BOLLETTINO SALESIANO

PERIODICO MENSILE DEI COOPERATORI DI DON BOSCO

ANNO XL - N. 1   1 GENNAIO 1916

SOMMARIO

Il Sac. Paolo Albera ai Cooperatori e alle Cooperatrici Salesiane.

Il Cardinale Giovanni Cagliero.

L'istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice nel 1915.

Dopo il VII Congresso Internazionale e l'inaugurazione del Monumento a Mons. Lasagna.

Pel Tempio votivo in onore di Maria Ausiliatrice ai Becchi di Castelnuovo d'Asti.

Nuovi Direttori diocesani.

Pei piccoli amici di D. Bosco.

Lettere dei Missionari.

Un interessante giudizio sulle Missioni Salesiane (P. G. Grisar S. J.).

Riconoscenza al Ven. D. Bosco.

Il Culto di Maria Ausiliatrice: Il 24 del mese - Grazie e graziati.

Note e Corrispondenze: Il Presidente dell'Argentina in un Istituto Salesiano - Notizie varie - Necrologio.

REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE - VIA COTTOLENGO, 32 - TORINO

IL SAC. PAOLO ALBERA AI COOPERATORI E ALLE COOPERATRICI SALESIANE

Benemeriti Cooperatori, Benemerite Cooperatrici,

IL Venerabile Don Bosco che nell'educare la gioventù si giovava cosí efficacemente della « buona parola » detta ogni sera con amabile semplicità paterna, l'ultimo giorno dell'anno riusciva a dare a questo importantissimo mezzo educativo un'efficacia singolare. Era la « strenna », ossia il regalo natalizio o di capo d'anno, che al buon padre pareva piú prezioso d'ogni altro dono e perciò egli godeva offrirlo agli amatissimi figli. Noi sentivamo che persino la sua voce assumeva un'espressione di bontà, si oserebbe dire, piú accentuata; e la sua « Parola », ognor istruttiva e attraente, in quell'occorrenza illustrava sempre con tanta efficacia la fugacità del tempo, la brevità della vita e l'obbligo di impiegarla tutta al servizio di Dio, che produceva il frutto di un corso di esercizi spirituali. Benché giovani, ci avvedevamo della sete che lo bruciava di aiutarci a salvare le anime nostre; ed è per questo che dopo averli atteso con ansia, quei cari momenti ci rimanevano indelebilmente impressi nel cuore insieme con i santi consigli che Don Bosco c'impartiva..

Quando ebbe organizzata la Pia Unione dei Cooperatori, egli volle usar lo stesso mezzo con loro per infervorarli nella missione intrapresa. Difatti a voi pure, egregi Cooperatori e pie Cooperatrici, non solo si faceva un dovere di rivolgere la parola ad ogni circostanza, ma al sorgere d'ogni anno non lasciava di ripeterne una particolare di conforto e d'incoraggiamento. Il conforto lo traeva dalla semplice e breve esposizione del bene compiuto dai suoi figli nell'anno decorso, mercé la grazia di Dio e l'aiuto della vostra generosa cooperazione. L'incoraggiamento gli fluiva spontaneo nell'additare qualche opera di maggiore importanza, alla quale, nell'ardente suo zelo, aveva stabilito di pór mano nel nuovo anno.

Ciò che fece Don Bosco sino all'ultimo della sua vita, fedelmente lo ripeté l'indimenticabile Don Rua per ventidue anni ; ond'è che non può a meno di far altrettanto l'umile scrivente, sulle cui spalle il Signore ha voluto deporre il peso della loro eredità. Senza dubbio, miei benemeriti Cooperatori e benemerite Cooperatrici, la mia parola non è quella di Don Bosco, e neppur quella cosí chiara e fervente del suo I° Successore; ma identico ne è lo scopo e identico il desiderio con cui è proferita ; quindi Voi, nella vostra bontà, continuerete ad accoglierla con inalterata benevolenza nell'ora presente.

Anzi, se posso esprimere tutt'intero il mio pensiero, bramerei che questa volta faceste alla mia povera parola un'accoglienza ancor migliore. Le ragioni che m'inducono a chiedere questa preferenza, derivano dalle particolari condizioni nelle quali, attese le comuni strettezze dell'ora presente, si trova in tutto il mondo anche l'Opera Salesiana.

Non fa d'uopo, o cari Cooperatori, che ve ne additi l'origine. Lo scoppio della guerra europea, il suo avvampare in tante nazioni e le sanguinose vicende dell'immane conflitto sono il pensiero che da piú di un anno assilla la mente di tutti, e tutti ne temono ognor piú gravi le conseguenze. Cresce di giorno in giorno il numero delle vite falciate dalla morte, e mentre vengono a languire innumerevoli industrie e il commercio internazionale minaccia di estinguersi, cosa assai piú triste - si affievolisce ognor piú anche quel sentimento di carità cristiana e vera fratellanza che dovrebbe unire tutti i popoli.

Io non starò a ricordare i motivi di profondo dolore e di angosciosa trepidazione che abbondano nelle vostre famiglie, quali prive del capo, quali delle piú care speranze. Nel mio cuore sento ripercuotersi lo strazio di un gran numero di desolati genitori, di povere vedove e di teneri orfani ; ma ben gravi sono pur le ambascie della Famiglia Salesiana.

Felicemente diffusa in quasi tutte le nazioni belligeranti, essa era nel suo vero fiorire; e qua, alla culla, accorrevano anche dall'Estero molti giovani generosi attirati dalla fama di Don Bosco, con animo di abbracciarne il santo apostolato; e qua pure convergevano le sante aspirazioni di molti loro connazionali, anelanti di coadiuvarne le fatiche rivolte all'educazione e alla salvezza della gioventú.

Scoppiata la guerra, noi fummo impediti di corrispondere con piú schiere di questi affezionatissimi cooperatori, e in pari. tempo vedemmo partire per le armi grossi drappelli di Salesiani. Pur appartenendo a differenti nazionalità, il nome e lo spirito di Don Bosco li aveva fortemente affratellati ; e tuttavia alla voce della patria, dopo d'essersi dato un mesto arrivederci, tornavano sereni alle loro terre per compiere tutto intero il loro dovere, e forse per rivedersi sui vari fronti della guerra, schierati sotto opposte bandiere! Il maggior numero dei Salesiani chiamati sotto le armi si ebbe allorché restò presa dal terribile incendio anche l'Italia. Io non leverò il lamento, perché alcuni di essi son già morti o feriti; dirò invece che non ho che lodarmi dei generosi sentimenti e della condotta di questi miei cari figliuoli. Le loro lettere non mi recano che grandi consolazioni. Tutti sopportano con mirabile fortezza gl'inevitabili disagi della guerra, e colla voce e coll'esempio si studiano di compiere un ampio apostolato di bene tra i loro compagni, non solo nelle caserme e negli ospedali, ma anche al fronte, in mezzo alle rudi fatiche del campo, tra i furori del combattimento e nella stessa faticosa vita di trincea.

Ma intanto quelle opere di perservazione e redenzione sociale, alle quali essi, sulle orme di Don Bosco, avevano consacrato la loro fiorente giovinezza, per la loro assenza in parte si dovettero sospendere e in parte sarebbero venute a languire, se quelli rimasti nei pacifici campi dell'apostolato educativo non avessero moltiplicato la loro attività. E con quali sacrifizi! Interrotte temporaneamente, come dissi, le relazioni con un gran numero di zelanti Cooperatori e Cooperatrici, ci son venuti a scemare i mezzi di sussistenza e perciò, pur fra l'accresciuto lavoro, abbiam dovuto sobbarcarci a varie privazioni. Possano anche i sacrifizi dei Figli e Cooperatori di Don Bosco, tanto di quelli che dànno la vita per la patria, come di quelli che ia spendono interamente a vantaggio della gioventú piú bisognosa di aiuto, affrettare sulla terra il ritorno della pace ! In quel giorno noi non dovremo cambiar programma. Ossequenti a tutte le Autorità, Religiose e Civili, alle quali anche nell'ora presente non abbiam mancato di offrire in ogni luogo l'umile opera nostra, noi continueremo a raddoppiare i nostri sforzi per rendere piú proficui e duraturi i benefizi della pace. Oh! se queste parole potessero giungere a tutti i Cooperatori e determinarli fin d'ora al proposito d'un lavoro piú intenso di restaurazione cristiana secondo lo spirito di Don Bosco

Il Centenario di Don Bosco e di Maria Ausiliatrice.

In mezzo a queste ansietà trascorse tutto il 1915, che doveva essere contrassegnato dal piú vivo tripudio pel centenario della Nascita di Don Bosco e della Festa di Maria Ausiliatrice.

E veramente, in molte nobili Nazioni, tali solennità centenarie rivestirono lo stesso un vero splendore. Io non dirò del modo con cui si svolsero, nè dell'entusiasmo che le accompagnò o della cordiale partecipazione di tutti i nostri amici, allievi, ex-allievi e benefattori, ma debbo altamente dichiarare di non aver parole bastanti per esprimere la concorde ed imperitura riconoscenza di tutta la Famiglia Salesiana verso gli Eccellentissimi Presidenti e le Onorevoli Camere Lesgislative di varie Nazioni ed altre eminenti Autorità Ecclesiastiche e Civili, per la larga parte da loro presa alle suddette commemorazioni. Il Bollettino ha diligentemente registrato le piú solenni, e dirà in seguito di altre di cui non è possibile tacere: ad es. del Congresso Nazionale degli Ex-allievi della Repubblica Argentina, tenutosi a Buenos Ayres ; e del VII° Congresso dei Cooperatori Salesiani, che ebbe luogo sul finir di ottobre a San Paolo del Brasile, il quale ultimo avvenimento per particolari circostanze improvvisamente sopraggiunte - che non cadranno mai dalla nostra affettuosa memoria - raccolse tale unanime consenso di simpatia da tutte le Autorità dello Stato e dai numerosi Congressisti, quale non ebbe forse alcun altro dei Congressi precedenti.

Anche qui, a Torino, non abbiamo mancato di commemorare l'una e l'altra data nel modo piú acconcio alle condizioni presenti. Io non dimenticherò mai le intime gioie provate nel Santuario di Maria Ausiliatrice e presso la tomba e la culla di Don Bosco, a Valsalice e ai Becchi di Castelnuovo d'Asti. Se i tempi fossero stati propizi, certo sarebbe stato maggiore l'apparato festivo, ma non avrebbe potuto essere piú profondo ed unanime il fervore dei cuori.

E piacque al Signore il nostro tributo. In mezzo all'accennata mestizia un lampo di vivissima gioia rallegrò profondamente il cuore della Famiglia Salesiana per l'elevazione alla sacra porpora di un Figlio di Don Bosco. Quando egli parti dal Santuario di Maria Ausiliatrice alla testa della prima schiera dei Missionari Salesiani diretti all'Argentina, il Venerabile volle accompagnarlo a Genova e salir fino a bordo per dargli un ultimo saluto. Io rammento che il buon Padre si faceva violenza per non piangere, ma fini per aver gli occhi pieni di pianto. Le sue non eran lacrime di gioia nel vedere che l'incipiente Società Salesiana entrava anch'essa nel campo delle Missioni Estere ; erano lagrime di vera commozione nel distaccarsi da un Figlio prediletto, che alla sua volta sentiva intimamente quella separazione. Ripensando a quella delicatezza di Don Bosco, ai primi dello scorso dicembre mi portai anch'io a Genova e con ansia vivissima, avendo sempre innanzi gli eventuali pericoli del viaggio, attesi l'arrivo di quel venerando Figlio di Don Bosco, che dopo quarant'anni d'apostoliche fatiche tornava in Italia per ricevere dal Sommo Pontefice Benedetto XV il Cappello Cardinalizio. Se Don Bosco fosse vivo, dissi fra me, certamente non mancherebbe di movergli incontro; ciò quindi è assai piú doveroso per il suo successore.

E non so dirvi, o Cooperatori carissimi, la dolcezza che provai nel rivederlo ! Quando potei imprimergli un bacio sul sacro anello, mi parve di sentire la voce di Don Bosco e un coro immenso di altre voci provenienti dal nuovo e dal vecchio continente, che mi dicevano di essere il loro interprete presso il nuovo Porporato e presso il Santo Padre.

A Roma ebbi la sorte d'esprimere al Vicario di Gesú Cristo la profonda riconoscenza di tutta la Famiglia Salesiana per l'onore tributato a Colui che è il suo piú fulgido vanto; e son lieto di ripetere pubblicamente al Santo Padre questa espressione di filiale gratitudine insieme colla protesta d'inalterata devozione all'augusta sua Persona, secondo gli esempi e gli insegnamenti di Don Bosco.

Anche all'Eminentissimo Card. Giovanni Cagliero io rinnovo, con animo commosso, i piú devoti auguri e i piú fervidi ringraziamenti per l'affetto con cui ha protestato di voler essere, anche d'ora innanzi, tenuto da noi come fratello, perché figlio di D. Bosco!

Ma che dirò della gioia soavissima provata il 9 dicembre u. s., quando nello stesso Concistoro in cui fu imposto il Cappello Cardinalizio all'Em.mo Cagliero, il Santo Padre Benedetto XV, che il Signore conservi lungamente, aveva la degnazione di accogliere la seconda perorazione di rito per la Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Ven. nostro Don Bosco? Fu quella, io penso, la piú preziosa corona alle Feste Centenarie; e perciò mi pare che non possiamo esserne meglio riconoscenti a Maria SS. Ausiliatrice a al Vicario di Gesú Cristo, se non proponendoci di zelar sempre, come abbiam fatto nell'anno passato, la diffusione del culto della nostra Celeste Protettrice e la pratica dello spirito e del sistema educativo di Don Bosco.

Opere compiute nel 1915.

Le ultime raccomandazioni che il compianto Don Rua fece ai Cooperatori furono queste : Sostenere le opere già fondate; - condurre a compimento le molte altre incominciate ; - promuovere lo sviluppo delle Missioni,- - adoperarci perchè venga largamente e profittevolmente frequentato l' insegnamento del Catechismo (1).

Nessuna di tali raccomandazioni fu dimenticata nel 1915.

Come ho già accennato, nonostante le maggiori strettezze, tutte le nostre Case, ad eccezione di quelle che necessità di guerra costrinsero o consigliarono a destinare temporaneamente ad altro scopo, continuarono nella santa missione per la quale vennero aperte. A questo proposito mi par degna di rilievo la beneficenza, continuata su larga scala, a favore della gioventù. All'ombra del Santuario di Maria Ausiliatrice a Torino anche presentemente son più di duecento i giovanetti gratuitamente accolti e provveduti di vitto e vestito e di tutto ciò che occorre alla loro educazione ed istruzione; e a questi son da aggiungere, in numero assai maggiore, quelli gratuitamente mantenuti in altri istituti salesiani in Italia e all'Estero. Nel 1915 fu ancor più grande degli anni antecedenti il numero dei giovani ai quali potemmo estendere l'opera nostra, essendoci fatto un dovere, in tutte le Nazioni, di rivolgere le piú amorevoli cure ai figli dei richiamati.

E non restarono del tutto paralizzate le opere incominciate. Si continuarono infatti importantissime costruzioni, come il Santuario della S. Famiglia a Firenze, il Tempio di S. Agostino a Milano, il Santuario di Maria Ausiliatrice di Nictheroy, ecc. A San Francisco di California si inaugurò una grandiosa cripta, capace di piú migliaia di persone, in attesa del nuovo Tempio parrocchiale per gli Italiani. Ad Arequipa fu solennemente consacrato il Santuario di Maria Ausiliatrice. A Montevideo s'inaugurò parimenti una grandiosa cripta, che è già uno splendido tempio, sul quale s'innalzerà un artistico Santuario a Maria SS. Ausiliatrice. A Napoli si condusse a termine la prima parte degli importanti restauri alla Pia Casa dei Sordomuti. A Buenos Aires fu condotto a compimento il nuovo Collegio ed Oratorio di S. Francesco di Sales in Almagro. Qui a Torino stiamo ultimando un nuovo corpo di fabbrica destinato a dormitori per gli alunni studenti, che per ora venne ceduto alle autorità militari.

Oltre tante opere continuate o con dotte a compimento, con l'aiuto di Dio potemmo iniziare nuove opere rivolte in gran parte a favore delle Missioni.

Nell'India, e precisamente nella città di Tanjore, accettammo quella immensa parocchia che estende la sua giurisdizione e assistenza a una trentina di villaggi.

A Viedma, in Patagonia, si dié stabile e definitivo assetto a due opere importantissime, suscitate dall'Em.mo Card. Cagliero, allorché era Vicario Apostolico di quelle regioni: si eressero cioè in case autonome l'Ospedale San Giuseppe di cui venne inaugurato un nuovo padiglione, e la Colonia Agricola S. Isidoro che è di somma importanza per l'avvenire agricolo della Patagonia e la redenzione dei giovani discoli, affidatici da quel Governo,

Due altre residenze, l'una a Guatraché nella Pampa, l'altra a S. Carlos de Bariloche nel Territorio del Neuquén, allietarono le Missioni della Patagonia. Son piccola cosa, è vero, per i bisogni sempre crescenti di quelle terre, ma son anche una prova della nostra buona volontà di provvedervi, man mano che ci è possibile.

Anche le Missioni dell'Equatore, mercé lo zelo del Vicario Apostolico Mons. Costamagna, videro consolidarsi la nuova fondazione d'Indanza, donde speriamo s'irradierà tale azione benefica tra le vicine jivarie, che farà sorgere, in epoca non lontana, un nuovo centro colonizzato in mezzo a quelle selve.

Nè mancarono altre fondazioni.

In Colombia, nella città di Medellin, provincia di Antioquia, si aperse una nuova casa con scuole popolari e oratorio festivo, alla quale sorride il piú lusinghiero avvenire.

Nel Venezuela, aderendo ai pressanti inviti di un apposito Comitato di zelanti Cooperatori Salesiani, accettammo la direzione di un nuovo istituto nella città di Táriba.

Finalmente a Ramsey, negli Stati Uniti, abbiamo aperto un collegio pei figli degli Emigrati Polacchi che sommano in quella nazione a piú di tre milioni, e non hanno alcun altro istituto all'infuori di un Collegio e un Seminario.

Anche la viva raccomandazione di

Don Rua per l'insegnamento del Catechismo non restò lettera morta. In molti Oratori, con mio vivo compiacimento, si cominciò ad insegnare il Catechismo con criteri didattici, cioè in forma di vera scuola; e sorsero insieme altri Oratori per opera nostra e dei Cooperatori, tra cui mi piace ricordare quello apertosi a Filadelphia negli Stati Uniti, in memoria del Centenario di Don Bosco.

Proposte pel 1916,

Passando a dire a quali nuove opere, o buoni Cooperatori e pie Cooperatrici, noi dobbiamo rivolgere la nostra attività nel nuovo anno, io non esito di raccomandarvi:

I) La costruzione del Tempio votivo in onore di Maria Ausiliatrice ai Becchi di Castelnuovo d'Asti. Come già sapete, esso non sarà solo un ricordo permanente del 1° Centenario della Festa di Maria Ausiliatrice e della nascita di Don Bosco, ma com'è ora un caldissimo voto, cosí sarà poi un incessante ringraziamento a Maria SS. Ausiliatrice per la pace universale. Vorrei per questo, che vi concorressero colla propaganda e coll'opera tutti i nostri Cooperatori. Sarà quindi ottima cosa il promuovere collette a tal fine nelle nostre Conferenze e in tutte le nostre Chiese e Cappelle, particolarmente in quelle dedicate a Maria Ausiliatrice, e nei singoli nostri Oratori e Istituti educativi, particolarmente fra l'infanzia. Il sacrifizio di qualche giocattolo o leccornia, liberamente accettato da cuori innocenti per cooperare alla costruzione di questo tempio votivo, e le offerte dei genitori e degli educatori cristiani al medesimo fine nel desiderio di meglio attirare sull'infanzia e sulla gioventù affidata alle loro cure le benedizioni della Madre di Dio, mi pare che debbano tornare un omaggio ben accetto all'Ausiliatrice dei

Cristiani e tale che valga anch'esso ad affrettare il ritorno della pace sulla terra. D'altra parte un tal omaggio mi par anche un delicato tributo alla memoria del Venerabile Don Bosco, che trascorse la sua infanzia e la sua prima giovinezza e cominciò a essere l'apostolo dei coetanei precisamente là dove si gettarono le fondamenta e si è cominciata la costruzione di questo tempio. Il quale, se vi studierete di far conoscere il mio invito, confido fermamente possa essere aperto dentro quest'anno al divin culto. Ah ! ci fosse concesso di potervi intonar subito l'inno del ringraziamento per la pace ottenuta!

II) Un'altra opera, che amerei veder diffusa in mezzo ai Cooperatori, è quella che si è felicemente iniziata a Torino, cioè il ritiro e la conferenza mensile dei Cooperatori.

In mezzo all'imperversare di una guerra, che travolge popoli e nazioni, torna più facile pensare alla morte e ricordare - come accennava ai Cooperatori Torinesi - il gran dovere comune a tutti gli uomini, di tenerci preparati a quell'ultimo passo. e Tutta la nostra vita, diceva il Ven. Don Bosco, dev'essere una preparazione alla morte; e per conseguire questo fine importantissimo giova assai praticare il cosí detto Esercizio della buona morte, il quale consiste nel disporre, in un giorno di ogni mese, tutti i nostri affari spirituali e temporali, come se in quel dí dovessimo realmente morire ».

Secondo Don Bosco il modo pratico di compiere tale Esercizio è il seguente: - Fissare uno dei primi giorni del mese; fare fin dal giorno o della sera precedente qualche riflesso sulla morte, la quale forse è vicina e potrebbe anche sopraggiungere all'improvviso; pensare come si è passato il mese antecedente, e soprattutto se vi è qualche cosa che turbi la coscienza e lasci inquieta l'anima qualora dovesse presentarsi al tribunale di Dio; e al domani fare una confessione e comunione come se si fosse veramente al punto di morte.

Ogni Cooperatore può scegliere quel giorno che gli aggrada per far privatamente quest'Esercizio ; ma per quelli, che, a scopo d'incoraggiamento e buon esempio reciproco, preferiranno di farlo in comune - e desidererei fossero in buon numero - convien fissare un giorno, ad es. la prima domenica o il primo venerdí del mese, sacro al Cuore di Gesú, e in tal giorno, pur compiendo in particolare le varie pratiche di pietà, procurino i buoni Cooperatori e le pie Cooperatrici di raccogliersi a breve Conferenza, la quale gioverà assai ad assicurare il frutto del Ritiro mensile. Quelli che v'interverranno, lucreranno ogni volta indulgenza plenaria.

Abbiamo tanta necessità delle benedizioni di Dio, che temerei farvi un affronto, se aggiungessi altre parole per animarvi ad accogliere questo invito. Aggiungo, piuttosto, la raccomandazione di non trascurare, in queste adunanze mensili, un richiamo e un incoraggiamento a voler ampliare quell'azione religioso-sociale , individuale e collettiva, specie a favore della gioventú, che è piú che mai necessaria ai nostri tempi e forma la parte più importante del programma della Pia Unione.

Conclusione.

Termino, benemeriti Cooperatori e benemerite Cooperatrici, col ringraziarvi dall'intimo del cuore dell'aiuto che ci prestate, ricordando a vostro conforto la parola di Gesú.

Egli ha dichiarato che la carità fatta agli altri la riguarderà come fatta a sé, e che nel giorno dell'estremo giudizio dirà agli eletti : Venite, benedetti dal Padre mio, venite al possesso del regno a voi preparato fin dal principio del mondo : poiché aveva fame e voi mi deste da mangiare ; aveva sete e mi deste da beve ; era pellegrino e mi accoglieste in casa vostra; ignudo e mi ricopriste; ammalato e mi visitaste; carcerato e veniste a me... In verità vi dico : Ogni volta che avete fatto qualche cosa per uno dei più piccoli di questi miei fratelli, l'avete fatta a me!

Coraggio, o miei cari Cooperatori ! le occasioni di moltiplicare le opere di misericordia corporale e spirituale, specialmente ai piccoli nostri fratelli, cioè ai giovani e a quanti hanno bisogno di speciali sollecitudini, non mancano in questi giorni. Lavoriamo adunque, e lavoriamo concordi, se vogliamo ottenere di piú, calcando fedelmente le orme di Don Bosco. Il Signore non mancherà di benedirci.

Noi lo pregheremo ogni giorno a benedire Voi, le vostre famiglie, i vostri interessi e tutte le vostre intenzioni. Pregatelo Voi pure per me, che colla piú profonda gratitudine mi professo.

Di Voi, Benemeriti Cooperatori e e Benemerite Cooperatrici,

Torino, 1 gennaio 1916,

Obbl.mo Servitore

(1) Ved. Boll. Sales. gennaio 191o.

TESORO SPIRITUALE.

I Cooperatori salesiani, i quali confessati e comunicati divotamente visiteranno qualche Chiesa o pubblica Cappella, o se viventi in comunità la propria Cappella privata, e quivi pregheranno secondo l'intenzione del Sommo Pontefice, possono lucrare Indulgenza plenaria:

ogni mese:

1) in un giorno scelto ad arbitrio di ciascuno; 2) nel giorno dell'esercizio della Buona Morte;

3) nel giorno in cui si radunino in conferenza;

dal 10 gennaio al 10 febbraio.

1) il 19 gennaio, festa della S. Famiglia;

2) il 23 gennaio, Sposalizio di Maria Vergine ; 3) il 25 gennaio, Conversione di S. Paolo apost.; 4) il 29 gennaio, festa di S. Francesco di Sales

(visitando in tal giorno una chiesa salesiana, ove esiste, altrimenti la chiesa acceunata di sopra). 5) il 2 febbraio, Purificazione di Maria SS.

Il Cardinale Giovanni Cagliero

QUANDO Mons. Giovanni Cagliero, Vicario Apostolico della Patagonia Settentrionale e Centrale, venne preconizzato Vescovo tit. di Magido, Don Bosco volle che il Bollettino Salesiano del mese seguente (dicembre 1884) ne prendesse occasione per parlare « dell' ineffabile dignità dell' Episcopato Cattolico » e ridestare « anche in mezzo ai buoni cristiani » « quella venerazione, quell'affetto, quell'obbedienza che debbono ai loro Pastori ».

Oggi toccando a noi annunziar l'avvenuta elevazione di Mons. Cagliero alla Sacra Porpora, abbiamo stabilito di dare un breve ragguaglio delle cerimonie che accompagnano di solito un atto cosí solenne riportando largamente la parola del Papa, sicuri anche noi « di averne il plauso dei nostri Cooperatori e delle nostre Cooperatrici, nei quali tanto viva è la fede e tanto ardente l'amore verso la Santa Romana Chiesa ».

Il Concistoro del 6 dicembre.

Invocazione pontificia alla pace - I nuovi Cardinali - L'arrivo di Mons. Cagliero a Roma - L'annunzio ufficiale della sua elezione alla Sacra Porpora - Le visite di calore.

La mattina del 6 dicembre Sua Santità Papa Benedetto XV teneva Concistoro segreto per la provvista di numerose Chiese e la creazione e pubblicazione di sei nuovi Cardinali.

Nel compiere quest'atto l'Augusto Pontefice pronunziò, come sempre, un'allocuzione, dalla quale riferiamo la rinnovata invocazione alla pace e la parte che riguarda i nuovi Principi di S. Chiesa, affinché si conoscano sempre meglio le paterne e sapienti sollecitudini del Padre di tutti i fedeli e le speranze da lui concepite nella creazione dei nuovi Cardinali.

Piena di carità e singolar prudenza e saggezza fu l'invocazione pontificia alla pace:

Vicario in terra di Colui che è il Re pacifico, il Principe della pace, non possiamo non commuoverci sempre più per la sventura di tanti Nostri

Egli e non levare di continuo le Nostre braccia supplichevoli al Dio delle Misericordie, scongiurandolo con tutto il cuore che si degni porre ormai un termine colla sua potenza a questo sanguinoso conflitto. E mentre procuriamo, per quanto è da Noi, di alleviarne le dolorose conseguenze con quegli opportuni provvedimenti che vi sono ben noti, Ci sentiamo mossi dall'apostolico ufficio di inculcare nuovamente l'unico mezzo che possa presto condurre alla estinzione della immane conflagrazione. Per preparare la pace, quale è ardentemente desiderata da tutta intera l'umanità, cioè una pace giusta, duratura e non profittevole soltanto ad una delle parti belligeranti, la via che può veramente menare a un felice risultato è quella che fu già sperimentata e trovata buona in simili circostanze... che cioè in uno scambio di idee, diretto od indiretto, siano, con animo volonteroso e con serena coscienza, esposte finalmente con chiarezza e debitamente vagliate le aspirazioni di ciascuno, eliminando le ingiuste ed impossibili e tenendo conto, con equi compensi ed accordi se occorra, delle giuste e possibili. Naturalmente, come in tutte le controversie umane che vogliano dirimersi per opera dei contendenti medesimi, è assolutamente necessario che da una parte e dall'altra dei belligeranti si ceda su qualche punto e si rinunci a qualcuno degli sperati vantaggi; e ciascuno dovrebbe fare di buon grado tali concessioni anche se costassero qualche sacrificio, per non assumere, dinanzi a Dio ed agli uomini, l'enorme responsabilità della continuazione di una carneficina, di cui non vi ha esempio e che, prolungata ancora, potrebbe ben essere per l'Europa il principio della decadenza da quel grado di prospera civiltà, alla quale la religione cristiana l'aveva innalzata.

Venendo poi all'argomento della creazione dei nuovi Cardinali il Santo Padre cosí si esprimeva, rivolto agli Eminentissimi che erano presenti:

Per colmare i vuoti fattisi nel Sacro Collegio, abbiamo stabilito di darvi oggi a colleghi uomini di eminenti virtù. Li abbiamo scelti in egual numero dall'uno e dall'altro Clero; li abbiamo scelti tra coloro che con plauso e successo hanno governato le Chiese loro affidate o hanno rappresentato all'estero la S. Sede; o si dedicarono alla cristiana educazione della gioventù o finalmente si affaticarono per estendere il regno di Cristo; i quali tutti teniamo per fermo che Ci saranno di giovamento colla loro solerzia e col loro senno per il maggior bene della causa cattolica.

Essi sono: Mons. Giulio Tonti, Arcivescovo titolare di Ancira, Nunzio Apostolico in Portogallo; Mons. Alfonso Maria Mistrangelo, Arcivescovo di Firenze; Mons. Giovanni Cagliero, Arcivescovo titolare di Sebaste, Delegato Apostolico nell'America Centrale; Mons. Andrea Frühwirth, Arcivescovo titolare di Eraclea, Nunzio Apostolico in Baviera; Mons. Raffaele Scapinelli di Léguigno, Arcivescovo titolare di Laodicea, Nunzio Apostolico in Austria-Ungheria; Mons. Giorgio Gusmini, Arcivescovo di Bologna.

Terminata l'Allocuzione Pontificia, Monsignor D'Amico, Cerimoniere Pontificio, accompagnato dal Maestro di Camera dell'Em.mo Card. Segretario di Stato, latore dei biglietti di nomina, e dal cav. Mario Rossi, Segretario della Cancelleria Apostolica, latore dei decreti concistoriali, su carrozza dei Sacri Palazzi Apostolici si recava dai nuovi Porporati presenti in Roma, tra cui Mons. Cagliero.

Questi era giunto a Roma soltanto di quella mattina, ed era sceso nell'Ospizio dei S. Cuore in Via Marsala.

A bordo del Bologna, ove fu oggetto delle piú delicate e squisite attenzioni da parte dell'egregio Comandante del bastimento, il 2 dicembre aveva toccato Barcellona, e, nelle brevi ore di fermata del piroscafo, era sceso a far una visita alla casa salesiana di Sarrià che l'accolse festante. Appena il telefono ne dié la notizia, corsero subito ad ossequiarlo i piú illustri cooperatori, con a capo il Vescovo delle città, il quale lo accompagnò nuovamente al porto, ove lo attendevano seicento alunni delle Scuole salesiane di Barcellona. « Mi sento più Salesiano, aveva detto Monsignore ai giovani di Sarrià, nel trovarmi in mezzo a voi; perché un salesiano che non vive in mezzo ai giovani, non è piú veramente salesiano ».

Il Bologna, fermatosi quasi tre giorni a Marsiglia a causa della nebbia, giunse felicemente a Genova nel pomeriggio del 5 dicembre.

Nello scendere a terra, Monsignore fu ossequiato dal rev.mo Don Albera, dal direttore generale delle Scuole Professionali Salesiane Don Pietro Ricaldone, dall'ispettore Don Fasce, da una rappresentanza del Consiglio Generalizio delle Figlie di Maria Ausiliatrice e dei Cooperatori Genovesi, e si recò per brev'ora all'Ospizio S. Vincenzo de' Paoli di S. Pier d'Arena, fra la viva esultanza di quei confratelli ed alunni.

Ripartito quella medesima sera per Roma, vi giunse come abbiam detto la mattina del Concistoro, cosicché, non appena celebrata la S. Messa, si dispose a ricevere gl'inviati del Vaticano.

« Nella vasta corte dell'Istituto del S. Cuore - narra l'Osservatore Romano - erano schierati su diverse file i numerosi alunni col concerto; altri giovani alunni erano nel vestibolo e per le sale, facendo da guida ai numerosi visitatori. Quando la carrozza di Palazzo che recava i messaggeri della fausta novella giunse dinanzi all'istituto, il concerto li salutava con le sue note festose.

» Monsignor Cagliero, che aveva a lato il Rettore Maggiore della Congregazione Salesiana Rev.mo Don Albera, l'Ispettore Don Conelli e il Direttore Don Tomasetti, riceveva il messaggio pontificio e lo porgeva al Rettore stesso perché ne desse lettura. Quindi alle parole di felicitazione e di augurio rivoltegli dal rev.mo Mons. D'Amico, il novello Porporato rispondeva brevi e toccanti parole, con le quali nel ringraziare il Santo Padre per l'altissima dignità onde aveva voluto onorare l'ultimo dei Suoi figli, diceva di rallegrarsi per l'onore che da questa veniva, non alla sua umile persona, ma alla Congregazione Salesiana, che da quaranta anni, con la protezione e l'aiuto di Dio e della Vergine Santissima, sta compiendo tanto bene a vantaggio delle anime. Aggiungeva di accettare di buon grado, con gli onori, gli oneri della Sacra Porpora, pronto a prestare, non ostante la sua inoltrata età, i suoi servigi alla Chiesa, fedele anche in questo agli insegnamenti del suo venerato maestro Don Bosco, il quale diceva che il luogo del riposo non è la vita del tempo, ma quella dell'eternità ».

Subito dopo cominciarono le visite di calore, le quali si protrassero anche il dì seguente e furono una splendida testimonianza della stima pel nuovo Porporato. Tutti gli Eminentissimi Cardinali presenti in Roma e un gran numero di Arcivescovi, Vescovi e Monsignori, i titolari delle varie Legazioni accreditate presso la Santa Sede, Capi di Ordini Religiosi e Rettori di Collegi Ecclesiastici e Seminari, e molti laici si recarono a far atto di ossequio al nuovo Cardinale.

Tra tutte le visite ci piace ricordar quella del conte Carlo Olivieri di Vernier, consigliere comunale di Torino, incaricato ufficialmente dal Sindaco, senatore conte Teofilo Rossi, di presentare all'Eminentissimo gli omaggi della città di Torino con una nobile lettera.

Il conte Olivieri era pure latore di un'affettuosissima lettera di S. Em. il Cardinale Richelmy, Arcivescovo di Torino.

Anche la Direzione Diocesana di Torino aveva incaricato lo stesso conte Olivieri di umiliare i suoi omaggi al nuovo Porporato con lettera firmata dal presidente ing. cav. Alberto Buffa e dall'assistente ecclesiastico canonico Guido Garelli. Il Collegio dei Parroci di Torino, a mezzo del suo Presidente Mons. Muriana, inviò un devotissimo telegramma.

Il Cardinale Cagliero, che era attorniato dal rev.mo Don Albera, dal rev.mo D. Ricaldone e dal procuratore generale rev.mo D. Munerati, si dimostrò sensibilissimo della lusinghiera di mostrazione datagli dalla rappresentanza civile ed ecclesiastica di Torino; e la sua riconoscenza crebbe a mille doppi, quando seppe che lo stesso Consiglio Comunale aveva applaudito all'atto gentile del Sindaco, e che questi nel dar conto del suo operato, aveva sciolto un inno di ammirazione all'apostolato Mons. Cagliero in America, apostolato, com'egli disse, che ebbe occasione d'ammirare e constatare de visu.

Non pago di questa dichiarazione, il Sindaco senatore Conte Teofilo Rossi, il 10 dicembre, essendosi recato a Roma, si affrettava a ripetere in persona i suoi cordiali ossequi al nuovo Cardinale.

Numerosissimi furono gli altri atti di omaggio tributati all'Em.mo Cagliero, dall'Italia e dall'Estero, in questa solenne circostanza.

Tra le rappresentanze, che si recarono a Roma per assistere all'imposizione della berretta e del cappello, va specialmente ricordata quella di Castelnuovo d'Asti, sua patria, cha delegò tre consiglieri comunali, uno dei quali nipote all'Em.mo, e il rev.mo Vicario Teol. D. Domenico Nizia.

L'imposizione della berretta cardinalizia.

Nel pomeriggio dell'8 dicembre, solennità dell'Immacolata Concezione di Maria Vergine, dal S. Padre venne imposta la Berretta Cardinalizia ai novelli porporati presenti in Roma, cioè agli Em.mi Giulio Tonti, Alfonso Mistrangelo, Giovanni Cagliero, e Giorgio Gusmini.

Come fu compiuta la cerimonia, i Cardinali si schieravano innanzi al Papa e l'Em.mo Card. Giulio Tonti, in nome proprio e degli Em.mi suoi Colleghi, porgeva a Sua Santità le piú vive azioni di grazie per la sovrana benevolenza con cui li aveva aggregati al Sacro Collegio, e ricordando i gravi doveri del Cardinalato prometteva di soddisfare con tutte le forze agli impegni che la dignità cardinalizia impone, per rispondere all'aspettazione nutrita dal Santo Padre nell'innalzarli alla Porpora.

Il Vicario di Gesù Cristo rispose con questo affettuosissimo discorso, che sarà letto con viva soddisfazione.

Il Divin Salvatore, dopo di aver lavato i piedi ai suoi discepoli, domandò loro se avessero ben compreso il significato di ciò che avea per essi compiuto: scitis quid fecerim vobis? (Io. XIII, 12). Noi non abbiamo bisogno di chiedere ai nuovi Cardinali se hanno ben compreso il significato della cerimonia che abbiamo testé compiuta per essi, imponendo loro la berretta cardinalizia. Imperocché il decano dei nuovi Cardinali, fattosi interprete anche dei suoi Colleghi, ha anticipato la risposta alla domanda che, dopo di averli adornati di una tra le principali insegne della loro nuova dignità, Noi avremmo potuto indirizzare ad essi: scitis quid fecerim vobis? Potremmo ora perciò limitarci a raccogliere le parole che hanno risuonato poc'anzi in quest'aula; potremmo limitarci a riconoscere che l'imposizione della berretta cardinalizia ad un tempo ricorda altissimi doveri e suppone meriti singolari.

Ma perché non aggiungere che, nel caso nostro, alla supposizione corrisponde la realtà dei meriti? Dall'Europa e dall'America si leva concorde il plauso agli alti pregi di intelligenza e di zelo che bellamente rifulsero in quelli tra, voi ai quali la Santa Sede affidò delicate missioni e onorifiche rappresentanze presso le estere Nazioni (1) : sono ben quattro le diocesi italiane che nel governo degli altri due hanno riconosciuto la carità del padre soavemente disposata alla dottrina del maestro e alla ferma prudenza del giudice (2).

Per non offendere la vostra modestia, o degno figlio del Venerabile Don Bosco, accenniamo appena di volo alle feconde fatiche da Voi sostenute per recare la luce del Vangelo ai popoli che sedevano ancora nelle tenebre e fra le ombre di morte (3).

Sulle orme del Calasanzio avete camminato gloriosamente Voi, che nel Santuario della nativa Savona avete appreso di quanta misericordia deve circondare la gioventù chi vuole condurla ai pascoli di verace dottrina e di pietà sincera (4)!

Ed emulo cosí dell'apostolo come del maestro siete stato Voi, che, prima nella palestra letteraria e poi nel campo del sacro ministero avete cosí nobilmente lavorato da doverci apparire come preparato da Dio a raccogliere, in ora solenne, l'eredità del Nostro affetto verso gli indimenticabili figli di Bologna (5).

Sia dunque vero, come è verissimo, che la dignità cardinalizia suppone larga copia di meriti in chi è ad essa elevato; ripetasi pure che coll'imporre la berretta cardinalizia a nuovi Porporati una siffatta supposizione è ricordata; Noi vogliamo aggiungere che, nel caso nostro, alla supposizione corrisponde la realtà dei meriti.

L'interprete dei comuni vostri sentimenti, quasi volesse prevenire un'altra volta la Nostra domanda: scitis quid fecerim vobis? ha pur detto che la imposizione della berretta cardinalizia ricorda i gravi doveri che assume chi entra nel Sacro Senato della Chiesa. Egli però, non pago di proclamare l'eloquenza di quel ricordo, in nome suo ed in quello altresí dei suoi Colleghi ha dichiarato di voler tenere sempre fisso lo sguardo al colore della novella insegna, per trarne sempre piú vivo ardore e zelo ognor piú costante nella pratica di quei gravissimi doveri. Se ne allieta il cuor Nostro, o dilettissimi figli, perché apparisce ognor meglio giustificato l'assegnamento che, nell'innalzarvi alla dignità cardinalizia, Noi abbiamo fatto sul concorso intelligente, volonteroso e pronto, che Voi avreste potuto darci nel governo della Chiesa. Che se non tutti siete destinati a rimaner sempre al Nostro fianco, oh! anche quelli tra Voi ai quali un particolare campo di azione è preparato lontano da Roma, anch'essi dovranno zelare l'onore dell'Apostolica Sede, dovranno anch'essi lavorare alla difesa della dottrina cattolica, al trionfo della cristiana virtú. Come un padre non può trovarsi colla persona dovunque sia interessato l'onore della sua famiglia ma chiama anche altri a parte delle sollecitudini sue, cosí il Sommo Pontefice non compie l'opera del suo ministero senza il concorso dei Vescovi da lui posti al governo delle singole diocesi, e, dove ne abbia consiglio da speciali ragioni, all'infula episcopale congiunge la sacra porpora per rendere piú autorevole e piú efficace l'azione dei suoi cooperatori lontani.

Segue di qui che i Cardinali, ovunque risiedano, sono sempre membra di uno stesso corpo, ed è facile intendere che devono sempre tenersi strettamente congiunti al capo di quel corpo di cui sono membra. Noi pregustiamo fin d'ora la gioia che Ci darà quella congiunzione vostra con Noi che voi stessi ora dite meglio cementata dall'eccelsa dignità elle vi abbiamo conferita. Ed oh! come Ci è dolce assicurarvi che anche nell'animo Nostro è cresciuta la benevolenza per Voi, omai stretti alla Nostra Persona con vincolo piú forte! A questa cresciuta benevolenza Ci ispiriamo nel fare i migliori augurii per Voi e pel felice esito delle incombenze che potranno essere a Voi affidate.

La circostanza stessa del giorno in cui Voi ricevete la prima insegna della novella vostra dignità Ci apre il cuore alla cara speranza che feconda di opere vantaggiose alla Chiesa sarà la vostra vita di Cardinali, perché questa si inizia sotto gli auspicii della Vergine Immacolata e, se per due di Voi già poteva dirsi che aveano avuta la culla benedetta dall'Immacolata (1), oggi per ciascuno dei quattro deve affermarsi che la Vergine stessa ne benedice l'ingresso alla vita cardinalizia. L'intercessione di così eccelsa Patrona renderà certamente efficace la benedizione che in questo solenne momento impartiamo a Voi ed a quanti sono ora qui convenuti a farvi cara corona.

Anche pei « degno Figlio di Don Bosco » gli auspici della Vergine Immacolata tornarono particolarmente carissimi. Certo egli pure dovette ricordare come la vigilia dell'Immacolata del 1884 avesse ricevuto la Consacrazione Episcopale nel Santuario di Maria Ausiliatrice; e come lo stesso giorno tre anni dopo, venendo dalla Patagonia, egli rimettesse piede nell'Oratorio per assistere Don Bosco nel suo passaggio all'eternità; e tante e tante altre circostanze egli dovette ricordare, che rendono e renderanno l'8 dicembre particolarmente sacro e venerato per tutti i Salesiani.

Il Concistoro del 9 dicembre.

La cerimonia dell'imposizione del Cappello Cardinalizio - La seconda perorazione per la Causa del Ven. Don Bosco - La consegna dell'anello - Assegnazione del titolo e delle S. Congregazioni e cerimonia di possesso.

Il 9 dicembre il S. Padre tenne Concistoro Pubblico per dare il Cappello Cardinalizio agli Em.mi Tonti, Mistrangelo, Cagliero e Gusmini. La cerimonia ebbe luogo, con il consueto splendore, nell'Aula delle Beatificazioni.

All'ingresso del Papa i Cappellani Cantori Pontifici intonarono il Tu es Petrus. Sedutosi in trono il S. Padre, mentre alcuni Eminentissimi partivano dall'Aula per andare ad associare i nuovi Colleghi e condurli al Concistoro, i Prelati officiali della S. Congregazione dei Riti e gli Avvocati Concistoriali si appressavano al Trono Pontificio, ove l'avvocato Conte Santucci perorava - per la seconda volta - la Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Ven. Don Giovanni Bosco, Fondatore della Pia Società Salesiana.

Intanto i nuovi Porporati, facendo tre profonde genuflessioni, si appressavano al S. Padre, cui baciavano la mano e il piede, ricevendone l'amplesso, e subito dopo ricevevano l'amplesso anche da tutti gli Em.mi Colleghi.

Terminata la perorazione della Causa, i nuovi Cardinali tornavano innanzi il trono del Santo Padre, e questi, assistito dai Cerimonieri Pontifici imponeva loro, con la consueta formola, il Cappello Cardinalizio.

Ritiratosi il Vicario di Gesù Cristo, tutto il Sacro Collegio si recò processionalmente alla Cappella Sistina, preceduto dai Cantori Pontifici, che cantavano l'inno ambrosiano. Finito il canto, durante il quale i nuovi Cardinali rimasero prostrati col capo coperto dalla cappa magna, l'Em.mo sig. Cardinale Decano recitò l'orazione super creatos Cardinales; e nell'uscir dalla Cappella i nuovi Porporati ebbero dai Colleghi un secondo amplesso.

Terminato cosí il Concistoro pubblico, ebbe luogo, nell'Aula solita, il Concistoro segreto, in cui il Santo Padre, dopo aver pubblicato un gran numero di nuovi Arcivescovi e Vescovi, pose l'Anello Cardinalizio ai novelli Em.mi Cardinali e assegnò loro il titolo, cioè una delle piú antiche e venerande Chiese di Roma che hanno quest'onore.

All'Em.mo Card. Cagliero venne assegnato il titolo presbiterale di S. Bernardo alle Terme, che tornò anche a noi particolarmente caro per essere stato tenuto in antecedenza dal l'Em.mo Card. Gasparri, Segretario di Stato di Sua Santità e nostro Venerato Protettore, e, prima ancora, dell'Em.mo Card. Giuseppe Sarto, che fu poi assunto al Soglio Pontificio col nome di Pio X.

Il medesimo giorno, con biglietti della Segreteria di Stato, il Santo Padre si degnava assegnare ai nuovi Eminentissimi anche le Sacre Congregazioni, delle quali faranno parte.

Al Cardinale Giovanni Cagliero vennero assegnate le Sacre Congregazioni dei Religiosi, di Propaganda Fide, di Propaganda Fide per gli Affari di Rito Orientale, e dei Rìti.

La cerimonia di possesso del titolo cardinalizio.

La domenica 12 dicembre segui la cerimonia della presa di possesso del titolo da parte del Card. Cagliero. Riferiamo dall'Osservatore Romano

« L'artistica Chiesa di San Bernardo alle Terme per la circostanza della presa di possesso del titolo di S. E. Rev.ma il signor Cardinale Giovanni Cagliero, era stata addobbata ed illuminata, ed a corna evangelii venne posto il trono su cui ha seduto l'Em.mo titolare.

» Alle 16 precise Sua Eminenza ha fatto ingresso nella Chiesa, ricevuto dai RR. Padri Cistercensi con a capo il P. Abate Generale De Bie, il Procuratore Generale P. Szeghy, l'Abate Magnanensi di S. Croce in Gerusalemme, ed altri.

» Sua Eminenza, dopo l'atto di adorazione, è asceso al trono dove il rev.mo Monsignor Piacenza, Protonotario Apostolico, leggeva la bolla pontificia di nomina alla quale seguiva un discorso del rev. D. Giusti che rivolgeva al novello Porporato i suoi auguri ai quali si univano quelli dell'Ordine Cistercense che ascrive a grande onore l'avere per titolare in S. Bernardo l'Em.mo Cagliero, vanto e lustro della Società Salesiano. Faceva la storia della vetusta Chiesa e riandando alla sua fondazione rilevava la coincidenza di un fatto: il primo Cardinale titolare di S. Bernardo fu un piemontese, il Cardinal Bolla; oggi un altro titolare piemontese viene ad onorare la chiesa, il Cardinale Cagliero. L'oratore conchiudeva facendo professione di obbedienza, a nome anche del Clero della Chiesa.

» Sua Eminenza ha risposto con nobilissime parole di ringraziamento. E poi con forma apostolica, che ha ricordato il missionario che durante 40 anni percorse le immense regioni della Pampa e della Patagonia diffondendo la luce del Vangelo e gli splendori della civiltà, ha messo in rilevo la mirabile disposizione della

Provvidenza la quale, avendo nei suoi alti disegni disposto che sui ruderi della civiltà pagana fosse innalzato lo splendido edifizio della civiltà cristiana, cosí dispose che quell'edifizio innalzato dai primitivi cristiani, condannati in castigo della loro fede, cementato dai loro sudori e dal loro sangue, fosse convertito in seguito in un tempio del vero Dio e dedicato ad uno dei primi e piú eccelsi dottori della Chiesa in cui rifulsero specialmente tre amori, e cioè: l'amore della perfezione cristiana; l'amore alla Vergine benedetta; l'amore verso il Vicario di Cristo.

» E questi tre amori - ha detto io appresi fin dai piú teneri anni alla scuola del mio gran Maestro e Padre Don Bosco, che chiamavaci alla perfezione e destinavaci alla salvezza delle anime, dopo averci durante tutta la vita condotti a piedi della Vergine ad attingere crescenti energie ed ai piedi del Vicario di Cristo per aumentare i tesori della fede. Anche al letto di morte io raccolsi dalle labbra del mio tenero Padre questa eredità preziosissima ».

Seguiva il canto del Te Deum di ringraziamento, indi il novello Porporato passava in sagrestia per rogare l'atto della presa di possesso. Dirigeva la cerimonia Mons. Tani, Cerimoniere Pontificio. I cantori, egregiamente diretti dal maestro Tavoni, hanno eseguito l'Ecce Sacerdos Magnus e il Te Deum dello stesso direttore ».

Alla cerimonia assistevano l'ill.mo e rev.mo Monsignor Giovanni Marenco, Vescovo di Massa Carrara; i PP. Abbati De Bie, Magnanensi e Fanucci; i Monsignori Salotti e Lauri; D. Albera, Rettore Maggiore dei Salesiani, con i Rev.mi D. Ricaldone, D. Munerati, D. Conelli, D. Tomasetti, e il nipote e il pronipote del novello Porporato; gli alunni del Collegio di Propaganda Fide, i componenti il piccolo Clero dei Salesiani, gli alunni dell'Istituto del S. Cuore, le alunne delle Figlie di Maria Ausiliatrice e numerose rappresentanze, con molte famiglie degli alunni dell'Istituto Salesiano.

Dopo la presa di possesso vi fu nell'Ospizio del S. Cuore un solenne ricevimento in onore dell'Eminentissimo.

Daremo un'altra volta uno sguardo generale all'opera compiuta dal Card. Cagliero nelle Americhe.

Intanto c'inchiniamo riverentemente anche noi al bacio della Sua Porpora, che venne a riflettere tanta luce sul tramonto dell'Anno Centenario della Nascita di Don Bosco e dell'istituzione della festa di Maria Ausiliatrice; e preghiamo calda, mente questa nostra dolcissima Madre a voler conservare in vita il Primo Vescovo e Cardinale Salesiano fino al dí sospiratissimo, in cui sieno decretati al Padre Venerabile gli onori degli altari!

(1) Gli Eminentissmi Tonti e Cagliero.

(2) L'Em.mo Mistrangelo, Arcivescovo di Firenze, già Vescovo di Pontremoli; e l'Em.mo Gusmini, Arcivescovo di Bologna, già Vescovo di Foligno. (3) L'Em.mo Card. Cagliero. (4) L'Em.mo Card. Mistrangelo. (5) L'Em.mo Card. Gusmini.

(1) Gli Em.mi Tonti e Gusmini nacquero il giorno dopo l'Immacolata, il primo il 9 dicembre 1844; il secondo il 9 dicembre 1855.

L'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice nel 1915

Nell'anno 1915, centenario della nascita del Venerabile Don Bosco, le Figlie di Maria Ausiliatrice, che vanno santamente orgogliose di chiamarlo anch'esse Fondatore e Padre, videro spuntare nuovi e rigogliosi germogli del loro Istituto, il quale, fondato nel 1872, stende già i benefici rami in tante parti della terra.

Anch'esse, pur in queste circostanze poco propizie a nuove fondazioni, ebbero il conforto di veder sempre piú apprezzata l'opera loro, e sono assai dolenti d'aver dato un penoso rifiuto a molte altre domande di chi, ammirando l'efficacia del metodo educativo lasciato da Don Bosco in retaggio a' suoi figli ed alle sue figlie, le richiedevano di qualche nuova fondazioni.

Ciò sia detto a loro conforto, e soprattutto per confermarle nello spirito del Venerabile Fondatore.

Nuove case.,

Ed ecco l'elenco delle nuove fondazìoni delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

IN ITALIA.

A Cimelta di Codogné, grazie alla calda ed efficacissima raccomandazione di Sua Ecc. Reverendissima Mons. Rodolfo Caroli, fervido sostenitore dell'Opera Salesiana, apersero un Oratorio festivo con Giardino d'infanzia e Scuole comunali.

A Varese, ove da anni reggevano un fiorente Asilo, presero anche la direzione dell'Asilo infantile di Bosto, e della Cucina economica Bonomelliana.

A Cervignasco, presso Saluzzo, chiamate dalla nobile Contessina Della Chiesa che -- mossa dal desiderio di veder crescere la gioventú secondo lo spirito di Don Bosco, offerse loro il suo castello - fondarono un Oratorio festivo con Giardino d'Infanzia e Scuola di Lavoro (1).

A Novara, assunsero la direzione del Convitto Operaio annesso allo stabilimento della Ditta Rotondi; e a Verrès, preso Aosta, quella di un altro Convitto Operaio presso lo stabilimento della Ditta A. Brambilla.

A Pisa, provvedendo ad un bisogno vivamente sentito, iniziarono un pensionato per studentesse provenienti dai vicini paesi. L'istituto, confortato dalla benedizione di Sua Em. Rev.ma il Card. Pietro Maffi, assicura alle signorine cure e sollecitudini di famiglia, nella speranza di dar loro una completa educazione cristiana e civile.

A Marina di Pisa apersero un Oratorio con Asilo infantile.

A Colle Salvetti, mercé la generosità della nobil signora Annina Romboli Ved. Manacci, diedero vita a un Oratorio Festivo e a un Giardino d'Infanzia.

A S. Agata di Militello (Messina) - invitate dalle ottime signorine Giulia e Caterina Zito, che per onorare la memoria dei defunti Genitori offersero parte del loro palazzo arredato ad uso scolastico - istituirono un Oratorio festivo, un Asilo d'infanzia, un Laboratorio ed una Scuola privata intitolando l'opera: « Istituto Vincenzo e Francesca Zito ».

Finalmente a Modica (Siracusa), apersero un Giardino d'Infanzia con Laboratorio e scuole private.

ALL'ESTERO.

All'estero, e piú propriamente nell'America del Sud, ebbero sei nuove fondazioni.

A S. Rosa de Toay (Argentina) fondarono un pensionato per studenti e un Oratorio festivo e compirono egual fondazione a S. Rosa de Osos (Colombia).

A Linares (Chile), per la munificenza delle generose signore Campos, che cedettero una bella casa, fondarono un Esternato.

Similmente iniziarono altri Esternati con Oratori Festivi a Mariquitas in Lima e a Chocica, amena villeggiatura presso la stessa città: e a Prado, altro quartiere di Lima, fondarono una nuova Scuola Professionale.

Ampliamenti.

Nè mancarono di importanti ampliamenti le anteriori fondazioni. Ad esempio all'Oratorio ed alle Scuole Comunali di Mongardino aggiunsero un Asilo infantile privato ; ad Agliano d'Asti, per assecondare il desiderio di quel zelantissimo Parroco, accettarono l'assistenza dei ragazzi nei giorni festivi ; a Sampierdarena istituirono nel fiorente loro Oratorio una Scuola di lavoro e un Ritrovo diurno per le alunne delle Scuole Elementari; a Bogotà, come si è detto, inaugurarono una bellissima chiesa, ecc.

Altre opere.

Abbiamo pure accennato all'attività benefica, spiegata dalle Figlie di Maria Ausiliatrice nelle presenti strettezze a pro' degli infelici e degli orfani; ed ora siamo lieti di dare altri particolari.

Per tutto il tempo delle scorse vacanze autunnali esse tennero aperti quotidiani ritrovi per bimbi di richiamati a Torino, Roma, Marano di Napoli, Nizza, Palermo, Fubine, Cuccaro, Quargnento, Modica, Pachino, Guspini, ecc.

A S. Martino d'Albaro (Genova), per opera del Comitato Colonie Alpine Genovesi, assunsero la direzione del Convitto popolare Balilla (Sezione maschile), che accoglie i bimbi dei richiamati, le cui famiglie versano nell'indigenza.

Simile opera per le bambine venne loro affidata in Genova stessa dal benemerito cav. avv. Casaretto, il quale mise a disposizione delle beneficate una sua graziosa villetta sulla spiaggia del mare.

Anche a Torino, in Via Candia, per impulso del sig. Luigi Grassi, apersero con un Asilo per bimbi, un Oratorio Festivo con Scuola serale di studio e di lavoro, a vantaggio delle figlie dei richiamati.

A Civitavecchia prestano opera assidua in un Asilo frequentato da oltre ioo figli di richiamati, cui dànno due refezioni al giorno, per incarico di un Comitato locale.

In altri luoghi, come a Torino, Acqui, Agliano, Serralunga, Incisa, richieste dalle Autorità locali, accettarono l'assistenza delle profughe, provvedendo loro alloggio e preparando la refezione.

A Catania hanno l'assistenza quotidiana di cinque « Nidi di bambine », figlie di richiamati.

A Napoli-.Marina apersero un laboratorio ove le figlie dei richiamati confezionano biancheria per i militari e vengono quotidianamente retribuite.

Al Testaccio, a Roma, si misero a disposizione del Comitato Romano per l'organizzazione civile, e prestarono ampi locali adatti alla distribuzione di lavoro e di soccorsi alle famiglie dei richiamati. Ivi vennero gratuitamente preparati 3000 . capi di biancheria per soldati feriti, che furon mandati alla Direzione Generale del Fondo Culti.

Una parola di speciale encomio meritano quelle Figlie di Maria Ausiliatrice che assistono amorevolmente soldati feriti, o affetti (la malattie contagiose, a Torino, Asti, Alessandria, Acqui, Casale, Tortona, Parma, Montebelluna, Treviglio, Catania, prestando regolare servizio in appositi reparti degli Ospedali Militari ed anche in locali ceduti dall'istituto loro alle Autorità Militari, come ad Asti, Parma e Montebelluna.

A compimento di questa rassegna noi innalziamo vivissime lodi a Maria Ausiliatrice, che prosperando sempre piú l'istituzione sorta sotto i suoi auspici, le procura sempre nuovi campi di educazione e d'istruzione per le faciulle del popolo, e nuovi modi di accorrere a sollievo delle tante umane sventure!

(1) La nobile Contessina Maria della Chiesa ha - tra i ricordi più cari della sua vita - quelli dell'amicizia di Don Bosco colla sua famiglia e di essere stata ella stessa, grazie alle preghiere e alla benedizione del Venerabile, guarita da mortale malattia.

Dopo il VII Congresso dei Cooperatori e l' inaugurazione del Monumento a Mons. Lasagna.

(Lettera di D. Pittini al rev.mo D. Albera).

Collegio « Jakson » Manga (Montevideo) 2o novembre 1915.

Carissimo Padre,

Di ritorno dal Brasile, dove ho assistito in San Paolo al VII° Congresso internazionale dei Cooperatori ed all'inaugurazione del monumento a Mons. Lasagna in Juiz de Fora, sento il bisogno di trasmetterle subito una parte almeno delle mie impressioni sul meraviglioso sviluppo dell'opera nostra in quella vasta repubblica.

Quando, venti anni addietro, l'indimenticabile Mons. Lasagna con quel suo dire infocato ci esponeva i suoi progetti nel partire l'ultima volta pel Brasile, si era convinti che mai quelle concezioni della sua natura ardente avrebbero potuto scendere interamente alla realtà. Eppure io, dopo sí breve volgere di anni, visitando le nostre Case del Brasile, nella grandiosità loro e sopratutto nell'intenso rigoglio di vita che le anima, mi son veduto passar dinnanzi, convertiti in fatti, i sogni del nostro Vescovo martire. Senza dubbio ad un tale risultato contribuí, oltre il lavoro indefesso dei nostri confratelli e cooperatori, il suo sangue e quello dei suoi compagni che attrae dal cielo su quella terra le benedizioni di Dio.

Fu perciò sommamente opportuna l'idea di perpetuare la memoria della catastrofe di Juiz de Fora con un monumento eretto sullo stesso luogo dove essa accadde or sono vent'anni; e si chiuse appunto il VII° Congresso coll'inaugurazione, volendosi quasi intrecciare nella cerimonia il pensiero del ricordo con quello della gratitudine verso Mons. Lasagna, al cui operoso apostolato deve anche attribuirsi in gran parte l'esito del Congresso.

La cerimonia si effettuò la sera del 6 di novembre, anniversario della catastrofe. Era giunta il giorno innanzi da San Paolo una larga rappresentanza di Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice, tra cui il vescovo salesiano Mons. Aquino Correa, l'Ispettore Don Pietro Rota e le Ispettrici del Brasile e del Matto Grosso. Alla stazione di Juiz de Fora erano attesi da un gruppo di cattolici della città e di Mariano Procopio, da cui furono accompagnati alla prossima residenza dei Padri Redentoristi ed al Collegio dei Padri del Verbo Divino, dove trovarono quel giorno e i due seguenti la più squisita ospitalità. La mattina del 6 si fece una rapida escursione attraverso la città di Juiz de Fora, ridente per il sito e prima, tra quelle dello Stato di Minas Geraes, per le sue molteplici industrie. Di sera il cielo, prima nuvoloso, si rasserenò. La cerimonia inaugurale si svolse alle 17 in presenza di una moltitudine di oltre due mila persone.

Fu un atto semplice, ma solenne, nella sua semplicità e commoventissimo. Dopo un discorsino con cui il Presidente della Commissione locale offriva ai Salesiani il monumento a nome della cittadinanza, Mons. Aquino Correa lo benedisse. Consiste in una gran croce di granito che si erge su di un artistico piedestallo. Non si poteva trovare altro segno piú eloquente del martirio di un gruppo di apostoli, sorpresi dalla morte, mentre recavano appunto il culto della croce in quelle remote contrade. Sul davanti, ai piedi della croce, posa una bellissima lapide marmorea col busto di Mons. Lasagna in bassorilievo ed un'iscrizione: dall'altra parte, in un'altra lapide di marmo, sono scolpìti i nomi delle vittime. Subito dopo la benedizione, da una tribuna eretta lí accanto, un giovane aspirante salesiano porse il saluto dei suoi compagni di Lavrinhas; lo scrivente parlò a nome dell'Uruguay e dell'Argentina; e finalmente Mons. Aquino Correa con un discorso smagliante per la forma e denso di concetti profondi e di santi pensieri, evocando il fatto luttuoso, espose il significato della presente apoteosi. Per una curiosa coincidenza, mentre egli parlava, passarono successivamente in opposta direzione due locomotive, quasi reclamando anch'esse col loro fischio acuto e prolungato un posto in quella commemorazione del terribile scontro.

Il monumento sorge sulla linea ferroviaria a metà strada piú o meno tra Juiz de Fora e Mariano Procopio, in un terreno donato all'uopo dalla Direzione delle Ferrovie.

Quando il giorno seguente la comitiva salesiana parti per S. Paolo, oltre a 400 uomini si raccolsero di nuovo alla stazione per ascoltare la calda parola d'addio di Mons. Aquino.

* *

Il trionfo di Juiz de Fora fu come un riflesso di quello piú strepitoso ottenuto pochi giorni prima in San Paolo dall'Opera di Don Bosco nel VII° Congresso internazionale. Io non dimenticherò mai la partecipazione ai lavori del Congresso di tanti e cosí distinti personaggi, vari dei quali venuti da lontane regioni del Brasile. Sopratutto ricorderò sempre l'assidua presenza di sette prelati, tra cui il venerando Arcivescovo di San Paolo, Mons. Duarte, che vuole essere egli stesso il Direttore Generale dei Cooperatori Salesiani in quello Stato.

A suo tempo, carissimo Padre, Le sarà trasmesso un resoconto completo del Congresso. Io mi limito per ora a ricordarle alcune delle frasi pronunziate da Mons. Duarte nel suo improvvisato discorso di chiusura: « Io vi amo, diceva rivolgendosi ai salesiani, vi amo con tutto il mio cuore. Io son tutto per voi, senza riserve. Io vi benedico e... mi dispiace che le mani del vostro Arcivescovo siano troppo deboli e non possano sostenere una maggior copia di benedizioni paterne da spandere su voi! »

Parole d'oro che sono, se non m'inganno, l'indice della stima e dell'affetto che l'opera di Don Bosco si è conquistato nel Brasile.

*

Stima ed affetto che spiegano il suo meraviglioso sviluppo in pochi lustri di esistenza.

Le Case di Nictheroy, Lorena, Campinas, San Paolo, le sole che io potei visitare alla sfuggita, traboccano di giovani e di lavoro. E troppa la messe in confronto dei mietitori. Sopratutto il Collegio ispettoriale del S. Cuore in San Paolo offre una sintesi magnifica del programma salesiano nella sua varietà molteplice. Ben più di 1300 giovani, studenti, artigiani, esterni, allievi delle scuole notturne, lo frequentano giornalmente. L'Oratorio festivo è modello, sia per il numero degli Oratoriani che oscilla sul migliaio, sia per lo spirito di pietà che li anima. Gli antichi allievi presero una parte attivissima nei lavori del Congresso. Al Santuario del S. Cuore affluisce un'onda continua di fedeli per le sacre funzioni e pei santi sacramenti: lo scorso anno vi si distribuirono presso a trecento mila comunioni! E non doveva mancare in una città, dove la colonia italiana è numerosissima, una speciale istituzione per gli Italiani; e per questo l'Ispettore Don Pietro Rota vi fondò da vari anni una fiorente « Lega Patriottica Italiana » basata sulla mutualità.

Si capisce che per tanto e cosí svariato lavoro siano risultati stretti i due ettari di terreno occupati dal Collegio. E la Divina Provvidenza ispirò alle autorità civili di San Paolo la cessione ai Salesiani di un vasto terreno in uno dei quartieri piú popolati con prevalenza di famiglie operaie italiane. Ivi sorgeranno sulla pietra angolare collocata in occasione del Congresso una Scuola d'arti e mestieri ed un ampio Santuario dedicato a Maria Ausiliatrice.

Eccole, carissimo Padre, un pallido cenno dì quanto ho visto e sentito nella brevissima permanenza con quei confratelli che furono cosí larghi, con me e due miei compagni, di affetto e trattamento davvero fraterni.

Mi benedica, Padre carissimo, e conti sempre tra i suoi figli piú devoti questo

Suo aff.mo in C. J. Sac. RICCARDO PITTINI.

PEL TEMPIO VOTIVO IN ONORE DI MARIA AUSILIATRICE AI BECCHI DI CASTELNUOVO D'ASTI

A quali nuove opere, o buoni Cooperatori e pie Cooperatrici, noi dobbiamo rivolgere la nostra attività nell'anno 1916 ?

« Io non esito di raccomandarvi - scrive Don Albera - la costruzione del Tempio votivo in onore di Maria Ausiliatrice ai Becchi    Il sacrifizio di qualche giocattolo o leccornia, liberamente accettato da cuori innocenti per cooperare alla costruzione di questo tempio votivo, e le offerte dei genitori e degli educatori cristiani al medesimo fine nel desiderio di attirar meglio sull'infanzia e sulla gioventù affidata alle loro cure le benedizioni della Madre di Dio, mi pare debban essere un omaggio ben accetto all'Ausiliatrice dei Cristiani, e tale che valga anch'esso ad affrettare il ritorno della pace sulla terra ».

Rose e Gigli.

I bimbi dell'Asilo di Lingotto (Torino) inviano a mezzo delle Figlie di Maria Ausiliatrice una seconda offerta di L. 5 pel Santuario votivo ai Becchi implorando dal Bambinello Gesú la pace sospirata.

I bimbi dell'Asilo di Acqui, diretto dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, inviano la prima offerta di L. 7 per la Chiesa dei Becchi. Voglia la Madre Celeste, ad intercessione del Ven. Don Bosco, coprirli col suo manto benedetto!

I cari angioletti che popolano le nostre cinque case di Roma, desiderosi di partecipare all'omaggio che si vuol rendere alla Madonna di Don Bosco, inviano una prima offerta di L. 25 per l'erigendo Santuario dei Becchi, ponendosi insieme colle loro famiglie sotto la speciale protezione della più tenera e potente delle madri. - Dicembre 1915, Suor Eulalia Bosco, Ispettrice.

Sono lire 10, offerte da bambine, figlie di richiamati di Genova, ricoverate nel Convitto Popolare Balilla, per ottenere dall'Ausiliatrice il ritorno e l'incolumità de' loro babbi.

L'Asilo di Pontestura consacra con l'offerta di. L. 5 i suoi piccoli alunni alla Vergine Ausiliatrice e La prega a benedirli.

I bimbi di Cesano Maderno (Milano) insieme coi loro cuori innocenti offrono il piccolo obolo di lire 10 alla dolce Madonna di Don Bosco pregandola a consolare le mamme che invocano il ritorno e l'incolumità dei loro genitori.

I bimbi dell'Asilo Principessa Clotilde di Torino, offrono altre L. 5 per l'erezione del Santuario dei Becchi, per ottenere che la Vergine Immacolata li scampi da ogni male.

I bimbi dell'Asilo Infantile Veratti di Varese con l'offerta di L. 15 - dell'Asilo Salesiano di Castelnuovo Monti con l'offerta di L. 1o - e dell'Asilo Infantile Varetti di Mathi Torinese con l'offerta di L. 5 - « si consacrano a Maria Ausiliatrice, implorandone la benedizione materna dal nuovo trono di gloria che si sta innalzando in suo onore presso la casetta natale di Don Bosco ».

I bimbi e alcune Oratoriane di Gambellara (Ravenna) inviano un mazzo di fiorellini alla Vergine Ausiliatrice con l'offerta di L. 7,15

I bimbi dell'Asilo di Renate Brianza, coll'obolo di L. 4 per l'erezione della Chiesa votiva dei Becchi, supplicano la potente Regina ad affrettare alla patria giorni di pace.

I bimbi dell'Asilo S. Raimondo di Sanluri, col piccolo obolo di L. 1o, chiedono alla Vergine Ausiliatrice la cessazione dell'epidemia che s'è sviluppata in paese a danno dei poveri bimbi.

I bimbi dell'Asilo di Boschetto (L. 5) e dell'Asilo di Lenta (L. 5) portano anch'essi il loro mattone al nuovo Santuario dell'Ausiliatrice dei Cristiani, pregandola a benedirli.

I bambini e le Oratoriane di S. Ambrogio di Susa, all'appressarsi del S. Natale, mandano al Divin Infante, col voto che presto sorrida sulle braccia di Maria Ausiliatrice dal nuovo Santuario dei Becchi,. la seconda offerta di L. 15.

Piccoli amici di D. Bosco e Maria Ausiliatrice.

I fratellini Rosita, Luigi e Giuseppe... per ottenere la protezione di Maria Ausiliatrice e di Don Bosco, L. 1.50.

Guido Fassò, nel primo mese del viver suo, come h a dato il nome alla Chiesa Cattolica per mezzo dei padrini, a mezzo dei suoi genitori chiede all'Ausiliatrice dei Cristiani ogni celeste benedizione. - Lire 10.

La bimba Nida S., di pochi mesi, con le manine giunte, chiede fiduciosa a Maria Ausiliatrice che sano e salvo le ritorni dalla guerra l'amato genitore. - L. 3.

L'orfanello Luigino Luchini di Castellanza offre l'umile obolo di L. 5 pel nuovo tempio dei Becchi implorando da Maria Ausiliatrice una grazia desiderata.

Il bimbo Gigi Isaja di Mathi manda a Maria Ausiliatrice il suo cuore e l'offerta di L. 4.

Felice Magliola, di due anni, volendo crescere delizia e conforto dei suoi cari, si affida alla Madonna di Don Bosco e le offre L. 20 per i Becchi implorando la sua protezione materna.

A nome anche delle mie sorelline Giovanna e Maria Teresa, offro con gioia pel Santuario di Maria Ausiliatrice ai Becchi la moneta piú cara del mio borsellino, uno « scudo d'argento » avuto in dono dalla mia buona nonna nel giorno del mio onomastico dell'anno passato. - Roma, 20 novembre 1915, Pierino Borzoni.

Mamme e insegnanti devote.

Aggiungo all'offerta dei miei bimbi 5 lire, perché la Madonna li benedica e dia salute e longevità al loro babbo. - Roma. La mamma di Pierino, Giovanna e Teresina Borzoni.

Mamma di quattro figli, perché Maria SS. Ausiliatrice protegga e sostenga il mio caro marito partito per la guerra, offro di cuore L. 10 per la Chiesa dei Becchi. - M. V. di Torino.

La buona e cara Madre Celeste si degni benedire i miei 82 frugolini e le mie fatiche. Perché Ella mi conceda la grazia di far loro un po' di bene, offro lire 5 per la Chiesa dei Becchi. - Villardora, Ermelinda Genta, insegnante.

Appresi dal Bollettino Salesiano la santa gara a favore del Tempio votivo in onore di Maria Ausiliatrice ai Becchi; quindi anch'io invocando con tutto l'animo la protezione della Vergine sui miei carissimi Carlo e Silvio, invio lire 5. - Anna Fontanone ved. Troni di Dogliani.

R. C. L. 1 per ottenere una particolare benedizione sulle bimbe Margherita e Cristina.

M. C. L. 1, per avere ottenuto una grazia segnalata a persona cara.

Chiusano Margherita di Villafranca d'Asti, L. 1, perché la Madonna le custodisca il figlio Giovanni che è in zona di guerra.

Castellazzo Bormida. - Consacrando la mia Mariuccia Ravazza, di anni 2, alla Madonna di Don Bosco, invio L. 5. - La mamma.

Monastero Bormida. - Perché Antonio Caneparo, di mesi 11, cresca degno delle benedizioni di Dio, L. 5. - La mamma.

Monastero Bormida. - Perché Mariuccia Cagno, d'anni 2 ottenga meglio da Maria Ausiliatrice la salvezza del padre che si trova al fronte, L. 5.

Cecilia Rolla di Gravellona Toce per ottenere una speciale benedizione alla diletta famiglia, particolarmente alla piccola Marzia, L. 5.

Sono L. 5 della mia carissima Bianca pel Santuario dei Becchi. - Maria Nobili, di Gravellona Toce.

Una mamma di Nizza Monferrato offre L. 5 pel Santuario dei Becchi per ottenere la salute dell'anima e del corpo ad una sua figliuola.

Maria Radice, da Santhià, implorando una benedizione di Maria Ausiliatrice per sé e famiglia, L. 1.

Pensando che la Vergine aiuta chi a Lei ricorre, tra le sofferenze per il miserevole stato finanziario in cui era caduta la mia famiglia dopo la chiusura del Cotonificio Lomellino, La pregai ed ottenni dalle sue mani un'occupazione per mio marito. Col cuore traboccante di gratitudine, offro per l'erezione del Tempio votivo ai Becchi il mio braccialetto d'oro, affinché la Vergine Santa protegga sempre i miei cari bambini.

Offro anch'io un braccialetto d'oro per le benedizioni concesse alla mia famiglia. - Torino, R. T.

Carolina Pirovano offre L. 1 perché Maria Ausiliatrice e il Venerabile Don Bosco prendano sotto la loro protezione i suoi cari nipoti e li faccia crescere buoni, come Don Bosco voleva i suoi figli.

Angioletta Rovelli, L. 1, implorando da Maria Ausiliatrice per intercessione del Ven. Don Bosco, la benedizione per sè e per i suoi cari.

Pii giovanetti e giovanette.

Gli alunni della 3a e 4a elementare di Chiusa S. Michele, offrono L. 5 frutto di piccoli sacrifizi a Maria Ausiliatrice, per ottenere la Sua materna protezione slle loro famiglie e sui cari soldati d'Italia. - Teo fila Cantore, insegnante.

Adriano e Doinenichina Merlino di Arona, per il tempio votivo di Maria Ausiliatrice I,. 5, implorando incolumità agli zii che si trovano in zona di guerra e il ritorno del papà che è sotto le armi.

Un nucleo di giovani operaie di S. Ambrogio, Novaretto, Chiusa S. Michele e Villardora, addette al Cotonificio Bosio, mandano, a mezzo della maestra signorina Ermelinda Genta, l'offerta di L. 25 per il Santuario dei Becchi, implorando la benedizione della Madonna sopra di sé e sulle loro compagne.

Le giovani operaie A. Nosetto, G. Grassi, I. Marazzi, S. Raianondi, M. Salvini, M. Fabbri, C. Ferla, E. Roncaglio, A. Iulita, A. Pasquero, E. Bacchetta, C. Verdelli, I. Villa, Sorelle Moriggia, G. Prina, M. Diaco, implorando una grazia spirituale offrono L. 20,50 per il Santuario dei Becchi.

G. Rosina, E. Ferrari, Sorelle Morsiani, T. Povero, Z. Raimondi, A. Lanzi, M. Vecchio, T. Calamari, R. Martinotti, Cat. Pizzetti, M. Bottura, L. Goisa, E. Deleffe, implorando la guarigione di persona cara, offrono a Maria Ausiliatrice pel suo nuovo Santuario L. 8.

E. Corbani, O. Burzatta, Car. Pizzetti, R. Alessandrini, G. Grassi, A. Nosetto, L. Prelini, A. Lanzi, G. Ruggeri, raccomandando a Maria Ausiliatrice i bisogni del e proprie famiglie, L. io.

Le Sorelle Granata, Antonioli, Meazzini, Bonetti, Giovarini, e E. Curti, E. Rossi, E. Anziché, E. Raimondi, A. Introppido, M. Vei, per intenzioni speciali, L. ro.

Le sorelle Nicoletti e A. Bianchi, M. Straffurini, E. Molaschi, P. Piasio, V. Velluti, A. Bruneri, E. Povero, S. Freri, M. Nosetto, Z. Zanotti, per -ottenere una grazia particolare, I,. ro,5o.

Le sorelle Cerioli, Roletto, Zanibeni, Ferrari, e Cantelli; ed E. Galbiali, G. Rossini, M. Rossari, G. Bassi, R. Dedò, R. Pezzi, G. Crovella, per implorare il ritorno dei cari dal fronte, L. 16.

Preci e ringraziamenti.

Adempio ad una promessa fatta alla Vergine Ausiliatrice : sono L. 5 per l'erigenda chiesa dei Becchi. La cara Mamma celeste vegli sulla mia famiglia. - B. C. di S. Ambrogio di Torino.

Ida Mazzucca di Ascoli Piceno per aver ottenuto da Maria Ausiliatrice una grazia al fratello, L. 5.

Margheritine Luigina, Maddalena e Lucia... implorando speciali aiuti e divini conforti alla famiglia, L. 10.

In ringraziamento a Maria Ausiliatrice per la guarigione della mamma offriamo L. 5 pel tempio votivo a Castelnuovo. - Sorelle Costa.

Per ottenere la protezione di Maria Ausiliatrice al mio caro marito in zona di guerra mando un mattoncino per l'erezione al suo Santuario in Castelnuovo, in L. 1.

La zia del soldato Pierino Borghesio, orfano, perché Maria Ausiliatrice lo salvi, L. 1.

Il Chierico Ettore Carnevale, nel partire per compiere il suo dovere verso la patria, si affida a Maria Ausiliatrice e per mettere sé e il fratello Venanzio sotto la potente protezione di Lei, invia L. 5 pel Santuario ai Becchi.

Un soldato, grato alla Vergine Ausiliatrice per la sua incolumità dopo i molti combattimenti ai quali prese parte, invia L. 30. Si celebri una S. Messa all'altare di Maria Ausiliatrice in ringraziamento, e il resto vada per l'erezione della nuova Chiesa di Maria Ausiliatrice ai Becchi, affinché la Madonna continui a proteggere il suo divoto e lo conservi all'affetto dei suoi bimbi.

Anche i Collegi...

Le educande del Collegio Maria Ausiliatrice di Giaveno, piene di riconoscenza alla loro eccelsa Patrona e al Ven. Don Bosco, colla preghiera di essere benedette nei loro studi e in tutta la vita, mandano L. 5o per la nuova chiesa ai Becchi di Castelnuovo d'Asti.

... e i Convitti operai,

Le Convittrici di una cartiera di Mathi Torinese, perché la Madonna di Don Bosco scriva i loro nomi nel libro degli eletti, L. 10.

A nome delle nostre Convittrici (Ditta Figari, Massa Carrara-Forno) invio l'offerta di L. 50 pel Santuario dei Becchi, con le piú ardenti preghiere perché spunti il giorno della parce! - La Direttrice F. M. A.

... e gli Oratori festivi.

Le Oratoriane di Mathi Canavese offrono pel tempio votivo di Maria SS. Ausiliatrice L. 11,9o pregandola a proteggere sé e i loro cari, specie quelli che sono al fronte.

Anche le giovanette dell'Oratorio di Renate Brianza si uniscono esultanti alla nobile gara di riconoscenza e di fede per l'erezione del Tempio votivo dei Becchi con la tenue offerta di L. 8, fiduciose che la Madonna del Ven. Don Bosco le benedica, consoli ed aiuti in tutte le vicende della vita.

Nuovi Direttori Diocesani.

Siamo lieti di annunziare ai benemeriti Cooperatori che nell'anno scorso vennero eletti i seguenti nuovi Direttori Diocesani:

Roma : Mons. Giuseppe Faberi.

Vigevano : Pellizzaris D. Giuseppe, parroco. Padova : D. Gioachino Stefani, vicario di Sao Massimo, coadiuvato dal Vice-direttore Don Giuseppe Pacagnella.

Concordia: Parroco D. Giuseppe Picco. Treviso : Prof. Don Arnoldo Dal Secco. Udine : Prof. Don G. B. Nigris.

Ceneda : Mons. Sebastiano Dall'Anese. Perugia : Mons. Alfredo Mignini. Civitavecchia: S. E. Mons. Vescovo Diocesano. Nocera e Gualdo: D. Angelo Del Ventura. Poggio Mirteto : Can. D. Francesco Tomassini. Urbania e S. Angelo in Vado: Can. D. Giuseppe Gasparini.

Lucca: D. Luigi e D. Giacomo Peli. Sovana e Pitigliano : Mons. Francesco Orsucci. Nardò : D. Luigi Manieri.

Acerenza e Matera: Can. Emanuele Tortorelli. Tricarico: Can. D. Francesco A. Sanseverino. Bari : D. Nicola Scuro. Alife: Can. Gerolamo Di Caprio. Avellino : Prof. D. Michele Reppucci. S. Severo : Mons. Angelo M. Lamonaca. Caserta : S. E. Mons. Vescovo Diocesano col Vice-Direttore D. Antonio Guerrino.

S. Angelo dei Lombardi : S. E. Mons. Vescovo. Imola: Can. Luigi Montanari. Livorno : Can. Mario Marcucci. Ogliastra: Mons. D. Luigi Mulas.

A tutti i piú vivi ringraziamenti per la bontà con la quale accettarono l'incarico e santi auguri di un'azione feconda di lietissimi frutti!

PEI PICCOLI AMICI DI DON BOSCO

Piccoli amici di Don Bosco, questa paginetta è per voi! E non solo questa volta, ma una seconda, e forse una terza ancora, essa verrà a voi con accento egualmente soave e incisivo, denso di forti e santi ammonimenti. Leggetela adunque di buon animo, e traetene profitto, cioé meditatela attentamente finché non l'abbiate convertita... in succo e in sangue!

C'è sempre tempo l

Un vecchio proverbio inglese dice: « Signore, liberateci:

« Dalla pioggia del mattino, Da un ragazzo che ama il vino, Da una moglie che sa il latino ».

Sapete perché? Perché in genere la pioggia ha tempo tutto il giorno a cadere, e non è bella al mattino; il ragazzo ha sempre tempo (anzi farebbe bene a non trovarlo mai) a darsi al vino; la moglie poi che sa il latino per lo piú è una donna curiosa, e spesso finisce col trascurare molte cose importanti e col mandar sulle furie il marito.

L'innocenza d'un giovane non ha nemico maggiore della curiosità malsana. Il primo peccato che si commise in terra, quello di Eva, ebbe la sua causa in questa malsana curiosità: Eva volle parlare col serpente, mirare con desiderio l'albero proibito; s'accorse che il frutto era buono a mangiarsi e bello a vedersi; lo prese, e lo mangiò (1).

Per questo S. Giovanni Evangelista in una lettera metteva in guardia i primi cristiani contro il malsano desiderio di vedere e di conoscere o, come egli dice, contro la « concupiscenza degli occhi (2).

Ma voi direte: « E forse una curiosità il desiderio d'imparare? » No, certo, perché la curiosità è un desiderio inopportuno di conoscere, mentre la scienza è un desiderio conveniente di nutrire la mente.

Il nutrimento è cosa buona, come il sapere è cosa buona; ma non ogni nutrimento, non ogni sapere è buono per tutte le persone e per tutte le età. Quand'è cattivo il sapere? Quando non lo si può portare. Esso è come il vino: a certi stomachi fa bene, a certi altri fa male.

Voi domanderete ancora: « Conoscere il male è cosa buona o cosa cattiva? » Vi rispondo che conoscere il male può essere cosa cattiva, quando non è ancor formata l'abitudine della virtù, e quindi c'è pericolo di vederlo sotto una luce falsa. Però in se stesso non è cosa cattiva conoscere il male: Dio lo conosce; Gesù Cristo in terra lo conobbe tutto; ogni uomo adulto ed esperimentato lo conosce; specialmente lo conoscono quelli che esercitano una professione, come gli avvocati, i medici, i sacerdoti. Voi direte, forse: « Se lo possono conoscere essi, pur restando buoni, lo possiamo conoscere anche noi ». Adagio, ragazzi! Un uomo che abbia esperienza ha pure sapienza, la quale impedisce che la conoscenza del male diventi nociva. Di piú c'è una grazia speciale di Dio che aiuta ogni buon cristiano, quando studia o esercita cose e materie elle sono della sua professione. Dice un proverbio irlandese: « C'è sempre tempo per dire buon giorno al diavolo, quando lo s'incontra ». cioè: non deve un giovane uscir fuori dai suoi studi, dalle sue relazioni, dalla sua famiglia per andare in cerca del male; non è proprio desiderabile prevenire la conoscenza con messer diavolo.

Se uno di voi, senza motivo, volesse, a bella posta, cacciar le mani nei cespugli intricati d'una foresta selvaggia, con che cuore potrebbe rivolgere a Dio questa preghiera: « Signore, liberatemi dalle serpi? » Ma se voi fate la vostra strada, e un serpente ve l'attraversa, potete non solo pregar Dio, ma essere fiduciosi che vi salverà.

I medici dicono che è pericoloso per chi non è medico studiare le malattie e i loro rimedi. In generale questi curiosi ne cavano piú danno che vantaggio, perché s'immaginano d'avere certe malattie che non hanno affatto, e cosí diventano ammalati... della persuasione d'essere ammalati, e intanto trascurano le vere malattie che hanno.

Ognuno di voi quindi concluda cosí « Pur troppo col crescere dell'età verrò a conoscere molte malattie dell'anima e del corpo, per mia dolorosa e triste esperienza e per l'esperienza delle persone che mi sono care; dopo questa conoscenza non sarò certo piú felice di prima. Non voglio quindi anticipare nulla; conoscerò ciò che la Provvidenza di Dio mi farà conoscere, e, pur troppo, se vivrò una lunga vita, ne conoscerò di cose brutte fino alla nausea. Per ora, come è bello godermi la serenità della mia fresca giovinezza, ingenua, pura!... » (1).

In una parola : non siate curiosi di saper tutto, di veder tutto: mortificate, frenate quest'istinto; occorrendo, confidale i vostri desideri a persone prudenti e non a compagni inesperti come voi; e vivrete felici!

(1) Genesi III, 6.

(2) Prima lettera di S. Giovanni, II, 16.

(1) Da « Il libro nella bontà » di JosEPH RICKABY S. J. Letture pei giovani. Prima edizione italiana autorizzata sulla terza inglese, con aggiunta d'esempi a cura del Dott. Antonio Cojazzi. L. 1,5o. É un nuovo libro che sarà edito quanto prima dalla S. A. I. D. Buona Stampa di Torino.

LETTERE DEI MISSIONARI

REPUBBLICA ARGENTINA Due ponti improvvisati a Pringles.

(Lettera del sac. Domenico Milanesio).

Buenos Aires, 12 ottobre 1915. REV.MO SIG. DON ALBERA,

Seguendo il proverbio che dice: meglio tardi che mai, le darò una succinta relazione di ciò che mi avvenne suol finire dell'anno passato in Pringles, paesetto situato sulle rive del Rio Negro, a 9o chilometri da Patagones.

Mi trovava in Viedma, quando ebbi l'ordine di recarmi a Pringles per predicarvi la Novena dell'Immacolata.

Che impressioni non provai in quel viaggio!... Nel primo decennio del mio apostolato a Pringles, l'unico mezzo di viaggiare era una magra cavalcatura, ed oggi vi si va in automobile. Allora vi s'impiegava una giornata, ed oggi bastano tre ore. Allora si giungeva piú morti che vivi, ed ora vi si arriva' ottimamente disposti a celebrare il santo sacrifizio della Messa. Non le sembra, che abbiam motivo di esclamare: anche in Patagonia si fanno dei progressi?

Ma con mia meraviglia trovai il paese diviso in due frazioni... da due grossi canali aperti dall'inondazione dall'anno 1899. Uno di essi si trova ai piedi d'una collina che fiancheggia la valle, e l'altro a pochi metri dalle sponde del Rio Negro.

Dato principio alla novena, subito mi accorsi che i canali impedivano il passaggio agli abitanti della collina, sicché non potevano venire ad assistere alle sacre funzioni e ciò mi strinse il cuore e pensai a rimediarvi nel miglior modo.

Messomi d'accordo coi nostri due cari confratelli D. Pasquale Frane e il coadiutore Giacomo Sikora, decisi di venir alla costruzione di due ponti, per soli pedoni ben s'intende, fiducioso nella cooperazione di alcuni vicini di buona volontà, trattandosi d'un'opera di gran vantaggio per tutti.

Il disegno dell'impresa parve ad alcuni un sogno, e l'idea di portarla a capo una pazzia. Ma non era così per noi, già avezzi a tali imprese, o, dirò meglio, assuefatti a lottare contro ogni difficoltà. Non si trattava di due ponti in piena regola, ma bastavano poche dozzine di travi, altrettanti pali ed assi, e un po' di chiodi, che quella buona gente ci avrebbe offerto generosamente. Quindi all'opera!

Il primo giorno lavorammo noi soli di casa, ma tosto ci si aggiunse il Commissario sig. Francesco Muratorio, che, oltre l'opera sua intelligente, diede ordine ad una mezza dozzina dei suoi poliziotti di venire ad aiutarci. Cosí in due giorni si terminò il primo ponte di dieci metri di lunghezza.

Pieni di maggior slancio ponemmo mano al secondo ponte che doveva misurare circa 5o metri: ma proprio il primo giorno ci trovammo in pericolo di dover lamentare una grave disgrazia. Io e il confratello coadiutore eravamo scesi nel canale per scandagliarne la profondità, sperando di poter compiere quel lavoro sopra un carro. Ma ecco che il cavallo cade in un gorgo e mentre io balzo al sicuro là ove c'era poc'acqua, il confratello che voleva salvare l'animale scompare anch'esso nelle acque.

Non esitai un istante. Mi cacciai, vestito com'era, nell'acqua e riuscii, grazie a Dio, a trasportare alla sponda prima il confratello e poi l'animale.

Interrotte le nostre operazioni per quel giorno - era il 30 novembre, all'indomani riprendemmo con l'impegno di prima l'opera incominciata e dopo 4 giorni anche il secondo ponte era terminato.

I vìcini, pieni di gratitudine, lo ammiravano tutti con piacere. Erano già passati 16 anni dacché il transito a piedi era difficile da un punto all'altro del paese, e se nelle secche si eseguiva con gran, difficoltà, nei tempi di piena era interrotto del tutto e ciò avveniva per piú mesi dell'anno.

L'opera nostra fu un nuovo argomento per far tacere quelli che spesso si domandano: « A che cosa servono i preti? » Un tale, imbevuto d'idee settarie, si lamentava che le autorità locali non avessero fatto nulla durante un cosí lungo periodo, mentre un prete, coadiuvato da pochi vicini, avesse colla sua buona volontà condotto a termine un'opera tanto necessaria in così poco tempo.

Ma sebbene sia stato molto grande il nostro impegno in quell'impresa, non abbiam potuto effettuare interamente il nostro pensiero, in primo luogo perché il tempo fu troppo corto e in secondo luogo perché il fiume riboccò tanto la vigilia e il giorno della festa che le sue acque fecero gonfiar troppo il primo canale, da coprire alquanto il ponte costrutto, impedendo a molto popolo di venire alle funzioni.

Ciò nonostante ci fu al mattino una bella corona di S. Comunioni, e la processione della sera fu assai numerosa e divota. Il simulacro della B. Vergine, ornato di ghirlande e fiori, fu portato a polso da vari robusti giovani per la piazza della borgata, perché la Madre di Dio volesse benedire quel numeroso stuolo di cristiani, risvegliare la fede in molti cuori agghiacciati e ferire a morte l'idolo piú venerato in tutto il mondo, cioè il rispetto umano, il nemico piú formidabile che abbiam da combattere sulla terra.

Di Lei, amato Padre,

Dev.mo Figlio e Servo in G. C. SAC. DOMENICO MILANESIO.

Un INTERESSANTE GIUDIZIO sulle Missioni Salesiane.

PATAGONIA, PAMPA E TERRA DEL FUOCO

(Continuazione - Vedi numero di novembre u. s.).

Prima però si ebbero a superare innumerevoli difficoltà, e non furono soltanto lotte contro la natura del paese, ma anche persecuzioni dei nemici della fede, i quali non temettero di denigrare vilmente l'opera dei Missionari, giungendo al punto di scacciarne alcuni dal paese e attentare alla vita di altri.

Il Vescovo mons. Cagliero ebbe cura di aprire numerose residenze soprattutto nel territorio già esplorato della Patagonia Settentrionale. La linea del Rio Negro e del Nequén fu occupata dalla colonia di Chos-Malal a pié delle Ande nel territorio del Neuquén (1888), Pringles e Roca (1889) e Conesa (1891). In tutti questi luoghi vennero edificate chiese e scuole e si apersero anche orfanotrofi ed istituti per l'educazione dei fanciulli dei coloni sparsi per la vasta regione. Dalle singole case torna piú facile l'intraprendere viaggi di missione nei dintorni e ripeterli con maggiore regolarità.

A Bahia Bianca, crescente piazza commerciale al sud della provincia di Buenos Aires, che ora conta 7o.ooo abitanti, nel 1891 venne eretta una parrocchia e fondato il fiorente Collegio Don Bosco, il quale dopo pochi anni contava piú di 30o alunni.

Appena fu provveduto ai piú urgenti bisogni al nord del Vicariato, i Salesiani si volsero subito anche al sud. Nel 1892 in Rawson, piccola capitale del territorio del Chubut, fu aperta una Casa Salesiana. La fondazione era assai urgente, poiché là e nei dintorni si erano già stabiliti molti emigrati, particolarmente italiani; e vivevano senza, cura alcuna dell'anima loro, mentre vicinissimo si erano stabilite colonie protestanti ben ordinate, di provenienza inglese. La nuova stazione portò ai cattolici scuola e chiesa, piú tardi anche scuole d'arti e mestieri, e un collegio maschile, un altro fenmiinile, e un ospedale; mentre serviva ad un tempo corte punto d'appoggio per i viaggi nel territorio del Chubut, che si intrapresero con energia lungo i fiumi principali. Verso l'occidente s'incontrarono grandi gruppi di indi, che vi conducevano vita nomade, in dura povertà ed èslegi, e si riuscì a convertire parecchi cacichi colla loro gente.

Purtroppo, nonostante il numero crescente degli abitanti, non si poterono fondare nuove stazioni. Fino ad oggi vi è soltanto l'unica stazione di Rawson con quattro sacerdoti, dalla quale si provvedono regolarmente tre altri luoghi al di fuori. In complesso vi sono domiciliati circa. 8ooo cattolici, fra i quali fiorisce la vita religiosa. Il resto del territorio, che oggi conta già 20.000 abitanti ed ha anche forti colonie di indii - si dice che ve ne siano circa 3000 -- a causa della sua immensa estensione non può naturalmente essere visitato dai messaggeri della Fede che rare volte, irregolarmente, benché un sacerdote sia esclusivamente destinato a queste apostoliche peregrinazioni (1)...

Spesso i Missionari riferiscono, di aver trovato presso gli indii migliore disposizione per la dottrina di Gesù Cristo che presso i bianchi. Invero oggidí la maggior parte degli indii è cattolica...

Alle varie colonie nel Territorio del Rio Negro, nel 1895 si aggiunse a pié delle Ande la nuova e importante stazione di Junin de los Andes in terra fertile, nella quale D. Milanesio aveva già battezzato molti indii.

Le fondazioni che seguirono tornarono di vantaggio alla Pampa.

Nello stesso anno 1895 sorse una casa in Fortin Mercedes sul Rio Colorado ; che fu quasi l'unico edifizio nel giro di parecchie miglia. Dapprincipio essa venne considerata solamente come punto d'appoggio per i missionari che viaggiavano per la Pampa, ma il Vescovo mons. Cagliero la ampliò prevedendo lo sviluppo che avrebbe presto raggiunto il paese: ed oggi è fra le piú importanti stazioni della missione colla sua fiorente scuola d'agricoltura, la quale si rese assai benemerita per la coltivazione del terreno nella valle del Rio Colorado.

Nel 1896 seguirono nella Pampa altre due fondazioni nei luoghi piú importanti, General Acha, e General Lagos, alle quali piú tardi si aggiunse una terza in Victorica.

Anche nel Territorio del Rio Negro si ebbero nuove fondazioni; cappelle e chiese vennero fabbricate nei luoghi principali e si ampliarono gli istituti già esistenti. Non erano ancor passati vent'anni della loro attività, e i Salesiani potevano gloriarsi d'aver battezzati al nord della Patagonia, in cifra rotonda, 25.000 indii: avevano eretto 5o grandi edifizi; oltre 2000 alunni frequentavano i loro collegi. Secondo i calcoli, tutta la missione deve aver costato fino all'anno 1907 piú di dieci milioni di franchi. Le spese furor così straordinariamente grandi, causa i lontani trasporti. La massima parte di questa sonora venne data dai Cooperatori; considerevoli sussidii vennero anche dai governi dell'Argentina e del Chili.

Mentre tutto sembrava promettere il piú consolante sviluppo una spaventevole disgrazia doveva distruggere la missione e il faticoso lavoro di parecchi anni. Dal maggio all'agosto 1899, in seguito all'improvviso scioglimento delle nevi nelle Ande e a lunghi e violenti acquazzoni, ingrossarono i fiumi della Patagonia e cagionarono una terribile inondazione; piú di 1oo.ooo km2 vennero coperti dall'acqua. Quasi tutte le stazioni salesiane si trovarono ridotte in uno stato miserando; le case di Rawson, Roca, e Cayman erano distrutte fin dalle fondamenta; Junin de los Andes, Chos-Malal, Pringles, Patagones e Viedma rimasero gravemente danneggiate.

Indescrivibile la sventura e la miseria in tutto il paese; tutto il bestiame era annegato. I Salesiani calcolarono il danno subìto a un milione di marchi; ma intrepidamente ricominciarono a fabbricare, e dopo pochi anni quasi tutto era rimesso a nuovo, meglio di prima. Ultimamente vennero edificate parecchie grandi Chiese e Cappelle, ma non si aggiunsero nuove fondazioni (1). Il numero dei missionari invece si accrebbe e conta presentemente 44 sacerdoti e 48 coadiutori, i quali sono aiutati da circa 1oo suore, figlie di Maria Ausiliatrice.

Nei paesi piú grandi che godono di una cura d'anime regolare fiorisce la vita cristiana. In Bahia Bianca, nota un tempo per la sua incredulità e che ora per il suo grande sviluppo presenta difficoltà speciali, i Salesiani ottennero già nel 1910 ben 20.000 Comunioni. Nel 1887 Mons. Cagliero, che vi predicava una missione al popolo, dovette sospenderla perché nessuno compariva alle prediche; nel 1910, oltre gli alunni delle scuole salesiane, piú di 1400 ragazzi della città intervennero al Catechismo.

A Viedma e Patagones la popolazione è molto religiosa. Il merito è dell'attività dei Missionari per la buona stampa e per molte istituzioni di utilità generale (società operaie, ospedale e scuole professionali). Per il gran vantaggio che l'Opera Salesiana porta agli abitanti della città, dal Governo venne esentata dalle imposte.

Anche dalle altre stazioni giungono spesso consolanti notizie sullo zelo dei cattolici.

Nelle campagne fra le sparse colonie degli immigrati e degli indii convertiti, i quali solo rare volte vedono il prete e la chiesa, non può certo egualmente fiorire la vita religiosa. Ma anche là regna molto buono spirito. Secondo le notizie dei missionari, la maggior parte degli abitanti dei territorio, del Nequén ricevono tre volte all'anno la santa Comunione. Questo lo si deve agli instancabili missionari ambulanti, i quali malgrado i molti disagi, fanno ogni anno il loro giro.

Già dal 1905 sette Missionari erano esclusivamente dedicati a quest'opera. Adesso il loro numero dev'essere maggiore. Quale durata abbiano questi viaggi anche oggidí lo mostrano alcuni esempi degli ultimi anni.

Don Pestarino in un viaggio intrapreso nel 19o7 da Viedma, e che durò dal mese di maggio fino a settembre, fece 4000 km. di cammino. Don Milanesio nel 19o8 in un viaggio nel territorio delle Ande fece 215o chilometri; nell'anno seguente un altro Missionario, il quale da dieci mesi si trovava in viaggio al sud del Rio Negro, disse d'aver fatto 3500 chilometri. Nel 1911 un Missionario, partito da Pringles, sì trovava in viaggio dal 18 febbraio sino alla fine di giugno. Le fatiche di questi viaggi apostolici vengono ordinariamente ricompensate da copiosi frutti spirituali. Per esempio Don Pestarino, nel viaggio suddetto, amministrò 425 battesimi, fra cui molti ad adulti indii, 450 cresime, 457 Comunioni, e benedisse 59 matrimonii. Nell'accennato viaggio pel Territorio del Rio Negro si ebbero eguali risultati: 218 battesimi, 225 cresime, 485 Comunioni. Il risultato del viaggio di missione nell'anno 1911 era ancor piú splendido: 973 furono i battezzati, fra i quali 8o adulti; 678 i cresimati e 450 quelli che ricevettero la S. Comunione; e 105o furono le famiglie visitate dai missionari. Dappertutto essi diffusero la buona stampa.

Così, i figli di Don Bosco, pieni di abnegazione e di zelo, lavorano nelle solitarie pianure della Patagonia e della Pampa! Chi conosce le difficili circostanze, non può far a meno di riconoscere la loro grande attività. La continua immigrazione mette innanzi a loro sempre nuovi bisogni. Sarebbe a desiderare che essi trovassero persone e mezzi corrispondenti alle esigenze crescenti! Come pare, un grande avvenire si prepara a questi paesi, nei quali lavorano i Salesiani. Possa la loro attività riuscire a conservarli alla fede cattolica!

(Continua)

P. GIUSEPPE, GRISAR S. J.

(1) Nel 19o8 venne aperta una seconda residenza a Trelew con scuole, chiesa e vari sacerdoti, uno dei quali attende regolarmente alla parrocchia di Gayman. Nel 1914 si compì un'altra importantissima fondazione a Comodoro Rivadavia. Ora anche nel Chubut si nota un risveglio di fede il più consolante. (Nota della Redazione).

(1) Oltre le accennate, si ebbero ancora tre fondazioni; quella di Choele-Choel fin dal 1901 ; e quelle del Neuquén nel 1914 e di S. Carlos de Bariloche nel 1915. (Nota della Redazione).

Per la Festa di S. Francesco di Sales.

Facciamo umile preghiera ai sigg. Direttori, Condirettori e Decurioni, perché nella Festa di S. Francesco di Sales vogliano raccogliere a Conferenza i Cooperatori e le Cooperatrici a norma del Regolamento, per lucrare l'indulgenza plenaria e per trattare di quegli argomenti che giudicheranno più atti a promuovere la gloria di Dio secondo lo spirito della Pia Unione.

IL CULTO DI MARIA AUSILIATRICE

NEL SANTUARIO. Il 24 di ogni mese,

si ripetono, mattino e sera, solenni funzioni in onore di Maria Ausiliatrice. Al mattino, alle 6,30, ha luogo la messa della Comunione Generale, seguita dalla Benedizione col SS. Sacramento. Il 24 dicembre u., s., vigilia del S. Natale la fiducia di affrettare mediante l'intercessione di Maria SS. la pace delle nazioni, chiamò una devota moltitudine sotto le volte del Santuario.

Alla sera, alle ore 19,30, ha luogo in forma solenne l'adorazione pubblica innanzi al SS. Sacramento.

Vogliano i benemeriti Cooperatori e le pie Cooperatrici unirsi in ispirito a queste sacre funzioni mensili le quali hanno questi due fini principali: pregare secondo le intenzioni del Santo Padre e ottenere il ristabilimento della pace fra le nazioni.

GRAZIE E FAVORI (*)

Grazie, o Vergine Ausiliatrice!

Nello scorso maggio caddi malata di pleurite e il caso fu cosí complicato da richiedere un'operazione. Lo stesso medico curante disperava della mia guarigione, data anche la gracilità del mio fisico. La sorella mia, vedendo ormai inutile per me ogni arte medica, nella piena del dolore si volse supplice al cielo, e incominciò una novena a Maria Ausiliatrice, mettendo in essa tutta la fede e il fervore.

Oh bontà grande e materna della Vergine! Terminata appena la novena, io ero fuori di pericolo: in breve tempo ripresi forze e mi ristabilii completamente.

Col cuore vivamente commosso e grato rendo pubbliche grazie a Maria Ausiliatrice a cui devo la vita e la ricuperata salute e vorrei che tutti gli ammalati, gli afflitti, i sofferenti, si rivolgessero coli fiducia ad una Madre cosí tenera e pietosa, con la sicurezza di trovare in Lei conforto, salute e protezione.

Evviva Maria Ausiliatrice!

Milano, novembre 1915.

Una Cooperatrice.

Bahia Bianca. - Non ho parole per ringraziare la potente Ausiliatrice dei Cristiani.

L'anno scorso fu una serie non interrotta di grazie e favori, che io ebbi dalla Madonna di Don Bosco. Momenti angosciosi tormentavano la mia famiglia; ebbene, l'unica speranza fu Maria Ausiliatrice che con i miei bambini invocava con fede. E la cara Madonna, come iride di pace, dissipava le nubi che, gravide di tempesta, sembravano disposte a piombarci nella piú triste afflizione.

La Madonna Ausiliatrice ci sorresse, ci aiutò e fece fece regnare la gioia nella nostra famiglia. Spedisco 69 lire, raccolte fra i membri della mia famiglia ed alcuni parenti, per il Santuario dell'Ausiliatrice in Torino, chiedendo un'Ave ai piedi dell'altare della Madonna di Don Bosco.

Aprile 1915.

MARIA SEGATA in MENESTRINA.

Scutari d'Albania. -Nell'agosto del 1914 si ammalò repentinamente la nostra orfanella Maria Walpeja, con accessi ripetuti di nevrastenia, che la tenne piú di un mese fuori dei sensi, tanto che si temette di perderla. Nei brevi intervalli di lucidità di mente, il suo pensiero era rivolto a Maria Ausiliatrice, che invocava con giaculatorie e con inni. Persistendo il male e temendo che l'impressione fosse dannosa alle altre orfanelle sue compagne, il medico curante consigliò di mandarla al nostro Ospedaletto Principessa Jolanda, e grazie a Dio da un mese la cara orfana riacquistò le forze perdute e fu libera da ogni accesso.

Nel marzo p. p. si ammalò di pleuropolmonite una nostra orfanella di anni 14. Dal medico curante il caso fu dichiarato grave. Io non mi perdetti d'animo, ma fidente nella protezione di Maria SS. Ausiliatrice, incominciai, con le Suore e con le orfanelle, la novena consigliata dal Ven. Giovanni Bosco. Fummo esaudite, poiché la malattia segui il suo corso, senza complicazioni, ed ora la giovane è perfettamente guarita.

Riconoscente, rendo grazie alla nostra Madre Maria Ausiliatrice, e invito tutti i suoi devoti a ricorrere con fiducia al suo potente ajuto.

Maggio 1915.

Suor ANNA FRETTE.

Grana. - La Madonna Ausiliatrice di D. Bosco ha voluto esser benigna molto con me e mio marito. Perché trovandoci spesso or l'una or l'altro, e anche contemporaneamente, costretti a tener il letto per malattie gravi, non potevamo sufficientemente attendere ai nostri interessi, i quali deperivano. Ed io, avvicinandosi un'epoca in cui si ripigliavano intensamente certi lavori (e ne avremmo avuta perdita se mio marito presto non si ristabiliva), feci promessa a Maria Ausiliatrice di riconoscer da lei il ristabilimento, e far pubblicar sul Bollettino Salesiano la grazia, con una offerta. A ciò fui indotta particolarmente da una assidua lettrice di cotesto caro periodico. Compio adunque il mio dovere verso la Celeste Madre, affinché anche altri impari a ricorrere con fiducia a chi sempre esaudisce.

16 Agosto 1915.

FELICITA PORRO in GASTALDI.

Valletta-Malta.--Nel passato novembre, mio fratello Antonio, cinquantenne, fu portato all'orlo del sepolcro dal diabete. La terribile malattia si rivelò bruscamente con una infiammazione nel piede sinistro, e vi fu un processo cosí rapido che in un paio di giorni cominciò la mortificazione delle dita e la cancrena minacciava di estendersi a tutto il piede e alla gamba.

Il dottore, che fu chiamato al primo manifestarsi della malattia, adoperò tutti i mezzi che la scienza suggerisce: ma pure egli dichiarò il caso gravissimo e consigliò all'inferno gli estremi sacramenti. Intanto per suo avviso fu chiamato il Professore Cassar che stimò necessaria l'amputazione delle cinque dita. Ciononostante, interrogato in confidenza da me, questi francamente mi rispose che non aveva quasi alcuna speranza, molto piú che gíà comparivano delle serie complicazioni. Tutti e due i medici erano d'opinione che mio fratello prima di Natale sarebbe stato nella tomba.

Allora feci voto a Maria SS. Ausiliatrice di andarla a visitare in un suo Santuario e pubblicare la grazia sul Bollettino Salesiano, se mio fratello risanava.

Subito dopo incominciò un miglioramento il quale, sebbene lento, non cessò mai; e ora che scrivo saio fratello è guarito, e può andare giù e su per le scale di casa e spera di poter fra poco prostrarsi in chiesa dinnanzi all'altare di Maria.

Ho delle forti ragioni per credere che la guarigione di mio fratello è stata una vera grazia di Maria SS. Ausiliatrice, giacché in molte altre difficili circostanze ella ha esaudito le mie preghiere: colla pubblicazione della presente io intendo rendere sincere grazie a Lei elle mi ha conservato il fratello.

22 maggio 1915.

Sac. CARMELE PSAILA.

Brentino Veronese. - Già da 20 giorni se ne stava a letto aggravatissimo, e, ridotto orma in fin di vita, piú nulla si sperava umanamente di lui. Quando da una pia persona, mi venne suggerito di rivolgermi con una Novena a Maria SS. Ausiiliatrice ed al Ven. Don Bosco. Cominciai subito la novena con grandissima fiducia di essere esaudito e con promessa di pubblicare la grazia sul Bollettino inviando pure una piccola offerta. Contemporaneamente suggerii all'infermo sentimenti di fiducia verso si buona Madre, e misi sotto il suo capezzale una immagine di Maria SS. Ausiliatrice, invitando anche quei di famiglia di rivolgersi a Lei. Con mia grande consolazione in capo al nono giorno mio padre cominciò a migliorare, continuò, ed ora si è completamente ristabilito; ed io di cuore invito tutti a ricorrere a sì buona Madre, chè non saranno abbandonati.

1 Novembre 1915.

F. B.

Napoli. - Sento, un'altra volta, imperiosamente il dovere di rendere pubbliche grazie a Maria Ausiliatrice Madre nostra, attestando solennemente di essere stato sempre sempre esaudito, ogni volta che mi son rivolto alla potente intercessione di Lei mediante la novena efficacissima suggerita dal nostro Ven. Don Bosco, e lo stesso attesto anche a nome di quelli, ai quali ho insegnato la detta novena. In riconoscenza esporrò la sua immagine alla pubblica venerazione.

Novembre 1915.

Mons. G. FIORENTINO.

Ottennero pure grazie da Maria SS. Ausiliatrice e alcuni pieni di riconoscenza, inviarono offerte per la celebrazione di S. Messe di ringraziamento, o per le Missioni Salesiane, o per le altre Opere di Don Bosco, i seguenti :

A) -A. B. di Gangi, 5o - A. C. B. di Tortona, 5 - A. M. 3 - A. S. di Sestri Levante, 5 - Abbene D. Giuseppe, 4 - Agosta Felice, 15 - Agosta Ottavia, 5 - Albertini D. Cesare, 50 - Alessandri Nob. Alessandro Luigi - Alessandri Anna in Vittori per la guarigione del suo caro Giovannino - Alessio Maria, 5 - Alfaro Teresa, 8 - Aloi D. Giuseppe, 5 - Antoniano Giovanni, 5 - Assangini Luigia, 2 - Assetto sorelle, 6 - Astolfi Ersilia, 2 - Avogaro Maria, 5.

B) - B. F. di Brusasco, 10 - B. L. di Torino-Bacchetta Maria, 15 - Baldis Bettina, z - Balzi D. Attilio, 5 - Barbera Francesca in Bisceglie, 5 - Barbero Concettina, 5 - Baroncelli Maria, 5 - Baseggio Maria, io - Battilana Rosa, 4.5o - Baucod Alessio, 2 - Belotti Lucia, 2 - Benedetti sorelle, io - Bergamini Maria, 30 - Bernocchi Amalia, 5 - Bertellini Peppina ed Ausilia, io - Bianco Mario, 2 - Boffito Carlo, 5 - Bonino Domenico, 5 - Bosotto Adele -- Bottazzi Luigia, 5 - Bottoni Giuseppina, 5 - Bovo Giuseppe, 15 - Bozzano Teresa, 2 - Brenda D. Carmine -- Brentano Ottavia, 3 - Brunetti Nicolina, 5 - Buselli Carolina in Bettini, 5 - Butti Erminia, 5.

C) - C. N. di Lugo di Romagna, 5 -- Calvo Cecilia n. Ulla, 3 - Campione Cornelina, io - Canelli Gaudenzio, 2 - Cane Domitilla, 50 - Cantinovi D. Luigi, 12 - Carando Paola, 3 - Cardoza Juana, 2 - Carones Adelaide, io - Cassano Emma, 5 - Castagna Ernesta,. z - Castagnedi Ernesta, 3 - Caudeli Riccardo, 5 - Cavagni Maria, 15 - Cavallero Adelaide - Cavazzutti Maria, 5 - Cerotto Domenica, io - Charrier Veronica, 15 - Chierici Mantovani, ii,5o-

Ciaburri Antonietta - Cibella Filomena - Cicarelli Rosa, 3 - Cislaghi Angela, 2 - Cochis Maria - Cocco Marietta, 3.50 - Colavizza Luigia, 5 - Colombi Maria in Ramati, 20 - Conti D. Domenico, 50 - Cooperatrice Salesiana di Torino - Cooperatrice Salesiana di Torre S. Maria, 3 - Coradini Ruggero, io - Cordola Sibillina - Corneti Mongardi Mario, ioo - Cortese Francesca, 5 - Corti Maria, 5 - Couter Germano-Crespi Francesco, io - Cuneo Giuseppina in Pastorino.

D) - D'Angelo D. Silvestro, 5o - De Bernardi Maria, 5 - Del Bianco Pietro, 4 - Del Favero Giovanni, 2 - Della Savia Valentino, 5 - Dellavalle Placido, 5 - Del Rio Virginia in Baldi, 50 - Delvitto Giuseppina, 5 - Désaymonet Alessandrina, 5.20 - Desutto Alberto, 5 - Devalle Gemma - Di Miceli Cristina, 5 - Di Prima Paolo di Paolo, 5 - Donegatti Fernando, della zona di guerra, 5 - Donato Domenica, 5 - Donato Maddalena-Drisaldi Elena, z - Due pie persone, 5.

E) - E. Z. di Ranzanico, 3 - Eco Angelo, 5.

F) - F. B. di Brentino Veronese, 2 - F. C. di Villardora, io - Falsina Angelica, 20 - Fazio Teresa, 25.75 - Ferrandi-Manzini, 25 - Ferrero Angelina, 7 - Ferrero Martino - Fiorentino mons. Giovanni, 7 - Fiorini Adelinda - Fivano Rosina - Fontana Suor Maria Pia, io - Foresti Ginevra, 5 - Forni Regina, 8 - Fossato Maria, i - Frassy Romana, 2 - Fumagalli Domenica, 5.

G) - G. G. di Arignano, i o - G. R. di Casa Bianca, 30 - Caglia Giuditta, 7.20 - Gai Teresa - Gallini Giuseppa, 5 - Gamba Adelaide - Gambetta Pierina, 2 - Garla Emilio, zo - Ghigo Angela, 5 - Ghio Catterina, 5 - Ghisotti Maddalena, 5 - Gino di Torino - Gioga Maria, 5.15 - Giordano Dott. Filippo, io - Girodo Maddalena - Ciroldelli Rosalia, 5 - Giurin Giovanna, 2.50 - Graglia Eurosia, 3 - Graneri Giovanili, z - Grassi Rachele, i - Grasso Gaetana, 5 - Gravier Emilia del Moncenisio, 5 - Grossi Clementina in Segagni, 1oo - Guastavino A. G., 15 - Guastavino Stefano, 5 - Guglielmetti Maddalena, 2 - Guglielmo D. Giovanni, io.

I) - Imperatori Giovannina, 20.

L) - Lanfranchi Patina, 3 - Lanteri Agostino, 5 - Lattanzio D. Angelo, io - Leali Bortolo, 5 - Leali Domenico, 5 - Lelli D. Giuseppe - Lo Cicero Serafina, g - Lonetti Tobia, 20 - Lutri Marietta in Bongiorno, li.

M) - M. E. di Torino, 5 - M. G. di Foglizzo - M. C. Z. di Vallelunga, 5 - M. T. D. di Tortona, 5 - M. V. di Torino - Macaluso Stefana per insperata e quasi istantanea guarigione da grave malattia, 2 - Maccadanza D. Gioachino, Parroco, coli ioo Parrocchiani, per essere stati preservati dalla grandine, 210 - Magello Luigia, 5 -Maranzana Ottavia, 5 - Marca Caterina, 3 - Marino D. Ignazio, 5 - Martinenghi Orsola, io - Martone Teresina, 5 - Massidda Brigida, 3 -- Massocco Margherita, 2 - Mauri Luigi, io - Mecca Giuseppina, io - Un membro dell'Arciconfraternita di Maria Ausiliatrice di Roma, i - Medici Innocenta, io - Micellone Luigia, i - Micheli Angelo, della zona di guerra, i o - Miclielini di Perugia, 5 - Michelotti D. Francesco, 5o - Mistorino Giuseppe - Moisello ved. Rosa - Monti Emma, 5 - Morando Antonio ed Antonietta, i o - Musumeci Pietro, 5 - Muzzati Carlo, 5.

N) - N. N. di Casalborgone, 2 - N. N. di Cavagnolo, 5o - N. N. di Cavoretto, 25 - N. N. di Ceresole Reale, io - N. N. di Comacchio, 5 - N. N. di Intra, 5 - N. N. idem, 15 - N. N. d'Ivrea, io - N. N. di Lugo Romagna, 5 - N. N. di Negrar, io - N. N. di Oviglio Monferrato, 5 - N. N. di Prata Pordenone, 17 -- N. N. di Rosignano Monferrato, 2 - N. N. di Santhià, 8 - N. N. di Torino, io - N. N. idem, 5 - N. N. di Verona, 2 - N. N. di Vigevano, î - N. N. di Villanova d'Asti - N. N. di Vittorio - Navarra Giovina, io - Nespolo Michele, 5 - Nicoli Francesca - Nordio Antonietta, 5.

O) - Orecchia Orsola.

P) - P. M. di Torino, 5 - P. S. P. di Morbegno - l'aratore Maria, 5 - Patrucco Valentino, io - Pansa Clara, 5 - Pecavento Maria, 5 - Pedersoli Angelo fu Bortolo, 5 - Pelasco Antonietta, 5 - Pellascio Antonietta, io - Peratoner Alberto, 4 - Perico Barbara, 4 - Perron D. Cesare, 15 - Perruchod Alessandro, 2 - Pescatore Luigia, 2 - Pesce Virginia, 3 - Priana Rosalia, 5 - Pianta Fiorentino, 2 - Pighetti Enrico, 25,75 - Pirovano Adele, 7 - Piuri Enrico -- Pizzo Maria, 3 - Poggiani Maria, 5 - Polese Maria, 5 - Polese Cormina, 50 - Poletto Giuseppina, 2 - Portanova Can. D. Antonio, i - Previati Carlo dalla zona di guerra, 5 - Puglisi Anna di Mauro, 8.

Q) - Ouintissimo Giacinto, 3 - Ouirici Clelia, 3.

R) - R. M. di Torino, z - Radaelli Alfredo e Rosalia, io - Raffaldi Ernesta, 5 - Raimondi Gioachino, io - Rancan D. Antonio, 2.50 - Rancati Ester, 3 - Rastelli Giovanni, 5 - Ratti Nicola - Raviola Angela, 5 - Regalli Gina, 6 - Reta Francesca, 5 - Riggio Sarna, i - Ritter Bice - Riva Vercellotti Angela, 5 - Rivas Antonio, 2 - Rizzotto Melania, 5 - Roato Pierina, 2 - Robino Maria, io - Roccia Elisabetta, 5 - Rolando Cristina, 50 - Roletti Giuseppe e Angelica - Roncoli Antonietta, 5 - Rosati D. Frati~ cesco, 2o --Rossi Anna, 5 -- Rossi Battistino, 5 - - Rossi Irene in Morel, io - Roviera Virginia, 5 - Ruella Giuseppe, 2 - Ruga Teresa in Longhi.

S) -- S. F. di Livigno, 5 - S. M. di Castelrosso, 5 - Saiani Libera, 4.90 - Scagliotti Vedova, z - Scapiti Antonio, 5 - Scaraffia Luigia, 5 - Schellino Maria, 2 - Sirollì D. Antonio, 1 -25- Spada Adelina, 5 - Spampatti Pierina, io - Sperazza D. Giovanni - Sperazza Giuseppina, 15 - Sterli Rosina, 30 -- Sturzo Margherita, 5.

T) - Tacchini Pietro, 5 - Tandini Maria Mad=` dalena - Tertupa Giuseppe, ioo - Testa Battista, 5.50 - Tiozzo Emilia, 5o -Tolu Marianna, 2 -- Tomatis Ludovico, 1,5o - Tornei Angela, 12 - Trabalda Eleonora, 5 - Tononi Gregorio, 5 - Trajna Ing. Giuseppe e Famiglia, io - Trechi, io -- Trepan Margherita - Trogolo Arcangela - Troja Felicina Ved. Dogliani.

V) - Vaca Monica, io - Vagina Marianna, io - Valentini Maria, 3 - Valmachino Clorinda, 5 - Vandoni Sorelle, 9 - Vanoli Francesco, io - Vendemmia Francesco, 6 - Ventorino Chiara, 5 - Verney Filomena, 2 - Veronesi Luigi, 5 - Vezzetti Giuseppe, 10.30 - Vignole Stefano, 15 - Villa Francesca, 5.

Z) - Zacchi Amalia, 7 - Zamberlan Giacinta, 6 - Zanella D. Crocifisso, 1.40 - Zanetti Alessandro, 5 - Zerbino Maria, 5 - Zorzeli Gina, 1o -Zorzit Regina, 5.

Tutte queste persone rendono pubbliche grazie alla Vergine Ausiliatrice per soddisfare alle loro promesse e nella fiducia di meglio impetrare dalla Benedetta Madre di Dio nuove grazie e nuovi favori.

Esse appartengono ai paesi seguenti:

PIEMONTE: Alba, Alfiano, Alessandria, Alice Bel Colle, Aosta, Arignano, Asigliano, Asti, Bagnasco, Balangero. Bellinzago Novarese, Bianzé, Borgomanero, Brignano, Curone, Brusasco, Caraglio, Caramagna Piemonte, Carpineto, Casa Bianca, Casalborgone, Casalvolone, Castagnole Monferrato, Castellalfero, Castellamonte Canavese, Castelrosso, Cavagnolo, Cavallerleone, Cavoretto, Ceresole Reale, Cerreto Piemonte, Cerrina Monferrato, Chambave, Chieri, Corneliano d'Alba, Conzano Monferrato, Cortemiglia, Corteranzo Monferrato, Diano d'Alba, Dogliani, Domodossola, Feletto Canavese, Foglizzo, Fontanetto Po, Frassineto Po, Gargallo, Gattico, Gattinara, Gorzegno, Intra, Ivrea, Magliano d'Alba, Moasca, Mombarcaro, Moncalieri, Monforte d'Alba, Moriondo Torinese, Morozzo, Novi Ligure, Orsara, Bormida, Oviglio Monferrato, Oviglio Monferrato, Pontey, Pratungo, Retorto, Rosignano Monferrato, Rubiana, Saluggia, S. Damiano d'Asti, S. Giorgio Canavese, S. Giorio di Susa, Santià, Sarezzano Tortonese, Spigno Monferrato, Stazzano, Strambino, Susa, Tonengo Monferrato, Torino, Torre Bairo, Tortona, Vajes, Valgrisanche Valsavaranche, Vigliano d'Asti, Vignale Monferrato, Villanova d'Asti, Villarbasse, Villardora.

LOMBARDIA: Bagolino, Bergamo, Besozzo, Brescia, Busnago, Busto Arsizio, Busto Garolfo, Casarile, Castellanza, Cava Manara, Certosa di Pavia, Chiari, Comenduno, Como, Cuveglio di Valcuvia, Cuvio, Edolo, Erbanno, Gallarate, Gandino, Lesmo, Livinio, Magenta, Milano, Morbegno, Pavia Pian Camuno, Ranica, Ranzanico, S. Giovanni sopra Lecco, Scaldasole, Seriate, Sondrio, Torre S. Maria, Varese di Como, Vigevano, Villa d'Adda, Villongo S. Filastro.

VENETO: Alcenago, Asiago, Azzano, Bassano Veneto, Bardolino Veronese, Bertiolo, Brentino Veronese, Campomolino, Castelcerino, Castel-franco Veneto, Castelgomberto, Chioggia, Cittadella di Padova, Cologna Veneta, Galliera Veneta, Loreo, Lozzo di Cadore, Montorio Veronese, Montorso, Vicentino, Negrar, Padova, Prata di Podernone, Sacile, Santa Maria in Stelle, Soave Veronese, Torre di Podernone, Udine, Venezia, Verona, Vicenza, Vittorio.

LIGURIA: Ellera, Genova, Pegli, San Cipriano, Savona, Sassello, Sestri Levante, Triora, Varazze.

EMILIA: Bologna, Borgo S. Donnino, Calestano, Castel S. Giovanni Piacentino, Castel S. Pietro, dell'Emilia, Comacchio, Modena, Piacenza, Reggio Emilia, S. Pietro in Casale, Sasso Morello, Brisighella, Faenza, Lugo di Romagna, Rimini, S. Vittore di Forni.

MARCHE: Brondoleto, Talamello.

LAZIO: Anzio, Frascati, Roma, S. Gregorio di Sassola.

UMBRIA: Cascia, Perugia, Spoleto. ABRUZZI: S. Benedetto in Perillis. CAMPANIA: Napoli, Oratino, Salerno, Torre Annunziata.

CALABRIE: S. Morello.

PUGLIE:, Castello sopra Lecce, Poggio Imperiale, Sansevero, Troia.

SARDEGNA: Guasila, Oristano, Settimo San Pietro.

SICILIA: Alcamo, Avola, Butera, Caltagirone, Caltanisetta, Canicatti, Catania, Gangi, Modica, Monreale, Nizza di Sicilia, Pignataro Maggiore, Randazzo, Regalbutto, San Fratello, Troina, Vallelunga, Vallerosa.

NB. - Per l'Estero ci limitiamo a notare i paesi, donde giunsero relazioni inviate da Italiani.

FRANCIA: Parigi.

SVIZZERA: Annunziata, Cugnasco, Mendrisio„ Olivone, Pollegio, Prada, San Carlo, Someo, STATI UNITI: Canon Colo, Paterson, Westfeld Mass, S. Francisco.

PERU: Piura. NICARAGUA: Chinandega.

In questi e in tutti gli altri paesi, fiorisca e si diffonda sempre piú, in aiuto dei popolo cristiano, la divozione alla nostra dolcissima Madre Celeste!

Santuario di Maria Ausiliatrice

TORINO-VALDOCCO

Ogni giorno, celebrazione di una santa messa esclusivamente secondo l'intenzione di tutti quelli che in qualunque modo e misura hanno concorso o concorreranno a beneficare il Santuario o l'annesso Oratorio Salesiano. Per ogni corrispondenza in proposito, come anche per Messe o novene o tridui di Benedizioni col SS. Sacramento, scrivere all'indirizzo del Sac. Paolo Albera, Via Cottolengo, 32, Torino.

Ogni sabato, alle 7.15 speciali preghiere per gli associati all'Arciconfraternita di Maria SS. Ausiliatrice

Dal 7 gennaio al 2 febbraio :

7 gennaio. - Primo Venerdí del mese. - Ad onore del S. Cuore di Gesú, esposizione del SS. Sacramento per tutto il giorno.

- Alle ore 15.30: Conferenza pei Cooperatori Salesiani nella chiesa interna dell'Oratorio di S. Francesco di Sales.

24 gennaio - Commemorazione mensile di Maria SS. Ausiliatrice.

26-27-28 gennaio - Triduo in preparazione alla festa di S. Francesco di Sales. - Dopo la messa delle 6.30, predica, benedizione - Alle 17, lode, predica e benedizione.

29 gennaio - Festa di S. Francesco di Sales. - Messe dalle 4,30 alle 11,30 - Ore 10 Messa Pontificale - Ore 16,30 Vespri pontificali, panegirico e benedizione.

30 gennaio Tulle le preghiere fatte nel Santuario sono applicate in suffragio dei Salesiani, Cooperatori e Benefattori defunti.

2 febbraio - Purificazione di Maria SS. - Benedizione anche al mattino.

RICONOSCENZA AL VEN. DON BOSCO.

Nello svolgere equsta rubrica, torniamo a protestare solennemente che non intendiamo contravvenire in nessun modo alle disposizioni Pontificie in proposito, non volendo dare ad alcun fatto un'autorità superiore a quella che merita una semplice testimonianza umana , né prevenire il giudizio della Chiesa, della quale - sull'esempio di D. Bosco - ci gloriamo di essere ubbidientissimi figli.

Gemeva nell'afflizione e nello sconforto. La vita mi era diventata un peso; nulla faceva di bene, e diveniva di giorno in giorno sempre più odioso a me e agli altri. Leggendo le continue grazie che il Ven. Bosco ottiene dalla bontà di Maria Ausiliatrice ai suoi devoti, mi recai a Valdocco e invocai la sua intercessione, proprio là dov'egli aveva implorato e ottenuto da Dio ogni conforto a un mondo di desolati.

Subito mi sentii rinascere! Una speranza soave mi trasse dagli occhi lacrime di tenerezza ed ora son tranquillo e felice, mentre prometto di spendere a gloria di Dio i miei ultimi anni.

Torino, 8 dicembre 1915.

Un Coop. Salesiano.

L'anno 1913, ai 4 febbraio, cadeva ammalata la bambina Gemma Cuneo dell'età di tre anni. Dapprima fu colta da una forte infiammazione intestinale: appena superata la crisi venne la volta della pleurite purulenta: subito dopo si manifestò un accesso addominale con suppurazione abbondantissima, indi l'occlusione intestinale, all'ultimo l'ipertosse, e le febbri intermittenti, con sintomi d'infiammazione ai polmoni. La lunga e complessa malattia debilitò cosí la povera bambina, che nonostante le cure sagge ed intelligenti del sanitario, si temeva una catastrofe inevitabile.

I parenti afflitti oltre misura non disperarono. Colla fede più viva si volsero alla Vergine SS. implorando il suo aiuto, mediante l'intercessione di Don Bosco. Fecero tre novelle applicando ogni giorno un'immagine del Venerabile sulla piccola ammalata.

La grazia venne. L'inferma già sull'orlo della tomba poté guarire cosí bene e rifarsi talmente in forze, da sembrare non essere mai stata ammalata.

L'anno dopo essa ebbe, in pieno inverno, una forte tosse asinina da temer complicazioni. Si aveva quasi deciso di farle cambiar aria, il che riusciva difficile nella cruda stagione. Di nuovo s'invocò l'aiuto di Don Bosco e la piccina superò il cattivo contagio senza incontrare peggiori malanni. Presentemente essa è il ritratto della perfetta salute.

Savona, 12 novembre 1915.

Avv. GUSTAVO CUNEO e GIUSEPPINA CUNEO PASTORINO.

Mandato istitutore in un collegio, accettai volentieri l'incarico pel grande amore che porto alla gioventù e subito mi proposi di mettere in pratica il sistema di Don Bosco. Ma inesperto quale ero, i giovani mi presero, come suol dirsi, la mano; e non potevo più farmi ubbidire con grande scapito della disciplina e della loro condotta. Passai dei brutti momenti, finché mi rivolsi a Don Bosco, e lo pregai... ad aiutarmi ristabilire la disciplina e l'autorità. Le mie preghiere non restarono inesaudite... Ora tutto va d'incanto; son temuto ed amato nello stesso tempo... ed io, in riconoscenza, cerco di far amare anche Don Bosco!

9 novembre 1915.

Un ex-allievo.

Grazie... a Domenico Savio !

Parlai una sera alle giovanette del nostro Oratorio della commozione provata quando, fra le mie mani, passarono i resti della salma del Servo di Dio, Domenico Savio, e delle molte intenzioni che in quel fortunato istante io misi per impetrare grazie sulle care anime alle nostre cure affidate.

Una giovane che mi ascoltava impegnò subito Domenico Savio per ottenere che sua madre, la quale da molto tempo più non si accostava ai SS. Sacramenti, pur tenendo nel rimanente una buona condotta, cercasse nella Santa Comunione il conforto di cui abbisognava nella sua vita travagliata. Le preghiere di quella cara figliuola furono esaudite e, a mezzo mio, essa rende grazie al Signore che per intercessione di Domenico Savio l'abbia esaudita. La mamma, dopo 36 anni, tornò alla pratica della religione e continua ad accostarsi alla Sacra Mensa quasi quotidianamente!

In fede

Torino, 29 ottobre 1915.

1° Anniversario della Traslazione del Servo di Dio

Suor G. G.

Direttrice dell'Oratorio delle Figlie di M. A.

NOTE E CORRISPONDENZE

Si è cominciato !

A Torino, fin dal mese di dicembre u. s. si è cominciato dai buoni Cooperatori e dalle pie e zelanti Cooperatrici a compiere in comune l'Esercizio della Buona Morte. Invitati con apposita circolare del sig. Don Albera, essi convennero in buon numero alle 15.30 del primo venerdí, 3 dicembre, nella chiesa interna dell'Oratorio, ove, in assenza del Rettor Maggiore, tenne loro breve conferenza il Prefetto Generale Don Filippo Rinaldi. La domenica seguente alla stess'ora si ripeté egual funzione nel Santuario di Maria Ausiliatrice per quelli cui torna piú comodo il giorno festivo. A questi parlò Don Trione.

Ogni prima domenica e ogni primo venerdí del mese si ripeterà, alla stess'ora e nei medesimi luoghi, l'opportuna conferenza.

Il Presidente dell'Argentina in un Collegio Salesiano.

A Buenos Aires i Salesiani hanno sei importanti istituti. Uno di questi è il Collegio detto degli Orfanelli, o di Leone XIII, aperto fin dal 19oo a ricordo del II° Congresso Internazionale dei Cooperatori, tenutosi in quella Capitale. E a questo Collegio, situato in uno dei nuovi quartieri operai di Buenos Aires, che toccò l'onore di una visita dell'attuale Presidente della Repubblica la mattina del 6 novembre. L'Ecc.mo dott. Villanova, accompagnato dai Ministri degli Esteri e dei Lavori Pubblici, e da altri illustri personaggi, venne accolto dal nobile Comitato delle Patronesse dell'istituto, ed ossequiato da tutti i superiori ed alunni. L'ospite illustre visitò con crescente ammirazione tutte le scuole interne ed esterne e le sei aule professionali, dove sono educati e istruiti gratuitamente 150 alunni interni, orfani, e 450 giovani esterni. Quindi passò al vicino Collegio delle Figlie di Maria Ausiliatrice; e, nel congedarsi, disse queste testuali parole:

« Parto altamente soddisfatto e mi rallegro di cuore colle benemerite Patronesse per l'opera caritatevole che svolgono in questo quartiere, a vantaggio della gioventú bisognosa, secondo lo spirito del Vangelo. In ogni occasione che mi si presenterà in avvenire, mi farò un dovere di aiutare un'opera cosí benemerita, che io non conosceva; anzi io prego di essere, d'oggi innanzi, tenuto nel numero dei Cooperatori. »

NEGLI ISTITUTI DELLE FIGLIE DI MARIA AUSILIATRICE ;

ROMA. - Passeggiata e pellegrinaggio autunnale. - Vita nova, il foglio mensile della Parrocchia di S. Maria Liberatrice, nel numero del 26 novembre ci dava questa breve relazione di un pio pellegrinaggio, compiuto dalle giovani del Giardinetto delle figlie di Maria Ausiliatrice.

« Verso le 7 del mattino il gaio numerosissimo, drappello partiva dalla sede di via Marmorata 1o2,, guidato dalle Suore: e poco dopo le 8 giungeva all'Istituto della Sacra Famiglia in via Appia Nuova, diretto pure dalle Suore di Maria Ausiliatrice.

» Subito si raccolsero nella Cappella, intorno alle sacre spoglie della gloriosa martire S. Aurelia. La Santa Messa fu celebrata dal Rev.mo Parroco, che al Vangelo disse loro parole paterne di incoraggiamento e di esortazione ad imitare le virtú dell'invitta fanciulla martire, e augurò le grazie piú belle da Gesú, che fra pochi istanti le avrebbe nutrite delle sue Carni Divine nella S. Comunione..

Dopo la S. Messa e la Benedizione del SS. Sacramento, passarono alla sala ove le buone Suore. avevano preparato una lauta colazione.

» Alle 11 lasciarono l'Istituto; e tutte ebbero il ricordo gradito di una bella immagine di Maria Ausiliatrice. Prima di prendere la via del Testaccio, vollero fare tutte insieme la Scala Santa. Lentamente salendo i gradini bagnati dal Sangue di Gesú Cristo, quei cento cuori innocenti ebbero palpiti di tenerezza pel Divin Salvatore e si accesero a propositi generosi di virtú

COOPERATORI ZELANTI

MAGLIE (Lecce). - L'Oratorio di S. Luigi. - Un egregio cooperatore ci scrive: - « Di fronte alla necessità di provvedere all'educazione morale, religiosa della gioventú, di sottrarla ai pericolosi e fatali ritrovi delle piazze e delle vie, di piegarla al bene, avviarla ai fecondi sentieri della virtú, della preghiera, del sacrificio, il Can. Antonio Giannuzzi sincero ammiratore dell'Opera degli Oratori, rinunciava generosamente ad ogni carica che l'ingegno e la sua attività gli avrebbero procurato, e abbracciava volenteroso l'alta missione di educatore in un campo tutto nuovo per la nobile cittadina Magliese, che lo vede sempre in mezzo ai suoi giovani, con amore piú che paterno, e per essi vivere lavorando senza tregua. E in un decennio di vita (l'Oratorio da lui fondato risale al 1905) quanti frutti ubertosi ha raccolti! Lavoratore instancabile, egli si fa tutto a tutti e senza risparmiare generale nella divozione a Maria SS. Ausiliatrice, le numerose confessioni e comunioni, la calca di popolo che si succede a tutte le messe e sacre funzioni, avida della divina parola, attratta dallo splendore che si dà alle funzioni medesime; e guardava sospirandone l'appoggio, l'aiuto, l'abbraccio fraterno. I figli di Don Bosco aderirono ai desideri, all'invito del loro amico magliese per quanto lo permettessero l'esiguo numero dei salesiani e le molteplici loro occupazioni. Ed ecco che già da un triennio vediamo moltiplicarsi le entusiastiche passeggiate, le feste sempre rallegrate da sacrifici, pur di dare all'opera intrapresa una vita sempre piú nuova, sempre piú conforme ai voleri, ai desideri, allo spirito del Ven. Don Bosco, ai cui esempi il giovane sacerdote studia di modellarsi per temprare l'animo suo ad uno spirito sinceramente salesiano, le cui caratteristiche sono l'amore vivissimo per la gioventú e l'instancabilità nel lavoro.

» Il buon esempio gli è venuto dalla vicina Casa Salesiana di Corigliano d'Otranto. Già da qualche anno egli, il fervido Cooperatore salesiano, guardava con compiacenza e insieme con santo cordoglio là dove i figli del Venerabile spezzavano con tanta cura e con forte operosità il pane morale, religioso, intellettuale a numerosi giovanetti col loro fiorente Oratorio festivo e quotidiano, col doposcuola, colle scuole diurne e serali, e dove colla loro Chiesa pubblica compiono opera di redenzione in mezzo al, popolo, come ne fanno fede il risveglio canti e da recite, le imponenti premiazioni, onorate dalla presenza di distinte persone del clero e del laicato, le simpatiche e commoventi sfilate di balde schiere giovanili in divisa, le gare catechistiche, le solennità e lo splendore che nelle sacre funzioni rendono tanti cuori innocenti, temprati ad una soda virtú; e tutto è indice sicuro del gran bene che si opere) e che si opera dai due Oratori di Corigliano e di Maglie, che sono due vere benedizioni del cielo in regioni ancor vergini, dove tante masse adolescenti anelano, ma invano, per mancanza di apostoli della gioventú, un sacro ritrovo. Purtroppo quasi tutte le città e i paesi della provincia mancano di questi felici vivai ! »

Facciamo voti che i due fiorenti Oratori acquistino sempre maggior vita, e che la ricca cittadina magliese apprezzi ognor piú l'opera altamente civile del suo benemerito concittadino cooperando efficacemente al suo zelo sacerdotale.

TRA I FIGLI DEL POPOLO

FINALE EMILIA. - A commemorare il Centenario di Maria Ausiliatrice e di Don Bosco, il 24 ottobre u. s. numerosi giovani e fedeli accorsero alla Chiesa dell'ex-Seminario arcivescovile officiata dai Salesiani, a ricevere la Santa Comunione. Nel pomeriggio ebbe luogo il trattenimento commemorativo coll'intervento di tutto il clero locale e dei numerosi ammiratori dell'Opera Salesiana, cui facevano bella corona i giovanetti dell'Oratorio festivo. Il vasto salone era letteralmente gremito. Lesse il discorso d'occasione il rev.mo Arciprete can. dott. Vittorio Dondi, il quale, con facondia non comune, lumeggiò i tratti piú salienti della vita del Venerabile

BIELLA. - Nell'Oratorio S. Cassiano, ove dalla fine di giugno al principio del nuovo anno scolastico si tennero regolarmente aperte a beneficio dei figli dei richiamati e di altri giovani tutte le classi elementari, si giunse a coronare le caritatevole iniziativa con una bella gara catechistica, alla quale prese parte una sessantina di ragazzi. Assisté al dilettevole ed utile trattenimento S. E. Rev.ma Mons. Natale Serafino, Vescovo Diocesano, circondato da vari Canonici e dal Parroco della Cattedrale. Ai vincitori vennero dati in premio bei orologi e tagli di vestito. Cosí l'assistenza quotidiana e l'istruzione scientifica di quei cari giovanetti ebbero il miglior coronamento coll'istruzione religiosa.

NOTIZIE VARIE

Echi delle Feste Centenarie.

IN ITALIA.

Costretti a rinviare ai prossimi numeri il resoconto del Congresso Nazionale degli Ex-allievi di Don Bosco della Repubblica Argentina e del VII Congresso dei Cooperatori Salesiani, tenutosi a S. Paolo nel Brasile, diamo un cenno di varie commemorazioni celebratesi in Italia, delle quali ci venne inviata relazione con preghiera di pubblicazione.

Nella chiesa parrocchiale di S. Benedetto in Parma, il giorno 15 agosto si commemorò il Centenario della nascita del Ven. Don Bosco, il 15 settembre il Centenario della istituzione della festa di Maria Ausiliatrice, con funzioni solenni e gran concorso di popolo. Nell'una e nell'altra occasione il Parroco disse parole di circostanza.

A Trino Vercellese, il 15 agosto, ad iniziativa dell'Unione Ex-Allievi, l'avv. Pietro Novasio disse « del valore cristiano e sociale della figura di Don Bosco, della prodigiosa fecondità dell'opera sua, dell'alta idealità religiosa e civile che l'informa, apprezzata fin dagli inizi del potere civile non meno che dal religioso.»

A Napoli, il 16 agosto nell'Oratorio Salesiano al Vomero, sebbene fosse giorno feriale, l'affluenza dei giovani fu quella dei giorni festivi, e dei giorni festivi fu anche l'apparato di quel di memorando: funzioni solenni, colazione e caramelle a tutti; nel pomeriggio scelta e ricca lotteria.

A Marina di Gioiosa, il 27 giugno, il direttore diocesano Sac. Attilio Spaziò tenone una conferenza ai Cooperatori sull'argomento: « Un duplice centenario e i doveri dei cooperatori salesiani nell'ora che volge: Preghiera ed azione». La chiesa era gremita.

A Pievefosciana (prov. di Massa-Carrara), il 27 agosto, mercé lo zelo dell'ex-allievo Don Silvio Giovannoli, pievano, e coll'intervento del Vescovo Mons. Marenco, si celebrò con affettuosissimo slancio il Centenario di Don Bosco. Il Pievano tenne il discorso commemorativo e Mons. Vescovo benedisse la bandiera del Circolo Giovanile « Don Vosco » che lo stesso sig. Pievano, coadiuvato validamente dall'ottimo cappellano Don Castelli, ha istituito in Pievefosciana, perché sia, come disse il Vescovo, « quasi monumento perenne che, ricordando il grande Apostolo della gioventú, Giovanni Bosco, ispiri ai giovani i più nobili ideali e ai genitori l'amore piú zelante per l'educazione dei figli. »

Neppure Omegna, «la terra fortunata che diede nel Sac. Andrea Beltrami una delle prime gemme di santità all'albero della Pia Società Salesiana, non poteva essere da meno di mille paesi e città, che in questi giorni di ansie affannose trovarono l'ora di pace per commemorare la nascita di Colui che cento anni or sono vedeva la luce in un'epoca, come questa, sanguinosa pel mondo intero e che segnava, si può dire, un nuovo punto luminoso di cristiana filantropia, mentre un altro, assai dissimile di luce, s'incammninava al tramonto nell'isola di S. Elena». L'iniziativa della conferenza si deve all'egregio sig. Prevosto teol. Roberto Geri. Essa ebbe luogo la domenica 29 agosto nel vasto teatro dell'Oratorio Maschile, gentilmente concesso dai RR. Padri del S. Cuore, gremito di elette personalità cittadine. La Conferenza, illustrata da projezioni luminose, fu detta dal Salesiano Don Fasulo.

Il 16 agosto nell'Oratorio di Figline (Firenze) venne celebrata la data centenaria con varie Messe di ringraziamento. A quella delle 7, quantunque si fosse in giorno feriale, intervennero, con bandiera, i soci del Circolo Ven. Don Bosco e del Circolo S. Luigi, e si accostarono alla S. Comunione. Numerose furon pure le SS. Comunioni dei Cooperatori e delle Cooperatrici. Alla sera dopo la recita del S. Rosario venne cantato il Te Deum. Sotto il porticato dell'Istituto, decorato con gusto e imbandierato a festa, è stato collocato un artistico busto del Venerabile.

ALL'ESTERO.

BUENOS AIRES. - Nel Collegio Leone a III, che ebbe l'onore dell'accenata visita presidenziale, il giorno 12 settembre venne inaugurato un grazioso monumento, sormontato da un busto marmoreo di Don Bosco, scolpito dal prof. Quintino Piana. La Patria degli Italiani c'informa che « si svolse in maniera impeccabile un attraente programma che recava svariati numeri di ginnastica, a cui presero parte gli alunni del collegio ».

Il discorso di occasione fu pronunciato dal signor Carlo Conci, della bega Sociale Argentina, che surrogò il dott. Mariano de Vedia y Mitre. L'Oratore, interrotto spesso da applausi, fu alla fine del suo dire salutato dal numeroso pubblico con un'ovazione concorde e festosa. Il coro, accompagnato da una banda di musica, esegui oltre l'Inno Nazionale Argentino, l'Inno a Don Bosco. Alla cerimonia, malgrado il capriccio del tempo, non poteva arridere un successo piú brillante.

NECROLOGIO

Em.mo Card. Francesco Bauer.

Un nuovo lutto colpiva il S. Collegio sulla fine di novembre, colla morte dell'Em.mo Card. Francesco Bauer, Principe-Arcivescovo di Olmütz. Era stato promosso a quella sede fin dal 1904. Prima aveva retto per 22 anni la diocesi di Brunn con nobilissimo zelo pastorale. Creato e pubblicato Cardinale dal S. Padre Pio X nel Concistoro del 27 novembre 1911, ebbe il Cappello Cardinalizio un anno dopo, e precisamente nel Concistoro del 2 dicembre 1912.

Un devoto suffragio per questo operosissimo porporato, che fece tanto bene nell'educazione e formazione del giovane clero e nel ministero episcopale.

Elisa Pagliaroli.

Mori santamente a Genzano di Roma il 26 settembre u. S. Pia, generosa, esemplare, amò i Salesiani con affetto materno, lasciando in mezzo a loro larga eredità di edificazione e di gratitudine. Col suo zelo riuscí a trovare altre anime nobili e a suscitare in patria un Istituto Salesiano, che insieme coll'Oratorio Festivo, cui la virtuosa Cooperatrice donò colle sue sostanze tutte le sue sollecitudini, rimarrà monumento perenne della sua. fede e della sua carità. La compensi eternamente Iddio!

Altri defunti dal 1° novembre al 1° dicembre:

Allegrini Oliva - Fumane.

Amadei Mons. Dott. D. Alessandro - Cento. Bacigalupo Maria di Luigi - Torriglia. Belletello Teresina - Frata Polesina.

Benasi D. Giuseppe, Priore - S. Bartolomeo di Reggio-Emilia.. Beorchia Nigris Teresa - Torino. Bertini Alfredo - Vergemoli.

Bertoli Mariocchi Angelina - Senago. Bertolotti Angelo - Pomeranos (Brasile). Bina Angela Bussolena - Vigevano.

Biroli Mons. Can.co Vincenzo Cav. - Vigevano. Bonanni Giovanni - Riomaggiare. Bonanni Lorenzo - Riomaggiore. Bonatti Anna - Pomeranos (Brasile). Bonaudi Comm. Demetrio - Cavour. Bonora Rosa - Calvisio. Borghignoni Sofia - Bologna. Bottura Angelo - Pieve di Cariano. Busarello Giuseppe - Pomeranos (Brasile). Carrega Elisa - Pontelungo. Castiglione Monastra Marianna - Troina. Cerreghini Annunziata - Corenno Plinio (Como). Casana Vitale - Galbiate. Chiaudauo Padre Giuseppe d. C. d. G. - Roma. Cocchiello Caterina V.- Carletti - Torino. Compostrini Giuseppe - Pomeranos (Brasile). Corradini Francesca V.a Corradini - Latisana. Corsitto Giuseppe - Canicatti. Costamagna Michele - Chiavari. Dardini Domenico - Marano V. P. Di Ramione baronessa - Palermo. Donati Aldo - Abbadia S. Salvatore (Siena). Faccioni Giocondo - Fumane. Ferrero Maria - Torino. Fracaroli Carolina - S. Pietro Incariano. Franco Margherita - S. Damiano d'Asti. Gavinelli Giovannina - Bellinzago Novarese. Grigioni Maria - Roma.

lacona baronessa Concettina n. Malerba - Niscemi. Invernizzi Catterina - Mandello-Vita.

Lattanzio Lattanzi conte Domenico - Fossombrone. Lavoyer Adele - Chatillon. Luzzago nob. Teresa V.a Duci - Foresto Sparso. Maggiani V.a Emilia - Spezia. Maffolini Francesca V.- Santicoli - Piancamuno. Mametti Lazzaro - Maggianico. Mangano Comm. Fortunato - Firenze. Marengo Teresa n. Puccio - Spezia. Mariotti Sac. Eugenio - Monsummano. Martinengo Stefano - Belveglio. Mazzoldi Domenico - Spezia. Mazzetti Giuliano fu Francesco - Torino. Molinaro Catterina - Palazzo Canavese. Palazzo Giuseppe - Civitanova Senuio. Pasi Clemente - Caselecchio Reno. Perotti D. Luigi - Bottigliera d'Asti. Polgati Maria - Pautino (Cremona). Prasato Rover Flavia - Sarone di Caneva. Pronsato Martino fu Giovanni - Orsara Bormida. Quadrio Sac. Giacomo - S. Fedele (Como). Quaglia Margherita V.- Quaglia - Monza. Queirolo Maria - Agordo. Rasadare Clelia - Lozzo Atestino. Reineri Luigi - Carrù.

Revelli Dott. Giacomo - Busca. Robbiano Maria - Tronzano Vercellese.

Spinelli Anna fu Giacomo - S. Stefano al Mare. Tarra Tullia - Cremona. Tognana D. Primo - Spresiano. Torrello Marianna - Torino.

I benemeriti Cooperatori e le benemerite Cooperatrici nell'inviare - conforme il Regolamento della Pia Unione - al nostro venerato Superiore rev.mo Sig. D. Paolo Albera, Via Cottolengo, 32, Torino la loro libera offerta per le Opere Salesiane e per il Bollettino, abbiano la cortesia di indicar sempre anche il loro indirizzo e, ove occorra, le correzioni necessarie al medesimo, unendo in questo caso la fascetta colla quale ricevono il periodico, debitamente corretta.