BOLLETTINO SALESIANO

PERIODICO MENSILE DEI COOPERATORI DI DON BOSCO

ANNO XI - N. 4   I APRILE 1916

SOMMARIO

Proposte e Suggerimenti: - Per l'assistenza della gioventù abbandonata - Per il mese di Maria Ausiliatrice - Mobilitazione d'innocenti.

L'Angelo della Pace : - Documenti.

I voti dei VII Congresso Internazionale e la Pia Unione.

Echi delle Feste Centenarie: Dalla Colombia - Dalla Repubblica Argentina.

L'esultanza della Patagonia pel suo Cardinale - Una Conferenza dell'Em.mo Cagliero.

I prodigi di Maria Ausiliatrice in Cina (Lettera del Missionario D. Luigi Versiglia).

Il Culto di Maria, Ausiliatrice: li 24 del mese - Grazie e graziati.

Riconoscenza al Ven. Don Bosco.

Pel tempio votivo in onore di Maria Ausiliatrice ai Becchi di Castelnuovo d'Asti.

Note e Corrispondenze: Nuova fondazione - Feste e Conferenze - Negli Istituti delle Figlie di Maria Ausiliatrice - Tra gli Emigrati: Dalla „Nuova italia"

Notizie varie - Necrologio e Cooperatori defunti.

REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE - VIA COTTOLENGO, 32 - TORINO

Proposte e Suggerimenti

A proposito dell'esortazione rivolta nel mese scorso ai nostri Cooperatori di favorire direttamente e indirettamente i Catechismi quaresimali, ci son pervenuti - ci sia lecito rilevarlo - autorevoli rallegramenti col « consiglio di continuare ogni mese a proporre e a suggerire ai lettori del Bollettino qualche opera buona, la quale tanto più facilmente sarà abbracciata, quanto meglio se ne metterà in luce la necessità e la convenienza ».

Accettando con viva gratitudine il prezioso consiglio come quello che donerà al periodico quella maggior forza eccitante a calcare le orme del Ven. Don Bosco, che fu sempre nel nostro programma - in questo mese additiamo ai zelanti Cooperatori

I) gli urgenti bisogni di tanti veri giovanetti abbandonati,

II) la convenienza e il modo di far bene il mese di Maria Ausiliatrice;

III) l'efficacia particolare che hanno presso Dio e la benedetta sua Madre le preghiere degli innocenti.

Per l'assistenza della gioventú abbandonata.

Il nostro programma e la parte riservata ai Cooperatori.

Col ritorno della buona stagione torna ad accentuarsi il vagabondaggio di numerosa gioventú per le vie, per le piazze, per le campagne. Se ciò avveniva tutti gli anni - e in certe regioni assumeva già proporzioni sinistramente impressionanti or che molti padri di famiglia son sotto le armi e le mamme, le povere mamme, son costrette a lavorare tutto il giorno per far fronte al mantenimento della figliuolanza, è facile comprendere come il doloroso spettacolo ia divenuto e diverrà, ogni dí più, ancor piú vasto e maggiormente desolante. C'è quindi da preoccuparsene.

I Salesiani - quantunque essi pure vedano assai assottigliate le loro file - non mancheranno d'interessarsi di questi poveri fanciulli, secondo lo spirito e gli esempi del Ven. loro Fondatore, e ciò faranno, come l'anno passato, in una maniera ancor più larga ed intensa dopo chiuse le pubbliche scuole.

Ma non si deve attendere fino a quel giorno per prendere quei provvedimenti che sono ora possibili. Quello che si può far subito, dev'essere fatto senza dilazione.

E subito convien anche aver l'occhio a quello che si dovrà e potrà fare prossimamente.

Ecco un problema che riguarda assai da vicino noi e i nostri Cooperatori.

Quattro o cinque conferenze su questo argomento - tra i Salesiani e i Cooperatori locali non saranno né troppe né fuor di luogo per studiare seriamente il modo onde provvedere all'assistenza dei figli dei richiamati e all'educazione degli orfani. Scendiamo in campo tra i primi; mettiamoci subito a lavorare con zelo illuminato, generoso e previdente. Sarà una vittoria di piú per la causa della Religione e della Civile Società.

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Anche nelle città, ove non esistono Case Salesiane, noi vedremo con gioia sorgere Comitati di Cooperatori Salesiani, allo stesso fine e collo stesso programma.

Diciamo di piú. Dev'essere impegno di ogni

Cooperatore Salesiano il fare tutto quel bene che può in questo campo. Potendo, perché non allargare la vigilanza a questo e quel giovanetto, o a questa e quella fanciulla, invitandoli nelle proprie case, associandoli ai propri figliuoli o alle proprie figliuole, prodigando cosí ad essi quelle affettuose sollecitudini che non possono avere dai genitori?

* *

Noi raccomandiamo caldamente lo studio e la pratica di quest'opera di squisita carità religiosa e patria, e preghiamo i piú illuminati e piú zelanti a suggerirci quello che converrebbe fare nelle campagne, nei piccoli e grossi paesi e nelle grandi città. Ben volentieri, ad ammaestramento di tutti i Cooperatori, pubblicheremo le loro proposte nel prossimo numero.

Per il Mese di Maria Ausiliatrice.

Riflessi e raccomandazioni.

La domenica di Pasqua, 23 corrente, comincia il mese in preparazione alla solennità di Maria Ausiliatrice. Se vi fu un tempo in cui il pensiero della bontà materna di Maria Santissima apparve qual unica e ferma speranza al cuore dei cristiani, è proprio il presente.

Mai come oggi ci sembrano piene di verità, e quasi profetiche, le parole del compianto Pio X: « Noi siamo persuasi che nelle vicende dolorose dei tempi che corrono non ci restano altri conforti che quelli del cielo, e tra questi l'intercessione potente di quella benedetta che fu in ogni tempo l'Aiuto dei Cristiani «.

Mai come oggi - nell'illimitato prolungarsi della guerra - ci paiono solennemente ammonitrici queste altre parole di Papa Benedetto XV:

« Quanto piú buio si presenta l'avvenire, con tanto maggiore fiducia accostiamoci al trono di grazia; affin di ottenere misericordia, e grazia trovare per opportuno sovvenimento (Hebr.

4, 16). E quindi necessario... rivolgere insistenti ed umili preci al Signore, che, com'è padrone ed arbitro sovrano degli eventi umani, cosí può ai suoi infallibili disegni indirizzare Egli solo, per quelle vie che meglio gli piacciono, i voleri degli uomini. Non paia che senza un divino consiglio la pace abbia esulato dal mondo; permette Iddio che le genti umane, le quali avevano posto ogni pensiero nelle cose di questa terra, si puniscano, le une le altre, con mutue stragi, del disprezzo e della noncuranza con che Lo han trattato... Ascolti e secondi i comuni voti della Chiesa la Vergine Santissima, Aiuto dei Cristiani, e colla sua intercessione ottenga dal suo Divino Figlio che, tornate le menti al culto della verità e gli animi a quello della giustizia, la pace di Cristo riapparisca al

Mobilitazione d'innocenti.

Un annunzio e una proposta.

Non è nuova la proposta: l'abbiamo rilevata da altri periodici, ma l'appoggiamo con tutta l'anima e la facciamo nostra. Urge in questa tragica ora di prova, mobilitare anche i bambini: essi non potranno, come i loro fratelli piú adulti, vestire le divise militari e marciare alle varie fronti; possono tuttavia serrarsi in falange invincibile di preghiera, possono circondare un altare dove risiede Gesú Sacramentato, e con le loro voci innocenti far dolce violenza al Cuore di Dio.

Mobilitare i bambini per un'universale crociata di fervide preci, e i bambini di ogni nazionalità, non è sfuggito alla industre e sapiente pietà del S. Padre Benedetto XV nel Breve che accompagnava la sua cosí penetrante preghiera per la pace. I bambini non hanno necessità di offrire ostie prima per i propri delitti... ché i loro Angeli vedono sempre la faccia del Padre celeste, e raccolgono i candidi effluvi del loro cuore per presentarli in odore di soave purezza alla Misericordia Divina.

Or ecco il nostro annunzio.

Nel Santuario di Valdocco ogni giorno del mese alcuni bambini innocenti, guidati dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, si accosteranno alla S. Comunione, e una schiera ancor piú numerosa farà ogni giorno una visita devota all'altare dell'Ausiliatrice . dei Cristiani, recitando la preghiera composta dal S. Padre per la pace.

Perché non si potrebbe il bell'esempio imitare da tante buone cooperatrici? Perché non si potrebbe continuare fino a pace conchiusa?

Non v'ha dubbio, le preghiere di tanti cuor innocenti affretterebbero sulla Patria nostra e sul mondo intero le invocate benedizioni.

mondo e, ponga d'ora innanzi stabile sede fra gli uomini ».

Ciò posto, o cari Cooperatori, preghiamo, preghiamo: l'ora è opportuna.

Lasciando alla pietà e all'iniziativa individuale dei RR. Cooperatori Parroci o Rettori di Chiese stabilire le modalità piú acconce a conciliare localmente la maggior frequenza e la maggior divozione al mese mariano, per parte nostra raccomandiamo a tutti i Cooperatori:

I) d'accostarsi in questo mese con maggior frequenza ai SS. Sacramenti;

II) di fare ogni giorno una preghiera speciale secondo le intenzioni del Santo Padre;

III) di recitare ogni giorno la preghiera da Lui composta per implorare la pace ;

IV) di zelare, con opportuni consigli ed inviti, perché anche altri si uniscano nell'affettuoso tributo all'Ausiliatrice dei Cristiani.

L'ANGELO DELLA PACE

Riprendiamo la breve rassegna dei fatti piú caratteristici che saranno scolpiti a caratteri d'oro nella storia del Pontificato di Benedetto XV e della presente guerra europea (1).

Primo - non per ordine di tempo, ma per la sua importanza - è un'altra lettera pontificia, indirizzata all'Em.mo Card. Vicario, nella quale « affine d'impetrare piú facilmente dalla infinita misericordia di Dio la cessazione dell'immane flagello « si esortano i fedeli, non solo di Roma, ma di tutta l'Italia e degli altri paesi belligeranti, a trascorrere la volgente quaresima - e specialmente il 21 corrente, giorno del Venerdí Santo - in una piú fervorosa e assidua preghiera e nella pratica della cristiana mortificazione; - e di adoperarsi in modo speciale a sollievo dei miseri figli di coloro che son morti in questa orribile guerra.

Ecco il prezioso documento;

Al Signor Card. Basilio Pompilj

Nostro Vicario Generale.

Signor Cardinale,

Al tremendo conflitto, che lacera l'Europa, Noi, come Pastore universale delle anime, non potevamo, senza venir meno ai sacri doveri impostiCi dalla sublime missione di pace e di amore da Dio affidataCi, restare indifferenti od assistere silenziosi. E perciò sin dagli inizi del Nostro Pontificato, coll'angoscia, che Ci suscitava nel cuore un cosí atroce spettacolo, Noi Ci adoperammo ripetute volte, con le Nostre esortazioni e coi Nostri consigli, per indurre le Nazioni contendenti a deporre le armi, componendo i propri dissidi nel modo richiesto dalla umana dignità, mediante un'intesa amichevole. GettandoCi, per cosí dire, in mezzo ai popoli belligeranti, come un padre in mezzo ai propri figli in lotta, li abbiamo scongiurati in nome di quel Dio, il Quale è giustizia e carità infinita, a rinunziare al proposito di mutua distruzione, ad esporre una buona volta con chiarezza, in modo diretto od indiretto, i desideri di ciascuna parte, ed a tener conto, nella misura del giusto e del possibile, delle aspirazioni dei popoli, accettando, ove occorra, in favore dell'equità e del bene comune del gran consorzio delle Nazioni, i doverosi e necessari sacrifici di amor proprio e d'interessi particolarì. Questa era ed è l'unica via per risolvere il mostruoso conflitto secondo le norme della giustizia e giungere ad una pace non profittevole ad una sola delle parti, ma a tutte, e quindi giusta e duratura.

Purtroppo la Nostra voce paterna non venne finora ascoltata, e la guerra con tutti i suoi orrori continua furiosa. Ciò non osstante Noi, Signor Cardinale, non possiamo, non dobbiamo tacere. Non è lecito al padre, i cui figli sono in fiera contesa, cessare dall'ammonirli, sol perché essi resistono alle sue preghiere, alle lagrime sue. Ed Ella sa, d'altra parte, che, se il Nostro ripetuto grido di pace non ha raggiunto l'effetto desiderato, ha avuto però un'eco profonda ed è disceso come un balsamo nel cuore dei popoli belligeranti, anzi dei popoli del mondo intero e vi ha suscitato un vivo, acuto desiderio di vedere risolto quanto prima il sanguinoso conflitto. Non Ci è, quindi, possibile astenerCi dal levare ancora una volta la Nostra voce contro questa guerra, la quale Ci appare come il suicidio dell'Europa civile: non dobbiamo trascurare di suggerire o di additare, quando le circostanze Ce lo consentano, qualsiasi mezzo, che possa giovare al raggiungimento del fine bramato.

Propizia occasione Ce ne porgono ora, Signor Cardinale, alcune pie Signore, le quali Ci hanno manifestato l'intenzione di stringersi, nell'imminenza della Sacra Quaresima, in unione spirituale di preghiera e di mortificazione, affine di impetrare piú facilmente dalla infinita misericordia di Dio la cessazione dell'immane flagello. A Noi, che l'assidua orazione e la cristiana penitenza abbiamo spesso inculcate, come unico conforto allo strazio del Nostro e di ogni cuore umano per questa orribile lotta fratricida, e come mezzo efficacissimo per impetrare dal Signore la sospirata pace, non poteva non riuscire accettissimo un tale proposito. Lo abbiamo, quindi, benedetto con tutta l'effusione del paterno Nostro animo, e vogliamo ora pubblicamente lodarlo, desiderando che tutti i fedeli lo facciano proprio. Noi confidiamo dunque che, non solo in Roma, ma in tutta l'Italia e negli altri paesi belligeranti le famiglie cattoliche si raccolgano, specialmente nei prossimi giorni dalla Chiesa consacrati alla penitenza, lungi dagli spettacoli e divertimenti mondani, in una piú fervorosa ed assidua preghiera e nella pratica della cristiana mortifi cazione, la quale rende più accette al Signore le suppliche dei suoi figli, ed apparisce, poi, nelle presenti circostanze oltremodo opportuna e rispondente al cordoglio di ognì animo bennato. Speciale esortazione Noi facciamo a quante sono madri, spose, figlie, sorelle dei combattenti, che nell'animo tenero e gentile, piú vivamente di qualsiasi altra persona, sentono e misurano l'immensa sciagura dell'attuale spaventevole guerra, affinché coll'esempio e col dolce potere da loro esercitato nel focolare domestico inducano tutti i membri delle loro famiglie ad innalzare a Dio in questo tempo accettevole, in questi giorni di salute, una continua e piú fervida prece, ed a presentare al suo Trono Divino una offerta di volontari sacrifici, che ne plachino la giustissima ira. Ci sarebbe, anzi, ben caro, che le medesime famiglie cattoliche di tutte le nazioni combattenti attendessero a tali opere di pietà ìn particolar modo nel giorno sacro alla commemorazione del sublime sacrificio dell'Uomo-Dio, il Quale volle col dolore redimere ed affratellare tutti i figli di Adamo, chiedendo a Lui, in quelle ore rese eternamente memorabili dalla sua infinita carità, - per l'intercessione dell'Addolorata, ma invitta Madre Sua, Regina dei Martiri, - la grazia di sopportare con fortezza e rassegnazione cristiana l'angoscia e le perdite dolorosissime cagionate dalla guerra, e supplicandolo di porre fine ad una prova cosí lunga e terribile.

E poiché anche con le elemosine si redimono i peccati e si placa la giustizia di Dio, Noi desidereremmo che ciascuna famiglia offrisse proporzionatamente ai propri averi, l'obolo della carità, da erogarsi a favore dei poveri e degli infelici, tanto cari a Gesú Redentore, ed in modo speciale a sollievo dei miseri figli di coloro che son morti in questa orribile guerra.

Nella speranza, infine, che a tali opere di cristiana pietà vorranno associarsi, - spinte da un tenero sentimento di umana compassione e, piú fortemente ancora, dalla sovrannaturale carità, che deve unire i figli del medesimo Padre celeste, - anche le famiglie dei paesi neutrali, Noi impartiamo di cuore a Lei, Signor Cardinale, ed alle suddette donne e famiglie cattoliche la Benedizione Apostolica.

Dal Vaticano, 4 marzo 1916.

BENEDETTO PP. XV.

(1) Ved. Boll. di Dicembre u. s.

Per lo scambio dei prigionieri civili.

Vanno sempre meglio attuandosi anche le pietose proposte del Sommo Pontefice per lo scambio dei prigionieri civili fra le nazioni belligeranti. Tali prigionieri sono tutti quei numerosi, che allo scoppiare della guerra furono sorpresi nelle regioni nemiche e vennero poi internati nei campi da concentrazione, dove la vita, anche se si usino i piú convenienti riguardi, non può a meno di riuscire gravosa. La restituzione dei prigionieri civili comprende ora tutti i fanciulli e le donne di qualunque età; quanto agli uomini vigorosi, vengono restituiti soltanto quelli che sono inferiori ai 17 anni e superiori ai 45. I prigionieri civili, che già attraversarono la Svizzera, ai primi di marzo erano 16oo francesi e 3000 tedeschi; e tutti quanti riconoscono le paterne benemerenze del Papa nella loro bramata liberazione.

La riconoscenza della Polonia.

I Vescovi polacchi pubblicavano il 13 gennaio una bellissima Pastorale, diretta ai loro fedeli, nella quale sono ricordati i varii atti di affettuosa e particolare benevolenza, che si degnò compiere Benedetto XV per quel popolo tanto sventurato e tanto bisognoso fra i disastri della presente guerra. I Vescovi di Polonia notano in modo speciale, come il Santo Padre fissò un giorno, cioè il 21 novembre 1915, perché in tutte le chiese del mondo cattolico si facessero preghiere per la Polonia e per essa si raccogliessero elemosine, inviando egli medesimo quel piú cospicuo soccorso, che le strettezze economiche della Sede Apostolica consentivano. Quindi esortano il popolo polacco dicendo:

« Nella tua sventura si sono ricordati di te il tuo Padre ed i tuoi fratelli, perché fai parte della grande e gloriosa famiglia cattolica, ed hai un Padre caritatevole e assai misericordioso. Nella tua fede - dunque - è la tua forza, ed è il tuo avvenire ».

Infine i prelati invitano i cattolici Polacchi a concorrere in un giorno, che sarà determinato, nelle chiese per assistere alla santa Messa, accostarsi alla Santa Comunione e pregare fervidamente per il Papa, retribuendo a lui « cuore per cuore, preghiera per preghiera ».

I medesimi Vescovi inviarono nello stesso giorno 13 gennaio una nobilissima lettera al Santo Padre, in cui esaltano la Divina Provvidenza, dicendo che « nel cuore paterno del Vicario di Gesú Cristo ci ha dischiusa una fonte viva di amore, che è dolce balsamo alle nostre amarezze ed a cui si sono rivolte ognora le nostre speranze, nonché i profondi sospiri dell'infelice Polonia ». Rammentano i Vescovi, come il Papa fissò il 21 novembre dello scorso anno per preghiere ed elemosine nell'intero mondo cattolico a vantaggio della Polonia: accennano ai soccorsi da Lui mandati a tutta la Polonia, e alla lettera inviata all'episcopato della Galizia, nella quale, dice il documento: « Voi vi siete compiaciuto di manifestarci di quanto grande benevolenza ci abbia fatto e continui a farci oggetto il paterno Vostro amore ». Annunziano che fu da loro fissato il giorno 7 maggio p. v., perché si innalzino preci per il Papa in tutta la Polonia, e conchiudono dicendo:

u Come fin dai tempi degli avi nostri un invincibile attaccamento alla Santa Sede fu per le nostre genti faro luminoso, tanto nella prosperità quanto nella sventura, cosí anche oggi questo indefettibile attaccamento costituisce la nostra inespugnabile fortezza, ed è in virtù di esso che, in mezzo ai tristi rivolgimenti della sorte, arride al popolo nostro la speranza di tempi migliori ».

L'interessamento del S. Padre per i prigionieri di guerra.

Dall' « Osservatore Romano » del 27 gennaio.

Demmo già notizia nel nostro numero dell'11 giugno p. p. di una nuova pietosa iniziativa del Santo Padre Benedetto XV a favore dei prigionieri di guerra.

Sua Santità, nella pastorale Sua sollecitudine, si era molto preoccupato della sorte dei prigionieri di guerra feriti o malati dei vari paesi belligeranti, i quali a causa del loro numero non potevano avere tutte quelle cure e quell'assistenza che erano richieste dal loro stato.

A tal uopo Sua Santità rivolgevasi al Governo Svizzero, del quale sono ben noti i sentimenti di ospitalità ed il nobile impegno per attenuare gli orrori del presente conflitto, interessandolo ad accogliere, fino alla loro guarigione, in un pulito del territorio della Confederazione un certo numero di prigionieri feriti o malati, francesi, belgi ed inglesi, ed in un altro punto un numero corrispondente di prigionieri austriaci o tedeschi che si trovassero nelle medesime condizioni.

A rendere piú spedite le pratiche iniziate col Governo svizzero, il Santo Padre inviava in Svizzera il sig. Conte avv. Carlo Santucci, il quale riceveva dal Presidente della Confederazione Elvetica la piú favorevole accoglienza per la nobile proposta di Sua Santità, che sottoposta quindi al Consiglio Federale veniva senz'altro approvata.

Questa pietosa iniziativa del Santo Padre ha avuto ora felicemente un principio di attuazione, e S. E. il sig. Barone von Muehlberg, Ministro di Prussia presso la Salita Sede, si è compiaciuto darne comunicazione a S. E. il signor Cardinale Segretario di Stato col seguente dispaccio:

Em.mo Cardinal Gasparri, Segretario di Stato di Sua Santità,

Lugano, 25 gennaio 1916.

L'ospitalizzazione nella Svizzera dei prigionieri di guerra malati comincia oggi ad andare ad e fletto. Cento prigionieri tedeschi e cento prigionieri francesi, malati di petto, sono stati già installati a Davos ed a Leysin.

In quest'occasione il mio Governo mi incarica di ringraziare vivamente il Santo Padre per la Sala nobile ed' umanitaria proposta, ed io mi permetto indirizzarmi alla, cortesia dell'Eminenza Vostra per far pervenire la riconoscenza e i ringraziamenti del mio Governo al trono di Sua Santità.

VON MUEHLBERG

Ministro di Prussia presso la Santa Sede.

Lo stesso giornale nel numero del 28 gennaio aggiungeva

Ieri pubblicammo un telegramma diretto da S. E. il signor von Muehlberg, Ministro di Prussia presso la Santa Sede, a Sua Eminenza Rev.ma il Cardinale Segretario di Stato, col quale dando ragguaglio del principio della ospitalizzazione in Svizzera dei prigionieri di guerra malati, pregava la Eminenza Sua di far pervenire al Santo Padre i ringraziamenti del suo governo per la nobile ed umanitaria proposta.

Oggi siamo lieti di pubblicare un telegramma in data di ieri 26, col quale gli stessi prigionieri giunti a Davos, per mezzo dell'Ill.mo e Rev.mo monsignor Giorgio Schmid de Gruenek, ringraziano il Santo Padre

Sua Santità Benedetto XV - Vaticano, Roma.

Giunti oggi i primi cento prigionieri convalescenti nella mia Diocesi, a Davos, mi incaricano di esprimere a Vostra Santità i sensi della loro profonda eterna riconoscenza umiliando figliali ossequi.

G. ScHMID, Vescovo di Coira.

Il Pro-nunzio Apostolico a Vienna visita i prigionieri di guerra italiani.

Dall' « Osservatore Romano » del 7 febbraio.

« Il Santo Padre che ha dimostrato con le molteplici e benefiche Sue iniziative tanto vivo interessamento per la sorte di tutti indistintamente i prigionieri di guerra, a qualunque delle nazioni belligeranti essi appartengano, non poteva certo rimanere indifferente alla sorte dei Figli a Lui piú vicini, degli Italiani che trovansi prigionieri in Austria.

» Della sua paterna sollecitudine, pertanto, verso di essi, l'Augusto Pontefice ha voluto fosse interprete e degno rappresentante l'Em.mo e Rev.mo sig. Cardinale Scapinelli di Lèguigno, Pro-Nunzio Apostolico a Vienna, incaricandolo all'uopo di recarsi personalmente a visitare il campo di Mauthausen, ove i prigionieri di guerra trovansi concentrati.

» L'Em.mo Porporato si è affrettato ad eseguire il pietoso intendimento di Sua Santità, compiendo fin dal giorno 18 gennaio p. p. la sua visita al detto campo di concentrazione, e dando poi della medesima esatto ragguaglio all'Em.mo signor Cardinale Segretario di Stato » con un rapporto che fu riferito da tutti i giornali.

Serva esso « di conforto alle famiglie trepidanti per la sorte dei loro cari prigionieri », come fu « una nuova dimostrazione all'opera incessante, premurosa, amorevole del Santo Padre Benedetto XV a pro dei prigionieri di guerra, i quali lontani dalla patria e dalla famiglia sanno pur sempre di essere l'oggetto delle Sue vigili, tenerissime cure ».

Un fiore tra le spine.

Dall'Osservatore Romano del 15 febbraio.

Fra i rovi e le spine che ci appresta ogni giorno la cronaca dolorosa della guerra europea, ci è dato oggi di cogliere un fiorellino gentile, di cui ci piace far gustare ai lettori il soave profumo.

È pervenuta al Santo Padre Benedetto XV da Parigi la seguente che riportiamo letteralmente tradotta dal francese.

Beatissimo Padre,

Siamo quattro fanciulli francesi, molto riconoscenti a Vostra Santità dell'iniziativa che ha preso la paterna bontà di prendere a favore dei prigionieri malati. Il nostro padre, dopo 17 mesi di una dura prigionia in Germania, essendo stato colpito da una pleurite, è stato internato in Svizzera.

Siccome è desso il primo ufficiale dell'esercito francese, che vi è stato condotto, noi riteniamo come nostro dovere di ringraziare Vostra Santità di conservarci la vita di nostro Padre.

Nel domandare alla Santità Vostra la benedizione per tutta la nostra famiglia e per la nostra cara Francia, La preghiamo degnarsi di aggradire l'espressione del nostro profondo rispetto e devoto attaccamento.

Parigi, 8 febbraio 1916, 137 Avenue Victor Ugo, Paris XVI.

Giacomo Hollande di anni 17 - Giovanni Hollande di anni 13 - Maria Ghislana Hollande di anni 1o 1/2 - Maria Alice Hollande di anni 2.

I voti del VII Congresso dei Cooperatori e la Pia Unione.

Si stanno allestendo gli atti del VII Congresso Internazionale dei Cooperatori Salesiani, tenutosi a Paolo nel Brasile. Da essi, come primizia, siamo in grado di togliere questi voti, la cui importanza non sfuggirà a nessuno dei nostri lettori.

Il VII Con gesso Internazionale dei Cooperatori Salesiani considerando che la Pia Unione dei Cooperatori Salesiani costituisce il punto fondamentale e iniziale dell'Opera di Don Bosco, e che la sua organizzazione risente ancora di molte lacune, atteso il carattere mondiale dell'associazione; rilevando che lo spirito genuino della Pia Unione non è ancora abbastanza conosciuto, il che può facilitare il nome di Cooperatore Salesiano a, persone non aventi i requisiti richiesti dal Regolamento; attesa l'importanza del Bollettino Salesiana, non solo come periodico trasmissore delle iniziatìve e delle necessità delle Opere Salesiane, ma anche quale organo di propaganda della divozione di Maria SS. Ausiliatrice e dei mezzi pratici della rigenerazione religiosa e morale dell'infanzia e della gioventú, cosa che deve stare a cuore a tutti i buoni;

FA VOTI:

I°) il Diploma di Cooperatore Salesiano sia concesso dopo avere constatata l'idoneità morale, religiosa e sociale del candidato, in conformità del Regolamento della Pia Unione;

II°) il Bollettino Salesiano sia diffuso non solo tra i Cooperatori regolarmente inscritti, ma anche fra tutte le persone che simpatizzano per l'Opera di Don Bosco; tra gli ex-allievi; qual premio tra gli alunni dei Collegi Salesiani, e tra la stampa locale, colla domanda della riproduzione di una notizia o del sommario dello stesso; usando i mezzi piú idonei ed efficaci, secondo le necessità locali, per rendere piú regolare e costante la diffusione e la lettura del Bollettino ;

III°) si organizzino i Decurioni e le Zelatrici dei Cooperatori Salesiani, con un Regolamento proprio, formulato in base al Regolamento Generale della Pia Unione, e si traduca dall'italiano il « Manuale Teorico-pratico dei Decurioni e Direttori Diocesani »;

IV°) si solleciti dalla bontà paterna degli Ecc.mi Vescovi la nomina del Direttore Diocesano, e a questi si faccia la piú viva preghiera di riunire i Cooperatori, possibilmente il 24 di ciascun mese, giorno sacro alla Vergine Ausiliatrice, per animarli alla propaganda salesiana;

V°) almeno di due in due anni si tengano Congressi Diocesani o Regionali di Cooperatori Salesiani.

TESORO SPIRITUALE

Indulgenza plenaria

1) il 16 aprile, Domenica delle Palme;

2) il 2o aprile, Giovedì Santo;

3) il 23 aprile, Pasqua di Risurrezione;

4) l'8 maggio, Apparizione di S. Michele; 5) il 10 maggio, Solennità di S. Giuseppe.

ECHI DELLE FESTE CENTENARIE

COLOMBIA.

AFFETTUOSA IMPONENTE DIMOSTRAZIONE

Tenere scene e inaugurazione,di opere sociali nei Lazzaretti. (Relazione dell'Ispettore D. Aime)

Bogotà, 29 gennaio 1916.

Amatissimo Padre,

Voleva inviare a V. S. Rev.ma le relazioni delle Feste Centenarie di Maria Ausiliatrice e del nostro Venerabile Padre Don Bosco di mano in mano che si venivano celebrando nelle nostre case e città di questa Repubblica, ma mi parve meglio farne un'unica relazione, perché Ella ed i nostri amati cooperatori potessero ammirare, come in un sol quadro, tutta l'influenza dell'opera nostra in Colombia. Fu una gara di amore che la Repubblica, con a capo il Senato e Parlamento, - come già pubblicò il caro Bollettino, - e coi suoi principali oratori e poeti, volle dare al Ven. Don Giovanni Bosco, alle sue opere ed ai suoi figli.

BOGOTÀ - Bogotà fu la prima nel cordiale tributo. Il 15 agosto fu destinato a ringraziare il Signore di aver dato al mondo il fondatore di tante opere di preservazione e redenzione sociale. La commemorazione ebbe luogo nella nostra chiesa del Carmine. Alla Comunione generale intervennero i Cooperatori Salesiani, l'Associazione di Maria Ausiliatrice (che conta piú di mille cinquecento inscritti), la congregazione di Maria Riparatrice, le Adoratrici, ed un immenso numero di fedeli, fra cui l'Ecc.ma signora Elvira de Concha, moglie del Presidente della Repubblica.

Alla Messa solenne il nostro buon amico Dott. Teodoro Rosas, tenne un'eloquente conferenza sulle Opere Salesiane, rilevandone l'opportunità e illustrando il dono che con esse la Madonna volle fare al mondo. Sua Ecc. Rev.ma Mons. Alberto Vassallo dei Conti di Torregrossa, Delegato Apostolico, presiedette il canto del Te Deum e diede la benedizione solenne col SS. Sacramento.

Ma l'atto piú memorabile fu l'accademia musico-letteraria celebrata dai nostri cooperatori ed amici il 16 agosto.

Il rev.mo Padre Leza, Rettore dei Gesuiti, mise a disposizione il grandioso cortile del suo collegio che venne cambiato in un'aula imponente.

E quell'immenso salone si gremì di numeroso e scelto pubblico di tutte le classi sociali. Si calcolò che vi fossero presenti non meno di tremila e cinquecento persone. Ricordiamo con riconoscenza gli Eccellentissimi Mons. Bernardo Herrera Restrepo, Arcivescovo di Bogotà e Primate di Colombia; Mons. Soler Atanasio Royo, Vicario Apostolico della Goagira; Mons. Filippo Cortesi, Uditore della Legazione Apostolica; gli Ecc.mi Dott. Giuseppe M. Gonzàlez Valencia, Presidente del Senato il Dott. Raffaele Quijano, Presidente della Camera dei Deputati; il Dott. Michele Abadia Méiidez, Ministro degli Interni; il Dott. Daniele J. Reyes, Ministro delle Finanze; il Dott. Emilio Ferrero, Ministro della Pubblica Istruzione; il sig. Raimondo Lago, Governatore del Dipartimento; il sig. Andrea Marroquín, Sindaco della città; il Generale Salomone Correal, Direttore generale della Polizia; e un'eletta rappresentanza del Clero regolare e secolare, e di Senatori, Deputati, magistrati, professori di Università e di Collegi, cooperatori salesiani, insomma quanto di piú scelto ha la società bogotana.

Spigolo dalla relazione che ne pubblicò l'accreditato periodico « El Mensajero »:

« Gli oratori furono ammirevoli, applauditissimi da un pubblico numerosissimo che li ascoltò avidamente con religiosa attenzione. Carrasquilla, Gomez Restrepo, Marco Fidel, Suàrez e Ferrero sono -nomi che fanno onore alla nostra letteratura e risuonano all'orecchio colombiano come una gloria nazionale.

» Primo ad occupare la tribuna fu il dottissimo segretario dell'Accademia Colombiana della lingua, Dott. Gómez Restrepo, Sottosegretario al Ministero degli Esteri, elle illustrò lo scopo dell'adunanza...

» Il Ministro degli Esteri, Dott. Marco Fidel Suàrez non poté esser presente, perché era ammalato; ma il ch.mo Dott. Teodoro Rosas declamò, con tono eloquente e commosso, il discorso del Ministro su « Don Bosco e l'opera sua ». In esso il Dott. Suàrez dimostrò conio la questione così discussa dell'unione del capitale e del lavoro si risolva soltanto colla dottrina sociale cattolica, come si ammira nell'opera grandiosa fondata da quell'uomo straordinario, che fu Don Bosco, la cui vita fu tutta consacrata al bene del popolo.

» Il Dott. Raffaele Maria Carrasquilla, Canonico della Cattedrale-Basilica, Rettore dell'Università Cattolica del Rosario, e degnissimo Presidente dell'Accademia Colombiana della lingua, ci regalò un altro discorso semplice e insieme grandioso e così delicato e attraente, che affascinò tutti quanti... Egli presentò Don Bosco come apostolo della gioventú povera ed abbandonata.

» Il dott. Emilio Ferrero, Ministro della Pubblica Istruzione, aveva l'incarico di svolgere il tema:

« Le nozze d'argento dell'Opera Salesiana in Colombia - Che cosa essa ha fatto e che cosa fa »; e il suo fu un grande ed eloquente studio di fondo sociale-cristiano, dove raccolse con diligentissima erudizione, tutto ciò che ha di bello, utile e pratico ogni arte e mestiere insegnato nelle scuole salesiane. Uomo di gran cuore, di ardente immaginativa, di fede profonda, di soda istruzione, di parola facile ed elegante, il Ministro Ferrero fu ascoltato con sommo piacere da tutti e applaudito con entusiasmo delirante. Ebbe parole eloquenti anche per l'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, le quali colle loro scuole di buona massaia per ragazze povere, coi collegi per signorine, e coll'assistenza dei lebbrosi nel Lazzaretto di Contratación sono pur esse altamente benemerite.

» In fine occupò la tribuna il giovane Vittorio Lombana, in nome degli antichi alunni, che parlò coli entusiasmo di Don Bosco, e de' suoi antichi educatori.

» I discorsi furono alternati da classiche coniposizioni musicali, eseguite con lodevole precisione dalla Schola Cantorum del Collegio Salesiano beone XIII di questa capitale, e con bellissime poesie composte e declamate dai sigg. Vincenzo Casas C., Diego Uribe ed Annibale Montoya.

» Fu un'assemblea di eterna memoria e di utili ammaestramenti per .tutti ».

Fin qui « El Mensajero ».

AGUA DE DIOS. - Dopo Bogotà venne il turno di Agua de Dios.

Il ricevimento che vi ebbe il sottoscritto fu davvero grandioso. All'entrata del paese lo aspettavano l'Amministratore, i Medici, tutte le Congregazioni religiose della Parrocchia coi loro stendardi, i giovani dell'asilo « Michele Unia » schierati in due battaglioni, in uniforme militare, colla bandiera nazionale spiegata e la banda diretta dal nostro D. Variara, e un gran numero di lebbrosi. Arrivati alla piazza, che era gremita di gente, uno dei piú antichi lebbrosi del Lazzaretto (che ebbe la fortuna di conoscere anche lei, sig. Don Albera, quando nel 1902 visitò queste case), pronunciò un breve ma commovente discorso, cui risposi da cavallo per essere più facilmente udito.

Qui la festa ebbe un carattere speciale: i canti, i discorsi, le poesie furono un riflesso dello stato d'animo di tutta quella popolazione tra cui vivo è l'amore e profonda la gratitudine verso il Venerabile Don Bosco ed i suoi figli, che da ventiquattro aiuti sono per quegli infelici, amici, fratelli e padri che li accompagnano nell'isolamento a cui li ha ridotti il morbo fatale, li consolano nelle loro pene, li visitano nelle loro case e nell'Ospedale, e dànno loro i conforti religiosi, mentre colla musica, col teatrino, col canto, col cinematografo, coll'Oratorio festivo, fanno loro dimenticare il triste isolamento in cui si trovano.

L'antica Madonnina, che Don Unia aveva lasciato al Lazzaretto sarà d'ora innanzi accompagnata dal busto del suo fedel Servo, poiché si scopersero nello stesso giorno il nuovo monumento di Maria Ausiliatrice e quello del Ven. D. Bosco. Come ricordo del Centenario si pose pure la prima pietra dell'edificio che comprenderà il nuovo Oratorio Festivo, il Centro Don Bosco e la chiesa del Cimitero. Cosí il nostro Ven. Padre vivrà per sempre nelle sue opere in mezzo agli infermai di Agua de Dios.

IBAGUÉ. - Il 29 agosto si commemorò il nostro Ven. Padre in Ibagué.

Sua Ecc. Rev.ma Mons. Ismaele Perdono, Vescovo di quella città, celebrò la messa della Comunità nella nostra nuova chiesa del Carmine, ed alla sera tenne un magnifico discorso sull'influenza che la nostra Casa colle scuole di arti e mestieri e d'agricoltura esercita in quei dintorni.

L'adunanza commemorativa fu presieduta dallo stesso Vescovo e dal Governatore, circondato dal Clero e dalle autorità locali. Fra gli oratori e i poeti che presero parte attiva all'accademia, meritano speciale menzione il Dott. D. Raffaele Escobar Roa, direttore di pubblica istruzione del Dipartimento, il Rettore del Collegio Universitario di San Simone, sig. Emmanuele A. Bonilla, il Generale Antonio Pineda, e la signora Sofia de Avran.

BARRANQUILLA. - Il nostro D. Briata, direttore della casa di Barranquilla, che nel mese di maggio aveva già celebrato la festa centenaria di Maria Ausiliatrice con esito straordinario, d'accordo colla giunta organizzatrice delle Feste Centenarie, fissò il 12 ottobre, anniversario dello scoprimento d'America, per ricordare il Centenario del Venerabile, accoppiando i nomi gloriosi di due grandi Italiani: Cristoforo Colombo e Don Bosco.

Il progresso religioso di Barranquilla è in relazione col suo grande sviluppo materiale e commerciale, che in pochi anni la rese uno dei centri più ricchi e industriali della Repubblica; e il nome di Doti Bosco e dei Salesiani v'è popolare come quello di S. Rocco, titolare della grande Parrocchia a noi affidata. Non è quindi a stupire se ad un semplice invito di Don Briata, il Clero, le Autorità civili, le prime famiglie e tutte le classi in generale si unirono per celebrare la faustissima data. Numerosissime le sante comunioni e l'affluenza alla messa solenne e al Te Deum, presenti tutte le associazioni della Parrocchia col rev.mo Don Carlo Valiente, Protonotario Apostolico e Vicario Generale in rappresentanza di S. Ecc. Mons. Arcivescovo di Cartagena, i Parroci della città, i RR. PP. Gesuiti, i Fratelli delle Scuole Cristiane, il Collegio delle Suore della Carità, il Governatore del Dipartimento, Dott. Abele Carbonell, il Direttore della Pubblica Istruzione, il Comandante militare Generale j. Arjona, ed il Console d'Italia Cav. Antonio Pacini.

Dopo la funzione religiosa ebbe luogo nel cortile dell'istituto lo scoprimento di un busto del Venerabile. Al suono dell'inno nazionale cadde il velo che copriva il monumento e il Generale Eparquio Gonzàlez pronunziò il discorso.

Alla sera ebbe luogo nel Teatro Cisneros della città la solenne Commemorazione, con. scelto programma e l'assistenza di piú di 3000 persone. Parlarono eloquentemente di Maria Ausiliatrice il sig. Aureliano Angolo; dell'Opera di Don Bosco il Dott Giulio Palacio e il Generale Aurelio de Castro; il Dott. Giorgio Abello espose i benefici portati a Colombia dall'Opera Salesiana; e il Dott. Francesco Valiente chiuse con un magnifico quadro allegorico rappresentante Don Bosco, circondato dalle scienze e dalle arti, cosí onorate nell'Opera sua.

MEDELLIN. - Sono appena cinque mesi che si fondò questa casa, destinata ad opere di azione e redenzione sociale. Per ora si è cominciato col l'Oratorio Festivo e colle Scuole serali e si organizzò un asilo notturno pei giovani più abbandonati della città, cioè per quelli che sono senza padre, senza madre e senza tetto. Il merito della fondazione è dell'Ecc.mo Arcivescovo Mons. Emanuele Giuseppe de Caizedo.

Grazie all'efficace appoggio del Comitato dei Cooperatori e del Sotto-Comitato delle Cooperatrici Salesiane, quest'opera non solamente è ben avviata, ma fa già sentire i suoi benefici effetti. Quei giovani, che pochi mesi fa avevano fama di male educati, insubordinati e discoli, sono adesso docili, rispettosi ed ubbidienti. Già si è cominciata tra loro una Schola Cantorum; la loro frequenza ai SS. Sacramenti è confortante; insomma l'Oratorio festivo, è nel suo pieno rigoglio.

Questi felici risultati hanno attirato l'ammirazione e l'affetto delle Autorità e della popolazione intera, che vede in essi il risultato pratico del sistema eductivo del Ven. D. Bosco. Non è quindi a stupire, se, trattandosi di celebrare i nostri centenari, tutta Medellin vi prese parte, come se fosse una festa propria. Poche volte si vide tanta pompa e tanto concorso.

Nel triduo di preparazione la gente affluí numerosa ad ascoltare gli esimi oratori, che parlarono della protezione accordata da Maria Ausiliatrice al suo Servo Venerabile.

La sera precedente alla festa quasi tutte le finestre e balconi delle case apparvero illuminate.

All'indomani la distribuzione della S. Comunione fu continua dalle 5 alle 9, quando cominciò la messa solenne pontificata da S. E. Rev.ma l'Arcivescovo, assistito dal Capitolo e dal Seminario.

Il vasto tempio era gremito di popolo presieduto da S. E. il Dott. Pietro Giusto Berrío, Governatore del Dipartimento, dai Generali Antonio Maria Rodríguez, Colonnello del Reggimento « Girardot », Giovanni Vasquez, Comandante della Polizia, e dal Sindaco, Generale Betancourt. Il discorso del ch.mo Padre Luigi Zumalabe, Rettore del Collegio dei Gesuiti, fu un'eloquentissima conferenza salesiana.

La Schola Cantorum del Seminario, la cui direzione S. E. Revma volle affidata al nostro Don Cesare Cesari, direttore di questa casa, esegui a perfezione una messa dell'Haller.

Tutto il giorno fu un succedersi di devoti pellegrinaggi di associazioni e compagnie con i loro vessilli, ai piedi di Maria Ausiliatrice, il cui simulacro maestosamente campeggiava sull'altar maggiore.

Alle 5 pom. si riempi un'altra volta la cattedrale per assistere alla conferenza salesiana tenuta dall'umile scrivente. Parlai dell'azione della Divina Provvidenza nel preparare il Venerabile alla missione che gli volle affidata, del suo sistema educativo e dei risultati con essi ottenuti in ogni parte, non esclusa Medellin.

CONTRATACION. - Le feste centenarie durarono una settimana intera, cioè dal 1 al 9 di ottobre, con uno splendido programma, in cui i nostri confratelli, le Suore di Maria Ausiliatrice e i duemila lebbrosi del Lazzaretto manifestarono il loro vivo affetto a Don Bosco e all'Opera sua.

Ogni giorno vi fu messa solenne e comunione generale, a cui assistettero molti del paese colle autorità locali. Il giorno 5, dopo la messa solenne, ebbe luogo un pranzo offerto ai lebbrosi che fu servito dai nostri confratelli, all'Ospedale Giovanni Bosco. In fine si cantò un Te Deum in ringraziamento. Segui l'inaugurazione di un nuovo acquedotto, con cannelle sulla piazza, nell'Ospedale Giovanni Bosco e nell'Asilo S. Evasio; opera molto importante per questo Lazzaretto, i cui abitanti dovevano provvedersi di acqua da una fonte distante ed incomoda, specialmente nei giorni di pioggia che qui sono assai frequenti, con grande detrimento della loro salute.

Il giorno 6, si fece l'intronizzazione del Sacro Cuore di Gesú nella sede dell'Amministrazione del Lazzaretto, si scoperse il busto del nostro Venerabile nel giardino dell'Ospedale e quivi si inaugurò anche una grande cucina economica, ed uno spazioso e comodo refettorio con un pranzo offerto ai cento piú poveri del Lazzaretto. Questi ebbero in dono anche un vestito ed una limosina in danaro, generosa offerta della signorina Saturnia Samper di Bogotà. Si chiuse la giornata con una accademia commemorativa, in cui parlarono di Don Bosco con entusiasmo e sincera gratitudine il sig. Martinez Lee, il Dott. Giov. Battista Uribe ed il sig. Ruben Barrientos.

La festa del giorno 7 fu presso le Suore di Maria Ausiliatrice, che, dopo la Comunione generale e la messa solenne nella loro cappella , inaugurarono esse pure un busto di Don Bosco nel giardino dell'Ospedale Maria Mazzarello, e tennero un solenne trattenimento drammatico-letterario.

La mattina del giorno 8 ebbero luogo nella pubblica piazza svariati giuochi e nell'Ospedale Maria Mazzarello un pranzo alle 150 lebbrose piú povere, le quali ebbero anche una limosina.

Nel pomeriggio, a ricordo del Centenario, si piantarono alcuni alberi sulla piazza e si chiuse la giornata colla rappresentazione del dramma L'amor filiale, messo in scena dai lebbrosi.

Il 9 ottobre si chiusero le feste con una numerosa comunione ed un solenne funerale in suffragio delle anime dei Cooperatori defunti, e una passeggiata a cui presero parte i 50o ragazzi dell'Asilo e dell'Oratorio festivo.

Tutte le feste furono rallegrate dalla nostra banda e dalla nostra Schola Cantorum, e lasciarono nel cuore di tutti un ricordo imperituro.

MOSQUERA. - I nostri cari novizi e studenti della casa di Mosquera celebrarono essi pure con slancio filiale i due Centenari.

A ricordo di quello di Maria Ausiliatrice celebrato il 23 maggio, io benedissi l'altar maggiore della chiesa pubblica, eretta in onore della nostra celeste Patrona: è bel lavoro della nostra scuola professionale di Bogotà.

Dopo un triduo di preparazione con numerose comunioni, il 21 novembre si ricordò la nascita di Don Bosco con una messa solenne pro gratiarum actione, accompagnata dall'orchestra della casa.

Infra missam il rev.mo Dott. D. Giuseppe Vincenzo Castro, Vice-Retore del Seminario di Bogotà, in una conferenza, piena di amore e venerazione per Don Bosco e per l'Opera sua, dimostrò quanto sia meritoria la missione dei Salesiani.

Dopo messa si cantò solennemente il Te Deum, cui seguí la benedizione del SS. Sacramento.

Subito dopo, numeroso popolo si riversò nell'interno della casa per assistere all'inaugurazione del monumento, che colpe ricordo del centenario si eresse al nostro Venerabile nel cortile principale.

Interpretò i sentimenti di tutti il Dott. Giovanni Antonio Caicedo, inneggiando a Don Bosco e spiegando l'alto significato dell'atto. Un canto popolare pieno di vita e di affetto, composto per la circostanza, pose fine all'indimenticabile cerimonia.

Alle 2 pom. si raccolsero nel nostro teatrino i principali cooperatori del paese e dei dintorni per l'accademia commemorativa. Il Dott. D. Teodoro Rosas, grande ammiratore delle opere nostre, dimostrò in deliziosi quadretti che l'opera di Don Bosco è opera di redenzione sociale. Il sig. D. Camillo Bohorquez, a nome del Consiglio Municipale di Mosquera che prese parte in corpo a tutta la cerimonia, parlò della nostra Pia Società rilevando il bene morale e materiale, che la casa salesiana apportò al paese. Un quadro drammatico « Don Bosco pastorello » richiamò alla nostra niente l'infanzia dell'amato Padre, lasciando in tutti la piú soave impressione.

BOGOTA - Esposizione Salesiana. - Alle 9 del mattino dello stesso giorno, ebbe luogo nella casa di Bogotà l'apertura dell'esposizione didatticoprofessionale. Fu presieduta da S. E. il Dott. Emilio Ferrero, Ministro della Pubblica Istruzione, circondato da una numerosa rappresentanza di Senatori e Deputati.

Il Direttore della casa D. Giacinto Bassignana spiegò l'oggetto ed il criterio tenuto nell'organizzazione dell'esposizione alla quale presero parte gli alunni di tutti i corsi: perciò vi figuravano i lavori semplici dei principianti e quelli sempre piú completi dei corsi superiori, tutti eseguiti secondo il programma del Direttore Generale delle nostre Scuole Professionali. Sua Eccellenza il Ministro nel discorsetto pronunziato al termine della cerimonia fece i piú sinceri auguri al direttore ed ai maestri della scuola, e le assicurò la protezione e l'appoggio del Governo.

- Oratorio festivo del Ven. Giovanni Bosco - Il Direttore del nostro Oratorio Festivo volle celebrare la data centenaria il giorno dell'Immacolata, che ricordava ad un tempo il principio dell'Oratorio di Torino ed il terzo anniversario della fondazione di questo di Bogotà. L'Ecc.mo Mons. Herrera, Arcivescovo di Bogotà e Primate di Colombia, vedendo che la nostra chiesetta di Maria Ausiliatrice era insufficiente per contenere il grandissimo numero di ragazzi che vi accorrono per ricevere i SS. Sacramenti ed assistere alle sacre funzioni, ha permesso di celebrare ogni festa sotto la tettoia del cortile.

Fin dalle prime ore del mattino, la chiesa e il cortile furono invasi da ragazzi e da lui numero immenso di persone di ogni classe.

Toccò a me la bella sorte di celebrare la santa Messa della Comunione Generale. Quanti pensieri! in quell'aperto cortile presto s'innalzerà un tempio grandioso dedicato alla Madonna di Don Bosco, la quale rinnoverà in Bogotà ed in Colombia i suoi tratti d'amore materno.

Alle 9, prima della messa solenne, benedissi una bella statua di Maria Ausiliatrice, opera che fa onore alla nostra scuola di Sarrià, regalata dalla signora Dolores Groot de Rico; e il rev. P. Pueyo, Superiore dei Padri del Sacro Cuore di Maria, tenne un bellissimo discorso sul culto che si deve alle sacre immagini e a Maria Ausiliatrice.

Nel pomeriggio si organizzò una processione che riuscí un trionfo della nostra Madonna, ed alla sera il Circolo drammatico ci rallegrò con un artistico atto letterario; mentre la musica della Polizia Nazionale, gentilmente offerta dalla signora del Presidente della Repubblica, rallegrò la festa colle sue melodie.

Nella certezza, amato Padre, che questa relazione, come tornerà cara al suo cuore, sarà pei nostri benemeriti Cooperatori uno stimolo ad adoperarsi perche altri Missionari Salesiani si spandano per il mondo a zelare la gloria di Dio e la salvezza delle anime, la prego a benedire tutti i suoi figli di questa Ispettoria e a credermi sempre

Della S. V. Rev.ma

Aff.mo in Corde Jesu Sac. ANTONIo ALME.

REP. ARGENTINA.

Un Monumento a Don Bosco nel cuore della Patagonia

(Lettera del Sac. Bernardo Vacchina).

Rawson, 15 dicembre 1915.

Rev.mo e Carino sig. D. Albera.

L'anno centenario del nostro Ven. D. Bosco volge al tramonto, l'eco dolcissima delle sue feste omai si affievolisce, son quasi svaniti i fulgori che si diffusero, e dal nostro Chubut nulla ancora è giunto a V. S. che sveli partecipazione ed armonia nell'universale concerto di lodi a Lui che pure fu della Patagonia, piú che insigne benefattore, padre sollecito ed amantissimo.

Viviamo in ultimis finibus terrae, Ella lo sa, amatissimo Padre, ed ora, per causa di cotesta terribile guerra, piú che mai isolati e solitarii. Una divisione navale inglese solca questi mari, piomba inaspettata sui vapori di bandiera nemica e li cattura, per cui le vie di comunicazione si fanno più rare; difficili e men sicure. E appena un mese che un incrociatore inglese catturò il « Presidente Mitré » bastimento di capitalisti alemanni, che ci portava due lapidi marmoree con epigrafi per un monumento a D. Bosco, e non sappiamo ancora se le potremo ricuperare. Le lapidi ci costano più di duemila lire e corrispondono al monumento. che ne ne potrà valere cinquantamila.

« Cinquantamila lire per un monumento nel Chubut! È una somma favolosa, colla crisi che porta esquilibrio in tutte le fortune e lascierà l'orizzonte finanziario fosco fosco per molto tempo. Quei miei figli del Chubut, stavolta, sono stati spensierati: si lasciarono sedurre dal cuore, rendendo culto alla gratitudine a scapito della prudenza e forse anche della giustizia. E questo, dopo tante e si insistenti raccomandazioni di non fare debiti, non va, non va! »

No, amatissimo Padre, bando a tali pensieri : il monumento è Dio che l'ha voluto, e quando Egli vuole, chi può resistergli? Noi non fummo altre che docili e felici strumenti nelle sue mani; difatti, sorse come per dolce incanto una bella torre, stile rinascimento, alta 18 metri, con doppia terrazza e varie stanzette, sulla principale contrada di questa capitale e di fronte alla maggior piazza della medesima. Sulla facciata in alto, spicca il busto del nostro Ven. D. Bosco, onorato e protetto dalla bellissima bandiera argentina, che agitata dalla brezza del vicino Atlantico, ne accarezza e bacia la fronte serena, quasi nobile e tenera matrona, che riconosce, gradisce e contraccambia l'onore e la benemerenza di questo suo grande e glorioso figlio adottivo.

Il monumento, nel suo complesso, si presta ad un comodo gabinetto meteorologico e si chiama e chiamerà: Observatorio Meteorologico Venerable Padre Juan Bosco. E con ragione; perché Egli, il nostro buon Padre, non contento di scrutare i cieli invisibili di Dio e svelarne ad altri le arcane magnificenze, volle ancora che ci interessassimo dei fenomeni meteorologici, e spesso inabissato nella contemplazione delle maravigliose armonie del cielo visibile, ne ricavava per noi, con tante altre, quelle mirabili lezioni di timore, amore e gratitudine verso il Creatore.

E se l'iniziativa fu e doveva essere nostra, l'esecuzione, in massima parte, è dovuta ad altri. Ad un nostro discreto appello si rispose coll'entusiasmo del cuore, con vero e generale plebiscito senza distinzione di età, nazionalità, religione, politica e condizioni sociali. Si comprese subito che Don Bosco, quantunque degno figlio d'Italia, come appartiene a tutta, cosí ha ben meritato di tutta la gran famiglia umana. E se V. S. ha potuto qualche volta, in questi ultimi mesi, scorrere « La Gruz del Sur se ne sarà accorto e compiaciuto.

Ed era troppo giusto che il cuore della Patagonia (il Chubut forma la Patagonia Centrale) rispondesse al gran cuore di Don Bosco, riconoscendone e ricambiandogli in qualche modo le abnegazioni ed i sacrifizii, tutto quello che ha fatto, ed è moltissimo, per la sua rigenerazione, civilizzazione ed incorporazione alla vita civile e cristiana della grande Nazione Argentina. Quindi, a noi non resta altro che magnificare il potere di Dio e benedirlo, perche abbia voluto, sul nostro, quasi sempre spinoso sentiero, far germogliare questo caro e profumato fiore del cuore.

A questo bel principio, corrispose la solennità dell'inaugurazione, che fu tutta la piú bella festa civile, che io abbia visto nei miei non pochi anni di vita nel Chubut. Tutta la capitale vi partecipò e non mancarono gli accorsi dei paesi circonvicini. Bandiere d'ogni nazione e colore adornavano molte case, fino dalle prime ore del mattino, quantunque il vento veemente le scuotesse fino a sfilacciarle, minacciando di mandare a monte ogni cosa.

Ma non si ebbe timore: musica e sparo di mortaretti, ai primi albori della giornata, fecero avvisati tutti, che la festa si sarebbe fatta ad ogni snodo. Come Dio volle, si fece la calma ed il sole fattosi smagliante di luce e con tepori di primavera, parve volesse cooperare allo splendore della funzione, specialmente all'ora fissata per l'intervento della popolazione.

Primo ad arrivare fu il corpo delle Guardie delle carceri, schierato militarmente a un lato del monumento, come scorta d'onore. Dall'altro lato, simmetricamente, si schierò il gruppo di sport del nostro collegio in divisa, con le bandiere argentina e pontificia spiegate al vento; appresso gli alunni interni, esterni ed oratoriani.

Prima di questi, erano già a posto le numerose alunne delle Figlie di Maria Ausiliatrice, quasi tutte vestite di bianco, colla loro bandiera. La collettività italiana, superba della sua splendida bandiera di seta, la società spagnuola di Ravson, il Circolo Operaio di Belèm, le associazioni di San Luigi e delle Figlie di Maria, colle loro bellissime insegne, si disposero in circolo, presso la tribuna degli oratori.

Intanto la folla si faceva sempre piú numerosa e compatta: fanciulle, signorine, dame e popolane, ragazzi, giovanotti, uomini d'ogni età, tutti in abito da festa, come nelle maggiori occasioni, aspettavano le autorità e la musica stava pronta per il saluto d'onore. Non ne mancò nessuna e non si fecero aspettare.

Presenti S. E. il sig Governatore, il Giudice federale, il Capo della Polizia, i Municipali, i Capi ufficiali, tutti col personale di loro dipendenza, salii su d'uno strato e presi la parola. Non saprei ora ripetere quello che mi sgorgò dal cuore nell'improvvisazione: uni si disse che il mio discorso non fu altro che un inno di gratitudine alla Repubblica Argentina, la quale accolse, protesse, amò generosamente l'Opera di D. Bosco, oramai tanto fiorente qui, come in Italia, sua culla. E non dovette tornare sgradito se debbo credere agli applausi e alle congratulazioni ricevute. In realtà l'Argentina vuole essere generosa e splendida cogli ospiti suoi; e noi, quantunque figli d'una grande patria, sentiamo d'amare, questa seconda che Dio ci diede, di tutto cuore, precisamente come ci predisse Don Bosco.

Premesso questo prologo alla festa, la nostra banda intonò il maestoso inno della Repubblica Argentina... il velo cadde e comparvero le amate sembianze del nostro Padre, salutato dallo sparo dei mortaretti e dagli sguardi riverenti della moltitudine. Fu un momento di profonda emozione, specialmente per noi, suoi figli. Quanta gioia e consolazione, amatissimo Padre!

Per causa della guerra non si poté procurare un busto di marmo, è vero; ma quell'esposto ritrae fedelmente le care fattezze: mancano i marmi colle iscrizioni dorate, sempre in potere degli in glesi e saranno necessarie per l'avvenire; ma non importa; noi il monumento lo portiamo vivo e parlante nel cuore, e le opere di Lui, anche le sole della Patagonia, dicono le sue gloriose benemerenze piú eloquentemente che non le fredde iscrizioni sulla pietra.

Arrivò il turno degli oratori: primi gli alunni e le alunne dell'Opera di Don Bosco: si doveva loro questo privilegio e l'ebbero da tutti volentieri. Belli come fiori di primavera, cari come angioletti, il bellissimo canto della loro riconoscenza commosse ognuno e penso che sia stato per D. Bosco il profumo piú gradito della festa, per Lui che amava tanto il candore dell'innocenza, e si compiaceva cosí intensamente di quei sorrisi d'affetto dei suoi giovani, come di preziose e limpide gocce staccate dall'onda immensa dell'amor di Dio! Oh armatissimo Padre! che torrente di gioconde e commoventi reminiscenze di bei giorni della mia fanciullezza, quando nella gran festa del 24 giugno aprivano il nostro cuore alla sua presenza e a lui, tanto amorevole, gentile e riconoscente!

Si fece avanti, aspettatissimo, il sig. Avvocato José Maria Borreso, che fu, direi, l'oratore ufficiale per l'occasione. Di facile e brillante parola, egli affascina sempre l'uditorio, ma in quest'occasione, seppe superare se stesso. Sotto le magistrali sue pennellate, il nostro Don Bosco crebbe e giganteggiò stupendamente: lo contemplammo uomo di fede granitica, di carità ardente ed inesauribile, attiva, prodigiosa e sempre crescente; felicissimo nel ritrovare espedienti; potente nella parola, savio e discreto negli scritti; eroe senza sforzo, umile e magnanimo, intrepido consigliere dei papi e dei re, padre e consolatore dell'orfanello, colonna della chiesa, martello dell'eresia, organizzatore geniale, che lasciò in eredità spirito, leggi e tradizioni, e base d'un'istituzione provvidenziale adatta ad ogni tempo e che risponde specialmente ai bisogni dell'epoca nostra: istituzione benevisa ai popoli e governanti, e fatta per risolvere l'intricato problema sociale moderno cosí sconfortante e minaccioso.

Io lascio immaginare a Lei, lo scroscio degli applausi e l'onda di commozione, suscitata da cosí gagliarda parola. Fu la nota culminante della solennità e conciliò a quel busto vita e parola, sicché di là Don Bosco parlerà ancora molte volte e colla sua solita efficacia, a noi e a tutti.

Gli successe un ex-allievo nostro, lo studente Pietro Paggi, per pagare a Don Bosco ed ai suoi figli del Chubut, anche in nome de suoi compagni, il tributo della gratitudine. La sua parola semplice, affettuosa e sentita, come espressione di cuore ben fatto, tornò singolarmente gradita e cara a tutti.

Coll'inno salesiano terminò questa prima parte dell'indimenticabile solennità e si passò ad un modesto convegno nei locali del collegio, dove governanti e governati passarono un'oretta in dolce espansione e noi ricevemmo le congratulazioni vivissime degli uni e degli altri.

Alla sera, alle 9 pom. la seconda parte del programma; un trattenimento drammatico musicale. I locali furono addirittura presi d'assalto e la calca impedì ogni circolazione. Presiedeva ancora l'Ecc.mo sig. Governatore. Descrivere ciò che si fece sarebbe ripetere su per giú le stesse cose e non voglio abusare. Andammo a riposare all'una, stanchi morti, ma pieni di gioia, per questa apoteosi del nostro Ven. Padre nella Patagonia Centrale. Chi l'avrebbe potuto sognare 24 anni fa, quando sbarcai dopo un viaggio di 2o giorni da un veliero, per la prima volta, sulle aride e deserte spiaggie del Chubut, senza tetto, senza pane, collo sconforto nel cuore e sconosciuto a tutti! Oh quanta strada si è fatta d'allora in poi? Quante benedizioni divine piovettero sulla nostra incolta e sterile vigna! Non le pare, amatissimo Padre, già avverata una parte della visione profetica di Don Bosco, su queste terre patagoniche?

E mi dimenticava di contarle che la commemorazione ebbe pur eco in chiesa e fu anche solenne, anzi devotissima. La comunione fu proprio generale; si può dire che tutte le persone presenti in chiesa si accostarono alla S. Mensa e la chiesa era piena. Spiccò il gruppo delle prime comunioni per l'angelico fervore. Pietà cosí sentita comunica all'ambiente qualche cosa di celeste e non è possibile non restarne inteneriti, se al dolce mormorío della preghiera si uniscono le armonie dell'organo e il canto di certe voci giovanili. La cara nostra Madonna era tutta circondata di bellissimi e aromatici fiori, ma credo che i suoi pietosi sguardi si siano specialmente compiaciuti dei cari fiori di innocenza e pietà dei nostri bambini e delle bambine delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Come ne sarà stato contento Don Bosco, vedendo anche nel lontano e solitario Chubut, cosí ben penetrate e praticate le sue tradizioni d'amore verso Gesù Sacramentato e Maria SS. Immacolata! Dopo la Comunione generale s'impartì subito la benedizione papale e l'indulgenza plenaria s'applicò ai benefattori defunti dell'Opra di Don Bosco.

Alla sera vi fu solenne processione, quindi Te Deum colla benedizione del SS.mo. Restarono cosí complete le nostre feste centenarie. Di esse ci rimarrà un indicibile ricordo, ed alla luce del sole, in luogo assai onorifico e pubblico, l'immagine cara del nostro venerato Padre, quale pegno di paterno amore e sicura protezione per la nostra missione. Con questo conforto nel cuore, non che accogliere i rimpianti ispirati al famoso ut quid perditio haec, ci sentiamo dolenti di non aver saputo e potuto fare di piú pel bene che da Lui ricevemmo e per l'altro anche maggiore che ancora e con certezza ne speriamo. E non è solo una celebrità il nostro Don Bosco, è un gran santo, un santo generosissimo, quindi niente paura.

Ella, amatissimo Padre, ci mandi la sua approvazione é, con questa, in nome di Don Bosco, una benedizione che ci rafferma ognora in hac spe.

Aff.mo come figlio

Sac. BERNARDO VACCHINA.

L'ESULTANZA DELLA PATAGONIA PEL SUO CARDINALE

UNA LAPIDE A COSTARICA - L'ISTITUTO DELLE FIGLIE DI MARIA AUSILIaTRICE

Ci scrive il sac. Don Gaudenzio Manachino da Viedma:

La notizia della elevazione alla sacra Porpora di Sua Em. il Card. Giovanni Cagliero fu accolta colla più viva gioia in tutta la Patagonia, alla quale Sua Eminenza particolarmente appartenne dal 1885 al 1904.

Appena il telegrafo ce ne comunicò il sette dicembre molto laconicamente la notizia « Cagliero Cardinale », le campane del maestoso tempio di Viedma, le note della banda del Collegio S. Francesco di Sales, una salve di mortaretti e la sirena della tipografia « Flores del Campo » la diffusero in tutta la capitale del Rio Negro, ove l'Em.mo è ricordato con ammirazione profonda, con ardentissimo affetto.

E subito il cortile dell'Istituto cominciò ad animarsi: sono medici, avvocati, ex-allievi, militari, operai, commercianti, che vengono a felitare il Superiore della Missione. Una sola è l'espressione che esce dalla bocca di tutti: « Bene! Mons. Cagliero ben meritava la porpora: è tanto buono! ha lavorato tanto e ha fatto tanto bene'.

e un degno figlio di Don Bosco ».

I superiori dell'Istituto, non volendo rimanere secondi ad altri nell'entusiastica allegrezza, vollero dedicata al nuovo Cardinale la premiazione finale e l'esposizione scolastica che si suol fare tutti gli anni in simile circostanza, mentre l'ispettore Don Luigi Pedemonte, nel giorno dell'Immacolata, dal pulpito invitava i fedeli ad innalzare al buon Dio un inno di ringraziamento e particolarissime preghiere secondo l'intenzione del Sommo Pontefice e del novello Porporato, e in pari tempo annunziava che, grazie alle fatiche e ai sacrifici sostenuti dal Card. Giovanni Cagliero, nel nuovo anno 1916 Viedma avrebbe accolta, negli stessi ambienti del Collegio da lui edificato, « una Scuola Normale Popolare » in cui i figli del popolo, dal Card. Cagliero tanto amati, avrebbero potuto continuare la loro coltura intellettuale e morale.

Anche il trissettimanale « Flores del Campo » usciva il nove dicembre in edizione di lusso, e dedicava a S. E. il numero con quest'epigrafe:

« Al Em.mo Cardenal Dr. D. Juan Cagliero, Gloria del Episcopado Católico, Astro luminoso de la Pia Sociedad Salesiana, Jefe y Adalid de los misioneros de D. Bosco, Apóstol de la Patagonia... ».

Gli ex-allievi, non ancora soddisfatti, vollero organizzare una dimostrazione popolare, che si effettuò il 25 dicembre nel vasto cortile del Collegio S. Francesco di Sales, non potendo la sala del teatro contenere la moltitudine di gente accorsa da Viedma e Patagones. Fu un giorno indimenticabile e, solo chi lo presenziò, può formarsi un'idea dell'avvenimento.

Tra i tanti discorsi pronunciati, mi piace rilevare queste espressioni del sig. R. Crespo, che parlò in nome degli ex allievi di Patagones.

« Signori, oggigiorno le vie di comunicazione sono relativamente facili, eppure nessuno ignora le difficoltà e i disagi a cui deve sottoporsi chi vuol fare un viaggio al Sud. Ebbene, richiamiamo alla mente nostra i tempi di trent'anni fa; contempliamo l'immensità e la solitudine di queste regioni e le vie d'allora senz'altro mezzo di trasporto che il cavallo e la mula, ricordiamo l'assoluta mancanza di viveri e di acqua, e i cocenti raggi del sole e i terribili uragani; ed avremo un'idea dell'Uomo che tutti questi disagi, insieme con mille altre pene morali, affrontò e superò con animo sereno, col sorriso sulle labbra, lieto di compiere, fidente in Dio, la sua missione di Apostolo... »

Anche i sacerdoti salesiani missionari, in gran parte guidati e sostenuti dal Card. Cagliero ed ora già coi capelli bianchi e prossimi alla corona, adunati nel Collegio di Don Bosco di Bahia Bianca, vollero dire tutta la loro gioia e riconoscenza al Sommo Pontefice con una nobilissima lettera, rimessa a S. S. per mezzo dell'internunzio di Buenos Ayres, Mons. Achille Locatelli, Arcivescovo di Tessalonica, che tanto ama ed apprezza i figli del Venerabile Bosco.

Collegio di D. Bosco Bahia Bianca, 22 gennaio 1916.

Beatissimo Padre,

I Sacerdoti Salesiani, Missionari della Patagonia, raccolti per alcuni giorni in .Spirituali Esercizi in numero di quarantadue, dopo aver rivolto il loro cuore e la loro niente al Divino Maestro e di essere stati purifìcati dal suo preziosissimo Sangue, rivolgono il loro cuore, la loro mente, e tutta l'anima loro al Vicario di Gesù Cristo, al Successore di S. Pietro.

Con quanto affetto, con quanta commozione, risuona sul nostro labbro il vostro nome dolcissimo, o Beatissimo Padre. La vostra paterna bontà ci commuove profondamente. Anche testè Vi siete degnato darcene erga splendida prova, elevando alla Sacra Porpora il Card. Giovanni Cagliero, già angelo tutelare di questo Vicariato Apostolico ove tanto lavorò e soffrì dal 1885 al 1904, e dove la sua memoria vive in benedizione nel cuore di tutti.

Permettete, Beatissimo Padre, che non solo in nome nostro, ma di tutti i fedeli che evangelizziamo, in nome di tutti i nostri Cooperatori e Cooperatrici, ex allievi, amici e giovani affidati alle nostre cure, Ve ne porgiamo le più sentite grazie.

La Vostra grande figura, Beatissimo Padre, sempre ci è presente nella nostra missione apostolica, e lavoriamo, soffriamo, e, se sarà necessario, moriremo, in sostegno e difesa dell'Apostolica Sede, come colle parole, cogli scritti e coll'esempio c'insegnò il nostro Venerabile Padre Don Bosco.

Le parole che il nostro Venerabile Fondatore pronunziò sul letto dell'agonia, coll'ultimo filo di voce: « Dovunque vadano, i Salesiani procurino sempre di sostenere l'autorità del Sommo Pontefice e di insinuare ed inculcare rispetto, obbedienza ed affetto alla Chiesa ed al suo Capo », ci sono profondamente impresse nel cuore, e, colla grazia di Dio, resteremo fedeli ad esse fino all'ultimo nostro respiro.

Con questi sentimenti, Beatissimo Padre, mentre indegnamente baciamo il Vostro Piede, su noi, sulle opere nostre, sui nostri benefattori e benefattrici ed allievi, imploriamo l'Apostolica Benedizione...

*

Anche nel Centro America, dove l'Eminentissimo risiedette qual Delegato Apostolico dal 19o8 al 1915, immenso fu il giubilo per l'elevazione sua alla Sacra Porpora.

A San José di Costarica, il quartiere di S. Francesco da Paola volle collocata nella propria chiesa una lapide con questa iscrizione

A perenne ricordo del CARDINAL GIOVANNI CAGLIERO della Pia Società Salesiana - primo Delegato Apostolico al Centro America - insigne Benefattore di questo tempio, dove esercitò il sacro ministero per tre anni - il Comitato esecutivo del sacro edfizio e la popolazione circostante - con grata esultanza - l'anno del Signore 1915.

L'Em.mo Card. Cagliero attese infatti con zelo indefesso al tribunale di penitenza e alla sacra predicazione in detta chiesa, la quale - come disse il Dott. Eladio Prado il 30 gennaio u. s. alla cerimonia inaugurale della lapide commemorativa -- era divenuta un santuario, « dove accorrevano i fedeli da ogni parte, quasì in pellegrinaggio, per ascoltare i santi consigli e la calda parola dell'antico Missionario della Patagonia ».

* *

La notizia della elevazione di Mons. Cagliero a Principe della S. Chiesa fu argomento di particolare entusiasmo anche tra le Figlie di Maria Ausiliatrice, essendo stato l'illustre Porporato - per mandato dello stesso Ven. Fondatore Don Bosco - il 1° Direttore Generale del loro nascente Istituto. Fra tutte fortunatissime, le Figlie di Maria Ausiliatrice delle cinque Case di Roma, gli umiliarono voti e rallegramenti filiali anche a nome di tutte le loro consorelle.

Prima in tale manifestazione fu la Casa Ispettoriale di Via Marghera, ove si erano recate per il solenne Concistoro la Rev.ma Superiora Generale, Suor Caterina Daghero, ed altre Superiore Maggiori. Nel salone-teatro, decorato di drappi e di bandiere delle cinque Repubbliche del Centro America, più di 5oo fanciulle salutarono con clamorosi « Viva il nostro Cardinale », il venerando Porporato.

La dimostrazione venne ripetuta il 30 gennaio dalle 500 e più giovanette, alunne ed Oratoriane, dell'Istituto Sacra Famiglia. Il 6 febbraio fu la volta dell'Istituto di Trastevere, ove un'eletta accolta di ecclesiastici e laici, insieme con numerosissime figlie del popolo, gremivano l'ampio salone Pio X, contenente più di 700 persone. Anche le buone Testaccine e le alunne e le oratoriane dell'Orfanotrofio Gesù Nazareno si dissero felici di conoscere da vicino l'Apostolo della Patagonia.

E dovunque, da degno figlio di Don Bosco, l'Em.mo rese omaggio alla santità del Padre Venerabile con accesa e commossa parola, confortata - come egli disse - dalla vista consolante di tante e così dense schiere di giovani avviate per la via della virtù sugli ammaestramenti ed esempi di Don Bosco.

Una conferenza de l'Em.mo Card. Cagliero.

Rileviamo dall'Osservatore Romano del 28 febbraio:

« La conferenza dell'Em.mo Cardinale Giovanni Cagliero ai sacerdoti della Pia Unione di San Paolo, richiamò ieri sera nella chiesina di San Giovanni della Pigna un affollato uditorio di ecclesiastici. Nel presbiterio avevan preso posto gli Em.mi Cardinali Cassetta, Tonti, Lega e Gasquet, il Vicegerente Monsignor Ceppetelli, Patriarca di Costantinopoli, e il Consiglio della Pia Unione presieduto da Monsignor Nìccolò D'Amico, canonico lateranense.

» Nella chiesa occupavano le prime file gli Arcivescovi e Vescovi Monsignori Sabatucci, Virili, Orozco, Taccone-Gallucci, Leite de Vasconcellos, Bevilacqua, moltissimi prelati e sacerdoti del Clero romano e rappresentanti di Ordini religiosi.

» L'Eminentissimo Oratore rievocò gli anni giovanili da lui passati a fianco di Don Bosco, la sua prima visita all'Argentina, le fatiche e le consolazioni del suo apostolato. La cerimonia si chiuse con i consueti esercizi di pietà praticati dai sacerdoti della Pia Unione di San Paolo nel ritiro mensile... ».

Attesa l'importanza dell'argomento svolto, che costituisce un solenne documento per lo storia delle nostre Missioni della Patagonia. ne daremo il largo riassunto che ne pubblicò il Corriere d'Italia, riveduto e corretto dallo stesso Eminentissimo Conferenziere.

LETTERE DEI MISSIONARI

CINA I prodigi di Maria Ausiliatrice. (Lettera del sac. Luigi Versiglia).

N. d. R. - Con profonda riconoscenza a Maria SS. Ausiliatrice pubblichiamo questa commoventissima lettera, la quale - ne siam certi - tornerà particolarmente gradita ai grandi e ai piccoli amici di Don Bosco, e a tutti i devoti della nostra Madre Celeste.

La lettera ha la data del 20 giugno 1915, ma non giunse a destinazione che nel marzo u. ciò a scarico del ritardo della pubblicazione.

Macao, 20 giugno 1915.

REV.MO SIGNOR DON ALBERA,

Da molti mesi sentivamo il desiderio di qualche occasione per riunire i nostri cooperatori e scambiare con loro le nostre idee. Per molto tempo questo rimase senza effetto; ed anche la cara divozione a Maria SS. Ausiliatrice aveva dovuto rimanere quasi nascosta, poiché la nostra cappella aveva servito, quasi unìcamente, agli alunni.

Ma arrivò il tempo opportuno per diffondere anche qui la divozione alla Vergine Ausiliatrice. Fu un'idea che ci balenò al principio del mese dei fiori. Se predicassimo il mese di maggio ai nostri alunni, e in ora conveniente perché potessero intervenirvi anche i Cooperatori? Fu una vera ispirazione!...

Il primo giorno non vi accorsero che due o tre persone, ma in seguito andarono cosí aumentando che in capo ad una settimana, non solo erano al completo i posti non occupati dai ragazzi, ma piú di metà degli alunni, per far luogo alle persone esterne, avevano dovuto ritirarsi nei coretti e nelle sagrestie.

Il mese volgeva verso il termine e l'affluenza degli esterni cresceva sempre; dunque bisognava preparare una bella conclusione. Molti che durante il mese avevano sentito parlare dell'Associazione dei divoti di Maria Ausiliatrice e della Pia Unione dei Cooperatori, chiesero essi stessi che si desse principio a dette istituzioni e s'incominciassero le conferenze.

E il loro desiderio, grazie a Dio, divenne un fatto compiuto il giorno stesso di Maria Ausiliatrice. In quel giorno oltre le funzioni ordinarie, messa con comunione, messa cantata, ecc.; il rev.mo Mons. de Costa Nunes, Vicario generale della diocesi, tenne la prima conferenza salesiana in Cina, con affetto pari alla profonda cognizione che egli ha dell'opera di Don Bosco. Tra i presenti unanime fu l'esclamazione:

- Davvero che noi non avevamo neppur l'idea di ciò che sia l'Opera di Don Bosco; non immaginavamo fosse cosí bella e importante; e perciò intendiamo unirci di tutto cuore ad un'opera cosí protetta da Maria, colla quale si può far tanto bene a noi ed al prosimo.

- Stiano sicuri, ci dicevano molti, non mancheremo di aiutare l'Opera di Don Bosco, secondo le nostre forze.

E fin d'allora vollero dare il proprio nome per essere inscritti nella pia Unione dei Cooperatori..

Nè l'entusiasmo finí in quel giorno; ma continuarono anche in seguito le domande di pie persone che avendo conosciuto il nobile fine ed i vantaggi dell'Unione dei Cooperatori, vollero aggiungerle il loro nome ed i loro sforzi per allargarne sempre più la buona influenza. Cosí la festa di Maria Ausiliatrice nell'anno del suo 1° Centenario rivesti un carattere di speciale importanza per l'Opera nostra in Cina.

Il battesimo di sei alunni - La storia di alcuni di essi - L'acquisto di un orfanello e il battesimo del padre morente.

Una circostanza concorse non poco ad abbellire la nostra festa, il battesimo di sei dei nostri alunni, Convenientemente preparati, essi ricevettero il Santo Battesimo nella vigilia della festa, ed il giorno seguente, insieme con altri sei, già battezzati, si accostavano per la prima volta alla Santa Comunione. Alcuni di questi fortunati hanno una storia interessante.

Un di essi è un vispo ed intelligente fanciulletto, di nome Lei Hon Gio. Battista, ceduto a me dal padre morente.

L'anno scorso, io mi trovava in una delle nostre residenze di missione, quando giunge una povera figliuola e:

- Padre! mi dice, finalmente ti trovo, sono andato in diversi posti per cercarti: debbo chiederti un favore...

- Ebbene?...

Vieni a casa mia, mio padre sta per morire, ma egli è pagano, e non vuol sapere di convertirsi, e cosí dicendo scoppiò in pianto...

Le feci coraggio, le dissi parole di fede, l'animai a sperare, ed ella soggiunse

-Vieni, Padre, la tua parola potrà far breccia nel suo cuore

- E tu da quanto tempo sei cristiana?

- Io fui consegnata da piccina alle religiose di Macao che mi battezzarono e mi educarono nella Santa Religione Cristiana, e sto ancora al convento; ma, avendo saputo che mio padre è morente, la superiora mi mandò ad assisterlo. Ah! Padre! in tutto il mese di maggio non feci che pregare la Madonna per la sua conversione: egli è sempre piú ostinato, ma anche in me cresce sempre più la fiducia che il Signore mi farà la grazia per intercessione della SS. Vergine.

Mentre cosí parlava calde lacrime imperlavano i suoi grandi occhi.

Andai adunque e con un viaggio dì circa tre ore giunsi al villaggio della giovane: entrammo nella povera casetta, e la buona figliuola fu subito dal padre.

L'ammalato, udendo che era presente un prete cattolico, montò sulle furie e proruppe in insulti contro la nostra religione, contro di me e contro la figlia che mi aveva chiamato. Diviso da una sola parete di legno, udii tutto il dialogo. La poverina usci fuori dicendo:

- Abbi pazienza, Padre, non te la prendere, se ti ho fatto venire da tanto lontano inutilmente. Egli non ti vuol ricevere...

- Ed io entrerò lo stesso, risposi con aria risoluta.

Una voce interna mi diceva di non abbandonare quel poveretto. La figliuola osservò: - Ma egli ti insulterà...

- Non importa!... risposi, ed entrai.

L'amico, che si era accorto della mia risoluzione, si ravvolse nelle coperte e nascose la faccia in segno di protesta. Io lo saluto garbatamente; egli non risponde. Dolcemente cerco di levargli la coperta dalla fronte, interrogandolo:

- Amico, come stai?

- Come stia a te non importa il saperlo. - Mi importa moltissimo, son venuto qui apposta per farti un po' di bene.

- Del bene a me? Non vedi che per me è finita e che sto morendo?

- È per ciò che io vengo a offrirti i mezzi di conquistare un'altra vita per sempre felice.

E presi a parlarglì della vita futura.

- Padre, mi rispose dopo qualche istante, e inutile che sprechi il fiato, io sono sordo.

- Ebbene, soggiunsi voltandogli un poco le spalle, io parlerò con questa parete, e quasi realmente io parlassi al muro continuai a trattare dei giudizi di Dio dopo la morte, e delle pene che attendono quelli che trascurano di abbracciare la vera dottrina.

Dopo alcuni minuti il pover'uomo mi interruppe ancora, ma un po' piú blando:

- Vedi, Padre, è inutile che ti incommodi per me, io sono povero e non ho nulla da darti. Avevo questa figlia, e non potendola mantenere ho dovuto cederla alle religiose di Macao, che ne fecero, contro mia voglia, una cristiana. Ho ancora un figlio di dieci anni, che per vivere è costretto a guardare le vacche nel vicinato; se tu vuoi fare davvero qualche cosa per me prenditi la cura di questo mio figlio; quanto a me, te lo ripeto, non v'è piú nulla da fare.

- Accetto ben volentieri la cura di tuo figlio, lo manterrò, lo farò educare e gli farò apprendere un'arte: sei contento?

- Sí, questo va bene...

- Ed ora pensiamo anche un poco a te.

- Per me è finita, te lo dico ancor una volta, è finita.

- No, non è ancor finita: ma prima di tutto vedo che tu hai sete (la sua mano correva macchinalmente quà e la sul lettuccio di legno in cerca della tazza del tè); ed io ti voglio preparare una bevanda confortante.

Feci portare una scodella di acqua calda, che nelle case cinesi non manca mai, vi sciolsi uno dei piccoli dadi di brodo che son solito a regalare agli ammalati, divisi la bevanda in due tazzette, una la bevetti io per togliergli ogni sospetto, e l'altra la diedi all'infermo che la gradi assai. Gli offersi allora una mezza dozzina di detti dadi di brodo condensato, per ripetere la bevanda quando volesse, e il poveretto mi ringraziò dando a conoscere di non essere piú refrattario alle mie preghiere, come in principio. Allora continuai

- Ora che hai un poco soddisfatto la sete, vi è un'altra cosa, cui dobbiamo pensare: è l'anima tua perché, vedi, tu morrai, ma l'anima tua non muore, ed io vorrei insegnarti il modo di salvarla e salvarla per sempre.

Il pover'uomo rimase a bocca aperta, ed io ricominciai un poco di dottrina, che questa volta ascoltava di buona voglia, piú non mostrando d'esser sordo. Mi lasciò parlare un poco, e in fine m'interruppe:

- Padre, ora comprendo che chi vien qua tanto da lontano e non vuole nulla da me, anzi è disposto ad aiutarmi, non ha proprio nessun interesse per ingannarmi; quindi io credo omai a quello che tu mi dici. Ma ora, son troppo stanco; lasciami riposare ; verrai di nuovo e ti ascolterò piú volentieri.

Ringraziando la nostra cara Madonna, cedetti al suo desiderio, dopo avergli raccomandato di riflettere a quanto gli avevo detto.

Uscendo, alla figlia che omai, piena di speranza ringraziava anch'essa il Signore, diedi una medaglia di Maria Ausiliatrice perché la mettesse al collo del babbo; le raccomandai che gli continuasse l'istruzione ; le insegnai bene il modo di battezzare ; l'ammonii che in casa di prossimo pericolo, procurasse di ottenere il consenso alle verità principali della nostra Santa Fede e un atto di contrizione, e poi ella stessa lo battezzasse; e la lasciai con la promessa di tornare il giorno dopo.

Difatti il giorno dopo mi rimisi in cammino, ma arrivato ad un certo punto incontro la medesima buona figlia che tra il sorriso della consolazione per la conquista e le lagrime del dolore per la perdita, mi annunziava che il babbo era morto, ma era morto cristiano.

Poco dopo lu mia partenza, egli stesso aveva chiesto di essere istruito, aveva fatto molte domande per conoscer bene la verità, e in fine aveva domandato il santo battesimo. La figlia avrebbe voluto aspettare la mia venuta, ma visto che il male si aggravava, dopo di avergli domandato l'assenso ai misteri principali della fede, gli suggerí l'atto di contrizione, e di propria mano lo battezzò. La sua pietà ed il suo fervore le avevano meritato di generare alla grazia e al cielo l'autore dei suoi giorni...

Ricevuto il battesimo, il malato visse ancora parecchie ore, e - mi diceva la figlia - sembrava trasformato: non piú l'irrequieto di prima, ma calmo, sereno, e sempre presente a sé fino all'ultimo, mostrava una soddisfazione singolare quando gli si suggeriva qualche invocazione al Signore.

- Quando spirò? chiesi io.

- Stamane, prima dell'aurora, perciò è inutile che tu venga ora, è meglio che venga per la sepoltura, che vorrei fosse domattina.

Tornai indietro, feci avvisare tutti i cristiani dei dintorni, e poiché si trattava di un villaggio interamente pagano procurai di fare la sepoltura con tutta la solennità possibile.

Ciò fatto, com'ebbi confortato un poco la povera figliuola, tornai a Macao col fratellino.

Questi corrispose molto bene alle nostre cure. In pochi mesi studiò tutta la dottrina ed aspettava ansiosamente la festa della Madonna per essere battezzato e la Madonna compi i suoi voti con grande consolazione sua e della buona sorella, che tanto aveva fatto pel papà e per lui.

La storia di due altri fanciulli - Il tempo della prova - « Io non posso e non voglio acconsentire » - « Pregheremmo il signor Direttore a farci sempre da papà! »

Due altri dei novelli battezzati sono figli di famiglie molto distinte che perdettero tutto durante la guerra Russo-Giapponese. Il babbo, caduto quasi nella miseria in seguito ad altri infortuni, non potendo piú sostenere la numerosa prole, chiese all'orfanotrofio un posto per due suoi figli che ricevemmo ben volentieri. I due fanciulletti, benché consci della propria condizione, non sdegnarono di accingersi ad apprendere un'arte e vi si applicarono con tutto l'ardore, e benché, pagani e vissuti sempre nell'agiatezza, si sottomisero spontaneamente a tutte le regole nonché alle pratiche di pietà comuni, anzi domandarono essi stessi di apprendere la dottrina cristiana e furono sempre dei piú assidui alle istruzioni. Avrebbero voluto essere battezzati già nel primo anno, ma non parve prudente e si fecero aspettare. Vi si rassegnarono a malincuore, e senza affatto diminuire di fervore e di buona volontà.

Ma il tempo della prova, anzi della lotta con rischio d'una disfatta, doveva essere quello delle vacanze. Come comportarsi in mezzo a tante pratiche superstiziose che si fanno in famiglia? La buona volontà li rende sagaci; studiano l'ora e il momento e quando vedono la mamma od altre persone incaricate che preparano le vivande pei sacrifizi idolatri, cheti cheti se ne scappano di casa. Arriva l'ora solenne, tutta la famiglia dovrebbe essere presente e si cercano per ogni dove i due colleggiali, ma questi son già riusciti a mettersi al largo. Pazienza! tutto è pronto, la cerimonia non si può tramandare, e si compie egualmente.

I due piccoli fuggitivi sanno presso a poco, in qual ora tutto dev'essere terminato, e con un po' d'inquietudine, ma preparati a qualche rabbuffo, rientrano in casa.

A dir vero, è una scarica di rimproveri da parte di tutti; ma essi tacciono, sempre fermi nella risoluzione presa, per non offendere quel Dio, che essi hanno deciso di adorare. Il giuoco riuscí bene una prima, una seconda e anche una terza volta: ma venne il giorno in cui tutta la famiglia, senza eccezione alcuna, deve adorare gli antenati, pena qualche grave disgrazia, e il padre, apposta, chiama i due disubbidienti e li fa chiudere in una stanza, lasciandovi a custodia uno dei figli maggiori. La cosa questa volta si presenta piú seria. Arriva il momento ed anch'essi sono chiamati a fare le loro prostrazioni davanti alle tavolette degli antenati. Chi lo crederebbe? I cari allievi si ricusano e lo sdegno di tutti prorompe in coro contro di loro. Non basta; il padre minaccia, e prendendo il maggiore per un braccio, lo costringe ad inginocchiarsi e a prostrarsi. In questo mentre il piú piccolo, di 9 anni, si ritira in un canto, facendo quasi trincea delle sue mani... Il padre va per prenderlo ed egli non cede: il padre strepita e infuria:

- Dunque tu disprezzi la mia autorità? dunque tu disprezzi i nostri avi?

- No, papà, risponde il piccino, io non ti disprezzo; e tu lo sai che ti voglio tanto bene ed ogni giorno prego il Signore del Cielo per te!

- Perché dunque non vuoi prestare il dovuto onore ai nostri antenati? non temi di attirare la loro maledizione sopra di noi?

- No, papà, le benedizioni e la fortuna, risponde il piccolo teologo, dipendono dal Dio del cielo: e come si può sperare che egli ce le dia se noi lo offendiamo?

Il padre si fece più calmo, e osservò:

- Eppure tuo fratello, che sta in collegio con te, ha acconsentito al mio volere, perché tu non vuoi?

- Oh! papà, egli non ha acconsentito: e se l'ha fatto, l'ha fatto contro sua voglia e saprà riparare al suo fallo; ma io non posso e non voglio acconsentire!

Alle parole del piccino, il fratello maggiore scoppia in pianto, dicendo chiaramente quali fossero i sentimenti dell'animo suo... Da quell'istante né il padre né gli altri non ebbero piú il coraggio d'insistere.

Questa scena mi fu raccontata dal padre stesso molto tempo dopo, quando, dopo diverse trattative, ottenni da lui un documento legale, col quale mi promise di lasciare quei suoi figli completamente liberi in fatto di religione, e di non ritirarli dall'orfanotrofio prima che vi avessero compiuta la loro educazione.

Intanto passò un altro anno, si arrivò di nuovo alla festa di Maria Ausiliatrice, che è l'epoca dei battesimi nel nostro orfanotrofio, e neppur allora si credette prudente esaudire l'ardente desiderio dei due neofiti.

Poveretti! non potevano darsi pace:

- E se dovessi morire, che sarebbe di me! diceva il piccino.

- Sta' tranquillo! se dovessi morire, ti battezzerei; e... se morissi improvvisamente, ti basterebbe il desiderio del battesimo.

Si acquetarono.

Alla fine di aprile u. s. quando incominciava la preparazione dei nuovi battezzandi, chiamai anch'essi e, solo a prova della loro costanza, chiesi loro:

- Dunque volete essere battezzati quest'anno?

- Sí, Padre, non occorre domandarcelo, lo sai che da molto tempo lo desideriamo.

Ma se papà vi si opponesse?

- Non importa! noi vogliamo farci cristiani egualmente.

- E se ciò dovesse costarvi gravi sacrifizi? - Ci costi quel che vuole, noi siamo pronti a tutto.

- E se per questo il papà e la mamma vi abbandonassero e non si curassero piú di voi? ... Una grossa lagrima brillò sul loro ciglio:

tacquero ambedue un momento; quindi il piú piccino rispose

- Ebbene, la Madonna ci aiuterà.

E il piú grandicello aggiunse:

- In tal caso pregheremmo il sig. direttore a farci sempre da papà.

Mi sentii commosso; misi loro una mano sul capo, e:

- Tutto è conchiuso! esclamai; preparatevi bene; manca solo poco piú di un mese, e il Signore vi esaudirà: la Madonna vi protegge!

I due buoni figliuoli uscirono gongolanti di gioia e per tutto il tempo della preparazione fu edificante il vederne il fervore nell'adempimento dei loro doveri e il raccoglimento nella preghiera.

Quando seppero che il battesimo era anticipato alla vigilia della festa della Madonna, affinché avessero la fortuna di far meglio la prima Comunione nel giorno della festa, non so dire quale fu il loro giubilo. Passarono i tre giorni destinati al ritiro spirituale in preparazione alla grande cerimonia, come due provetti nelle vie dello spirito; e giunto il giorno fortunato, prima del Battesimo, poi della prima Comunione, si vide proprio che la grazia del Signore li aveva innondati. Dal 24 maggio fino ad oggi non mancarono un sol giorno di accostarsi alla Mensa Eucaristica. Che il Signore li conservi in questo fervore!

Anche gli altri tre battezzati hanno la loro storia interessante, ma non voglio abusare della bontà sua, amato Padre, e pongo termine a questa mia.

Certo, amato Padre, con queste consolazioni che il Signore ci dà di quando in quando, specialmente allorché dopo molte difficoltà si può ottenere che spuntino in un terreno cosí difficile, quale è questo, fiorellini cosí cari ed olezzanti, ci sentiamo ben compensati dei sacrifizi che dobbiamo sostenere per la nostra missione. Sí, salvare i fanciulli! sarà sempre anche qui il nostro grido, e per raggiungere questo santo scopo non indietreggeremo mai innanzi alle difficoltà. I benemeriti cooperatori ci sostengano in quest'opera colla preghiera e colle elemosine.

Ed ora ho finito.

Con la domanda di una benedizione speciale per tutti i nostri Cooperatori della Cina, pei nuovi battezzati e- per noi tutti suoi figli, mi creda, quale mi professo, di Lei, amatissimo e rev.mo Padre,

Aff.mo in Corde Jesu

Sac. LUIGI VERSIGLIA.

IL CULTO DI MARIA AUSILIATRICE:

NEL SANTUARIO. Il 24 di ogni mese, si ripetono, mattino e sera, devote funzioni in onore di Maria Ausiliatrice. Al mattino, ha luogo la messa della Comunione Generale, seguita dalla Benedizione col SS. Sacramento: alla sera si compie in forma solenne l'adorazione pubblica innanzi al SS. Sacramento. Questo mese esse riusciranno ancor piú frequentate e solenni, essendo già cominciato il mese di preparazione alla festa di Maria Ausiliatrice.

Vogliano i benemeriti Cooperatori e le pie Cooperatrici unirsi in ispirito a queste sacre funzioni mensili, le quali hanno ora due fini principali: pregare secondo le intenzioni del Santo Padre e implorare il ristabilimento della pace fra le nazioni.

Ogni sera

alla benedizione col SS. Sacramento si continua sempre a far pubbliche preghiere per la pace. Il Signore nella sua infinita clemenza, per intercessione di Maria SS. Ausiliatrice, le esaudisca a sollievo di tutti i popoli della terra.

GRAZIE E FAVORI (*)

Sui campi di battaglia.

Maria SS. Ausiliatrice è invocata con fede su tutti i campi di battaglia!... Quando la pace avrà fatto ritorno sull'Europa e potremo raccogliere documenti da ogni parte, noi avremo la consolazione di pubblicare mille prove di tenerezza e bontà materna concesse dalla nostra cara Madonna ai suoi divoti. Le sue medaglie trionfano sul petto, sul braccio e sui berretti dei soldati; dinanzi alle sue immagini si prostrano e pregano con viva fiducia numerosi drappelli nei momenti di tregua e in mezzo all'infuriare delle artiglierie; il suo nome benedetto è ripetuto con trasporto filiale nelle baracche e sotto le tende ove giacciono i malati e i feriti.

Ecco un saggio delle commoventi relazioni che ci giungono dalla nostra zona di guerra. Chi scrive è un chierico salesiano.

Maria sempre ci fu madre; ma ora specialmente che siamo chiamati sugli insanguinati campi di battaglia, Ella ci assiste in un modo piú che visibile. Il 6 dicembre u. s. trovandomi al fronte, mi acquistai, causa le intemperie, una bronco-pleuro-polmonite. Avendo trascurato per due giorni la malattia, essa divenne acuta e passai sette giorni avendo sempre quaranta e piú di quaranta gradi di febbre. Di quando in quando perdeva la conoscenza e lo stesso medico curante ebbe poi a confessare che non sapeva nemmeno lui come avevo fatto a vivere negli ultimi tre giorni della settimana. Giunse il giorno della crisi; la febbre aumentò fino a raggiungere 41 e quattro di febbre; mi sentii soffocare; il mio corpo s'indurì e perdetti quasi del tutto la sensibilità.

Mi furono in fretta amministrati i SS. Sacramenti ed io stesso, con una calma e lucidità di mente che non erano mie, risposi al sacerdote e, come mi fu letto il proficiscere, aspettava la morte. In quei momenti; pensando di dover presto comparire innanzi a Dio, m'appellai a Maria Ausiliatrice e allora, come in un sogno, mi apparve innanzi il tempio a me tanto caro, rividi la nostra cara Mamma troneggiare nell'altare e ai suoi piedi tante persone buone che La pregavano per me, ed ebbi subito la convinzione che non sarei morto.

Giunsi infatti fino al limitare della vita; sembrava che ad ogni momento stessi per dar l'ultimo respiro; gli infermieri volevano già vestirmi e avevano pur detto d'andare a prendere la barella per condur via il mio cadavere. Ma la Madonna mi guardava con occhio di predilezione. Circa le due di notte un sonno ristoratore subentrò all'angoscia dell'agonia e poco dopo mi svegliai riposato, con meno di 38° di febbre. In breve ogni minaccia scomparve, mi rimisi in poco tempo e la malattia non mi lasciò traccia alcuna: ed eccomi di nuovo in servizio, colla certezza che Maria, che mi ha salvato fino ad ora, mi salverà anche per l'avvenire per farmi riprendere un giorno, che spero non lon tano, le mie antiche occupazioni e rimettermi, con piú slancio, al suo santo servizio!

24 marzo 1916.

E. G. sottotenente.

Modica (Siracusa).- Nel marzo u. s. l'Ispettore Scolastico locale intimò la chiusura di quest'Oratorio Ven. Don Bosco, perchè... non autorizzato. Io naturalmente protestai contro tale provvedimento, dimostrando che gli Oratori Salesiani sparsi in tutta Italia, dato il loro carattere puramente religioso, non dipendono affatto dall'Autorità Scolastica. Ma le mie ragioni non riuscirono a persuadere questi funzionari della Pubblica Istruzione, cosicché mi fu giocoforza esporle in un formale motivato ricorso al Consiglio Provinciale Scolastico a Siracusa. Anche il Consiglio Scolastico però, nella tornata del 30 settembre, deliberava a pieni voti che l'istituto, a cui presiedo, è un vero e proprio ricreatorio e come tale è soggetto alla vigilanza dell'Autorità scolastica. In seguito a questa deliberazione del supremo consesso scolastico della Provincia a me non rimaneva che appellare al Ministero, affrontando l'alea di una sentenza che poteva riuscir fatale anche ad altri Oratori, o invitare le autorità scolastiche a ritornare sui loro passi e riconoscere la funzione prettamente ecclesiastica dell'istituto. Mi appigliai a questo secondo partito e, non dissimulandomi l'incertezza dell'esito, mi raccomandai caldissimamente a Don Bosco e a Maria Ausiliatrice, promettendo d'informare i lettori del Bollettino, qualora si fosse ottenuto un risultato felice.

Le pratiche furono lunghe e difficili ed io ebbi dei momenti di trepidazione in cui tutto mi sembrava perduto. Tuttavia non perdetti mai la confidenza nei miei celesti avvocati, che non cessai d'invocare ogni sera insieme coi giovani dell'Oratorio. E le nostre speranze non furono deluse. Il giorno 5 novembre, dopo otto mesi d'ansie continue ci giunse la comunicazione del R. Ispettore il quale dichiarava che l'ufficio scolastico non ha nulla da vedere con l'Oratorio, semprecché questo conservi il suo carattere religioso. Evviva Don Bosco e Maria Ausiliatrice! Queste parole che mi usciron spontanee dal labbro non appena ebbi in mano il sospirato documento, desidero che siano ripetute dai cooperatori che mi leggeranno, a gloria della Vergine Ausiliatrice e del suo fedel servo Don Bosco, e ad accrescimento di confidenza in tutti coloro che gemono sotto il peso di qualche sciagura.

24 novembre 1915.

D. ANGELO PISCITELLO.

Ranverso. - Sofferente da molto tempo di diabete e artrite, nonostante varii rimedi, non ottenni alcun notevole miglioramento. Anzi un mattino del passato ottobre sentii quasi improvvisamente un tale aggravamento con dolori cosí acuti e strazianti, che, ripostami a letto, credevo fosse giunta la mia ultima ora. Feci avvisare immediatamente il predico e la famiglia; ma intanto ricorsi con maggior fiducia all'aiuto celeste, e in modo particolare invocai la protezione di Maria Ausiliatrice, promettendo un'offerta al suo Santuario in Torino, e la pubblicazione sul Bollettino Salesiano della grazia, se la SS. Vergine si fosse degnata di esaudirmi. E cosí fu.

In poche ore cessò quell'aggravamento tanto pericoloso; e dopo alcuni giorni di conveniente riposo e qualche rimedio ho potuto riprendere le mie solite occupazioni.

25 novembre 1915.

GIUSEPPINA MECCA.

Castel S. Pietro dell'Emilia. - A magnificare la materna bontà della SS. Vergine Ausiliatrice rendo di pubblica ragione la segnalatissima grazia della perfetta guarigione di un bimbo di due anni, già ridotto per ben due volte, da viale violento, in pericolo di vita. La potente, benigna Madre celeste accolse le suppliche ardenti a Lei rivolte con vivissima fede ed io, nel tributarle questo doveroso omaggio di riconoscenza, esorto tutti con infocata parola a ricorrere in ogni necessità spirituale e temporale alla benedetta Madonna di D. Bosco, certi di essere esauditi e consolati.

24 ottobre 1915.

D. GIUSEPPE LELLI.

Torino. - L'anno scorso mia madre, s'ammalò gravemente di bronchite. Essendo debole e vecchia, il suo stato era allarmante e non si sperava piú della sua guarigione. Fiduciosa in Maria Ausiliatrice che protesse sempre me e la mia famiglia a Lei ricorsi e fui esaudita. Dopo poco tempo, con gran gioia di tutti, il medico ci disse che la mamma era fuori pericolo!

16 dicembre 1915.

Una Cooperatrice.

Torino. - Insieme colle mie amate compagne porgo sincere grazie alla Vergine Ausiliatrice che ad intercessione del Suo diletto Don Bosco, ci ottenne la grazia della guarigione della nostra amata Maestra. Pregandola a benedire il nostro laboratorio ed a volerci concedere la guarigione dell'altra maestra, ora pur essa inferma, la ringraziamo commosse ed imploriamo la sua materna benedizione.

14 novembre 1915.

B. S. Coop. Salesiana.

Torino. - Senza luce e senza guida, sconvolta la mente ed oppresso il cuore, quasi spente in me la fede e la speranza, mi sarei forse incamminata là, dove tanti animi naufragono e si perdono. Ma Tu, o Vergine Ausiliatrice, vegliavi sulla pecorella smarrita, e qual Madre amorosa venisti in mio aiuto! Grazie, o Potente Ausiliatrice, per quella Fede e quella Speranza che nuovamente hai infuse in me, per quella felicità che hai ridonato alle creature che piú mi son care.

7 dicembre 1915.

L. V .

Ottennero pure grazie da Maria SS. Ausiliatrice e alcuni pieni di riconoscenza inviarono offerte per la celebrazione di S. Messe di ringraziamento, per l'erigendo Santuario dei Becchi, per le Missioni Salesiane, o per altre Opere di Don Bosco, i seguenti

A) - A. A. di Casalgrasso, 5 - A. C. di Torino - A. M. di Milano, 5 - Ablutone Luigia, i Actis Clotilde in Giorgetto, i - Agagliati Maria - Agosti Angelina, 5 - Agosti Virrcenzina, 120 - Lucia, 2-Alberzoni Giovannina, 15 - Alessandri N., 20 - Alessi Rosina, io - Alexandre Maria, 5 - Allara Maria, 3 - Amaducci Luigi, Chimico-Farmacista, io - Ambrosetti Leopoldo, io - Andreini Adele - Anselmetti Maria, i - Antonioli Rina in Giordani, 5 - Arduino Agostino - Ariano D. Giovanni, 5 - Arneodo Cav. Giacomo, 5 - Arrigoni Giovanni, 5 - Artioco Can. Alfonso, 20 - Asteggiano Francesca, 5 - Asinari Onorina, 5 - Attard Annunziata, 3,75 - Audisio Lorenzo, i - Avogaro Maria, 8-Avotano Caterina, 3 -Azzaroni Pia, io.

B) - B. C. di Demonte, 3 - B. R. di Torino - Bacchetta Angiolina, 20 - Bajotto Teresa - Baldassarre Roberto, 3 - Baldi Argia, 5 - Baratta Maria, 4 - Barbero Maddalena, 5 - Bar tocetti Francesca, 20 - Bartoli Bettina, 5 - Bassi Benedetto, 5 - Bastentraz Maria, 5 - Battaglino Orsolina in Ferrero, 2 - Bavin Giuseppe, 3 - Bedeschi Augusta, io - Beghini Marianna, 5 - Benedetti Maria, i - Bergesio Eugenio, 3 - Bergonzi Giustina, 3 - Bernabé Michele, 5 - Bernardi prof. Corrado, io,o5 - Berra Maria, 2 - Berritella Rosaria, io - Bertero-Ferrero e lavoranti, 5 - Bertoldi Maria, 2 - Bertola Francesca, 5 - Bertolin Giovanni, 3 - Bertolino Angelo, i - Bertotti Clementina, io - Bertoni Teresa, 2 - Besenval Cesarina Maestra, 7 - Bessa Angela, 2,50 - Bettinazzi Adelaide, 54 - Bianchelli Emilia in Suino, 2 - Bianco Maria, 5 - Bianco Fazia in Graziano, 28 - Biestro Ernesto, 1,40 - Bini Olga, 2 - Blandino Margherita, i Blengetti Maddalena, 3 - Bò Maria -- Bò Marina, io - Boccalatte Luigia, 5 - Bocrino Leontini Giovanni, 5 - Boidi Eugenia, 5 - Boitano Adele, io - Dongiovanni Can. D. Carmelo, 5 - Bonomi Elia, 5 - Bonsignore Caterina, 5o - Borghesi Piacomo, 5 - Borri Francesco, 5 - Bottero Giovanni, ufficiale giudiziario, io - Botto O. - Bozzolo Michele soldato, io - Bracchi Carmela, io - Brambilla Luigi, io - Brigatti Erminia, io - Brusco Maria, 2 - Buongiovanni Carlo, 3 - Butti Erminia, 5.

C) - C. M. di Centauro, 20 - C. T. di Torino, i - C. T. di idem, 5 - Caboara Luigia, 3 - Cachat Florinda -- Caggioli Martina, 5 - Calabria Concetta, 5 - Calderara Francesco - Caligaris Cristina - Camiani Marcelhno, 30 - Camotto Teresa in Pittaluga, 5 - Camponogara Luisa, 5 - Candelo Margherita - Canepa A., 5 - Canurzi Ernesta, 2 -- Capoferri Teresa in Maconi, io - Cappellero Marianna, io - Caramello Adele, 3 - Caratelli Lino per i suoi cari nipotini Antonio ed Alessandro, 5 - Caravaglio Benedetta in Nicolosi, 5 - Carbonero Angiolina, 2 - Carli Lucia, 5 - Carneri Teresina, 5 - Carozzi Clementina, 20 - Carpignano Paolo - Carrara Brigida, io -- Caruso G., 5 a nome di Annina Salvato per grazia segnalatissima - Castagnola Giuditta, 5 - Castellazzi Emilia, 4 - Castellino Isidora Cooperatrice, 2,50 per una famiglia -- Casu Efisia, 2 - Cattadori Angiolina, 4 - Cattorina Maria 5 - Cazzaniga Teresa, io - Cazzaniga Lavinia in Donesmondi, io - Ceci Anna, 5 - Celli Giuseppina, 2 - Censini Ida, 5 - Cerrato Annetta, 2 - Cerutti Virginia, 2 - Cerutti Carolina in Saliceti, 2 -Cesiano Margherita -Chiaravano Margherita, 5 - Chiminatto Domenica, 2 - Chinea Serafino, 5 -- Chiodo Carolina, 7 - Cinna Ermelinda, 5 - Cimatti Rafaella, 6 - Ciordo Sofia - Clama Luigia in Fabiani, 7 - Coda D. Enrico, io - Colombario Pasqualina - Coniugi Boffa, 3 - Coniugi Concina, 5 - Coniugi Paris-Parodi, 8 - Coniugi P. e M. C. B., 5 - Coniugi Vercellotto - Consolo Clotilde in Bianchi, 3,50-Conte di Seyssel, io - Conte Marianna, io - Conterno Angelo, i o - Contini Annita in Tonti, io - Cora Angela, 8 per ottenuta guarigione della bambina - Corazza Cleonice, 3 - Moronelli Maria Ved. Sfondrin i, ioo, perche protegga i suoi parenti sotto le armi. Corti Clelia in Delbuono, io - Costa Gio. Battista, 8 - Craviotto Battistino, 7 - Cubito Gustavo, soldato di Fanteria - Cuminatti Rosina, 2 - Cuscinotti Maria, 5.

D) - D'Alessandro Placido, soldato, 5 - Dalla Giustina Giovanni, 2 - Dalla Libera Giuseppina Ved. Saggiorato, 7 - De Battista Francesca e Luigia, 2 - De Bernardi Amalia, 7 - De Conti Paola, i,o5 - Delforno Maria, 4 - De Giusti Luigi soldato, 2 - De Laiti Clara, 5 - Dellachà e Griffero, 5 - Delle Scale Amalia, 5 -- De Lorenzi Maria, 5 - Demarchis Luigi, 15 a mezzo del suo parroco D. Pietro Mellana - De Marco Angelina, 2 - De Marco Aurelia, io - Delpiano Eugenia, 2 - Del Pozzo Albuino, 5 - De Ponti Caterina, 5 - Di Lavore Maria Ved. Corvo, 20 - Dioli Consolata - Di Stefano Pietro 5 - Dolci Giovanna Maestra, 17 - Domenici Teresina - Donato Adelaide, 3 - Dragonetti Marchesa de Torres, 5 - Drestianni Marianna, io - Due coniugi di Torino riconoscenti, 30 - Due sorelle di Bosconero, i.

E) - S. E. di Nuraminis, 2 - Erbetta Giovanni, 5 - Erculiani Rosa, io - Ermolli Ernestina, 5.

F) - Fabris Maria, 5 - Falcetti Maria, 30 - Fallis Virginia, 8,20 - Famiglia Albisetti, 5 - Famiglia Ambrosini, 2 - Famiglia Ferrero, i - Famiglia O, i o - Famiglia Sacco, 5 - Famiglia Sardini, 2 - Famiglia Serra, i - Famiglia Vaudagnotti i - Famiglia Vigonotti, 2 - Fanciulle del Corso Elementare di Guazzano, io - Fanciulli del Seminario di Nusco, 2,40 - Fasali Rosa, 5 - Fatti D. Paolo Piovano, 3 - Fausone Ernesto - Favre Celestina, 5 - Fenati D. Sebastiano, 5 - Ferracino Margherita in Carazzo - Ferrando Vittorio, io - Ferrario Anna, 5 - Ferraris Isabella, 2 - Ferrero D. Luigi, io - Fiandra Margherita, 2 - Figus Giovanni Spiga, io - Fiorina D. Giuseppe, 2 Focacci Fortunato, 5 - Foglio Angiolina in Strona, 5 - Fornara Maria, 5,70 - Fornari Resica, 3 - Forni Teresa, 3 - Fortuna Marianna, 2 - Fossarelli D. Cristiano, io - Fossati Teresa, io - Fracchiani Marta, ii,5o - Fradella Melamia, io -- Franceschetto Alessandro, io - Franchini Ortensio, 26,85 - Franchini V., 5o - Fratelli Acquistapace di Antonio, 1,50 - Fratelli e sorelle Baldini, 2 - Fratelli Bobbio di Torino, i - Fratelli Barbieri di Osimo, io - Fratelli e sorella Bosello, 3 - Fratelli Canegallo di Carlo, 3 - Fratelli e sorelle Colella di Alvito, 5 - Fratelli De Conti, i - Fratelli Favero di Vittorio, 5 - Fratelli e sorella Fochi di Noceto, 2 - Fratelli pazzia di Pettinengo -- Fratelli Nobili, ii,5o - Fratelli Olmo di Olcenengo, io - Fratelli e sorelle Picconi dì Porto Maurizio, i o - Frattini Rachele, 5 - Frisa Ing. Umberto e Consorte, 20 - Frizzavin Maria, lo - Fugazza Giacomo, 5 - Fugazza Giuseppe, 20 - Fumasoli Maria, 1,87.

G) -- G. A. di Torino - G. B. di Bossolasco, i - G. D. di Mondonio, 2 - G. F. di Bolzano Vicentino - Gaglia Giuditta, io - Gallo Giov., io -Gandolfo Carolina, 2,50 - Garibaldi Edvige, io - Carino D. Carlo, 7 - Gasperi Margherita, 7 - - Gatta Dott. D. Enrico, Arciprete, i --- Gatti F., 2 - Gattino Lidia in Perricone, io - Gattino Teol. Coll., io - Gatto Giovanna - Gavazzeni Maria, 20 - Gavinelli Adele, 5 - Ghiradelli Caterina, 50 - Giacchero Francesca per perfetta guarigione - - Giaipron Filomena - Gianoglio Eugenia in Sella, io - Giaroglio Anna - Giovanelli Teresa in Mussi, 6o - Giulianeili Angelo Maestro, 3 - Giulietta Giustina, 5 - Gnocchi Matilde, i i - per la guarigione della sua bimba - Gohn Sibilla, io - Gorini Vittoria, 5 - Graglia D. Edoardo, i i, 5o - Grainaglia Orsolina, i - Gramara D. Angelo, i o - Grassi Gervasio, io - Graziani G. in Branzanti - Grazio Pietro e Famiglia, 2 - Greppi Edvige B., 5 - Griglio Maria per le sue nipotine Maggiorina e Pieranna, 2 - Grillo Rosa, i - Grillo Maria - Grillo Carmela, i - Guastavino Stefano, 5 - Guenzani Gina, io - Guerci Margherita, 5 - Guerra Eugenia, 5 - Guggione D. Carlo, i,5o - Gusmano Francesca.

I) -Ivaldi Edvige, 1,50.

L) - L. M. A. Cooperatrice Salesiana di Torino - Lancini Domenica, i,io - Langhi Elisabetta, - Lanza Caterina, 8 - Lanza Vincenzo, i o - Lari Arianna, i - Leidi Colombina, 3 - Leno Maria, 5 - Lepri Nina, io - Levreri Giuseppe, 5 - Ligabò Ulderico, 5 - Limmile D. Baldassare, 5 - Lobina D. Luigi, 3 - Longaterra Antonio soldato, io - Loreti D. Angelo, 5 - Lotta Desogus Giovanni - Lucchese Silvia, 5 - Lunati Giacinto, 3 - Luricara, 5.

M) - M. G., di Gargallo, 5 : « Pietà, Maria Ausiliatrice, pietà di me, di un cuore affranto! » - M. I. di Fara Novarese, 5 - M. N. di Avola, 2 - M. T. di Perosa Argentina, 2 - Machat Vittorio, 25 - Maffina Rosa in Milesi, 2 - Maggioni Elisa, 10 - Maggiora Primina, 30 - Maglie Lorenzo, 5 - Maineri Carolina, i - Malaspina Angiolina, 50 - Malcotti Concetta, 5 - Malerba Marianna, 5 - Manca D. Francesco, Rettore Parrocchiale - Manfredi Carolina, io -- Mannu Marietta in Secci, 1,55 - Manzoni Luigia, io - Manzoni Maria, 2 - Maras Peppina in Solinas, io - Marchiori Ernesto, io - Marchisio Maddalena, 6,50 --Marchisio Angela, 3 - Marino Silvestra, 5 - Marocco Paolo, 25 - Martinengo Maria Maestra, 2 - Martini Albina in Morelli, 5 - Mascarelli Maria - Masneri Lina, 2 - Masino Giacinta - Masoero Margherita, 4 - Mazzarano Lucia, 2 - Menghi Elisa, i - Menozzi Maria, io - Micheli Angelo, io - Migliere Giuseppina, i - Milesi Elisa, 5 - - Milesi Ferretti - Miorello Maria, 5 - Moiso Carolina, io - Molinari Adelaide, 13 - Mulinelli G., 30 - Mungi Michele, 5 - Montanaro Francesco, 5 - Monti Isolina, 5 - Mori D. Luigi - Morini Giovanni, 3 - Mortarotti Cav. Luigi, 20 -Mossano Giovanni, 5 - Mottura Francesco, 6,25 - Mucci Maria, io - Murini Cavina in Murialdo, io - Musmeci Giovanni, io - Musso Domenica, 3 - -Myassoz Vittorio, 2.

N) - N. N. di Agliano d'Asti, io - N. N. di Alvito, 5 - N. N. di Bologna, io - N. N. di Borgomanero, 20 -N. N. idem., 5 - N. N. ideai, i - N. N. di Casale Monf. - N. N. di Casei Gerola, i oo - N. N. di Castel del Monte, 5 - N. N, della Colonia di S. Vicente - N. N. di Faenza, 20 - - N. N. di Forni Avoltri, 3 per una bambina di nove anni - N. N. di Lagonegro, 2 - N. N. di Mazzé Canavese - N. N. di Mongreno, i - N. N. di Novara, 2 - N. N. di Oliena, 2 - N. N. di Palma Montechiaro, i - N. N. Cooperatrice di Pietra Ligure - N. N. di Pioltello, 20 - N. N. di Pralormo, 4 —NT. N. di Regalbuto - N. N. di Saluzzo, 1,5 - N. N. di S. Salvatore Monf., 5 - N. N. di Stazzena, 5 - N. N. di Stresa, 7 - N. N. di Torino, N. N. ideai, 2 - N. N. di Verona, 5 - Nale Filomena, 8 - Nave Giuseppina, 2 - Nervi. Adele, 5 - Nicolaci Felicetta Contessa, - Nicolotti Giuseppe, 5 - Novelli Marietta, 15 -

O) - Obert Maria, 2 - Occhiena Maria - Olivero Teol. D. Casimiro, 7,50 - Olivieri Amalia, 7 - Ormezzano Emma per N. N., io - Ortolano Ferdinanda - Osella Teresa.

P) - P. V. di Cisterna d'Asti, 5 - Padovani Igino, 4 - Palazzi Pierina in Cecchetto, 5 - fanesi Emilia, 5 - Pansiotti -Maria, 3 - Paparelli Maria Rosa, 5,- Parodi Bartolomeo, 5 - Parodi D. Giuseppe Arciprete per Chiarlone Carolina Ved. Faccello, 6 - Parolin R., 5 - l'assera Maria, 25 - Passera Pietro, 25 - Passuello Antonio, 4,60 - Pastorino Tommaso, io - Pavia Luigi, 5 - Pellini Euclide, 4 - Perachini Maria, io - Perazzini Amalia, 12 - Pergiani Eugenio, 20 - Perozzi Giuseppina, ioo - Perotti Luigi, soldato - Persi Consolata, 2,55 - Perusi Caterina, 4 - Pesce Gio. Battista, 3,50 - Pettinotti D. Antonio, io - Piccoli Dorotea, io - Piersantelli S. M. Filomena, 5 per segnalatissime grazie fisico-morali - Pignatelli Onorina, 5 - Pinelli Professoressa Anna, 7,85 - Piva Eleonora, 2 - Piva Teresa, io - Pivano Pietro, ex-allievo, i o - Planezio Luigi, 1,50 - Ponchia Carolina in Rossi, io - Polese Maria, 13,50 - Poletti Teresa, 4.50 - Poli Carlo, io - Poltroneri Salutti Giovanni, 5 - Pomi Caterina, 6 - Pompignoli Lucia, 5 - Pontino Luci,. 6 - Porcellana Maurizio, i - Porreca Angiolina, i - Pozza Bartolo - Pozzi Erminia, io - Pozzo Francesca in Carraro, 5 - Prandina Cristina Ved. Regalli, 5 - Prasca Rina, 7 - -'lette Celestino, 5 -- Pronzato Maria in Bottero, riconoscente per essere stata liberata da grave malattia - Prosperi Giovanni Caporal Maggiore, 3 -- Proserpio Angioletta in Redelli, i 5 - Puddu Assunta in Todde, 5 - Puggioni Francesca, 5 - Pujatti Maria, 6 - Puiatti Maria, 5.

Q) - Quadio Domenico Cooperatore. i oo - Quaglia Giuseppina, 5 - Quagliotto Lucia, 4.

R) - R. B. di Torino, i - R. C. di Frascati per grazie lungamente attese - R. M. di Frassinetto Canavese, soldato di Fanteria - Racca Luigia in Moris e famiglia, 4 - Raele D. Raffaele, 3 - Raffaello Teresa, fo - Ramella Maria, 5 - Ratti Francesco, 5 - Reggio Giuseppe, 5 - Reineri Caterina, i - Restagno Maria in Manuello - Restani Gio. Battista, 50 - Reta Elena Gabriella, io - Ribaudi Ignazio, 2,50 - Ricca Luigia, 5 - Ricci-Scovazzi Emilia, 6,05 -- Ricaldone Francesco, io - Rigamonti Giovanni, io - Rigamonti Adele per Malugani Marianna in Rigamonte, 20 - Ripamonti Francesco, io - Rizzo Pietro fu Pasquale, io, implorando preghiere per i figli soldati - Rizzo Rosa, 6 - Rizzo Maria, 5 - Rizzotto Melania - Romano Maria, 4 - Rendi Melania in Novis, 5 - Rospetto D. Giovanni, 2,30 - Rossi Irene in Morel, io, implorando grazie da Maria Ausiliatrice e per promessa di inviare lire 5 mensili per due anni - Rossi Caterina in Daina, 15 - Rossi D. Angelo, 5 - Rosso Luigina - Rota Battista, 2 - Rubattu Gelsomino, 5 - Rubin Elisabetta, 4 - Ruffino Enrichetta, io - Ruggeri Antonia, 5 - Ruspa Guido e Giuseppina, 5 - Ruzzeddu Antonio, 5, per ottenuta guarigione della madre,

S) - S. A. B. di Cologna Veneta, 2 - S. E. di Torino - S. T. di Mombello Torinese, 3 - Sabato D. Giordano Parroco - Sacchi Maria, di Castrogiovanili, i - Sacchi Maria di Borgomanero, 3 - Sacchi Maria di Lacchiarella, io - Saggiorato Angela in Ferrosi, 2 - Saitta Gemma in Carmelo - Sain Celestina, 2 - Salomone Maria, 5 - Salvadeo Giovanni, 5 - Sandino Vittoria, 5 - Sangiorgi Vincenzo, 5 - Santangeletta Modesta, 2 - Santangelo Orsola, 3 - Santi Domenico, 3 - Santuz Antonio - Santuz Virginia, io - Sarupiano Armelindo, 2 - Sarti D. Cesare, 25 - Sassi Contessa Luisa in Fassati 5 - Satta Bianca, i - Savoini Maria, 4,50 - Savoini Speranza, 4,50 Savoini Carolina, 4,50 - Scafone Basilio, io - Scagliotti Teresa, 5 - Scalpelli Teresa, 25 - Scandolara Luigia, io - Scardini Teresa, 2 - Scarrone Maria, 5 - Schiatti Francesco, 5 - Schiavina Giacomina, 25 - Schiera Antonietta, 6 - Scrizzi D. Gio. Battista -Segati Anna, 1 o - Lenno Fiorina, 4 - Serra Celestina, 3 - Sferazza Giuseppe - Sidoli Teresina in Capuana, 4,25 - Simonetti Maria, 5 - Simonetti Marino - Simonetti Brasiglia, 2 - Sirtori Maria Ved. Bonfanti, io - Solari Maria Giuseppa dei Marchesi della Margherita, 25 - Soldarini Elvira 5 - Sorelle Maria e Pia Brusadini, 5 - Sorelle Maria e Assunta, 5 - Sorelle Raggi, 25 - Sorelle Rampazzi, i - Sorelle Gaetana ed Elena Ravazzano, 5 - Sorelle Torres, 5 - Spada Francesco, 5 - Splendori D. Giuseppe, 4 - Stradella Angiolina - Suor Cairo Angiolina, 5 - Suor Elisa Danetra, 12 - Suor Angiolina Fumagalli - Suor Maccone Ottavia, 51 - Suor Ilaria Nazzarena, 5.

T) -- Tadini D. Gaudenzio, 5 -- Tamisari Maria, io - Teggia Maria, 5 - Teggia Maria in Messori, 5 - Tentoni Adele, 6 - Testane Giovanna in Dettori, 5 - Terrizzano Angelina in Fiori, 4 - Tiene Giovannina, i o - Tocco Ernesto, 2 - Toddola Rosa v'ed. Muzio, 2 -Tomaselli Giuseppe, io. - Tomnlasi Giacomina, 50- Toneguzzo Antonia, 5 - Tosoni Gregorio, 5 - Toschini Maria, 5o - Tranoli Giuseppe, 2 - Travagini D. Giovanni, 7,75 - Traversi Francesco riconoscente per segnalatissima grazia - Traverso Carlotta, 25 - Tremari Cesare, 5 --- Treves Attilio, i - Turchi Pia,. 13,55 - Tnello Romano, 5.

U) - Una Cooperatrice Salesiana di Torino - Una figlia devota di 'Maria Ausiliatrice e del Ven. Don Bosco - Una giovanetta di Parona Lomellina - Una povera giovane di Padova - Una madre di famiglia di Carmagnola, 5 - Una pia madre di Cormons, 15 - Una madre di famiglia, fiduciosa in Doli Bosco e in Maria Ausiliatrice, 20 - Unnetta Isola, 5.

V) - V. M. di Peveragno, 5 - Vaccari Romeo, 15 - Valenti Can. D. Benedetto, 5 - Vallenzasca Giuseppina, 6 - Varoldo Maria, io - Vattolo D. Umberto, 5 - Vendemmia Francesco, 2 - Ventorino Chiara, 5 - Verbino Vincenzo, 5 - Verga Margherita, 2 - Vergani Palmira, 2 - Veronetti Isolina Erba, r - Vezzoli Teresa in Della Torre per diversi graziati, 12 - Vezzosi Giulia - Vianello Gisello, i - Vico Cesarino, 2 - - Vigano Pietro, Caporale, io - Viganò Virginia, 5 - Vigneri Dato Matteo, io - Vignolo, i - Villa Enrichetta - Virante Carlo, io - Viola Lena - Virano Domenica, 5 - Vitiello Maria - Voena Eugenia - Volpi Maria in Primatesta, 5.

W) - Wuillermet Augusto, 5.

Z) - Zambonin Maria, 3 - Zampieri Catterina, 5 - Zanella D. Crocifisso, 3 - Zanesi Caterina, 5 - Zanetta Angela, i - Zanetta Barbara, 1,5o - Zanetta Giovanni, 2 - Zanetti Filomena,. 5 - Zorzoli Paolina, i,1 o.

Tutte queste persone rendono pubbliche grazie alla Vergine Ausiliatrice per soddisfare alle loro promesse e nella fiducia di meglio impetrare dalla Benedetta Madre di Dio nuove grazie e nuovi favori. Esse appartengono ai paesi segmenti:

PIEMONTE: Acqui, Agliano d'Asti, Alessandria, Alfiano Natta, Arquata Scrivia, Asti, Barge, Bellinzago Novarese, Biella, Borgaro Torinese, Borghetto Borbera, Borgonianero, Borgomasino, Bosconero, Bossolasco, Brozolo, Brusasco, Brusson, Busca, Bussoleno, Cantoira, Capriglio d'Asti, Caravino, Cardé, Carmagnola, Carpignano Sesia, Casal Monf., Casalbeltrame, Ca.salgrasso, Cassano Spinola, Castagnito d'Alba, Castelnuovo Calcea, Cavaglià, Cliampde-Praz, Chasnporcher, Chatillon, Cherasco, Cisterna d'Asti, Cocconato, Conzano Monf., Cortemiglia, Crescentino, Cuneo, Demonte, Domodossola, Donnaz, Fara Novarese, Finero, Foglizzo, Frassinetto Canavese, Gargallo, Gattico Novarese, Isola Bella di Poirino, Ivrea, Lenta Vercellese, Lesa, Loranzé, Lusiglie, Maggiate Superiore, Mazzi Canavese, Mirabello Monf., Mombarcaro, Mombello Torinese, Monastero Bormida, Monastero di Vasco, Monasterolo di Savigliano, Moncrivello, Mondonio, Mon greno, Montafia, Mortigliengo, Mosso S. Maria, Murisengo, Niella Tanaro, Novara, Nus, Olcenengo, Orsara Bormida, Osasco, Ovada, Porosa Argentina, Pettinengo, Peveragno, Pianfei, Piedimulera, Poirino, Pollenzo, Pontestora, Pralormo, Priocca, Revigliasco d'Asti, Roburent, Rocca pietra, Roncaglia, Saliceto, Saluggia, Saluzzo, S. Benedetto Belbo, S. Defendente, S. Francesco al Campo, S. Salvatore Monf., S. Sebatiano Corone, S. Stefano Roero, Savigliano, Schierano d'Asti, Strambino, Stresa, Terzo, Torino, Tortona, Traversella, Trisobbio, Vanzone con S. Carlo, Vercelli, Verrayes, Verrés, Vezza d'Alba, Vico Canavese, Vicoforte, Vignole Borbera, Villadeati, Villadossola, Villafalletto,Villavernia, Villardora, Villareggia, Vische Canavese, Volvera, Zanco di Villadeati.

LOMBARDIA: Adro, Ardesio, Artogne, Barzanò, Bellano, Bergamo, Boonte, Breme Lomellina, Breno, Brescia, Brivio, Busto Garolfo, Caino, Casei Gerola, Castellanza, Chiari, Comerio, Como, Confienza, Costa Serina, Cremona, Domaso, Erba, Gallarate, Gardone Riviera, Gavardo, Gorla Minore, Isola di Rovegno, Lacchiarella, Lanzada, Lavone, Lesmo, Maccagno Superiore, Mantova, Margno, Milano, Molino di Bormio, Mortara, Oltre il Colle, Osnago, Ospitaletto, Parona Lomellina, Pieve del Cairo, Pioltello, Primaluna, Rigosa, Rivanazzano, Rogeno, Rovegno, Sacco di Valtellina, Samolaco, S. Albano Lomellina, Sarnico, Saronno, Selino, Scaldasole, Schilpario, Sondrio, Soresina, Tagliuno di Lombardia, Terno d'Isola, Tirano, Trebecco, Valdidentro, Varese Lombardo, Vedano Ollona, Vigevano, Voghera, Zeme Lomellina.

VENETO: Agugliana, Albrizzano, Arten, Asiago, Barbarano di Mossano, Bassano Veneto, Bolzano Veneto, Cadeglioppi, Campomolino, Caprino Veronese, Castelcerino di Soave, Castelnuovo Vicentino, Cittadella di Padova, Colonia Veneta, Conegliano Veneto, Cordovado, Cormons, Dont, Este, Fonte, Forni di Avoltri, Gambellara, Gazzolo d'Areole, Lissaro, Longare, Lonigo, Mancino di Valpolicella, Mure, Negrar, Nimis, Nove Vicentino, Orgiano, Padova, Palmanova, Parona all'Adige, Paularo, Porfido di Puja, Prata di Pordenone, Ramon , S. Anna d'Afaedo, S. Briccio, Sandrigo, S. Zenone di Minerbe, Schio, Sesto al Reghene, Soave Veronese, Stallavena, Torbe di Prun, Tricesimo, Turrida, Udine, Valrovina, Venezia, Verona, Vicenza, Visnà di Vazzola, Vittorio, Zevio.

LIGURIA: Alassio, Amborzasco, Arenzano, Bordighera, Campoligure, Cencio, Centauro, Cervo, Dego, Ellera, Genova, Larvego, Levanto, Marabotto, Masone, Migliarina a Mare, Pian dei Ratti, Piani di Vallecrosia, Pietra Ligure, Pieve di Tecco, Ponte di Savignone, Portomaurizio, Sampierdarena, San Pietro di Rovereto, Sanremo, S. Stefano al Mare, Savona, Sassello, Torriglia, Varazze.

EMILIA: Bettolo di Piacenza, Bologna, Borgotaro, Brisighella, Calestano, Campogalliano, Castel S. Giovanni, Cereseto Parmense, Comacchio, Faenza, Granarolo di Faenza, Guastalla, Lombiano, Lugagnano di Val d'Arda, Milano di Romagna, Modena, Montecchio, Monticelli d'Ongina, Noceto Parmense, Orzale, Piacenza, Poggio di Pontecchio, Reggio Emilia, Riccò di Monfestino, S. Alberto di Romagna, Savarna, Voghera.

TOSCANA: Arezzo, Borgo a Mozzano, Campi di Bisenzio, Campiglia Marittima, Carmignano, Firenze, Lavi, Mogginano, Piancaldoli, Pisa, Pontremoli, Rifredi, Stazzema, Viareggio, Villafranca di Lunigiana.

MARCHE: Ancona, Apecchio, Cingoli, Macerata, Mercatino Marecchia, Morello, Saltava, S. Severino Marche, Serravalle di Chienti.

LAZIO: Frascati, Frosinone, Manziana, Roma, Viterbo.

ABRUZZI: Casoli, Castel del Monte, Guazzano, Ortona a Mare, Rieti.

CAMPANIA: Alvito, Caserta, Conca della Campania, Monteforte Cilento, Napoli, Nusco, Pozzuoli.

BASILICATA: Lagonegro.

CALABRIE: Bivongi, Caviglio, Cinquefrondi, Reggio Calabria.

PUGLIE: Massafra.

SICILIA: Avola, Barcellona Sicula, Bronte, Caltanisetta, Castrogiovanni, Catania, Librizzi, Marsala, Mascali, Mazzara del Vallo, Mazzarino, Mine, Monreale, Montechiaro, Naro, Nunziata, Palermo, Palma di Montechiaro, Petralia Soprana, Piazza Armerina, Pietraperzia, Regalbuto, S. Giovanni Gemini, Siracusa, Spacca forno, Trecastagne, Troina, Valguarnera Caropepe, Vizzini.

SARDEGNA: Ales, Bonarcado, Bosa, Cagliari, Cantoniera Mazzinaiu, Dorgali, Flumini Maggiore, Guspini, Isili, Nuraminis, Oliena, Oristano, Sassari, Seulo, Sili, Siliqua, Simaxis, Villanovaforru.

ZONA DI GUERRA.

ESTERO:

NB. - Per l'Estero ci limitiamo a notare i paesi donde giunsero relazioni inviate da italiani.

AMERICA: Buenos Aires, Carangola, Colonia, S. Vicente, New York, Paterson, S. Francisco di California, Westfield.

MALTA: Caccia Gozzo, Sliema.

SVIZZERA : Comprovasco, Gordola, Maggio, Krombühl.

In questi e in tutti gli altri paesi, fiorisca e si diffonda sempre piú, in aiuto del popolo eristiano la divozione alla .nostra dolcissima Madre Celeste!

Santuario di Maria Ausiliatrice

TORINO-VALDOCCO

Ogni giorno, celebrazione di una santa messa esclusivamente secondo l'intenzione di tutti quelli che in qualunque modo e misura hanno concorso o concorreranno a beneficare il Santuario o l'annesso Oratorio Salesiano. Per ogni corrispondenza in proposito, come anche per Messe o novene o tridui di Benedizioni col SS. Sacramento, scrivere all'indirizzo del Sac. Paolo Albera, Via Cottolengo, 32, Torino.

Ogni sabato, alle 7.15 speciali preghiere per gli associati all'Arciconfraternita di Maria SS. Ausiliatrice.

Il 23 aprile comincia il mese in preparazione alla festa di Maria Ausiliatrice. L'orario è quello degli altri anni. Nei giorni feriali

Ore 5.30 Messa, predica, benedizione.

Ore 19.30, canto di una lode, predica e Benedizione. (Oratore: Sac. Prof. Pietro Gallo, Salesiano).

PEL TEMPIO VOTIVO IN ONORE DI MARIA AUSILIATRICE AI BECCHI DI CASTELNUOVO D'ASTI

Una cara notizia!... Si sono ripresi i lavori del Tempio Votivo. Trovandosi la borgata dei Becchi, dove nacque Don Bosco, ancor priva di regolari comunicazioni con Castelnuovo e con gli altri centri importanti dei dintorni, si è trovato più conveniente improvvisare sul posto una piccola fornace per la cottura dei mattoni destinati all'erigendo edifizio; e in essa si sta già alacremente lavorando alla preparazione del materiale necessario per condurlo a compimento.

Speriamo che nel prossimo autunno il nuovo Tempio possa essere inaugurato al Divin Culto!

Questa notizia - fra i pii e benemeriti Cooperatori che hanno tanto affetto per le Opere Salesiane, fra le pie e volenterose Cooperatrici cui sarebbe pur facile l'aiutarci in quest'impresa, e fra tutti i piccoli amici di Don Bosco - valga ad accendere vieppiù la santa gara di voler far fronte, con offerte anche minime, a tutte le spese necessarie.

Rose e Gigli.

Accetta, o Vergine Ausiliatrice, la tenue offerta di L. 10 dei bimbi dell' « Asilo per i figli dei richiamati di via Candia 9, Torino ». Non possiamo fare di piú, ma Tu sorridi anche a noi che vogliamo crescere buoni e riabbracciare i nostri cari papà.

Sono L. 15,50 dei bimbi dell'Asilo Scolari e Figlie di Maria di Jerago, perché la Madre Celeste li colmi delle sue benedizioni.

Le ragazze e i bambini dell'Asilo di San Giovanni di Bellagio inviano l'offerta di L. 5 e i bimbi dell'Asilo di Guspini (Cagliari) l'offerta di L. 4 e col piú grande affetto e le piú vive speranze e.

I bimbi dell'Asilo di Cornedo (Vicenza) mandano la loro offerta di L. 25,60, col voto che Maria Ausiliatrice li faccia crescere buoni e faccia ritornare sani e salvi i loro parenti combattenti.

I bimbi dell'Asilo Infantile di Moncrivello fanno una seconda offerta di L. 5 per ottenere una speciale benedizione sui loro cari in guerra.

Diciassette bimbi dell'Asilo Chambons di Fenestrelle, implorando benedizioni sulle loro famiglie, L. 1.

I bimbi dello stesso Asilo di Fenestrelle, in unione colle figlie di Maria, L. 2, implorando protezione.

I bimbi dell'Asilo annesso all'Istituto di S. Teresa in Chieri, colla promessa di mandare una rappresentanza all'inaugurazione del caro tempio votivo di Maria Ausiliatrice ai Becchi di Castelnuovo d'Asti, offrono giubilanti L. 25, supplicando la Madonna di Don Bosco a crescerli conforto dei loro cari ed affrettare alla patria la sospirata pace.

I bimbi dell'erigendo Asilo Infantile Borgata Madonna a S. Francesco al Campo, con l'offerta di

L. 5, inviano un mazzo di fiorellini alla Vergine Ausiliatrice, implorandone la protezione dal suo nuovo trono di gloria. - Nuvolone Antonietta.

Un gruppo di bambini e bambine della Parrocchia di S. Albano di Bobbio, offrono L. 9 pel Santuario di Maria Ausiliatrice ai Becchi, per ottenere il ritorno di tutti i loro cari dalla guerra. - Maria Demattei.

La piccola Celestina Anselmo e gli alunni della prima classe di Murisengo, offrono il loro Piccolo obolo di L. 3 a Maria SS. Ausiliatrice, chiedendo la benedizione e che ritornino presto e sani e salvi i loro cari, partiti per la guerra.

Anch'io voglio che i bambini del mio paesello di Colfosco (Treviso) vengano messi coi loro babbi, zii, fratelli, cugini e conoscenti che combattono al fronte sotto la potente protezione di Maria SS. Ausiliatrice e del Ven. Don Bosco : perciò invio a beneficio del Tempio votivo ai Becchi L. 7,50. - Loschi Guido.

Piccoli amici di D. Bosco e Maria Ausiliatrice.

Aniceto Caliceti di Sassuolo a nome dei suoi bambini Maria e Costantino, L. 10.

Maria ed Edoardo Pasini di Mathi, L. 10, perché Maria Ausiliatrice protegga i loro cari.

Anna Maria, Adelia, Achille Sant'Agostino di Gattinara, implorando benedizioni ai nonni e ai genitori, L. 10.

Due sorelline e una signora di Pontestura, implorando grazie speciali, L. 8.

Sotto la tua protezione, o Maria Ausiliatrice,, pongo i miei cari bimbi Maria Pia, Emma, Luigi, Lucia, Amelia e Bianca: fa' che siano di vero conforto ai genitori! - Pergola, Raffaele Tittoni L. 20.

Nella certezza di poter migliorare la mia condotta, invio per il Santuario dei Becchi L. 2, tolte dal mio peculio. - Roma, Gentile Oliva, educanda.

Pierino e Lucia Pissinis di Moncrivello, L. 2, perchè la Vergine Ausiliatrice protegga il babbo che trovasi in guerra e conforti la mamma.

La bimba Spiroglio Alice di Pontestura L. 1, perché la Madonna le riconduca sano e salvo il padre.

I birichini del catechismo di Diano d'Alba onde poter ottenere su se stessi, che vogliono tanto bene al Ven. Don Bosco, una speciale benedizione, inviano L. 5 per la nuova chiesetta dei Becchi.

Gino, Ines, Antonio, Dora, Francesco Colella di Alvito offrono L. 5 pel tempio votivo ai Becchi per ottenere dall'Ausiliatrice la guarigione della mamma.

Le allieve di IV classe d'una scuola privata di Torino offrono il piccolo obolo di L. 12 alla dolce Madonna di Don Bosco, pregandola di benedirle insieme colle loro famiglie.

I fratellini Liberino e Giacomo Borghetti, togliendo dai loro piccoli risparmii L. 5, le inviano pel santuario da erigersi a Maria SS. Ausiliatrice, ad ottenere la guarigione di una sorellina inferma.

Il piccolo malato Luigino invia L. 2 per il tempio votivo dei Becchi e chiede la guarigione mentre promette nuova offerta per la Causa di Don Bosco. - Il Parroco di S. Lorenzo a Campi Bisenzio.

La signora Bollara Giuseppina, Vedova Borioglio di Alassio, Sanlorenzo Giuseppina e Carolina di Cerrina (frazione Blengi) perché Don Bosco ottenga da Maria SS. che i loro figli crescano virtuosi L. 5.

Mamme e insegnanti devote.

La signora Maria Landoni Ved. Uboldi, da Mendoza (Argentina) invia L. 5o pel Santuario di Maria Ausiliatrice ai Becchi, per ottenere da questa buona Madre Celeste grazie per sé e per la famiglia.

Parecchie buone mamme di Pontestura L. 10 per implorare la protezione di Maria Ausiliatrice sulle famiglie.

Perché l'Ausiliatrice protegga e conservi affezionati alla famiglia i miei figli lontani L. 2. -Maria Santià di Moncrivello.

Grossi Maria di Mede L. 5 per grazia ricevuta e ad impetrare protezione sul nipote Pierino.

Maria Bermani di Mede offre L. 5 e implora la protezione di Maria SS. sui figli Giuseppe e Giovanni. La signora Depaolini di Mede, L. 1,50 - ed altre pie persone L. 3,50 - invocando le benedizioni della cara Ausiliatrice.

Maria SS. protegga e benedica i miei bimbi Eugenietta, Elisa, Ermanno ed Enrico. - Elisa Polledri Bardellini di Padova, L. 15.

Torino. - Zecca Angela L. 5 e Zecca Maddalena L. 10 implorando benedizioni.

Igilia Priori, ex-educanda nel Collegio delle Figlie di Maria Ausiliatrice in Roma, L. 5, perché la cara Madonna di Don Bosco si degni benedire il suo piccolo Gioachino e crescerlo consolazione dei genitori.

Benedici, Ausiliatrice, la mia numerosa famiglia e continua a proteggere il mio primogenito esposto ai pericoli del fronte fin dall'inizio della guerra. - Regis Maria di Moncrivello, L. 5.

Tre mamme di Pontestura, L. 3, fiduciose che Maria Ausiliatrice salverà i figli suoi, militari.

Accogli da una madre desolata l'obolo di L. 5, o pietosa e grande Ausiliatrice. Da Te sola aspetto la guarigione del mio piccolo Angelo che soffre da cinque anni. - Angela Baldissari di Borgomasino.

Alla Vergine Santa offro L. 3 e affido i miei tre bambini, Giovanni, Alberto e Rosina perché me li cresca buoni e timorati di Dio. -Gilone Anna M.

Maria Ausiliatrice benedica e riceva sotto il suo manto di Madre i miei figli Giovanni e Domenico. - Follis Margherita, L. 2.

Carlino Anna in Follis L. 2 pel nuovo Santuario, raccomandando alla Vergine Ausiliatrice il fratello Felicino in zona di guerra.

Pellerino Caterina in Zublena L. 1,50, pregando, la Vergine ad esser larga di aiuto al suo Andrea che si trova al fronte.

Carlino Giuseppina in Francotto L. 1, affidando alla Vergine la sua piccola Maddalena.

Giuseppina Giusino nobile di Belsito da Vizzini manda L. 20 alla Madonna Ausiliatrice pel suo nuovo tempio ai Becchi, pregando la Vergine a volerla consolare di notizie dell'amato figlio disperso.

Invio L. 5 quale offerta dei miei figli per la nuova chiesa in onore di Maria SS. Ausiliatrice ai Becchi di Castelnuovo d'Asti. - Maria Arbasino Nicoli.

Le insegnanti Maestre dell'Asilo infantile di Vische Canavese, coi loro cari bambini, offrono L. 5 pel Santuario ai Becchi di Castelnuovo implorando da Maria SS. Ausiliatrice per intercessione del Ven. Don Bosco la benedizione su loro e sulle famiglie.

Una poverissima madre di famiglia, infelice per avere i bimbi tanto cattivi, offre per il Santuario erigendo ai Becchi L. 5, affinché il Ven. D. Bosco le ottenga la grazia di vedere i suoi bimbi buoni.

Sono L. 25 per l'erezione della nuova chiesa ai Becchi di Castelnuovo a nome dei miei due bambini Alberto e Isabella Breganze, che implorano per il padre loro ogni speciale protezione. - La mamma.

Una madre angosciata, Eudossia Bonfante, che ha tre figli al fronte, invia L. 5 per una pietra al tempio votivo dei Becchi, affinché Maria SS. salvi i suoi cari da ogni pericolo.

Pii giovanetti e giovanette.

Le educande del Collegio Don Bosco di Conegliano Veneto, riconoscenti al Padre della gioventú ed alla Vergine Ausiliatrice, all'ombra del cui manto vengono educate, offrono L. 21,30 per l'erigendo Santuario dei Becchi, implorando su loro, sulle famiglie e sui loro studii l'abbondanza delle celesti benedizioni.

O Madonna di Don Bosco, benedici noi e le nostre famiglie, e fa' che educate nello spirito del tuo grande Apostolo, cresciamo forti e buone! - Le alunne esterne del Collegio Don Bosco di Conegliano, L. 8,5o.

Le piccole allieve esterne di IV classe del Collegio Don Bosco di Conegliano, L. 3,40, implorando le grazie piú belle dell'Ausiliatrice.

Gli angioletti del giardinetto dell'Ausiliatrice di Conegliano, L. 6,50, perché la cara Madonna li benedica insieme coi loro genitori e colle loro maestre.

L. 1o, invocando la materna protezione dell'Ausiliatrice sopra i miei cari. - Margherita Bronzin in Giacich.

O potente Ausiliatrice, benedicimi nella salute, fa' che riesca negli studii e sia la consolazione dei miei genitori. - Norina Vettorasco, 1,. 2.

Mariuccia Navarra, perché la Madonna di D. Bosco benedica il fratellino Mario, L. 4.

Maria Costacurta L. 1 per il tempio votivo dei Becchi, pregando l'Ausiliatrice a benedire il babbo e il fratello, e a darle attività nello studio.

Benedici i nostri studi, o Maria, e fa' che siamo la gioia dei nostri cari! - Marcella Rovina e Giuseppina Spellanzon, L. 2.

Maria Carcano, L. 3, in suffragio dello zio morto in guerra, implorando santa rassegnazione alla zia.

Imploro grazia particolare, potente Ausiliatrice, e offro L. 3 per il tuo Santuario. - Gigetta Masutti.

Ascolta, o Vergine Ausiliatrice la preghiera d'una madre che ti prega di conservarle buono il figliuolo e crescerlo gioia della famiglia. -Anna Marson, L. 5.

Le piccole alunne dell'Istituto del Sacro Cuore di Rio Marina inviano L. 15 pel Santuario dei Becchi pregando la Vergine Ausiliatrice a benedirle.

Gli alunni e le Alunne della Scuola di IV di Fontanetto d'Agogna, offrono L. 2 per la Chiesina dei Becchi, colla promessa di conservarsi buoni.

Dall'Istituto di San Vincenzo in Testona Torinese, diretto dalle Suore della Carità : Suor Luisa L. 1; Signora Laura L. 1 ; Rina L. 1; Suore Maria ed Eugenie L. 1: Ernestina e Rita o,60; un gruppo di bambine L. 2.

Preci e ringraziamenti.

Da Nizza Monferrato le oratoriane delle Figlie di Maria Ausiliatrice offrono L. 10, invocando il ritorno dei loro fratelli soldati; - le figlie di Maria, educande nell'Istituto, L. 10, supplicando la Vergine a benedire i loro studi ; - la giovane C. Besso, implorando la guarigione della madre, L. 5.

Fabro Carolina invocando nuovamente le benedizioni di Maria SS. sulla sua famiglia, L. 5.

Seri Caterina di Cogno, L. 5 implorando la salvezza del nipote chierico che trovasi in guerra.

Una pia persona di Vigevano riconoscente per grazia ricevuta, L. 5.

Una signorina di Guspini (Cagliari) fiduciosa di ottenere dal Ven. D. Bosco una grazia desiderata, L. 2.

Mecca Feroglio Cristina di Giacomo, L. 3, attendendo dalla Madre Celeste una grazia che le sta a cuore.

Luigi Negri offre L. 2o per il tempio votivo alla Vergine di Don Bosco ai Becchi, perché benedica la sua famiglia.

Gianolio Teresa di Villadossola L. 1o; una pia signora di Bagnolo Piemonte, ad ottenere grazie speciali sulla famiglia, L. 5.

Implorando grazie particolari : Signora Bechis di Chieri, 5; Rosso Elisabetta L. 1 ; Sac. N. N. L. 1; una pia signora di Guspini L. 2; la signora Serra o,5o; G. Bermani L. 1,50; pie persone 1,5o; Oglietti Caterina fu Stefano L. 1; la famiglia di Isidoro Rubatto L. 1; Fontana Teresa fu Vincenzo L. 1; Zucco Lorenzina, id. L. 1; le signorine Luisetta Le Chiare L. 1; Operti Pasqualina L. 0,65 per il babbo in zona di guerra; De Gaspari Cristina L. 1; N. N. invocando protezione sul figlio L. 2; N. N. invocando protezione su di sé e su tutta la famiglia L. 1.

Per grazia ricevuta N. N. L. 3,6o; F. Bourlot L. 1; Suor Darmello dall'America, L. 12,7o; Giuseppe Asteggiano di Pollenzo L. 5, supplicando la Vergine a continuargli la sua materna protezione ; la famiglia Vaschetti di Riva di Cimieri L. 1.

Fiduciosa di veder presto completamente guarito il mio figlio, offro L. 3. - Gentile Franceschina.

L. 5 del sig. Cav. Aymini Giovanni di Borgomanero per implorare su tutti i suoi l'aiuto potente della Vergine Ausiliatrice.

A Te, mi raccomando, Vergine benedetta, implorando la tua protezione ; L. 5.- Bellardi Maria Peia.

La famiglia Faghino di Borgomasino, L. 2 affinché possa la famiglia trovare nel lavoro quel benessere e quella pace che prima godeva.

Costa Giacinto L. 1, pregando Maria Ausiliatrice a conservargli la vista già tanto patita.

Il sac. prof. cav. Giuseppe Innato Perrot, Parroco di Fenestrelle. L, 3, per implorare una speciale benedizione sopra di sé e la sua Parrocchia.

Offro per la chiesina dei Becchi L. 3 a nome del mio nipotino Renato di pochi mesi, affinché Maria Ausiliatrice me lo protegga sempre insieme col suo papà chiamato sotto le armi. - Margherita Masoero.

Per ottenere una grazia speciale: M. Bottura, E. Anziché, F. Avanzi, A. Ugetti,. L. 2,50, - T. Ferrari, R. Basotti, C. Bastia, M. Nosetti, T. Tavalloni, L. Zanotti, S. Raimondi, P. Cavana, G. Avanzi, E. Barbisetti, L. 6,6o, - A. Lupatini, E. Pianta, A. Alba, G. Brambati, E. Maracci, R. Pota, L. 5, - A. Ardizzone, T. Maltecca, M Felisari, M. Zoppi, M. Campanini, L. Maver, O. Fervevo, C. Bernocchi, L. Castelli, C. Agazzone, O. Ghiraldi, E. Maracci, L. 6,70.

Per ottenere la guarigione loro o di una persona cara: C. Morosini, S. Freri, L. 2 - F. Maltecca, R. Oldani, A. Gonfaloni, C. Depaoli, Sorelle Meazzini, L. 5.

Per ottenere il ritorno dei loro cari dal fronte,

A. Fratus, N. Fontanesi, A. Fiorati, C. Ardemagni, C. Agazzone, A. Bertoletti, L. 2,40.

Alcune Rosine ed una pia persona di Torino offrono pel tempio votivo di Maria SS. Ausiliatrice ai Becchi L. 2;, pregandola a proteggere sé ed i loro cari, specie quelli che sono al fronte.

Dagli Oratori.

Le giovanette dell'Oratorio di Palagonia (Catania) L. 6,50, e quelle dell'Oratorio di Fenestrelle L. 2,50, implorando benedizioni speciali.

Le Figlie di Maria dell'Oratorio del Lingotto (Torino) L. io, per l'erezione della nuova Chiesa dei Becchi, per ottenere da Maria Ausiliatrice e dal Ven. Don Bosco l'incremento della Pia Unione.

Le Oratoriane di Fubine Monferrato in occasione dell'onomastico della loro Direttrice, offrono L. 10 pel nuovo Santuario dei Becchi. - La Vergine gradisca l'omaggio e benedica alunne e educatrici!

I giovanetti dell'Oratorio Salesiano di Bologna, riconoscenti a Maria Ausiliatrice e fiduciosi che Ella vorrà loro continuare la sua materna predilezione, inviano L. 10 pel nuovo tempio dei Becchi.

Sono L. 10 raccolte tra i giovani dell'Oratorio di S. Giuseppe di Ivrea per la nuova chiesa ai Becchi. Che la Vergine Santa e Don Bosco benedicano l'Oratorio, le famiglie dei giovani, e protegga quelli che si trovano al fronte!

Collegi e Convitti.

Le giovani operaie del Convitto Rotondi di Novara, con filiale affetto, L. 10.

Le convittrici della Filatura di Grignasco inviano l'offerta collettiva di L. 81, per ottenere dalla Vergine Ausiliatrice la protezione sulle loro famiglie ed i ritorno dei fratelli dal fronte, e per ringraziarla del lavoro continuo che esse hanno avuto quest'anno.

Le convittrici del Cotonificio Mazzonis di Torre Pellice L. 35, col voto che la dolce Madonna di Don Bosco abbia, in un tempo non lontano, a richiamare all'unità della fede tutte le popolazioni di quelle valli!

Anche dall'America.

Le bimbe e le giovanette del Collegio S. Agnese in S. Paulo (Brasile) offrono L. 132,35 per la chiesa votiva dei Becchi, implorando dal Ven. Don Bosco una benedizione speciale. Il buon Padre le esaudisca!

RICONOSCENZA AL VEN. DON BOSCO

Nello svolgere questa rubrica, torniamo a protestare solennemente che non intendiamo contravvenire in nessun modo alle disposizioni pontificie in proposito, non volendo dare ad alcun

fatto un'autorità superiore a quella che merita una semplice testimonianza umana , né prevenire il giudizio della Chiesa, della quale - sull'esempio di D. Bosco - ci gloriamo di essere ubbidientissimi figli.

Rendo pubbliche grazie al Ven. Don Bosco e a Maria Santissima Ausiliatrice per la guarigione del figlio Daniele.

Colpito prima da angina gripposa, poi da bronco-polmonite e da una serie di altre malattie, egli giaceva in letto da oltre un mese. I medici, che avevano con somma cura e affettuoso interesse tentato di opporre al male ogni rimedio della scienza, avevano dichiarato ben prossima la catastrofe.

Che fare? Con fede ardentissima mi rivolsi coli una novena a Maria SS. Ausiliatrice, interponendo l'intercessione del Ven. Don Bosco e fin dai primi giorni si vide nell'ammalato qualche miglioramento che gli permise di pregare con noi: e al finire della novena egli era dichiarato fuori pericolo.

Ora, perfettamente guarito, riconoscente a Don Bosco e alla Celeste Ausiliatrice, compie con la famiglia il voto fatto di rendere pubbliche grazie.

Torino, 15 marzo 1916.

GIUSEPPE BOERO.

Lo scorso giugno ebbi mio padre molto ammalato. Il poverino soffriva atroci dolori per un'intera giornata, e il medico dopo aver provato ogni mezzo per sollevarlo, non essendovi riuscito, dichiarò esser necessaria e di assoluta urgenza un'operazione. Figuratevi il nostro stato! ma non mi perdetti di coraggio. Mi rivolsi al Ven. D. Bosco, nonché alle Anime Sante del purgatorio, perché chiedessero aiuto per me a Maria Ausiliatrice! E l'aiuto venne!

Il mio caro babbo fu trasportato subito in una clinica, cloroformizzato e condotto nella sala operatoria. Ma oh! qual fu la nostra gioia e la nostra sorpresa nell'apprendere dai medici, dopo alcuni minuti di dolorosa aspettativa, che l'operazione non era piú necessaria! Tutto si era potuto risolvere con una semplice e piccola, cura chirurgica, già provata a casa e riuscita vana! Eravamo stati esauditi.

Il caro papà da quel giorno migliorò sempre ed oggi sta benissimo, forse anche meglio di prima. Pubblico la grazia per soddisfare ad una promessa fatta ad incoraggiare tutti quelli che soffrono a rivolgersi al Ven. Don Bosco, a Maria Ausiliatrice ed anche alle anime sante del Purgatorio!... Nello stesso mese ottenni un'altra. grazia non meno grande di questa. La mia riconoscenza sarà eterna.

16 agosto 1915.

S. M. M.

Mio padre si trovava gravemente ammalato con forte gastrica, tanto che il medico temeva una disgrazia. Ricorsi subito al Venerabile Don Bosco, facendo la novena da lui consigliata a Gesù Sacramentato e a Maria SS. Ausiliatrice, interponendo la sua intercessione, e ottenni la grazia desiderata. Mio padre incominciò a migliorare e continua tuttora.

Borgo S. Donnino, 1 novembre 1915.

AIDA Tosi.

Mia moglie, mesi sono, trovavasi in gravissimo stato di salute, e pareva ad ogni istante dovesse abbandonarci. Mentre stava per svanire l'ultima speranza, implorai l'aiuto potente di Maria SS. Ausiliatrice, per intercessione del Ven. Don Bosco, promettendo di pubblicare la grazia sul Bollettino Salesiano. In breve, mia moglie fu libera da ogni male, ed io col cuore pieno di gratitudine adempio la promessa, mandando una piccola offerta per le Opere Salesiane.

15 ottobre 1915.

LUIGI CAMAGNA.

Da anni pregava Maria SS. per una grazia che mi stava a cuore e da cui dipendeva il benessere e la pace della mia famiglia. Il 12 agosto avendo saputo che il 16 era il centenario della nascita di D. Bosco cominciai un triduo. Fino alla sera del 15, non solo la grazia non venne, ma un grave pericolo mi minacciava. « Don Bosco, Voi che otteneste tutto da Maria Ausiliatrice, intercedete per me! a dissi... e Don Bosco lui esaudì subito, proprio in quel giorno, pienamente.

Mazzarino, ottobre 1915.

Una Cooperatrice.

Il Direttore di una nostra casa ci manda questa relazione

Nei primi giorni di agosto di quest'anno fui colpita da peritestite violenta ed in pericolo di vita. Invocato l'aiuto del Ven. Don Bosco, l'ho scongiurato che non mi abbandonasse, afflitta già pel richiamo dei miei due unici figli al servizio militare, che mi avevano affidato i loro interessi. Promisi un'offerta per le sue opere ai pubblicare la grazia. Chiamato d'urgenza un suo figlio salesiano, domandai la benedizione di Don Bosco. Subito dopo provai un miglioramento e il pericolo di morte era scongiurato. Riconoscente adempio alle due promesse.

26 novembre 1915.

Una Cooperatrice.

Una grazia di Domenico Savio.

Erano le tre pomeridiane di sabato 22 gennaio 1916 quando il giovanetto Arnoldo Bachman d'anni 7, che per indisposizione si era fermato a letto sin dal mattino, veniva sorpreso da imponenti disturbi della respirazione, durante i quali sembrava dovesse rimaner soffocato.

Appena si poté avere la visita del medico curante, questi disse che probabilmente il ragazzo era affetto da un'acuta laringite riservandosi di fare una diagnosi piú accurata il mattino del giorno seguente.

Siccome nella nottata il piccolo Arnoldo era andato peggiorando, il medico, al mattino della domenica, a ogni buon fine, ma senza effetto, gli fece due iniezioni di siero antidifterico, mentre i superiori, i giovani del Collegio ed il babbo, sopraggiunto alle ore 9, ne raccomandavano la guarigione al Servo di Dio Domenico Savio, del quale si era messa un'immagine sotto il guanciale dell'infermo, che la baciava ripetutamente, unendo le sue alle nostre preghiere.

Il male intanto progrediva a vista d'occhio, gli accessi di soffocamento erano sempre piú frequenti e piú acuti, e si pensò di amministrare i SS. Sacramenti al piccolo infermo, che riceveva cosí per Viatico la sua Prima Comunione dalle mani del sottoscritto, circondato dai superiori e giovanetti del Collegio.

Frattanto si riconfermava chiaramente la diagnosi di un caso straordinariamente grave di laringite acuta infantile.

Alle 14 il medico gli fece un'iniezione di morfina ed ordinò l'ossigeno per rendergli meno penosa la respirazione, che diventava sempre più spasmodica.

Alle 15 il piccolo Arnoldo entrava in agonia e si decise di amministrargli l'Estrema Unzione: un rantolo sempre più affannoso ed un polso quanto mai accelerato ed irregolare erano gli unici segni di vita che ancor dava il misero corpicciuolo.

Alle ore 2o il medico disse che il bambino aveva le ore contate, ed aggiunse che dovendosi egli, recare altrove il giorno dopo, aveva già lasciato ad un suo collega, che con lui aveva visitato piú volte il bambino durante la giornata, il modulo per la dichiarazione della morte.

Il babbo, addoloratissimo, prendeva le prime disposizioni per la sepoltura, mentre nella stanza ove il piccolo infermo agonizzava, eran già preparati gli abiti per rivestirne il cadavere.

Ma se ogni umana speranza era ornai svanita dal cuore di tutti, rimaneva però sempre viva la fiducia in una grazia di Domenico Savio. Con viva fede la domandarono ancora una volta prima di recarsi a letto i giovani del Collegio; e anche quasi tutti i superiori, come si comunicarono poi nelle conversazioni dei giorni seguenti, chi in un modo chi in un altro, avevano rinnovato in quegli estremi frangenti le loro insistenti preghiere all'angelo di Mondonio.

E Domenico Savio volle farci toccar con mano che egli interveniva solo quando ogni umana speranza era perduta, perché, quando nessuno se l'aspettava, alle ore 21,30 il moribondo apri gli occhi, domandò da bere, si fece il segno di croce e si trovò pienamente libero da ogni pericolo.

Da quell'istante il radicale miglioramento andò subito progredendo, meravigliando tutti, specialmente i medici curanti e molte persone del paese che avevano preso parte alla nostra angoscia. Superiori e giovani, appena conosciuta al mattino del lunedì la lieta novella, non mancarono di ringraziare Domenico Savio, ad una voce attribuendo a lui solo la strepitosa grazia ottenuta.

Il medico curante, dott. Francesco Riatti, ha steso ampia relazione del fatto, che egli dice sfuggire assolutamente alla scienza.

In fede,

Castelnuovo d'Asti, 24 febbraio 1916.

Sac. GIUSEPPE GUALA, Direttore.

Alla tomba di Domenico Savio pellegrinarono molti devoti il 9 marzo u. s. giorno anniversario della sua morte Preziosa: e lo stesso spettacolo di fede si rinnovò nei giorni seguenti. La data venne poi commemorata in molti, istituti di educazione. A Cagliari si tenne un'imponente accademia con vari componimenti sulle sublimi virtù del pio giovanetto, e sceltissimi pezzi di musica classica.

A Roma il 21 marzo il dott. Francesco Aquilanti tenne una solenne commemorazione di Domenico Savio all'Arcadia. Presiedeva l'Em.mo Card. Giovanni Cagliero.

NOTE E CORRISPONDENZE

Nuova fondazione.

Tucuman, la storica città dell'Argentina dove il 9 luglio 1816 si proclamò l'indipendenza della Repubblica, ne ha commemorato il Centenario con l'inaugurazione di un istituto salesiano. Aperto l' 11 febbraio u. s., esso abbraccia un corso di scuole professionali, un esternato con scuole elementari, e un oratorio festivo. Venne intitolato al Generai Belgrano, il quale, insieme col General San Martin, è salutato dall'Argentina autore e proclamatore della patria indipendenza.

L'anno centenario è già trascorso, ma continuano a giungerci relazioni delle feste celebratesi. Ad es. al momento di andare in macchina ci vengono consegnate tre lettere delle Direttrici delle residenze delle Figlie di Maria Ausiliatrice al Sangradouro, al Rio Barreiro e al Rio das Garças, nelle Colonie indigene di S. Giuseppe, del Sacro Cuore e dell'Immacolata fra i Bororos del Matto Grosso. E una fortuna che ci sieno venute benché in ritardo, ché nessuna notizia, da piú di un anno, ci pervenne da quelle terre di Missione. Le daremo quindi nel prossimo numero, e cosí continueremo a fare... cioè a pubblicare quelle altre notizie che riceveremo ancora relative alle Feste Centenarie, sopprimendo beninteso quelle che non hanno nulla d'interessante.

NEGLI ISTITUTI DELLE FIGLIE DI MARIA AUSILIATRICE

TORINO-VALDOCCO. - Nell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, dalla sera del martedí santo al mattino del sabato santo (18-22 corr.) avrà luogo un corso di esercizi spirituali per signore e signorine Maestre od anche studenti di Classi Superiori.

Le domande di ascrizione vanno rivolte alla Direttrice dell'Istituto, Piazza Maria Ausiliatrice, 1, Torino.

CASTELNUOVOMONTI - Il Centenario del Ven. Don Bosco. - Si doveva celebrare parecchi mesi fa, ma cause indipendenti dai promotori lo differirono fino al 27 febbraio u. s.

« La Commemorazione - spigoliamo dall'Angelo Consolatore di Reggio Emilia - è riuscita bene, non ostante la stagione pessima. Come era naturale, si è cominciata e finita religiosamente. Al mattino la S. Messa cantata dalle fanciulle, un fervorino del celebrante rev.mo Mons. Lorenzetti, Comunione generale, distribuzione di ricordi; alla sera benedizione dell'Augustissimo Sacramento ed una lode all'Ausiliatrice. Tutto questo nella graziosa e devota cappella, troppo piccola per gli accorsi. Nel salone si è svolto degnamente un bel programma religioso civile con largo concorso di invitati, fra cui il Rev.mo Mons. Bertoldi e altri sacerdoti, distinti signori e signore. Presentato con opportune parole da Mons. Bertoldi, l'oratore della festa, Mons. Carlo Lorenzetti, lesse una bellissima conferenza preparata con studio e amore, compendiando egregiamente la lunga e laboriosissima vita del Ven. Don Bosco ».

Il citato periodico terminava la relazione con questo invito

« Inscrivetevi fra i Cooperatori Salesiani. - Non basta ammirare il monumento vivente di beneficenza preservatrice e redentrice che è l'opera salesiana: è necessario aiutarla efficacemente colla preghiera, coll'offerta e coll'azione, specialmente a pro' della fanciullezza ».

E nell'appendice, al posto del solito racconto, illustrava con tre cari bozzetti.., autentici, il sistema educativo del Ven. Don Bosco.

TRA GLI EMIGRATI

SANTIAGO (Chili) - Una visita alla « Nuova Italia ». Il salesiano Don Ambrogio Turriccia, rendendo conto dell'opera nostra a pro' degli immigrati italiani nel Cile, dopo aver fatto cenno del bene che si compie in ogni. parte, scrive

« Affine di poter avere un'idea chiara dello stato morale dei nostri cari compatriotti, dove essi sono più numerosi, per consiglio del nostro Ispettore, il sig. Don Luigi Nai, mi approfittai

Feste e Conferenze.

Essendoci pervenute fino all'ultimo momento relazioni di feste celebratesi in onore di S. Francesco di Sales, e non volendo presentarne, né un arido né un noioso elenco, ma un conveniente ragguaglio con quelle sole circostanze che possono tornar utili ai Cooperatori, facciamo noto agli egregi corrispondenti che saranno soddisfatti nel prossimo numero.

delle vacanze per fare una visita a una colonia di italiani, fondata da nove anni al Sud del Cile. Con me venne pure l'Incaricato d'Affari della S. Sede, Mons. Vagni, il quale molto si occupa del bene degli Italiani, ed anche il grande amico nostro e dell'Italia, Mons Raffaele Edwais, Vescovo Tit. di Dodona e Vicario Castrense. Fu una visita inaspettata, ma importante, benchè breve, giacchè altri impegni impedirono di realizzare tutto ciò che si desiderava. Nei pochi giorni però di permanenza nella Nuova Italia, così è chiamata la Colonia, ci potemmo dar conto esatto di molte cose.

» Anzitutto posso dire che i nostri italiani hanno trasformato quella regione, ove fino a pochi anni fa non erano che boschi attraversati dagli Araucani, in terreni ben coltivati, nei quali si vedono piante di frutta, grano, uva, ecc. Un certo Lionello vi ha piantato persino un boschetto di castagni. Ogni famiglia ha almeno 70 ettari di terreno, che se prima era valutato quattro o cinque pesos all'ettaro, oggi ne vale già 15o e ne varrà sempre più, giacchè vi si sta costruendo un tronco di ferrovia, che unirà la Nuova Italia alla linea centrale che conduce a Santiago.

» Siccome da principio s'incontrarono difficoltà e non mancò chi seminasse la zizzania, così non vi trovammo che una sessantina di famiglie, ma tutte sono ora contentissime di essere nel Cile.

» Sono veri italiani, economici, laboriosi, attivi, che sanno trarre partito da tutto. Hanno approfittato di varie cascate di acqua per stabilire molini e grandi segherie, ed ogni famiglia fa il suo pane, ha la sua cantina, ecc. ecc. Un buon contadino ha costrutto anche il telaio e fa la tela per uso di casa.

» Quanto a religione, conservano bene i loro principii e la loro moralità non lascia nulla a desiderare. Per disgrazia non hanno nè parroco nè prete alcuno, benchè la Colonia formi già una parrocchietta succursale. Una volta all'anno l'Ecc.mo Vescovo di Concepción manda loro due missionarii che vi si trattengono una decina di giorni.

» Benchè fossero passati i missionari alla fine di novembre, cioè circa due mesi prima del nostro arrivo, quei buoni italiani vollero approfittare della nostra permanenza e accorsero numerosi, appena ebbero notizia della nostra visita. Nei quattro giorni che rimanemmo là Mons. Vescovo predicò tutti i giorni e si ebbero una sessantina di comunioni, 24 cresime e 5 battesimi.

» Come ricordai l'Italia al sentire quei bravi coloni cantare lodi alla Vergine in italiano !

» La chiesetta è assai povera e non si potrà realizzare la costruzione della nuova, finchè non vi sia stabilito un parroco.

» Le funzioni si fecero alla meglio, ma tutti eran contenti e non ci abbandonarono un momento. Era impossibile non pensare all'Italia in quei giorni, e si pregò per la nostra patria, e s'improvvisò anche un catafalco per una funzione di suffragio dei morti in guerra. Quel giorno si volle cantar messa. Mons. Vagni era all'altare, e chi scrive fece da maestro di cappella. La Nuova Italia è un vero orgoglio per la patria nostra !

» Gli indi Araucani, che vivono numerosi all'intorno della Colonia, vogliono assai bene ai nostri, anzi ve n'è qualcuno, che parla già un po' il dialetto modenese; e vari si son messi a lavorare la terra come i nostri.

» Ma sono abbandonati quei poveretti, non, hanno un missionario, non una scuola; e quindi l'alcool e l'immoralità fanno strage fra di loro. Che campo magnifico se si trovassero missionari! L'Ecc.mo Mons. Vagni promise ai coloni di trattare con Mons. Vescovo di Concepción e col nostro Ispettore D. Nai per ottenere se è possibile, che almeno una volta al mese abbiano, un prete. Anche Mons. Edwais, Vicario Castrense, promise di adoperare tutta la sua influenza... Ma. come fare, se la scarsezza del clero aumenta?

» Io collocai sull'altare della chiesetta una bella immagine di Maria Ausiliatrice, parlai loro della Vergine di Don Bosco e mi promisero di radunarsi alla domenica per un po' di preghiera in comune, finchè non abbiano il sacerdote. Per lettera vedrò di mantener viva la devozione alla nostra celeste Madre ed Essa provvederà al bene spirituale di quei buoni italiani e di quei poveri Araucani, degni di miglior sorte... ».

NOTIZIE VARIE

NIZZA MONFERRATO. - Ritiro mensile. -

Ci scrivono e pubblichiamo volentieri a edificazione. - Il 24 febbraio u. s. ebbe luogo nella, Parrocchia di S. Giovanni, per impulso dello zelantissimo nostro Vicario rev. D. Giovanni Lana, il Ritiro Mensile per i Cooperatori e le Cooperatrici Salesiane. Non ostante il cattiva tempo e la neve che in quel mattino cadde in. gran copia, numerosi Cooperatori Nicesi intervennero alla S. Funzione celebrata dallo stesso rev.mo sig. Vicario il quale, dopo il Vangelo, dimostrò con parola calda ed eloquente, l'utilità e la necessità del ritiro mensile, il modo pratico di compierlo, e quale frutto si debba ricavare, da questo pio esercizio.

Consolante fu il numero delle persone che si accostarono ai SS. Sacramenti e che vollero in tal modo porgere omaggio anche alla nostra cara Ausiliatrice, la quale, sempre per iniziativa del rev. sig. Vicario, viene onorata il 24 d'ogni mese in detta parrocchia con la S. Messa al suo Altare, numerose Comunioni, la recita del S. Rosario e la Benedizione del SS. Sacramento.

Vogliamo sperare che tanto l'uno quanto l'altro dei pii Esercizi, incominciati in molti luoghi sotto le piú belle speranze, abbiano a dar frutti copiosissimi a bene delle anime.

CHIERI. - Per una lapide a Don Bosco. - Il Faro del 4 marzo u. s. riportando il nostro accenno a proposito di una lapide a D. Bosco in Chieri, ideata e caldeggiata dal rev.mo P. A. Ferrato S. J., scrive:

« Per parte nostra possiamo aggiungere che da varie persone si sta lavorando per attuare il voto espresso dal R. P. Ferrato. Il luogo è già prescelto. Buona parte delle offerte sono già assicurate ed un gruppo di persone rispettabili si incaricherà dell'esecuzione ».

Il luogo prescelto è la Chiesa di S. Antonio, dove il Venerabile, allorchè era studente, si recava ogni festa con i suoi compagni di ginnasio, per speciali pratiche religiose.

RODEO DEL MEDIO (Rep. Argentina). - Per i figli degli Italiani. - Nella Scotola D. Bosco di Rodeo del Medio lo studio dell'italiano è impartito con lietissimi frutti. Ne fanno fede gli ottimi saggi che si hanno alla fine di ogni anno scolastico, presieduti dal R. Vice Console Italiano di Mendoza. Noi abbiamo sott'occhio i documenti relativi agli esami degli altimi due anni e ci paiono assai lusinghieri.

Il Cav. Alessandro Martini scriveva al direttore della Scuola

« Mi è grato attestarle nuovamente il mio vivo compiacimento per l'ottimo risultato degli esami d'Italiano da parte dei suoi alunni, ai quali ebbi il piacere di assistere.

» Di questo buon esito non ho mancato d'informare, con mio rapporto, il superiore Ministero degli Esteri (Direzione Generale delle Scuole Italiane all'Estero), manifestandogli la mia soddisfazione pel loro proficuo insegnamento, superiore ad ogni elogio; ed ho concluso rilevando come il materiale scolastico generosamente elargito alla loro Scuola da quella Direzione ha prodotto i suoi buoni frutti... ».

NECROLOGIO

Em.mo Card. Girolamo M. Cotti.

Mori santamente il 19 marzo u. s. Era nato a Genova il 29 marzo 1834.

A 15 anni entrò nell'Ordine dei Carmelitani Scalzi a Loano e piú tardi vi insegnò filosofia. Teologo del Concilio Vaticano nel 1869, due anni dopo fu Procuratore generale e nel 1881 Priore generale del suo Ordine.

Nel 1892, promosso Arcivescovo titolare di Petra, andò Internunzio nel Brasile e vi rese servigi si importanti che Leone XIII lo creò Cardinale nel Concistoro del 20 novembre 1895.

Fu prefetto della Congregazione dei Vescovi e Regolari, e da tredici anni era Prefetto generale della S. Congregazione de Propaganda Fide e dell'altra di Propaganda per gli affari di rito orientale.

Per altezza d'ingegno, vastità di coltura e tenacissima operosità, il Cardinale Gotti era a buon diritto annoverato fra le maggiori figure del Sacro Collegio.

Sia pace all' anima Sua. Noi ricorderemo sempre la benevolenza che ebbe per i poveri figli di Don Bosco. Ai parenti e al ven. Ordine Carmelitano l'espressione commossa del pìú vivo rimpianto.

Altri cooperatori defunti dal 1° febbraio al 1° marzo.

Amini, maestra - Ivrea.

Angelini Saturno - Mercato Saraceno. Bassi Clara - Ormea. Benedetto Teresa - Ivrea. Berger Amédeé - Estavaver le Lac. Bernasconi Burghignoli Sofia - Bologna. Bersanino cav. Giuseppe - Torino.

Briandrate conte Luigi di S. Giorgio - Torino. Biatìchini Carolina V.a Righetti - Ogno p. Guasti. Billia Maria - Ivrea.

Bolzani Ines - Montecchio Emilia. Bossi Domitilla - S. Bassano. Pozzi Agostino - Torino.

Francati can. D. Alessandro - Siracusa. Callerio D. Davide - Orta Novarese. Cannata Antonio - Spadafora S. Martino. Cardella Mons. Michele, vescovo - Pitigliano. Carones Rosa V.a Ravizza - Milano. Casalegno Mons. can. Giuseppe - Torino. Casioni Angela in Gasperoli - Casano Magnago. Cesana Vitale - Galbiate. Chardon comm. Giulio - Torino. Chiesi Elisabetta - Faenza. Colli Paolina - Jerago.

Cotti Antonio - S. Michele di Triorre. Criscione barone Francesco Saverio - Comiso. D'Amico Maria Leonarda - S. Marco La Catola. De Biaggi Maurizio - Crescentino. Demorra Anna V.a Rovero - Torino. De Nicola Caterina ti. Cerruti - Masserano. De Rege Di Donato Padre Bonifazio - Cuneo. De Rege Di Donato contessa Clara - Torino.

De Rito Pasquale fu Antonino - S. Costantino Calabria. De Santi Mons. Giov. Batt., vescovo - Ajaccio. Di Rene Giovanni, conj. - Lanciano. Di Francesco Maurizio - Vestignè. Diozzi Antonio - Cento.

Elia Luigi - Torino. Faciano Lucia - Caluso.

Il 6 corrente è il VI Anniversario del compianto DON RUA il cui nome brilla ognora di purissima luce e la dolce immagine, sempre viva nella mente e nel cuore, col volger degli anni si circonda di più fulgida aureola di stima e venerazione filiale.

Orate pro eo !