ANNO XXXVIII - N. 9   PERIODICO MENSILE   I SETTEMBRE 1914

BOLLETTINO SALESIANO

PERIODICO DELLA PIA UNIONE DEI COOPERATORI SALESIANI DI D. BOSCO

SOMMARIO: Esortazione del Santo Padre Pio X ai cattolici di tutto il mondo   . .   . 253

Papa Pio X: Gli annunzi della morte - Cenni biografici - Il programma del Pontificato - Il suo carattere - II Papa « santo » - Il Pontefice dell'Eucaristia - Il nostro Benefattore - Condoglianze e suffragi   . 254

Il Centenario della Festa di Maria Ausiliatrice e l'ora presente   261

Per il Centenario di Maria Ausiliatrice: Comitato Torinese di Signore - Un appello per i restauri del Santuario    262

Per il Centenario di Don Bosco - Il Programma del 20 Congresso Internazionale degli Ex-allievi - Nell'Argentina - L'omaggio di 90 reclusi per il Monumento - Una simpatica idea   . . 264

VITA DEL VENERABILE DON Bosco: Capo III. Il fanciullo predestinato    266

Tesoro spirituale    269

Il XXV° Congresso Eucaristico . .   269

DALLE MISSIONI: FIORI E FRUTTI: VIII Guai a chi si abusa della divina misericordia!   . 270

II. CULTO DI MARIA SS. AusILIATRICE: Nel Santuario - Echi della Festa Titolare: All'estero - Grazie e graziati . .   .   . 272

NOTE E CoRRISPoNDENZE: Per la Causa di Beatificazione di Suor M. Mazzarello - Il nuovo Presidente di Colombia - La nuova Provincia Ecclesiastica del Nicaragua - Cooperatori zelanti - Negli Istituti delle Figlie di Maria Ausiliatrice - Gli Ex-allievi - Notizie varie . . . 279

Necrologio e Cooperatori defunti    283

Esortazione del Santo Padre Pio X ai cattolici di tutto il mondo

Mentre l'Europa quasi tutta è trascinata nei vortici di una funestissima guerra, ai cui pericoli, alle cui stragi, alle cui conseguenze nessuno può pensare senza sentirsi opprimere dal dolore e dallo spavento, non possiamo non preoccuparci anche Noi e non sentirci straziare l'animo dal più acerbo dolore per la salute e per la vita di tanti cittadini e di tanti popoli che ci stanno sommamente a cuore.

In così gravi angustie sentiamo e comprendiamo bene che questo da Noi richiede la carità di padre e l'apostolico ministero : di far cioè innalzare gli animi a Colui da cui solo può venirci l'aiuto, a Cristo principe della pace e mediatore potentissimo degli uomini appresso Iddio.

Esortiamo pertanto i cattolici di tutto il mondo a ricorrere fiduciosi al suo trono di grazie e di misericordie, ed agli altri vada innanzi col suo esempio il Clero indicendo nelle rispettive parrocchie, dietro ordine dei Vescovi, pubbliche preci per ottenere che Iddio, mosso a pietà, allontani dapprima le funeste faci della guerra ed ispiri ai supremi reggitori delle nazioni pensieri di pace e non di afflizione.

Dal Vaticano, 2 agosto 1914.

PIUS PP. X.

PAPA PIO X

EGLI non è più su questa misera terra: volò al cielo la notte del 19 al 20 agosto. Non valsero a trattenerlo gli auguri che tutto il Mondo Cattolico aveva fervidamente elevato al Signore per Lui pochi giorni prima al sorgere dell'anno XII del suo glorioso Pontificato, ne le preghiere ardenti che sgorgarono commosse da ogni cuore appena si diffuse la notizia della imminente catastrofe. Da quattro giorni il rincrudirsi di un'affezione catarrale aveva destato qualche apprensione sulla Sua preziosa esistenza, non tanto però da non lasciare adito alle più vive speranze che la crisi sarebbe presto superata. Invece le cose precipitarono. La mattina del 19 agosto i bollettini medici gettarono un'allarme penoso e più tardi l'Augusto Vegliardo riceveva con serena tranquillità il S. Viatico e l'Estrema Unzione. Alle ore 13 era gia in agonia.

La notizia corse ben presto per Roma e in tutto il mondo. Giunsero in Vaticano, costernati, i Cardinali presenti in Curia e gli addetti alla Corte Pontificia; le sorelle, i famigliari erano al capezzale dell'Augusto Morente ; il registro posto nell'atrio del Portone di bronzo si copriva rapidamente di firme di dignitari, di notabilità, di cittadini di ogni ordine; una folla immensa stazionava in Piazza S. Pietro, mentre la Basilica si riempiva di preganti. E questo plebiscito di affettuosa venerazione si estese in un attimo a tutta la Penisola e, nella trepidante attesa, continuò nelle ore della notte. All'una e quindici del 20 agosto PIO X spirava

Pare che la fibra robusta dell'Estinto, la quale aveva superato altre crisi gravissime del male,, da cui non s'era mai completamente riavuto, dovè trovare una causa maggiore d'infiacchimento nell'incubo delle stragi che si van consumando fra il cozzo delle armi europee. Non è quindi lungi dal vero la frase che lo disse una grande e augusta vittima della guerra! L'Anima sua, piena di esuberante affetto per tutti, ne andò angosciosamente ferita ed offerse sè stessa in espiazione alla Maestà di Dio.

Il Signore restò commosso al grande olocausto e premiò l'Anima generosa colla pace eterna !

Gli annunzi della morte.

L'Acta Apostolicae Sedis del 2o agosto u. s. dando l'annunzio di morte del Sommo Pontefice, vestiva a lutto la prima pagina e vi scriveva queste semplici parole:

SANCTISSIMUS DOMINUS NOSTER PIUS PAPA PP. X IN PACE CHRISTI QUIEVIT DIE 20 AUGUSTI HORA 1.15 A. M.

R. I. P.

Cioè:

Il Santissimo Signor Nostro Papa Pio X è spirato nella pace di Cristo il 2o agosto alle ore ore 1,15 ant. - Riposi in pace.

La Gazzetta Ufficiale dello stesso giorno ne die' l'annunzio nei termini seguenti:

Oggi alle ore 1 e 15 minuti, cessava di vivere il Sommo Pontefice Pio X.

» Sua Santità fu colpito, il 17 corrente, da leggero catarro bronchiale e da altri disturbi che, dato l'organismo del Pontefice, affaticato dall'età e da precedenti malattie, divennero ben presto assai gravi, nonostante le vigili e sapienti cure dell'on. prof. Marchiafava e del dott. Amici.

» Durante la breve malattia, S. Santità conservò la sua mirabile serenità d'animo e ricevette i Sacramenti con quello spirito profondaniente religioso che fu la più bella caratteristica della Sua nobile esistenza.

» Pio X fu eletto Sommo Pontefice il 4 agosto 1903 e fu incoronato il 10 dello stesso mese.

» Salito sulla Cattedra di Pietro, Egli seguitò a dare esempio di quelle elette virtù cristiane in cui esercitò il Suo ministero di Parroco, di Vescovo di Mantova, di Patriarca di Venezia.

» Durante gli undici anni del Suo Pontificato, attese con infaticabile zelo e con alta ed illuminata bontà alla difesa degli interessi supremi della Religione ».

L'umile villaggio che gli diede i natali pubblicava il seguente manifesto:

MUNICIPIO DI RIESE. Cittadini!

La più grave sciagura ha colpito il nostro piccolo paese, pur così grande nella estimazione del mondo per le virtù del nostro Conterraneo.

Ora il nostro benefattore, il nostro vanto, il nostro orgoglio non è più! Mentre, angosciati, ci inchiniamo reverenti alla imperscrutabile volontà di Chi tutto dispone, raccogliamoci devoti intorno alla bara del nostro sommo Concittadino

GIUSEPPE SARTO

e veda Egli di lassù come, riconoscenti, conserveremo sempre scolpita nel cuore e nella memoria la santa e cara immagine paterna.

La Giunta Municipale.

Cenni biografici.

DEL S. Padre Pio X noi abbiamo scritto largamente nel 19o8, in occasione del suo Giubileo Sacerdotale (1); qui ci limitiamo alle date principali.

Nacque da poveri genitori nell'umile villaggio di Riese, provincia di Treviso, il 2 giugno 1835.

Primo di 9 figli, dovette alla bontà dell'indole ed alla svegliatezza dell'ingegno se pie persone, sacerdoti e laici, si adoperarono per fargli compiere il ginnasio in Castelfranco Veneto e la filosofia e la teologia nel Seminario di Padova.

Ordinato Sacerdote nel settembre 1858, fu mandato cappellano alla piccola borgata di Tombolo, dov'è tuttora in benedizione la memoria del suo apostolato di nove anni trascorsi in opere di pietà e beneficenza.

Nel 1867 eletto parroco del paese di Salzano, quivi passò altri nove anni nell'esercizio del ministero pastorale, edificando tutti col suo carattere dolce, caritatevole ed instancabile nell'appigliarsi ai mezzi più efficaci per il bene del suo gregge.

Nominato nel 1875 Canonico di Treviso, Cancelliere di Curia, Direttore spirituale e poi Rettore del Seminario e Vicario Generale della Diocesi, nel 1884 venne creato da Leone XIII Vescovo di Mantova. La diocesi affidata alle sue cure era travagliata da crisi gravissime d'indole politica e religiosa, che avevano stancata e logorata la fibra dei suoi antecessori, Mons. Rota e Mons. Berengo; ma il nuovo Vescovo, accintosi all'opera scabrosa con eroico zelo e coraggio, non solo condusse a favorevole soluzione ogni difficoltà, ma riuscì ad organizzare tenacemente in senso cattolico-sociale la diocesi intera.

In vista di tanta abilità, Papa beone XIII nel giugno del 1893 lo creò Cardinale di S. R. Chiesa e pochi giorni appresso lo preconizzava Patriarca di Venezia. Qui pure seppe spiegare tal attività d'apostolico zelo e di prudente e saggia organizzazione, che i preziosi frutti raccolti perdurano copiosi e salutari nel campo religioso ed amministrativo; e tanta fu l'ammirazione ed affezione che si meritò da parte di tutti, che pochi o nessuno de' suoi antecessori lasciarono così acceso desiderio di sè, come accadde a Lui, quando lasciò la sua diletta Venezia nel luglio 1903 per recarsi al Conclave, nel quale il 4 agosto venne eletto Sommo Pontefice in età di 69 anni.

Quali furono le opere da lui compiute negli undici anni che sedette sulla Cattedra Apostolica? Quale il suo programma?

(1) Ved. Bollettino di ottobre, novembre e dicembre 19o8.

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Il programma del Pontificato.

Lo abbiamo nella prima Enciclica ch'Egli lanciò ai Vescovi del mondo cattolico ed è espresso con queste memorabili parole:

« Perchè al volere divino piacque sollevare la Nostra bassezza a tanta sublimità di potere, pigliamo coraggio in Colui che ci conforta, e ponendoci all'opera, appoggiati nella virtù di Dio, proclamiamo di non voler altro che questo di ristorare ogni cosa in Cristo, cotalchè sia tutto e in tutto Cristo...

» Noi altro non vogliamo essere, nè col divino aiuto altro saremo dinanzi alla società umana, se non il Ministro, di Dio, della cui autorità siamo depositari.

» Gl'interessi di Dio, saranno gl'interessi Nostri, pei quali siam risoluti di tutte spendere le Nostre forze e la vita stessa ».

Era un programma chiaro, esplicito, diritto: ed a questo programma si mantenne fedele nel suo non breve e glorioso Pontificato.

E questo fermo proposito venne anche meglio chiarito nella prima allocuzione che tenne nel Concistoro del 9 novembre 1903.

« Ci meravigliamo esservi non pochi che spinti dall'amore di novità, secondo l'indole del nostro tempo, si sforzino di andar congetturando qual sarà per essere l'atteggiamento Nostro nel pontificato; quasi questa fosse cosa che abbisogni di essere investigata e anzi non fosse manifesta e ovvia! Non altro atteggiamento sarà il Nostro, nè batteremo altra via, da quella tracciata e percorsa dai Nostri Predecessori.

» Nostro scopo, come già dicemmo, è quello di rinnovare tutte le cose in Cristo, e poichè Cristo è la verità, quindi per prima cosa dovremo predicare e insegnare la verità... cioè illustrare e confermare quei principii, sia naturali e soprannaturali che spesso ai tempi nostri purtroppo vediamo oscurarsi e dimenticarsi; consolidare i concetti di dipendenza, di autorità, di giustizia e di equità che oggi sono conculcati: dirigere tutti secondo le norme della moralità, anche nelle cose sociali e politiche; tutti diciamo, non solo quelli che ubbidiscono, ma anche quelli che comandano, poichè tutti figli del medesimo Padre... ».

Il suo carattere.

Riferiamo dall'Osservatore Romano del 22 agosto:

Alieno da ogni magnificenza intorno alla sua persona, amante di usi molto famigliari nella vita domestica, piuttosto facile a sorridere delle esigenze della cosidetta ufficialità, Pio X fu sempre di viso, di atteggiamento, di animo altamente compreso della sua missione ed autorità di Capo della Religione, di Pastore delle anime. E tutti, fin da principio del suo pontificato, lo conobbero per divorato dallo zelo della magnificenza anche esteriore della Chiesa, per inesorabile vendicatore degli errori contro la fede, la morale, la disciplina, che sono le tre gemme preziosissime onde si adorna e si rende palese l'impero della Religione, legame necessario naturale e positivo della terra col Cielo. Egli seguì l'ispirazione di sgombrare il campo religioso di ogni zizzania, ripromettendosi dall'opera apostolica di provvedere anche ai risanamento sociale ed alla libertà ed indipendenza della Chiesa, e, liberandolo da ogni mala erba, di promuovere la più eletta cultura che desse fiori e frutti copiosissimi.

In questa sua opera egli fece consistere la entità del magistero apostolico affidatogli dalla Provvidenza; e non si può dire che dalla sua convinzione non ne traesse tutta la forza e l'impegno per il raggiungimento dell'ideale sovrumano.

Lo vedemmo pertanto, lo videro tutti, instancabile a riforme in ogni branca della disciplina ecclesiastica, la cui immacolata osservanza procaccia a poco a poco il miglioramento della società cristiana. Nè la sua tenacia nell'opera fu senza ostacoli; ciò che non gli impedì mai di mirare direttamente allo scopo anche a costo di logorare la virtù del corpo, assiduo essendo sempre al lavoro, ai pensiero di raggiungere, nel miglior tempo possibile, l'esecuzione di un gran piano di riforme suggeritegli da lunga meditazione sin da quando fu chiamato a cooperare, col ministero ecclesiastico, alla santificazione delle anime. L'animo suo fu intento anche alla particolarità, ai dettagli delle riforme, nel che si scorge l'industria grandissima.

Il carattere distintivo di Pio Papa X fu questa dote per la quale egli, principalmente, sarà notato nella storia, mentrechè non gli mancheranno altre lodi fra cui quella di essersi occupato con grande studio intorno ai mezzi di provvedere al decoro del patrimonio artistico della Sede Apostolica e della Chiesa, affinchè fosse mantenuto nel suo pieno splendore. Diede inoltre opera affinchè sorgessero anche edifizi costosissimi per accogliervi degnamente le scienze, le lettere e gli studiosi. Fra questi i Seminarii interdiocesani, le Case di educazione, l'Istituto Biblico, dotando per di più orfanotrofi di pensioni numerosissime per superstiti innumerevoli di sciagure telluriche.

Ignaro quasi di sè, ed ecco un'altra dote della quale la storia lo distinguerà, modestissimo nei riguardi della propria famiglia povera, serbò, come dicevamo, i pensieri e le abitudini dell'umile nascita e, sapendo che il sudato necessario non mancava ad alcuno dei suoi, li confermò nella umile condizione.

Noi storici contemporanei, essendo piene le anime della conoscenza delle molteplici opere apostoliche e sociali di Pio X, sintetizziamo brevemente: ma l'animo ci dice, che egli accolto oramai nella pace dei giusti, Dio permettendoglielo, di questa breve sintesi si compiacerà nel Signore, piacendogli meglio ora che mai, lo spirito sincero delle parole, elle i lunghi ed elaborati e pomposi discorsi; quella semplicità di che amava per il primo, dare esempio e norma nel rivolgersi che faceva a quanti si affollavano intorno a lui per vederlo, benedirlo ed esserne benedetti.

Ed ora un voto, un augurio, una speranza che Pio X presso il trono di Colui, del quale fu Vicario in terra, impetri la pace, nell'ora tremenda che egli vide in terra della quale tanto si rattristò, si dolse, senza parzialità alcuna, ma coree un padre si duole della sciagura di amatissimi figli.

Il Papa „santo".

Scrivono vari giornali del Veneto:

...L'essere Pontefice sommo, ai giorni nostri, significa l'abbandono di tutto se stesso, il sacrifizio di ogni diritto, anche della natura, ad una servitù immane. Ma in questa vera espressione del Servus servorum Dei, Pio X portò una virtù che la voce universale già proclama eroica. Quale parte, anche minima, del fastigio vaticano, fu riservata alla sua Persona? Nella quotidiana esistenza, lo spirito della povertà francescana lo circuiva; nei rapporti famigliari era rimasto l'umile parroco di campagna.

C'è una voce che oggi grida da un capo all'altro del mondo:

« Quest'Uomo, re dei re, ha voluto vivere e morire povero come era nato.

» Nella sua cerchia era padrone assoluto di tutto, e fu padrone di nulla. I suoi congiunti, i suoi fedeli hanno sempre saputo che erano i congiunti di un povero, che servivano un povero. Ed Egli ha varcato l'eternità con questo indicibile dispregio, per sè e per i suoi, di tutte le ricchezze terrene.

» Egli è andato a Dio povero e nudo come frate Francesco, come Cristo in croce. Un'altra volta in Pio X la povertà è fulgidamente riabilitata. Forse il mondo materialista aveva bisogno di questo grandissimo esempio (1)».

Perciò il mondo lo proclama già santo. E la voce del mondo? E la voce di una passeggera ammirazione? No, è forse la voce stessa di Dio.

É una voce che addita in questo figlio di un'umile terra, asceso al più augusto fra i troni, la sincerità indicibile di un animo dove fede, speranza, carità regnavano eroicamente sovrane. A queste virtù, attributi supremi di Dio, Egli diede tutto se stesso fino all'estremo, morendo per l'umanità che Egli aveva tanto amato, che Egli vedeva precipitare in un baratro spaventoso. Dinnanzi alla sua salma, tra la commozione dell'improvvisa scomparsa, noi abbiamo già ragione di ricomporre l'animo, e di scorgere, nel riflesso delle sue virtù eccelse, la luce dei beati. E dalle labbra di milioni di cattolici, fra le preci di suffragio, già sale in questi giorni la sublime invocazione:

- Santo Papa Pio X, prega per noi !

(1) Pio X, il Papa che potè con tutta verità vergare nel suo testamento la semplice e grande parola: « Son nato povero, son vissuto povero, intendo di morir povero » in undici anni di Pontificato seppe trovare il modo di spendere - soltanto per le nuove chiese parrocchiali di Roma - più di dodici milioni di franchi!

Il Pontefice dell'Eucaristia.

Una delle gemme più fulgide che adorneranno in eterno la fronte di Papa Pio X, è quella di aver richiamato tutto il popolo cristiano, non esclusi i fanciulli, alla frequenza della SS. Eucaristia.

Henry Bourdeaux, che da una delle riforme di Pio X ha tratto la ispirazione di un suo recente romanzo : « La crociata dei fanciulli », scrive

« Egli era il Papa dei fanciulli: come il suo Maestro, Egli li ha lasciati venire a sè. Un giorno, poco dopo il decreto che riduceva l'età della prima comunione, si sentì nel Vaticano un gran tumulto, e le vecchie mura ne risuonarono. Che cosa era? Un esercito di invasori, oppure un pellegrinaggio che forzava le porte, impaziente? Le guardie nobili e gli svizzeri, che stavano di guardia, ridevano fra loro. Donde potevano venire queste alte grida? Allora si vide apparire, attraverso le sale tappezzate di rosso e decorate di arazzi, il più singolare corteo fanciullette in veste bianca, ragazzi dai bracciali bianchi, dei veri bimbi, dagli occhi ingenui, pei quali la vita è senza ombra e senza passato: si sarebbe detto che fosse una delegazione del regno di Lilliput. Essi si addensavano confusamente, spingendosi un poco fra loro, alzandosi sulla punta delle scarpette, per scorgere il Papa, il Capo della Cristianità, di cui le mamme avevano loro parlato tanto. Venivano dalle provincie della Francia: una fede comune li riuniva, come riuniva i loro padri, quando partivano per le crociate alla conquista di Gerusalemme. Infine essi giunsero nella sala dove era eretto il trono pontificale, e videro un Vecchio in veste bianca, che li guardava con dolcezza, con amore, e che levando la mano li benediceva ; poi il corteo attraversò di nuovo il Vaticano, simile alle graziose processioni di cherubini, che ornano le mura dei templi... ».

Il nostro Benefattore.

Non finiremmo così presto, se volessimo ritrarre - anche fugacemente - i singoli aspetti caratteristici del defunto Pontefice. Tuttavia non possiamo deporre la penna senza aggiungere almeno una parola, la parola della nostra immensa amarezza per la sua scomparsa, essendo egli stato costantemente Augusto nostro benefattore.

Dall'agosto del 1875, in cui dopo aver predicato gli esercizi al Clero di Casalmonferrato veniva fino a Torino espressamente per visitare Don Bosco e l'Oratorio, di cui aveva sentito parlare tanto affettuosamente e dal Vescovo di Casale Mons. Ferrè e dal Can. D. Apollonio poi Vescovo di Treviso, Egli non dimenticò più Don Bosco e l'Opera Salesiana, e continue furono le prove di benevolenza che egli ci diede e da Vescovo e da Cardinal Patriarca e da Sommo Pontefice.

Nel 1903 aveva promesso di tornare a Torino pel III° Congresso dei Cooperatori Salesiani ed assistere alla Pontificia Incoronazione dell'Immagine di Maria Ausiliatrice, ed essendone all'ultimo momento impedito aveva la bontà di manifestarci il suo vivo rincrescimento.

Elevato alla suprema dignità della Chiesa, con venerato autografo del 16 agosto 1903 si affrettò a impartire « con particolare affetto l'Apostolica Benedizione ai dilettissimi Figli di Don Bosco e a tutti i zelanti Cooperatori Salesiani », benedizione che ci ripetè tante volte, e a voce e in altri venerati autografi, indirizzati al compianto Don Rua e all'attuale nostro Rettor Maggiore Don Albera.

Celebre rimarrà per noi quello indirizzato a Don Rua il 17 agosto 1904.

« Se la Nostra benevolenza - egli scriveva - è da aspettarsi in proporzione dei meriti, molto affetto in vero Noi dobbiamo mostrar pubblicamente a te, poichè da tempo vediamo come la Società Salesiana tenda, senza mai arrestarsi, a vanti sempre maggiori.

» Suscitata da quell'illustre Personaggio, in cui risplendeva il modello di ogni cristiana virtù principalmente della carità, e candidamente affaticandosi a promuovere solo la gloria di Dio sommi vantaggi apportò cotesta Unione alla società civile, ed a procurare la salute delle anime intraprese molte opere in ogni parte del mondo, non trascurando menomamente l'indole dei tempi presenti. Quanto mirabilmente cotesta Società sia cresciuta non solo pel numero dei soci che fanno vita comune, ma ancora per l'aggiungersi di coloro i quali, e per l'aiuto che prestano e per gli spirituali vantaggi che ne traggono, chiamansi Cooperatori, è cosa che Noi stessi da lungo tempo conosciamo... Ciò mostra e fa manifesto che la Società Salesiana, il che torna di lode ed insieme di conforto, è carissima al popolo cristiano, perché mentre serve al benessere spirituale di esso provvede ancora al suo temporale vantaggio. Ci piace tuttavia di raccomandarla più vivamente che mai ad ogni fedel cristiano, e ad ogni diocesi e città e parrocchia, affinchè tutti vogliano nutrire verso di lei affetto e favore sempre crescente, per questa ragione sopratutto, che una sì fatta Società è tutta nell'istruir cristianamente la gioventù con mirabile vantaggio dell'umano consorzio.

» Infatti, attesa la condizione dei tempi, Noi stimiamo che l'educazione della gioventù sia cosa sopra d'ogni altra importante, la quale come sempre stimolò potentissimamente le Nostre cure, così pure deve indubbiamente spronare l'animo dei fedeli cristiani a giovarsi a tal fine di ogni sorta di aiuti. Or essi faranno cosa ottima ed efficacissima, se dando il nome all'Unione dei Cooperatori, aumenteranno il numero degli ascritti alla Famiglia Salesiana, poichè siffatta cooperazione sarà ad essi ed all'Unione di grandissimo vantaggio, ed a loro di nessuna modestia... Inoltre dall'intimo del cuore facciamo anche voti che codesta Unione dei Cooperatori così illustre per eccellenza di meriti e che in breve tempo, siccome ci fu riferito, ha raggiunto il numero di quasi trecentomila associati, prenda di giorno in giorno incremento maggiore, e la Dio mercè arrivi a tale che dappertutto, sia nelle città, sia nei villaggi, o si viva dello spirito del Fondatore dei Salesiani o se ne coltivi l'amore, e cresca di nuovi seguaci, a ciò cooperando sopratutto lo zelo dei Vescovi... ».

Basta questo documento per mettere in piena luce l'incomparabile benevolenza che il compianto Pontefice nutriva per l'Opera di D. Bosco.

Fu egli infatti che si degnò pure di firmare il Decreto dell'introduzione della Causa del nostro Venerabile Fondatore e di quella dell'angelico giovane Domenico Savio - che dichiarò Basilica Pontificia il Santuario di Maria SS. Ausiliatrice - che volle affidata alle nostra Pia Società una seconda parrocchia in Roma - che amò ricoverare nei nostri istituti non solo molti orfani dei terremoti di Sicilia e Calabria, ma anche vari suoi cari pronipoti - che innalzò alcuni nostri Confratelli alla dignità Episcopale e volle affidata a Mons. Cagliero, da lui promosso alla dignità arcivescovile, l'eminente carica di Delegato Apostolico e di suo Inviato straordinario al Centro America - che recentemente premiava lo zelo dei nostri Missionari del Matto Grosso, elevando la loro missione alla dignità di un'apposita circoscrizione ecclesiastica...

Ma come ricordare tutte le prove della sua paterna bontà?

Gli è, a parer nostro, che il defunto Pontefice aveva avuto da Dio molti punti di contatto con lo spirito di Don Bosco; cioè lo stesso zelo per la restaurazione cristiana della società; lo stesso amore per la gioventù, per l'insegnamento del Catechismo e per la coltura delle vocazioni ecclesiastiche; lo stesso interessamento per il canto e la liturgia della chiesa; lo stesso fervore per attirare i popoli alla divozione verso Maria Santissima ed alla frequenza della SS. Eucaristia...

Noi quindi piangiamo in Lui non solamente il Pontefice Sommo, il santo Successore di San Pietro, il mite Vicario di Gesù Cristo, ma anche il maestro, il benefattore, il Padre! Che Iddio, sempre ricco in bontà e in misericordia, doni all'anima sua la gloria del Paradiso ed esalti il suo nome in terra, circondandolo della gloria dei Santi.

Condoglianze e suffragi.

Nella dolorosissima circostanza della morte dell'Augusto Pontefice Pio X di santa memoria sono gìunti al Sacro Collegio innumerevoli telegrammi di condoglianza non soltanto da parte di Sovrani, Capi di Stato ed altri altissimi Personaggi, ma altresì di Arcivescovi, Vescovi, Prelati, Capitoli, Seminari, Sindaci, Consigli Comunali e Provinciali, Consoli, Superiori di Ordini Religiosi, Ordini Nobiliari e Cavallereschi, Giornali, Pubblicisti cattolici, Università, Collegi e Istituti di educazione ecclesiastici e laici, Accademie e Corpi scientifici, Circoli e Associazioni Cattoliche, Istituti di carità e di previdenza, ed un numero sterminato di telegrammi di privati, esprimenti tutti sensi di ammirazione e di affetto filiale pel defunto Pontefice, e di profondo rammarico per il lutto amarissimo che con la sua morte ha colpito la Chiesa.

A questo universale rimpianto si è universalmente congiunto l'unanime slancio di solenni affettuosi suffragi in tutte le chiese della Cristianità.

Dei solenni funerali celebratisi nel Santuario di Maria Ausiliatrice e in altre nostre Chiese più insigni diremo nel prossimo numero.

Vogliano i benemeriti Cooperatori unirsi a noi in questo doveroso tributo di viva e profonda riconoscenza col celebrare una Santa Messa, se sacerdoti, e coll'accostarsi almeno una volta alla S. Comunione, se laici, in suffragio dell'anima di Papa Pio X, cui invochiamo da Dio un degno Successore!

Il Centenario della Festa di Maria SS. Ausiliatrice E L'ORA PRESENTE

L'ANNO centenario della festa liturgica di Maria Ausiliatrice, che fu sancita dal S. Pontefice Pio VII a ricordo dell'insperato suo ritorno all'eterna città, se si sta alla data in cui quel memorabile avvenimento si compiva, deve dirsi cominciato fin dal 24 maggio u. s.; se invece si riguarda la data del Decreto con cui quel travagliato Pontefice la stabilì, deve dirsi principiare soltanto il 15 di questo mese di settembre.

Noi frattanto viva sentiamo nell'anima la speranza che il Signore, come permise che dopo un secolo si avesse nuovamente a veder in soqquadro tutta l'Europa, così si degnerà di por fine alle odierne calamità ridonando al mondo la pace, auspice la benedettissima stia Madre.

I popoli, che sono in fiera lotta fra loro, furono tutti redenti dal Sangue prezioso di Gesù Cristo, credono tutti alla sua divina incarnazione ed alla divinità della sua mìssione di affratellamento ed amore universale. Trionfi quest'amore in mezzo a tutte le genti, e spunterà la pace. « Cattolici - ripeteremo con La Settimana Sociale (1) - profondamente convinti che la causa prima delle continue ed incessanti perturbazioni le quali ci avviarono a sì dolorosa vigilia, fu il progressivo allontanamento da Dìo, dal suo Vicario, dalla sua Chiesa, della società moderna ; fu lo spirito attivo, la tenacia instancabile della rivoluzione sempre in guerra vigile e intransigente contro la legge della giustizia e dell'amore cristiano - laicizzatrice di anime e di coscienze, di individui e di collettività - sprezzatrice di ogni fede, di ogni speranza religiosa - animatrice di ogni tendenza, di ogni sistema, di ogni moto che calpestando il soprannaturale, gettasse, pel miraggio di conquiste materiali, per la soddisfazione di aspirazioni inconfessabili, la diffidenza, l'odio, la lotta fra le classi, come fra i popoli ; - noi cattolici non possiamo considerare la guerra che attende l'Europa senza vedervi uno di quei tremendi mezzi con cui il Cielo punisce e richiama ad un tempo ai suoi primi ed imprescindibili doveri la società.

» Non dimentichiamo ! Di pari passo con i crescenti disagi economici, con le moltiplicate difficoltà della vita in tutte le sue manifestazioni in ogni grado sociale, con il moltiplicarsi dei più ardui problemi che abbiano mai tormentato le folle e gli Stati, andavano affermandosi teorie sconvolgitrici dei costumi e delle tradizioni più care, più antiche, più radicate nei popoli, proclamanti la religione una superstizione dannosa, gl'immutabili suoi principii un bavaglio al libero arbitrio e al trionfo delle passioni, la sua giustizia una sentinella degli oppressori e degli sfruttatori ; andavano allargandosi, per così sinistra propaganda, associazioni e movimenti antisociali, a danno di ogni autorità costituita, turbando ogni equilibrio ed ogni ordine, restaurando la legge della violenza, il diritto del più forte, che il trionfo del cristianesimo avea per sempre abolito ; andava insinuandosi finalmente nei rapporti fra popolo e popolo una anticristiana concezione della stessa società internazionale, conseguenza della laicità e dell'ateismo ufficiale trionfante nella vita degli Stati ; per cui ogni egoismo nazionalistico era giustificato ed autorizzava ogni offesa ed ogni peggiore rappresaglia.

» Lungi dalla legge di Dio, ogni suo santo, ogni suo civile istituto dovea a poco a poco sfiorire e cadere per lasciare l'umanità alle sue miserie ed ai suoi rancori, per far della pace, dell'amore e della giustizia, principii e sentimenti inafferrabili e indifferenti alle nazioni, quando proprio più desiderato e più necessario sarebbe stato il loro trionfo ».

In quest'ora tristissima, nella quale Iddio va terribilmente purificando ed illuminando la terra - i divini castighi sono sempre anche pegni luminosi di infinita misericordia - come potremo abbreviare la terribile prova e piegare amorosamente il divin beneplacito ad aver pietà di noi meschini?

Noi siamo « persuasi - ripeteremo con l'incomparabile Pio X - che nelle vicende dolorose dei tempi che corrono non ci restano altri conforti che quelli del Cielo, e tra questi l'intercessione potente di quella Benedetta che fu in ogni tempo l'aiuto dei Cristiani ».

Salutiamo quindi con viva speranza il sorgere dell'anno centenario dell'istituzione della festa di Maria SS. Ausiliatrice, e gettandoci con illimitata confidenza fra le braccia di questa dolcissima Madre, raccomandiamo a Lei noi stessi, i nostri alunni, i nostri Cooperatori, tutti gli amici e tutte le cose nostre, in modo specialissimo la Chiesa e la Patria. Si volgano a Lei con fiducia i nostri lettori e faccia Iddio che lo slancio confidente avvampi in mezzo a tutti i nostri connazionali e fra tutte le nazioni cristiane. L'ora del castigo sarà abbreviata e sorgerà radiosa quella della pace e della ristorazione sociale!

Oli! sì preghiamo tutti la gran Madre di Dio, o Cooperatori carissimi, col bel titolo di Ausiliatrice dei Cristiani ; raddoppiamo ai suoi piedi le suppliche più ardenti, e prima sia quella della ristaurazione cristiana della società. Impetriamo all'Italia nostra questo vanto di esser sempre guida nella via della religione e della pietà alle altre nazioni

Sull'altissima vetta d'uno dei nostri monti più belli torreggia una bronzea statua di Maria SS., innalzata lassù fra le nevi perpetue mercè l'obolo di centinaia di migliaia di bambini d'Italia. Ebbene, in quest'ora tremenda ripetiamo tutti a Maria la dolce invocazione dettata da Leone XIII e che è scolpita ai piedi della statua che domina il Rocciamelone

- Alma Dei Mater, nive candidior... Ausoniae tuere fines, coelestis Patrona ! Augusta Madre di Dio, immacolata più della neve... proteggi le italiche contrade, o celeste Patrona !

Nel Santuario di Maria SS. Ausiliatrice in Torino, Per disposizione del rev.mo sig. D. Albera, nostro venerato superiore, s'intrapresero speciali preghiere per la pace fin dalla domenica 2 agosto. Dette Preghiere, che si compiono ogni sera e che son coronate dalla Benedizione Eucaristica, vengono offerte a Dio ed alla Vergine Ausiliatrice per i bisogni della Chiesa e di tutta la civil società, e Particolarmente dell'intera famiglia salesiana, nella. quale occupano Per noi il Primo Posto i benemeriti Cooperatori e le benemerite Cooperatrici.

(1) Anno VII, n. 22, sabato 8 agosto 1914.

Per il Centenario di Maria Ausiliatrice.

Comitato Torinese di Signore.

È sorto in Torino, sotto la presidenza del signor D. Albera, un Comitato speciale di Signore, che si propone di caldeggiare e favorire i festeggiamenti religiosi che avranno luogo pel Centenario della Festa di Maria SS. Ausiliatrice, e di cooperare attivamente ai restauri del Santuario mercè la raccolta di spontanee offerte con due tipi di bolletari, uno per oblazioni di qualsiasi valore, un altro per offerte di 25 centesimi. Al Comitato ha dato il nome un gran numero di nobilissime Signore Torinesi, alle quali porgiamo l'espressione della più viva riconoscenza.

Un appello per i restauri del Santuario di M. Ausiliatrice.

La nobile signorina Lorenzina Mazè de la Roche di Torino, nostra insigne zelatrice, nel suo tenerissimo amore per la Madonna e per le Opere di Don Bosco, vien diramando a tutte le Pie Unioni delle Figlie di Maria questo fervido invito.

« Già vari Comitati di rispettabili persone si sono organizzati a fine di rendere solennissime le feste che avranno luogo in Torino nel SantuarioBasilica consacrato alla Vergine Aiuto dei Cristiani (detta la Madonna di Don Bosco) col promuovere Pellegrinaggi, Congressi, Convegni e solenni Funzioni religiose ecc. ecc. ; e le Figlie di Maria sparse nel mondo intero, sempre prime quando si tratta di prestare ossequio alla loro Madre e Regina, unite in santa lega colla preghiera, colle loro buone opere, col loro obolo e molte anche colla loro presenza in Torino, son certa non vorranno smentire il loro titolo glorioso, nè essere seconde in questa gara di amore. La mia proposta è umile, ma è alla portata di tutte.

» Come è detto nel Bollettino Salesiano, all'augusto Tempio di Maria Ausiliatrice in Torino sono urgenti importanti ristauri, pei quali occorrono ingenti spese, per cui s'implora la carità dei fedeli, ed io invoco dalle mie Consorelle dilettissime il loro contributo di cinque centesimi caduna per tali ristauri. Chi di noi non potrà dare sì tenue offerta e, occorendo, darla pure a nome di povere Consorelle?

» Con sì piccola moneta si avrà il nome segnato in apposito registro da conservarsi ai piedi della Vergine Santa e si concorrerà ad avere devoti importanti ricordi del suo Centenario, fra i quali alcune Statue artistiche di Maria Ausiliatrice, come è descritto nell'annesso Programma.

» Sono circa 10 mila le Congregazioni delle Figlie di Maria sparse nelle varie parti della terra e calcolando in media circa un centinaio di membri per ogni Pia Unione, se tutte o quasi tutte risponderanno all'Appello, quale parte considerevole potranno avere le Figlie di Maria nel ristaurare questa Casa della Madre Celeste, e qual onore per esse!

» Animo adunque! Ogni Congregazione abbia la sua Collettrice che raccolga e trasmetta le offerte all'indirizzo segnato nel Programma! Ogni Figlia di Maria si faccia alla sua volta Collettrice fra le sue conoscenze, oltre quelle della Congregazione! L'unione fa la forza. In ogni punto della terra sacri vincoli uniscono i nostri cuori alla nostra Celeste Madre, nè distanze di luoghi, nè disparità d'idiomi e di condizioni sociali potranno mai infrangerli, perchè tutte le nostre aspirazioni e tutti i nostri affetti convergono a un punto solo: amare, servire e venerare in terra Colei, che andremo un giorno a godere eternamente in Cielo ».

Tutte le pie Unioni, dice poi il Programma, che manderanno la loro collettiva offerta coi nomi delle Oblatrici avranno il loro titolo imbussolato pel sorteggio di due artistiche Statile della Vergine Ausiliatrice, oltre altri ricordi religiosi di minor valore. Si pregano le persone che leggeranno l'accennato Invito di diffonderlo più che sia possibile, nelle famiglie ove vi sono giovanette, nelle Comunità religiose, ed anche per mezzo dei giornali cattolici. Ogni più tenue offerta sarà accettata colla massima gratitudine, al pari d'oggetti d'oro e d'argento che si volessero offrire pei restauri del Santuario.

Le offerte delle Figlie di Maria o quelle da loro raccolte siano indirizzate unicamente alla signorina Lorenzina Mazè de la Roche - Corso. Vinzaglio, 25 - Torino.

Umiliato l'Appello al S. Padre, giungeva alla promotrice la seguente approvazione:

« Vaticano, ii luglio 1914. - Mons. Giovanni Bressan, Cappellano Segreto di Sua Santità, ossequia l'Ill.ma Signorina Mazè de La Roche e Le significa che il Santo Padre la benedice di gran cuore e le augura i più consolanti frutti nella di Lei impresa a maggior gloria della Vergine Santissima ».

L'Em.mo Card. Agostino Richelmy, Arcivescovo di Torino, si è degnato di benedirlo con queste parole

« Approviamo il presente Appello; e a tutte le buone Figlie di Maria, che volenterose risponderanno al medesimo, auguriamo in compenso di crescere nello spirito della loro Congregazione e di godere sempre più della protezione materna della Regina del Cielo ».

Anche il rev.mo nostro Superiore Generale Don Albera lo ha ampiamente approvato.

« Con immenso piacere e con profonda gratitudine vedo accolto anche dalle buone Figlie di Maria Immacolata, rappresentate dalla Signorina Lorenzina Mazè de la Roche, l'invito di concorrere ai ristauri già iniziati della Basilica dedicata a Maria Ausiliatrice in Torino. Conoscendo la loro fervente divozione e la loro generosità, me ne riprometto un consolante risultato, e Le assicura, anche a nome di tutti i Salesiani e dei loro giovanetti, che nelle nostre preghiere avremo ogni giorno uno speciale ricordo di esse e delle loro famiglie.

Noi pure lo raccomandiamo vivamente alla benevolenza dei RR. Direttori di tutte le Congregazioni delle Figlie di Maria, perchè pienamente raggiunga il suo scopo.

Per il Centenario di Don Bosco.

Il programma del II° Congresso Internazionale degli Ex-Allievi.

Eccolo nelle sue linee generali:

GIOVEDI, 5 agosto 1915, nel pomeriggio - Discorso inaugurale intorno « Le benemerenze civili e sociali di Don Bosco » - Costituzione dell'Ufficio di Presidenza.

VENERDI, 6 agosto - Relazione sull'opera del Consiglio Direttivo della Federazione Internazionale e del Comitato Promotore - Relazione e discussione sul 1° Tema: « Lo spirito caratteristico e lo scopo principale e comune delle Unioni e dei Circoli degli ex-Allievi; e l'indirizzo proprio delle speciali forme di Unioni o Sezioni, rispondenti a particolari bisogni di luoghi e di tempi ».

SABATO, 7 agosto - Rinnovazione delle cariche del Consiglio Direttivo della Federazione Internazionale - Relazione e discussione sul II° Tema: « Mezzi pratici per promuovere, conservare e rendere più intenso lo spirito di fratellanza fra gli ex-Allievi delle varie Regioni e Nazioni » - Proposte varie.

Nell'Argentina.

La Nación di Buenos Aires, organo del partito liberale, nel suo numero del 29 giugno u. s. pubblicava un bel ritratto con lunghi cenni biografici del Ven. D. Bosco, illustrando le Opere da Lui istituite.

« Don Bosco - dice la Nación - chiamò la Repubblica Argentina la seconda patria dei Salesiani, e il nostro fu effettivamente il primo paese dove si diramò la sua azione fuori d'Italia. Sulla fine del 1875 approdava a queste rive Mons. Cagliero, stabiliva simultaneamente un Collegio in San Nicolas e una scuola attigua alla Cappella « Mater Misericordiae », e cercava frattanto un luogo adatto per istituire una scuola d'arti e mestieri, che si aprì poi all'angolo di Tacuari e San Juan, prima di occupare nel 1878 con assetto definitivo l'edificio fatto costrurre in seguito. Il Collegio Pio IX, o per dargli il suo nome popolare il Collegio di S. Carlo, è oggi la Casa Centrale dell'Istituto Salesiano nell'Argentina. A un'istituzione modello, la cui attuale capacità è di 50o alunni, e che applica all'educazione dei fanciulli i più moderni precetti della scienza pedagogica. »

Venendo a parlare dei festeggiamenti centenari che si svolgeranno in Buenos Aires, il citato giornale li enumera esplicitamente così:

« 1° La costruzione del nuovo edificio dell'Oratorio e Collegio di S. Francesco di Sales.

» 2° Un Congresso nazionale di Ex-allievi.

» 3° Un Concorso nazionale di apologetica e sociologia.

» 4° Un Concorso nazionale di tiro.

» 5° Un Concorso nazionale di ginnastica.

» 6° Un Monumento a D. Bosco da erigersi nel Collegio Pio IX.

» 7° Un Concorso per l'Inno delle Associazioni Ex-Allievi ».

Il 12 luglio l'Arcivescovo di Buenos Aires S. E. Rev. Mons. Antonio Mariano Espinosa benedisse e collocò la pietra fondamentale del Collegio ed Oratorio festivo e San Francesco di Sales » in via Belgrano 3867. La funzione doveva aver luogo il 5 luglio, ma venne rimandata a motivo del mal tempo.

Alla cerimonia inaugurale, « simbolo - così l'Italia - d'amore, di carità, e di religione » presero parte come padrini il sig. Intendente municipale, dott. Joaquin Anchorena e la signora Dolores Anchorena e la signora Elortondo, il sig. Dermidio Latorre e la signora Lola Amespil de Latorre in rappresentanza della Commissione dei Signori, il signor Tomàs Mayaquí e la signora Maria Anzola de Etcheverryin, in rappresentantza della Commissione delle Signore, ed il signor Adolfo Tornquist e la signora J uana Etchegoyen in rappresentanza della Commissione delle Signorine.

Rallegramenti ai bravi amici dell'Argentina!

L'omaggio di 90 reclusi per il Monumento.

Sul finir di luglio giungeva al signor Don Albera la somma di 422 lire pel Monumento a Don Bosco, spedite da 90 reclusi del Penitenziario di San Paolo nel Brasile, con la distinta dei singoli oblatori e questa enfatica lettera scritta da uno dei reclusi stessi, che pubblichiamo senza commenti.

Qual masso che dal vertice - di lunga erta montana.... va sempre aumentando di volume e velocità nella sua discesa al piano, così sempre più maestoso ed irresistibile è il grido del mondo riconoscente che, non conoscendo ostacoli, circoscrive col suo potente suono il nostro misero globo!

Per questo grido di universale impulso s'aprono anche i più reconditi nascondigli, ed al suo passaggio ogni petto, ogni anima è spinta ad unirsi esultante al soave ed immenso coro e ripetere con infinito senso di gratitudine: « Sia eternata la memoria di Colui che tanto bene sparse sulla terra e che rivive ancora fra di noi per mezzo de' suoi Figli! »

E questo grido armonioso non pur sorvola anche i più umili e miseri recinti od abituri, ma vi s'interna dolcemente, apportando un raggio di vivida luce là dove le tenebre più fitte regnavano sovrane.

Sì, anche nel regno delle tenebre egli entra, ed a ragione; e dove possono essere maggiori se non in un penitenziario?

Ivi separati dal mondo giaciono centinaia di miseri, che, colpevoli dinanzi alla società, vi furono posti a scontarvi pene adeguate ai loro falli; ivi ogni individuo cova in sè sentimenti di rancore e di vendetta; ivi la Fede è bandita dai loro cuori chiusi ad ogni sano ed elevato sentimento!

Ma Don Bosco vede, sente il bisogno di redimere quelle anime, e d'innalzarle sino a pensare a Dio, e soavemente s'insinua fino a loro, e basta una sola parola, un solo suo cenno, per scuotere dal letargo quegli esseri abbandonati da tutti, che, presentandosi un cuore amante, lo ascoltano ammirati e confusi.

« Il mondo vi ha abbandonati?!...» Egli dice: « Ma non vi ha abbandonati Iddio, non vi ha abbandonati Don Bosco! Egli vi ama sempre, e vuole il vostro bene! »

E noi attoniti, conquistati dal suo paterno linguaggio, apriamo il cuore a soave speranza, scordiamo il nostro male presente, e pensiamo alla grande opera di misericordia compiuta dal modesto e pur sublime Sacerdote, che dal minuscolo Valdocco seppe diramare tanto bene nel mondo.

E il nostro pensiero corre, sotto l'impulso della riconoscenza, in tutti i punti più lontani del globo, e si soffèrma estasiato alla vista di tanti suoi Figli Salesiani, che, con l'immenso amore per l'umanità sofferente loro infuso dal Maestro, affrontano pericoli d'ogni genere e corrono solleciti là dove il loro salito ministero di pace e di fede li chiama!

Vediamo con l'occhio della mente i loro sforzi continui ed assidui nello spargere la luce del Santo Vangelo in mezzo a popolazioni barbare, prendersi cura dei loro figli, educarli nella Dottrina Cristiana e crescerli al bene ed all'onore!

Li vediamo ancora in mezzo agli sventurati che sono banditi dal consorzio umano, confortarli, aiutarli a rialzarsi dal fango dove son caduti, e, come Don Bosco, che nel carcere « La Generala » diede a quei trecento minorenni quello svago che gli fu possibile accompagnandoli da solo per un intero giorno a passeggiare fuori delle mura di Torino, fra l'ammirazione di tutti; così essi, imitandolo, portano seco uno sprazzo di moderata e cristiana allegria, lasciando scendere nel cuore di quei miseri un benefico raggio vivificante, che li riavvicina a Dio, all'amore, alla Fede!

In questa terra, un dì spoglia di monumenti elevati per il culto di Dio, ora, per opera in gran parte dei Salesiani, sorgono templi sacrati al Divin Ente, sorgono convitti dove la gioventù, strappata dalla corruttrice vita della strada, istruita in ogni ramo dell'umano sapere, apprende nel contempo che nulla in questo mondo è pregevole se separato dalla Religione Cristiana, e cresce coi germi della più nobile educazione facendo sperare che un dì saranno onesti uomini e buoni padri!....

Ed eccoci alla vigilia del Centenario della nascita del Padre degli abbandonati! Cento anni stanno per passare dal giorno, che la terra udì il primo vagito di quel bambino, che col crescere doveva tanto sollevare i suoi simili!... Un secolo!... ma non perciò è meno viva la memoria di Lui ne' suoi Figli, che con lodevolissima iniziativa hanno fatto appello al mondo intero per eternare la sua memoria ed erigere dinanzi al Tempio di Maria Ausiliatrice, opera sua prima, un monumento davanti a cui la posterità tutta s'inchini riverente, intuendo in quel simbolo della riconoscenza mondiale la Grande Anima di Chi ne fu propulsore.

E questo appello, come la Fatidica Tromba Angelica, percorse il mondo intero .riscuotendo ovunque l'applauso frenetico della folla e l'adesione di tutti i cuori ancor sensibili a nobili sentimenti.

Anche fra noi, carcerati, un Figlio di quella Santa Istituzione ci fu dal sacro pergamo eco fedele della volontà dei buoni, ed anche noi, spinti da quella riconoscenza che eleva, che migliora i cuori, ci uniamo volenterosamente in questa bella impresa, inviamo il granellino, miserrimo contributo come il granellino nelle sterminate sabbie del Sahara, nella fervida speranza, che sebbene infimo è il dono materiale che i poveri carcerati del Penitenziario di San Paolo inviano, serva però a dimostrare come anche essi vollero riconoscenti unirsi al mondo, ed all'armonia universale unire quel sentimento che irruente dai loro petti cerca uno sfogo!

I CARCERATI DEL PENITENZIARIO DI S. PAOLO (Brasile).

Una simpatica idea.

La S.A.I.D. « Buona Stampa », la nota Società libraria editrice che prosegue fedelmente con slancio ammirevole e con alacrità superiore ad ogni lode le tradizioni e gli intenti della cessata Libreria Salesiana di Torino - ha avuto la geniale idea di eseguire un gran numero di Cartoline illustrate e di Francobolli commemorativi, riproducenti questi e quelle il bozzetto dell'erigendo Monumento a Don Bosco. L'esecuzione è quanto mai accurata e siam certi che gli tini e le altre incontreranno largamente il favore di tutti gli ammiratori e cooperatori del Venerabile. Il prezzo delle Cartoline è di L. 3,5o al cento ; dei Francobolli di L. 3,5o al mille, (franco di porto) : e il provento, dedotte le spese, sarà interamente devoluto a beneficio del Monumento. Chi non vorrà acquistarne?

Noi - bramosi di far cosa pratica per un maggior numero di Cooperatori - abbiamo ottenuto l'invio di 12 Cartoline illustrate e di zoo Francobolli commemorativi a quelli che manderanno una Cartolina-vaglia di 90 centesimi direttamente alla S. A. I. D. « Buona Stampa » Corso Regina Margherita, 176 - Torino.

VITA DEL VEN. DON BOSCO - 2

PARTE PRIMA

DALLA NASCITA AL SACERDOZIO

CAPO III. (1)

Il fanciullo predestinato.

CHI si reca da Castelnuovo alla frazione di Murialdo, giunto in direzione dei Becchi, ne scorge in alto le varie casette, e, sul dosso della collinetta, lascia a destra un prato ombreggiato da vari alberi.

In quel prato prima Giuseppe e quindi Giovanni Bosco fecero i pastorelli.

« Io - narrava Giovanni Filippello, suo coetaneo - andava al pascolo con Giovanni Bosco, che allora aveva circa dieci anni: egli si attirava l'ammirazione di chi lo guardava, poichè il vederlo da una parte così modesto e umile, col capo leggermente chino, e per l'altra parte così allegro e faceto, rapiva i cuori. Io spesso gli diceva: - Tu Giovanni, non mancherai di riuscire a bene. - Egli mi rispondeva con semplicità: - Lo spero ».

Quella quiete campestre conciliava assai all'anima di Giovanni lo spirito di preghiera.

Tutte le volte che udiva suonar l'Angelus, si toglieva il cappello e piegava il ginocchio per salutare Maria Santissima. Giovanni Filippello, su ricordato, asseriva che era tale il trasporto di Giovanni per la pietà, che sovente l'argentina sua voce faceva risuonar quei colli del canto di laudi sacre. E Marianna Occhiena affermava con intima convinzione, che di quando in quando la Madonna SS. apparve al suo caro nipote, allorchè fanciulletto si trovava al pascolo, e che amabilmente gli volgesse anche la parola.

Venne l'anno 1823, ottavo di Giovannino, e la buona madre, intravvedendo come la Provvidenza non lo destinasse alla vita dei campi, desiderava di mandarlo alla pubblica scuola di Castelnuovo, ma trovavasi in grave imbroglio per essere la borgata distante da Castelnuovo circa cinque chilometri, e più ancora perchè ciò importava qualche spesa in famiglia, sia per un po' di pensione, sia per le necessarie provviste. Se ne aperse con Antonio, che aveva raggiunto il ventesimo anno di età, ma questi si oppose assolutamente al giusto desiderio:

- Perchè mandar Giovanni a scuola? - andava brontolando. - Prenda la zappa come l'ho presa io!

Antonio non vedeva di buon occhio Giovanni, e Margherita, desiderosa più che tutto di conservare la pace in famiglia, che riteneva come il primo tesoro in terra dopo la grazia di Dio, pel momento non credette d'insistere. Venuto l'inverno combinò di mandare Giovanni per alcuni mesi a Capriglio, e vi si oppose il fatto di non esser egli di quel comune, ma nel 1824 vi riuscì. Il maestro era un certo Don Lacqua, che prese a volere al nuovo discepolo un ben dell'anima e a usargli molti riguardi, occupandosi volentieri della sua istruzione e più ancora della sua educazione cristiana. Sorpreso della speciale attitudine alla pietà e allo studio che aveva il nuovo discepolo, aggiungevagli in privato molte spiegazioni alle verità già apprese dalla madre, e lo istruì sui mezzi necessari per conservare la grazia di Dio, sul modo di accostarsi con frutto al Sacramento della Penitenza, e sulla necessità della mortificazione cristiana. Era un gran passo avanti, che Iddio faceva dare a Giovanni.

Pare anche che fin d'allora egli avesse preso amore ad alcune penitenze da lui segretamente praticate, e che ai racconti di Don Lacqua si fosse invogliato d'imitare la vita dei santi. E sebbene frequentasse regolarmente la scuola di Capriglio nel solo inverno 1824-1825, e nei giorni liberi dalle lezioni continuasse ad andare al pascolo, e d'estate appagasse anche il desiderio del fratello Antonio col mettersi a lavorare in campagna, pure fece molto progressso nello studio e nella virtù.

Circa quel tempo Giovanni corse un grave pericolo nell'andare con alcuni compagni per uccelli. Su di una grossa quercia che sorgeva in mezzo a un boschetto poco lontano dalla casa, aveva visto una nidiata e aveva risoluto d'impadronirsene. L'uno e l'altro dei compagni si provarono a salire, ma nessuno vi riuscì. Egli in un batter d'occhio fu in alto; ma altro era salir sul tronco e di là guardar la nidiata, altro giungere a prenderla. Il nido si trovava all'estremità di un lungo ramo, quasi parallelo al suolo e che ad un certo punto si piegava. Agile come uno scoiattolo, Giovanni non si lasciò sgo mentare, e, adagio adagio, giunse ov'era la nidiata e chinatosi se la pose in seno; ma nel tornare verso il tronco gli scivolarono i piedi e, rimasto sospeso per le mani cercò inutilmente per lungo tempo di riguadagnare il tronco, finchè cadde a terra. Ci vollero circa tre mesi perchè si riavesse interamente di quell'urto.

Qualche tempo dopo, accadde altro fatto, che, fra i molti che manifestano in lui una non ordinaria sensibilità di cuore, rivela anche il forte proposito di consacrare a Dio tutti i suoi affetti, senza alcuna eccezione. Avendo preso un merlo lo chiuse in gabbia, lo allevò e lo addestrò al canto, zufolandogli all'orecchio alcune note finchè non le avesse apprese. Quell'uccello era la sua delizia; anzi gli preoccupava talmente il cuore che quasi non pensava più ad altro, quando un giorno, tornando dalla scuola; corse al solito in cerca dell'uccello per divertirsi. Ma, ah dolore! vide la gabbia spruzzata di sangue ed il caro uccellino, morto e mezzo mangiato dal gatto. Poveretto! si sentì tanto commosso a quella vista che si mise a singhiozzare e durò a piangere più giorni, senza che niuno valesse a consolarlo. Finalmente, fermatosi a rifletfere sulla causa del suo pianto, sulla frivolezza dell'oggetto cui aveva posto affezione, sulla nullità delle cose mondane, prese una risoluzione superiore all'età sua; propose cioè di non attaccar mai più il cuore a cosa terrena (1).

L'esercizio delle virtù gli era già famigliare.

Quattro o cinque altri giovanetti conducevano le loro vacche al pascolo vicino al prato di Giovanni e non curandosi di guardarle si abbandonavano ai loro giuochi. Stizziti che il figlio di Margherita non volesse giuocare con loro e continuasse sempre a leggere, una volta dopo averlo invitato ripetutamente, lo minacciarono e lo batterono con crudeltà. Giovanni, benchè più forte di loro, non si difese, e come quelli finirono di malmenarlo: - Battetemi pure, disse tranquillo, ma io non giuocherò mai perchè voglio studiare e farmi prete !

Non si meravigli il lettore se ci è dato di entrare in questi particolari. Il Venerabile, nell'affetto che portava ai suoi giovanetti, narrava ad essi molte volte or questa or quella delle vicende dalla sua giovinezza e noi abbiamo fatto tesoro delle sue narrazioni.

Quelli rimasero così colpiti a tanta pazienza, che da quel giorno divennero suoi amici e quand'egli cessava dal pregare o dal leggere, interrompevano anch'essi i giuochi e correvano a lui; ed egli con incantevole semplicità narrava loro qualche fatto educativo ed ameno, istruivali in cose di religione, o conducevali a casa dinanzi i suoi altarini nei quali campeggiava sempre un'immagine di Maria SS., e là invitaveli a fare il segno della croce, a recitare le orazioni e a cantar qualche lode.

Ed era già fermo in questi santi propositi, quando una voce misteriosa, anzi come sembra di paradiso, gli additava la sua futura missione.

È un punto solenne nella vita del nostro Venerabile, ed insieme così importante che, prima di esporlo, ci par bene d'indicare la fonte da cui lo attingiamo, che è la stessa dalla quale abbiamo tratto gran parte delle notizie già esposte.

Il 21 marzo 1858 il pastorello dei Becchi, da circa quattro lustri ordinato sacerdote, si trovava ai piedi del Servo di Dio, il Sommo Pontefice Pio IX. Questi, avendolo invitato ad esporre i primordii dell'Opera degli Oratori da lui iniziata in Torino, ciò che l'avesse mosso a cominciarla, tutto ciò che vi si faceva e gli ostacoli che aveva dovuto superare, nell'udire il gran bene che il Signore erasi degnato di operare nella sua infinita misericordia, e come molti giovani di straordinaria virtù fossero vissuti e vivessero ancora nell'Oratorio, gli chiese se anch'egli non avesse avuto qualche speciale o straordinario indirizzo nello sviluppo dell'Opera sua. E il Venerabile, con filiale abbandono, cominciò ad esporre al Santo Padre quanto si era presentato alla sua fantasia in sogni, o visioni straordinarie, che in parte si erano già verificati. Il Vicario di Gesù Cristo lo ascoltò con attenzione molto commosso, non dissimulando che ne faceva gran caso, e lo consigliava a mettere per iscritto quanto gli aveva esposto; il qual consiglio, nove anni dopo, diveniva in un'altra udienza memoranda un formale comando, cosicché Don Bosco dovette ubbidire.

Il manoscritto, che fu dal Venerabile gelosamente tenuto nascosto finchè visse, si trovò ancora alla sua morte facendo l'inventario delle sue carte; e porta il titolo: « Memorie dell'Oratorio dal 1825 al 1855. Esclusivamente pei Soci Salesiani. Per la Congregazione Salesiana ». È

un monumento di mirabile umiltà, ove descrive con semplicità ciò che crede provare l'intervento divino nella sua missione e nelle sue opere; si estende a narrare le sue gesta, prima in mezzo ai fanciulli di Castelnuovo e di Chieri, poi in Torino e nell'Oratorio; nulla dice che possa pa lesare i suoi atti di virtù; e, come Mosè e San Paolo, dà giudizi severissimi di varie sue azioni, in modo da sorprendere il lettore che non lo avesse conosciuto o cui non fossero pervenute le testimonianze dei contemporanei.

Or ecco in qual modo narra egli stesso nelle citate memorie il primo sogno.

« All'età di nove anni circa ho fatto un sogno che mi rimase profondamente impresso per tutta la vita. Nel sonno mi parve di essere vivicino a casa, in un cortile assai spazioso, dove stava raccolta una moltitudine di fanciulli che si trastullavano. Alcuni ridevano, altri giuocavano, non pochi bestemmiavano. All'udire quelle bestemmie mi sono subito slanciato in mezzo di loro, adoperando pugni e parole per farli tacere. In quel momento apparve un Uomo venerando, in età virile, nobilmente vestito. Un manto bianco gli copriva tutta la persona; ma la sua faccia era così luminosa, ch'io non poteva rimirarla. Egli mi chiamò per nome, e mi ordinò di pormi alla testa di quei fanciulli, aggiungendo queste parole: - Non colle percosse, ma colla mansuetudine e colla carità dovrai guadagnare questi tuoi amici. Mèttiti dunque immediatamente a far loro un'istruzione sulla bruttezza del peccato e sulla preziosità della virtù. - Confuso e spaventato soggiunsi che io era un povero ed ignorante fanciullo, e incapace di parlar di religione a quei giovanetti. In quel momento quei ragazzi cessando dalle risse, dagli schiamazzi e dalle bestemmie, si raccolsero tutti intorno a Colui che parlava. Quasi senza sapere che mi dicessi. - Chi siete voi, soggiunsi, che mi comandate cosa impossibile?

» - Appunto perchè tali cose ti sembrano impossibili, devi renderle possibili coll'obbedienza e con l'acquisto della scienza.

» - Dove, con quali mezzi potrò acquistare la scienza?

» - Io ti darò la Maestra, sotto la cui disciplina puoi venire sapiente, e senza cui ogni sapienza diviene stoltezza.

» - Ma chi siete voi che parlate in questo modo?

» - Io sono il Figlio di Colei che tua Madre ti ammaestrò di salutare tre volte al giorno.

» - Mia madre mi dice di non associarmi con quelli che non conosco, senza il suo permesso; perciò ditemi il vostro nome.

» - Il mio nome domandalo a mia madre.

» In quel momento vidi accanto a lui una Donna di maestoso aspetto, vestita di un manto che risplendeva da tutte parti, come se ogni punto di quello fosse una fulgidissima stella. Scorgendomi ognor più confuso nelle mie domande e risposte, mi accennò di avvicinarmi a Lei, che presomi con bontà per mano: - Guarda! - mi disse. Guardando m'accorsi che quei fanciulli erano tutti fuggiti, ed in loro vece vidi una moltitudine di capretti, di cani, di gatti, di orsi e di parecchi altri animali. - Ecco il tuo campo, ecco dove devi lavorare, continuò a dire quella Signora. Renditi umile, forte, robusto: e ciò che in questo momento vedi succedere di questi animali, tu dovrai farlo pei figli miei.

» Volsi allora lo sguardo, ed ecco invece di animali feroci apparvero altrettanti mansueti agnelli, che tutti saltellando accorrevano intorno belando, come per far festa, a quell'Uomo e a quella Signora.

A quel punto, sempre nel sonno, mi misi a piangere, e pregai quella Donna a voler parlare in modo da capirla, perciocchè io non sapeva quale cosa si volesse significare. Allora Ella mi pose la piano sul capo dicendomi: - A suo tempo tutto comprenderai. - Ciò detto, un rumore mi svegliò ed ogni cosa disparve. Io rimasi sbalordito. Sembravami di avere le mani che facessero male pei pugni che aveva dato, che la faccia mi dolesse per gli schiaffi ricevuti da quei monelli; di poi quel Personaggio, quella Donna, le cose dette e quelle udite mi occuparono talmente la mente che per quella notte non mi fu più possibile prendere sonno.

» Al mattino ho tosto con premura raccontato quel sogno, prima ai miei fratelli che si misero a ridere, poi a mia madre ed alla nonna. Ognuno dava al medesimo la sua interpretazione. Il fratello Giuseppe diceva: - Tu diventerai guardiano di capre, di pecore o di altri animali. - Mia madre: - Chi sa che non abbia a diventar prete. - Antonio con secco accento: - Forse sarai capo di briganti. - Ma la nonna che sapeva assai di teologia ed era del tutto analfabeta, diede sentenza definitiva dicendo: - Non bisogna badare ai sogni. - Io era del parere di mia nonna, tuttavia non mi fu mai possibile togliermi quel sogno dalla mente. Le cose che esporrò in appresso daranno a ciò qualche significato. Io ho sempre taciuto ogni cosa; ed i miei parenti non ne fecero caso. Ma quando, nel 1858, andai a Roma per trattare col Papa della Congregazione Salesiana, egli si fece minutamente raccontare tutte le cose che avessero anche solo apparenza di soprannaturale. Raccontai allora la prima volta il sogno di nove in dieci anni. Il Papa mi comandò di scriverlo nel suo senso letterale, minuto, e lasciarlo per incoraggiamento ai figli della Congregazione, che formava lo scopo di quella gita a Roma ». Fin qui Don Bosco.

« Oh profetico sogno di bambino eletto che la vocazione e le opere di un apostolato im menso vede nel gregge di agnelli pascenti trasformati in fanciulli puri e senza macchia: -che turbe di figli deformi contempla risorgenti alle bellezze candide della virtù: - che sul terreno ingrato e sabbioso del deserto assapora il profumo e l'incanto dell'erbe e di fiori: - che le chiese, le officine, le turbe dei fanciulli nostri ed i selvaggi della Patagonia estrema vede, numera e segna a sicura e pia conquista! Chi primo ne sentì e non ebbe pupille di fede (e quanti sono che neppur vedono il nascer del sole!) s'impietosì per un illuso e deplorò uno stolto: vedute corte di una spanna non seppero discernere e scrutare le infinite vie di Dio: menti deboli e memorie labili non compresero, non ricordarono che ciò che è sapienza alta negli uomini è stoltezza presso Dio - che le cose deboli ed inferme elegge Dio per confondere le forti e che per vie, che parvero stoltezza, piacque a Dio di far salvi i suoi credenti! Dio è sempre grande. Non lo è appena nella distesa immensa dei cieli, negli eserciti delle stelle, negli splendori del sole, nella violenza delle tempeste: Dio è grande anche allora che si vela delle ombre vane di un sogno e in un sogno passa nomi soli - di misericordia, di provvidenza, di amore - a librar per l'infinito! In un sogno all'antico Giuseppe Dio concede i regni del Nilo e turbe innumerevoli da nutrire e salvare: con un sogno al secondo Giuseppe dissipa i biechi disegni della politica di Erode: richiamiamo quelle semplici e consolanti pagine della sublime politica divina e confrontiamo: chi avesse avuto fede, anche nei sogni avrebbe inteso Iddio, che i regni bagnati dalle lacrime di tante madri e turbe innumerevoli da pascere deponeva nelle mani del suo Servo, e a schiere a schiere i pargoli inocenti perchè li avesse salvati dalle stragi di Erode » (1).

(1) Tanto promise e adempiè, finchè non si incontrò iu Chieri col giovane Luigi Comollo. A quel candore sì verginale, a quella mirabile semplicità di costumi, Giovanni non seppe resistere ed entrò con lui in tenera ed intima amicizia. Ma quantunque quell'amore fosse tutt'altro che terreno e sensibile, poichè era tutto santo e diretto unicamente a vicendevole perfezionamento, tuttavia anche di questo ebbe a pentirsi. Il vivo dolore che provò alla morte dell'amico fu così grande che fece un nuovo proposito, per cui nessuno da Dio in fuori avrebbe posseduto il suo cuore. E per mantenere questo generoso proponimento, sappiamo per sua confessione che ebbe a farsi non poca violenza, anche più tardi, in mezzo ai buoni giovanetti che accoglieva nell'Oratorio.

(1) Card. Pietro Maffi: Ut palma florebit: Discorso intorno il Venerabile Sacerdote Giovanni Bosco.

TESORO SPIRITUALE.

Indulgenza planaria dal 10 settembre al 18 ottobre:

1) il 29 settembre, San Michele Arcangelo;

2) il 4 ottobre, SS. Rosario della B. Vergine; 3) l'11 ottobre, Maternità della B. Vergine; 4) il 18 ottobre, Purità della B. Vergine.

Il XXV° Congresso Eucaristico.

Dal 22 al 26 luglio u. s. come annunziammo - si tenne a Lourdes il Venticinquesimo Congresso Eucaristico, alla presenza di nove Em.mi Cardinali e di circa duecento tra Arcivescovi e Vescovi, dei quali 2o dall'Italia, 105 dalla Francia e dalle altre parti d'Europa, 18 dall'Asia, 43 dall'America, 8 dall'Africa e 4 dall'Oceania. A migliaia sommarono i sacerdoti e circa 400 furono gli stendardi, che presero parte alla solenne processione compiutasi il 26. Durante il percorso di circa tre ore il SS. Sacramento, portato dall'Em.mo Granito di Belmonte, Cardinal Legato, passò sopra un tappeto di fiori, e gli fecero ala d'onore non meno di centomila fedeli.

Il Congresso di Lourdes ebbe parecchie coincidenze, che giova ricordare.

Coincideva con il Cinquantenario del prima pellegrinaggio alla Grotta. Infatti il 25 luglio si compivano 5o anni, dacchè la parrocchia di Loubaiac si recava solennemente alla Grotta di Massabielle ed aveva la gloria di aprire al mondo cattolico la via dei pellegrinaggi.

Fu pure alla fine dell'anno 1864 che Mons. Laurence, Vescovo di Tarbes, circondato dal Capitolo e seguito da numeroso stuolo di sacerdoti e da parecchie migliaia di devoti, conduceva la prima processione alla Grotta e benediceva la statua dell'Immacolata davanti alla quale, dopo d'allora, han pregato, cantato e si sono accostate alla S. Comunione innumerevoli moltitudini.

Finalmente è in quest'anno 1914 che il mondo cattolico celebrerà il 6o° anniversario della definizione dogmatica della Immacolata Concezione!

Tutte queste storiche coincidenze : le Nozze d'argento dei Congressi Eucaristici, le Nozze d'oro dei pellegrinaggi a Lourdes e della benedizione della Statua della Vergine, le Nozze di diamante della proclamazione del dogma della Immacolata, diedero al XXV° Congresso Eucaristico Internazionale quell'impronta di splendore e di sacro entusiasmo che lo renderanno meritamente memorando fra tutti i Congressi precedenti.

Preghiamo i Sigg. Ispettori.? Direttori delle Case Salesiane fuori d'Italia di volere - a mezzo di giornali o periodici locali - comunicare ai nostri benemeriti Cooperatori che in questi mesi le edizioni del "Bollettino Salesiano" in lingue estere non possono uscire regolarmente causa le difficoltà che incontra il servizio postale, e insieme assicurarli che il rev.mo Sig. D. Albera - più fervidamente che mai - prega e fa pregare secondo le intenzioni di tutti i nostri Benefattori.

DALLE MISSIONI

FIORI E FRUTTI

(Dalle memorie dei nostri Missionari)

VIII (1).

Guai a chi si abusa della misericordia del Signore,

IN questi ultimi tempi il Signore ha dimostrato in molti modi un grande amore ai poveri selvaggi della Terra del Fuoco!

Fu la sua Provvidenza che inviò loro caritatevoli Missionari, i quali oltre dar loro l'alimento materiale di cui erano privi, case per abitare, vestiti convenienti per coprirsi e ripararsi dal freddo e tutte le agiatezze della civiltà, offrirono pure l'alimento spirituale alle loro anime facendo loro conoscere il vero Dio e le verità della Santa Fede necessarie per salvarsi.

Anche la Vergine Ausiliatrice si interessò grandemente per la prosperità materiale e per la salvezza eterna di questi poveri selvaggi. Il Ven. Bosco, dal letto di morte, con spirito profetico diceva a' suoi figli:

- Propagate la divozione a Maria Ausiliatrice nella Terra del Fuoco. Oh! se sapeste quante anime si salveranno mediante la divozione a Maria Santissima!

Ed i Salesiani, docili alle parole del loro Ven. Padre, si adoperarono con tutto il loro potere per diffondere in queste terre remote l'amore e venerazione verso la Gran Madre di Dio.

Più d'una volta la Vergine Benedetta si compiacque di mostrare il suo materno patrocinio, facendosi persino visibile a molti di loro, ora per consolarli nelle loro afflizioni, ora per esortarli alla perseveranza nella Fede, ora per avvisarli della loro prossima morte, o specialmente per assisterli nelle loro agonie.

Molti fatti io potrei riferire a conferma di questo. Ma basta ricordare la visione che ebbe la fervorosa e umile donna Candida Donoso prima di morire, come narrai sul Bollettino anni sono (2), che per ben 27 minuti ebbe la fortuna di essere assistita visibilmente da Maria Santissima, perchè (diceva la Vergine) l'aveva veduta sola e sofferente.

Altro fatto recente avvenne verso la metà dell'anno 1913; ed è quello di un povero vecchio ararrnalato da tre giorni, (certo Eliseo), che non poteva chiudere occhio nè giorno nè notte pei gravi dolori che sentiva nel corpo e per forti dispiaceri che provava in cuor suo per aver perduto la moglie, quando gli apparve la Vergine SS.ma riccamente vestita e di grande bellezza che colla sola sua visita lo consolò e lo restituì in salute. Era bello udire la descrizione assai dettagliata che l'indio faceva della Vergine a me, che gli aveva chiesto come mai fosse guarito così repentinamente senza veruna medicina. Dominato ancora dalla grande emozione che aveva provato alla vista di Maria SS.ma, egli mi condusse in disparte perchè nessun'altro fosse testimonio del suo dire, e pieno di giubilo, indicandomi il luogo preciso ove gli era apparsa la Beata Vergine, mi diceva:

-La Vergine qui è venuta... era linda... (bella) linda... linda!... Vestito lindo, lindo!... mirada linda... linda... (lo sguardo bello, bello), guardar a me e ridere lindo... lindo.... Contenta la Vergine... la Vergine sola sanar!

Non sapeva il povero indio trovar altre espressioni per farsi meglio comprendere, ma da suoi occhi e dai suoi gesti traspariva tutta la sua emozione e si vedeva che diceva la verità.

Anche a Luis, a Ramón, a Mercedes, a Sofia la Negrita, ed a molti altri la Vergine diè l'annunzio della loro prossima morte e ad alcuni determinò il giorno in cui dovevano morire.

E nei due Cimiteri di Dawson e della Candelaria riposano ora nel bacio del Signore più di duemila indii chiamati al cristianesimo, che fecero una morte preziosa e santa, perchè tutti furono docili alla grazia di Dio, che li chiamava con tanto amore!

Ma fra tanti che ascoltarono la voce divina ve ne fu uno che fece il sordo, malgrado le tante chiamate. Iddio ci vuole salvi, ma non a nostro dispetto: egli vuole la nostra cooperazione.

Luisa Kuiscsciskutorelukcìs, india Alacalufa dell'Isola Dawson, fin da bambina era stata educata nella Religione Cattolica dalle sollecite cure di ottime maestre. D'indole molto volubile mai aveva pienamente corrisposto alla divina grazia, per cui faceva molto temere del suo avvenire. Sia detto tra parentesi, essa era figlia di uno degli assassini che nel 1889 avevano tentato d'uccidere il Missionario Salesiano Don Bartolomeo Pistone. A venti anni circa, si sposò con un povero Svizzero, senza carattere nè energia , per cui essa la faceva da padrona e il marito la secondava in tutti i capricci.

Abbandonata l'isola Dawson, dove aveva i parenti e gli amici che avrebbero potuto darle buoni consigli, si stabilì a Punta Arenas, per esser più libera di sè e si diede ad una vita licenziosa che era di scandalo a tutta la città.

Invano i missionari la esortavano a lasciare quella vita infame che la conduceva all'eterna perdizione; prometteva lì per lì, ma dell'emendarsi non era nulla. Per ben due volte Iddio misericordioso, qual tenero Padre che l'amava e desiderava salvarla, le mandò grave malattia che la portò sull'orlo della tomba. Spaventata, momentaneamente prometteva di mutar vita, ma non appena guarita tornava alla sua pessima vita con più ardore di prima. Ricordo che la visitai due volte all'ospedale di Punta Arenas, quasi morente, le amministrai i Santi Sacramenti ed avrei detto che sarebbe morta, tanto era grave il suo stato; quando con sorpresa di quanti la videro in quel modo, si ristabilì in salute.

- Guarda, Luisa, le dissi allora, col Signore non si scherza. Fa' senno, non esser più di scandalo, se vuoi salvare l'anima tua. Iddio sopporta molto, ma non sempre!

In una fredda notte d'inverno sento battere disperatamente alla porta della mia cella, e nello stesso tempo odo una voce:

- Padre, pronto venire! Luisa voi chiamare, molto inferma, forse morire!

Era lo Svizzero, marito della Luisa, il quale parlava molto male l'italiano.

Tosto compresi di che si trattava; balzai di letto e tutto frettoloso scesi in chiesa, presi con me il Santo Viatico e l'Olio Santo e volai verso la casa dell'ammalata, che distava circa un chilometro. Il cuore mi diceva che sarei giunto troppo tardi. Cadeva una fitta neve, frammista a vento che si cacciava per tutto il corpo, non servendo a nulla il parapioggia. Entrato in quel misero tugurio d'infamia, non trovai un luogo decente, sopra cui depositare le Sacre Specie nè per sedermi, tutto era immondo e schifoso, per cui mi portai tosto al fianco dell'ammalata rimanendo in piedi. Essa era seduta sul letto, ed all'aspetto si sarebbe detto che non fosse molto inferma perchè parlava forte e speditamente, talchè mi meravigliai che mi avessero chiamato con tanta fretta in quell'ora. Ma appena la esortai a confessarsi essa mi guardò fissamente e mi disse:

- Non posso, non posso! ho un demonio che mi stringe la gola e m'impedisce di parlare!

Che dici mai, Luisa, tu scherzi, le risposi, qui non vi è nessun demonio; c'è Gesù benedetto che viene a visitarti; fa' coraggio.

- Non posso parlare, insistè, non posso, non posso.

- Ma sì che puoi, tu parli molto bene, e niente te lo impedisce; su via, confessati.

Ed ella:

- Io sono stata troppo cattiva, ho abusato sempre della Misericordia di Dio, ed ora Dio mi castiga; per me è finita!

- Luisa, non dir questo, fa' coraggio, confida in Dio. Recitiamo insieme un'Ave Maria alla Vergine SS.ma; - e tosto incominciai a dir forte l'Ave Maria.

Ma essa prese a interrompermi con forza:

- No, aspetta... aspetta un poco!... non posso!... non posso!...

Vedendo che peggiorava a vista d'occhi e che il suo volto prendeva un colore cadaverico, le gridai:

- Luisa, Luisa, di' solamente: Gesù mio misericordia! - Era già troppo tardi; essa non udiva più. Contorcendo la bocca, vomitò molta bava e sull'istante rimase cadavere! La sua faccia divenne come di carbone, aveva la lingua fuori della bocca, gli occhi fuori dell'orbita; si sarebbe detto che fosse stata realmente strangolata.

Restai per un istante tutto confuso e sbalordito, e non sapeva dove mi trovassi nè che cosa facessi: ma subito mi scossi dal mio spavento e recitai sotto condizione l'assoluzione, se mai le potesse giovare, e in fine racomandai a Dio la povera anima sua.

Nel ritornare a casa, faceva fra me questa riflessione:

- Ecco un'anima, cui Dio aveva prodigati tanti favori e che forse si perde per non avere corrisposto alle divine chiamate. Sul procinto di andarlo a godere per sempre, eccola perduta! Essa si burlò del Signore: Egli le mandò ancora un Sacerdote prima che morisse, che poteva darle tutti i Conforti di N. S. Religione, ma inutilmente

Che lezione tremenda per molti che abusano tanto facilmente della misericordia di Dio!

Terra del Fuoco, 1914.

Sac. MAGGIORINO BORGATELLO, Missionario Salesiano.

IL CULTO di Maria ausiliatrice

In mezzo alle presenti strettezze generali rinnoviamo più viva ai benemeriti Cooperatori la preghiera di aiutarci a continuare un'opera così urgente, quale è quella dei restauri del Santuario di Maria Ausiliatrice in Torino. Abbiano essi la bontà di riempire in tutto o in parte la scheda che unimmo al numero di luglio (Ved. pag. 206a e segg.) e inviarla colle offerte raccolte al nostro veneratissimo Rettor Maggiore DON PAOLO ALBERA, via Cottolengo, 32, Torino. A quelli che l'hanno già fatto rinnoviamo l'espressione del grazie più cordiale e l'augurio di ogni bramata benedizione.

NEL SANTUARIO I Restauri.

Si sono proseguiti alacremente e senza alcuna interruzione. La statua della Madonna, messa a nuovo, brilla maestosa dall'alto della Cupola, la cui copertura venne per intero diligentemente ripassata. Fatta eccezione del campanile di destra, ornai si può dire che il tetto è totalmente ripassato o rinnovato. Deh ! non ci manchi l'aiuto dei devoti per compiere i lavori rimanenti.

Pellegrinaggio Colombiano.

Guidati dalle Loro Eccellenze Reverendissime Mons. Francesco Cristoforo Toro, Vescovo di S. Marta, Mons. Stefano Rojas, Vescovo di Garçón, e Mons. Antonio Arenas, Vescovo eletto di Socorro, il 28 luglio u. S. giungevano a Torino circa trecento Colombiani per visitare il Santuario di Maria Ausiliatrice, l'Oratorio e la tomba di D. Bosco in Valsalice.

Entrati in corpo nel Santuario al suono festoso dell'organo e delle campane, il rev.mo sig. D. Albera die' loro il benevnuto in lingua spagnuola e solennemente impartì ad essi la benedizione col SS. Sacramento. .

Accolti quindi nei cortili dell'Oratorio dagli evviva degli alunni e dalle note armoniose dell'Inno Colombiano, passaron commossi nel teatrino, ove il nostro confratello D. Rodolfo Fierro, colombiano egli pure e redattore del Bollettino Spagnuolo, ripetè ai suoi connazionali un entusiastico saluto, e il sig. Don Albera offerse a tutti di sua mano una medaglia di Maria Ausiliatrice.

Visitate le Scuole Professionali e le Camerette di Don Bosco, i buoni pellegrini, tranne i Vescovi che furono nostri ospiti, si sparsero in vari alberghi della città; ma tosto all'indomani convennero tutti di nuovo al Santuario per celebrare o ascoltare la S. Messa ed accostarsi ai SS. Sacramenti. Il piissimo Vescovo di S. Marta celebrò all'altare di Maria Ausiliatrice alle 6 per i nostri alunni artigiani; Mons. Arenas disse messa per gli alunni studenti nella chiesa interna di San Francesco di Sales; Sua E. Revma Mons. Toro celebrò alle 7 per i pellegrini, che fecero tutti la S. Comunione. Salì quindi in pulpito uno dei sacerdoti del pellegrinaggio, e ricordando come da quell'altare eran partiti i Salesiani che si erano recati nella Colombia, rievocò il bene fatto da questi a pro' della gioventù e nei lazzaretti, e sciolse l'inno più affettuoso di lode e di ringraziamento a Maria SS. Ausiliatrice.

Da Valdocco passaron tutti a Valsalice, ove sulla tomba di Don Bosco rinnovarono quelle stesse scene di fervorosa pietà che quel mattino e la sera innanzi avevan dato a gara nel Santuario e nelle Camerette del Venerabile nostro Fondatore.

Il 16 agosto u. s.

Il 16 agosto, che segnò il sorgere dell'anno centenario della nascita di Don Bosco, diè luogo ad una commoventissima e solenne funzione. Alle 8 del mattino tutti i giovani dell'Oratorio festivo convennero coi loro catechisti e all'ombra dei proprii vessilli insieme con una gran folla di divoti nel Santuario. Il rev.mo sig. Don Albera celebrò loro la S. Messa e rivolse in fine commosse ed ardenti parole. Numerosissime furono le SS. Comunioni distribuite non solo ai piccini, che incantavano con il loro raccoglimento, ma anche ai buoni e bravi giovani dei Circolo Auxilium, che diedero davvero a Don Bosco la più bella, la più tenera prova di profonda riconoscenza filiale.

Pellegrinaggio spirituale.

Invitiamo i devoti di Maria SS. Ausiliatrice a pellegrinare in ispirito al Santuario-Basilica di Valdocco il 24 corrente e ad unirsi alle nostre preghiere.

Oltre le intenzioni particolari dei nostri benefattori, nelle speciali funzioni, che si celebreranno in questo mese nel Santuario, avremo questa intenzione generale

Pregheremo con le più vive istanze la nostra buona Madre e Regina a spegnere il fuoco di tante guerre e a ricondurre in mezzo a tutti i popoli la Pace!

Echi della festa titolare. All'Estero.

Non ci è possibile dare un ragguaglio di tutte le solennità celebratesi all'estero e delle quali dànno ampi ragguagli le varie edizioni del nostro Bollettino in lingue straniere. Tra esse, a parer nostro, primeggiano quelle celebratesi nel Santuario del S. Cuore di Gesù a S. Paolo nel Brasile, nel Tempio di S. Carlo a Buenos Aires, nel tempio della « Gratitud Nacional » a Santiago nel Chilì, e nelle capitali del Perù, dell'Equatore e della Colombia.

Da Bogotà ci scrivono:

« La domenica 24 maggio, alle 6 1/2 ant. S. Ecc. Mons. Alberto Vasallo di Torregrossa, Arcivescovo di Emesa e Delegato Apostolico di Colombia, celebrò la messa della Comunione nella chiesa di N. S. del Carmine, distribuendo ai numerosi soci della Associazione di Maria Ausiliatrice e ai fedeli accorsi in gran copia il Pane dei Forti.

» Alle 9 a. m. ebbe luogo nella Cattedrale Basilica il solenne Pontificale, poichè qualunque altra chiesa è incapace di accogliere la folla dei fedeli che accorre ogni anno a venerare la Vergine di Don Bosco.

» Sopra un altare rivestito di fiori bianchi e gentili, ornato con artistici candelabri spiccava la sacra immagine della Vergine che su quel trono maestoso stette esposta tutto il giorno, continuamente circondata da infiniti divoti. Pontificò S. E. l'Arcivescovo Primate di Colombia, assistito dai Canonici della Basilica. Occupavano gli scanni d'onore il Ministro degli Interni, della Guerra e delle Finanze, il Presidente eletto Dottore Giuseppe Vincenzo Concha e i membri della Corte dei Conti e della Corte di Giustizia. Facevan pure corona alla festa i Rappresentanti del Corpo d'armata e della Scuola militare.

» La Schola cantorum del Collegio Salesiano « Leone XIII » eseguì musica classica e religiosa. Cantò le glorie di Maria il noto oratore D. Teodoro Rosas. Forse non parlò mai con tanto entusiasmo di Maria come in quel giorno.

» Alle 4 p. m. ebbe luogo la conferenza sulle Opere Salesiane detta dal Prefetto Generale del Seminario Conciliare di Bogotà, Sac. D. Ettore Hernàndez, che dimostrò quanto utile e benefica sia alla società ed all'individuo l'Opera di D. Bosco. Terminata la conferenza l'Ispettore delle Case Salesiane di Colombia e Venezuela, Don Antonio Aime, ringraziò tutti della simpatia che dimostrano ai figli di D. Bosco e delle generose offerte che avevano dato, e in pari tempo chiese l'appoggio di tutti per realizzare l'ideale di D. Bosco di dare alla Chiesa virtuosi e santi ministri ed alla società onesti operai e laboriosi agricoltori. Pose termine ai festeggiamenti la solenne benedizione col SS. data da Mons. Filippo Cortesi, Segretario della Delegazione Apostolica di Colombia».

Abbiamo da New York:

« La festa di Maria SS. Ausiliatrice riuscì quest'anno più solenne del consueto nella Chiesa della Frasfigurazione, ufficiata dai Salesiani. La statua dello scultore torinese Vittorio Ferraro attirò l'ammirazione del devoto pubblico che ogni sera, durante il mese consecrato alla grande Ausiliatrice del popolo cristiano, accorreva alla Chiesa. I che il mese di Maria si sia fatto con frutto si può arguire dal numero grande di comunioni che si ebbero ogni giorno, specialmente nel giorno della festa il 24 maggio. Alla messa delle 7 1/2 intervennero tutte le società aggregate alla Parrocchia e gran numero di devoti della Vergine Ausiliatrice. Alla sera ci fu la conferenza tenuta dal Salesiano D. Innocenzo Montanari, che inspirò nell'animo degli uditori una più tenera devozione verso Maria. Ausiliatrice ed un maggior desiderio di cooperare coi figli di D. Bosco al bene della gioventù, salvaguardandola dai vizi e ponendola sotto la protezione della Regina del Cielo. Più tardi si rappresentò nel teatrino della Parrocchia il dramma « Il quadro della Madonna » che fu artisticamente eseguito dalla sezione drammatica delle Figlie di Maria. Tutti ne riportarono la più gradita impressione e il desiderio di spesso gustare simili trattenimenti altamente educativi. Il prodotto della serata fu inviato a Torino per i ristauri della Basilica di Maria SS. Ausiliatrice ».

Solenni funzioni si ebbero pure nella chiesa di Maria Ausiliatrice della stessa città. Numerosissime le comunioni, tra cui quelle di ego fanciulli e e fanciulle, amministrate dal rev.mo Mons. Lavelle, Vicario Generale; imponente la interminabile e devota processione che sfilò per la 12a strada.

A Trento il 24 maggio si festeggiò solennemente Maria SS. Ausiliatrice nell'Oratorio Salesiano; e la domenica 21 giugno il prof. D. Fedele Girandi di Verona tenne la prescritta conferenza ai Cooperatori, parlando dell'ardente carità di Don Bosco.

GRAZIE E FAVORI

Bontà di Maria (*).

L'anno scorso 1913 si ammalò di peritonite terribilissima la mia povera moglie. Il dottore, per non spaventarmi, mi tenne per qualche tempo nascosto lo stato gravissimo di lei, ed io, quando mi disse la verità, non volendogli prestar fede ricorsi ad altri dottori, che dopo serio esame, purtroppo mi confermarono la gravità delle sue condizioni. In quel doloroso frangente non mi perdetti di animo e d'accordo con l'inferma, riponendo ogni speranza in Maria Ausiliatrice, cominciammo insieme una novena con la promessa di un'offerta ai figli di Don Bosco! L'ammalata prese subito a star meglio e senz'altro con meraviglia di tutti giunse a guarigione perfetta.

Varengo, 3 maggio 1914.

FRANCESCO BORGATELLO.

X*** - Ho esperimentato quanto è grande la potenza di Maria SS. Trovandosi mio figlio, chierico, in una grande costernazione, e tutta la famiglia unita a lui, ricorsi con viva fede a Maria Ausiliatrice colla promessa di un'offerta.

Riconoscente oltre ogni dire per la grazia ricevuta, compio per mezzo di cartolina vaglia la pro messa e raccomando pur di cuore mio figlio alle comuni preghiere, perché continui bene nella intrapresa carriera.

28 febbraio 1914.

Una Cooperatrice.

Farigliano. - Grazie, o Maria SS. Ausiliatrice. Ti ringrazio dal più profondo del cuore, per due grazie ricevute.

Da molto tempo la cara mia mamma si trovava malata di nevrastenia, lasciando desolata la mia famiglia. Invano si ricorse alla scienza umana.

Contemporaneamente una persona a me cara non adempiva i suoi doveri religiosi, con cattivo esempio alla sua famiglia. Fiducioso nella tua bontà, o Maria Ausiliatrice, t'invocai in una novena, promettendo di pubblicare le grazie sul Bollettino.

Oh prodigio! al nono giorno la mamma stava bene e quella persona compiva i suoi doveri religiosi.

Giubilante adempio la promessa, mandando una tenue offerta per le Opere Salesiane.

14 febbraio 1914.

SPINGARDI MATTEO DI GIUSEPPE.

Ranica (Bergamo). - Ai tanti favori e prodigi che il Bollettino Salesiano pubblica continuamente, ben se ne può aggiungere un altro che la Santa Vergine Ausiliatrice si compiacque concedermi. La mia cara consorte, dopo di essere stata per ben tre volte vittima di tristi accidenti che avevano scosso fortemente la sua salute, lasciava seriamente temere una nuova catastrofe, che stavolta avrebbe potuto essere letale, e questo nonostante le cure praticate.

Mi venne favorito il Bollettino Salesiano, e tosto risolvetti in un colla sposa e colla mamma di votarci con tutta fiducia a Maria Ausiliatrice. Infatti nello scorso gennaio facemmo celebrare una messa al suo altare, colla promessa di offrirle un dono, a grazia ricevuta. E la Madonna ci ha proprio esauditi pienamente, poiché una graziosa bambina alla quale abbiano imposto il nome di Maria, allieta ora la nostra casa.

In questo noi ravvisiamo una grazia particolare della Vergine e perciò non possiamo esimerci di esternarle la nostra riconoscenza, e sciogliamo il voto fatto inviando un dono pel suo Santuario e una piccola offerta per gli orfanelli di D. Bosco.

21 marzo 1914.

BATTISTA TESTA.

Negrar (Verona). - Per sei mesi la mia piccola Assunta veniva colta da attacchi, forti e frequenti sempre più, di mal caduco; cadeva stramazzone per terra improvvisamente, e dava in convulzioni terribili: con la bocca che gettava schiuma e il viso pavonazzo, metteva una pietà a vederla che non so descrivere. Inutili erano le medicine e invano la posi sotto la cura di uno specialista dei bambini. Il male si faceva sempre più frequente e gagliardo. Mi raccomandai alla Madonna Ausiliatrice, e con mio marito incominciai una novena e il male non cessava i suoi attacchi egualmente forti ed impressionanti. Allora angosciata, ma tutta fiduciosa, tornai a pregare, e diedi principio con mio marito ad una seconda novena. Nello stesso tempo feci celebrare una messa con novena nel Santuario di Torino, e promisi la pubblicazione della grazia. La nostra buona Madre Ausiliatrice ebbe compassione di due poveri genitori che vivevano in angoscia e nel pianto da sei mesi. Non appena incominciamelo la seconda novena, la bimba guarì e da quel dì in poi, ed è ormai un anno, il male non si è fatto più vedere e la mia Assunta salta come l'argento vivo ed è una delizia vederla così vispa, gaia e sana. Grazie e grazie, o Aiuto dei poveri tribolati, che ti invocano con fede e costanza !

9 marzo 1914.

OLIVIERI ANGELO E DONATONI LUIGIA.

Quarto S. Elena. - L'efficacia della fiducia in Maria Ausiliatrice la sperimentai otto anni fa, quando in seguito ad un omicidio involontario, consumato per legittima difesa personale, pesavano sopra di me accuse che volevano persuadere alla Corte d'Assise la dolosità del reato.

Era il 5 novembre del 1905, quando mi recai in un mio magazzino posto vicino alla mia casa d'abitazione in Quartuccio. Non mi riuscì d'aprirlo e presa una zappa scassinai uno sportello dell'uscio. Appena entrato mi trovai preso alle spalle da due forti braccia che mi buttarono a terra : lottavo per svincolarmi e nella lotta durata 25 minuti il mio assalitore rimase ferito e cadavere. Mi costituii alla pubblica sicurezza e attesi in carcere per un anno e 45 giorni l'esito del processo.

Durante la mia prigionia, parlai con l'ottimo Cappellano delle Carceri Giudiziarie di Cagliari, il quale fra le altre letture mi offerse il Bollettino Salesiano, dove lessi le innumerevoli grazie che Maria Ausiliatrice concede ai sui devoti, e anch'io, peno di fiducia, invocai la Madonna che mi liberasse dalle terribili accuse. Con più fervore l'invocai durante lo svolgimento del processo, anzi con le lacrime agli occhi promisi un'offerta e la pubblicazìone della grazia, se me l'avesse ottenuta.

L'ottenni piena e ringraziando la mia protettrice oggi, sebbene in ritardo per varie cause, adempio alla promessa fatta.

18 marzo 1914.

VINCENZO PUGGIONI.

Ottennero pure grazie da Maria SS. Ausiliatrice e alcuni pieni di riconoscenza inviarono offerte per la celebrazione di S. Messe di ringraziamento, o per le Missioni Salesiane, o per le altre Opere di Don Roseo, i seguenti:

A*) - Accumoli : Elisa Cardine Ved. Marini, 5 - Acqui : S. P. - id.: Suor M. P. - Agliano d'Asti : Matilde Garberoglio - Albissola Marina Sorelle Testa, 5 - Albissola Superiore : Angelina Duce di Giuseppe - id.: Luigia De Andreis - Ales : Cari. Luigi Manias, 5 - Alessandria : Francesca Ferraris - id.: Giulia Natale, 5 - Alessandria (Egitto): Cecilia A., 25 - Alice Bel Colle Virginia Pesce, 2 - Alice Castello : Luigi Salussoglia, 5 - Alice Superiore : Maddalena Targhetta, 2 - Aliminusa : Maria Basso Insegnante - Altavilla di Cuneo : Ermelinda Rosalino in Gallo, 2 - Ancona : S. R., 5 - Aosta : Grato Ouendor, 2 - Arezzo : C. M., 3 - Ariano di Puglia : M. P. - Armino: Teresa Gamberoni, 2 - Arolo : Elvira Cobianchi, 5 - Arquata Scrivia Elena Ameri, 3 - id.: Giuseppe Morando, 5 - Asti: L. G. F., 5 - id.: L. Capra.

B) - Bagnacavallo : Emilia Sangiorgi in Ghetti, 5o - Bagnatica : Giannina Ravasio, 5 - Baldissero : Francesco Novara, io - Barletta : Giovannina Sguera - Barzio : Carolina Pazzini, 5 - Baselica Stefanone : D. Enrico Pagani, 200 - Bastida Pancarana : Rosa Merli, 18 - Bellaggio Pietro Gilardini, 5 - Bellano : Carolina Della Mano - id.: Suor Maria Guido - Bellinzago Novarese : Paolina Brusati, 5 - id.: Carolina Vandoni in Bovio, 5 - Bergamo : Graziosa Valsecchi, 75 - Bernezzo : Giuseppe Golè, 3, raccomandando alle preghiere un suo figlio - Bivona : N. O. - Bobbio di Pavia : Can. Francesco Codebò, 5 - id.: S. T., 2 - Bobbio Pellice : S. E., 2 - Bologna : G. M., 5 - Bordighera Torrione : Giulia Codecasa, 25 - Borgomanero : Giuseppina Vallenzosia Ved. Zerboni, 25 - Borgomasino : N. N. - Bova Marina : Can. N. N. io - Bra : B. G. - id. Caterina Pittatore - Branzi : Santina Pedretti - Breganze : D. Giovanni Gobbo, 2 - Brescia Rachele Bantardelli, so - Brooklin (N. Y.): Luigia Perniciaro, 5 - Brusson : Metilde Brean, 5 - Bruxelles (Belgio): Avv. Enrico De Virgnies, io - Buccheri : Ermelinda Barberi in Campailla, 5 - Bussolengo : Lorenzo Vantini, 2 - Bussoleno B. M., io - Butera : Rocco lo Stimolo fu Orazio, 1,50.

C) - Cagliari : Giuseppina Cogoni insegnante, 2 - id. : Giuseppina Porrà - id. : R. A. - Calco Marietta Mondelli, 3 - Caltagirone : M. P. -. Caltanisetta : F. G. A., 3 - id.: Francesco Vendemmia, 5 - Caluso : Massimo Boux - id.: Angelo Gamerro, i - Camerino : D. S. M. - Camogli : Pia Degregori in Vaccarezza, 5 - Canelli : Franchina Ghione, i - Caprino Veronese Elena Bacherle, io5 - Cardè : N. N., 20 - Caramagna Piemonte : Giovanili Tropini, 19 - Carrara : Elisa Zanninin, Maestra, 3 - Casa Bianca Angelo Albano, 5 - Casale Monferrato : Ermelinda Sosso, 2 - Casaleggio Novarese : D. Stefano Battaglià, 2 - Casoli : Filomena Colanzi in Porreca, 3 Cassolnuovo : Marietta Massazza, 5 - Castagnole Piemonte : M. Ved. Doa, 5 - Castellammare Adriatico : A. T. - Castellammare di Stabia T. M. - Castellinaldo : F. M., 5o- Castelnuovo Calcea : Luigia Pesce - Castelnuovo di Garfagnana A. R. - Castelnuovo Scrivia : Giovanni Berutti - id. : D. Natale Baraldi - Castelrosso Torinese Giacomo Santa, 1o - Castelvisconti : E. S. - Castiglione delle Stiviere : T. A. - Catania : Giuseppe e Francesca Fichera - Cattognano : Ida Greppi in Michele, 5 - Cavagli. : Delfina Apostolo - Cavallermaggiore : Pietro Racca - Cavour : Margherita Bertolino, 5 - Caxias (Brasile): Attilio ed Edoardo Colomb - Cavatore : Famiglia Robiglio, 15 - Cerreto Sannita : Filomena Jacobelli di Lorenzo, 5 - Champorcher : Virginia Savin in Duchair, 2 - id.: Caterina Duchair, io - Chiari: B. O. - Chiavari : Can. Giuseppe Rocca, 5o - Chieti O. A. - Chioggia : Q. R. - Chiusi : M. T. - Ckivasso : Giovanna Rosso - Ciconicco : Paola Morgante, 12 - Cisterna d'Asti: S. C., io - Cittadella : B. M. - Cividale del Friuli : Pia Ricco in Moro, io - Coassolo : Petronilla Peretti in Mognetti - Codigoro : Giovanni Piazza, 20 - Colzat : Mario Ghidelli - Colzè : C. Z., 5o - Condove : Giuseppa Franchino - Conselve: N. G. - Cordenons: Giosuè Romanini, 5 - Corleone : A. D. S. - Cornegliano d'Alba : N. N., 15o - Cosenza : R. O. - Coseria : Clara Pelleri, 5 - Cosola Ligure Domenica Burrone, 5 - Gravegna : Celestino Viscardi, 30 - Cresso Novarese : Teresa Imbrini, 5 - Croce S. Spirito : Maria Belli Zaniboni - Cugnasco (C. T.): Pura N., 5 - Cuneo : Giuseppe Lovero, io.

D) - Desenzano sul lago : Erminia Polver, 5.

E) - Este : D. Antonio De Pieri, 5.

F) - Faenza : Anna Ghetti Masolini, 5 - Faeto di Monfestino : Francesca Candeli in Casolari, 5 - Fenils : T. V. - Fenis : Paolo Borroz, 5 - Figline Valdarno : Suor Agnese Burchianti, 5 - Firenze : Adele Monari., 6 - id.: Luigi Graziavi, 20 - Foligno : A. R. - Fontanetto Po Giulietta Massa, 2 - Fonzaso : Maria De Lazzeri in Viecchi, 5 - id.: Z. N. - Forlì : Giovanni Sirilli, 20 - Forlimpopoli : B. E. - Fricciaro di Tovriglia: Un Cooperatore Salesiano, 5 - Frosinone : P. S. - Fubine Monferrato: L. B.

G) - Gallico : Giuseppe Buschini, 5 - Gattinara : Giovanna Cametti in Faretti - id.: N. N., 5o - Genola : Daria Grisi, 5 - Genoni : Giuseppe Zucca Scalas, io -Genova : Marina Romanengo in Parodi, 15 - Genova (Provincia): Un cooperatore, 5 - Gerbonte : Agostino Lanteri, 5 - Giaja (Palestina): E. F. - Girgenti : Suor Beatrice Vella, 2 - Gonzaga : Palma Beltrami in Ferrari - Granmichele : Margherita Grosso Indica, io - Gravedona : Sorelle Cetta, 5 - id.: N. N., 5 - Groppello Cairoli: Maria Cappa Ved. Rainaldi, 2 - Grugliasco : Vittoria Cotelano - id.: Giuseppe Griffa - Grumolo di Zugliano : Ch. Giuseppe Stella, 1,20.

I) - Intra : N. N., i - Isili : Maria Steri, io.

L) - Lagonegro : D. M. - Lanciano : Q. G. - Lanusei : Grazietta Floris, 2 - id.: T. A. - Larino : A. S. - Lauria : Pietro Polcari, 2 - Lavis (Trentino) : D. Giuseppe Vasa, Parroco, 5 - Lentate Verbano : Maria Benetti in Cova - Liegi (Belgio): Luigi Pisoni - Lione (Francia): Maria Albrile in Bertolino - Livorno Piemonte : Marcello Rainero, 2,50 - Livorno Toscana: U. S.Lodi: Maria Forlani Ved. Dedè, 5 - id.: Sofia Redolfi, 2 - Longarone : R. P. Lonigo : B. O. - Lucca : R. M. - Lugano (Svizzera): N. N., io - Lugo : A. G. - Luino : M. A. - Lungavilla : Felice Negri, S.

M) - Macello di Pinerolo : Matilde Forestiero, So - Macerata : Rosaria Poli - id.: S. P. gratissima alla Vergine Ausiliatrice per varie grazie e fiduciosa di ottenere dalla sua materna bontà nuovi segnalati favori, invia un'offerta per le Opere Salesiane, raccomandandosi alle preghiere di tutti i lettori - Magenta : Suor M. P., io - Malmedy (Prussia Renana): M. G., 5 - Malonno Caterina Bianchi in Lava, io - Martinez (California): Caterina Bonzagni, 5 - id.: Una cooperatrice, 20 - Mazzarino: Dr. U. N., io - Mede Lomellina : B. M. - Melegnano : C. E. - Mendoza (Argentina): C. D. - Menduno : V. C. - Menzogno : A. M. -- Mercato Severino : Sabina Angeli - Messina : V. G. - Milano : N. N., 5 - id. Teresa Barbieri, 5 - id.: N. N., 5 - Mira bello Monferrato: Agostina Scarione, 5 - Mirano G. G. - Modica : Una Cooperatrice Salesiana, 2 id.: N. N., 2 - Moerna (Trento) : Maria Sosta - Molo Borbèra : Luigia Cesetti, 5 - Mombello Torinese: N. N., 2 - Moneglia : Angelo Rossi, 20 -Monesiglio : Tommaso Riolfo, 2 - Mongardino Cunegonda Gentile, io - Montagnana: Metilde, i - Montanaro : Nicolina Bassino in Vanner, 3 - Montecalvo : Adelina Gastaldi, 2 - Montecchio Maggiore : Amelia Culpo in Balestro, 5 - Monte San Giuliano : D. Giuseppe Messina, Zelatore Salesiano, 5 - Montjovet: C. Binel, 6 - Morano sul Panaro : Orazio Bortolani, 2 - Morelia : N. N. Morgex : Isabella Boggio, io - Mornese : Teresa Bisio di Bosio, 20 - id.: Carlo Mazzarello Morsasco: Costantina Stoppino, io - Mortara: Carolina Costa in Ramusino, a - Motta di Licenza : Maria Carrer, 5o - Mottalciata : D. A., r - Mussolente : Luigia Tolfo Ved. Favero, 5.

N) - Napoli : R. G. - Negrar : Luigia Gaoso, 5. - Nicastro : A. D. - Nizza Marittima : Annetta Belletrutti Figlia di Maria - Nocera Umbra : G. P. - Nola : B. L. - Nonantola : G. O. - Noto R. L. - Nova Petropolis (America): Francesco Lazzarotti, 666 -Novara : N. N., 25 - Novazzano (C. T.): Matilde Dones, io -Nuova York (St. U.): Teresa Terzano in Pavese, io.

O) - Occhiobello : V. G. - Oderzo : M. A. Ogno : Maria Raffelto in Bacigalupo, 55 - Oristano : Marietta Secci, r .50 - id.: F. D. - Ormea Maria Molinaris, 5 - id.: Farlo Arduino - Ortona a mare : Can. Rocco Basti, i - Orvieto D. E. - Osasco : Adelina Demarchi - Ostiglia. G. B. - Ovada : Anna Rossi in Olivieri, 5.

P) - Padenghe : Pietro Galvagni - Padova Elisa Covi, 15 - id.: D. Tullio De Agostini, io - Paesana : N. N. - Palmanova : G. G. - Paia Vescuato : Albina Rigo, 5 - Parco : Elisabetta Lonigro, 5 - Pavia : Maria Ascari, 15 - Pavone Mella : Maria Fachetti - Pedara : Grazietta Torresi - Piazza Armerina : P. A. - Pietraperzia Giuseppe Guarnaccia, r - Piossasco : N. N., io Pisa : Cav. Uff. Pietro Feroci, 15 - id.: Emma Ferione, 5 - Pordenone : M. L. - Portoferraio : P. F. Pont Canavese : Francesco Giacometto - Pontestura : Elisabetta Bollettino - Pontremoli : N. N., 3 - Ponzo (Spezia) : Annunziata Ciuffardi Maestra, 8o - Primolano Pianello Stefano Mocelini, io - Priocca d'Alba: Rocco Binello, 5 - Puja di Pordenone : Elisa Puiatti, 3.

R) - Randazzo : Can. Mariano Tetto, 20 Reggio Emilia : Z. P. - Revere : F. M. - Ricaldone : Adele Bavelloni, i - Rieti : Delia Bordoni, io - Rimini : Arturo Romagnoli, 5 - id.: R. B. A. - id.: Ciro Biguardi, 4 - Riva di Chieri : S. D. - Riva di Pinerolo : F. C. - Rivarolo Canavese : Margherita Meaglia, 2 - Rivera : N. N., 5 - id.: Una persona bisognosa di grazie, i - id.: Virginia Pongelli, 5 - id.: Una pia persona per domanda di grazie, 5 - id.: Diversi cooperatori, i i - id.: Severina Giovannini, r i - Roana : Maria Zovi fu Matteo, 5 - Robbio Lomellina : Celestina Borla - Roma : Bona Gambino, io - id.: Sofia Tosoni, 2 - id.: Marietta Rosso F. M. Aus. - id.: Dona e Gambino, I5- Romentino : Gina Martelli in Fornaroli, 5 - Roncadelle : Tommaso Fachinetti - Rossa : F. G. T.

S) - Salerno : B. M. - Saliceto : Nicolao Moizzo, 5 - id.: Francesco Valla, 2 - id.: Caterina Bona - Salinas : Catina Badasci, 25 - Salò : D. Q. - Salomino : Giuseppe Guidetti, z - Saluzzo : R. R. - Salzano : N. N., 5 - S. Bartolomeo in Galdo : N. O. - S. Benedetto Po : Giuseppe Tacci, 5 - S. Benigno Canavese : D. Pastorino, 7 - id.: Umberto Bonfiglioli - S. Bonifacio di Verona : D. S. - S. Bovo (Tirolo): Felice Zortéa Farinel, 3 - S. Cipriano Ligure : Famiglia Semino, 25 - S. Daniele del Friuli : Clara Santa, 5 - id.: R. M. - S. Donà di Piave: G. G. - S. Giorgio Canavese: R. N. - Sanguinetto : M. N. - S. Martino Strada Sfrondrini Luigia, 5 - S. Mauro Torinese: M. G., 5 - S. Miniato di Toscana : N. U. - S. Pier d'Arena: Caterina Crocetta - S. Alberto di Romagna : N. N., 200 - S.ta Domenica Vittoria M. Spartà - S. M. in Stelle : Anna Fensi - S. Stefano Belbo: Anna Maria Colla, 5 - Santià: Dorina Gregotti in Ferragatta, 5 - Santulussurgiu : Anna Bonaria, 4 - Savona : Giovanna Poggi in Frecceri, 5 - Scontrone : Domenico Serafini, 5 - Sessa Aurunca : Davide De Seta, 5 - Sillavengo : Sorelle Fornara, 2 - Siena : A. D. - Siracusa : Sebastiano Aloschi, 2 - id.: C. T. - Soave Veronese : Angela Zenari, 12 - id.: Coniugi Bettili-Busello, 50 - Solmona : A. U. - Sommacampagna: C. F. - Somma Lombarda: Angelo Carù - Sondrio : M. R. - Sora : O. A. - Spezia : C. M. - Spilimbergo : D. M. - Spineto di Castellamonte: Angela Molinaris, io - Spoleto : R. G. - Stabio : Clivio Pellegrini - Stimigliano : D. Raffaele Palombi.

T) - Tarcento : G. M. - Teramo : A. B. - Terno d'Isola : Lucia Mazzoleni, 5 - Thionville (Germania): Silvio Pigliapochi, 5 - Thures : G. R. - Ticino : N. N. - Tiezzo : Antonio Moschetta, 3 - Tirano : Carolina Tognoli, 2 - Tolmezzo : B. A. - Torino : Angela Maria Dellachà - id. Maria Bertorello, - id.: N. Corina - id.: Celeste Coello - id.: B. C., 5 - id.: Margherita Perotti - id.: Clara Chiestellaro - id. : N. N., 12 - id.: Eugenia Pucci - id.: Giuseppina Barberis - id.: Ved. Saracco - id.: Coniugi Lovazzano - id.: Elisabetta Actis in Oreglia, 5 - id.: Sorelle Giovannina e Maria Gilardi, 8 - id.: Ida Bertocchi, io - id.: Giuseppina Laustino - id.: Borgo Rosa, i - id.: D. Valentino Rosso, 5 - id.: Fortunata Forneri Ved. Bianchi - id.: Luigia Sola - id.: Giovanni Charrière - id.: Arcangela Grande - ed.: Enrico Nigra, - id.: Margherita Tua, 5 - id.: Giovanni Bosco, 5 - id.: Maria Costa in Tiraboschi, 50 - id :. Ottorina O., i - id.: N. N. - id. Gedeone Cretier Carabiniere, 12 - id.: Giacinta Ugone - id.: Cristina Albano, 5 - id.:. Laura Longhi in Cuniberti - id.: Eugenia Maritano - id.: L. B. - id.: T. M., 4 - id.: Luigino e sorelle Galbiati - Torre S. Giorgio : Maria Maddalena Busso - Torre di Pordenone : N. N., 5 - Trana : D. C. - Trentino : Maria N. - Trevigiano : V. E. - Treviglio : D. G. - Treviso : Can. Antonio Pozzi, io - Trinità di Mondovì : D. Giovanni Rosa, 2 - Trino Vercellese :Natale Vollaro - Tripoli (Africa): Giuseppina Frodone, 5 - Trivero : D. Felice Rey Vicario, 24 - Trofarello : Maddalena Sasso, 2 - Trovasta : Antonietta Bononato, 4.

U) - Udine : Caterina Cavarzerani in Simonetti, 30 - id.: G. M. - Ugento : S. V. Urbino : P. C.

V) - Valdagno : C. F. - Valdobbiabene : C. L. - Valduggia : Buratti Cesarina - Valle di Cadore P. A., 5 - Valle di Cembro : A. C., 5 - Valle Giolitti : Suazzotti Giulietta, 2 - Valguarnera Paolino Spina, io - Vallo della Lucania: N. M. - Valtournanche : Eulalia Ottini, 20 - id.: Regina Hérin, 5 - Vaprio d'Agogna : Francesco Bogogna, 3 - Varallo Pombia : B. P. - Varallo Sesia M. A. - Varazze : Angiolina Bianchi, 2 - Varengo Monferrato : B. C., 5 - Varese Ligure D. O. - Varese Lombardo : C. S. - id.: Achille Montalbetti, 3 - Vasto : D. R. - Velletri : P. B. - Venegono Inferiore: Bernardo Cremona, 5 - Venezia : Francesco Mariscalco Maestro, 5 - id. C. V. - Vercelli : G. G. - id.: Luigia Testa - Vergato : G. O. - Verolanuova : G. L. - Verolengo : Agostino Turrion, 4.50 - Verona : Elisa, Bazzini - id.: L. A. G. - Verrès : Luigia Chenal io - Vertova : Elisabetta Bernini, 5 - Verucchio Guglielma Casalini, 4 - Vesime : Elena Bianchi, 4 - Viadana : B. A. - Vicenza : Vittoria Francescato, 6 - id.: Nilo Grillo Brigadiere, 2 - id.: R. N. - Vico forte di Mondovì : Matilde Trucco, 3 - Vigevano : B. G. - Vigliano d'Asti : Anna Adorno - Villa Colon (America): Sr. Francesca Guizio - Villafranca di Verona: N. P. - Villamaggiore : Lucia G., 5 - Villannova d'Asti: S. U. - Villarfocchiardo: D. M. - Villastellone D. P. - Vimercate : Michelina Gallarati, 5 - Vinovo : Maria Ved. Farò, avendo ricevuto per parecchi anni segnalate grazie dalla Vergine Ausiliatrice e per intercessione di D. Bosco offre l'obolo della vedova. - Virle Piemonte : M. C., 22 - Viterbo : P. O. - Vittorio Veneto : G. R. - Vizzini : Giovannina Salvo, 5 - Voghera : M. V. - Volta Mantovana : P. G. - Volterra : R. V.

Z) - Zevio : Celeste Ferrari, 5 - Zinasco : Erminia Calcante.

X) - Gaetano Cavedon-Rosa Tosi, 3 - N. N., 5 - Maria Bernardi, 5 - F. G. M., ioo - C. T., 5 - Angela Maria Dellacà, 3 - N. N., 2 - P. G. R., 5 - Giorgio Miliardi - Estella Peona - Stefano Delmastro, i - Mariannina Petich - Vilma Dagna - Andrea Gavuzzo, io - Caterina Iguerra - Pasquale Can. Lavone, io - Coniugi L. e A. D.

NOTE E CORRISPONDENZE

Per la Causa di Beatificazione di Suor M. MAZZARELLO.

Nella veneranda Curia Vescovile di Acqui si è terminato il Processo diocesano della Causa di Beatificazione di Suor Maria Mazzarello, prima Superiora delle Figlie di Maria Ausiliatrice, istituite dal Venerabile D. Giov. Bosco. Il Processo era stato incominciato il 25 giugno 1911, e molti furono i testi chiamati a deporre. Tra le deposizioni vi sono pur quelle di Mons. Giovanni Cagliero, Delegato Apostolico nell'America Centrale, avute per rogatoria dalla Curia Vescovile di S. José de Costarica, e quelle di Mons. Costamagna, Vescovo titolare di Colonia, pervenuta dalla Curia Arcivescovile di Buenos Ayres.

Nella seduta di chiusura si nominarono gli amanuensi per la trascrizione del Processo, e, appena questa sia compiuta, gli Atti saranno portati alla S. Congregazione dei Riti.

Il nuovo Presidente di Colombia.

Eletto nel mese di marzo u. s., proclamato ufficialmente il 20 luglio, anniversario della Indipendenza della Patria, il 7 agosto u. s. prendeva le redini del Governo di Colombia l'Ecc.mo Dott. José V. Concha; e per la circostanza si cantava un solenne Te Deum nella Basilica Metropolitana della capitale.

Il nuovo Presidente è un nostro insigne cooperatore. Nel 1912 egli presentava un memoriale al Senato in favore dell'Opera nostra.

« L'Opera delle Scuole Salesiane - ivi diceva tra l'altro - è conosciuta in tutto il mondo civile e non ha bisogno di elogi; ma il celebre Istituto ha presso di noi Colombiani un particolare diritto alla gratitudine. Uscirono dal suo seno quei valorosi apostoli che è capace di produrre solo il Cristianesimo, Unia e Rabagliati, i cui nomi vivranno in ogni animo generoso, finchè durerà la Colombia, e che basterebbero da soli a dimostrar di qual bene sia capace l'Istituto che ha già reso così svariati servigi alla nostra Repubblica e che di giorno in giorno le presterà maggiori in avvenire.

» È doloroso che la pubbliche finanze non permettano al Governo di dare maggior impulso e più ampio sviluppo all'Opera Salesiana, procurando la fondazione d'una casa salesiana nelle città capitali di ogni Dipartimento, perchè, se si stabilissero ovunque le sue scuole professionali, rapidamente si diffonderebbe nella Nazione un impulso fecondissimo di progresso multiforme....».

Auguri di prospero governo, pel bene della generosa sua patria, all'Ecc.mo nostro Benefattore ! Col suo illuminato appoggio possa l'Opera di D. Bosco in Colombia svilupparsi sempre più in ogni ramo - negli Oratori, nei Collegi, nelle Scuole Professionali, e nelle Parrocchie - com'è nostro vivo desiderio.

La nuova Provincia Ecclesiastica del Nicaragua.

Il 19 marzo u. s. venne pubblicata la Bolla « Quum juxta Apostolicum effatum » del 2 dicembre u. s. con la quale Papa Pio X staccando dalla Provincia Ecclesiastica del Guatemala anche il Nicaragua, elevava alla dignità di Chiesa Metropolitana l'antica Chiesa Cattedrale di Managua coll'obbligo di tener abitualmente un Vescovo Ausiliare nella città di Matagalpa, e creava le due nuove diocesi di León e Granada, più il Vicariato Apostolico di Buefields all'Oriente della Repubblica.

Ci congratuliamo vivamente con Sua Ecc. Rev.ma l'amatissimo Mons. Giovanni Cagliero, Delegato Apostolico al Centro America, che ha visto coronate dalla suprema sanzione apostolica un'altra sua santa impresa.

Cooperatori zelanti.

SENIGALLIA (Ancona). - Ricreatorio Sacro Cuore. - Fondato nel 1902, la solennità di Pentecoste, da Sua Ecc. Rev.ma Mons. Tito Maria Cucchi nello stesso suo palazzo e giardino vescovile, in breve vide salire i giovani a circa duecento e sorgere man mano il teatro, la fanfara, il concerto, il Dopo scuola, la Biblioteca circolante, la Scuola di Religione ecc. ecc. tanto che si dovette pensare a nuovi più adatti locali. Ed anche questi vennero in luogo quanto mai opportuno, appartato e vicinissimo alla Cattedrale. Certo le cure del provvido e munifico Fondatore furono e sono infinite e superiori ad ogni elogio ; ma egli si tiene largamente soddisfatto delle molte e belle affermazioni di vigorosa vitalità cristiana date dal Ricreatorio; tra le quali, ultima per ordine di tempo, fu quella del 28 giugno u. s. quando ad iniziativa del fiorentissimo Circolo Silvio Pellico, sorto accanto il medesimo Ricreatorio, si compì la federazione delle società giovanili diocesane, alla presenza di Mons. Vescovo e di eminenti personaggi del Clero e del Laicato.

Registriamo con viva soddisfazione l'esplicita dichiarazione del nostro corrispondente: cioè che il sistema costantemente praticato e inculcato da Mons. Vescovo agli addetti al Ricreatorio è precisamente quello del nostro Ven. Fondatore, il cui nome suona caro e benedetto anche fra quell'ampia schiera giovanile.

Negli istituti delle Figlie di Maria Ausiliatrice

TORINO. - L'Unione Ex-Allieve, fiorente presso l'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice in Torino ci ha gentilmente inviato il suo resoconto del I° Semestre dell'anno in corso, del quale togliamo questi dati.

L'Unione comprende 454 ex-allieve, 171 delle quali sono pur iscritte alla Sezione « Assistenza Economico-sociale ».

Fra le riunioni e feste, alle quali le iscritte parteciparono numerosissime vanno particorlarmente ricordate quelle dell'Epifania, della Pasqua, e di. Maria Ausiliatrice, nonchè il pellegrinaggio alla Tomba di Don Bosco e la solennità del S. Cuore di Gesù, celebratasi con vero splendore e pietà profonda la la domenica di luglio.

I sussidi dispensati alle socie inferme sommarono ad oltre 200 lire. Numerose furori pure le assistenze personali generosamente prestate; 25 le giovani messe a lavoro dalla sezione « Ufficio di collocamento », mentre l' « Ufficio Segretariato » disimpegnò un'attiva corrispondenza a favore di altre.

La grazia di Dio benedica e prosperi sempre più questa fiorente associazione, meritevole dell'appoggio incondizionato di tutte le ex-allieve delle Figlie di Maria Ausiliatrice residenti in Torino.

Gli Ex-allievi.

Continuano a giungerci consolanti notizie dell'azione sempre più alacre dei nostri carissimi ExAllievi.

Ad Alassio, la domenica 26 luglio, si festeggiò, il XXV' di quell'Oratorio festivo e si costituì regolarmente l'Unione degli Ex-allievi di quel fiorentissimo Collegio, che vanta 44 anni di esistenza. Dio benedica alla nobile iniziativa e faccia sì che produca larghi ed abbondanti frutti. Presiedè il duplice riuscitissimo convegno il rev.mo prof. D. Francesco Cerruti.

Anche nell'Istituto S. Raffaele, piccola casa di campagna aperta da pochi anni presso SougnezDieupart nel Belgio, il 31 maggio u. s. si è fondata una nuova Unione, già fiorente per numero di soci e per il loro entusiasmo nel voler largamente diffondere in mezzo alla società lo spirito di Don Bosco.

Un'altra nuova Unione fondavasi nel giugno u. s. a Nizza Marittimo per opera di circa 2oo ex-allievi dell'antico Oratorio S. Pietro.

Degni di particolar menzione furon pure i convegni che ebbero luogo l'ultima domenica di giugno a Gorizia, e il 5 agosto alla Spezia presso il caro Santuario di N. Signora della Neve.

Notizie varie.

In Italia

ROMA. - Solenne commemorazione di Domenico Savio - Premiazione. - La domenica 2o luglio, trascriviamo dall'Osservatore Cattolico « ebbe luogo nell'Ospizio del S. Cuore la solenne distribuzione dei premi ai giovani studenti e artigiani che per studio e buona condotta si segnalarono nel testè decorso anno scolastico 1913-14.

Si volle prendere questa solenne circostanza per commemorare il giovanetto Savio Domenico, uno dei più cari alunni del Ven. D. Bosco, la cui causa di beatificazione fu introdotta da pochi mesi.

L'accademia fu presieduta dall'Em. Sig. Card. Vincenzo Vannutelli, accolto al canto dell'inno salesiano. Dopo la lettura di un'indirizzo all'Em. Cardinale, Mons. Salotti tenne al numeroso pubblico un discorso in cui con tutto l'entusiasmo dell'animo rievocò la cara memoria del giovane Savio Domenico, mettendo ili rilievo le sublimi virtù che imparò a praticare alla scuola del Ven. Don Bosco ed esortando i giovani ad imitarlo nella costanza a progredire nella vita del bene.

L'oratore richiamate al pensiero quelle falangi innumere di fanciulli e d'adolescenti, figli di operai, di pensatori, d'artisti, e d'uomini politici, che dudurante il secolo XIX bevvero. le prime e fresche aure di vita e, appena baciati dal sole radioso della bellezza, sparviero dalla scena del mondo, si domandò: Che cosa è rimasto di loro? appena una languida memoria che non esce dalla cerchia del focolare domestico. Quelle migliaia e quei milioni di adolescenti non conobbero le vie luminose della gloria e della immortalità. Ma v'è il nome d'un adolescente che si ripete dovunque: Domenico Savio. Nelle scuole, nelle officine, nei collegi di educazione, nei circoli giovanili, in tutti quei luoghi ed istituti, ove si plasma il cuore della gioventù, e si preparano i destini della patria, ai piedi delle Alpi, come lungo le belle riviere d'Italia, in Europa come nelle Americhe lontane ove i Figli di D. Bosco hanno portato lo spirito d'una operosità ammirabile ed hanno piantato le tende miliari del progresso: da per tutto la memoria di Domenico Savio è circondata di affetto, di venerazione e di profonda simpatia, da parte specialmente della gioventù, che da lui è stata conquisa ed affascinata.

Qui l'oratore indaga, come e perchè l'umile figlio di Don Bosco si sia assicurata tanta rinomanza. Si comprende la celebrità di quegli uomini che onorarono la patria, la scienza e la civiltà coll'ingegno e con le opere; si comprende il culto sempre vivo dell'umanità verso quegli apostoli, che furono Camillo De Lellis e Filippo Neri, e verso le anime eroiche del Cottolengo e di Don Bosco. Ma che cosa mai di straordinario in un fanciullo, figlio d'un povero fabbro ferraio, che nasce in una modesta borgata, dotato d'una gracile costituzione, e che arriva appena all'età di quindici anni?

In quell'adolescente nulla, apparentemente, di grande e di straordinario; ma nell'anima, nella fisionomia, nelle azioni e nelle parole del piccolo Savio v'è qualche cosa che attira, che incanta, che scuote, che ci fa scattare, che ci sospinge al bene e al dovere, che ci fa amare e palpitare, che c'infonde l'entusiasmo e ci rende migliori.

Ecco il secreto della grandezza del piccolo Santo. L'oratore in una sintesi lucida e brillante, che commosse e fece fremere l'uditorio, delineò la figura dell'adolescente, illustrando quei tratti, che ce lo rendono caro e simpatico.

A Murialdo, a Castelnuovo d'Asti, a Mondonio, l'anima di Domenico tramanda i profumi più soavi dell'innocenza e della pietà. A Torino, nell'Oratorio, a contatto di D. Bosco in quei tempi eroici quando si dormiva sulle foglie e la santa mamma di D. Bosco rattoppava di notte i pantaloni di quei poveri figli; in mezzo a un drappello di giovani che avevano affrontato coraggiosamente la morte ai tempi del colera; tra i banchi della scuola, nelle ricreazioni, nel fervido e continuo apostolato esercitato nell'Oratorio e fuori, dinanzi all'altare di Cristo, presso il capezzale dei compagni malati, e poi a Mondonio di Asti, ove morì l'adolescente confortando i genitori e dicendo al padre che gli leggesse le preghiere della Buona Morte; dappertutto, Savio lasciò un'impronta incancellabile di soavità, di pietà, di studio, di lavoro e di abnegazione, che gli guadagnò il plauso e l'affetto di eminenti Porporati, di Vescovi insigni, di probi educatori, e di tutta la gioventù nostra, che in lui ha ritrovato un incomparabile esempio di bellezza morale e civile.

Mons. Salotti chiuse con mi appello caldo e vibrante ai giovani, dicendo: « La vita è aspra, occorre passare traverso i triboli e le spine; nel duro cammino fissate Domenico Savio; dai suoi lineamenti, dalla sua figura, dalla sua memoria esce un accento ammonitore e consolatore; avanti sempre per la via del dovere, lavorando e pregando, col sorriso sul labbro e con la giocondità nello spirito!» Seguì il canto di un inno a Savio Domenico su parole del Prof. G. Ruffino e musica del M.' Antolisei, dopo di che si venne alla proclamazione dei promossi e dei premiati. Soddisfacente oltremodo fu l'esito degli esami....

- La « Tribuna » parlando nel numero del 21 luglio della stessa festa così esordiva e conchiudeva:

Il Ministro Daneo, in una delle ultime sedute del Senato, durante la discussione della legge sulle Scuole Medie ebbe parole di alto elogio per l'ordinamento e l'educazione che s'impartisce nei collegi dei Salesiani, ove è mantenuto - disse - alto il sentimento della patria. Ad ogni festa, ad ogni accademia, ad ogni saggio della famiglia salesiana accorre perciò una folla di ammiratori che va oltre la cerchia della Casa. Ed ogni volta tutti debbono constatare come l'opera popolare di Don Bosco migliori e si diffonda e come il fervore dei suoi seguaci si esplichi ogni giorno più con sapienza. Ieri all'Ospizio del Sacro Cuore vi fu la solenne distribuzione dei premi ai giovani studenti ed artigiani che per studio e bontà condotta si segnalarono nel testè decorso anno scolastico. Si volle prendere questa circostanza per commemorare solennemente il giovanetto Domenico Savio, uno dei più cari alunni del Ven. D. Bosco...

L'esito degli esami subìto nelle pubbliche scuole, fu oltremodo soddisfacente essendo stati i candidati quasi tutti promossi. Le parole del Ministro Daneo pei Salesiani d'Italia, hanno avuto così, una nuova conferma, e immediata, dai fatti.

MARINA DI PISA. - II Santuario di Maria Ausiliatrice che sorge in Marina per lo zelo ammirabile dell'Em.mo Card. Maffi, Arcivescovo di Pisa è già a buon punto.

« Sono già trascorsi due armi (leggiamo nell'ultimo n.° del Bollettino del Santuario, luglio u. s.) dalla posa della prima pietra. Dobbiamo alla generosità dei nostri Benefattori, se, in uno spazio relativamente corto possiamo registrare un cammino non breve in una costruzione di tale importanza.

» I muri esterni delle navate laterali sono terminati e così pure tutte e tre le graziose absidi. Anche i muri di centro sono a discreta altezza, e si spera fra non molto di ricoprirli: il legname per il tetto è tutto pronto.

» Il campanile, benchè a metà appena della sua altezza, fa già la sua figura.

Le quattordici colonne in quel colore caratteristico grigio, allineate in doppia fila, sopra basi di bianco marmo e sorreggenti sopra i loro capitelli, così finamente lavorati, una bellissima fuga di archi eleganti, presentano nell'insieme un magnifico colpo d'occhio.

» Ciò che naturalmente costa maggior tempo e lavoro, la parte insomma più massiccia e monumentale di tutto l'edilizio, è la facciata. Tuttavia il primo ripiano si può dire a buon punto: le due porte secondarie sono già finite, e si stanno ultimando gli archi della porta centrale. In conclusione si comincia a delineare nella mirabile semplicità e buon gusto tutto l'insieme armonicamente artistico dell'opera concepita da uno dei migliori architetti d'Italia l'ingegnere Cecilio Arpesani di Milano...

Grande è l'ammirazione di quanti si arrestano a contemplare il magnifico tempio in costruzione. La nostra gioia però resta turbata da un doloroso dubbio. Ora che tutto progredisce a vista d'occhio, e che almeno nell'ossatura generale si sta quasi per coronare l'opera grandiosa, sarà possibile continuare i lavori?

» Noi ci rivolgiamo ancora una volta ai nostri cortesi e generosi Benefattori, perchè vogliano scongiurare il pericolo... Oh come ci sorride il pensiero di poter inaugurare fra un anno il bellissimo tempio! Sarà una data importantissima, il primo centenario cioè della proclamazione liturgica della festa dell'Ausiliatrice in tutto il mondo».

In Oriente.

Le nostre Scuole di Oriente chiusero con applauditi saggi musico-letterari, seguiti da solenne distribuzione di premi, l'anno scolastico.

Così avvenne- a Smirne, tanto alla Scuola TecnicoCommerciale Italiana, quanto alla Scuola Popolare Italiana alla Punta. Qui, insieme coll'Arcivescovo Mons. Antonio Zucchetti presiedeva il trattenimento il Comm. Carletti, Console Generale d'Ita lia, circondati da un'eletta d'insigni ecclesiastici e laici.

A Costantinopoli l'Ambasciatore sig. Marchese Garroni, il vice-console Arduini, gerente il Consolato Generale d'Italia, e le altre autorità che intervennero all'atto solenne, ebbero parole del più vivo encomio per il crescente fiorire dell'Istituto Bartolomeo Giustiniani.

Anche ad Alessandria d'Egitto partecipò alla gaia festa scolastica - preceduta per un'intera settimana di una compitissima esposizione didattico-professionale - il Regio Console Generale d'Italia l'ill.mo sig. Conte Naselli.

A Gerusalemme il trattenimento ebbe luogo sotto la bella ed ampia tettoia, costruita di recente, nel cui fondo spiccava il nuovo ed artistico teatrino. Presiedevano Sua Beatitudine, Mons. Filippo Camassei„ Patriarca Latino, il Console d'Italia, Conte Carlo Senni, cui facevano corona il rappresentante del Governatore di Gerusalemme Bisciara Effendi, il Vescovo Caldeo, il Console di Persia Selím Ayoub, il Console di Norvegia, il Cav. Giulio Barluzzi, ingegnere dell'Ospedale italiano, i rappresentanti delle Comunità religiose, la Colonia Italiana, i parenti degli alunni ed un pubblico numeroso. Nello svolgimento del programma, in cui ebbero posto tutte le lingue che s'insegnano nella scuola, italiano, arabo, francese, inglese, i giovani riscossero i più fragorosi applausi, - e gli esercizi ginnici, specialmente quelli alle parallele, suscitarono un vero entusiasmo. La squadra ginnastica, fondata quest'anno, vestiva la nuova elegante divisa con la fascia dai colori nazionali. La festa si chiuse colla distribuzione dei premi, consistenti in medaglie, orologi e libri, offerti, come a tutte le altre scuole dal nostro Ministero degli Esteri e dall'Associazione Nazionale per soccorrere i Missionari Italiani all'Estero.

Negl'intervalli suonò scelti pezzi la Banda dell'Orfanotrofio Cattolico di Betlemme.

Raccomandiamo vivamente, per i gravi bisogni in cui versa, la Scuola Italiana di Gerusalemme alla carità di qualche generoso oblatore.

NECROLOGIO

Il Card. Giov. Battista Lugari.

Spirava il 31 luglio nella pace del Signore, muenito di tutti i Sacramenti.

Il compianto Cardinale era nato in Roma il 18 di febbraio 1846. Compiuti gli studi al Collegio Romano, intraprese nella Università Romana il corso legale e conseguì la laurea privilegiata in utroque iure.

Patrocinò le Cause dei Santi presso la S. Congregazione dei Riti e fu ascritto al Collegio degli avvocati concistoriali. Si ordinò sacerdote per consiglio di Leone XIII il 5 gennaio 1896, a cinquant'anni.

Il Card. Giovanni Battista Lugari ricordava quelle tempre di romani pieni di rettitudine di fede e di vita dedita tutta al bene migliore e maggiore per la gloria di Dio e della Chiesa. Era anche nostro affezionato Cooperatore. Pace all'anima sua elettissima.

S. E. Mons. Pietro Pace.

Il 29 luglio, dopo breve malattia, è morto santamente in età di 83 anni Mons. Pietro Pace Arcivescovo di Rodi e Vescovo di Malta.

La città è rimasta grandemente impressionata per la repentina scomparsa del venerando suo Pastore, pio, operoso, tutto a tutti, sempre pieno di gran zelo per la maggior gloria di Dio e la salute delle anime. Dire degnamente della sua bontà per l'Opera nostra non è possibile: il suo nome rimarrà scritto a caratteri d'oro negli annali dell'Opera Salesiana in Malta.

Can. Don Pietro Salini.

È volato al cielo da Pietrasanta, ricco di meriti e di opere buone. Pieno di ammirazione e d'interessamento per l'Opera Salesiana, aiutò efficacemente nei primordi la nostra casa di Spezia e inviò alla nostra Pia Società molte sante vocazioni. Che il suo zelo abbia molti imitatori!...

Iddio, sempre ricco in misericordia, doni all'anima sua ed a quella di tutti i Cooperatori defunti la pace dei santi!

Altri defunti dal 1° luglio al 1° agosto.

Alesina Francesca - Vallo.

Ambrosi Mons. D. Bartomeo - Biadene. Amantini Michele - Bagnolo S. Fiora. Ariosti Giovanni - Torino. Artusi Giovanna - Vimogno. Bagnasco Carlotta Marcellino - Torino. Barberis Maria n. Zorio - Torino. Bonasi Contessa Luigia - Roma. Brini D. Antonio - Vertova. Calorio Can. D. Filippo - Alba. Cattori Claudio - Gordola.

Carmino Teol. Avv. D. Alerano - Santena. Dallegri Giuseppina n. Ceva - Arquata Scrivia. D'Aste Elisa ved. Dellepiane = Genova. Dal Vesco Ladra Carlotta - Fonzaso. De Andrei Can. Pacifico - Alatri. De Paoli D. Giuseppe - Novara. Di Martino Rosaria - Modica. Ferrando Giovanni - Lusigliè. Fiorentini D. Emilio - Arco. Fontana Francesco - Racconigi. Gerard Onorina ved. Prof. Neyroz - Bologna. Gori Avv. D. Cesare - Roma. Giordano Angelo - Cornegliano d'Alba. Lais Vittoria ved. Baldi - Roma. Mancini Domenico - Soave. Meregalli Camillo - Monca. Molinari Delfina - Garlasco. Paoli Giuseppe - Vermogno. Pellotirro Anna - Mondovì Piazza. Pico Costantino - Mendrisio. Pomi Margherita - Introbbio. Provaglio Contessa Claudia - Brescia.

Quassolo Antonio fu Giov. Batt. - Novi Ligure. Rossi Lecondina - Fossano.

S. Martino di Valperga Contessa Alessandra - Torino. Tondinelli Can. Pietro - Magliano Sabino. Veglia Francesco fu Giuseppe - Benevagienna.