BOLLETTINO SALESIANO

PERIODICO MENSILE PER I COOPERATORI DELLE OPERE E MISSIONI DI DON BOSCO

ANNO XLVIII.   TORINO, LUGLIO 1924   NUMERO 7.

REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE: VIA COTTOLENGO. 32 - TORINO (9)

SOMMARIO: Cooperazione salesiana missionaria. - Cinquantenario delle Missioni salesiane 1875-1925. - II Sepolcro di Santo Stefano a Beitgemal (P. Gisler O. S. B.) - Congresso Missionario Internazionale. - Dalle lettere dei Missionari. - Incremento delle Missioni Salesiane dell'Assam. - Tra i selvaggi di Gualaquiza (Equatore). - L'Opera di Don Bosco nel Venezuela. - Il nostro Rettor Maggiore. - « Atti della S. Sede ». - Imponenti trionfi di Maria Ausiliatrice. - Azione salesiana. - Nuova chiesa per gli Italiani a S. Francisco di California. - Convegni di decurioni. - Don Bosco « educatore ». - Notizie varie. - Benefattori defunti.

Cooperazione salesiana missionaria.

Come si possono aiutare le Missioni Salesiane? In molte maniere; le abbiamo accennate altre volte e torniamo a ripeterle:

1) Si preghi, ogni giorno, per i Missionari e per le anime ad essi affidate;

2) Si diffonda, mediante conferenze missionarie, giornate missionarie, trattenimenti missionari, la conoscenza e i particolari bisogni dei campi di Missione affidati ai Figli di D. Bosco e si procurino loro elargizioni, lasciti e legati;

3) Si zeli, presso le famiglie di conoscenti e di amici, la lettura del Bollettino Salesiano, che è l'organo ufficiale delle Opere e Missioni Salesiane; e, in mezzo alla gioventù, si zelino gli abbonamenti al periodico Gioventù Missionaria, e le ascrizioni all'Associazione omonima, per educare i giovani all'apostolato missionario;

4) Si favoriscano e si aiutino nuove vocazioni missionarie; e s'indirizzino nuovi aspiranti missionari all'« Istituto Card. Cagliero » per le Missioni Estere Salesiane;

5) Si raccolgano e s'inviino stoffe e indumenti per i neofiti e i catecumeni, e sete, lini e tele per paramenti e indumenti sacri;

6) Si assuma, individualmente, o collettivamente (ad es. con altri membri di un Istituto, di un Circolo, di un Oratorio, di una Parrocchia, ecc.) il mantenimento di un alunno degli orfanotrofi di Missione, o un catechista, o un maestro, o una Suora, o un Missionario;

7) Si educhino i figliuoli alla raccolta di piccole offerte, mediante il salvadanaio « Pro Missioni Salesiane »;

8) Si divulghino le varie serie di cartoline illustrate dei vari centri delle Missioni Salesiane;

9) S'inspiri e si accenda anche in altri, lo stesso spirito di carità e di zelo.

Queste le linee principali, nelle quali ci par compresa ogni iniziativa.

L'importante è LAVORARE: noi vorremmo veder DAPPERTUTTO un gruppo di cooperatori e cooperatrici, e di ex-allievi ed ex-allieve, prendere iniziative, promuovere ad esempio:

una giornata missionaria,

una conferenza con proiezioni luminose, una conferenza senza proiezioni, un trattenimento drammatico, un trattenimento accademico, un banco di beneficenza, una raccolta di offerte, una raccolta d'indumenti sacri, una raccolta d'indumenti per indigeni, un saggio sportivo,

un saggio musicale, una vendita del fiore,

un piccolo congresso, o convegno missionario.

Richiamiamo l'attenzione dei singoli dirigenti istituti od opere giovanili, dell'uno e dell'altro sesso, sui piccoli CONGRESSI o CONVEGNI MISSIONARI, che tornano di somma utilità in mezzo ai giovani, ove questi vengano aiutati nella preparazione delle brevi, pratiche e brillanti adunanze, ed assistiti, sopratutto, nella scelta dei temi e, in modo particolarissimo, dei singoli deliberati, che devono essere realmente studiati ed approvati dai giovani, perchè tornino praticamente efficaci.

I Cooperatori e gli Ex-allievi, che si fanno promotori di qualcuna delle accennate iniziative, abbiano la cortesia d'informarcene.

Cinquantenario delle Missioni Salesiane

(1875 -1925 ).

Un « grazie » cordiale a quanti, accogliendo l'invito del nostro Rettor Maggiore e rispondendo con entusiasmo all'« APPELLO » del Comitato Centrale, si fanno promotori di edificanti e provvide iniziative a favore delle Missioni Salesiane.

Splendido esempio di Cooperazione Missionaria.

Un plauso speciale ai nostri amici di NAPOLI, che organizzarono nei mesi scorsi varie « Giornate pro Missioni Salesiane ».

L'11 maggio fu una giornata missionaria scautistica - il 24 maggio giornata missionaria dei Collegi Cattolici; - il 25 maggio giornata missionaria dei Cooperatori e delle Cooperatrici Salesiane; - il 29 maggio una giornata missionaria rionale al Vomero; - il 29 maggio una serata teatrale « pro-missioni » nella sala della Pia Casa Arcivescovile dei Sordomuti a Tarsia; - il 23 giugno u. s. una giornata missionaria della Gioventù Cattolica, anche Universitaria, - con esito felicissimo.

Nel corso dell'anno si terranno altre giornate missionarie per Organizzazioni femminili - più una lotteria pro-Missioni Salesiane - un Concerto pro-Missioni Salesiane - un'Esposizione di oggetti, arredi sacri, medicinali, biancheria, abiti per le Missioni - una gara filodrammatica, indetta dal Circolo Giovanile Sacro Cuore al Vomero, fra i Circoli e le Associazioni Cattoliche.

Nuovamente, ai cari amici e benefattori di Napoli, il plauso più cordiale!

Altre iniziative.

Segnaliamo: - l'inaugurazione dell'Anno Cinquantenario ad ESTE, auspice un illustre Comitato cittadino, compiutasi il 29 maggio u. s. con una Conferenza con proiezioni luminose, tenuta dal nostro prof. Don Stefano Trione, e l'8 giugno con un saggio ginnastico degli allievi del Manfredini, ed una « pesca di beneficenza » con più di 1000 doni, fra cui vari inviati da alcuni nostri Missionari: - la costituzione di altro illustre Comitato per la celebrazione del Cinquantenario a LuGo di Romagna, dove il salesiano Don Luigi Ricaldone tenne una Conferenza al politeama Venturini, auspici i consigli direttivi delle associazioni degli Ex-allievi e delle Ex-allieve; - la « Giornata Missionaria » svoltasi magnificamente a NOVARA, con preghiere, discorsi, conferenze, lotteria e raccolta di offerte « pro-Missioni »; - le conferenze tenute a TREDOZIO (Firenze) nel teatrino del Ricreatorio « Domenico Savio », dal missionario Don Luigi Montuschi; - la serata missionaria al teatro salesiano del S. Cuore a ROMA, a beneficio delle Missioni Cattoliche, con la rappresentazione del dramma del Burlando « Sul fiume azzurro ».

Tra gli Ex=allievi.

Confortante è pure lo slancio che si va accentuando tra gli Ex-Allievi. A BORGO S. MARTINO, nel Convegno tenutosi lo scorso maggio, sotto la presidenza del dottor Don Bartolomeo Fascie, in rappresentanza del sig. D. Rinaldi, dell'ispettore dott. D. Alessandro Lucheili e dell'avv. cav. Felice Masera, venne approvato quest'ordine del giorno:

« Il Convegno degli Ex-allievi di Borgo S. Martino, considerato che il fiancheggiare cooperando l'apostolato delle Missioni è opera doverosa per motivi di devozione patria, di solidarietà umana, di fede religiosa, che le Missioni Salesiane celebranti nel 1925 il giubileo d'oro, sono le più care al nostro cuore di ex-allievi, perchè opera dello stesso comune padre e maestro Don Bosco; che perciò lo spirito animatore dei missionari deve essere, è il più affine alla nostra formazione spirituale, frutto dell'educazione collegiale; fa voti che ogni ex-allievo nel proprio Comune attivamente partecipi ai Comitati per missioni salesiane o ne ecciti la formazione; che con entusiasmo contribuisca con adatte e svariate iniziative alla raccolta di aiuti di ogni specie e alla degna illustrazione della mirabile opera, gloria della Chiesa, della civiltà, dell'Italia ».

La cara giornata fu coronata con una commossa conferenza con proiezioni, tenuta dal nostro prof. don Michele Gregorio.

Negli Istituti Salesiani.

Consolante è anche il fervore che si accende nei nostri istituti.

In primo luogo un plauso ai Congressini missionari, che si tennero nei collegi di CUORGNÈ, di FAENZA, e di S. Giovanni Evangelista in TORINO.

Gli atti del Congressino di Faenza vennero pubblicati in un opuscolo di poche pagine, che si può avere dalla direzione di quell'Istituto.

Un plauso agli alunni dell'Istituto San Benedetto di PARMA, che si proposero di mettere insieme la somma di L. 500, per mantenere nell'Assam un orfano derelitto, e vi riuscirono, facendo una lotteria, istituendo la caramella missionaria, e i più disperati, raccattando religiosamente tutta la cartaccia che trovavano in giro e che, settimanalmente venduta, fu cambiata in tante monetine. Totale: misero insieme L. 520, così divise: L. 50o per la pensione regolare come sopra, e L. 2o per... i minuti piaceri!

Un plauso speciale agli alunni dell'Istituto S. Ambrogio di MILANO! In un'adunanza della Compagnia del SS. Sacramento, un socio tenne un discorsino sulle Missioni, e propose e fece approvare il seguente ordine del giorno:

« Considerando il venerdì di ogni settimana, come GIORNATA MISSIONARIA, faremo, possibilmente tutti, la S. Comunione, faremo tutti in comune una VISITA a Gesù in Sacramento, e cercheremo di compiere bene i nostri doveri e di far tanti piccoli sacrifizi, perchè il Signore benedica, faccia prosperare le Missioni e mandi molte buone vocazioni alla Società Salesiana ». Ed unendo alle preghiere la raccolta di piccole offerte, la vigilia di S. Filippo, spedivano al sig. don Rinaldi L. 250 pei bisogni della missione dei Kivaros dell'Equatore, dove lavorano Mons. Comin e don Crespi, che, prima d'essere missionari, passarono vari anni nello stesso Istituto.

Un altro plauso particolare agli alunni del Collegio Salesiano S. Carlo di FERRARA, i quali celebravano, nello scorso maggio, una seconda Giornata Missionaria, coronata da un Trattenimento accademico musico - letterario SULLE MISSIONI CATTOLICHE, al principio del quale l'alunno Emilio Turati, studente del 2° corso di Ragioneria, dando relazione del movimento missionario collegiale, faceva tre proposte, che, essendo state antecedentemente formulate e discusse nelle singole Associazioni, o Compagnie religiose, fiorenti nel collegio, vennero approvate all'unanimità:

1) Far celebrare ogni Primo lunedì del mese una Santa Messa coll'applicazione di tutte le Comunioni per una delle 12 missioni salesiane coll'offerta libera raccolta da tutte le Compagnie.

2) Favorire la diffusione e la lettura del « Bollettino Salesiano », inviandolo a tutte le famiglie dei convittori ed ex-allievi, e del periodico « Gioventù Missionaria ».

3) Cooperare materialmente e spiritualmente a suscitare, alimentare, ed aiutare le vocazioni missionarie.

Negli Oratori Festivi.

Cotesto fervore missionario si va affermando anche negli oratori festivi. Il Circolo Giuseppe Toniolo, ad es., fiorente nell'Oratorio di S. Luigi in TORINO, il giorno di S. Filippo, a mezzo del suo presidente Riccardo Matta, inviava al sig. don Rinaldi l'obolo raccolto nelle singole adunanze sociali per i Missionari Salesiani.

Una preghiera.

Mentre benediciamo il Signore per il bene che tanta attività « pro Missioni » fa PRIMIERAMENTE alle anime di coloro che la compiono, rinnoviamo a tutti - ai Cooperatori, ai Comitati di azione salesiana, ai Comitati costituiti per la celebrazione cinquantenaria, ai direttori dei singoli Collegi, Oratori ed Istituti educativi - di tenerci al corrente di ciò che si fa al nobilissimo scopo, perchè, il far conoscere, pur nelle linee generali, cotesto santo movimento, gioverà mirabilmente a tener desto, e a raddoppiare ovunque, il fuoco sacro per la grande Opera delle Missioni!

Se sapeste quante anime Maria Asiliatrice vuole guadagnare al Cielo per mezzo dei Salesiani! Ven. GIOVANNI Bosco.

UNA PAROLA IN CONFIDENZA.

Il pensiero di provvedere a tante missioni e a tante altre opere - come il mantenimento di molti alunni dell'Oratorio di Torino e di altre Case Salesiane, di numerosi aspiranti e chierici studenti della Pia Società e, presentemente, l'erezione del Tempio di Gesù Adolescente e la sistemazione dell' « Istituto Cardinal Cagliero » - gravita ogni giorno sul Successore di Don Bosco.

E a dette spese si devono aggiungere quelle della pubblicazione del Bollettino, le quali, per la sola edizione in lingua italiana, sommano a circa mille lire al giorno!

E, dunque, una somma ingente quella di cui abbisogna, ogni giorno, il Centro dell'Opera Salesiana, e cui il buon Dio provvede per mezzo dei Cooperatori.

Grati della visibile assistenza del Signore e del buon cuore di coloro di cui Egli si serve per venirci in aiuto, sentiamo, tuttavia, il dovere di ricordare cotesti gravi visogni, per invocar da tutti il sostenimento necessario ed assicurarli della benedizione di Dio e delle nostre quotidiane preghiere.

Le offerte vanno inviate direttamente al Successore del Venerabile Don Bosco, Rev.mo Sig. DON FILIPPO RiNALDI, Via Cottolengo, 32 - Torino (9), il quale si darà premura di far pervenire a ciascuno una parola di ringraziamento.

Il Sepolcro di Santo Stefano a Beitgemal. (1)

1. Il mondo cattolico ha il diritto di esigere da noi, che da tanti anni ci troviamo in Palestina, ricerche serie riguardo ai santuari ed altri luoghi sacri caduti in dimenticanza. Il sepolcro primitivo di Santo Stefano Protomartire, il luogo ove riposarono le sante reliquie, quasi per quattro secoli, merita per certo la più accurata attenzione. La recente scoperta di Beitgemal esce dal cerchio delle probabilità e delle possibili illusioni; è una realtà.

2. - Il primo cenno che ci indica dove si deve ritrovare il sepolcro di Santo Stefano è l'indicazione della distanza da Gerusalemme contenuta nella lettera di Luciano, ossia venti miglia romane, pari a 30 chilometri, da Gerusalemme, che dovremo cercare seguendo un cerchio che tocca il Khan del Samaritano all'est, Amwas all'Ovest, Halhúl al sud, En Sinia al nord.

3. - Il secondo cenno ci viene dato dal NOME. All'epoca bizantina Kafargàmala: nome composto da Kafr, villaggio, e gamal, Gamaliele. Nella pianura vicino a Kelkilia si trova un villaggio chiamato Keffr gemal, ma alla distanza di 40 miglia o 6o chilometri. A 30 chilometri da Gerusalemme s'incontrano i villaggi di Gemmala al Nord e Beitgemal al sud-ovest.

4. - La lettera di Luciano ci indica Kafargàmala come villaggio cristiano provvisto di una chiesa. A Gemmala ed a Beitgemal ve ne sono le rovine.

5. - La lettera di Luciano indica che il Vescovo di Gerusalemme promise di costruire una chiesa sul luogo del Sepolcro; dunque Kafargàmala sarebbe dove la chiesa contenga il Sepolcro. A Gemmala non v'è nessuna traccia di sepolcro. A Beitgemal vi si trova.

6. - Tal Sepolcro per certo era reputato come un santuario, e doveva avere certi distintivi come p. es. la confessio delle chiese dei martiri romani. A Gemmala non v'è nulla da verificare perchè non v'è sepolcro. A Beitgemal il sepolcro si trova nell'interno della Chiesa. (N.B. - A Costantinopoli gl'Imperatori erano sepolti nel portico della Basilica, e l'imperatrice Eudossia e sua figlia furono sepolte sotto la soglia della Basilica d'accordo coi canoni che vietavano le sepolture laiche nelle chiese).

7. - Il mosaico della navata laterale di destra, coll'unica croce rossa che si trova in tutta la chiesa, indica chiaramente il sepolcro sotterraneo, come parte principale della chiesa.

8. - Il sepolcro era certamente luogo di preghiera, come lo provano l'intonaco interno ed i mosaici consumati e più volte sostituiti sulla soglia della tomba.

9. - La chiesa avrebbe dovuto edificarsi in modo che il sepolcro ne fosse il centro, come in tutti i « Martyria ». Qui si scelse per luogo del sepolcro il « diaconicon ». Essendo per certo la chiesa posteriore al sepolcro, tale strana disposizione non può spiegarsi senza la memoria di un diacono. Ora Santo Stefano è il protodiacono.

10. - La chiesa di S. Giovanni Battista di Ain Karem, è certamente autentica. (Ved. il Calendario Giorgiano di Alar Saba: Secolo VII) Nondimeno l'inscrizione del pavimento non indica il suo nome, ma quello di Santi Martiri per sè sconosciuti. A Beitgemal l'iscrizione è troppo mutilata per indicare qualche nome, ma il nome di Stefano e di Gamaliele è accennato nel nome del monastero grandioso e della vallata intiera di S. Paolo (Nebi e Wadi Bulos). Impossibile di nominare San Paolo senza toccare la memoria del maestro e dell'intercessore.

11. La lettera di Luciano indica Kafargàmala come villa o casa di campagna di Gamaliele. Ora nella regione si presentano rovine di altre ville: villa Caiphae, villa Claudia etc.. Ed anche adesso confinante a Beitgemal vi è Bredge, villa del Patriarca ortodosso.

12. - Le rovine di Deire-Asfura negli stessi terreni di Beitgemal, conservano il nome di Eufrasia. Dunque qui a Beitgemal, la memoria di questa santa vergine morta verso il 415 era unita ai nomi dei santi patroni del santuario principale. A Pisa viene costruita una chiesa (ora ufficiata dai Salesiani) in onore di Santa Eufrasia sei anni dopo il trasferimento alla cattedrale di Pisa delle reliquie di S. Gamaliele, Nicodemo ed Abibone. Come spiegare il culto di Santa Eufrasia a Pisa, se non concomitante al culto dei tre santi trasferiti di Terra Santa? Dunque la loro memoria fu già unita qui in Terra Santa, e precisamente a Beitgemal.

13. - Uno dei distintivi dei Santuarii antichi è l'essere centro di sepolcri di fedeli. A Gemmala si trovano sepolcri in gran numero,

ma ad una distanza notevole dalla chiesa. Il terreno ed il piazzale di questa chiesa prestava grande facilità alla costruzione di tombe cavate nella roccia, eppure non se ne trova una sola. Dunque non era considerata come santuario. Non così a Beitgemal; il piccolo « Martyrium » diviene il centro dei cimiteri di tutte le vicinanze, come la basilica posteriore di S. Stefano a Gerusalemme.

14. - Il sepolcro trovato fuori del « Martyrium » sotto l'angolo della cappella del diaconicon mostra il desiderio del defunto (forse lo stesso Luciano) di giacere presso la venerata tomba. Dunque questa era quella di un santo.

15. - Il « Martyrium » sì modesto nelle sue dimensioni presenta una ricchezza straordinaria nella decorazione dei mosaici. Non era quindi una cappella comune, era un santuario.

16. - La strada bizantina conduce direttamente al santuario: dunque questo era un centro di pellegrini. Per un povero villaggio non vi era bisogno di strada tagliata nella roccia.

17. - L'altare del diaconicon nelle chiese ordinarie non era che una nicchia: qui era eretto a proposito e rivestito di marmi: dunque eretto in onore del santo a cui apparteneva il sepolcro sottostante.

18. - Luciano dà una descrizione dettagliata del sepolcro di Santo Stefano. Ora tutti questi dettagli concordano in modo ammirabile colla tomba ritrovata a Beitgemal, ciò che offre a sua volta l'evidenza dell'autenticità della lettera di Luciano.

19. - I mussulmani furono sempre ostinati ad onorare da parte loro i sepolcri venerati ab immemorabili. L'esistenza della moschea al bordo del « Martyrium » è prova e testimonio di questo culto antico.

20. - Sulla scorta di una sana critica possiamo ora porre come regola direttiva:

a) Se per un santuario o luogo biblico cercato si ritrova un sito corrispondente riguardo alla distanza ed al nome, l'identificazione è generalmente adottata sotto titolo presuntivo. (Solo nome: Ramleh = Arimathia; nome e distanza: MAIN = BAAL MEON, patria di Eliseo).

b) Se col nome e colla distanza s'accordano ancora altre indicazioni in favore dell'identificazione (numerosissime nel nostro caso), il titolo della memoria è adottato universalmente validamente fino a prova assoluta del contrario.

e) Non è d'uopo che il santuario o luogo biblico così riconosciuto escluda, cogli argomenti in favore suo, ogni possibilità di qualche argomento contrario, basta che vinca gli argomenti reali (melior est conditio possidentis).

Un argomento positivo non viene irritato da argomenti puramente negativi (silenzio, possibilità di scoperte più notevoli, ecc..).

d) Date le vicende storiche della Palestina ben pochi sono i santuarii che possano vantare titoli assolutamente irrefutabili; in generale bastano titoli serii, positivi, e non positivamente contradetti. E ben pochi pure sono quelli che offrano tanti argomenti in favore come il « Martyrium » di Beitgemal.

Gerusalemme, 31-3-24.

Fr. Maurizio Gisler O. S. B.

NOTA. - La lettera di Luciano.

Per ciò che riguarda questa lettera che narra, la cosidetta visione di Luciano, non si può dubitare della sua sostanziale autenticità, ammessa anche dalla critica protestante, senza andare contro la antichissima tradizione della Chiesa, e senza scalzare ab imis il culto universale di Santo Stefano che poggia tutto su di essa.

Negli antichi breviarii della diocesi di Braga nel Portogallo detta lettera si trova riprodotta per intero nelle nove lezioni dell'ufficio del 3 di agosto; ed il Breviario Romano nel medesimo giorno ne conserva la sostanza, e ne fa risaltare - divinitus admonito - l'ispirazione fatta da Dio a Luciano.

Del resto Sant'Agostino che ben doveva conoscere le cose, perchè contemporaneo alla scoperta, nel sermone 318 detto in occasione dell'arrivo di alcune reliquie di Santo Stefano ad Ippona, magistralmente si esprime:

« Nessuno si permetta di disputare intorno ad essa, (la visione); la volontà di Dio domanda fede, piuttosto che discussione. Ciò che prova che la rivelazione era veridica è che si mostrò realmente quanto da essa veniva indicato. Il luogo delle reliquie fu scoperto prodigiosamente, e, come fu rivelato, così fu trovato. »

M. G.

(1) Al dotto palestinologo, il rev.mo P. Maurizio Gisler, Benedettino, che ebbe la bontà d'inviarci queste autorevolissime note sulla scoperta compiutasi nella casa salesiana di Beitgemal in Terra Santa, dall'intimo del cuore, i più vivi ringraziamenti.
Diamo, contemporaneamente, i disegni del « Martyrium » che vorremmo ricostrurre sul venerato Sepolcro di Santo Stefano, se il glorioso Protomartire susciterà qualche insigne benefattore!...

Esercizi per Signore.

Anche quest'anno nella Casa Centrale delle Figlie di Maria Ausiliatrice in Nizza Monferrato si terrà un Corso di Esercizi Spirituali per Maestre, pie Signore, Signorine, Ex-allieve e Cooperatrici Salesiane. Saranno dettati da due Sacerdoti Salesiani e dureranno dal 7 al 12 p. v. agosto.

Quante vogliono intervenirvi abbiano la bontà di farne domanda alla Rev. Direttrice dell'Istituto N. S. delle Grazie, Nizza Monferrato (Alessandria), non più tardi del 25 luglio.

LE MISSIONI SALESIANE

Congresso Missionario Internazionale.

Verso la fine dell'anno - e cioè al sorgere dell'anno cinquantenario delle Missioni Salesiane - si terrà a Buenos Aires un Congresso Internazionale Missionario Salesiano.

Si son già state costituite varie Commissioni e Sotto-Commissioni di Cooperatori e Cooperatrici per la preparazione dei lavori; e la viva simpatia che godono le nostre Missioni nell'Argentina - che fu il primo campo apostolico al quale il Ven. Don Bosco mandò i suoi Missionari -ci fa prevedere che il Congresso avrà un esito imponente.

Dalle lettere dei nostri.

Dalla Cina.

Consolanti le ultime notizie, giunteci dalla Cina.

A Shiu-Chow, e precisamente ad Ho-Si, si è inaugurata una nuova chiesa, col suo snello campanile, dedicata a S. Giuseppe.

Nel nuovo tempio, nelle feste del S. Natale, si amministrarono più di 100 battesimi di adulti!

Le scuole di Ho-Si e di Shiu-Chow hanno preso tale sviluppo, che, forse, sin da quest'anno riusciranno ad accogliere un migliaio di alunni.

Mons. Versiglia, Vicario Apostolico, ha compiuto una visita trionfale a tutti i distretti. Ne daremo un interessante ragguaglio nel prossimo numero.

In mezzo a tante consolazioni, non mancano le note tristi. Il Vicario Apostolico, nella sua visita pastorale, perdette i suoi bagagli, contenenti i suoi indumenti vescovili, compreso l'unico bastone pastorale, e vari oggetti preziosi, che aveva raccolto per la prossima Esposizione Missionaria Vaticana. I portatori, a un certo punto, rimasero un po' indietro, e vennero assaliti e svaligiati dai briganti!...

E continuano sempre le incursioni guerresche, che sono di tanto danno allo svolgimento della Missione!

Dall'Orfanotrofio di Shillong.

Spigoliamo da una lettera del Direttore Don Bonardi, in data 5 maggio u. s.

L'Orfanotrofio va avanti bene: la Scuola Professionale anche: la Missione galoppa.

In questi giorni fervet opus per preparare una riunione di tutti i cattolici dei vari distretti Khassî e Synteng; costì si direbbe « una settimana sociale », qui la si dice « Jingiaseng ».

La Jingiaseng si svolgerà con adunanze, prediche e conferenze con proiezioni, e terminerà il 25 c. m. con la festa di Maria SS. Ausiliatrice, la cui statua sarà portata in trionfo per le vie di Shillong, dalle varie tribù, in costume nazionale.

Abbiam finito, in questi giorni, la compilazione del piccolo Catechismo in Khassì.

Contemporaneamente alla propaganda religiosa tra i Khassì, curiamo la propaganda nostra anche tra gl'inglesi, e speriamo la settimana prossima di farle avere, amatissimo sig. D. Rinaldi, un bel lavoruccio su Don Bosco e le sue opere in inglese.

I miei bimbi e il loro direttore aspettano, con impazienza, l'arrivo della statua di Maria Ausiliatrice da lei benedetta. La trasporteremo trionfalmente all'Orfanotrofio e la coroneremo Regina,. Abbiam già preparato molte bandierine ed iscrizioni.

Vedesse la nostra cappellina: piccola e povera si, ma con Gesù Sacramentato, ha sempre fiori freschi sull'altare, e visite durante il giorno.

Stiamo pitturando scenari a gran forza per il dramma « S. Pietro a Roma »; i piccoli bandisti gonfiano ogni sera le gote: e quelli del Club scorazzano nel vasto playgrand, e cantano il nome di Don Bosco per le vie.

Ma è poco il già fatto, anzi è niente in paragone dell'immensità del lavoro che resta! Siamo una gocciolina nell'Oceano! Quanta povera gente vive come i bruti! Quanta infelicità in queste famiglie, in cui il legame coniugale è rotto con facilità irrisoria, in cui i figli crescono come tante bestioline, senza che nessuno abbia rispetto alla loro innocenza.

Ci consola il pensiero che la rigenerazione verrà, e giungerà per mezzo di Maria Ausiliatrice e di

Don Bosco. Viva la Madonna!... Viva Don Bosco!...

Noi lavoreremo e vinceremo nel nome loro: il Sangue di Gesù Crocifisso gronderà a lavare anche queste anime, e i figli di Don Bosco porteranno il calice della salute...

"GIOVENTÙ MISSIONARIA".

é il periodico mensile, che zela praticamente tra la gioventù il migliore interessamento per le Missioni Cattoliche, in particolar modo per le Missioni Salesiane. Diffonderlo é un'opera buona.

Abbonamento annuo L. 5 presso la Libreria della S.E.I.

Corso Regina Margherita, 174 - Torino (9).

Incremento della Missione Salesiana dell'Assam.

(Relazione del Prefetto Apostolico Mons.. Luigi Mathias al Sig. Don Rinaldi)

Shillong, 1 aprile 1924. Amatissimo Padre,

L'ottimo è nemico del bene. Il desiderio di darle una relazione particolareggiata per metterla al corrente del nostro lavoro, mi ha fatto tramandare fino ad oggi il dovere e il piacere di scriverle; ma, anche oggi, mi vedo costretto, come gli altri giorni, a prendere la penna ad ora tarda e con la mente stanca. Qui, nell'Assam, molti dei suoi figli devono accorciare assai frequentemente le notti per sovrabbondanza di lavoro.

L'arrivo dei giovani missionari, amato Padre, invece d'accrescere, ha diminuito il nostro personale!

È proprio cosi; due sacerdoti bisogna che attendano assiduamente e continuamente ad essi, dimodochè ci troviamo con due sacerdoti di meno di fronte al grande lavoro iniziato: ed io, per prima cosa, Le rivolgo la più insistente preghiera a volerci, al più presto, prima della fine dell'anno, inviare almeno due sacerdoti! Ci sono indispensabili per continuare, come Le ho detto, il lavoro iniziato.

Questa Missione ha un aspetto tutto suo e un avvenire assicurato; il sacrificio fatto una volta sarà presto ampiamente compensato; e son certo l'opera nostra si estenderà rapidamente non soltanto in Assam, ma in tutta l'India, dove ci si guarda con ammirazione.

Ci aiuti, adunque, amato Padre. Questa mia le giungerà sul principio del mese della nostra Ausiliatrice, che le dirà subito, confido, di esaudirci e d'assicurarci che la nostra domanda sarà esaudita. L'apertura della Casa di fondazione lo richiede assolutamente e urgentemente.

Incremento della Missione.

Ed ora, se mi è possibile, vorrei metterla al corrente delle nostre cose, dei nostri progetti, dei nostri progressi, del bene che da tutti si cerca di fare, perchè in questa Missione abbia ad estendersi presto il regno di Gesù Benedetto a tutti i popoli.

Del lavoro spirituale le mandai il resoconto che fu pubblicato nel Bollettino Salesiano, e il mese di settembre prossimo le porterà il nuovo. Oggi le dirò delle nostre opere nelle varie residenze, cercando di esser breve e completo più che mi sarà possibile.

Nel distretto di Shillong.

SHILLONG vede un gran cambiamento ed un'attività mai vista in passato. I nostri coadiutori, il capo-falegname Ferraris ed il capostampatore Matta, giunti nel febbraio del 1923, ci permisero di dar un forte impulso alla nostra scuola industriale, che aveva soltanto un caposarto ed un capo-calzolaio, anch'essi salesiani. La scuola industriale ebbe così, ben presto, una trentina di allievi. La stamperia diede subito alla luce un giornaletto mensile Khassì, letto e gustato dagli stessi protestanti e pagani, mentre il reparto falegnami ci fu di grandissimo aiuto per fornire del necessario la casa delle Suore, apertasi in Gauhati, e quella per la formazione del nostro personale in Shillong.

Anche l'Orfanotrofrio Sant'Antonio ebbe nuove aule, un bel teatrino, docce e bagni; e gli orfani, sinora assai dimessi, ebbero la loro semplice e pulita divisa, con un po' più di comodità nelle loro camerate, dove letti e pagliericci rendono il sonno più quieto e tranquillo.

Anche l'Istituto delle Suore di Nostra Signora delle Missioni vide sorgere un bello e grande fabbricato, con sale arieggiate ed ampie per raccogliere circa 120 giovani grandicelle, occupate nei lavori di ricamo e di cucito, molto apprezzati dagli Europei, residenti o villeggianti in Shillong. Ma solamente questo fabbricato, interamente nuovo, costò più di ventimila rupie, ossia circa centocinquanta mila lire italiane. La carità di buone persone ci venne in aiuto, ma parte delle spese ci pesa ancora in debito.

L'arrivo dei nostri giovani Missionari diede a Shillong un aspetto nuovo e di attività insolita. Già le nostre suore, prima di fissarsi a Gauhati, avevano fatto una breve apparizione in Shillong, destando simpatia ed ammirazione: ma quando vi giunsero gli imberbi missionarietti, l'entusiasmo e l'ammirazione furono al colmo. Parte della scuola industriale venne riservata a loro, che son tredici, nove aspiranti al sacerdozio e quattro coadiutori: però bisogna pensare a un istituto apposito.

Per aiutare il ceto operaio, abbiamo iniziato anche un corso di scuole serali; e sul principio dell'anno abbiam tenuto un corso di religione per i catechisti dei vari distretti, che vi convennero in bel numero, ed ebbero, in fine, il conforto di un breve ritiro spirituale. Oh! come furono soddisfatti! Dicevano essi stessi: « Bisogna ripetere questi convegni tutti gli anni! »

Negli altri distretti.

LAITKYNSEW e CHERRAPOONJE, che erano visitati dai missionari residenti in Shillong, ebbero anch'essi un sacerdote, che ha preso dimora a Laitkynsew. Il beneficio che se ne raccoglie è evidente; parecchi paesi si mostrano già propensi ad abbracciare la Religione Cattolica.

GAUHATI ha preso un nuovo aspetto dopo l'arrivo delle nostre Suore, per le quali rimettemmo a nuovo ed ampliammo un vecchio fabbricato; ed è già in costruzione il locale per l'orfanotrofio, che avrà le loro cure principali. Speriamo che la carità dei buoni non ci vorrà abbandonare in tante spese!

Gli accennati lavori di adattamento e costruzione trattennero il caro Don Gil dalle sue gite nelle piantagioni di thè; ma si diè principio all'evangelizzazione dei Garos, i quali promettono tante consolazioni quante i Khassì. Lo stesso Don Gil le darà relazione della sua visita a quel distretto.

Anche RALIANG, dove le difficoltà non sono poche, ha visto un grande risveglio dopo il nostro arrivo. Le Suore di Nostra Signora delle Missioni, che vi giunsero con noi, vi fanno un gran bene, sopratutto coll'ambulatorio, dove, in un anno, distribuirono più di 15.ooo ricette e medicine.

In questo distretto si è anche pensato di aprire un altro centro a Jowai, dov'ebbe luogo, ultimamente, un congresso, o convegno, assai importante, di cui le dirà il caro Don Fergnani.

È il distretto più povero, che ha maggior bisogno della carità dei buoni. Lo raccomandi tanto ai Cooperatori.

Anche BADARPUR prende nuovo aspetto. Il carissimo Don Tormo vi è impegnato nella costruzione di una bella chiesetta in onore del Sacro Cuore, che faciliterà al quartiere europeo, molto distante dall'attuale Missione, l'assistenza alle sacre funzioni. La carità dei buoni e le industrie personali fornirono buona parte del necessario; ma temo non si possa giungere al fine per mancanza di mezzi. Osiamo e speriamo: Aude... et spera! è il nostro motto, sull'esempio di Don Bosco!...

Per questo centro abbiamo un altro progetto, di cui la informerò quando sarò certo di poterlo attuare: le dirò subito, vorremmo prepararvi un'altra casa per le Figlie di Maria Ausiliatrice.

HAFLONG, la stazione che non ha nulla da invidiare a Shillong, vedrà presto il collegio per gli aspiranti. Dal giorno in cui, ella, amato Padre, mi raccomandava di pensare al più presto ad un istituto per le vocazioni, andai cercando il luogo più favorevole; e questo si presentò sul principio di febbraio: una bella proprietà con albergo, ben riducibile in locale adatto allo scopo suaccennato. Ma quando le cose sembravano favorevolmente avviate, è sorto qualche ostacolo... Speriamo di superarlo.

NONGBAH, ad una ventina di chilometri da Raliang, da un incendio, probabilmente doloso, vide distrutta l'anno scorso la nostra scuola. Quest'anno per rispondere ad un bisogno del popolo, rifatta la scuola, ci siam messi alla costruzione di una chiesetta dedicata a Maria SS. Ausiliatrice. Ne incominciammo i lavori una settimana fa: e ci costeranno non meno di tre mila rupie, ossia ventimila lire italiane.

Opere in corso.

Il Signore ha premiato la nostra fede col farci avere alcuni mezzi, quasi a dirci: « Avanti: quaerite primum regnum Dei, ed il danaro verrà ». Non abbiamo ancora un quarto del necessario, ma verrà anche il resto!

E i nostri progetti per quest'anno non sono pochi:

I) Erezione di un locale speciale per la nostra Casa di formazione.

2) Erezione di una scuola industriale modello. 3) Erezione di una cappella a Maria SS. Ausiliatrice.

4) Erezione di un'infermeria o ospedaletto qui in Shillong.

5) Erezione di una ventina di scuole nei vari distretti.

6) Abbellimento e rinforzamento della nostra chiesa di Shillong.

7) Erezione di una casa-missione per le nostre Suore sui monti ed a Badarpur, o a Dibrugarh.

8) Apertura di un piccolo collegio per aspiranti.

La macchina è in moto, amato Padre; non dobbiamo permettere che si fermi.

E prima di fermar io la penna, amato Padre, La prego nuovamente a prendere in considerazione quello che le diceva in principio. Ci assicuri almeno due sacerdoti per la fine di quest'anno, per far fronte al lavoro iniziato! Quanto al resto ci aiuterà il Signore con la sua grazia e con la carità dei buoni

Se i nostri cari Cooperatori sapessero quante volte al giorno la nostra preghiera sale in benedizione a Dio e a Maria SS. Ausiliatrice per loro, e quanto bene noi possiamo compiere mercè la loro carità, certamente raddoppierebbero l'obolo a pro' delle Missioni! Il Signore versi su essi, e sulle loro famiglie l'abbondanza delle sue benedizioni!

A Lei, amato Padre, i più devoti ossequi da tutti i confratelli e dai nostri cari chierici e coadiutori, particolarmente dal

Suo dev.mo figlio in G. C.

Sac. LUIGI MATHIAS.

Tra i selvaggi di Gualaquiza (Equatore).

(Relazione del Missionario Prof. D. Carlo Crespi al Sig. D. Rinaldi.)

Cuenca, 24 aprile 1924. Amatissimo Padre,

Sono ritornato da una lunga e faticosa missione alla regione di Gualaquiza.

Non sto a narrarle le peripezie del viaggio, i tragici passaggi di precipizi e neppure le festose accoglienze fatte a Monsignor Comin dai coloni di Granadilla, Aguacale, e del fervore religioso suscitato colla sua. calda parola, nonchè delle nuove opere che provvidenzialmente vanno organizzandosi mercè le offerte dei benefattori.

Di Gualaquiza le voglio parlare, di questa valle incantevole, chiamata da un antico esploratore un e Paradiso terrestre », e dei carissimi Kibaros (o Kivaros).

Chiunque vi arriva dopo un viaggio penoso e vi arriva nella nostalgica ora del tramonto, in una bella giornata serena, non può non sentire nel suo cuore una di quelle impressioni profonde che incantano, che trasportano in una atmosfera divina, nella contemplazione soave di qualche cosa di sovranamente bello.

La valle incantevole.

Il tersissimo cielo di zaffiro, con alcune nuvole laggiù nel lontano orizzonte, che in pochi istanti vi proiettano i migliori colori dell'iride nelle più sorprendenti e variabili sfumature: la bellissima cerchia di monti non brulli, non aridi, ma ricoperti da una vegetazione lussureggiante e sfoggianti al libero cielo vivissime macchie bianche, rosse, azzurre, gialle di colossali alberi in fiore e di graziose liane; il rumore caratteristico del torrente, che ha inciso nei secoli la bellissima valle e che, serpeggiando, scorre allietandola colle sue pittoresche vedute; la scomposta sinfonia di migliaia di coleotteri, uccelli latraci, che al cadere della sera innalzano a Dio il possente inno di gloria e d'amore, e la mesta campana della chiesetta, piccolo contributo dell'uomo in un'apoteosi così grandiosa dell'opera divina, ecco le gioie purissime che il Supremo artefice riserba ai poveri missionari.

Inoltratevi nella valle e vi giungerà dal bosco l'eco sonora di flauteros, uccelli intreccianti in pochissime note un grazioso concerto, e ad un segno dato verso le 6 un rumorosissimo fischio di sirena prodotto da migliaia di insetti, quasi monito ai coloni ad abbandonare gli ubertosi campi: e più tardi nella cupa notte il triste gemito dell'uccello ahú, secondo la tradizione infelice kibaro che piange la moglie convertita in luna!

Natura bella, natura placida, che aspetta ancora dalla mano dell'uomo l'opera perfezionatrice, e laggiù, lontano, sulle cime dei poggi e colli che l'adornano, sulle pendici dei monti abbassantisi alle valli incise dal Cuchipamba, dal Cuyes, dal Bomboiza, dal Zamora, il selvaggio kibaro non ancora tocco dalla civiltà come la foresta in cui vive, il selvaggio kibaro che disputa alla lontra il vivace pesce dell'azzurro torrente, al verdastro serpente l'uccello canoro, ed al giaguaro ed al tapiro i frutti spontanei della terra e l'abbondante selvaggina.

Il kibaro.

Chiunque va per la prima volta in Gualaquiza s'immaginerebbe di vedere dopo tanti anni di lavori, di sacrifizi, un piccolo villaggio con al centro una chiesetta ed intorno belle case di selvaggi con orti prosperosi!

Niente di tutto questo. Il Kibaro materialista, padrone assoluto ed indisturbato di centinaia di chilometri di terreni fertilissimi in splendide posizioni, non viene a mendicare al missionario un pezzo di terreno, una casetta, un sorso di acqua!

No, assolutamente no. A due, tre, cinque, dodici ore di distanza dalla Missione, colà dove scorre un limpido torrente con grossi lumaconi mangerecci sulle pietre, con saporiti pesci negli oscuri gorghi, e la prodiga foresta gli dona un'abbondante selvaggina, in un luogo sano, ove anche le più tremende piogge torrenziali scorrono a valle e dalla nuda roccia sgorga la purissima acqua cristallina, egli costruisce la sua grande casa e vive indisturbato, signore e padrone assoluto senza dipendere da nessuno, senza subire minimamente l'influenza del potere civile, militare, religioso.

Re e padrone assoluto, sopratutto nella collina che si è scelta, ove nessuno dei Kibari, neppure parenti, può avvicinarsi, ove abbattuta l'inestricabile congerie di liane ed alberi giganteschi le sue mogli piantano la saporita yuca ed il dolce banano, e dove i suoi porci dalla carne gustosa possono scorazzare ad ore di distanza, sbarazzando l'infido suolo dai velenosi serpenti!.

Re e padrone assoluto in sua casa, va superbo del suo lavoro, dei suoi prodotti, di tutto ciò che gli appartiene, disprezzando qualsiasi forma di civiltà che non comprende, che non gli serve.

Presentategli un pezzo di tela finissima, dai più vivaci colori. Egli la piglierà in mano, ne osserverà i minimi intrecci dei fili e la paragonerà col suo rozzissimo itipi, e: - Puengarcià! (non è buona) - è la frase che vi dirà scrollando la testa e rimettendovi la tela in mano.

Potete allora impiegare tutti gli argomenti da mercante, potete dimostrargli che è una tela di alto valore, usata dalle signore della più alta società! È tempo perso; - Puengarcià! (non è buona), e non si ragiona più.

È questa ostinazione di giudizi che lo rende assolutamente ostile ad abbracciare qualsiasi costume in opposizione ai suoi tradizionali, e lo rende pure durissimo nell'accettare idee cristiane.

Egli è l'impeccabile, il perfetto, e deve averla fatta ben grossa ed essere preso in fragrante delitto per arrendersi ad un'accusa qualunque.

L'inferno non è fatto pei kibari.

Un giorno, avvicinai alcuni dei più feroci Kibari del Vicariato, dominati dalle più terribili passioni e macchinanti l'uccisione di un nemico, e li condussi ad un quadro catechistico rappresentante i Novissimi. In alto, l'amabile figura di Gesù Redentore con un drappo bianco ai lombi; a sinistra, schiere di angeli che liberano dalle fiamme del Purgatorio le anime buone; a destra, i demoni che precipitano all'inferno i cattivi. Col dito mostravo loro gli angeli che portano al Paradiso. le anime dei buoni cristiani, ed i demoni che straziano le anime dei Kibari che rubano, che ammazzano che fanno tzanze (1), che portano odio ai nemici, che non si ricordano mai del Signore e che tengono tante mogli invece di una sola.

La mia calda parola sembrava li commovesse, per caso, però, uno dei più furbi scoprì che le anime dei dannati erano tutte vestite all'europea. La battaglia fu persa.

- Vedi, Padre, mi disse trionfante: il Signore è vestito da kibaro, e vuole molto bene ai Kibari, e chiama al Paradiso tutte le nostre mogli, vestite da angeli, mentre getta all'inferno coi demoni tutti i cristiani. L'inferno non è fatto per i Kibari!

Ebbi un bel dimostrare il contrario; alcuni si arresero alle mie argomentazioni, colla speranza di avere qualche regaluccio; sono però sicurissimo che nella loro mente non ha fatto breccia la verità cristiana.

" Ne ammazzerò 2 delle 3 mogli!".

La questione della poligamia è una delle più scottanti e difficili. Come togliere dalla loro testa l'idea poligamica, quando tra essi è stimatissimo colui che, avendo molte mogli, può avere molti orti, molti porci ed una forte schiera a difesa della sua vita?

José Pukubaty, fratello del Kibaro Gioachino Bosco, di indole bonaria ed assolutamente incapace di fare guerra al suo simile, fu, in modo speciale, oggetto delle cure di un missionario anziano.

Un giorno, dopo una lunghissima argomentazione sull'idea poligamica, e sui gravissimi castighi che minaccia il Signore a coloro che non seguono la legge cristiana, profondamente commosso ed agitato proruppe in queste frasi:

« Sì, Padre, hai ragione: vado subito a casa ed ammazzerò due delle tre mogli, e vivrò con una sola ».

E ce ne vollero delle parole per distoglierlo dal delitto e per persuaderlo ad usare misure meno radicali e meno sanguinarie!

" Se mi dài la pianeta, ti regalo una gallina! ,,.

Il « Kibaro » è materialista, selvaggio, e purtroppo all'idea cristiana oppone un'anima dura, impenetrabile, più dura della cotenna del tapiro, con cui divide le gioie della foresta.

Nelle lunghe esplorazioni compiute alle Kibarie del Bomboiza, Cuyes, Tunduli ecc., ho potuto constatare che il raggio della Fede non li ha tocchi.

Durante le escursioni apostoliche nell'estesa foresta molte volte fu necessario improvvisare un letto per le stanche membra ed un altare per la S. Messa. E piantati quattro pali nel suolo, intrecciatine due altri all'altezza di un metro, distese alcune foglie di banano ed adagiate le bianche tovaglie, ecco pronta la Sacra Mensa in un tempio che aveva per volta grandiosa l'immensa cappa del cielo, per ornamento la graziosa verzura della foresta tropicale, per colonne colossali tronchi di albero, per pavimento il nido delle formiche e le tane dei serpenti e per organo la scomposta sinfonia di centinaia di uccelli, come areoplani volanti intorno all'ara del loro Creatore.

Eppure sul quel misero altare si compiva il Grande Miracolo, e può immaginarsi, amatissimo Padre, la commozione vivissima nell'offrire l'Augusta Vittima; attorniato da decine di selvaggi, seminudi, colle loro lance, coi loro fucili, in posizioni stranissime, non compresi dell'augusto Mistero, ma solo attratti dalla vivacità dei colori, dallo splendore del calice e dalla originalità dei movimenti. Oh! quando suonerà per questi infelici figli della foresta l'ora della Redenzione? Quando potremo loro aprire gli occhi alla Fede e mostrare la bellezza dei misteri cristiani?

Terminata la S. Messa, una delle donne mi si accostò con tutta semplicità e, toccando la pianeta:

- Padre, a mi dando, io gallina regalando. - (Padre, se mi dài la pianeta, ti do una gallina!).

Può immaginare la risposta e lo strazio del cuore nel constatare tanta ignoranza.

Una guida originale.

Quel giorno proseguii il viaggio verso il Zamora. Ad un dato punto la guida sparì per i suoi affari. Trovarsi in mezzo alla foresta, solo, senza guida, senza compagni, è una delle sorprese più sgradite.

Fortunatamente il vento mi portava l'eco lontana delle furiose onde del Zamora, e dirigendomi verso il cupo suono trovai nella foresta dei selvaggi che stavano lavorando intorno ad una canoa, e potei, con regali, avere un vispo kibaretto come guida.

Persuasissimo che sapesse almeno un po' di spagnuolo, gerundiando, gli domando con tutta gentilezza:

- Zamora cerca stando? (Il Zamora sta vicino?).

- Zamora cerca stando? - mi risponde il diavoletto con due occhi di fuoco, vestito come le anime del Purgatorio, e si mette per un sentiero stretto, fangoso, camminando come un veltro.

Io, carico come un somarello, lo seguo, accelerando il passo, inzaccherandomi orrendamente pur di raggiungerlo. Passiamo in mezzo ad una magnifica regione di bambù con spine acutissime, ed alti da 2o a 30 metri. Qua e là il sentiero scompare; un grosso tronco d'albero si sostituisce al cammino. La stanchezza incomincia a farsi sentire in un modo accasciante.

- Cerca stando? (sta vicino?) domando alla guida.

- Cerca stando? - e continua a camminare come una furia.

Il cuore incomincia ad aprirsi alla speranza: dimentico il calore, la stanchezza, e via per l'orribile sentiero. Qua e là qualche orma recente di tapiro americano, e la coda di qualche serpente che si nasconde nella foresta. Dopo un'altra camminata alla Maratona:

- Cerca stando? (sta vicino?) domando nuovamente alla guida.

- Cerca stando? (sta vicino?) - mi risponde, e continua velocemente.

Insospettito che mi conducesse a perdizione gli domando:

- Lejos stando? (sta lontano?)

- Lejos stando? - mi risponde, sempre camminando come una furia.

Il sospetto che nulla comprendesse del mio linguaggio incominciò a parermi realtà.

- Tonto siendo? (non hai intelletto?), gli dico con quel poco di fiato che avevo in petto.

- Tonto siendo? (non hai intelletto?) - mi risponde tranquillamente.

Il rapacchiotto, effettivamente, non comprendeva la mia lingua e ripeteva come un pappagallo tutte le parole, mostrando, in questo, un udito finissimo.

Sulle sponde del Zamora !

Fu giuocoforza rassegnarsi e continuare la marcia con santa pazienza.

Per buona fortuna la foresta incominciò a diradarsi, il sentiero a discendere, e dopo un'ora, più morto che vivo, bagnato come un pulcino potei arrivare sulle sponde bellissime del Zamora.

Il rapacchiotto si gettò subito in acqua nuotando come un ranocchio, ed io dimenticando ogni stanchezza ed ogni pena passata mi saziai del panorama divinamente sublime.

É il Zamora uno dei più bei fiumi dell'Oriente. alle volte maestoso, alle volte turbolento e rumoroso, scorre serpeggiando nel suo letto tra i monti pittoreschi. Sulle sue sponde la foresta tropicale perde il mistero e si mostra in tutta la sua bellezza, in tutta la sua grandiosità, con magnifici alberi curvantisi nell'onda e con altissime liane, vere chiome di giganti che si beano della soave frescura.

Come quasi tutti i fiumi orientali, il Zamora è prodigo di oro, e le sue sabbie opportunamente lavate abbandonano il prezioso metallo nelle mani di poveri coloni che vi arrivano dal lontano Sigsig.

Al Zamora mi fermai alcune ore dilettandomi sopratutto delle pesche, che organizzavano i selvaggi nei piccoli affluenti, delle loro evoluzioni nell'acqua e sulle canoe.

(Continua)

Prof. Don CARLO CRESPI.

(1) La tzanza è la pelle arrotondata del cranio di un nemico, con i capelli e senz'ossa, assai rimpicciolita anche per il processo speciale con cui viene preparata, che il Kibaro conserva, piena di sabbia, come trofeo di gloria.

L'Opera di Don Bosco nel Venezuela

(Da una corispondenza del rev.mo Don Giuseppe Vespignani (1).

A bordo del « Pradilla » sul Rio -Magdalena (Colombia), 4 aprile 1924.

... Se si potesse pubblicare una relazione di queste visite - che potrebbe illustrarsi con fotografie, dati statistici, brevi cronologie delle case, ecc. - i nostri cooperatori non solo participirebbero delle impressioni consolanti e sorprendenti del bene che si va facendo dai Salesiani in ogni parte, ma si sentirebbero anche mossi ad aiutarci colle loro preghiere, perche, a 7o anni compiuti, - mi si perdoni l'accenno personale - non si fanno queste gite per piacere, nè con quella facilità ed energia dei Caballeros andantes del medio evo, ma, unicamente, con la grazia di Dio e per il bene delle anime.

Queste visite non sono strettamente canoniche, ma piuttosto apostoliche, missionarie e popolari, come quelle di un padre che visita la sua grande famiglia di confratelli, allievi ed ex-allievi; perchè in queste circostanze si riversano in chiesa, nei cortili e nei teatrini, tutte le vecchie e nuove generazioni della grande famiglia salesiana. E si vede anche qui dove l'opera di Don Bosco ha attraversato grandi difficoltà e dove i confratelli hanno compiuto opere importantissime a costo di continui sacrifizi in questa zona torrida, colla minaccia delle febbri paludiche, tra frequenti rivoluzioni, in mezzo a tutte le razze, bianchi, neri, meticci, anche qui si vede e si sente lo spirito di Don Bosco. I giovani fanno propaganda nelle famiglie, e queste sentono l'influenza del collegio e della sua vita, della devozione a Maria Ausiliatrice e della frequenza dei SS. Sacramenti. Ogni chiesa nostra è un santuario di pietà e di fede.

L'Opera Salesiana in Caracas.

Nel Venezuela abbiamo dei collegi popolari, secondo il sistema di Don Bosco, e dei collegi con scuole superiori, dalle quali escono dei baccellieri, degli universitari, dei laureandi.

In Caracas, di fianco al nostro Collegio-Convitto di Bachilleres, che ha fama di avere ottenuto onorifiche distinzioni ed avere alunni ben preparati, v'è una Escuela gratuita « Don Bosco », mirabilmente diretta da un'ottima Cooperatrice e gran devota di Maria Ausiliatrice, la signora Isabel Vedova di Romero. Bisogna vedere come questa egregia signora istruisce, educa e forma tutti quei 120, 15o e 2oo poveri figliuoli, scalzi e scamiciati, meno il giorno di festa in chiesa, chè la stessa Missia Isabel provvede allora perchè tutti siano ben messi. Impressiona davvero il vederli entrare nel luogo santo, ben composti e ordinati, far devotamente la genuflessione, prepararsi seriamente alla confessione, ed accostarsi con vera pietà alla Sacra Mensa. Oltre a visitarne le classi, volli, senz'esser veduto, da una camera attigua ascoltare il catechismo della brava Maestra, e rimasi incantato nel sentire che con confidenza quei vispi ragazzetti fanno le loro domande ed espongono, ingenuamente, le loro impressioni.

E debbo aggiungere che Missia Isabel è anche una valente e paziente infermiera (che oltre ai rimedii corporali, sa valersi della divozione a Maria Ausiliatrice, delle reliquie del Vena Don Bosco e di Domenico Savio, per ottenere splendidi risultati, sia per lo spirito che per il corpo): ed è quindi la madre e la dottoressa di tutta quella popolazione, umile e povera, che forma il rione, in cui è situata la nostra bella Chiesa-Santuario e il doppio Collegio, per i poveri e per gli agiati.

Questa distinzione è strettamente necessaria in questi paesi; d'altronde la distinzione dei gratuitos non offende i primi, nè li confonde con i secondi; mentre agli uni e agli altri si cerca di dare la stessa buona educazione.

Ma devo dire, che nella Scuola Gratuita, la quale potrebbe contare fino a cinquecento e più ragazzi, noi siamo nel nostro elemento. Il ricevimento di quei negretti fu, infatti, il più bello: appena rotte le file, trovandomi nel loro locale, anzi nella porta, e sulla strada, tutti mi vennero ad abbracciare, saltandomi anche al collo;... e quando diedi loro qualche medaglietta, e dissi qualche parola, non potevo più allontanarmi.

Conobbi anche il frutto della vera educazione. salesiana nel triduo scolastico, che loro predicai, e mi formai l'idea che Maria SS. Ausiliatrice vuole, oltre all'esternato ampliato e con propri maestri, anche una bella scuola di arti e mestieri. Voglia il Signore benedire i fervidi voti!...

L'Opera Salesiana in Valencia.

Dopo Caracas viene l'importantissima fondazione di Valencia, che è anche Collegio d'istruzione secondaria, nello stato di Carabobo, di cui Valencia è capitale. Anche qui, oltre le elementari, abbiamo i cinque anni d'istruzione superiore, detti « Cursos Generales ». Il Presidente della Repubblica, Generai Gomez, volle mettere in questo Collegio due dei suoi figli, con certe condizioni speciali, alle quali si credette conveniente di accondiscendere, beneficando egli, in cambio, il Collegio stesso colla compera delle case adiacenti, fino a renderci padroni di tutta la quadra, o isolato, cosa che non avremmo mai potuto sperare.

La casa di Valencia ha uno sviluppo assai consolante, possedendo un bell'Oratorio festivo, all'ombra del Santuario di Maria Ausiliatrice, ed oltre le dette Scuole Elementari e Superiori, una sezione di Figli di Maria, o di giovanetti grandicelli, aspiranti allo stato ecclesiastico, che forniranno, ben presto, il primo elemento per una casa di formazione di nuovo personale salesiano.

A questo fine si è accettata un'importante parrocchia suburbana, a mezz'ora di treno o di automobile, chiamata Naguanagna, che ha per titolare N.a S.a de Begoña e confina con la località di Guaparo, dove si è già iniziata una Scuola Agricola, in terreno donato da un insigne cooperatore. Questa parrocchia ci venne concessa in cambio di altra istituzione, detta de « la Divina Pastora », da noi ceduta all'Ecc.mo Vescovo per il Seminario. La futura Colonia è assai promettente, e rassomiglierà alla Scuola Agricola del Manga, presso Montevideo. Voglia Iddio, che col fiorire di queste e di altre opere nuove, richieste da urgenti bisogni, mercè il sostegno di nuove braccia che per il momento bisogna attendere da Torino, abbia a ricostituirsi, in breve tempo, l'Ispettoria Salesiana Venezuelana.

Dico il vero, io non potrò mai dimenticare le care impressioni ricevute nel Collegio e nella nostra chiesa di Valencia, le belle riunioni dei Cooperatori, degli Ex-Allievi assai numerosi, e dell'Associazione delle Devote di Maria Ausiliatrice, che si propongono una colletta mensile per l'Opera delle Vocazioni o per i Figli di Maria, come l'istituì Don Bosco.

Quello che mi fece toccar con mano l'efficacia del sistema educativo del Ven. Fondatore, fu l'allegrezza e soddisfazione generale con cui tutti gli alunni interni non solo rinunciarono, fin da quest'anno, all'uscita mensile, che gli usi del paese avevano introdotto in casa nostra, ma si adattarono facilmente anche a passare in Collegio, il Natale, il Carnovale e la Pasqua, con gran profitto della loro condotta, della pietà e degli studi.

Questo trionfo si ottenne dai zelanti Superiori e da tutto il personale col render dolce e soave la vita di collegio, procurando agli alunni mille onesti divertimenti colle più affettuose sollecitudini per il loro bene fisico e spirituale: ed è un vero trionfo dello spirito di Don Bosco sopra le smodate pretese dello spirito del secolo!

Il Collegio di Tariba.

Come passai in Caracas una bella festa di San Francesco di Sales, così feci anche un allegro e santo Carnevale tra i Confratelli e gli alunni di Valencia, per poi recarmi a celebrare la festa di San Giuseppe in mezzo alle montagne delle Ande, in Tariba (Stato di Tachira) dove, pure mi aspettavano speciali consolazioni.

Debbo confessare che gettando l'occhio sopra la carta geografica, al vedere il lungo e penoso viaggio che mi restava a fare per mare e per terra e su altissime montagne per andar a trovare quei cari confratelli della regione Andina, io ripeteva la frase che mi dicono pronunciasse l'indimenticabile Don Albera, di s. m., quando visitò i confratelli nella povera e solitaria, dimora del Mohàn presso Maracaibo : - Ma non si poteva cercare un sito migliore per i Salesiani in questa Repubblica?!

I nostri, lasciando quella regione, che sembrava allora inabitabile (ed ora sarebbe il nostro più bel campo, perchè i Nord-Americani, trovandovi ricchissimi ed inesauribili pozzi di petrolio, hanno fatto salire la popolazione della città a 1oo.ooo abitanti, ed ora vi aprono grandi scuole protestanti per i figli degli operai) andarono lontann lontano, all'estremo confine del Venezuela con la Colombia, in una piccola ed antica popolazione, detta Tariba.

Cercando le ragioni che mossero a questa fondazione, non possiamo dimenticare quella dei generosi Cooperatori che vollero dare allo Stato di Tachira (ad una lega di distanza della capitale

« San Cristobal ») una Scuola Superiore; e noi l'accettammo perchè quella regione, per la religiosità e semplicità di vita, offre speranze di buone vocazioni.

L'edificio è veramente bello, in splendida posizione, con ampi cortili; il clima, assai temperato e mite; il paese, tranquillissimo, proprio fatto per un collegio.

Oltre il corso elementare per interni ed esterni, l'istituto ha due anni del Corso Generale (o superiore) e due anni del Corso Commerciale; e facilmente vi si potrebbe aggiungere, in ambedue i corsi superiori, il latino, ed allora avremmo una scuola preparatoria salesiana, con abbondanti frutti di vocazioni...

Infatti dieci o dodici giovinetti vennero a manifestarmi il loro desiderio di appartenere all'opera di Don Bosco e di abbracciare la carriera ecclesiastica. Anche il Parroco ha i suoi sette od otto « monaguillos » o chierichetti, destinati al seminario diocesano, che frequentano le nostre scuole.

Celebre per la sua antichità - risale al 16oo - e per la divozione che riscuote, è l'immagine di N. S. de la Consolaciòn (o della Consolazione) che si venera in quella bella e grandiosa chiesa, ricca di privilegi e di memorie storiche del regime spagnuolo.

A Maracaibo.

Nell'andare a Tariba, dopo tre giorni di vapore, traversando il gran lago di Maracaibo, dovemmo far sosta per altri due giorni in questa città, ospitati dai RR. PP. Cappuccini, spagnuoli, nostri grandi e antichi amici. Attualmente n'è superiore il rev. P. Florencio de Artabia, fratello del Padre Genaro de Artabia, che fu Guardiano di Córdoba nell'Argentina, in intima relazione coi nostri di quella città ed ora residente a Buenos Ayres.

Quei buoni religiosi che hanno le missioni tra gli indii di quella zona di Venezuela (oltre un nuovo Vicariato, istituito recentemente), ci mostrarono cinque idoletti d'oro che, per la loro forma, almeno alcuni, sembrano appartenuti alle antiche tribù messicane. Li ottennero facendo capire agli indii che quegli idoli avevano perduto tutto il valore, perchè vinti da un Dio potentissimo, adorato da quasi tutti i popoli cristiani; ma si dovettero dar loro, in cambio, alcune medaglie del Sacro Cuore e piccoli crocifissi in oro puro, che essi ben conoscono, che accolsero con rispetto e misero al collo devotamente.

Di quei giorni, quegli indii avevano ferito a morte, con le frecce, due messicani che volevan penetrare nel loro territorio (uno era già morto, e l'altro si trovava con un braccio perduto all'ospedale). Poveretti! vivono in luoghi ancora inesplorati, infetti da febbri paludiche... ed aspettano l'entrata del Missionario, mentre tentano già di penetrarvi, anche a costo della vita, i cercatori dell'oro e degli altri ricchi minerali.

La città di Maracaibo sta aspettando il ritorno dei Salesiani, ed il 25 marzo, essendo di ritorno da Tàriba, vi lessi con piacere la pastorale dell'Ecc.mo Vescovo, che si rallegrava per aver ritornato al culto l'antica Chiesa di San Filippo Neri (chiusa un tempo e profanata, che minacciava di cader in mano delle sette anticattoliche), e faceva voti che vi si stabilisca perpetuamente il sacro culto e vi si celebri solennemente la festa di San Filippo!

Chissà che San Filippo non vi apra un Oratorio festivo di Don Bosco, che ricordi, insieme col suo, anche il nome del terzo Successore del Venerabile, che tanto zelo spiega, ed ha sempre spiegato, per gli Oratori Festivi! Sarebbe semplicemente provvidenziale per salvar la fede di tanti figli del popolo, secondo lo scopo che si prefisse il nostro Venerabile Padre.

Difficoltà di comunicazione.

Dopo tanti viaggi per visitare... tre case del Venezuela, mentre in un periodo relativamente molto più breve, e assai più facile, visitai per tanti anni 25 e 30 case dell'Argentina, tra cui varie in Patagonia, mentre sono in viaggio per 12 giorni sul Rio Magdalena per giungere alla sede dell'ispettore salesiano in Bogotà, mi sento, non solo ammirato, ma profondamente commosso al pensare e ricordare le penose fatiche e le gravissime difficoltà sopportate dai cari ispettori Don Foglino e Don Borghino e dall'indimenticabile Don Aime, che tanti bei ricordi del suo zelo e del suo spirito salesiano ha lasciato dappertutto!... Oh! se si conoscessero queste difficoltà dei viaggi per le distanze, questa scarsità di mezzi di comunicazione, lo stato del personale assai ridotto e senza possibilità di cambi o aiuti reciproci, i penosi ritardi delle poste fluviali (ora, finalmente, v'è la posta aerea con gl'idroplani, dove eravam tentati noi stessi di compiere il viaggio, perchè spesso diamo nei banchi di sabbia... come in questi momenti); se si conoscessero tante contrarietà, che finiscono per indebolire le fibre più robuste, si ammirerebbero ancor di più le fatiche dei nostri.

Sac. GIUSEPPE VESPIGNANI.

(1) Conoscendo quanto tornino gradite ai Cooperatori le notizie salesiane delle varie nazioni in cui è stabilita l'Opera di Don Bosco, chiediamo venia al rev.mo Don Giuseppe Vespignani, Direttore generale delle nostre Scuole professionali e Colonie agricole, se pubblichiamo creste pagine tolte da una sua privata corrispondenza; e in pari tempo lo preghiamo ad inviarci eguali ragguagli dalla Colombia e dalle altre Repubbliche sud-americane, ov'egli visiterà i nostri confratelli e le loro opere, qual rappresentante del nostro Rettor Maggiore.

Il nostro Rettor Maggiore.

Il rev.mo signor Don Filippo Rinaldi il 13 U. S. si recava a Roma, e il 18 aveva il conforto di essere ricevuto in particolare udienza dal Santo Padre Pio XI.

La bontà, con la quale lo accolse ed intrattenne lungamente il Vicario di Gesù Cristo, fu tale che il venerato Superiore uscì dall'udienza profondamente commosso.

Ne daremo i particolari nel prossimo numero.

Intanto, annunziamo che il Santo Padre ha impartito, con tutta l'effusione del suo gran cuore, una speciale Benedizione Apostolica ai Salesiani, alle Figlie di Maria Ausiliatrice, agli allievi, agli ex-allievi ed ex-allieve, e a tutti i Cooperatori e a tutte le Cooperatrici Salesiane, rallegrandosi del bene che compiono con la loro carità e col loro zelo.

Per non ritardare la pubblicazione di questo numero, rinviamo al prossimo mese anche la relazione della festa della riconoscenza, celebratasi il 23-24 u. s., in omaggio al nostro venerato Rettor Maggiore.

Ad essa, quest'anno, parteciparono con devoto entusiasmo anche gli alunni dell'Istituto Teologico Internazionale, e riuscì solennissima.

Già prima che si recasse a Roma, il signor Don Rinaldi era stato affettuosamente festeggiato, in varie case, dai Salesiani e dalle Figlie di Maria Ausiliatrice.

La casa centrale delle Figlie di Maria Ausiliatrice in Torino, che deve tanto della sua attività benefica alle sapienti direttive del sig. Don Rinaldi, ne celebrò l'onomastico il 25 maggio, con una dimostrazione commovente.

Gli orfanelli di guerra di Sassi, in mezzo ai quali il nostro Superiore si reca sempre volentieri, il 12 giugno vollero « esser i primi nel doveroso e gradito omaggio al Padre buono, all'erede del cuore di Don Bosco ». E sapendo di fargli « cosa assai gradita », gli consegnavano i loro salvadanai « pro Missioni Salesiane », dove essi da tempo venivano gettando qualche moneta, sacrificando volentieri le piccole leccornie. Il signor Don Rinaldi ebbe parole commosse per il buon cuore di quei piccoli 12o rofani, e sopratutto per il loro nascente spirito missionario e li assicurava, ancor una volta, che egli, come tutti gli egregi loro benefattori, ben volentieri e con grande affetto si reca in mezzo a loro, volendo in qualche modo compensarli dell'affetto, che più non hanno, dei loro padri caduti per la patria.

Al rev.do Clero "Atti della Santa Sede".

1) Con LETTERE APOSTOLICHE, in data 29 maggio, u.s., solennità dell'Ascensione di N. S. Gesù Cristo, il SANTO PADRE Pio xI ha indetto il grande Giubileo per l'Anno Santo, da celebrarsi dalla vigilia di Natale del 1924 alla vigilia di Natale del 1925. In virtù di dette Lettere tutti coloro che visiteranno entro l'anno le quattro Basiliche Maggiori (S. Pietro, S. Paolo, S. Giovanni in Laterano e S. Maria Maggiore), per venti giorni consecutivi o interpolati se sono domiciliati in Roma - per dieci, invece, se sono forestieri - pregando secondo l'intenzione del S. Padre, potranno lucrare pienissima indulgenza e remissione di tutti i loro peccati.

Il Santo Padre spera dall'anno santo abbondanza di grazie celesti per gli individui e per le nazioni, e confida di salutar di presenza molti dei suoi figli, anche i più lontani. Le intenzioni speciali per le quali Sua Santità desidera che si preghi nelle visite accennate sono due: che molti accattolici entrino nel seno della vera Chiesa; e che si abbiano a comporre, come esigono gli interessi della Religione, le cose di Palestina.

Il prezioso documento termina con un appassionato appello a pellegrinare alla città santa, scelta da N. S. Gesù Cristo a sede del suo Vicario, che possiede il sepolcro dei Principi degli Apostoli, le reliquie di tanti Martiri, e tanti monumenti sacri, quali non si trovano in nessun'altra città del mondo; e a pellegrinarvi, non per curiosità, come fanno tanti ogni giorno, bensì con spirito di penitenza, e con cristiana modestia nell'aspetto, nel camminare, e, sopratutto, nel vestire. (Lettere Ap. Infinita Dei misericordia del 29 maggio 1924).

2) Con la COSTITUZIONE APOSTOLICA « Dominici gregis cura » il Santo Padre Pio XI smembra dalla diocesi di Pesqueira, nel Brasile, le parrocchie di Petrolina, Ouricury, Leopoldina, Sao Gonzalo, Boa Vista, Cabrobo, Nova Exu, Granito, Seninha, Salgueiro, e ne forma la diocesi di PETROLINA, dove dichiara eretta la Cattedra episcopale - 30 novembre 1923. - (La diocesi di Petrolina è stata affidata al nostro confratello Mons. Antonio Malan, già Prelato di Registro di Araguaya).

3) Con LETTERE APOSTOLICHE del 2o febbraio u. S., il S. PADRE Pio xI concede l'indulto dell'oratorio privato per tutti i giorni dell'anno, anche i più solenni, e la facoltà di celebrare anche in mare, quando si trovino in viaggio, ai membri del Consiglio Superiore dell'Opera Pontificia della Propagazione della Fede.

4) Con LETTERE APOSTOLICHE del 25 marzo u. S., il SANTO PADRE PIO XI ha arricchito di un cumolo d'indulgenze plenarie e parziali e di facoltà, proprie di molti ordini religiosi, i fedeli e i sacerdoti, ascritti alla Pia Opera della Propagazione della Fede. È un lunghissimo elenco, che occuperebbe varie pagine. Basti cotest'accenno perchè i sacerdoti, specialmente, se lo procurino e lo leggano e ne traggano eccitamento a promuovere la diffusione di un'Opera tanto provvidenziale.

5) Con altre LETTERE APOSTOLICHE il SANTO PADRE PIO xI si congratula con l'E.mo Card. Mercier, Arcivescovo di Malines, celebrante la sua Messa d'Oro (26 marzo 1924) - e invia come Suoi Legati l'E.mo Card. De Lai al Concilio Plenario Sardo ad Oristano (2 aprile 1924), l'E.mo Card. Fruhwirth a Linz, in occasione della consacrazione della nuova cattedrale (12 aprile 1924), l'E.mo Card. Giorgi in Terra Santa per la consacrazione delle basiliche erette sul Monte Tabor e nell'Orto degli Olivi (18 aprile 1924), e l'E.mo Card. Sincero al Concilio Abruzzese (5 maggio 1924).

5) Con LETTERE, in data 5 maggio, il SANTO PADRE PIO xI, rievocando le benemerenze e le glorie della Pontificia Università Gregoriana, accennati i Santi che ha dato alla Chiesa (il card. R. Bellarmino, Luigi Gonzaga, Camillo de Lellis, Giovanni Berchmans, Leonardo da Porto Maurizio, Giovanni Battista de Rossi), e il gran numero d'illustri discepoli, tra cui si contano presentemente duecento vescovi, una terza parte del Sacro Collegio dei Cardinali e lo stesso Sommo Pontefice, commenda ed approva la fondazione dell'Associazione degli Ex-allievi della Gregoriana, sotto la protezione del B. Card. Bellarmino, e ne sancisce gli statuti, nei quali si fa cenno di un periodico per l'associazione, intitolato « Gregorianum ».

6) Con DECRETO DELLA SACRA CONGREGAZIONE DI PROPAGANDA FIDE, del 6 gennaio, venne revocato il privilegio di precedenza ai sacerdoti aventi il titolo di Missionari Apostolici, firmis manentibus ceteris privilegiis eidem titolo adnexis; per cui, ad ogni sacerdote, sive extero, sine indigenae, ceteris paribus, spetta il diritto di precendenza secundum prioritatem sacrae ordinationis, a norma del can. 1o6 del Codice di D. C.

7) Con altro DECRETO DELLA SACRA CONGREGAZIONE DI PROPAGANDA FIDE l'E.mo Card. Dubois, Arcivescovo di Parigi, venne nominato Direttore Generale dell' Unione Missionaria del Clero in Francia (20 febbraio,1924).

8) Con DECRETO DELLA SACRA CONGREGAZIONE DEI RITI, in data 24 febbraio 1924, vennero dichiarate eroiche le virtù della Serva di Dio, Venerabile Suor Maria di S. Eufrasia Pelletier, Fondatrice della Congregazione delle Suore del Buon Pastore.

9) Il 27 maggio alla presenza del Santo Padre si tenne la CONGREGAZIONE GENERALE DEI SACRI RITI per discutere il dubbio su due miracoli, che si asseriscono operati da Dio per intercessione del Ven. ANTONIO MARIA GIANELLI, Vescovo di Bobbio, Fondatore delle Figlie della Maria Santissima dell'Orto.

Le meraviglie di Maria Ausiliatrice

Imponenti trionfi di Maria SS.ma Ausiliatrice.

Si ebbero in cento e cento località, in Italia e all'Estero, e con, maggior pompa e splendore degli anni passati, perchè - a giudizio di tutti - la divozione a Maria SS. Ausiliatrice, come l'ha proposta Don Bosco, congiunta alle pratiche più intime e salutari della pietà cristiana, e alla promessa di ogni sorta di grazie e favori, va sempre meglio penetrando nell'anima del popolo cristiano. Lo dimostrano i tridui, le novene, e i mesi interi di predicazione, frequentatissimi: la straordinaria affluenza ai SS. Sacramenti: le processioni imponentissime che si svolgono, dappertutto, con devoto entusiasmo: le grazie, numerosissime, che da ogni sua chiesa, da ogni cappella, da ogni suo altare, la potentissima Ausiliatrice dispensa ai devoti.

Noi, ad es., a chi possiamo e dobbiamo ascrivere il continuo fiorire dell'opera di Don Bosco, lo sviluppo magnifico che assumono le Missioni Salesiane, e, sopratutto, i lieti manipoli di bene che rallegrano il cuore dei missionari? A Lei, che ispirò al Venerabile il nuovo apostolato, e maternamente lo guidò e sorresse in ogni età della vita e, morto, ne volle ognor vivo e fattivo lo spirito, nelle opere e nei figli. A Lei, quindi, nell'intimo dell'animo, e in faccia a tutto il mondo, l'espressione unanime della nostra riconoscenza!

A Torino.

Prima di tutto, un breve ragguaglio sulle solennità che si svolsero nella Basilica di Torino.

L'affluenza dei fedeli, l'entusiasmo e la loro pietà - come abbiamo detto lo scorso mese non potevano essere maggiori. Le sante Comunioni che si dispensarono la vigilia e il giorno della festa sommarono a 15.ooo! Unite alle 47.000 che si distribuirono dal 1° al 31 maggio, dànno l'eloquente cifra di SESSANTADUEMILA COMUNIONI IN UN MESE!

Non è possibile dire, in poche parole, lo spirito e lo splendore di tali festeggiamenti. Le preghiere individuali e collettive, i cantici, le montagne di fiori deposti ai piedi della statua della Madonna, le innumerevoli benedizioni di Maria Ausiliatrice impartite a ogni classe di devoti, e le funzioni magnifiche diedero un carattere più unico che raro alle solennità.

L'intervento di parecchi Arcivescovi e Vescovi; - delle LL. EE. RR.me Mons. Giuseppe Gamba, nuovo Arcivescovo di Torino, Mons. Giuseppe

Antonio Leczano y Ortega, Arcivescovo di Managua nel Nicaragua, Mons. Canuto Giuseppe Reyes y Valladares, Vescovo di Granada nella stessa Repubblica, Mons. Costanzo Castrale, Vescovo tit. di Gaza, Mons. Dante Munerati, Salesiano, nuovo Vescovo di Volterra - diedero, senza dubbio, sommo splendore ai sacri riti, che si svolsero fra le melodie armoniose della nostra Schola Cantorum con tanta maestà, che la Basilica, superbamente addobbata, pareva un angolo del paradiso.

L'esecuzione della Messa « Iste Confessor » di Pier Luigi da Palestrina, nella quale, alla nostra Schola Cantorum si associarono, sotto la direzione del M. Cav. Giuseppe Dogliani e del M. D. Giovanni Pagella, più di cinquanta tenori e bassi dell'Istituto Internazionale Don Bosco della Crocetta, fu semplicemente meravigliosa.

S. E. R. Mons. Giuseppe Gamba fu lieto di tener in Maria Ausiliatrice il suo primo pontificale, come Arcivescovo di Torino, e d'indossare per la prima volta il S. Pallio.

Un grazie sentitissimo al zelantissimo Pastore, che, insieme con Mons. Munerati, volle intervenire anche alla processione serale, e grazie altresì alle numerosissime associazioni religiose maschili e femminili della città, che costituirono la nobile corte dell'Ausiliatrice.

Come descrivere quel superbo trionfo? Notava il « Foglietto mensile parrocchiale » della Basilica: - Dall'asilo d'infanzia agli Oratori Festivi, dai circoli ginnasti e sportivi alle bande musicali, dagli alunni dei diversi collegi ai fucini e fucine della R. Università, dagli orfani di guerra agli Uomini cattolici e alle Madri cristiane, fu una lunghissima teoria di devoti che, in unione col Clero, fra due fittissime e compatte ale di popolo, accompagnò lungo il percorso della processione il venerato simulacro dell'Ausiliatrice. Questo era posto su un carro, completamente coperto di addobbi e fiori, e trainato a mano, in ossequio alle recenti disposizioni della Sacra Congregazione dei Riti.

» La memoranda giornata si chiudeva con la benedizione del SS., impartita da S. E. l'Arcivescovo, che in fine portava Gesù Sacramentato alla porta del Santuario per benedire altresì l'immensa folla che gremiva letteralmente la vasta piazza. Allo squillo di tromba, annunziante l'arrivo di Gesù, tacciono i canti, si fa un silenzio profondo; e, quando la benedizione è impartita, erompe un applauso fragoroso da tutto il popolo, che manda così il suo fervido saluto a Gesù e alla divina sua Madre.

» La giornata si chiuse con la rinnovata artistica illuminazione del sacro tempio, che rimase per due ore avvolto in un mare di luce. Possa la luce della grazia di Dio risplendere sempre nelle anime nostre! »

Pro « Missioni Salesiane ».

E risplenda la luce divina della Fede a tutti gli infedeli!... A questo scopo, durante le feste di Maria SS. Ausiliatrice, si svolsero nell'Oratorio cinque « Giornate Missionarie » col seguente programma:

I° Nel mezzo del primo cortile venne eretto un grazioso diorama, o panorama, riproducente tre scene delle Missioni Salesiane di America: - la celebrazione della Santa Messa in piena foresta, tra i Kivari dell'Equatore; un gruppo di Bororos del Mattogrosso (Brasile), intenti a lavori campestri; un gruppo di Fueghini alla caccia del guanaco. Lasciato aperto dal 23 al 25 maggio, il simpatico chiosco fu continuamente ripieno di visitatori.

2° Contemporaneamente, si tenne aperto un « banco di beneficenza » pro Missioni, e in brevissimo tempo si videro esauriti i doni inviati dai benemeriti cooperatori torinesi, ai quali rinnoviamo i più vivi ringraziamenti.

3° Nel pomeriggio del 25 e del 29 maggio i nostri cari alunni artigiani ripeterono la rappresentazione di un'operetta missionaria, « Raggio di sole », scritta dal prof. Angelo Burlando e musicato dal salesiano dott. Don Vincenzo Cimatti. Il teatro, ambedue i giorni, si gremì di pubblico ammirato e commosso, che mise insieme una bella elemosina per i nostri Missionari.

4° La sera del 29 maggio e del 1° giugno, Don Fasulo e Don Trione tennero nel teatrino dell'Oratorio, aperto a tutti, due belle e importanti conferenze missionarie, illustrate da numerose proiezioni, che piacquero assai, e fecero sorgere l'idea, di consacrare, a cominciare dal prossimo novembre, la Ia domenica del mese alla celebrazione di una giornata missionaria, con particolari preghiere nel Santuario e conferenza serale con proiezioni, per tutto l'Anno Santo, che è pure l'anno del giubileo d'oro delle Missioni Salesiane.

5° Finalmente, dopo aver raccomandato a tutti particolari preghiere in tutti i giorni accennati, il primo giugno venne particolarmente consacrato a questo scopo, e ad esso furono rivolte le esortazioni dei vari sacerdoti, che in quel giorno tennero ai fedeli la spiegazione del vangelo e le istruzioni catechistiche.

Anche la conferenza che rivolse ai Cooperatori e alle Cooperatrici Salesiane, la sera dell'Ascensione, il missionario don Michele Borghino, fu tutta una documentazione dei trionfi di Maria SS. Ausiliatrice nelle Missioni Estere Salesiane.

In Italia.

L'augusta nostra Patrona ebbe altri imponenti trionfi nelle più grandi città d'Italia, a cominciare dalla Capitale. Quattro Porporati, gli Eminentissimi Cagliero, Ranuzzi de' Bianchi, Bonzano e Galli, insieme con Mons. Bevilacqua, Arcivescovo titolare di Scitopoli, Mons. Olivares, Vescovo di Sutri e Nepi, e l'ill.mo Mons. Angelo Roncalli, resero, con la loro partecipazione, più solenni le feste svoltesi nella Basilica del S. Cuore al Castro Pretorio, coronate da una maestosa processione per le vie della parrocchia.

Il simulacro di Maria SS. Ausiliatrice venne portato in trionfo anche in altre vie di ROMA, nei quartieri di S. Saba, del Testaccio, e nella parrocchia Ognissanti nel quartiere Appio, dove i sacri cantici, le melodiose note del concerto parrocchiale, e un'ininterrotta pioggia di fiori resero proprio trionfale il suo passaggio, in mezzo ad una folta schiera di popolo riverente, assiepato lungo la storica via.

Solennissime apoteosi si svolsero anche a VENEZiA, e precisamente a Castello per le vie principali delle parrocchie S. Giuseppe e di S. Pietro, adorne di damaschi e di fiori; - ad ANCONA, con intervento di tutte le associazioni cattoliche, del Seminario, dei Parroci e del Clero, con a capo Mons. Ferri, Vescovo di Montalto; - a PERUGIA, dove il lungo viale Zefferino Faina era tutto adorno di archi, bandiere e lampadine, e la pioggia di fiori dalle finestre al passaggio della statua di Maria Ausiliatrice fu continua e crebbe d'intensità al ritorno in Borgo S. Angelo fino alla chiesa di S. Agostino, innanzi alla quale S. E. R. l'Arcivescovo Mons. Rosa, tornato appositamente da Pieve di Campo dove celebravisi' altra festa solennissima, prima di dare la benedizione eucaristica volle esprimere all'onda di popolo che gremiva la piazza e le vie la sua compiacenza; - a NOVARA, dove, al ritorno al Santuario, non meno di cinquemila persone si fermarono ad ascoltare una splendida allocuzione del rev.mo Teol. D. Lino Cassani; - a VERCELLI, dove le numerosissime associazioni cittadine, unite nel solenne omaggio, erano presiedute dall'Arcivescovo S. E. Mons. Gamberoni; - e a BIELLA, a DIANO D'ALBA, a FINALE EMILIA, a VARAZZE, partendo dalla cappella di Maria Ausiliatrice, - a FAVARA, a MARSALA, ecc.

Nè mancarono altre particolari dimostrazioni di fede e di entusiasmo, che resero più caratteristici e memorandi i festeggiamenti.

A CANELLI (Alessandria) presso la Colonia Agricola Faravelli, venne inaugurato un piccolo campanile e benedetta una nuova campana, in attesa d'iniziare al più presto la costruzione di un santuario, che attiri ai piedi di Maria Ausiliatrice la popolazione dei dintorni.

A FOSSANO, nel dì solenne, venne inaugurata, un'esposizione di oggetti offerti per le Missioni Salesiane.

A TORTONA un gran numero di alunni delle pubbliche scuole prese parte, in preghiera per la patria, alle devote funzioni, rese più solenni dalla presenza e dalla parola del Vescovo Diocesano Sua Ecc. Rev.ma Mons. Simon Pietro Grassi.

A FERRARA, come diciamo altrove, la soavissima festa la si volle unita a un riuscitissimo convegno di ex-allievi e ad una splendida giornata missionaria.

A S. PIER D'ARENA venne associata da una grande « fiera di beneficenza » e all'introduzione della pia pratica della Corte di Maria. Non si sapeva propriamente in che consistesse, perchè era la prima volta che una tale funzione si compiva nella nostra chiesa, ma bastò un cenno del ProParroco perche con slancio commovente i buoni parrocchiani fornissero in gran copia fiori e candele. L'altar maggiore su cui troneggiava la statua dell'Ausiliatrice in un mare di luce, era tutto un giardino di fiori i più olezzanti, in mezzo a cui ardevano numerosissime candele. E tutto il giorno fu un continuo pellegrinaggio di divoti ai piedi di Maria: gli Istituti della Città e le Associazioni parrocchiali vollero pure il loro turno, e così la celeste nostra Regina ebbe, in ogni ora del giorno, affettuoso e devoto corteggio. Ciò che riempì, più ancora, il cuore di santa letizia, fu l'imponente frequenza ai SS. Sacramenti.

A VERONA il Comitato Salesiano locale rivolse a tutti i predicatori del Mese Mariano opportuno invito di parlare della Madonna di Don Bosco, toccando specialmente della materna sua bontà a favore delle Missioni.

A TORBE, in prov. di Verona, due anni or sono, presso la strada all'ingresso del paese, veniva eretto, conte ex-voto della piissima signora Rosa Quintarelli, un magnifico capitello nel quale campeggia un'artistica e divotissima statua della Vergine sotto il titolo di Aiuto dei Cristiani. Da quel giorno la pietà di quel buon popolo andò continuamente crescendo in commoventi manifestazioni di fede, ricambiate da una copiosa abbondanza di grazie e di favori celesti. La festa di quest'anno, alla quale presero parte i giovani cantori e bandisti dell'Istituto Don Bosco di Verona, fu uno splendido e grandioso trionfo di riconoscenza e d'invocazione.

A S. BONIFACIO DI VERONA, dal locale circolo ex-allievi venne promossa una grandiosa festa popolare, alla quale prese parte la schola cantorum dell'Istituto Salesiano di Verona, che, alla sera, nel teatrino dell'oratorio gremitissimo, rappresentò il « Cieco di Gerico », melodramma in due atti, del M.o Dott. D. Vinvenzo Cimatti.

Ad ESTE si volle inaugurare il Giubileo d'oro delle Missioni Salesiane con conferenza tenuta dal nostro D. Trione nel salone S. Francesco, gentilmente concesso dal Collegio Vescovile.

A CHIOGGIA, dove S. E. R. Mons. Mezzadri distribuì di sua mano più di 50o comunioni, le ragazze delle scuole pubbliche vollero una S. Messa per loro, e i giovani oratoriani portarono in trionfo la statua della Madonna, tra l'ammirazione di tutti.

A LIvoRNo venne associata alla festa devotissima la commemorazione del XXV dell'Opera Salesiana locale e del XXV di sacerdozio di quel direttore.

A NAPOLI gran festa mariana e missionaria, per i solenni omaggi resi alla Vergine, e le conferenze di propaganda e i trattenimenti di beneficenza « pro Missioni Salesiane ».

A CATANIA, nella chiesa di S. Filippo si svolsero numerosi pellegrinaggi, e fuori di chiesa tenne una brillante conferenza il Can. Salvatore Puglisi; e nei giorni seguenti ebbero luogo, solennissime, le Sacre Quarantore.

Abbiamo, sott'occhio, altre entusiastiche relazioni e precisamente delle feste celebratesi ad ALBA nella chiesa dei SS. Cosma e Damiano; - a Como nella chiesa dei SS. Filippo Neri e Luigi Gonzaga;: a - PINEROLo, a MODICA, a NASO provincia di Messina, ecc.

Coroneremo coteste consolanti notizie con un accenno alla solennità, celebratasi con gran concorso di fedeli accorsi da tutti i paesi dei dintorni, ai BECCHI di Castelnuovo d'Asti presso la casetta ove nacque il Ven. D. Bosco. Gli alunni dell'Istituto Paterno di Castelnuovo con scelta musica, accompagnarono tutte le sacre funzioni, celebrate dal rev.mo Teol. Don Luigi Piscetta, del Consiglio Superiore della nostra Pia Società, rappresentante il signor Don Rinaldi. Il caro missionario Don Michele Borghino disse le lodi di Colei che, apparendo a Giovannino Bosco nel povero casolare di fronte, gli additava i trionfi dell'opera che a lui avrebbe affidato la Divina Provvidenza, e che Ella prese e ritenne sotto il suo pianto di Madre: « Per comprendere - diceva - tutta la grandezza della protezione accordata dall'augusta Madre di Dio a Don Bosco e all'Opera Salesiana, non basta leggere le relazioni che mandano i Missionari, mia bisogna vedere coi proprii occhi i molteplici, strepitosi, e quotidiani prodigi della gran Madre di Dio. A Lei, quindi, in questo santo luogo, pieno di tante rimembranze, che ci commuovono sempre nel più intimo del cuore, il grazie riconoscente di tutti i figli di Don Bosco, dei vicini, ma particolarmente dei lontani e dei più lontani, che tante e tante volte, nei momenti in cui sentono più vivo il bisogno degli aiuti del cielo, appuntano lo sguardo e vengono pellegrini in ispirito, come alla tomba, così alla culla del Ven. Padre! »

Delle feste, celebratesi all'Estero, faremo cenno altra volta.

GRAZIE E FAVORI (*)

Incolumi da gravissimo rischio.

Alle cinque di questa mattina, dopo aver ascoltata la S. Messa e fatta la S. Comunione ai piedi di Maria Ausiliatrice, mi recai col biroccino a Castel S. Pietro, e verso le otto, ero in viaggio di ritorno. Passando davanti ad una chiesetta della Madonna, essendo il mese di maggio, volli entrare a salutare la Benedetta Madre di Dio, e, come presago di ciò che stava per succedermi, Le recitai con devozione tre Ave, pregandola a liberarmi da eventuali pericoli.

Ero appena uscito dal paese, quando, sulla via Emilia, vedo giungere a grande velocità il trenino Bologna-Imola. Benchè il cavallo, che guido da parecchi mesi, non fosse mai stato impressionato dal treno, non tardai ad accorgermi che questa volta si mostrava timoroso. Avanti a noi procedevano altri biroccini e parecchie biciclette, e la polvere, mescolandosi col fumo della locomotiva, lasciava a stento scorgere la strada. Ebbi appena il tempo di rendermi conto della situazione, non quello di saltare giù dal biroccino, perchè ciò che sto per dire si svolse assai più presto di quel che dirò. La macchina, sopraggiunta rapidamente, aveva rasentato il veicolo, che il cavallo aveva respinto indietreggiando obliquamente: e il carrozzone, che seguiva la macchina, urtando violentemente il biroccino, lo faceva piegare a destra, in modo che cavallo e biroccino subirono un secondo e più terribile urto, le stanghe della carrozzella si ruppero come leggeri fuscelli, le ruote si spezzarono, e le altre parti andarono in frantumi. Passarono le ultime carrozze ed io, non so come, mi trovai seduto sui rottami presso il binario, esterrefatto, ma perfettamente incolume. Il mio compagno di viaggio, B. Clemente, nel momento dell'urto mandò un altissimo grido, saltò giù dal biroccino e si trovò parimenti incolume. Il treno, data la velocità con cui procedeva in quella leggera discesa, non potè fermarsi che alla distanza di circa 150 metri. Tutti i passeggeri scesero in gran fretta col personale viaggiante e corsero verso di noi persuasi di trovare due informi cadaveri; ma quando ci videro tutti e due, storditi ma incolumi ed intenti a raccogliere gli avanzi del veicolo, esclamarono in coro: « Questo è un miracolo, è un vero miracolo! ».

Castel de' Britti, 12-5-1924. GIUSEPPE MASERA.

O VERGINE BENEDETTA, GRAZIE! - Quando con acerba violenza, ci tumultuavano nell'animo il timore e l'angoscia, ricorremmo a Te, Ausiliatrice potente, e Tu, benigna, ascoltasti la prece delle tue figlie e ne tergesti le lacrime.

Il 9 gennaio u. s. l'ottima direttrice fu colta da improvviso malore intestinale. Impressionate, per essersi manifestato il male coi medesimi sintomi della malattia mortale, che tre mesi innanzi ci rapiva una carissima consorella, il cuor nostro era in preda al più agitato timore. Prostrate innanzi alla tua dolce Imagine Ti scongiurammo con tutta la fede dell'ardente cuore missionario ad aver pietà delle tue figlie confinate tra popoli infedeli, e promettemmo di pubblicare la grazia ed inviare un'offerta per decoro del tuo Santuario in Torino, se ci tenevi lontana una tanta sciagura.

E Tu, sempre clemente, o Pia, ci esaudisti, e noi sciogliamo il voto.

Il 7 corrente aprile una cara consorella, giunta da cinque mesi alla Missione, veniva colpita improvvisamente da forte e violenta emorragia nasale, con pericolo di rimaner dissanguata in poche ore. Grazie al Tuo patrocinio potente, o celeste Ausiliatrice, mercè le energiche cure del caso, si potè salvare.

O Vergine benedetta, grazie!

Damasco, 24 aprile 1924,

Le Figlie di Maria Ausiliatrice della Missione di Damasco (Siria).

SIENO ETERNE GRAZIE ALLA MADONNA DI DON Bosco! - L'anno scorso caddi gravemente malato di angina pectoris. Il caso era assai grave e i medici mi davano perduto. Ricorsi, insieme con i miei, alla « Madonna di Don Bosco », all'Ausiliatrice benigna e potente di tutti i cristiani; e le umili preghiere furono esaudite: ho riacquistato perfettamente la salute. La mia riconoscenza sarà eterna. Sciolgo la promessa di pubblicare la grazia.

Brusasco, I giugno 1924.

F. M.

Ottennero pure grazie da Maria SS. Ausiliatrice e alcuni, pieni di riconoscenza, inviarono offerte per la celebrazione di Sante Messe di ringraziamento, per il Tempio erigendo a Gesù Adolescente e alla Sacra Famiglia, per le Missioni Salesiane, o per altre opere di Don Bosco, i seguenti:

A) - A. C., Acquarone L., Actis G., Adanti E., Albertini C., Allara P., Allasino C., Allevio M., Ambrosiani E., Amisano B., Anessi I. in Martinelli, Arcari A. in Sarzi, Arduino L., Arena M., Artaz A., Antonio L., Avalle D., Avon O.

8) - Bafile E., Barbaro L. in Rossi, Barnero M., Bechis G., Becchis G., Bena M., Berardo G., Beretta C., Bermani M., Bernardi T., Bernasconi M., Bernini d. A., Bertora E. in Basso, Bessolo C., Binelli M., Bianco S., Blangero L., Boccagni A., Boccagni T., Bogliaccino A. in Cerrato, Bolla A., Bonansea A., Bonometti G., Borra . M., Bossi I., Bot P., Bovio M., Brambilla M., Brasso M., Brena G., Briguglio G., Brunetta E., Brunetta M., Brunetta R., Bruno L., Brusco F., Buriani A., Burla M.

C) - C. C. R., C. M., Calabria C., Calanchi G., Caldarella M. in Amendolito, Camerano C., Canalis d. A., Canepa suor M., Capella M., Cappero A., Caprisoglio M., Carena G., Carniel-Arpinolo, Carnana G., Casasco C. ed E., Casale C., Casalegno G., Casalis G., Casini d. A., Cassani Teol. d. L., Cassenti G., Castando F.. Castellana D., Castelnuovo C., Cavaliere E., Cavalli B., Cavallini Z., Cavasini E., Cavigioli C., Cazzaniga A., Cazzuli C. in Rossi, Cecconi M., Cena M., Cena V., Cerrutti D., Cherini T., Chiappani C., Chiappuzzo E., Chiesa G., Chiodo A., Cirillo M. in Soreca, Cirione I., Claretta C., Cocco-Campus A., Cogo T., Coletti C., Colombo-Banchina, Colombo E., Cornetto T., Comino D., Comodi R., Conte L., Corbellini P., Corbo G., Corbolani L., Corneti M, in Mongardi, Corradi L., Corradi P., Corti C., Craviotto C., Cresto M., Cristiani V. in Poggi, Croce M., Cuminatti R.

D) - D. N., Da Catra G., Daldossi A., Dalla Mano T., Damilano G., Danna A. in Vallain, Darbesio M,, De Cao G., De Cicco I., Degli Uberti A. in Pelizzari, Dei Grandi E., Della Piana S., Della Torre G., Della Torre S., Delleani I., De Lorenzi G., Denarier A., De Nicolò d. L., Desirello F. in Simonotti, Dessi A., Di Falco A., Direttrice dell'Asilo di Quargnento, Donnini A. in Sabbattini, Doroni A., Dotto D., Duclair R.

F) -- F. L., Fabbri N., Famiglie Allisiardi, Bellini, Bonfante, Br. e Ci., Dr. De Benedetti, Dr. Fornaro, Gabbo, Garrone, Saracco, Fanetti G., Fantuz M., Fassio G., Fenoglio R., Ferrando A., Ferrara F. in Savio, Ferrara G. in Roversi, Ferrari M. in Ferretti, Ferraris G., Ferrero T,, Ferretti Maddalena, Festa M., Fin I., Fornengo V. in Simondi, Forno E., Fracchia A., Frea M. in Albrito, Fronza M., Fumagalli dr. G., Fuse M.

G) - G. M. ch., Gaglio V., Gai G., Galetta M., Galetti A., Galli G., Galli suor A., Gallo B., Gallo C. in Cornaglia, Gallo T. A. M., Gandini I., Garbolino R., Garbolo M. in Tradigo, Gardano A., Gasparotto Teresa, Gatti d. C., Gaviglio R., Gavinelli C., Gennai M. A., Geraci A., Gerbando C., Germano M., Gerola E., Gherlone G., Ghiotto 0., Giachero I., Giacchero T., Giè P. in Meda, Giovani dell'Istituto S. Giovanni Evangelista di Torino, Giuliano C., Gizzi A., Gnavi P. e M., Gnavi M., Golfo A., Gorgellino A., Gorna A. in Bonaudo, Grandetti A., Grandi N., Grangiotti G., Grasso V., Grilloni V., Guala A., Gugliada M., Guglielminetti C., Gugiielminotto M., Guglieri P., Gulli C.

I) - Iob E., Isnardi M., Ivaldi D.

L) - L. C., L. E. M., La Corte d. S , Lanfranchi V., Lareschi O., Lazzarini M., Licciardello M., Lippi E., Lisa suor M., Locastro R., Loggia M. Luisa, Lombardi, Lombardo Teresa, Longo C. in Spina, Luchi T., Luna ch. B., Lusano D.

M) - M. F., M. F. M., M. A., M. B., Macellaro L., Macconi C., Magna T., Malugani C., Manfredi G., Manfredi S., Manfredi V., Mangrosio A., Maquignaz L., Marrano U., Martignoni R., Masera G., Masio G., Massa E., Massa R., Massoni Famiglia, Mastrangelo M., Marziotto L. in Mancini, Mazzucchi D. M., imielotti N. M. in Piani, Merlo F., Mettica A., Mezzullo C., Micheli A., Milanesi I., Minasso C„ Mirabile C., Mócco P., Moli. natti A. in Prelle, Mollo M , Mondo 5., Montalbetti C., Monzeglio T. in Cesario, Mori M., Moricca dott. G., Morlassi T, in Ferlosio, Moro P. in Galbuscia, Mortellaro P., Moscato M., Motta L., Muselli F.

N) - Nascimbene D., Navacchia L., Nebuloni R. in Pagani, Nè M, in Lodi, Negrini A. in Omodei, Negro A., Nilla G., Nizzo V., Novello L.

O) - O. A., O. M., Oddo A., Odorizzi R., Olivari A., Ossola F., Ottaviani E., Ottaviani G., Oyen-Gerbaz A.

P) - P. D., P F. F. A., P. P., R., P. S., Pacca prof. M., Paganoni S., Palermo M , Parocca C. in Robecchi, Pasutti D., Pedrotti G., Pellissier F., Pelizzoni U., Perfumo E. in Scarsi, Perosino G. ved. Molin Smiraldi, Perono M., Petazzi D., Pezzolo G., Piantoni M., Piazza F., Pio M., Piroddi F., Platania L., Pol M., Polizzi ch. S., Portinaro R., Polonio Cav., Prato T. in Oddenini, Previale D., Prizzi N., Prò M. S.

Q) - Quartana F.

R) - R. A., D., R. E., R. M., R. R., Ramondini F., Ramponi D., Randi R., Rapetti S., Rava A., Ravetto R., Revelli C., Revessi A., Riccardi C., Ricchini L. in Rasparolo, Ricchini M., Ricossa G,, Ricotti M. in Biasca, Rigoldi R., Rissone T., Rizzo R., Rizzardi D., Rizzoli B., Rocca P., Roggero E., Roggero M., Rolfo M., Roma A. ed A., Romanin A., Ronchetti G., Rosada V., Rosati C., Rossi G. in Graziano, Rossi L., Rosso M., Rossini L. in Monay, Rossini R. in Bestini, Rota P., Rubin E., Ruella L. Rumbolo G.

S) - S. B., S. C., Sacco M., Saitta G. in Carmelo, Salvetti D., Salvi G. In Alessio, Samperi C., Sampietro A., Sartore V., Savin C., Sbarazzini C., Sbarbori A,, Sciara T., Sciortino R., Scelsi A., Sempiana A., Sericano V. E., Sesia T., Silvestrini R., Sitzia G., Sola A., Sordella T., Sorelle Rabino, Chini, Costa, Soresini R., Spadoni M., Spagnoli I., Spanò F., Speranza F., Suchet G,, Suor Maria Agostina.

T) - T. D., T. M., T. P. in B., Tamburino E., Tedioli C., Testa D , Tinetti M., Togni L., Traversi E. in Clementi, Truffa M.

V) - Vallino M., Valsania A., Valsecchi G., Varazza F., Vascellari M., Venturini A., Verardi I., Verardi M.,. Vietti G., Viganò d. P., Vignola F., Vigo M.,. Villanis E., Visconti G.

Z) - Z. A., Zaffaroni G., Zambinetti F., Zamperoni C., Zandigiacomi M., Zandoneglia P., Zanetta G., Zanoni G., Ziliani C., Ziliani T., Zorgoli G., Zorzini M., Zorzit R., Zucchini E., Zunino E.

A GLORIA DEL S. CUORE!

Ogni giorno fate vostra l'intenzione assegnata agli ascritti all'Apostolato della Preghiera; e il io venerdì del mese, sacro al Cuore di Gesù, e il 24 sacro a Maria SS. Ausiliatrice, raccomandate anche l'intenzione speciale, da noi proposta.

INTENZIONI PER IL MESE DI LUGLIO.

Intenzione quotidiana:

« I RITIRI CHIUSI ».

Un corso di esercizi spirituali, anche di pochi giorni, per sacerdoti, per uomini e giovani cattolici, per signore e signorine ed anche per soli operai, se si compie in luogo ritirato, tutt'insieme raccolti anche per il vitto ed il riposo, è sorgente ampia e perenne di ogni divina benedizione. Fortunatamente, dappertutto, vengono promossi tali corsi di ritiri spirituali, massime nei mesi di estate e di autunno. È, quindi, di vera opportunità, pregare il S. Cuore di Gesù, perchè li moltiplichi e li renda fruttuosi. Ne avvanteggeranno non solo gli individui, ma le popolazioni e le famiglie, la Chiesa e la Società.

Per il lo venerdì e il 24 del mese.

« LE VOCAZIONI SACERDOTALI, RELIGIOSE, E MISSIONARIE ».

Preghiamo il Pastore della Messe, perchè mandi molti buoni operai nel suo campo!... La vocazione allo, stato ecclesiastico e all'apostolato missionario è una grazia speciale del Signore; imploriamola, tutti, e con tutta l'anima. Un nuovo sacerdote, un nuovo missionario che otteniamo dalla bontà divina è sempre una grazia così grande di cui non possiamo pienamente comprendere le benefiche conseguenze. Chiediamo al Signore ed a Maria SS. Ausiliatrice di moltiplicare, in conformità dei bisogni, le vocazioni alla Società Salesiana e all'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, specialmente per le Missioni.

INTENZIONI PER IL MESE DI GIUGNO

Intenzione quotidiana.

« L'EVANGELIZZAZIONE DELL'AFRICA ».

Le Missioni dell'Africa, del « Continente nero », dove lavorano tanti missionari - compresi i Salesiani, - hanno già dato alla Chiesa e alla civiltà molte anime, ma ne hanno ancor tante, immerse nelle superstizioni dell'idolatria. Oh! Preghiamo perchè a queste brilli la luce divina del Vangelo, e tra quelle sorgano molte vocazioni missionarie e sacerdotali.

Per il 1° venerdì del mese.

« LE VACANZE AUTUNNALI »

Peri pericoli che insidiano la gioventù dei collegi nel periodo delle vacanze autunnali, il Ven. Don Bosco avrebbe voluto abolirle, perchè in un momento, si possono perdere i buoni risultati, ottenuti con uno e più anni di amorevoli sollecitudini! Preghiamo l'Eterno Amico dei giovani a concedere a questi generosità nell'osservanza dei buoni propositi, sopratutto la fuga d'ogni occasione cattiva, ed assidua vigilanza a coloro che devono sorvegliarli.

AZIONE SALESIANA

Nuova chiesa per gli italiani in San Francisco di California.

Assai in ritardo, per disguido postale, ci è giunta quest'importante corrispondenza:

S. Francisco di California, aprile 1924.

Il 3o marzo venne aperta al divin culto la grandiosa chiesa dei SS. Pietro e Paolo, eretta dai Salesiani a San Francisco di California.

Assai per tempo le vaste navate del nuovo tempio si popolarono di una distinta folla di italiani, che restarono estatici nel contemplar la bellezza del sacro edifizio. Pieno di luce, nel candore dei marmi e degli stucchi, nelle sue linee semplici e severe, è veramente magnifico ed ispira elevazione e raccoglimento. Definitivamente compiuto, sarà - e l'è già fin d'ora - un monumento degno dell'arte italiana.

Sulla strada, migliaia e migliaia di persone che non possono entrare, assistono a quel po' di cerimonia che si svolge all'aperto, ed alla fori-nazione del lungo ed imponente corteo di sacerdoti, di chierici, che precede l'Arcivescovo Mons. Edoardo Hanna in abiti pontificali, circondato da un gruppo di prelati. Quando il corteo entra nel tempio, e l'organo e il coro lanciano armoniose e vibranti le prime note, vediamo con piacere la bandiera italiana portata da un gruppo di nostri ex-combattenti a fianco della bandiera americana, portata da ex-combattenti americani in divisa

La funzione si svolge in tutta l'imponenza con la pompa caratteristica del rito cattolico. Il tempio è gremito di fedeli, in ordine perfetto, grazie allo splendido servizio, fatto da venticinque membri del Circolo Salesiano.

La Messa di Santa Cecilia del Card. Cagliero, a quattro voci, accompagnata dall'organo e dall'orchestra, è eseguita magistralmente sotto la direzione del prof. Ubaldo Maggetti.

Il salesiano Don Simeoni sale il pulpito e pronuncia il discorso d'occasione, o meglio, un inno commovente, entusiastico, al nuovo tempio.

Anche l'Arcivescovo Mons. Nanna parla brevemente, benedicendo a tutti, fra la generale commozione.

Fra i presenti, col fior fiore della Colonia Italiana, è anche il nostro Console Generale Comm. V. Siciliani, che presenta a Don Piperni ed ai Salesiani congratulazioni ed auguri da parte del Governo d'Italia.

Il Santo Padre Pio XI, a mezzo del Cardinal: Gasparri, sin dal 24 scorso spediva il seguente telegramma:

Salesiani, San Francisco, Cal. - Inaugurazione codesta Chiesa, Augusto Pontefice invia Benedizione implorata, auspicio copiose grazie sempre fecondo apostolato. - Card. GASPARRI.

L'Arcivescovo Mons. Hanna, a sua volta, ha inviato al parroco salesiano Don Piperni una nobilissima lettera, nella quale, rallegrandosi per la realizzazione del sogno suo e dei suoi confratelli, scrive: « La nuova Chiesa rimarrà nella grande metropoli di San Francesco come un monumento allo zelo dei nostri Salesiani e - la prova della generosità e del sacrifizio dei nostri fratelli italiani ».

Anche S. E. Rev.ma Mons. Fumasoni Biondi, Arcivescovo titolare di Dioclea e Delegato Apostolico, dolente di non poter partecipare alla cerimonia della dedicazione, assicurava che il suo cuore era « in quel giorno con i benemeriti figli di D. Bosco e con la Colonia Italiana di San Francisco, che fa onore al Paese, affermandosi così bene nella vita della Religione, della Civiltà e dell'Industria. Che il nuovo Tempio, al cui lato sorge la scuola, sia a tutti incitamento ed aiuto per fare rifulgere sempre meglio in questa gloriosa Repubblica le mirabili qualità di mente e di cuore della razza italiana! ».

I giornali hanno pubblicato anche affettuosissime lettere gratulatorie dell'Em. Card. Cagliero e dei Superiore Generale dei Salesiani, Don Filippo Rinaldi.

A suo tempo, daremo altri importanti dettagli con fotografie del superbo edilizio.

Convegni di Decurioni.

Riuscitissimi per il numero dei Direttori Diocesani e dei Decurioni, intervenutivi con entusiasmo ed alcuni con sacrifizio, se ne tennero, vari, nel mese di .maggio, nell'Italia Centrale, e precisamente l'8 a PERUGIA per l'Umbria, il 15 a MACERATA per le diocesi delle Marche, e il 2o a ROMA per il Lazio e la Sabina; ed altri se ne tennero nel mese di giugno in Piemonte, il 7 a ROSSANO e Vi i ad ASTI, con intervento del nostro Rettor Maggiore; e il 17 a PINEROLO.

Scopo pratico di cotesti convegni fu una ben intesa organizzazione della Pia Unione, e precisamente lo studio dei modi pratici per tener a giorno gli indirizzi dei Cooperatori, per ottenere nuove ascrizioni, per rendere più frequentate e fruttuose le conferenze salesiane, per la costituzione e il, funzionamento dei comitati locali di azione salesiana, per la diffusione del culto di Maria SS. Ausiliatrice, e, in fine, per la celebrazione del Cinquantenario delle Missioni Salesiane.

Dappertutto, fu presa la deliberazione di ripetere periodicamente, ogni anno, siffatti convegni. A Macerata venne deciso di adunarsi l'anno prossimo ad Ancona.

A Roma, come leggevamo nell'Osservatore Romano, « su proposta del comm. Poesio, fu espresso il voto di tenere, come a Buenos Aires e a Torino, anche a Roma, in occasione dell'Anno Santo un grande Congresso Salesiano per celebrare il Giubileo d'oro delle Missioni di D. Bosco, che in 5o anni hanno avuto una meravigliosa espansione in tutto il mondo. Gli applausi che coronarono la calda parola del Presidente Regionale degli ex-allievi si prolungarono fragorosi all'apparire della veneranda figura dell'E.mo Card. Cagliero, il duce della prima spedizione dei Missionari Salesiani, il quale chiuse la bella riunione colla sua parola spirante entusiasmo giovanile per il grande maestro D. Bosco e colla benedizione in nome del Santo Padre ».

Egual voto venne espresso anche a Macerata e a Perugia, dove Sua Ecc. Rev.ma l'Arcivescovo Mons. Rosa prese ripetutamente la parola, dimostrando la più cordiale benevolenza all'Opera Salesiana e vivo interessamento per le Missioni.

A Roma, dov'erano rappresentate tutte le diocesi del Lazio con circa 150 centri più importanti della regione, - ed anche altrove - vennero spediti telegrammi al Santo Padre e al nostro Rettor Maggiore.

Il Santo Padre rispose: « Mons. Francesco Faberi, Roma. - Sua Santità, gradito omaggio filiale Direttori diocesani e decurioni Cooperatori salesiani Lazio e Sabina, paternamente si compiace generosi propositi apostolato, e invia pegno speciale benevolenza Apostolica benedizione - Card. GASPARRI ».

Il sig. Don Rinaldi rispose per lettera dicendo -tutta la sua riconoscenza al degnissimo Direttore Diocesano, presidente del Convegno, « per i nobili e generosi propositi di adoperarsi in un'azione sempre più fattiva e organica nel nome santo di Don Bosco, a gloria e a salvezza delle anime ».

Anche ad Asti, a Fossano, e a Pinerolo, le adunanze, tutte improntate alla cordialità più fraterna, riuscirono feconde di propositi.

Ad Asti vivissimo fu l'interessamento di S. E. R. Mons. Luigi Spandre, il quale, sottolineando le parole del sig. Don Rinaldi, che la diocesi, cui son legate tante memorie di D. Bosco deve primeggiare sulle altre per fervore di azione salesiana, si dichiarò fortunato se il suo Clero farà proprio lo spirito di Don Bosco nelle sue varie manifestazioni.

Anche a Fossano e a Pinerolo la partecipazione cordiale degli Ecc.mi Vescovi fu la nota più viva e gradita.

Nel corrente luglio si terranno eguali adunanze ad Alessandria per le diocesi di Alessandria e di Tortona, a Nizza Monferrato per quelle di Acqui ed Alba, ad Ivrea per Ivrea ed Aosta, e a Vercelli.

Ne daremo ragguaglio, insieme con quella tenutasi a Torino il 26 u. s., nel prossimo numero.

Don Bosco "educatore".

A Torino, quasi eco del solenne omaggio reso a Don Bosco da un gran numero di educatori il 10 maggio 1923, veniva costituita, nel febbraio u. s., un'« Unione Don Bosco » tra insegnanti.

Scopo dell'Unione - come pubblicammo nell'aprile u. s. - è il seguente:

Perchè l'omaggio degli Educatori (10 Maggio 1923, Torino-Valsalice) all'Educatore mirabile della nostra terra e dei nostri tempi, DON Bosco, abbia una fruttuosa continuazione a bene della Scuola cristiana, è costituita in Torino, Corso Regina Margherita 178, un'UNIONE DON Bosco FRA INSEGNANTI, che s'ispira ai principi educativi del grande Apostolo della gioventù.

Vi possono prender parte tutti gli Educatori indistintamente, senz'altro obbligo nè legame da quello in fuori di giovare alla scuola, portando in essa l'applicazione pratica del sistema educativo di

DON Bosco, additato dalle ultime disposizioni ministeriali a modello dei Maestri.

Non vi è obbligo di tassa: alle spese di posta e di segreteria provvederanno le libere offerte degli aderenti.

Le adunanze saranno tre all'anno; potranno però tenersene delle straordinarie per una maggiore, più intima e pratica conoscenza del sistema educativo di Don Bosco e dei mezzi più adatti per applicarlo nella propria scuola... ».

La prima adunanza si tenne il 21 febbraio, la seconda il 3 giugno u. s., con discorsi del Sac. Dott. Bartolomeo Fascie, Direttore Generale degli Studi e delle Scuole della Società Salesiana, sullo stesso tema: « Don Bosco ha voluto formulare una nuova teoria pedagogica o presentare un esempio vivo di educatore? »

Ad ambedue le adunanze presero parte molti insegnanti, non solo delle scuole elementari, ma anche delle medie e superiori, e sarà nostra cura - a suo tempo - di offrirne ai lettori un diligente resoconto didattico, per far cosa utile a quelli particolarmente che attendono all'educazione e all'istruzione giovanile.

* *

L'esempio di Torino - è caro constatarlo - ha trovato larga eco nelle Terre Trentine. Lo stesso Don Fascie, in aprile, tenne una Conferenza a Trento, su « Don Bosco educatore », alla presenza di un pubblico elettissimo, e fu seme di altre conferenze sullo stesso tema.

Registriamo quelle di cui ci pervenne notizia: - il 29 maggio a Rovereto, al convegno dei Maestri della « Tommaseo » Sezioni di Rovereto e Riva; oratore il Dott. Don Martino Cristofori dell'Istituto Don Bosco di Verona; - il 9 giugno a Borgo Valsugana, -l'11 giugno a Cles, per i gruppi magistrali di Anaune, Salandra, e Rotaliana, - il 15 giugno a Tione: oratori, il prelodato dott. D. Cristofori, il dott. Gius. Ghibaudo Direttore dell'Istituto Salesiano di Verona, e il prof. D. Luigi Ciprandi dell'Istituto Salesiano di Mogliano Veneto.

Cotesto movimento in omaggio a « Don Bosco Educatore », è promosso principalmente dall'attivissima Unione Ex-Allievi di Trento, e dal suo Presidente Rag. Ezio Zanghellini.

NOTIZIE VARIE

In Italia.

GUALDO TADINO. - Il XXV dell'Istituto Salesiano.

Nei giorni 31 maggio e 1° giugno veniva solennemente festeggiato il 250 dell'Istituto S. Roberto con intervento delle LL. EE. RR. Mons. G. B. Rosa, Arcivescovo di Perugia, Mons. N. Cola, Vescovo di Nocera e Gualdo, e del dott. Don Arturo Conelli, Economo Generale della nostra Società, rappresentante il sig. D. Rinaldi.

Disse il discorso ufficiale - presenti un bel numero di ex-allievi, accorsi da ogni parte dell'Umbria - il sig. E. Liberati, segretario comunale della città.

La parte più solenne dei festeggiamenti fu l'omaggio a Maria Ausiliatrice, recata in trionfo per le vie della città.

Molte e lusinghiere le adesioni ricevute e numerose le autorità che parteciparono ai festeggiamenti.

VENEZIA. - Gara catechistica nell'Istituto Coletti.

Il 1° giugno, presieduta dall'E.mo Cardinale Patriarca si svolse una gara catechistica interessantissima. Specie la terza parte, la decisiva, tenne assai animato il folto ed eletto pubblico, che incoraggiò i giovani combattenti con frequenti vivissimi applausi. Chiuse l'adunata la parola dell'E.mo Patriarca, che fece voti perchè in tutte le parrocchie si studi col medesimo ardore ed affetto il Catechismo.

ROMA. - Il Congresso Mariano e la divozione a Maria SS. Ausiliatrice.

All'importantissimo Congresso Mariano, che si svolse in Roma dal 18 al 25 maggio per il XIV Centenario della manifestazione di S. Maria in Portico, coronato da una processione imponentissima, si tenne un'adunanza speciale per il Clero, nella quale uno degli oratori, il nostro confratello dott. Don Giovanni Brossa, Parroco al Sacro Cuore al Castro Pretorio, parlando delle Opere Mariane e del Clero Romano, presentò quest'ordine del giorno, approvato dall'assemblea:

« Il Clero di Roma, adunato per concorrere al solenne attestato di devozione del Congresso Mariano verso la Vergine SS.ma:

Considerando che una delle glorie caratteristiche della città e del popolo di Roma è la pietà filiale verso Maria SS.ma, diffusa nei templi, nelle feste, nelle divozioni pubbliche e private, nei sodalizi, nelle Pie Unioni delle Figlie di Maria, nelle Congregazioni Mariane, ecc.

Considerando che tale fervore religioso è titolo di merito e onore del Clero Romano, che secondando più da vicino lo zelo dei Pontefici e lo stimolo di santi insigni, seguendo le orme di ferventi apostoli antichi e recenti, fa voti che tale fervore s'intensifichi sempre più nelle anime così da riuscire. elemento efficacissimo di educazione della pietà del popolo, principio di santificazione delle famiglie, e segno di benedizione materna di Maria su tutta la città di Roma;

DELIBERA: - 1) di dare maggior incremento alle tradizionali associazioni mariane di Roma, cioè alle Pie Unioni delle Figlie di Maria, alle Congregazioni Mariane, specialmente di giovani e di adulti, e ad altre simili associazioni, procurando che rispondano sempre al loro genuino spirito;

2) di zelare sempre più le grandi divozioni mariane, che da Roma si sono estese al mondo intero, specialmente la devozione al Carmine, al Rosario, al Sacro Cuore di Maria, a Maria Ausiliatrice... »

BOLOGNA. - Festa primaverile nell'istituto Salesiano.

Nel mese di maggio, a Bologna, si svolse una festa primaverile a beneficio dell'Istituto Salesiano. Preparata con vero intelletto d'amore da un eletto Comitato cittadino, presieduto dalla contessa Carmelita Zucchini e dalla contessa Anna Zavagli, e rallegrata da suoni, canti e saggi ginnastici, eseguiti dagli alunni dell'istituto, venne presenziata da S. E. il Card. Arcivescovo Nasalli-Rocca, dal Sindaco Puppini, dal rappresentante del Generale Comandante la Divisione Militare, dal cav. Ernesto Cappelletti, direttore generale delle scuole elementari, e da molte altre notabilità cittadine.

E tutti ebbero parole di plauso e di incoraggiamento, specialmente per le scuole professionali, che avevano preparata un'interessantissima esposizione dove figuravano, con armonica graduazione, molti lavori, dai più semplici ed imperfetti degli allievi dei primi anni di tirocinio, ai saggi più complessi ed inappuntabili di quelli dei corsi superiori.

All'Estero.

VIENNA. - Solenne cerimonia funebre nella Chiesa Nazionale Italiana, ufficiata dai Salesiani. Ci scrivono:

Tutti sanno che il R. Governo e le Autorità militari d'Italia si prendono specialissima cura delle salme e delle tombe dei militari, caduti in difesa della patria. Anche a Vienna, nei cui ospedali durante l'ultima guerra morirono tanti ufficiali e soldati italiani, furono radunate le loro spoglie mortali in una parte del cimitero centrale, e a cura del R. Governo d'Italia si compirono attorno alle tombe molti lavori di abbellimento, che fanno onore ai caduti e alla patria. Il 24 maggio dell'anno scorso dette tombe furono consegnate con solenne cerimonia religiosa e patriottica alla cura della Croce nera austriaca: e in quella circostanza gli alunni dell'Istituto Salesiano di Vienna III eseguirono i canti religiosi e il salesiano Don Guadagnini, addetto alla cura d'anime degli Italiani, rilevò con appropriate parole l'importanza ed il significato di quella funzione. Quest'anno nell'anniversario dell'entrata dell'Italia in guerra, si cantò nella Chiesa nazionale italiana una solenne Messa di Requiem. La chiesa monumentale venne parata a lutto; ai lati del catafalco, coperto dalla bandiera nazionale, vennero disposti in bell'ordine gli emblemi della milizia e piante verdi. Una compagnia di marinai di due R. Torpediniere, che trovavansi sul Danubio a Vienna, RR. Carabinieri e un picchetto della Milizia Nazionale, prestavano servizio d'onore. Intervennero S. E. il sig. Ministro d'Italia, Comm. Chiaramente Bordonaro, il R. Console Comm. Zannoni, il Colonnello Conte Franchini Stappo, tutta l'Ufficialità delle RR. Torpediniere suaccennate, il Senatore Barone Valeriano Malfatti, tutto il personale della R. Legazione e del R. Consolato, le presidenze e molti soci delle varie associazioni italiane, come della Confraternita della Chiesa nazionale italiana, del Circolo d'Italia, e molti membri della Colonia italiana. La solenne funzione lasciò in tutti cara impressione.

PANAMA. - Inaugurazione della Scuola Professionale delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

L'11 maggio, nello splendido quartiere dell'Esposizione, che, è il più importante della città, veniva solennemente inaugurato il nuovo edifizio, eretto dalle Figlie di Maria Ausiliatrice in Panamà, come asilo degli orfani e scuola professionale.

E appena un anno che se ne vagheggiava l'erezione come un sogno dorato: ed il sogno si è già prodigiosamente compiuto. Chi operò il prodigio?

L'ispettore salesiano Don Giuseppe Reyneri, prima che s'impartisse al nuovo edificio la benedizione rituale, con parola commossa fece la storia dell'Opera di Don Bosco in Panamà, e disse chiaramente - tra l'ammirazione e la gratitudine universale - che l'opera santa che s'inaugurava si doveva principalmente all'appoggio ed alla benevolenza dell'ill.mo Sig. Presidente della Re pubblica, Dott. Belisario Porras ed alla sua ottima e gentil signora.

Lo stesso Ecc.mo Sig. Presidente prese, in fine, la parola, ineggiando all'educazione materna che con tanta abnegazione e saggia praticità impartono le Figlie di Maria Ausiliatrice, sugli insegnamenti del Ven. Don Bosco.

NECROLOGIO

Ing. Architetto CEcILIO ARPESANI. - Mancava, quasi improvvisamente, la mattina del 15 maggio in Milano.

Anima eletta di artista, esplicò gran parte dell'abilità sua in edifici religiosi, in prevalenza di stile lombardo, nei quali seppe trasfondere, insieme con la sua genialità, il più puro sentimento cristiano.

Membro confondatore dell'Associazione « Amici Arte Cristiana », ne promosse e propugnò le nobilissime idealità con quella soda competenza che gli era propria.

Restano monumenti della sua operosità, oltre il nostro S. Agostino di Milano, la parrocchiale di Legnanello, la Chiesa di S. Croce, N. S. di Caravaggio in Milano, l'Istituto delle Marcelline, il palazzo Gonzaga in Via Carducci, e il tempio dedicato a Maria Ausiliatrice in Marina di Pisa.

Ma, in modo tutto particolare, egli trasfuse la sua genialità d'artista e di tecnico, nel nostro Istituto e nell'attiguo Tempio di S. Agostino in Milano, che prediligeva sovra tutte le sue opere.

In questi ultimi anni aveva atteso, con vero intelletto d'amore, alla erezione della devota Cappella in onore di Maria SS. Ausiliatrice in S. Agostino, decorandola con signorile eleganza; in questi mesi, poi, attendeva ad ultimare il fabbricato delle opere femminili della stessa Parrocchia.

Quei nostri Confratelli, che lo videro tante volte aggirarsi nell'interno dell'Istituto o sui ponti della chiesa coll'atteggiamento più famigliare, hanno elevato per l'anima sua solenni suffragi. Tuttavia noi sentiamo il dovere di raccomandarla - con particolar riconoscenza - alle preghiere di tutti i Cooperatori.

S. E. MoNS. FRANcESCO CICERI. - Nato a Vill'Albese, archidiocesi di Milano, il 19 luglio 1848, venne eletto vescovo di Pavia il 15 aprile 1901.

Mons. Ciceri fu l'immagine del Buon Pastore evangelico. Calmo sempre, sorridente spesso, bonario e faceto, dalla sua faccia buona traluceva tutta la grande bontà dell'animo. La bontà - una bontà dolce e indulgente - con tutti - fu realmente la sua caratteristica. Si direbbe quasi che fu in Lui uno studio continuo per modellarsi sull'esempio del dolcissimo Vescovo di Ginevra - S. Francesco di Sales - suo celeste Patrono.

Ammiratore di Don Bosco e cooperatore salesiano fin dai primi tempi, ebbe anche una grande benevolenza per tutti i successori del Venerabile. Il compianto Don Albera ricordava spesso, con vera commozione, le squisite gentilezze ricevute dal venerando Mons. Ciceri, che lo volle suo ospite, in una visita a Pavia. Il Signore doni al virtuoso Pastore, ricca mercede di gloria in paradiso!

S. E. MONS. GIROLAMo THOMÈ DA SILvA, Arcivescovo di S. Salvatore della Bahia e Primate del Brasile. - Volò al cielo il 19 marzo u. s.. Era nato a Sobral, diocesi di Fortaleza, il 12 giugno 1849.

Compì gli studi ecclesiastici a Roma, all'università Gregoriana. Eletto vescovo di Belem del Parà il 21 giugno 189o, venne promosso alla sede di Bahia, il 12 settembre 1893, e ne fu il pastore amato e zelantissimo per 3o anni. Tutto a tutti, l'ultimo suo atto di generosità fu di lasciare tutto quanto il suo patrimonio privato alla diocesi. Il governo volle che fossero resi alla sua salma gli onori di Capo di Stato e che fosse sepolto nella Metropolitana.

Al pio e virtuoso pastore, che amò tanto l'opera salesiana, doni Iddio la corona dei santi.

Mons. FRANCESCO Rosso. - Parroco di Trino Vercellese dal 1897, passò all'eternità il 6 giugno u. s. Contava 69 anni. Amatissimo per lo zelo e la sua generosità senza limiti, era ancor più amato per le sue virtù, specialmente per lo spirito di umiltà, con cui cercava di nascondere la sua carità a tutti. In casa il padre, in chiesa il maestro, al letto dei malati era l'angelo confortatore. Ai funerali, imponentissimi, prese parte anche Mons. Arcivescovo di Vercelli, il quale, prima delle esequie, disse l'elogio del defunto, rievocandone la carità esemplare, lo zelo incomparabile, l'alta dottrina, la morte edificante. Una prece per il zelantissimo decurione.

Comm. FILIPPO ToLLI - Veterano dell'azione cattolica, vecchio presidente della G. C. I. e Presidente della Società Antichiavistica, devotissimo di S. Filippo Neri e grande ammiratore del suo apostolato, era anche un affezionato cooperatore salesiano. Costretto dall'età a vivere gli ultimi giorni in casa, li passò tutti nel ritiro e nella preghiera, coronando con la più santa preparazione alla morte l'esemplarissima vita. Tornò a Dio il 17 maggio u. S., primo giorno della novena di San Filippo, e anniversario dell'Incoronazione di Maria SS. Ausiliatrice.

ANGELA BARATTINI Vedova Viglietti. - Madre del carissimo D. Carlo Maria Viglietti, segretario particolare del nostro Venerabile Fondatore, spirò piamente in Gassino Torinese il 2 giugno u. S. Ricca di fede e di virtù domestiche, trascorse nell'amor di Dio e della famiglia la vita più esemplare. Già infermiccia alla morte del figlio, in questi ultimi anni non ebbe altro desiderio di riabbracciarlo in cielo. Pace all'anima eletta!

Preghiamo anche per:

AGNOLONI Maria, † Tempio (Treviso).

ALBANO Teresa, † Bianzè (Novara). ALLIZOND Zelia, † Millaures (Torino). AMODEO D. Luigi, † Donelasco (Pavia). ARENA Burgio, † Randazzo (Catania). ARNOSETTO Antonia, † Rondissone (Torino). AVESANI Narciso, † Quinto di Valpentena. BAGGIOLI Giovannina, Lecco (Como). BALBONI Annita, † Alberone (Ferrara). BANDINI D. Pellegrino, † Premilcuore (Firenze). BELLoNI Antonio, † Parabiago (Milano). BIAGIOTTO Agostina Ved., † Genova. BIANCHINOTTi Lorenzo, † Antessio (Genova). BORGNETTO Francesco, † Bionzo di Costigliole. BORRIONE Regina, † Mottalciata (Novara). BoTTo COLoMBO Maddalena, + Moneglia (Genova). BRUNO Edvige Ved. FRACCHIA DOGLIANI, † Cuneo CALDELLI Angela, † Spezia.

CALDIERO Can.co D. Giuseppe, † Randazzo (Cat.). CALLARI Vincenzo, † Canicatti (Girgenti). CALOSSO D. Giov. Domenico, † Staffarda (Cuneo). CAVALLO Andrea, † Ruata Cesani (Cuneo). CESCHIA D. Antonio, † Cergnen (Udine). CHEMELLO BoRTOLASO Maria, † Sandrigo (Vicenza) CHIAPPARA D. Domenico, † Salussola (Novara). CHIODINI Maria, † Vanzaghello (Milano). CONTE Graziamaria, † Ascoli Satriano (Foggia) DAGNA Delfina, † Cherasco (Cuneo).

D'ARCO Mons. Andrea, † Castellamare di Stabia.. DE ANGELIS D. Carlo, † Limosano (Campobasso).

DESIo D. Giuseppe, † Gerno (Milano).

DIEGO Gaetano, † Latronico (Potenza).

DONATI Rosa, † S. Rocco di Busseto (Parma).. FEDRIGO Giuseppe, + Negrar Verona). FEDRIGO Rosa Ved., † Negrar (Verona). FERRERI Anselmo, † Bagnasco (Cuneo). FORNITO Can. D. Fortunato, † Randazzo (Catania). FoRTIs Teol. D. Riccardo, † Torino. GARRONE Cav. Francesco, † Torino. GASPERINI Mons. Silvio, Vescovo, + Anagni (Roma). GERBALDO Lorenzo fu Carlo, † (Roretto) Cherasco). GERMANETTI Giorgio, † (Bricco Favole) Cherasco. GIANI Alessandro, † Vanzaghello (Milano). GINOCCHIO Luigia, † Bagnaria (Pavia). GIURIOLO Luigi, † Grancona (Vicenza). GRIGNASCHI Rita, † Intra (Novara). GROSSA Maria, † Calliano (Trento). GROSSO Rosa, † Rondissone (Torino). GUGLIELMETTI Caterina, † Meina (Novara). LANFRANCO Margherita, † Castagnole Piemonte. LERDA Lorenzo, † Villar Perosa (Torino), LONARDI Rosa, † Marano di Valpolicella (Verona). MAINERO Giovanni, † Chieri (Torino). MAININI Annunziata, † Vanzaghello (Milano). MARIANI Anna, † Bassanello (Roma). MASSAIN Francesca, † Oliena (Sassari). MEDA Teresa, † Lu (Alessandria). MENOTTI Domenico, † S. Angelo Limosano (Camp). MENSIO Giovanni, † Brione (Torino). MERLO Michele, † Rondissone (Torino). MICANZI Paolina, † Bornato (Brescia). MICCA Teresa, † Villar Perosa (Torino). MISTRETTA Ignazio, † Trapani MORETTI D. Pietro, † Campomolle (Udine). MOSCA Giovanni, † Torino. MUSSINO Maria, † Brione (Torino). NASTRI Can. D. Giuliano, † Salerno. ORSINI Principe Filippo, † Rorna. PANERO Margherita e Teresa, † (Veglia) Cherasco. PEDONI Clara, † Meina (Novara). PELLEGRINI Antonia Ved. PAPINI, † Samprugnano. PERISSINOTTO NARDINI Marta, † S. Donà di Piave. PERSONE Nob. Teresa, † Nardò (Lecce). PEVERATI Angiolina, † Cassine (Alessandria). PIANA Rosalia, † S. Carlo (Svizzera). PLATANIA Giuseppe, † S. Gregorio (Catania). POLLONI Mons. Federico Vescovo, † Bertinoro. PoLUTI Fortunato, † Milano. PONTE Catterina, †, Cavour (Torino). Pozzi Comm. Tancredi, † Torino. PROLA Giovanni, † Andrate (Torino). Riccio Can. Giuseppe, † Asti (Alessandria). RIENZi Giulia, † Tramonti (Salerno). RIGAMONTI Catina, † Chiari (Brescia). RINALDI Rosa, † Lu (Alessandria). ROLLA Giovanni, † Banchette (Torino). Rossi Giulia, † Novellara (Reggio Emilia). SAMPO Gabriella, † (Roretto) Cherasco (Cuneo). SAVARINO Carlo, † Brione (Torino). SCABINI Rosa, † Cegni (Pavia. SCUDO Rosa, † Lu (Alessandria).