nelle menti traviate per dissiparne gli errori con la luce della sua Persona e del suo Vangelo. Rientri nei cuori pervertiti, con la purezza dei costumi, la modestia della vita, la carità, che vince ogni egoismo. Rientri nelle famiglie e nella società per riprendere i suoi diritti di Signore e di Maestro.

Da Te protetti e assistiti, tutti, o Maria, sperimenteremo l'efficacia del tuo patrocinio: i Madonna dell'Aiuto,> ti sentiremo in tutti i momenti della nostra vita terrena: nelle avversità per non restarne abbattuti, nelle prosperità per non riuscirne corrotti; nel lavoro per ordinarlo in Dio, nella sofferenza per accettarla con umiltà.

Per Te vivremo con le virtù del Vangelo, nel timor santo di Dio, nel suo amore, nella fraterna carità che benefica, sopporta e perdona. Aiutati dalla tua potente intercessione, questa vita sarà per i tuoi figli vittorioso combattimento, sarà, nella fede e nella pietà sincera, degna preparazione all'eterna. Così sia.

PIO XII

(Testo originale italiano in Discorsi e Radiomessaggi, XVI, 503-504).

Nuovo tempio a Maria Ausiliatrice

Il minuscolo villaggio di Lavrinhas, situato sulle sponde del fiume Paraiba, nello Stato di S. Paolo, ospita da 41 anni la prima casa di formazione salesiana del Brasile.

In questo giardino di speranze della Congregazione Salesiana, con immensi sacrifici, si riuscì a costruire, in onore di Maria Ausiliatrice, un bel santuario, su progetto del signor Ettore Sneider, salesiano coadiutore.

Il 23 maggio, S. E. Mons. Giovanni Resende, attuale vescovo di Ilhèus e già membro del Capitolo Superiore dei salesiani, benedisse la nuova chiesa e vi celebrò la prima Messa.

Il giorno di Maria Ausiliatrice, il Vescovo Diocesano assistette pontificalmente alla Messa solenne e Mons. Resende disse, con la graziosità sua propria, il panegirico della nostra Madonna. Insieme con i chierici venuti da Lorena, i nostri aspiranti eseguirono la melodiosa Messa « Quasi arcus » a 4 v. d. del Caudana ed altre scelte polifonie.

Nel pomeriggio una lunga e devota processione, seguita dalla Benedizione Eucaristica, impartita da Mons. Resende, pose fine ai festeggiamenti in onore di Maria Ausiliatrice, la cui divozione da questo nuovo Santuario sta già diffondendosi per tutta la fiorente valle del fiume Paraiba.

Dalle Missioni.

DA 100 ANNI si predica il Vangelo NEL BENGALA

La Missione cattolica di Krishnagar celebra il suo primo centenario di fondazione (1855 - 1955). Sarebbe interessante poter dare uno sguardo al lavoro missionario compiuto in questi cento anni dai valorosi pionieri del Vangelo nel Bengala Centrale, come tornerebbe edificante leggere le loro memorie, ricche di fatti e di esperienze. La storia del Pontificio. Istituto Missioni Estere di Milano (PIME) offre un volume di oltre 400 pagine sull'evangelizzazione di quel vasto territorio, trattazione piena di brio e varietà, che si gusta come un romanzo.

La Missione del Bengala Centrale venne affidata da Propaganda Fide all'Istituto delle Missioni Estere di Milano il 3 giugno 1854, e i Padri vi entrarono nel marzo del 1855. I missionari pionieri furono tre: P. Parietti milanese, P. Limana trentino, e P. Antonio Marietti torinese. A questi primi se ne aggiunsero poi degli altri, la cui attività andò mirabilmente intensificandosi ed estendendosi in tutte le direzioni. Ai centri primitivi di Krishnagar, Berhampur e Jessore si aggiunsero quelli di Bhoborpara, Fulbary, Khulna e Malgajee, Shimulia e Jaganondokati, Gongra, Maliaputa, Ranabondo e poi altri centri a nord del Gange: Dinajpur, Damanpur, Saidpur, Danjuri, Daulighat, Bogra, Rohanpur, Bonpara, Andarkota, ecc.

La Missione del Bengala Centrale lavorò assiduamente nella vasta regione occupando tutti i punti d'importanza ed avvicinandone le popolazioni.

I popoli del Bengala sono fortemente attaccati alle loro tradizioni, usi e costumi, e non dànno adito a pronti successi nel campo dell'apostolato. Visitando i cimiteri cattolici del territorio ho potuto contare le numerose tombe dei missionari morti sulla breccia: sono decine e decine che, da eroi, preferirono morire sul campo di battaglia anzichè abbandonarlo: sono sacerdoti, laici e suore sul fiore degli anni; sono uomini maturi ricchi di esperienze e di meriti annientati dalle fatiche, dalle malattie e dallo zelo; sono suore delicate, angeli di carità, che hanno sacrificato se stesse per salvare i corpi e le anime dei propri fratelli, alleviando miserie senza numero.

Oggi la Missione del Bengala Centrale non è più una sola diocesi. Il lavoro compiuto dai Padri delle Missioni Estere di Milano ha prodotto i suoi preziosi frutti di redenzione; e la S. Sede, per facilitare la cura delle anime e la penetrazione cristiana fra i pagani, ha giudicato opportuno dividerla. Così, nel 1928, dalla diocesi di Krishnagar venne staccata quella di Dinajpur e, per le mutate condizioni politiche, nel 195o, si rese necessaria un'altra divisione: dalla diocesi di Krishnagar venne staccata la diocesi di Jessore e da quella di Dinajpur vennero staccate quelle di Malda e di Jalpaiguri. I valorosi Padri del Pontificio Istituto Missioni Estere continuano a lavorare nella parte nord del Bengala Centrale, nelle diocesi di Dinajpur, Malda e Jalpaiguri. I Salesiani dai buoni Padri hanno ereditato la Missione di Krishnagar, vi lavorano da 27 anni, e sono lieti di unirsi oggi ai missionari del P.I.M.E. nella solenne celebrazione del primo centenario.

L ancora quanto mai viva nei missionari e nei cristiani del Bengala Centrale la memoria dei nostri valorosi predecessori, i quali hanno scritto pagine mirabili nella storia della Missione. Quanti eroismi di missionari e di Suore, quanti sacrifici e sofferenze, frutto sublime della fede e della carità cristiana! Quante figure di eroi e di eroine scomparsi dalla scena di questo mondo, al cui nome però è rimasta consacrata la fede e la riconoscenza di tante generazioni cristiane.

Questa cara ricorrenza centenaria della Missione, se non vanta clamorosi successi nel campo delle conversioni in massa, può vantare un glorioso primato nel campo del lavoro e della carità.

Sac. LUIGI DELNEVO SQUERI, salesiano

La buona stampa

Il nostro venerato Rettor Maggiore, nella sua indimenticabile visita, ci esortò a dare sempre maggior impulso alla diffusione della buona stampa, sull'esempio del nostro Santo Fondatore.

In questa Missione indiana dell'Assam, non ostante le cento difficoltà che s'incontrano per la diversità delle lingue - circa i So solo in Assam! -- Mons. Ferrando, Vescovo di Shillong, fa il possibile per dare incremento alla buona stampa.

Abbiamo già stampato in lingua khasi Il Vangelo Unificato di Don Anzini, tradotto da un nostro confratello khasi, Don Elia, che è un'autorità in tale lingua.

Vi è pure una traduzione delle Epistole e Vangeli domenicali, con una breve spiegazione dogmatica e morale.

Già da anni sono stati stampati in khasi. vari libri scolastici, che vanno dalle elementari al liceo, scritti dai nostri missionari e approvati, in maggior parte, dalle autorità scolastiche.

Don Elia ha preparato anche un bel dizionario in lingua khasi, che uscirà fra breve.

Per la canonizzazione di S. Maria Goretti Mons. Vescovo fece stampare la vita della martire in khasi, e così fece per l'elevazione di S. Domenico Savio all'onore dei Santi.

La, Missione cattolica di Shillong attende anche ad una rivista mensile ricca di articoli formativi, nella quale si pubblicano pure le lettere pastorali e notizie varie di attualità. Viene già stampata in khasi, garo, hindi, inglese, assamese. Nelle stesse lingue escono di tanto in tanto altri libri religiosi e ameni.

Spesso capita che il ragazzo o la giovane, che vanno a scuola, li leggano in famiglia ai più grandi, ancora analfabeti; i commenti che questi fanno a tali letture alle volte sono davvero curiosi a sentirsi!

Così la verità arriva spesso alle menti e ai cuori per mezzo della buona stampa.

Un fatto successo qui a Cherrapunjee. Ero stato a presiedere una riunione di cattolici, venuti anche da località vicine, in un villaggio a cinque km. da Cherrapunjee, dove vi sono due famiglie cattoliche, fra una trentina di altre quasi tutte protestanti.

Alcuni pochi simpatizzanti del villaggio vennero a curiosare, perché vi si fece tutto all'aperto sotto il bel cielo sereno.

Fra i curiosi, che si tenevano a relativa distanza, vi era un giovane sui i8 anni, a cui io non avevo neppure badato, perché stavo occupato con i nostri. Senza volerlo i tre catechisti provetti toccarono i temi tanto combattuti dai nostri fratelli separati: il Papa, la Madonna, la Confessione, la S. Messa.

Al ritorno con i nostri ragazzi e un gruppo di ragazze, guidate da due di esse della Legio Mariae, incontrai sul sentiero, verso sera, quel giovane. Anche lui era diretto a Cherrapunjee: andava a far visita a suoi parenti. Lasciai avanzare la comitiva e mi accompagnai con lui. Si chiamava Johnsingh (Giovanni-Leone). Era protestante e, in mancanza dello zio pastore, guidava lui le riunioni, anche predicando. Aveva frequentato i protestanti a Cherrapunjee, dove i Presbiteriani hanno una scuola teologica, da cui escono pastori. Vi stette però solo poche settimane, « perché - mi diceva quell'agglomeramento di giovani, lasciati da soli nell'internato vicino alla scuola, non mi piaceva. Sono troppo liberi nel parlare e poi... non si comportano bene ».

Mi fece quindi_ molte domande sull'Eucarestia e sulla Madonna; mi domandò se la scuola serale da noi funzionava ancora, e se poteva intervenire. Si meravigliò e fu contento quando gli dissi che un suo compagno sulla ventina, di nome Kaisar, a Natale aveva ricevuto il S. Battesimo e la Prima Comunione.

Mi lasciò con la promessa che sarebbe venuto a trovarmi per vedere se potesse essere ammesso alla nostra scuola.

Per un mese non lo vidi più ed io me n'ero quasi scordato, quando, un bel giorno di mercato a Cherrapunjee, me lo vedo comparire alla Missione, tutto guardingo e peritoso, come chi ha paura di disturbare.

L'incontro fu festoso per tutti e due.

Mi raccontò, fra l'altro, ch'era stato a Shillong per la prima volta e che colà un amico protestante lo aveva condotto per tre sere di seguito al cine della città. L'impressione riportata era stata pessima. Alla terza sera, quel giovane amico libertino lo aveva invitato a divertirsi... Il poveretto capì subito ch'era capitato male e « in cuor mio - diceva commosso - pregavo il buon Dio che mi aiutasse e liberasse dal male ». E il Signore l'aiutò. Egli infatti poté scapare da quel luogo pericoloso con uno stratagemma, e ne ringraziò tanto il Signore.

Io leggevo la gioia della vittoria nei suoi occhi buoni.

« Però - concluse - se mi mettessi ancora in simile occasione, caro Padre, le dico il vero, non riuscirei più a vincermi... A noi, nel nostro villaggio, non passa neppure per la mente di fare tali cose... ».

Lo condussi a vedere la nostra bella chiesa, dedicata a S. Giovanni Bosco. Sull'altar maggiore vi é una copia del quadro del Santo che si venera nella Basilica di Torino. Il buon giovane volle darsi conto di tutto quanto vedeva. Passando davanti a Gesù in Sacramento mi inginocchiai, spiegando che colà, nel S. Tabernacolo, c'é Gesù vivo e reale, e che noi genuflettendo lo adoriamo e Gli diciamo tutto il nostro amore. Volle imitarmi, ma perdette l'equilibrio. Io lo sostenni e si sorrise. Poi gli insegnai a fare il segno della croce. Si trovò imbrogliato, ma lo fece pronunciando le parole.

Gli dissi: « Ora preghiamo insieme Maria SS. affinché ti aiuti a mantenerti sempre buono e puro ». Rispose: « Ma noi preghiamo solo il Signore...». Si acquetò quando gli dissi che Maria SS. é la Madre di Gesù e come tale può e vuole aiutarci. C'inginocchiammo in un banco e recitammo insieme l'Ave Maria. Dopo se ne ritornò al villaggio. «Verrò senza fallo, caro Padre, per la vostra grande processione eucaristica». Ma neppure questa volta poté venire.

Una settimana dopo la nostra grande processione eucaristica, capita da me la sorella del giovane. Veniva a far le scuse. Il fratello, giocando al calcio, si era slogato il piede sinistro e il male lo teneva a letto da ormai quindici giorni; gli rincresceva tanto di non aver potuto venire per la processione. In così dire mise sul tavolo aranci e banane. Non sapendo come ricambiare tanto affetto, le consegnai pel fratello una vita di S. Domenico Savio in lingua khasi, con varie immaginette.

Otto giorni dopo, me lo vedo davanti tutto raggiante. Camminava ancora zoppicando. Senza dirmi nulla, mise sul tavolo due grossi grappoli di banane, poi mi diede la mano dicendomi: , e Khublei », e si sedette soddisfatto.

Mi disse che non poteva più resistere, che aveva desiderato tanto di parlarmi, che gli avevo fatto il più bel regalo mandandogli quella vita di S. Domenico Savio. L'aveva letta più d'una volta... e mi raccontava alcuni fatti che avevano impressionato di più il suo animo. « Ah! Padre - concluse - ho trovato la mia via! Voglio seguirne l'esempio! Se mi é possibile, desidero andare a scuola ancora... Quanto si deve pagare mensilmente, se vengo a stare con voi?». Si ferma, riflette e ritorna di botto sulla Vita di S. Domenico Savio: e Ma perché noi Protestanti non abbiamo questi mezzi di santificazione, che avete voi cattolici?! Sai, Padre, ho raccontato tutto a mia madre, le ho (letto della visita alla chiesa, come mi sono inginocchiato, come abbiamo pregato insieme, e come mi sentii felice! A lei tutto ciò dispiacque molto e disse che le dispiacerebbe ancor più se io intendessi di farmi Roman (cattolico). Ma se questa é la verità, perché non dovrei seguirla? Vedi, Padre, i miei non mi avevano mai permesso che venissi a vedere le vostre riunioni; ma ora so giudicare e distinguere da me... Padre, non so come esprimermi per ringraziarti del bene che m'hai fatto, regalandomi la vita di S. Domenico Savio. Anche i miei fratelli vogliono sentirmi parlare di questo giovane santo!... ».

Johnsingh é già venuto a stare con noi e speriamo che San Domenico Savio l'aiuti a diventare un buon cattolico e, a suo tempo, un bravo catechista nel suo paese.

Don IVANO GIACOMELLO

missionario salesiano

MISSIONI CATECHISTICHE nel Costa Rica

Abbiamo già parlato della mirabile attività oratoriana e catechistica delle Figlie di Maria Ausiliatrice di S. José de Costa Rica, dove, con l'aiuto delle aspiranti e di un gruppo di catechiste opportunamente preparate, sostengono alla periferia ben ventiquattro Oratori festivi, veri baluardi di fede contro l'invadente propaganda protestante.

Ma quest'anno si è fatto ancor di più. Nei mesi di febbraio, marzo e aprile, le zelanti apostole del Catechismo hanno svolto una vera e fruttuosa missione nel Guanacaste. Invitate da una pia signora, promotrice dell'iniziativa, si recarono a preparare la via al passaggio di un Missionario in quegli sperduti paesi, dove, per le grandi distanze e le difficoltà di mezzi di trasporto - dodici ore di lancia, e quattro, sei, e persino otto di cavallo, oltre il viaggio in ferrovia -non v'era più stato alcun sacerdote da quattro anni.

Si può immaginare il bisogno spirituale di quelle povere popolazioni, che accoglievano in festa con spari di mortaretti l'arrivo delle Missionarie nei loro villaggi, e si movevano, in carovane dai paesi più remoti per essere preparate all'incontro col Sacerdote. Questi, ottenutane facoltà dal Vescovo, avrebbe anche amministrata, per la prima volta in quei luoghi, la santa Cresima. Ed erano migliaia i cresimandi di tutte le età: nonni coi figli e nipoti, parecchi dei quali non avevano ancor ricevuto neppure la prima Comunione.

E tutti desiderosi d'imparare, si stringevano intorno alle Catechiste, senza lasciar loro un momento di respiro. Qualche volta - come a Bejuco - le Missionarie non ebbero in tutto il giorno neppure il tempo per prender cibo; chè appena terminata la istruzione più indispensabile a un gruppo, ecco arrivarne altri. E via di nuovo a ripetere da capo, a spiegare, a interessarsi se si erano già confessati, se sapevano almeno i misteri principali della Fede. Così fino a sera, quando non ne potevano proprio più, stanche, senza voce, ma felici di fronte a tante anime aperte al dono di Dio.

All'arrivo del Padre Redentorista erano pronti, e lo presero quasi d'assalto per le confessioni: uomini, donne, fanciulli, tutti in fila per ore e ore ad attendere il proprio turno. Il povero sacerdote da solo sembrava venir meno dalla stanchezza. Ma ecco altri e altri ancora, che avevano già fatto tanto cammino e, buttati a terra sulla piazza o sul pavimento della cappellina, erano disposti ad attendere lutto la notte, pur di potersi confessare.

Nei giorni seguenti l'amministrazione dei Battesimi e delle Cresime, le Comunioni veramente generali di piccoli e di grandi, la regolarizzazione di Matrimoni, si protrassero tanto che quella povera gente aveva orinai quasi esaurite le provviste dei viveri portate con sè; ma di nulla si dava pensiero, se non di approfittare dell'inestimabile grazia del Sacerdote.

ERIGONO CHIESE PER FONDARE LA CHIESA PER FONDARE LA CHIESA

Corrispondenza dí DON LUCIANO COLUSSI da Maliapota (India-Bengala)

Questo centro missionario di Maliapota conta appena nove anni di vita e fu fondato per sopperire ai bisogni dei cristiani di questi paesi, che dopo la separazione del Pakistan non potevano più essere assistiti dai Padri della Missione di Bhoborpara, a cui appartenevano. Le origini furono assai umili e difficili, come possono testimoniare i nostri primi missionari Don Ribaldone, Don Bernardi e Don Ferretti, che tuttora regge questa Missione. L'insalubrità del luogo, brullo e secco d'inverno, vera palude nella stagione delle piogge; l'insufficienza della chiesetta, che poteva accogliere solo un terzo dei fedeli, la cui sacrestia serviva di abitazione ai due padri; la rozzezza e, in molti casi, la cattiveria di alcuni, che si vantavano di essere cristiani, furono le prime difficoltà che si dovettero superare per dare un po' di consistenza al lavoro missionario in questa promettente zona della Missione di Krishnagar.

Oggi la Missione di Maliapota si può chiamare un'oasi di vita cristiana. Il suo mirabile cambiamento e sviluppo sembrano un sogno a chiunque ripensa agl'inizi. Al centro di tutto sta la bella chiesa, eretta senza pretese artistiche, ma con gusto e in vista della comodità dei fedeli. Del resto il desiderio del nostro Ecc.mo Vescovo, Mons. L. Morrow, era di nulla risparmiare pur di erigere una casa degna di Gesù Sacramentato. Ma come ogni opera santa deve avere le sue contrarietà, così proprio nell'erezione della chiesa si dovettero provare grandi difficoltà e dispiaceri a causa di fanatici musulmani, che volevano ad ogni costo impedirne la costruzione e, ad opera finita, il regolare funzionamento. Ma il Signore dissipò ogni difficoltà premiando così i suoi missionari, che in tutto avevano pensato a Lui solo e alla sua dimora, accontentandosi di vivere nella vecchia chiesetta adattata in qualche modo ad abitazione. Segno sicuro del compiacimento divino fu il consolante aumento dei cristiani. Oggi Maliapota é il villaggio più grosso della Missione di Krishnagar, contando oltre 550 cristiani. E quello che più importa é che questi fedeli costituiscono una comunità modello.

Consolidato il lavoro al centro, in questo anno passato fu nostra cura di estendere gli stessi benefici effetti agli altri villaggi di questa Missione. In primo luogo, memori delle parole del Papa missionario Pio XI, « Se volete fondare la Chiesa in qualche luogo, erigetevi prima di tutto una chiesa», ci preoccupammo di costruire delle chiesette nei villaggi che maggiormente lo richiedevano. Le cappelle di fango si rendevano insufficienti al numero crescente dei cristiani e per di più le intemperie le avevano rese indegne del nome di casa di Dio. Così, con l'approvazione e l'appoggio generoso di Mons. Vescovo, in breve tempo si condusse a termine la costruzione di quattro belle chiesette nei quattro villaggi di Betberia, Baliura, Hridoypur, Charatola: le due prime sotto la nostra direzione personale e le due ultime sotto il controllo del nostro confratello coadiutore, sig. C. Castelli. Le chiesette arieggiano un medesimo tipo di costruzione, e sono capaci di contenere da duecento a quattrocento persone.

In occasione della benedizione delle chiese si volle organizzare nei quattro villaggi la processione eucaristica. Era la prima volta che si facevano tali feste in questi villaggi e perciò, mentre ci ripromettevamo grandi frutti spirituali, grandi pure dovevano essere i nostri sforzi per far comprendere ai cristiani lo scopo di tali manifestazioni pubbliche e per prepararveli. La risposta al nostro appello lanciato ai cristiani dei villaggi in cui si sarebbero svolte, fu quanto mai consolante. Svincolandosi dall'indolenza quasi proverbiale, questa buona gente preparò, sotto la direzione del missionario, delle feste che in questi luoghi hanno del meraviglioso. Dalla chiesa partivano festoni e bandiere, che snodandosi abbellivano le strade per le quali sarebbe passato Gesù Eucaristico. Archi di trionfo con scritte in omaggio a Gesù, Re d'amore, erano stati eretti nei punti principali. Questi. preparativi e decorazioni esterne non erano che una manifestazione del lavoro che si stava compiendo nel cuore di ogni cristiano. Fu infatti nostra- cura principale di preparare i fedeli a queste feste con una settimana di esercizi di pietà, prediche e istruzioni e con il contatto personale con ogni famiglia. Per le donne fummo aiutati dalle suore di Maria Bambina.

Le feste si aprivano con il ricevimento del Vescovo, che, inghirlandato, veniva portato trionfalmente alla chiesetta. Seguiva la benedizione solenne della medesima. Quindi la S. Messa di sua Eccellenza con la Comunione generale. Dopo un breve trattenimento, il Vescovo visitava le case dei cristiani. Nel pomeriggio, dopo l'ora di adorazione, la processione eucaristica. Alla sera un film religioso all'aperto chiudeva il giorno solenne. Non mancarono le note allegre della banda musicale della Scuola « Don Bosco» di Krishnagar, una vera novità per questa gente. I cinquanta devoti ragazzini del piccolo clero del v Don Bosco junior School », pure di Krishnagar, diedero lustro alle sacre funzioni. Una caratteristica commovente di ogni festa era costituita dalla partecipazione dei diversi gruppi di cristiani degli altri villaggi. La maggioranza di questi cristiani venivano a piedi anche da dieci o quindici chilometri. Simili manifestazioni non potevano che riuscire vere apoteosi di fede cattolica davanti alle folle di pagani e di musulmani, che attratti in un primo tempo dalle esteriorità, rimanevano poi interiormente soggiogati da tutto ciò che udivano e vedevano.

Così il frutto fu quello che ci ripromettevamo: una partecipazione generale alle funzioni di chiesa e ai Sacramenti; un risveglio nella fede, tanto necessario oggi in questa terra dove i cristiani non sono che un piccolissimo numero soggetto a mire avverse; un mezzo di unione tra i nostri cristiani dei diversi villaggi; la via più diritta per far conoscere l'errore ai fratelli separati e per spargere il buon seme tra i non cristiani. Senza voler indagare le mirabili vie del Signore, si può affermare che ci furono (lei veri miracoli di grazia: cattolici morti alla vita cristiana ritornarono alla pratica dei loro doveri religiosi, cattolici caduti nell'eresia ritornarono alla casa del padre. Le conversioni poi che si ebbero quest'anno fanno sgorgare un grazie sentito al Signore. Nel solo villaggio di Baliura si amministrarono quarantadue battesimi di adulti: cifra sorprendente per chi conosce il Bengala.

Non mancò chi prese di mira il catechista e anche il missionario, mosso da non so quale istinto di male. Ma il Signore vegliava e continuerà a vegliare su di noi, finché ci sforzeremo di lavorare solo per la sua gloria e per la salvezza delle anime.

Sac. LUCIANO COLUSSI

missionario salesiano

Il primo raccolto

Il 10 luglio 1955 fu giorno di grazia e di benedizione per la Missione Salesiana di Porto Sastre nel Chaco Paraguayo.

Finalmente, dopo cinque anni di lavoro, tra gli Indi delle tribù Lengua, Guanà, Senafanos, si ebbe il primo raccolto.

Il Vicario Apostolico, Mons. Angelo Muzzolón, in sacra visita, battezzò solennemente 27 indi, benedisse 5 matrimoni, e distribuì 12 prime comunioni.

Distinte famiglie di ex allievi, di autorità e del personale della fabbrica del tannino, si prestarono gentilmente a fare dà padrini e madrine dei battesimi e dei matrimoni e regalarono ai neo-cristiani magnifici doni.

Dopo la celebrazione della S. Messa, Monsignore inaugurò una interessante Mostra di lavori di cucito e ricamo, eseguiti dalle Indie nel loro laboratorio. Prima maestra di detto laboratorio fu la signora Celina Vera de Gonzalez, sposa del dottor Ruben Gonzalez, dell'ospedale di Previdenza Sociale; attualmente insegna la signora Eugenia Denis de Salinas.

Le associazioni parrocchiali offrirono ai nuovi cristiani un'abbondante colazione.

Circa le ore 10, Monsignore, seguito dalle autorità, procedette alla benedizione della scuola-cappella e del Villaggio degli indi cristiani, dedicato a Santa Teresina del Bambino Gesù.

Nel pomeriggio, a coronamento della festa, una magnifica lotteria, per gli Indi cristiani e per i catecumeni, allietata da canti e dalla trasmissione di musica per radio.

Eleviamo insieme con i nostri cooperatori l'inno di ringraziamento a Dio e preghiamolo per la conversione degli altri Indi.

Sac. Antonio Alfio Ruggeri

missionario salesiano

La funzione della stampa nelle conversioni

Su 250 giapponesi di recente convertiti alla fede cattolica a Yokohama, 154 hanno dichiarato di essere stati spinti alla conversione da consigli ricevuti da amici, 54 hanno confessato invece di esservi stati sollecitati dalla lettura della stampa cattolica, i restanti dall'opera diretta dei missionari.

(dall'Osservatore Romano)

Grazie, o Maria Ausiliatrice

Confidate ogni cosa in Gesù Cristo Sacramentato ed in Maria Ausiliatrice e vedrete che cosa sono i miracoli.

SAN GIOVANNI BOSCO e 13-II-1875

L'autocarro completamente sfasciato, incolumi i due autisti -- Premettiamo che noi in famiglia invochiamo abitualmente e in qualunque necessità S. Giovanni Bosco, nel quale tutti abbiamo riposto una grande fiducia.

Il 10 agosto, alle 6 del mattino, due nostri fratelli partivano con autocarro diretti in montagna a caricare del fieno. Giunti alle 7,10 in prossimità della méta, dovevano cambiar marcia. Sulla strada bagnata le ruote slittarono. Una violenta manovra al freno lo spezzò all'istante. L'autocarro in salita, con sotto qualche centinaio di metri di burrone, all'improvviso si capovolse. Uno dei fratelli riuscì a saltare a terra, mentre quello che era alla guida seguì la sorte del veicolo. Poco dopo, anche questo fu gettato fuori, mentre il mezzo continuava il pauroso volo. Subito si chiamarono a vicenda ed essi stessi si stupirono di trovarsi ancora vivi con solo qualche graffiatura. L'autocarro, quasi nuovo, fu trovato in fondo completamente sfasciato.

Fu unanime e commosso il nostro ringraziamento al grande Santo che li aveva salvati.

Manzano (Udine)

LIDIA e EMMA BERTOLINI

Le due radiografie confermano la prodigiosa guarigione --- Insistenti dolori di schiena e continua stanchezza mi decisero ad una visita medica, e quindi a un esame radiologico. Dopo l'esame di cui allego il certificato, dovetti mettere un busto di gesso che mi prendeva tutta la vita. Detto gesso avrei dovuto tenerlo tre mesi, ma i dolori andavano aumentando di giorno in giorno e per di più non riuscivo a prendere cibo. Un giorno lessi sul Bollettino Salesiano le grazie che Maria Ausiliatrice concede a quelli che a lei si affidano e mi decisi a fare una novena con promessa di un'offerta e della pubblicazione della grazia. Sentivo che l'avrei ottenuta.

Arrivavo intanto al decimo giorno della mia ingessatura e non resistevo più ai dolori. II busto mi era stato fatto tanto stretto da farmi due piaghe ai fianchi. Decisi quindi di farmelo togliere e non volli più metterlo, nonostante che i medici dicessero che senza il busto non sarei mai guarita. Ne misi però uno in tela armata, che tolsi dopo un mese. Continuavo intanto con la sola cura quotidiana, dico sola cura di una Salve Regina a Maria Ausiliatrice. Da allora continuai a lavorare in casa senza sentire più né dolori né quella certa stanchezza di prima. L'esame radiologico che feci più tardi confermò la mia completa guarigione.

Fossalta di Portogruaro (Venezia)

GIANNA BARONI

CERTIFICATI MEDICI

Esame radiologico eseguito prima della novena a M. A.:

OSPITALE CIVILE DI PORTOGRUARO

Baroni Giannina: esame radiologico della colonna lombosacrale. Ridotto lo spazio tra il corpo della V lombare e quello della I sacrale con modico addensamento delle parti contigue di dette vertebre. Il quadro è riferibile a un processo di condrospondilosi.

Esame radiologico eseguito dopo la novena a M. A.:

OSPEDALE CIVILE DI SAN VITO AL TAGLIAMENTO

Baroni Giannina: quesito radiologico sul tratto lombosacrale della colonna.

Conclusioni radiologiche: Non evidenti segni di lesioni ossee. Normali i rapporti articolari dei corpi vertebrali lombari.

Vuol guarire per diventare Figlia di Maria Ausiliatrice - Da nove mesi mi trovavo immobile a letto, colpita da peritonite e pleurite. La febbre alta mi consumava; il medico riteneva trattarsi di cosa grave.

La reverenda Direttrice dell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Lendinara, di cui ero alunna, mi suggerì di rivolgermi a S. Giovanni Bosco per ottenere la guarigione. Incominciai con fede viva una novena al grande Santo. Terminata proprio nel giorno della sua festa, 31 gennaio, con meraviglia e gioia di tutti la febbre scomparve; mi ripresi immediatamente e mi trovai guarita.

Da allora sono trascorsi 6 anni. Non risentii alcun disturbo e potei realizzare felicemente la mia aspirazione: diventare Figlia di Maria Ausiliatrice.

Venezia

Suor MARIA GUERRA

Don Bosco le presenta in sogno un grazioso bambino - Recitavo ogni sera ad onore della Madonna il S. Rosario. Nella festa dell'Ausiliatrice ebbi una ispirazione. Trovandomi, dopo 5 anni di matrimonio, senza prole, chiesi con fervore all'Ausiliatrice e a S. Giovanni Bosco la grazia di avere un bambino con la promessa di avviarlo al sacerdozio, se il Signore lo avesse chiamato.

Dopo qualche notte, mi apparve in sogno S. Giovanni Bosco, che mi presentò un grazioso bambino. Da quel momento ebbi la sensazione di avere ottenuto la grazia. Difatti il 31 gennaio, festa di S. Giovanni Bosco, ebbi un bimbo a cui fu posto nome Tullio-Giovanni, e che forma la gioia di tutta la famiglia. Ora, nella speranza che il Signore lo voglia suo ministro, cerco di dargli un'educazione cristiana.

Alla Vergine Ausiliatrice e a S. Giovanni Bosco il mio grazie e la mia perenne riconoscenza.

Altavilla (Vicenza)

MARIA BISOGNIN in MARCHETTI

Altri cuori riconoscenti

Norina Perera Guarnier (Belluno) esprime la sua più viva' gratitudine a M. A. e a S. G. B. per le molteplici grazie concesse alla famiglia.

Vanna Bergoglio (Torino) è riconoscente a M. A. che, in due diverse circostanze, ha protetto i suoi sei bambini preservandoli da una malattia infettiva.

Pia Giraudi (Torino) ringrazia M. A., S. G. B. e S. D. S. per la promozione a Ragioniere ottenuta dal fratello e per l'impiego avuto dopo brevissimo tempo dal conseguimento del diploma.

Federico Accoroni e zia (Torino) in ringraziamento delle grazie e benedizioni avute finora dal Cielo per tutta la famiglia, mercè la preghiera di tutta l'Opera salesiana.

Pasqualina Ponticelli (Torino) rende pubblica la sua riconoscenza a M. A. e a S. G. B. per la loro continua protezione.

Maria Ferrero (Nichelino - Torino) ringrazia con vivo cuore M. A. e S. G. B. per aver ottenuto il miglioramento di persona cara.

Maria Sconfienza (Mombercelli d'Asti) ringrazia M. A. per la guarigione della figlia, che i medici davano per perduta perchè ridotta in fin di vita da un male che la inchiodò per quattro mesi all'ospedale.

Maria Teresa e Giuliana Gennaro (Pinerolo) sono grati a M. A. e a S. G. B. per la guarigione della loro mamma da grave embolia.

Antonia Giuffrida (Paternò - Catania), ammalata di cuore, si rivolse a S. G. B. - il miracoloso protettore della sua famiglia - e in pochi mesi ottenne la guarigione perfetta.

Maria Ficini (Genova-Pegli) invia offerta a compimento di un voto fatto in occasione di esami felicemente superati.

Maria Roata (Cuneo) abbisognando di un documento per superare gravi difficoltà finanziarie, invocò M. A. e i Santi salesiani e il documento fu firmato proprio il 24 del mese, sacro a M. A.

Dina Nencioni (Firenze) colpita da grave malattia, invocò continuamente l'aiuto di M. A. e in breve potè ricuperare la salute.

Eralda (Torino) per intercessione di S. G. B. ottenne da M. A. un insperato favore. Riconoscente ringrazia e invoca continua protezione.

Maria Migazzi ved. Foresti (Cremona) da parecchio tempo priva dell'udito all'orecchio sinistro e stando per perderlo anche al destro, lo riebbe dopo un fervoroso triduo a M. A. e a S. G. Bosco.

Rosina Cerrato (Guarene - Cuneo) ringrazia M. A. che salvò la vita al nipote Francesco in uno scontro motociclistico.

Raffaella Basso (Venosa-Potenza) affetta da anemia e fortissimi attacchi cardiaci, che l'avevano condotta sull'orlo della tomba, invocando M. A. e i Santi salesiani, ebbe la gioia di assistere alla prima Messa del figlio e di avere un sensibile miglioramento.

Giovanna Camerini Porzi Ghetti (Faenza) ottenne da S. G. B. la guarieione della bimba da grave malattia dovuta a intossicazione.

Ci hanno segnalato grazie

ottenute per l'intercessione di Maria Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco, di S. Maria Mazzarello, di S. Domenico Savio e degli altri .Servi di Dio - alcuni hanno anche inviato offerte ed elemosine per sante Messe di ringraziamento - i seguenti:

Aghem F., Airoli A., Allais E., Allara E., Allocco fam.a, Anfosso D., Antonino P., Aragone A., Arri C., Auditore C., Badone A. M., Balma A., Balossino M., Barbero U., Barbero T., Baroffio I,., Barotto M., Basilio L., Banducco P., Bazzano T., Beltrami S., Benevello C., Bergese fam.a, Bertello M., Bertola C., Bertola R., Bertoloni C., Bertolotto L., Bianco A., Bighelli D., Biolatto B. e G., Blandino G., Bono T., Bossano A., Bricco fama, Broda G., Bruno G., Bugatto M., Borghese M., Burio M., Busato M., Canale R., Cantone I'., Capella I., Capellino T., Cardini G., Carosso O., Casalegno M., Castagno L., Castaldi C., Castelli P., Castellina R., Cena A., Cerutti L., Chiaramello L., Chiarin P., Coalova A. VI., Coda C., Collconi Cont.ssa, Commetti M., Conte F., Contesi A., Conti A., Conti T., Cormo sorelle, Corno R., Ci-osa T., Crosetto I)., Damosso E., Da Via M., De Gasperis ved., De Luca R., Demartini T., Demichelis B., Demichelis C., Dente L., Desperati L., Dezzana L., Dezzani C., Di Budno, Do - menici G., Estella A., Faccio A., Fasano T., Faure R., Fossati M. e G., Franchetti C., Fruttero F., Gaglione M., Gallino G., Gandolfo C., Giacchero R., Gilardi G., Gilli coniugi, Gioberto M., Giolito M., Giuganino P., Gorino C., Gorrino G., Graglia L., Grasso M., Gristaldi C., Guglielmetti P., Lamberto N., Lisa G., Majotti M., Manassero R., Mandelli A., Manolino coniugi, Marchisio A. M., Maria Teresa, Masino V., Mazzucchelli T., Mezzano F., Mozzano G., Minelli G., Mogno I., Montaldo T., Morelli M., Mortara M., M. M. di Montanaro, Negri G., Negri T., Pamier G., Pastorino A., Patuzzi A., Pelissero G. e F., Perardi M., Perazzini rag. P., Peretti M., Peretti V. e N., Perino I., Perone L., Perosino G., Pezzini, Pezzotti F., Pillitteri A., Pilitteri P., Piovano T., Poletti O., Ponchietto coniugi, Povero A., Rocca E., Renna A., Revelli G., Ristori G., Riva A., Riviera J., Rivoira M., Roggero M. L., Rolandi M., Ronsecco A., Rosso I., Rosso M., Russotti B., Quarati F., Sacco V., Sandri T., Scaglia R., Scalini C., Scaravaglio D., Schiattarella L., Secchi E., Serra M., Simonetti G., Solaroli E., Stagnoli A. R., Succhiarelli ss., Talinucci G., Tinco M., Tomaselli E., Topazio fam.a, Tuperga G., Vaira C., Vela E., Vercelli B., Vergagni Pavese A., Vergnano G., Vittorie A., Vota I., Vottero frat.lli, Ughetto fam.a, Zanoni M., Zuccotti A.

Raccomandiamo caldamente alle preghiere

di tutti i devoti di Maria Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco le particolari intenzioni delle seguenti persone:

Aimo L. e R., Allara E., Audisio C., Baroffio L., Bianco A., Bogliaccino T., Bordone M., Bruna M., Bussolino D., Calvi prof. B., Cazzola A., Cazzola R., Coda S., Conte E., Cristino G., Damosso E., Danna C., Delmastro F., De Marchi M., Fornengo V. M., Forneris L., Gambotto G., Garbiglia E., Garetti M., Gastaldi G., Gavazza P., Giannetto G., Gili M., Innocente E., Liberali G., Lolli T., Luchitta V., Malino A., Martini A., Megnati G., Mezzano G., Montanaro P., Monti E., Musso P., Pala M., Panizza T., Pecetto A., Porta M., Pucci coniugi, Rivoira M., Rubino M., Scaglia E., Scalini C., Scaraffia A., Scavizzi V., Solero V., Svmens T., Zanotto G., Zaratini D., Vaira C., Valirio E., Vannuttelli C., Venturino L., Tartaglino fam.a, Topazio fam.a.

Per intercessione di S. DOMENICO SAVIO

"LA MORTE MA NON PECCATI"

Carolina Sailer (Milano) è grata a S. D. S. per la guarigione di un cugino da broncopolmonite.

Don Giuseppe Cammarata invocando S. D. S. ottenne di guarire da una ostinata otite.

Famiglia Gunetti (Chieri) ringrazia S. D. S., alla cui intercessione deve la guarigione del babbo da una grave malattia, per cui ogni umano rimedio si era mostrato inefficace.

Don Mario Botto, missionario salesiano (Tezpur-India) in un suo viaggio apostolico cadde malamente dalla moto, ma invocando S. D. S., poti continuare il suo giro e compiere la sua missione.

Orsolina e Michele Caffaro (Barge-Cuneo) dichiarano che S. D. S. guarì il loro piccolo Guido da grave male.

Maria P. Manoni (Roma) invece di sottoporsi ad un'operazione consigliata dai medici, che avrebbe arrestato la gestazione al quinto mese, preferì affidarsi a S. D. S. ed ebbe una bella bambina, tuttora sana.

Venera Papa ved. Papalia (Firenze) ringrazia M. A. e S. D. S., a cui si rivolse con fede in un momento di grave afflizione, ottenendone due grazie.

Maria Concetta Demichelis (Roma) è riconoscente a M. A. e a S. D. S. per l'ottenuta guarigione da pleurite.

Brigida Pecora ved. Fusco (C:astelfortel.atina) ottenne da S. D. S. che la figlia superasse gli esami del concorso magistrale.

Ameriga Marabini (Faenza) affidò a S. D. S. la nipotina Cristina e ne toccò con mano la protezione, specie in una circostanza dolorosa.

Andreina Baratto (Pavia) rende vive grazie a S. D. S. per aver ottenuto un segnalato favore.

Francesca Bado ( Iliano-Cuneo ) dichiara che una persona cara sofferente di cuore, dal 13 giugno, giorno della canonizzazione di S. D. S., non sentì più il solito dolore.

Maria Castro (Fieri) colpita da forte dolore alla gamba destra, pel quale il medico aveva dichiarato necessaria una lunga cura, invocò S. D. S. e ne fu prontamente liberata.

Un gruppo di piccoli innocenti assediarono San Domenico Savio - La nostra piccola Anna Maria, di sei anni, era stata colta da una forma gravissima oli poliomielite, complicata da una scottatura di primo grado, che aveva reso ben precarie le condizioni della malatina e ci aveva strappato ogni speranza di umana salvezza. Un gruppo di piccoli amici innocenti assediarono allora San Domenico Savio come in una fortezza con preghiere e invocazioni: avrebbe dovuto arrendersi! E fu così. Anna Maria guarì completamente dalla scottatura e quasi completamente dalla paralisi.

Ringraziamo commossi e mandiamo la nostra offerta pregando Domenico Savio ad essere sempre il buon Angelo dei nostri bambini.

Napoli, Via Belvedere, 11

Dott. Ing. ALFREDO GIANCOTTI

Operaio che guarisce da nefrite acuta - Da ben cinque mesi soffrivo di nefrite acuta. Ero stato ricoverato all'ospedale, ma non riuscivo a ristabilirmi. Mi rivolsi allora con viva fiducia a S. Domenico Savio, facendo la S. Comunione e pregando con fervore. Con grande riconoscenza posso dichiarare di aver ottenuto la mia completa guarigione e di esser potuto tornare al lavoro. Verrò presto alla Basilica di M. Ausiliatrice per fare la mia offerta.

Torino

MARIO CAGLIERIS BENASCO

operaio alla Fiat

Erano sfiduciati al punto da mettere in dubbio l'esistenza dei miracoli - Da diversi mesi eravamo molto angustiati per ragioni di famiglia. Pregavamo, ma eravamo tanto sfiduciati da mettere in dubbio che veramente esistessero i miracoli. Un giorno ebbi la fortuna d, conoscere un missionario che mi offrì un Bollettino Salesiano. Nel leggere le grazie di S. Domenico Savio, mi commossi e con grande fede chiesi a Lui la grazia desiderata. Oggi godo di poter dichiarare che fui esaudita nel modo più inaspettato e sorprendente.

Napoli

RITA NATULLO

Per intercessione di DON FILIPPO RINALDI

" Gesti graziosi " di Don Rinaldi. - Fin dai primi tempi della radiodiffusione mi ero occupato di costruzione di amplificatori, radioricevitori e trasmettitori, di apparecchi per la segnalazione dei raggi cosmici, ecc. riparando un numero grandissimo di apparecchi del genere.

Nonostante la competenza, diverse volte mi capitarono casi di guasti così strani da far pensare addirittura a scherzi diabolici.

In un apparecchio non mi riusciva assolutamente di localizzare un guasto grave, perché appena mi mettevo a cercarne l'origine, esso spariva come un fantasma e l'apparecchio ridiventava perfetto, docile, obbediente, per riprendere a fare, diciamo così, le bizze appena rimesso al suo posto. Essendoci da perdere tempo e... pazienza, misi un'immagine di Don Rinaldi sull'apparecchio e recitai la preghiera che vi si legge. Bastò questo perché io ponessi subito gli occhi e le mani nel punto ove era il guasto.

Ancora un caso. Il tecnico specializzato della Casa costruttrice di un apparecchio, che presentava un guasto che aveva del misterioso poiché non poteva assolutamente giustificarsi per gli accurati controlli fatti, non riuscì a trovarne la causa. Messa un'immagine di Don Rinaldi con li reliquia e recitata la preghiera, l'apparecchio si mise a funzionare perfettamente senza alcun intervento, e continua a funzionare benissimo.

Ho voluto attendere a segnalare questi fatti per poter assicurare che li attribuisco al genere di quei « gesti graziosi » che tante volte si compiace di fare il nostro veneratissimo Don Rinaldi, il quale così ha dimostrato di poter fare assai di più di chi, in materia di radiotecnica, credeva di saperne abbastanza.

Catania

Sac. LORENZO BOGGIOLERA

Scompaiono gravi disturbi agli occhi e al cervello. - Da mesi soffrivo di diplopia, d'infiammazione all'iride e di disturbi al cervello.

L'anno scorso, trovandomi a St-Cyr-sur-mer, mi si dovette trasportare d'urgenza a Marsiglia, dove un oculista constatava: paralisi dell'occhio destro e infiammazione all'occhio sinistro. Impotente, l'oculista, mi raccomandò a un neurologo. Questi, non scoprendo la causa del male, malgrado tutti gli esami possibili, consigliava il fermo in clinica per eventuale paracèntesi lombare, prova del sangue, ecc.

La stessa sera mi si applicò la reliquia di Don Rinaldi, mentre suore e allieve si univano in una novena. L'indomani, l'occhio paralizzato funzionava già, non restandomi che la diplopia.

Il dottore, sbalordito per siffatto rapido progresso, non parlò più di clinica e in capo a quindici giorni, mi permise di ritornare nella mia casa, congratulandosi del deciso miglioramento e pronosticando la mia prossima guarigione.

Ora sono veramente guarita e non ho più sofferto disturbi di vista e di cervello. Iddio mi ha risanata per intercessione di Don Rinaldi.

Marsiglia (Francia)

Suor MARGHERITA SCHOBLOCK, F.M.A.

Direttrice Casa Famiglia

Sac. Francesco Ruffini (Vallecrosia) ringrazia D. F. R. per un sensibile miglioramento avuto nel suo mal di cuore e continua a pregarlo per ottenere di potersi nuovamente dedicare all'apostolato missionario.

Arcangela Di Salvo in Ficarra (Mistretta-Messina) avendo il suo bambino malato al viso, gli applicò una reliquia di D. R. e il giorno successivo cominciò la guarigione.

Matilde Pavia (Torino) rende grazie a M. A., che per intercessione di D. R. l'aiutò a guarire da una grave ricaduta.

Suor Maria Crugnola, Ispettrice (Rosario-Argentina) dichiara che una Suora dava serie preoccupazioni per il suo stato di salute. La raccomandò a D. R. ed è già un anno che lavora e sta bene. D. R. l'aiutò anche in altre circostanze difficili.

Coniugi Beppino e Franca Corigliano (Rosorno-Reggio C.), trovandosi in estrema difficoltà per sistemazione d'impiego, ricorsero a D. R. e furono prontamente e largamente esauditi.

I NOSTRI MORTI

Salesiani defunti

S. E. Mons. Emanuele Gomes de Oliveíra, Vescovo di Goiàs (Brasile) † il 12 maggio u. s. in Silvania a 81 anni di età, 63 di vita salesiana, 54 di sacerdozio e 32 di episcopato.

Completata nel nostro Collegio di Niteroi l'educazione eristianissima avuta in famiglia, entrò nella Società Salesiana, dove le sue doti di educatore e di apostolo ebbero vasto campo nella direzione di vari collegi, finchè la massima Autorità della Chiesa posò gli sguardi su di lui giudicando la fiaccola del suo zelo pastorale degna di splendere non più soltanto tra le mura di una casa, ma sopra un'intera città, e lo elesse Vescovo di Goiàs, suffraganea dell'Arehidiocesi di Mariana, retta dal fratello Mons. Elvezio, anch'egli salesiano. Non ci è possibile illustrare il lavoro pastorale e organizzativo da lui compiuto nella vastissima diocesi. Diremo solo che fondò molti Collegi, oggi fiorentissimi, e le due facoltà di Filosofia e Diritto nella capitale poiana, meritando i più alti elogi delle Autorità, che lo considerano « il maggior Benefattore dello Stato di Goiàs ».

Conosciutone il decesso, il Governo Regionale ordinò il lutto ufficiale con l'ordine di chiusura per tutti gli edifici pubblici. Ai funerali partecipò il Governatore dello Stato di Goiàs con le altre autorità.

Al fratello S. E. Mons. Elvezio e ai Diocesani del compianto Presule le nostre condoglianze, ravvalorate da copiosi suffragi.

Sac. Paolo Montaldo, † a San José del Valle (Spagna) il 15-VII-1954 a 80 anni.

Da Verduno (Cuneo), suo paese natio, fu inviato all'Oratorio Salesiano di Torino, dove ebbe la sorte di vedere ancora vivente San Giovanni Bosco, parlare con lui e assistere alla sua morte.

Ordinato sacerdote, nel igoo fu inviato dal ven. Doti Rua nel Messico, dove fondò la casa di Morelia, che diresse per 2o anni costruendovi anche la bella chiesa di Maria Ausiliatrice. Eletto Ispettore delle Opere salesiane del Messico, ebbe molto a soffrire per la persecuzione religiosa, che portò all'espulsione dei Salesiani. Passò poi Ispettore a Cuba e più tardi all'Equatore, svolgendo ovunque un'attività feconda di frutti. Chiuse la sua carriera venerato maestro dei novizi nella Spagna.

Semplice e prudente, umile e intraprendente, amabile ed energico, lavorò ovunque con successo, guadagnandosi l'affetto dei confratelli e l'ammirazione degli estranei.

Sac. Simone Majcher, † ad Ascurra (Brasile) il 2-V-1955 a 76 anni.

Sac. Paolo Cingolani, † a Mar del Plata (Argentina) il 21-III-1955 a 72 anni.

Sac. Luigi Gonzalez, † a Santiago del Cile il 13-VI-1954 a 66 anni.

Ch. Carlo Saracco, † a St-Jacques di Champoluc (Aosta) il 2-VIII-1955 a 24 anni.

Ch. Enrico Fernandez Ayras, † a San Vicente dels Horts (Barcellona) il 20-V-1955 a 20 anni.

Coad. Giovanni Dal Bello, † a Torino il 7-V-1955 a 19 anni..

Cooperatori defunti

Mons. dott. Francesco Bossi, Arciprete Parroco della Chiesa Cattedrale di Crema, † il 19-IV-1955.

Figura amabile di sacerdote zelante e colto. Fu per molti anni direttore dei Cooperatori salesiani della Diocesi. Devotissimo di Maria Ausiliatrice e di Don Bosco, partecipò sempre entusiasticamente a tutte le feste e iniziative salesiane.

Mons. Can. Guido Blotto, † il 4-III-1955 a 76 anni di età e 53 di sacerdozio.

Insegnò per oltre 40 anni nel corso teologico del Seminario di Biella, mentre profondeva i tesori del suo zelo apostolico anche a favore della gioventù cattolica, dirigendo il circolo « Excelsior », che rappresentò nel movimento cattolico biellese l'istituzione provvidenziale per la formazione cristiana di un gran numero di giovani, i quali gli furono sempre cordialmente affezionati.

Fu allievo del nostro Collegio di Trino Vercellese e per oltre 20 anni Direttore dei Cooperatori della diocesi di Biella.

Can. Dott. Augusto Víotto, † a Biella il 7-V-t955 a 63 anni.

Fu per molti anni assistente della Gioventù Cattolica della Diocesi di Biella. Nel 1937 diresse il Seminario. Nel 1941, per amichevole insistenza dell'Arcivescovo di Manfredonia, si trasferì in quella città, ove fu Rettore del Seminario e Preside del Liceo cittadino.

Ritornato a Biella nel 1951, fu eletto arciprete della Parrocchia di Biella Piazzo, dove con il suo ardente zelo si acquistò rapidamente l'ammirazione, la simpatia e la riconoscenza dei suoi parrocchiani.

Fu allievo sempre affezionato dell'Oratorio di Valdocco e del nostro Istituto di Cavaglià.

Sac. Giuseppe Caccamo Basale, Parroco di S. Teodoro in Modica, † il 10-VIII-1955.

Sacerdote esemplare da tutti venerato, lasciò largo rimpianto in tutta la città, in cui risuonò totalitaria la fama della sua santità. Fu ex allievo e cooperatore salesiano affezionato.

Girolamo Blunda, † a L'aceto ('Trapani) il 22-VII-1955.

Una vita intensamente cristiana, serena, esemplare. Il buon Dio lo premiò concedendogli una bella corona di figli e di nipoti. Alla Vergine Ausiliatrice egli donò con cuore generoso due delle sue figliuole. Il S. Rosario fu la sua luce cd il suo conforto di ogni giorno. Si spense dolcemente con una serenità che fu premio della sua grande fede.

Barbara Setti

Dopo 80 anni di vita dedicata al lavoro e all'educazione cristiana della numerosa famiglia, felice di aver dato dite dei suoi figli alla Società Salesiana di Don Bosco e una nipote alle Suore di Maria Ausiliatrice, spirava santamente la mattina del 18 luglio 1955.

Nobíl Donna Maria Boetti Longhi, † a Caramagna Piemonte nel luglio del 1955. Fervente Cooperatrice salesiana, divotissima di Maria Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco, beneficò l'Oratorio di Caramagna, lo sviluppo del quale fu il suo costante pensiero. Mancò quasi improvvisamente, a 8z anni, ma da tempo andava preparandosi al grande passo.

Giacomina Corelli ved. Ricci, † in Fusignano (Ravenna) il 18-VI-tg55 a 83 anni.

Donna di grande fede, amò e sostenne sempre le Opere salesiane. Diede la sua unica figliuola all'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, sopportando da sola dure vicende e molte sofferenze fisiche e morali, sorretta dalla speranza del premio eterno.

Angela Magnani, † a La Spezia il 10-VII-1955

Affezionata cooperatrice e presidente delle zelatrici della zona, diede esempio mirabile di zelo per le anime e di attaccamento a Don Bosco e alla sua opera.

Altri Cooperatori defunti

Agnesoni Caterina - Angononi Giuseppe - Angononi Nladdalena - Arata Nice - Bardelli D. Alfredo - Baudino Bietta Giovanna - Bertolino Virginia - Bianchi Fedora - Bologna Faustina - Canepa Aurora - Canepa Benvenuto Maria - Cardia Donna Francesca - Carosio Secondo - Cava Giuseppina - Corelli Giacomina - Cornacchia Giovanni - Dalla Riva Luigi - Gozzelino Luigi - Mancardi Clemente - Marta Achille - Mereghetti Luigi - Novaretti Giovanna - Passerini Cesare - Pittolo Giovanni - Rosaspini Pietro - Sandri Lodovico - Sberna D. Francesco - Testore Teresa ved. Moro - Toschino Margherita - Vallauri Anna - Zambon Giuseppe - Zavattaro Giuseppe.


L'ISTITUTO SALESIANO PER LE MISSIONI con sede in TORINO, eretto in Ente Morale con Decreto 13 gennaio 1924, n. 22, può legalmente ricevere Legati ed Eredità. Ad evitare possibili contestazioni si consigliano le seguenti formule:

Se trattasi d'un Legato: «... lascio all'Istituto Salesiano per le Missioni con sede in Torino a titolo di legato la somma di Lire... (oppure) l'immobile sito in ...»

Se trattasi, invece, di nominare erede di ogni sostanza l'Istituto, la formula potrebbe esser questa: «... Annullo ogni mia precedente disposizione testamentaria. Nomino mio erede universale l'Istituto Salesiano per le Missioni con sede in Torino, lasciando ad esso quanto mi appartiene a qualsiasi titolo ».

(Luogo e data)

(Firma per esteso)


CROCIATA MISSIONARIA

TOTALE MINIMO PER BORSA L. 50.000

Borse da completare

Borsa M. Ausiliatrice e S. G. Bosco, proteggeteci in vita e in morte, a cura di Teresa Terrani (Pavia) - Somma prec. 7500 - N. vers. 28.500 - Tot. 36.000.

Borsa Madre Mazzarello, perché continui il suo aiuto, a cura della fam. Nogara (Como) - Somma prec. 30.000 - N. vers. 5000 - Tot. 35.000.

Borsa M. Ausiliatrice, proteggi la mia famiglia, a cura del comm. Franco Vegessi (Piacenza) - Somma prec. 10.000 - N. vers. 15.000 - Tot. 25.000.

Borsa M. Ausiliatrice e D. F. Rinaldi, a cura di T. S. N. (Bergamo) - Somma prec. 20.000 - N. vers. 20.000 - Tot. 40.000.

Borsa Maria Ausiliatrice, a suffr. di tutti i defunti, a cura di E. V. (Parma) - Somma prec. 5000 - N. vers. 5000 - Tot. 10.000.

Borsa M. Ausiliatrice, S. G. Bosco e Anime del Purgatorio, pregate per noi, a cura di Caterina Ricolfi (Imperia) - Somma prec. 25.000 - N. vers. 5ooo - Tot. 30.000.

Borsa Maria, madre di misericordia, a cura di Varzi Francesco (Alessandria) - Somma prec. 5000 - N, vers. 5000 - Tot. 10.000.

Borsa M. Ausiliatrice 5000; Gaoni Angela - Tot. 54.539.

Borsa M. B. G., in seppe, in memoria 1° vers. 25.000.

Borsa M. B. G., in onore dello seppe, in memoria e suffr. del 1° vers. 25.000.

Borsa M. Ausiliatrice e Santi salesiani, a cura delle Maestranze-Manif. S. Radaelli (Milano) - 1° vers. 14.500.

Borsa Madonna con Don Bosco e D. Savio, fate trionfare la verità, a cura di Mercandalli Erminia (Como) -1° vers. 5000.

Borsa Nicola Bigetto, a cura di Serafini Nicola Giulia (Pavia) -1° vers. 10.000.

Borsa Oh! Maria, assistete i miei cari in vita e in morte, a cura di Maria Santagostino (Vercelli) - 1° vers. 3000.

Borsa Peyrani suor Costanza, a cura dei coniugi Caprioglio (Brasile) - Somma prec. 11.200 - N. vers. 10.000; N. C. 2000 - Tot. 23.200.

Borsa Proteggete la mia famiglia, M. Ausiliatrice e S. G. Bosco, a cura di Vignola Teresa (Belluno) - Somma prec. 9000 - N. vers. 20.000 - Tot. 29.000.

Borsa Per Gesù e Maria, in omaggio alla SS. Trinità, questo giovane offriamo, a cura di Avignolo Ester (Genova) - Somma prec. 10.000 - N. vers. 20.000 - Tot. 30.000.

Borsa Ponzone Oreste, in suffr., a cura della moglie (Asti) - 1° vers. 25.000.

Borsa Pozzi Francesco, Salesiano - All. sarti di Valdocco 10.400; ex all. sarti 500; N. N. 200 Luisa di Pastena Pianazza 1000 - Tot. 12.100.

Borsa Poglio D. Giovanni (2a) in ringraziamento a D. Savio, a cura di G. L. (Asti) - 1° vers. 3000.

Borsa Per ottenere la salvezza dell'anima e del corpo, a cura di Margherita Merzanotti insegn. (Livorno) - Somma prec. 8000 - N. vers. 1000; Zara L. L. 1200: Cristina Allara 2000 - Tot. 12.200.

Borsa Palumbo Antonio (Potenza) - Somma prece 10.000 N. vers. 6000 - Tot. 16.000.

Borsa Perardi Luigi, cap. degli Alpini, a cura della consorte Nina P. De Giovanni - Somma prec. 25.845 - Avv. Emilio Perardi 5000; Silvio Perardi 3000 - Tot. 33.845.

Borsa Rua Don Michele e Don F. Rinaldi, a cura di Bertacchi Ferdinando - 1° vers. 35.000.

Borsa Rinaldi Don Filippo, fondata dal comm. Ameglio - Somma prec. 25.000 - N. vers. 15.000 - Tot. 40.000.

Borsa Rua Don Michele Venerabile, a cura della fam. Guidarelli (Firenze) - 1° vers. 10.000.

Borsa Rua Don Michele, 1° successore di D. Bosco, a cura di Don Francesco di Renzo - Somma prec. 1050 - Fam. Meotti 2000; Carmelo Tuscano 1200; Rossetto Giorgio e Malingri 900; Mangaroni Gino 5000 - Tot. 10.150.

Borse complete

Borsa Rosso Don Emanuele, in suffr., a cura di Rosso Fiorina in Da Casto (Asti) - L. 50.000.

Borsa Immacolato Cuore di Maria (1a), per un chierico indigeno, a cura di Cubeta Giuseppe (Messina) - L. 50.000.

Bolsa Maria Ausiliatrice salva la mia figliuola, a cura di P. G. C. (Bologna) - L. 50.000.

Borsa M. Ausiliatrice e Don Bosco, completatemi la grazia, date la salute dell'anima e del corpo a me e ai miei cari (Livorno), a cura di L. M. - Somma prec. 47.200 - N. N. 2000; Cecchina Mariotta 7300 - Tot. 56.500.

Borsa Abbate Giuseppe, in suffr. del Padre, a cura dei figli - Tot. 50.859.

Borsa Castellotti Don Luigi, per la sua S. Messa d'oro, fondata dal Comm. Luigi Ameglio - Somma prec. 48.800 - N. vers. 5000 - Tot. 53.500.

Borsa Don Bosco, in suffragio di mio marito Giacomo Tirasso, a cura della famiglia (Genova) - L. 50.000.

Borsa Gesù Sacramentato, M. Ausiliatrice, Don Bosco, a cura di Rocci Natalina (Firenze) - Somma prec. 39.850 - N. vers. 20.000 - Tot. 59.850.

Borsa Ubaldi Sac. Prof. Paolo (2a), a cura dell'ing. Conte Leone Roero di Monticello - Somma prec. 46.650; Ubaldo Ubaldi e consorte 10.000; un ex alunno 3350 - Tot. 60.000.

Borsa M. Ausiliatrice e S. Giuseppe, proteggete le nostre famiglie, a cura di una mamma - Somma prec. 30.071 - Romano D. Giuseppe 1000; Cualba Anna Rosa 20.000 - Tot. 51.071.

Borsa Madre del Buon Consiglio, a cura di Beltramo Benvenuto - Somma prec. 41.680 -N. vers. 10.000 - Tot. 51.680.

Borsa S. Giovanni Bosco e D. Savio, liberatemi dall'asma, a cura di Bice Barone (Napoli) - Somma prec. 14.000 - N. vers. 36.000 - Tot. 50.000.

Borsa M. Ausiliatrice, S. G. Bosco e Don F. Rinaldi, a cura della fam. Stoppani Gaudenzio (Novara) - Somma prec. 20.000 - N. vers. 30.000 - Tot. 50.000.

Borsa Avvocata Nostra, a cura di Isabella Martini-Ceccherini (Ronca) - Somma prec. 20.000 - N. vers. 30.000 - Tot. 50.000.

Borsa M. Ausiliatrice e S. Domenico Savio, offerta dal sig. Luigi - L. 50.000.

Borsa Fate bene, non temete, a cura di Paola Notte - L. 50.000.

(continua)