ANNO XXXVIII - N. 7   PERIODICO MENSILE   1 LUGLIO 1914

BOLLETTINO SALESIANO

PERIODICO DELLA PIA UNIONE DEI COOPERATORI SALESIANI DI D. BOSCO

SOMMARIO: Per il Centenario di Maria Ausiliatrice 193

Nel XI Anniversario dell'elezione di Pio X . . . 194

Tesoro spirituale   .   . 195

Per il Centenario della nascita di D. Bosco - 1) Esposizione delle Missioni Salesiane - 2) Delle Scuole Professionali e Colonie Agricole - 3) Esposizione educativo-didattica    196

Un eroe della carità cristiana   . .   . . 199

DALLE MISSIONI: FIORI E FRUTTI: vi) Gli angeli della Terra del Fuoco - Matto Grosso : La distruzione del Bahyto alla Colonia del S. Cuore - Repubblica Argentina: I bisogni del Neuquén e del Chubut

IL CULTO Di MARIA SS. AUSILIATRICE: Pel 24 corrente - Echi della festa titolare - Pellegrinaggio Apuano - Grazie e graziati   . . . 205

Per i restauri del Santuario di Torino-Valdocco . 2o6a

NoTE E CORRISPONDENZE: A Valdocco - Il XXV Congresso Eucaristico - Dopo la Commemorazione di Domenico Savio - Il Sindaco di Torino all'Oratorio - L'Em.mo Card. Bégin - Una grave disgrazia - Cooperatori zelanti - Tra i figli del popolo - Notizie varie - Gli ex-allievi . 210

Necrologio e Cooperatori defunti    217

Per il Centenarìo di Maria Ausiliatrice

CIÒ CHE DEBBONO FARE I NOSTRI COOPERATORI.

PERCHÈ la Commemorazione del I° Centenario dell'Istituzione della Festa di Maria SS. Ausiliatrice abbia e riuscire degna e solenne, abbiamo bisogno dell'alacre e generosa cooperazione di tutti i nostri amici, che son anche i più ferventi divoti di Maria Ausiliatrice. Già abbiamo fatto appello ad essi, per avere quelle notizie e quei dati che ci sono indispensabili per allestire l' Esposizione del Culto di Maria SS. Ausiliatrice sopratutto per quella parte di esso che si esplica fuori delle nostre Case. Tra breve ricorreremo all'intraprendente loro zelo per moltiplicare gli ascritti all'Arciconfraternita dei divoti di Maria Ausiliatrice, canonicamente eretta nel Santuario di Torino; e in seguito chiederemo la loro valida cooperazione per altre sante iniziative.

Questa volta facciamo il più caldo appello alla loro buona volontà, perchè si facciano tutti attivi promotori di una straordinaria Raccolta di offerte per i restauri del Santuario di Maria Ausiliatrice in Torino, NELLA CERCHIA DELLE PROPRIE FAMIGLIE O DEI LORO PARENTI OD AMICI, non volendo esporli ad eventuali umilianti ripulse presso persone sconosciute, nè esporre le schede stesse a dìvenire in mani di estranei - come spesso accade - occasione di dolose distrazioni di elemosine. A tal fine ognuno troverà in questo numero un'apposita scheda di registrazione con altre spiegazioni. Mano all'opera, o benemeriti Cooperatori e benemerite Cooperatrici : e la Vergine Benedetta vi premi coll'abbondanza delle sue benedizioni !

Nel XI° Anniversario dell'elezione di Pio X

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IL giorno 4 del prossimo agosto segna il principio dell'anno XII° del Pontificato di Sua Santità Pio X. Noi, con tutti gli affezionatissimi suoi figli, umiliamo al Vicario di Gesù Cristo, al Supremo Pastore della Chiesa, al Padre di tutti i fedeli, l'omaggio della devozione più illimitata, dei più caldi auguri e dei più cordiali rallegramenti. Salesiani e Cooperatori, tutti sentiamo nel più profondo dell'anima questo sacro dovere : così ci ha educati Don Bosco ! E perchè l'omaggio torni più accetto al mite e santo Pontefice riportiamo - a comune ammaestramento - parte di due documenti pontifici. Leggiamoli con affetto, meditiamoli, o buoni Cooperatori, e se - come diceva Don Bosco - il nome di Cooperatore Salesiano dev'essere sinonimo di vero Cattolico, adoperiamoci soprattutto perchè la parola del Vicario di Gesù Cristo trovi un'eco fedele nelle nostre menti e nei nostri cuori, a conforto del suo cuore magnanimo, punto da tante spine ed oppresso da tante sollecitudini pel governo della Chiesa Universale.

I.

Corrono per la Chiesa tempi difficili, ma ad essa non mancherà mai l'aiuto divino (1).

Ora più che mai è desiderata la pace; vediamo infatti le classi dei cittadini, le razze, le nazioni ostili tra loro; e dai rancori che tra esse si fanno sempre più intensi, vediamo spesso scoppiare, d'un tratto, guerre spaventevoli. Vi sono invero statisti abili ed autorevoli, i quali propostosi il bene delle nazioni, anzi dell'umano consorzio, vanno cercando di comune accordo il modo di impedire i danni che provengono dalle lotte di classe e le stragi delle guerre, e di assicurare all'interno ed all'esterno i beni della pace. Sono propositi questi certamente ottimi, ma deliberazioni poco fruttuose, se in pari tempo non si procura che i precetti della giustizia e della carità cristiana mettano profonde radici negli animi.

Oggi la tranquillità o la turbolenza della società e della Stato, non dipendono tanto da quelli che governano, quanto piuttosto dalle moltitudini. Private della luce della verità rivelata da Dio, non avezze a sentire il freno della legge di Cristo, qual meraviglia, se le moltitudini, accese di cieche passioni, corrano a comune rovina, cui sono spinte da scaltri mestatori, i quali mirano soltanto al proprio interesse?

Pertanto essendo stata la Chiesa costituita da suo divino Fondatore maestra di verità, custode della giustizia e della carità, ed essendo essa specialmente capace di condurre alla comune salvezza, non è forse opera di sapienza civile, da parte dei governanti, non soltanto lasciare ch'Essa eserciti liberamente e senza impedimenti la sua missione, ma anzi prestarle a ciò ogni aiuto? Invece accade il contrario, perchè generalmente si tratta con la Chiesa come se non fosse stata essa a generare e produrre tutto ciò che forma l'essenza della civiltà, e quasicchè dovesse invece riguardarsi quale nemica del genere umano. Ma questo non Ci deve commuovere; per l'esempio di Cristo sappiamo che la Chiesa è destinata tanto a far del bene, quanto ad esserne ripagata con ingiurie; come pure non ignoriamo che mai, nemmeno nelle più grandi strettezze, le potrà mancare l'aiuto divino, e ne è mallevadore Gesù Cristo stesso, e la storia testimone. Sono appunto cento anni da quando Roma trionfante, tra il gaudio del mondo intero, riceveva il suo Pontefice liberato dagli strazi di una lunga cattività. Tutti poterono allora ammirare, quasi fosse ornata dall'aureola del martirio, la costanza del Santo Vegliardo, il quale da solo aveva resistito vittoriosamente all'arroganza del potentissimo Dominatore. Ma fu di meraviglia molto maggiore il fatto, che anche in quel tempo apparve sensibilissimo quell'aiuto che Gesù Cristo aveva promesso in perpetuo alla Sua Sposa....

(1) Dall'allocuzione tenuta dal S. Padre nel Concistoro del 25 maggio u. S.

II.

Come mantenere intatto il deposito della Fede, custodire l'ecclesiastica disciplina, resistere ai subdoli assalti a cui è fatta segno la S. Chiesa, non tanto per parte di aperti nemici ma specialmente dagli stessi suoi figli (1).

Se è dovuto all'indomabile fermezza dei nostri padri, alla loro sollecita vigilanza, alla loro gelosa premura e alla loro delicatezza direi quasi verginale in materia di dottrina, il trionfo della Chiesa in tutti i pericoli e in tutti gli assalti mossi contro di essa nel corso dei secoli; forse in nessun tempo fu tanto necessario tener d'occhio questo sacro deposito, affinchè ne sia mantenuta la integrità e la purezza.

Siamo purtroppo in un tempo, in cui con molta facilità si fa buon viso e si adottano certe idee di conciliazione della Fede collo spirito moderno, idee, che conducono molto più lontano che non si pensi, non solamente all'affievolimento, ma alla perdita totale della Fede.

Non fa più meraviglia il sentire chi si diletta delle parole assai vaghe di aspirazioni moderne, di forza del progresso e della civiltà affermando l'esistenza d'una coscienza laica, d'una coscienza politica opposta alla coscienza della Chiesa, contro la quale si pretende al diritto e al dovere di reagire per correggerla e raddrizzarla. Non è nuovo l'incontrarsi in persone, che mettano fuori dubbi ed incertezze sulla verità e anche affermazioni ostinate sopra errori manifesti, cento volte condannati e ciò non ostante si persuadono di non essersi mai allontanate dalla Chiesa, perchè qualche volta hanno eseguite le pratiche cristiane. Oh! quanti naviganti, quanti piloti, e, Dio non voglia, quanti capitani facendo fidanza con le novità profane e con la scienza bugiarda del tempo, anzichè arrivare al porto, hanno fatto naufragio!

Fra tanti pericoli, in ogni contingenza, non ho mancato di far sentire la mia voce per richiamare gli erranti, per segnalare i danni e per tracciare ai cattolici la via da seguire. Ma non sempre, nè da tutti fu bene intesa e interpretata la mia parola, quantunque chiara e precisa.

Anzi non pochi seguendo l'esempio funesto degli avversari, che spargono zizzania nel campo del Signore per portarvi la confusione e il disordine, non si peritarono di darle arbitrarie interpretazioni, attribuendole un significato affatto contrario a quello voluto dal Papa e ritenendo come sanzione il prudente silenzio.

Ed in queste dure convinzioni ho proprio bisogno del valido ed efficace concorso dell'opera vostra, o miei Figli diletti... perchè... uniti di mente e di cuore al Papa, siate tra i primi difensori della santa dottrina, fra i primi maestri della verità, i banditori dei precisi voleri del Papa. Predicate a tutti, ma specialmente agli Ecclesiastici ed agli altri Religiosi, che niente tanto dispiace a Nostro Signore Gesù Cristo e quindi al Suo Vicario, quanto la discordia in fatto di dottrina, perchè nelle disunioni e nelle contese Satana mena sempre trionfo e domina sui redenti.

Per conservare l'unione nella integrità della dottrina, premunite specialmente i sacerdoti dalla frequenza di persone di fede sospetta e dalla lettura di libri e giornali, non dirò pessimi, dai quali rifugge ogni onesto, ma anche di quelli che non sieno in tutto approvati dalla Chiesa, perchè è micidiale l'aria che si respira ed è impossibile maneggiare la pece e non restarne inquinati.

Se mai vi incontraste in coloro che si vantano credenti, devoti al Papa, e vogliono essere cattolici ma avrebbero per massimo insulto l'essere detti clericali, dite solenenmente che figli devoti del Papa sono quelli che obbediscono alla sua parola ed in tutto lo seguono, e non coloro, che studiano i mezzi per eluderne gli ordini, o per obbligarlo con insistenze degne di miglior causa ad esenzioni o dispense tanto più dolorose quanto più sono di danno e di scandalo.

Non cessate mai di ripetere che, se il Papa ama ed approva le associazioni cattoliche, che hanno di mira il bene materiale, ha sempre inculcato che deve avere in esse la prevalenza il bene morale e religioso, e che al giusto e lodevole intento di migliorare le sorti dell'operaio e del contadino dev'essere sempre unito e l'amore della giustizia e l'uso dei mezzi legittimi per mantenere tra le varie classi sociali l'armonia e la pace.

Dite chiaramente che le associazioni miste, le alleanze coi non cattolici pel benessere materiale a certe determinate condizioni sono permesse, ma che il Papa predilige quelle unioni di fedeli, che deposto ogni umano rispetto e chiuse le orecchie ad ogni contraria lusinga o minaccia, si stringono intorno a quella bandiera, che per quanto combattuta, è la più splendida e gloriosa, perchè è la bandiera della Chiesa...

Attorno a questa bandiera, Beatissimo Padre, noi ci stringiamo compatti con fede incrollabile, e prostrati appiè del vostro Apostolico Soglio, imploriamo per noi e per tutte le opere nostre la Vostra Paterna Benedizione

(1) Dall'allocuzione tenuta dal S. Padre ai nuovi Cardinali il 27 maggio u. s.

TESORO SPIRITUALE

I Cooperatori Salesiani, i quali confessati e comunicati divotamente visiteranno qualche Chiesa o pubblica Cappella, o se viventi in comunità la propria Cappella privata, e quivi pregheranno secondo l'intenzione del Sommo Pontefice, possono lucrare Indulgenza plenaria (come dal Decreto della S. Congregazione delle Indulgenze, 2 ottobre 1904):

Dal 10 luglio al 10 agosto:

1) il 16 luglio, festa della Madonna del Carmine. 2) il 6 agosto, festa della Trasfigurazione di N. S. G. C.

Per il Centenario della nascita di Don Bosco

Nel 1915, a lato dell'Esposizione del Culto di Maria SS. Ausiliatrice, si terranno nell'Oratorio Salesiano di Torino tre altre esposizioni dirette ad illustrare l'Opera di Don Bosco, che è e si può ben chiamare anche opera di Maria SS. Ausiliatrice.

I.

Esposizione delle Missioni Salesiane.

Furono invitate a partecipare all'Esposizione delle Missioni Salesiane le nostre Case fuori di Europa, sia che esplichino la loro azione fra i selvaggi, sia che la esercitino fra nazioni civili, o con l'assistenza religiosa nelle parocchie, oratori festivi, ospedali, stazioni di missioni apostoliche fra coloni ed emigranti, o nei collegi con l'insegnamento letterario o professionale.

Il contributo più importante è atteso dalle Case che si trovano fra i popoli selvaggi o in regioni ad essi vicine, le quali sono state invitate ad inviare:

a) Dati e notizie su questi popoli; loro numero, regioni abitate, modo di vestire, di vivere, di nutrirsi, credenze religiose, cerimonie, feste, danze, canti, riti e usi funebri, loro lingua e letteratura tradizionale.

b) Fotografie o disegni rappresentanti il tipo, il vestito, l'abitazione, le feste, cerimonie ecc. di detti paesi.

c) Collezioni di oggetti riferentisi al vestito, l'abitazione, gli strumenti di caccia e pesca, di culto, le armi, ecc.

I centri ove i Missionari hanno stabilito vere colonie d'indigeni diranno : in quale stato religioso, morale, civile i missionari abbiano trovato gli indigeni e a quale elevazione sian riusciti a portarli e con quali mezzi; quali ostacoli abbiano incontrati nella loro opera e come li abbian superati - quali colture e industrie locali abbian trovato e quali modificazioni vi abbiano portato -quali altre colture, industrie vi abbiano introdotto - quali arti, mestieri, insegnamenti vari abbiano istituito, - quali centri di abitazione siano sorti per opera dei missionari - se e come le Missioni abbiano in qualche modo influito sull'importazione ed esportazione con l'Europa, ecc. ecc.

La Commissione direttiva di questa Esposizione è presieduta dal Rev.mo Teol. D. Luigi Piscetta, della Pontificia Facoltà Teologica e Legale di Torino, membro del Consiglio Superiore della nostra Pia Società.

II.

Esposizione delle Scuole Professionali e Colonie Agricole Salesiane.

Sarà la IVa che si tiene dalla nostra Pia Società; e « doppio - scrive ai Direttori delle nostre Case il Presidente della Commissione Organizzatrice, il rev.mo Don Pietro Ricaldone - doppio è lo scopo che in essa ci proponiamo: mettere i nostri benefattori e il pubblico in grado di conoscere ed apprezzare quel bene che, con l'aiuto di Dio, si è sviluppato, e offrire a noi mezzo di informazioni, di studio e di incoraggiamento a lavorare sempre meglio in favore della gioventù operaia.

» Non sarà quindi difficile - prosegue il Direttore Generale delle nostre Scuole Professionali - data la buona volontà e l'impegno di ognuno di voi, e tenendo conto dell'esperienza del passato, preparare questa IVa Esposizione in modo che essa riesca una solenne manifestazione, degna dell'occasione del Primo Centenario della nascita del nostro Venerabile Fondatore, e tale che rispecchi davvero il progresso e il risultato reale delle nostre Scuole Professionali ed Agricole. Non si tratta di fare cose straordinarie, ma di lavorare tutti coll'intento di presentare intera l'Opera nostra, con quella fisionomia propria che risulta dalla impronta caratteristica impressa dal Ven. D. Bosco e sviluppata in seguito secondo le esigenze dei tempi e dei luoghi. Difatti, se mettendo in mostra p. es. solo il lato che riguarda la didattica professionale o la coltura ecc. si potrebbe forse trovare qualche deficienza, non v'ha dubbio che vedendola nella sua complessiva integrità, cioè in quel particolare atteggiamento educativo così rispondente ai bisogni della società moderna, l'Opera nostra colpisce per la sua eccellenza.

» Per questo parve assai utile di dividere il programma in 4 parti:

» Prima: Parte Morale-educativa, cioè quella che riguarda l'assistenza e la beneficenza materiale e morale prestata alla gioventù povera o bisognosa nelle nostre Case di Artigiani;

» Seconda: Coltura generale, e insegnamento del Disegno ai nostri allievi. » Terza: Insegnamento teorico pratico della

Professione, vale a dire: orari, programmi, testi per gli allievi, esercizi progressivi, distinti per ogni corso, lavori di potenzialità fatti nel quinquennio trascorso, ecc. A questa parte andrà pure unita la descrizione delle scuole, laboratori, macchinario, materiale esistente, tanto per l'insegnamento quanto per la produzione, mediante fotografie, specchietti, elenchi, ecc.

» Quarta: Parte riguardante l'Agraria in genere, le Colonie nelle Missioni e in particolare le Scuole di Agricoltura ».

Esposizione Educativo-didattica.

Sarà la prima del genere, che si terrà nella nostra Pia Società, e si prevede istruttiva ed interessante. Ciò appare dall'ampio Programma, inviato a tutte le Case, il quale fra gli altri contiene questi punti, la cui importanza non può sfuggire a nessuno dei nostri lettori.

« ... 6° Igiene ed urbanità. - Che cosa si fa per la manutenzione igienica ed estetica dell'Istituto; per coltivare negli alunni il gusto della pulizia personale, della proprietà, dell'urbanità, dell'arte (arredamento delle aule, esposizione di quadri o disegni, tenuta della divisa, ecc.).

» 7° Sistema preventivo di D. Bosco. - Come è applicato il sistema preventivo del Ven. Don Bosco nella educazione ed istruzione; quali risultati generali ha dato, tanto nel conservare e sviluppare i germi di bene, quanto nella correzione e nell'emendamento dei difetti.

» Come sono ordinate e distribuite le pratiche di pietà; con quale orario e con quali particolari espedienti è impartito l'insegnamento della Religione. - Nei paesi di religione mista, dove si accettano nelle scuole giovani acattolici, come è provveduto perchè per una parte non si usi mai violenza o coazione, e per l'altra si mantenga sempre integra ed apprezzata la fede cattolica.

Come è attuata la disciplina, con quali mezzi di persuasione, e, nei casi estremi, con qual genere di castighi.

» 8° Sussidi didattici. - Di quali espedienti o sussidi didattici fanno uso in generale o in particolare gl'insegnanti: punti d'onore con attestati mensili o settimanali; album o quaderni d'onore per i migliori còmpiti; quadri d'onore nelle scuole o in pubblico; còmpiti di prova, volgarmente lavori dei posti; la distribuzione di posto in classe agli alunni col criterio del merito; ed altri espedienti che l'esperienza può aver suggeriti per una retta emulazione per premiar la buona condotta e lo studio.

» 9° Premiazioni. - Come sono organizzate le premiazioni; in quale epoca dell'anno scolastico e con quale solennità sono fatte; con quale criterio vien compilato il relativo programma; quali inviti di oratori e spettatori; con quali sistemi (medaglie, libri, oggetti vari, menzioni onorevoli, danaro, ecc.); con quali elementi letterari (declamazioni, dialoghi, ecc.); con quali sussidi musicali (canti, musica strumentale eseguita da allievi, pianoforte, violino, ecc.).

» 10° Musica e teatrino. - Che posto occupano nella educazione ed istruzione la musica e il teatrino; con quale orario s'insegna la musica vocale o strumentale; che parte tiene nelle funzioni religiose, civili, scolastiche; se il teatrino è scuola di declamazione e di educazione; quali produzioni si preferiscono (educative? spettacolose?).

» 11° Bibliotechine. - Se esistono bibliotechine (circolanti o no) per tutti gli alunni o per i singoli corsi o per le singole classi; quali opere sono in prevalenza o preferite; con quale criterio e frequenza vengono distribuiti i volumi; con quali trovati si insinua la cura e buona tenuta dei medesimi; con quali espedienti se ne aumenta, il numero, ecc. Quanti volumi conta la biblioteca degli insegnanti.

» 12° Accademie e Conferenze. - Se si tengono e con quale frequenza accademie; per quali circostanze (onomastici, visite illustri, solennità religiose, ricorrenze storiche, scolastiche, civili, ecc.); in che modo e con quale solennità sono organizzate; se le conferenze o le lezioni vengono qualche volta aiutate da proiezioni luminose fisse o dal cinematografo.

» 13° Società varie. - Come si educa lo spirito di associazione negli alunni; se vi sono e come funzionano le società o compagnie religiose, filarmoniche, filodrammatiche, di studio, ginnastica, ecc.; se e come si fa conoscere l'associazione degli exallievi.

» 14.° Ginnastica e passeggiate. - Che posto occupa nella educazione ed istruzione la ginnastica nelle sue varie forme; se si fanno passeggiate allo scopo d'istruzione; in quale epoca dell'anno, con quali mezzi di trasporto, con quale frequenza e durata, ecc.

» 15° Gabinetti e Musei. - Se esiste un gabinetto di fisica, chimica, un osservatorio meteorologico, un museo scolastico, zoologico, botanico, mineralogico, generale o regionale.

» 16° Bollettini e Periodici. - Se si permette agli alunni l'associazione a periodici; a quali. Se l'Istituto stampa un bollettino o periodico ad uso degli alunni o delle loro famiglie.

» 17° Lingua Nazionale. - Con quali cure od espedienti si addestrano gli allievi ad usare con amore e con correttezza la lingua nazionale rispettiva, qual mezzo educativo e vincolo di fratellanza.

» 18° Ex-Allievi. - Come l'Istituto si tiene in relazione con gli antichi allievi; in che modo li aiuta, per es. nelle ricerche d'impiego. Se vi furono antichi allievi, che ebbero una carriera distinta si nel clero come nel laicato, se ne dia cenno particolare...».

Il programma venne accompagnato da una importantissima lettera del Presidente della Commissione, Dott. Don Francesco Cerruti, direttore generale delle Scuole della nostra Pia Società.

« Don Bosco - egli scrive - nostro indimenticabile Padre, vivrà immortale nella mente e nel cuore de' suoi figli non solo pel suo eroico spirito di fede, di carità, di operosità che gli valse dalla Chiesa l'aureola della Venerabilità, ma ancora pel suo sistema e pel suo metodo educativo, che gli meritò da' contemporanei il titolo di educatore-modello e gli acquistò un posto onorato nella storia della pedagogia. Pedagogista ed educatore, giacchè di pedagogia scrisse e prima di scrivere fece, provando, praticando, applicando egli pel primo quel che poi pubblicò per gli altri, seppe della pedagogia valersi all'adempimento della missione affidatagli da Dio per la salvezza della gioventù e il sistema educativo elevò a strumento nobilissimo per informare a fede, morale e civiltà la più bella e più importante porzione del genere umano. Ho detto scrisse, intendendo con questo di richiamare alla nostra mente non solo le pubblicazioni sue strettamente pedagogiche, quali sono il Sistema Preventivo nell'educazione e i Regolamenti pe' maestri, assistenti ed alunni, ma ancora que' principii, quelle massime educative che sono largamente sparse nelle sue opere, segnatamente nelle Vite de' Papi, preziosa e troppo poco conosciuta miniera di erudizione, nella Storia d'Italia, nelle vite di Savio Domenico, Magone, Besucco e di altri eletti fiori di Paradiso. Don Bosco anzi ha, in un punto importantissimo, un certo primato su que' due grandi luminari della pedagogia antica e medioevale che sono Quintiliano e Vittorino Rambaldoni da Feltre. Infatti il rétore spagnuolo s'indirizza esclusivamente, nelle sue Istituzioni, alla classe alta, giacchè nel paganesimo l'educazione era un privilegio di casta e l'educatore Feltrese, pur interamente e profondamente cattolico, è il maestro di famiglie principesche e i suoi pensieri, le sue cure educative dedica ai figli dell'aristocrazia o della borghesia. Don Bosco invece, nato in un tempo in cui la classe sociale più umile va ogni dì più assurgendo a nuovi destini ed è quindi la più bisognosa di cure e di aitenzioni perchè non trasmodi nell'esercizio de' suoi diritti e non dimentichi mai i suoi doveri ; Don Bosco, l'uomo dei suoi tempi, consacra tutto se stesso alla gioventù del così detto basso popolo, al proletariato giovanile, a' monelli, a' birichini com'egli li chiama, e questi tratta quali figli, salva dal vizio, conserva nella virtù, rimette all'onore della società, tiene uniti o riconduce, se sviati, a Dio. La pedagogia di Don Bosco è tutta ed interamente cristiano-cattolica; per lui scuola e chiesa sono due idee che si compiono a vicenda; il maestro deve coadiuvare il sacerdote ed essere alla sua volta da lui sostenuto, guidato. Nel pensiero di Don Bosco fra chiesa e scuoia corre la relazione che è fra la fede e la ragione, fra il dogma e la scienza. Gli Oratori festivi da lui fondati accanto alla Cappella hanno la scuola, diurna o serale, pe' figli del popolo.

» La pedagogia dunque, la pedagogia cristiana, informa tutta quanta la vita e le opere di D. Bosco, a quel modo che egli la pedagogia stessa avvivò delle massime del Cristianesimo, degli splendori della fede, così da giustificare il titolo glorioso di divinizzatore della pedagogia che gli diede il Cardinal Alimonda nell'elogio funebre detto dal pio e dotto Porporato nel Santuario di Maria Ausiliatrice nella trigesima dalla morte di lui. Fu quindi savio pensiero quello di stabilire che a celebrare la ricorrenza centenaria della nascita di Don Bosco concorresse pure una Esposizione educativo-didattica : è un tributo doveroso che si rende non solo al padre, ma all'educatore.

UN EROE DELLA CARITÀ CRISTIANA

La carità di N. S. Gesù Cristo suscitò in ogni secolo eroi meravigliosi. In questo mese ricorre il III° Centenario della morte di uno di essi, S. Camillo de Lellis, l'apostolo degli infermi e dei moribondi. Il conoscerne brevemente le opere sante sarà utile anche ai nostri Cooperatori.

BuCCHIANICO, un bel paese posto su di una amena collina nell'Abruzzo Citeriore, fu la patria di S. Camillo de Lellis. La pietà da lui succhiata col latte materno fu, nei bollori della gioventù, ben presto assopita dalla dissipazione della vita militare e dal giuoco, a cui era fortemente appassionato e che lo spinse in Napoli a togliersi la camicia perchè aveva giuocato anche questa.

Ma nell'anno venticinquesimo dell'età sua convertitosi sinceramente a Dio e conosciuti i divini disegni a suo riguardo, non pensò ad altro che ad attuarli. Camillo doveva divenire l'Angelo consolatore di migliaia e migliaia d'infermi non solo degli ospedali, ma anche delle case private e Padre di una numerosa schiera di pii ministri, i quali attratti dal suo esempio ed animati dalla medesima carità, dovevano con voto solenne servire ogni genere di infermi, anche se colpiti dalla peste ; impresa questa non facile, datele misere condizioni degli ospedali di quei tempi e le incredibili difficoltà sorte ad impedire un'opera sì salutare.

Ma l'aiuto divino non gli mancò e l'anno 1591 potè vedere la tenera pianticella della sua Congregazione, basata su 4 voti solenni, riconosciuta dalla S. Sede, col nome « Ministri degli Infermi ».

Quest'approvazione spronò vieppiù il Santo alle opere di carità... Bastava che sentisse un gemito, un rantolo, per accorrere subito o negli ospedali, cui chiamava giardini deliziosi, o nelle case private, facendosi tutto a tutti per condurre tutti al Signore.

Chi può dire le veglie, le azioni eroiche compiute nel corso di quarant'anni, e non in un solo ospedale, o in una sola città, ma in Roma, Milano, Napoli, Genova, Nola ed altri luoghi d'Italia, nei momenti più dolorosi, quando la peste mieteva migliaia e migliaia di vittime? E pensare che egli stesso era tormentato di continuo da una piaga e da altre gravi infermità, che soleva chiamare misericordie del Signore!

Per quest'eroe ogni infermo era un altro Gesù e ciò basta per comprendere con qual finezza di amore erano trattati gli ammalati, pei quali non v'era pericolo a cui non andasse incontro... Nella famosa carestia di Roma, in cui ben 6o,ooo persone morirono nella sola città e distretto, non mancò di spingersi in grotte sotterranee e nelle stalle per liberare dalla morte molti poveretti, i quali si nascondevano là per ripararsi dal freddo, e in un'innondazione del Tevere si slanciò nelle acque per porgere aiuto agl'infermi dell'ospedale.

Una vita tutta spesa, dopo la mirabile conversione, in opere di carità evangelica non poteva essere coronata che da una morte felice.

Camillo infatti, dopo aver conosciuto il giorno in cui doveva abbandonare la terra per il cielo, si preparò al gran passo raddoppiando le opere buone; e per animarsi sempre più nella speranza di giungere a salvamento, ordinò poco prima di morire che gli si dipingesse, un quadro nel mezzo del quale campeggiasse il Crocifisso grondante sangue dalle ferite e questo apparisse raccolto in calici d'oro dagli Angeli per essere offerto all'Eterno Padre; e in basso fossero ritratti, a destra la SS. Vergine ed a sinistra l'Arcangelo San Michele con la scritta: Parce famulo tuo, quem prezioso sanguine redemisti. « Perdona al tuo servo, redento col tuo sangue prezioso! »

Camillo spirò santamente, col nome dolcissimo di Gesù e Maria sulle labbra, il 14 luglio del 1614 in Roma.

Con la sua morte non terminò l'opera sua, ma essa fu generosamente in ogni tempo proseguita dagli eroici figli di tanto Padre, i quali con la croce rossa sul petto usano anche al presente verso gli infermi la stessa carità del santo Fondatore non solo in Italia, ma in più parti d'Europa e nella lontana America, dicendo a tutti, credenti e non credenti, di quali eroismi è feconda ispiratrice la carità di Gesù Cristo nella Chiesa Cattolica.

DALLE MISSIONI

FIORI E FRUTTI

(Dalle memorie dei nostri Missionari)

VI (1).

Gli Angeli della Terra del Fuoco.

IL Signore ce li diede... il Signore ce li tolse: Sit nomen Domini benedictum!...

Iddio aveva regalato a questa Missione della Candelaria tre graziosi fanciulli ed una fanciulla, dei più buoni e vispi che abbia conosciuto, veri Angeli in carne, e mentre si avevano a loro riguardo le più lusinghiere speranze, la falce crudele della morte ce li rapiva quasi improvvisamente, a poca distanza l'uno dall'altro.

Dotati di rara intelligenza e di indole mite si facevano amare e stimare da quanti li conoscevano. Con molta facilità appresero la lingua del paese e la Dottrina Cristiana, talchè meritarono di essere promossi alla Santa Comunione in tenera età.

Era consolante vederli con qual divozione e raccoglimento si accostavano alla sacra mensa Eucaristica, quasi ogni giorno! L'innocenza si vedeva dipinta sui loro volti e tutti quattro fecero una santa morte!

Il primo che se ne volò al cielo, si chiamava Julio Ciaciár, figlio di Mattia, indio Ona, ed aveva circa dieci anni. La vigilia della morte si confessò e io gli amministrai l'Olio Santo vedendolo molto infermo, e gli promisi di portargli la Santa Comunione il dì seguente; ma con mia meraviglia di buon mattino me lo vidi in chiesa fra le braccia della madre, perchè, essendo domenica, desiderava anche udir la santa messa!

Per tutto il tempo della messa la madre se lo tenne seduto sulle ginocchia, perchè il poveretto stava pressochè in agonia; e madre e figlio si comunicarono con gran divozione edificando tutti i presenti. Ritornato a casa il caro Giulio andò sempre più peggiorando, finché verso le quattro di sera, durante le funzioni di chiesa, conservando fino all'ultimo la conoscenza se ne andava al Paradiso, proprio nella festa del Purissimo Cuor di Maria, il 24 agosto 1913.

Il primo che lo seguì, si chiamava Antonino Speranza, figlio di José, indio Alacaluffo. Anche egli aveva dieci anni.

Varie volte la madre (poiché si trovava infermo da circa un mese) portava pur lui in chiesa e faceva col figlio la S. Comunione: ed era uno spettacolo che sempre inteneriva il cuore quella scena pietosa ! Ma accorgendosi Antonino che la morte si avvicinava a grandi passi, voleva sempre accanto a sè il Sacerdote perchè lo benedicesse e pregasse insieme con lui, ed egli pregò con divozione fino alla morte, senza mai stancarsi. Anch'egli aveva solo dieci anni! Si spense placidamente, senza agonia, a guisa di lampada cui manchi l'olio. Tutti i Santi lo vollero in loro compagnia a celebrare la loro festa, il 1° novembre 1913.

Sofia Lamén andò a raggiungere in cielo i suoi coetanei, nella bella festa della Presentazione al Tempio di Maria SS., il 21 novembre dello stesso anno. La natura era stata matrigna con questa fanciulla quanto a fattezze esteriori, ma la grazia l'aveva abbondantemente compensata coi suoi celesti carismi. Di carnagione nera, le labbra grosse e sporgenti, i capelli ricciuti e folti anche sulla fronte insino agli occhi, a prima vista si sarebbe detta una scimmia; certo in nulla rassomigliava nè alla razza Ona, nè a quella Alacaluffa, ma piuttosto all'Africana.

Ma quanto era più brutta all'esterno, tanto era più bello il suo carattere che la rendeva un vero gioiello di fanciulla. Per intelligenza, per bontà di cuore e per pietà superava le compagne. Quando qualcuno la disprezzava o faceva le meraviglie al vederla così brutta (e non era raro il caso) essa, invece di averselo a male e stizzirsi o mostrarsi afflitta, sorrideva graziosamente e sembrava anzi godesse nel vedersi disprezzata. Contava circa tredici anni e non passava giorno che non si comunicasse, e lo faceva con tanto raccoglimento e divozione che destava meraviglia in quanti la vedevano. Ogni volta poi che le era dato di poter ricevere dal Sacerdote una benedizione di Maria Ausiliatrice, era fuori di sè per la gioia e si approfittava di tutte le occasioni che le si presentavano per implorarla. Era anche un perfetto modello di obbedienza, che mai sapeva negarsi per qualsiasi lavoro che le si comandasse, per basso e umiliante che fosse.

Una fanciulla così virtuosa non poteva rimanere molto a lungo su questa terra, e la Madonna la volle con sè in paradiso, proprio, come dissi, nella sua festa della Presentazione al Tempio, poco dopo che avea ricevuti con grande divozione tutti i conforti religiosi e senza agonia di sorta. La sua memoria è ancor viva e in benedizione. Sia detto con tutte le riserve, ma sta il fatto che maestre, condiscepole e amiche la credono potente presso Dio e narrano fatti meravigliosi ascritti alla sua intercessione.

L'ultimo di questi angeli che se ne volarono al cielo nell'anno 1913, fu il caro e simpatico giovanetto Giovanni Koscpáy, sui dodici anni, figlio di Indi Onas. Se i suddetti erano buoni, questo era ottimo; se quelli innocenti e pii, questi innocentissimo e piissimo. Aveva ingegno svegliato, costumi semplici, indole mitissima, volontà energica e cuore dolcissimo. Comandato a far qualche cosa, obbediva sempre col sorriso sulle labbra. Mai fu visto triste, e per questo era carissimo a tutti! Come serviva bene la santa Messa e le altre funzioni sacre, vestito da chierichetto! Si sarebbe detto un altro San Luigi.

Il Signore si affrettò a raccoglier anche questo bel fiore dal deserto di questo mondo, prima che il fuoco delle passioni potessero essiccarlo e gli angeli lo trapiantarono nel bel giardino del Paradiso il 10 dicembre 1913, terzo giorno dell'ottava dell'Immacolata Concezione di Maria SS. e festa della traslazione della Santa Casa di Loreto, dopo che aveva ricevuto con fervore il Santo Viatico e l'Olio Santo, assistito fino all'ultimo da un Sacerdote e da varii Confratelli.

Egli pure non fece agonia. Poche ore prima di spirare, forse prevedendo vicina la morte, pregava continuamente e chiedeva con insistenza che si pregasse, dicendo ai circostanti:

- Preghiamo, preghiamo !

E teneva stretto in mano il Santo Crocifisso e lo copriva di baci ad ogni istante, finchè pronunziando la giaculatoria : « Gesù, Giuseppe e Maria, spiri in pace con voi l'anima mia! » rendeva la sua bell'anima al Creatore. Fece una morte santa, come santa fu la sua breve vita, una morte invidiabile!

Ecco come muoiono i ragazzi del deserto, i figli dei selvaggi della Terra del Fuoco!... E non sono gli unici questi quattro, che vissero e morirono così santamente; se ne contano già centinaia !...

Rincresce senza dubbio il veder partire per l'altra vita tanti cari angioletti che dànno conforto anche solo a vederli e fanno concepire le più liete speranze ; ma per altra parte c'è motivo di rallegrarsi sapendoli felici con Dio e con Maria SS. per tutta l'eternità. Ricordo le parole del sapientissimo Pontefice Leone XIII, di felice memoria, quando gli dissi che i Fueghini morivano facilmente:

Pazienza, mi rispose, purchè si salvino!

Se Dio dispone così, conformiamoci al suo Santo Volere e compiamo la nostra missione egualmente; questi cari angioletti, che ora scherzano intorno al Trono di Dio, saranno i nostri intercessori.

A me intanto sia lecito additare tali esempi ai fanciulli d'Italia, d'Europa e di tutti i paesi civili, e dir loro: - Imitateli! Laudate, pueri, Dominum, laudate nomen Domini!

Missione della Candelaria, Rio Grande (Terra del Fuoco).

Sac. MAGGIORINO BORGATELLO, Missionario Salesiano.

MATTO GROSSO (Brasile)

La distruzione del Bahyto alla colonia del S. Cuore. La prima comunione di un bimbo di 5 anni.

De una lettera del rev. D. Antonio Colbacchini al sig. Don Albera rileviamo questi interessanti particolari circa la distruzione del «Bahyto » nella Colonia del S. Cuore tra i Bororos dello Stato di Matto Grosso (Brasile), da noi già accennata nel mese di maggio.

...Si avvicinava la festa dell'Immacolata Concezione e i nostri cari neofiti che si preparavano con tutto l'impegno a questa bella solennità, vollero mostrare a Maria SS. come, sebbene da poco la conoscono, pure l'amino di vero cuore

E costume di questi indii Bororos erigere nel mezzo del loro villaggio una capanna più grande delle altre che chiamano: Baemanagegeu o Bahyto, la quale non è altro che un tempio del demonio, io non saprei chiamarla con altro nome. Con cuore triste ed oppresso noi la vedevamo sempre frequentata, e pregavamo fervorosi il Signore che si degnasse in un giorno non lontano, estirparla da questa nostra Missione.

Per altro ci pareva impossibile il poter pensare ad un villaggio di selvaggi senza questa capanna centrale; e ci sembrava più facile che essi abbandonassero la Missione e si ritirassero nuovamente nel fondo delle foreste, prima di rinunziare a questo per loro inviolabile recinto. Quante e quante volte non ci domandavano: Quando ci sarà dato di poter togliere in mezzo a noi questa capanna?!

» Alla sera dell'antivigilia della festa, dopo che tutto era silenzio e tranquillità, mi recai ai piedi di Gesù in Sacramento, lo pregai di tante e tante cose, e mi venne l'ispirazione di proporre agli indii la distruzione di quella capanna....

La mattina dopo, celebrando la S. Messa, pregai e supplicai il Cuore SS. di Gesù e Maria SS. ad aiutarmi in quell'impresa. I nostri Cristiani erano tutti in cappella per recitare le orazioni e i non battezzati stavano fuori aspettando i loro compagni per andare al lavoro. Confesso la mia poca fede e la mia debolezza! Temeva non fosse accolta la mia proposta, temevo un disgustoso rifiuto e stava perplesso... Infine mi feci animo e parlai. Ciò che dissi, veramente non lo so. Ripetei quanto il Signore m'inspirava; chiesi loro quel trionfo di Gesù Cristo e della sua Santa Religione per amor della Madonna e vedendo che davano in esclamazioni di approvazione, li interrogai:

- Avete capito?! Siete contenti così?! Volete dunque che il Signore, nostro Dio, regni sovrano tra noi?

- Sì, sì, siamo contenti, lo vogliamo, risposero unanimi. Abbasso la casa del demonio! sorga la Croce di Nostro Signore!

Commosso al vedere quel loro entusiasmo, con forza esclamai:

- Se volete proprio più che il demonio non regni più tra noi, mano alle scuri ed al piccone e giù quel recinto di ogni male e poi fuoco!

Sì, bene, bene! fuoco, fuoco al Bahyto! fuoco al diavolo!

In quel momento si udì gridare anche al di fuori:

- Sì! abbasso il Bahyto, giù la casa del diavolo, fuoco, fuoco!...

Erano i non battezzati che avevano udito quanto aveva detto ai cristiani.

Ciò mi consolò maggiormente, e poco dopo tutti d'accordo contenti ed entusiasti si misero con energia al lavoro.... Quel tempio del diavolo era abbattuto ed una densa colonna di fumo si alzò da quell'ammasso di pali e paglia!...

Eravamo alla vigilia della Festa dell'Immacolata. Alcuni forti giovanotti andarono al bosco e tagliarono due grossi tronchi per fare la Croce, che alla sera era pronta.

Bello, sereno spuntò il giorno di Maria SS. Immacolata. Tutti i Cristiani con pietà esemplare si accostarono ai SS. Sacramenti. Vi fu Comunione generale ed otto di loro ricevettero per la prima volta la Santa Comunione: due bambini e sei adulti... Dai loro volti oh! come traspariva la gioia celestiale che provavano. Alcuni dei pagani vennero ad assistere alla cerimonia e commossi invidiarono la loro sorte!... Faccia il Signore che essi pure si decidano presto ad imitarli!

Dopo la S. Messa vi fu per tutti un po' di colazione coi fiocchi: anzi si fece festa in tutto il giorno. Verso sera ci radunammo nuovamente nella Cappella per la benedizione col SS.mo Sacramento, quindi ci portammo al luogo ove dovea erigersi il Segno della Redenzione, simbolo perenne del trionfo di Cristo su Satana.

Otto robusti selvaggi alzarono la pesantissima Croce e con entusiasmo la inalberarono e piantarono al luogo prefisso. Io la benedissi secondo il rituale, poi m'inginocchiai e la baciai. In quel momento la nostra banda di musica ruppe il silenzio, e le allegre note aggiunsero nuovo entusiasmo. Tutti, ad uno ad uno si portarono a baciare il legno benedetto.

A me pareva un sogno! Dissi alcune parole di occasione che ascoltarono attenti ed essi, appena ebbi finito, diedero sfogo all'entusiasmo che tenevano compresso nel cuore gridando:

- Viva Gesù Cristo! Viva Maria Immacolata!

Chiudo questa mia, rev.mo Padre, col narrarle un piccolo fatterello, che nella sua semplicità mi commosse e mi fece toccar con mano come la grazia di Dio trionfi in questi cuori. Secondo i desideri del regnante Pontefice Pio X, noi procuriamo d'istruire questi poveri selvaggi, perchè tutti possano frequentare il più possibile la S. Comunione e già tutte le domeniche e feste abbiamo la consolazione di vederli accostarsi ai Santi Sacramenti ed alcuni alla Comunione quotidiana.

Il giorno di Maria SS. Immacolata ammisi alla Ia Comunione un bambino sui 5 anni. Cara ed innocente creatura! Era giusto che il buon Gesù prendesse possesso di quell'anima bella! Quando lo chiamai per esaminarlo se proprio intendeva bene l'atto che stava per compiere e se io ve lo poteva ammettere tuta conscientia, mi si presentò allegro e tranquillo ed io fingendo di non sapere il perchè della sua venuta, gli dissi:

- Cosa vuoi? Perchè sei venuto qui da me?

Ed egli sorridendo:

- I taiddu racaguroga Jesùs poghi Migera menu modde i taddadugi codde i roinna. Io desidero molto che Gesù venga dentro di me perciò venni qui.

Sorpreso da tal franchezza, un po' serio continuai:

- Ma tu sei ancor molto piccolo, non puoi fare la Comunione, ancor non capisci bene tutte le cose.

Egli mi guardò cogli occhi gonfi di lagrime e piangendo soggiunse:

- Mare i taiddu racogurogare ricioddo, bocua innodo tabo ittaidure Gi. Ma io lo desidero molto, e lo desidero fin d'ora piccolo come sono! Padre! aki acagore Jesus aidu racogurogaie boe etore, cogurei, dati tabore care, Kiari modducará i! Padre, tu hai detto che Gesù vuol molto bene ai piccolini; perciò Gesù mi vorrà.

- Ma perchè desideri tanto Gesù?

- Perchè egli venga nel mio cuore e rimanga con me per mantenermi buono, affinché il demonio non venga a mettersi dentro di me!....

Gli feci ancora altre domande, alle quali rispose sempre mirabilmente, finchè vedendo le molte mie obbiezioni, si mise nuovamente a piangere in modo che non poteva più parlare.

- Mio caro! gli dissi allora: lascia di piangere; sì! te lo darò il buon Gesù, sta' tranquillo. Dimmi solo una cosa: perchè Gesù desidera di venire dentro di noi?

- Per liberarci dal demonio e condurci poi in Paradiso.

Tal risposta mi parve un'ispirazione del cielo; forse il suo angelo custode parlava per lui o glie la suggeriva!...

Ah! intendessero tutti i cristiani tal grande verità, e sentissero tutti nel loro cuore quei sentimenti che sentiva questo povero figliolino di poverissimi selvaggi!...

In fascio.

REP. ARGENTINA

I bisogni del Neuquén e del Chubut.

Il carissimo nostro Confratello Don Domenico Milanesio ci manda da Junin de los Andes queste notizie

Alla nostra modesta mensa siede talvolta un antico patriarca della razza indigena, dal volto ruvido e abbronzato, chiamato Ildefonso Llaituqueo; conta 74 anni di età, sa leggere e scrivere, e ciò che più importa, è un fervoroso riestiano. Il suo zelo lo muove spesso ad uscire di casa, e allora, approfittando della solitudine, piega le sue tremole ginocchia al suolo e nella densa oscurità di un bosco recita le sue prolungate orazioni a profitto dell'anima sua. A chi, spiandolo, gli chiede perchè dica tante orazioni, risponde che all'età sua conviene prepararsi alla morte perchè non sa dove questa lo può sorprendere. Quantunque povero e sfinito di salute, la sua fede gli suggerì i mezzi di edificare, aiutato dai vicini, una piccola cappelletta accanto alla sua casuccia, dove i Salesiani vanno di tanto in tanto a visitare quell'incipiente cristianità indigena, per prepararli a ricevere i SS. Sacramenti.

Qui si fa quanto si può per ridurre alla pratica il desiderio di Papa Pio X circa la Comunione frequente e quotidiana. Ogni giorno nella nostra umile Cappella si distribuisce la Santa Comunione a 30 o 40 persone. Voglia il buon Dio concederci che esse aumentino!

Ora stanno a buon termine i lavori d'un canale d'acqua destinato ad irrigare questa bella e fertile pianura. Io stesso a petizione del popolo ho creduto conveniente prender parte attiva a quest'opera, destinata a dar vita all'incipiente borgata, centro della vastissima zona manzanera, senza dubbio la più fertile del territorio del Neuquén. Speriamo che malgrado il clima un po' contrario pei suoi capricciosi cambi non si tarderà a vedere belle praterie e campi coperti di bionde messi, una volta che i canali la irrighino.

Giorni fa sono partiti di qua gruppi di lavoratori, mandati da noi per fabbricare centomila mattoni col fine di erigere la nuova Chiesa in San Martin de los Andes, con alcune stanzette per residenza del Cappellano. San Martin dista 27 miglia da Junin de los Andes; ha una popolazione di circa 3 mila anime, con prospettiva di aumentare ogni anno più. Sarebbe assai conveniente fondarvi un collegio maschile e un collegio femminile, perché sarà ben poco il frutto che si spera ricavare senza l'educazione religiosa della gioventù.

Ecco un nuovo campo per lo zelo dei nostri Cooperatori! Chi credesse che tutti questi popoli son già ridotti alla fede ed alla vita civile si sbaglierebbe grandemente; poichè, fatte poche eccezioni, quassù la maggioranza della popolazione è costituita dall'elemento indigeno e da chileni di frontiera, di cui alcuni son ancora infedeli e tutti assai bisognosi di istruzione religiosa e civile. Noi siamo in attesa di personale, essendo moralmente impossibile che tre soli sacerdoti possano attendere a tanto: scuole maschili e femminili, parrocchia e missione per le campagne. Ricordo di passo che il territorio dei Neuquén sebbene non contiene più di 28 o 30 mila anime, queste si trovano sparse in una superficie di più di cento mila chilometri quadrati. E non vi sono che due nostre case: quelle di Chosmalal e Junin de los Andes. Due nuovi Missionari per Chosmalal e due altri per Junin sarebbero appena sufficienti. Anzi in quest'ultima località ci sarebbe anche bisogno di un buon maestro.

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Il Missionario Don Fortunato Giacomuzzi scrive da Trelew in data 6 aprile

Sul finire di gennaio lasciai Neuquén e Roca (Rio Negro) per venire a Trelew e Gaimàn (Chubut). In Neuquén solo da ottobre in qua si trova un Salesiano, sacerdote, che deve attendere alla Chiesa della Capitale (2 mila anime), alle carceri (86 detenuti), alle Associazioni di S. Giuseppe (35 soci), dell'Apostolato dell'Orazione (52 socie), della Compagnia di S. Luigi (41 soci); alla popolazione o cittadina di Cipolletti (3 mila anime) con difficile comunicazione. Resta eziandio a suo carico la cura d'anime di Cuenca Vidal e « Contralmirante Cordero », di « Construcción », « Semillosa », « Zapala », ed altre popolazioni, fino a 187 km. di distanza.

Ora il povero sacerdote ottenne in aiuto un salesiano coadiutore più che sessantenne!

In Roca, quattro Sacerdoti ed un coadiutore devono far fronte ad un collegio di cento alunni, alla cura spirituale del Collegio delle Figlie di Maria Ausiliatrice, alla Parrocchia di Roca antico, alla Chiesa di Roca nuovo (a una lega), alla Chiesa di Allen (2 mila anime), e dar missione continua ai quattro punti cardinali ed intermedi fino a duecento leghe, a molte associazioni e compagnie, alla propaganda della buona stampa e con una mancanza di mezzi da abbattere il più invitto coraggio. Ma Dio benedice il lavoro e la messe cresce insieme coll'attività dei Missionari, disposti a cadere sulla breccia pur di salvare molte anime.

Qui nel Chubut non si sta in migliori condizioni. In Rawson (Capitale) si ha Collegio d'Arti e Mestieri, con tipografia che pubblica il settimanale « La Cruz del Sur », il Convitto, il semiconvitto e un esternato, la parrocchia di 2000 anime, la cura spirituale della Chiesa e collegio delle Suore, l'Ospedale, il Carcere nazionale e varie Associazioni, infine una Scuola Agricola; e tutto questo a carico di quattro Sacerdoti e due Coadiutori.

In Trelew siamo tre Preti con parrocchia, Collegio per esterni, un Circolo cattolico per adulti, la Compagnia di San Luigi per giovani, la Società di S. Vincenzo de' Paoli per signore (questa in formazione), più dobbiamo attendere nello spirituale alle Suore e loro fiorente collegio, alla popolazione di Puerto Madryn (a 75 km. di distanza), ed alla popolazione di Gaimàn (a tre leghe di distanza). L'elemento è, nella sua maggioranza, protestante.

Vari, che dovrebbero essere cattolici, sono gli eresiarchi moderni che tutto deridono, tutto negano e colla loro condotta, i loro giornalacci, e stampe corruttrici e discorsi licenziosi, gettano a terra la morale e fanno dell'empietà un vanto ed un dovere. Basta praticare un solo dei doveri cristiani, per essere da loro vessati in mille guise. Non diremo qui « messis quidem multa » ma consideriamo dette a noi le parole « ecce constitui te... ut evellas, et destruas, et disperdas, et dissipes, et aedifices, et plantes ». Ci vorrebbe una diffusione di buona stampa su vasta scala, ma non abbiamo risorse neppur pel decoro del culto.

Voglia Maria Ausiliatrice inspirare qualche benefattore affinchè ci aiuti a por mano ad opere sì urgenti per la salvezza delle anime!

L'amoroso nostro Divin Salvatore che morì in croce per la comune salvezza benedica e compensi largamente tutti i nostri benefattori.

Sac. Giov. Bosco.

IL CULTO di Maria Ausiliatrice

Richiamiamo l'attenzione dei benemeriti Cooperatori e delle benemerite Cooperatrici sulle pagine interne di questo numero che rinnovano l'invito a cooperare ad un'opera santa e indispensabile quale è quella dei restauri del Santuario di Maria Ausiliatrice in Torino ed insieme offrono loro un mezzo semplice per farlo generosamente.

Pellegrinaggio spirituale pel 24 corrente.

Ricorrendo il 24 corrente il VII° Anniversario dell'introduzione della Causa del nostro Venerabile Fondatore, supplicheremo umilmente Maria SS. Ausiliatrice ad affrettare il giorno in cui Egli sia innalzato all'onore degli altari!

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Echi della festa titolare.

L'Ottavario iniziato, come dicemmo, con i più belli auspici mercè l'arrivo dei Pellegrini Spagnuoli proseguì con grande fervore richiamando ogni giorno sotto le volte del Santuario numerose schiere di forestieri e specialmente di Torinesi, bramosi di accostarsi alla S. Comunione all'altare di Maria SS. Ausiliatrice.

L'ultimo giorno di maggio, solennità di Pentecoste ed ottava della Festa Titolare, il Santuario accolse in gran pompa il numeroso Pellegrinaggio della parrocchia di Bagnolo Piemonte della Diocesi di Saluzzo. Erano circa cinquecento persone, che suddivise nelle varie associazioni fiorenti in quella religiosa parrocchia, sotto la guida dei loro zelanti sacerdoti si accostarono in gran numero ai SS. Sacramenti, ascoltarono la santa Messa e la fervida parola del loro zelantissimo parroco Teol. D. Giov. Battista Cavallotti, ed assistettero anche alla messa solenne.

Nel pomeriggio, alla funzione di chiusura, il Santuario presentò di nuovo il più imponente spettacolo, reso più suggestivo dal canto del Te Deum per tutte le grazie e per tutti i celesti favori ottenuti dalla Vergine Ausiliatrice.

Pellegrinaggio Apuano.

Il 20 giugno u. s. giungevano a Torino dai piedi delle Alpi Apuane e si recavano in corpo al Santuario 300 pellegrini della diocesi di Massa Cassara, guidati dal loro zelante Pastore, il nostro amatissimo Mons. Marenco. Sulla piazza li accolse colle sue note festose il nostro concerto nella Basilica li attendevano gli alunni studenti, e Don Trione, a nome del sig. Don Albera, diede loro dal pulpito il benvenuto, ringraziandoli di aver voluto pellegrinare a Valdocco in sì gran numero e tanto divotamente. Com'ebbero ricevuta la benedizione col SS. Sacramento, impartita pontificalmente dal loro Vescovo, i buoni pellegrini, tra cui spiccavano molti sacerdoti, si sparsero per l'Oratorio visitando con grande interesse le scuole professionali e le ca merette di Don Bosco, indi si portavano alla Basilica della Consolata ed alla Cappella della S. Sindone. Partivano all'indomani alla volta di Lourdes.

Mentre rinnoviamo sentiti ringraziamenti ai promotori del Pellegrinaggio Apuano e ci rallegriamo di nuovo coi singoli pellegrini, ci anguriamo di cuore di vedere in quest'anno accorrere ai piedi di Maria Ausiliatrice numerosi pellegrinaggi da ogni parte.

GRAZIE E FAVORI

IMPONENTE PLEBISCITO DI GRATITUDINE.

Vorremo disporre di molte pagine per offrire ai lettori un'adeguata idea dell'affettuoso slancio, con cui venne celebrata quest'anno in molti luoghi la festa di Maria SS. Ausiliatrice e delle grazie singolari colle quali la Vergine Benedetta si degnò gradire l'omaggio dei fervorosi divoti.

Rimandando al prossimo numero una prima rassegna delle feste celebratesi, ci affrettiamo ad accennare alcune grazie meravigliose concesse nella passata solennità dalla nostra dolcissima Madre.

A Randazzo, ove il 24 maggio u. s. in pegno di riconoscenza per i numerosi favori ottenuti, venne - come diremo - solennemente incocoronata la statua di Maria SS. Ausiliatrice venerata nella chiesa annessa al Collegio S. Basilio, vestito da angioletto, con passo fermo e in lieto sembiante fu visto prender parte alla processione davanti il santo simulacro un fanciullo collegiale, che pochi giorni prima giaceva moribondo per una maligna polmonite, ed aveva ottenuto la grazia della guarigione dopo la novena che i compagni di Collegio avevano fatto per lui a Maria SS. Ausilaitrice.

Da Gualdo Tadino ci scrive il direttore del nostro Collegio Convitto, prof. Don Giuseppe Isnardi : « Avevamo stabilito di fare solennemente la festa di Maria SS. Ausiliatrice e la chiusura del mese mariano il giorno 4 di giugno. Monsignor Roberto Calai Marioni, Vescovo di Esbon e nostro primo benefattore, aveva promesso di venire a pontificare nella cappella dell'Istituto. La mattina del giorno 3 ci fa avvertire che con suo rincrescimento non può più venire, perchè colto da artrite. Durante il pranzo ne avverto gli alunni, che ascoltano la notizia con manifesto dispiacere, ed aggiungo:

» - Se desiderate ch'egli venga, andando in cappella dopo pranzo per la visita, direte a Maria Ausiliatrice che, se vuole la Messa pontificale alla sua festa, guarisca il Vescovo

» Giovedì mattino (4 giugno) per tempo Monsignor Calai mi manda a chiedere a che ora può essere la funzione, poich'egii sta bene e verrà. Do agli alunni la lieta notizia, che accolgono tra gli applausi e i viva Maria Ausiliatrice! Monsignor Roberto Calai nella chiusa dell'accademia la sera della festa confermava la notizia della grazia ricevuta, aggiungendo ch'egli si era sentito guarito il giorno innanzi alle ore 13, l'ora in cui gli alunni erano in chiesa per la visita. Mi pare un dovere di gratitudine il farne cenno sul Bollettino. »

Dal Collegio Pio IX di Buenos Aires il sig. Ezio Dassatti ci manda la seguente lettera: « Fui colpito da un attacco cerebrale che mi ridusse in fin di vita. Il medico, chiamato in fretta, disse che il caso era gravissimo e che non si poteva applicarmi rimedio alcuno. Un altro medico, venuto poche ore dopo, dichiarò perduta ogni speranza e che non sarei vissuto più di quattro o cinque ore. I superiori del Collegio, visto che nessun aiuto umano mi avrebbe salvato, invocarono quello divino. Mi impartirono l'Estrema Unzione e la benedizione di Maria Ausiliatrice, mi raccomandarono anche alle preghiere degli alunni, e il sig. Direttore fece a mio nome una promessa alla Madonna.

» Era quasi trascorso il tempo fissato dai medici, e gli astanti vedendomi cogli occhi vitrei, la pupilla insensibile alla luce, il petto convulso, il polso intermittente, aspettavano la mia fine da un minuto all'altro. Ma la Madonna invocata con tanta fiducia non lo permise! con meraviglia di tutti il respiro si fece più regolare, poche ore dopo io era fuori di pericolo, ed oggi 24 maggio sono completamente guarito.»

Nell'Isola di Menorca - ove la divozione a Maria Ausiliatrice è divenuta popolarissima - si desiderava da tempo la pioggia: erano più mesi che non cadeva una goccia d'acqua. Il 24 u. s. esce dalla nostra chiesa di Ciudadela la processione di Maria Ausiliatrice, non solo per onorare la Vergine ma anche per scongiurarla a concedere la pioggia sospirata. Era una giornata stupenda. Appena il sacro corteo fu di ritorno, ecco che si oscura il cielo e cade una pioggia così abbondante che con profonda tenerezza da tutti si benedice e si acclama la bontà di Maria Ausiliatrice.

Torino, 21 giugno 194.

La Redazione.

Rivarolo Ligure -Certosa. - Oh quanto è buona Maria SS. Ausiliatrice e come sollecita soccorre i suoi divoti ! Da ben 18 mesi soffrivo dolori atroci ad una gamba, e nonostante l'applicazione dei rimedi suggeritimi da valenti dottori, non sperimentavo miglioramento di sorta. Feci tosto ricorso alla Vergine Benedetta e al Ven. D. Bosco con una fervorosa novella. Terminata la prima, ne' incominciai una seconda in ringraziamento, ed oh prodigio ! subito mi sentii perfettamente guarita!

23 aprile 1914.

FERRANDO MARIA.

Padova. - Mio marito fu colpito, il settembre scorso, da due malattie mortali, che lo ridussero in fin di vita: a giudizio dei dottori curanti, non vi era più speranza di guarigione. Il corso della malattia fu lunghissimo e penoso oltre ogni dire, e l'ammalato più volte ebbe sintomi che facevano temere della sua esistenza, dimodochè ricevette tutti i conforti della nostra Sauta Religione.

Ricorsi allora con vivissima fede a Maria SS. Ausiliatrice; feci una novena in suo onore e promisi di pubblicare la grazia, qualora fosse stato ridonato alla mia famigliola perfettamente guarito. Oh! non invano ricorsi all'Ausiliatrice! Con immenso stupore, per il progredire meraviglioso del paziente il medico stesso ebbe a dichiarare la guarigione un miracolo.

Mio marito ora è perfettamente sano. Sieno rese vivissime grazie alla Vergine Ausiliatrice!

7 aprile 1914.

ELISA POLLEDRI-B.

Modica. - Ero già inferma da parecchio e le cure apprestatemi dai miei buoni figliuoli sotto la guida dei medici più valenti della città, non approdavano a nulla. Una nefrite violenta sopravvenuta agli altri malori ridusse così malconcio il mio organismo già logoro, che i medici non mi davano che pochi giorni di vita. In quell'ora disperata mi rivolsi con tutta l'anima a Maria Ausiliatrice, e la pregai che volessse risparmiarmi ai miei figli ancora piccoli e bisognosi di cura. E la buona Madonna di Don Bosco, con una rapidità che ha del miracoloso, esaudì la mia preghiera, ed io sono ora bell'e guarita con grande stupore dei medici che avevano pronunziata la mia sentenza di morte.

11 maggio 1914.

CONCETTINA JOROIDE.

Diano d'Alba. - Ringrazio con tutta l'anima Maria SS. Ausiliatrice per avermi guarita da un male maligno all'osso della gamba destra, per cui da medici distinti si riputava necessaria l'amputazione, ed inoltre per avermi liberata da tosse tubercolare. Straordinarie sono le grazie ottenute; ed eterna sarà la mia riconoscenza verso Maria SS. Ausiliatrice che terrò sempre quale mia speciale Avvocata.

Marzo 1914.

V. M.

Id. - Mia figlia, Marchisio Anna, ebbe la risipola dopo cui sentì un mal d'orecchi che non le permetteva di riposare nè giorno nè notte. Dopo lunghe cure il male cessò, ma la bimba rimase quasi sorda con gran pena mia e di suo padre. Angosciata per la disgrazia della mia figliuola promisi di far celebrare una Messa di ringraziamento e di render pubblica la grazia, se la mia Anna avesse acquistato l'uso dell'udito. E la grazia straordinaria, lo dico a gloria della Vergine, mi è stata pienamente concessa.

28 aprile 1914.

ROSA MARCHIsIO.

Ottennero pure grazie da Maria SS. Ausiliatrice e alcuni pieni di riconoscenza inviarono offerte per la celebrazione di .S. Messe di ringraziamento, o per le Missioni Salesiane, o per le altre Opere di Don Bosco, i seguenti:

A*) -Abbadia S. Salvatore: N. N., 3 - Abbadia sopr'Adda : B. N., i -Albano Bagni : B. C., 2 - Acquacarica del Capo : U. C., 5 - Acquaviva d'Irsenia : O. N. C. - Acqui : Cristina Chiappero in Timossi, 5 - id.: Giuseppina Gotti, 5 - Aglie' Maria Mautino, Maestra, 5 - Ayas : Virginia Fournier, 5 - id.: Pietro Chadel, 5 - id.: Giuseppe Villermin, 50 - Alba: Carlotta Peirano, 3 - Albo di Mergozzo : D. Gerolamo Bucciotti, Arciprete, 1o - Alice Castello : Giuseppe Solisoglia - Altavilla Salentina: B. R., 5 - Alzano Maggiore: A. R., 2 - Andorno Cacciorna : B. S. - Aosta : D. Chattel Parroco, io - Aramengo : N. N., io - Aranco Sesia :.Maria Fila, 5 - id.: Luigia Micheletti, 5 - Arcumeggia : N. N. - Assemini : T. P., i - Asso : Maria Vanoni, 2 - Asti : Secondo Pavese, 5 - Avolasca : R. G., i - Avuglione : Adelaide Pavesio - Avugnone di Vernone : G. D., 2.

B) - Badalucco : A. R., 2 - Bagnatica : Gaetano Scorpellini, 2 - Baragiano : D. I. - Barbariga -N. 0., 3 - Barberino di Mugello : C. T. - Barcellona Pozzo di Gotto : M. A., i - Bardonecchia F. G. - Barone Canavese : Famiglia Defilippi, 5 - Bassano : Elisa Luciani, io - Bastida Pancarana : Maria Malerba in Castagnoli, 5 - Bedero di Valcuvia : R. A., i - Benevagienna : Felicina Oporti, 15 - Berazio : Secondo Boldini, Maestro, io - Bereguardo : A. S., io - Bernezzo : Maria Serra, 2 - Berzano di S. Pietro : O. R., i - Berzo di S. Fermo : N. N. - Bibiana : Maria Ramello, 5 - Biella: Adele Magliola in Poma, io - Bienza: Titina Paternoster, 7.60 - Bizzozzero : T. U., i - Bobbio Pellice: M. G., 15 - Bognanco Dentro A. A. - Borgo Collefegato : A. G. - Borgomanero Giuseppina Zerboni, 15 - Borgonovo di Val Tidone : F. R., io - Borgo Panigale : N. N. - Bosconero : Catterina Moretto - Brandizzo : Coniugi Mesote, 5 - id.: O. A., 2 - Bricherasio : Caterina Gerlero, 5 - id. : Francesco Bosio - id. : Giovanni B. Ghilardi - Brindisi di Montagna; G. M., 5 - Brognaturo : T. M. - Brooklin : Rosa Schenone, 3; - Brusaschetto : A. T., 2 - id.: Brusasco : Coniugi Arietti, 7 - id. : N. N. 2 - id.: M. V. -- Brusco N. N., 2 - Brusimpiano : D. R. - Bruzolo : Maria Guglielmetti, io - Buonalbergo : C. O. - Busca : N. N. - id.: Luigia Garino, i - Bussolengo R. B., 2 - Buttiglliera Alta : G. M., i.

C) - Cagnano Amiterno : N. N. - Calopezzati G. D. R. - Caltavuturo : Pierina Cirrito, i - Camino Monferrato : Ermenegilda Bertiglia, 2 - Camnago Volta : P. A., 2 - Campiglaa Marittima A. M., io - Cannobbio: Lucia Mortarotti, io - Cappadocia : A. R. - Cappella Maggiore : Giovano Sonego, 5 - Caprarica di Lecce : O. T., 5 - Caramagna Piemonte : Sorelle Becchio - Carmagnola Anna Solavaggione V. Cavallero, 2 - Caresana Francesco Greppi, 50 - Casa Castalda : Genesio - Bensi, 2 - Casale Monferrato : Teresa Ferraris - Caselette : Rosina Sanguinetti - Casleno : Adelaide Gandini, 5 - Castagnole Lanze : Maria Comune, 5 - Castell'Alfero: G. G., 3 - Castelleo di Suasa : Maria Buccelletti, 5 - Castellina Mavittima : O. N., 2 - Castelluccio in Verrino : R. O. - Castelnuovo d'Asti: Lorenzo Aiassa, io - id. : S. G. - Castel S. Pietro Monferrato: Metilde Opezzo, 3 - id.: Ernesta Calvi - Castiglione Chiavarese : S. A., io - Cavazuccherina : N. B., i - Cercemaggiore : N. N. - Cerchiara Calabrese B. V. - Chiavrie : Battista Croce - Chiavavi Maria R. de Canessa, io - Chiusa di San Michele Ettore Borello, 5 - Chiusano di S. Domenico : B. A., i - Chivasso : Giovanna Rosso, 3 - Cianciana A. T., i - Ciriè : Corgiat e Defilippi - id.: Famiglia Chiado, 15 - Cisterna d'Asti: R. G., 40 - Cocconato : Teresa Marchese, 3 - id. : Giuseppina Sartoris, 5 - id.: Maggiorina Moiso - Concesio Valentino Guadagnini, Segretario Comunale, 25 - Corciago : Luigia Ferrini, 5 - Corio Canavese Michele Salot - Cornigliano Ligure : N. N., io - Cornegliano d'Alba, 50 - Coesione : Antonio Cico - Courmayeur : E. B., 5 - Cozzo Lomellina : Antonio Bertolone, 25 - Crema : D. Mario Scanagatto, 5r - Crescentino : Carlo Bollo - Cuneo : F. G., 5.

D) - Darfo : Avv. Giuseppe Bontempi, 50 - Diano Arentino : N. N. - Dogliani : N. N., 2 - Dolceacqua : A. R. - Domus Novas Canales : A. C. P., 5 - Duemiglia : D. O.

E) -Empoli : D. M., 5 - Eudenna : A. A., i - Enemonzo : D. G., 2 - Erbè : Teresa Panini Finolli, 7 - Escalaplano : N. N., 2 - Esterzili : B. M. - Etroubles : G. B., r5.

F) - Fabbrica Durini : A. N., i - Fermignano P. C., 2 - Feroleto della Chiesa : R. M. - Fiorano Modenese : N. N., io - Firenze : Luigi Galardi - Fontanile : G. D., 2 - Fordongianus : B. O. - Fusignano : Maria Baldi in Gagliardi, 5.

G) - Gabbiano Monferrato: Luigi Capretto - id.: Emma Cantamessa - Gagliano Castelfervato: N. N. - Gambellara : N. N., 6o - Garbagnate Monastero : N. N., io - Garessio : Maria Roasio, 3 - Gattinara : P. A., 7 - Gessopalena : N. D., i - Ghislarengo : G. O., r - Giuliano di Campagna N. N. - Gondona : Clementina Guglielmona, 5 - Gorgonzola : N. A., io - Gricignano di Aversa : A. B. T., 2 - Gropello Cairoli : S. Spagnoli - Grumello Cremonese : A. T., 2 - Guardabosone : A. R. - Guardiagrele : Clementina Bucceroni in Polmerio, 2 - Guardia Sanframondi : M. A., i - Guspini Rosina Fanari, 3.

I) - Imbersaggo : D. Luigi Mari, 11 - Introdacqua : N. N. - Isili : Catterina Moi in Orru, io - Isola Buona : N. P., i - Isola Caporizzuto : G. D. R. - Isola S. Antonio: G. M. - Ivrea : Maria Fornero, io - id. : Maria Panier, 5 - id.: N. N., 5.

L) - Lacchiarella : T. R. - Lardirago : O. A., 5 - Leonessa : B. M., io - Linera di Alice Belcolle Cristina Tarditi - Livorno Vercellese: Maddalena Datrino - Locarno (C. T.): Una madre, 2 - Locate Bergamasco : R. C. - Lodi : Teresina Baroni, 5 - Lodivecchio : Pietro Acquistapace, 6 - Loreto Aprutino : D. Luigi Di Vestea, Abate, 7 - Lugnano : Giuseppina Ruggeri ved. Marra, 8 - Lugnano di Villa Troiana : Z. A.-Lumezzane Pieve A. G. M. - Lurago d'Erba : Giacomo Canali e consorte, i 5, per segnalatissima grazia da Mar a Ausiliatrice e dal Ven. Don Bosco, colla fiducia di essere ulteriormente benedetti - Luserna S. Giovanni : L. Baronetto, 5.

M) - Muccagno Inferiore: N. N., 2 - Maggianico : D. M., io - Magliano in Toscana : N. N. - Maissana : D. G. - Marene : Catterina Rinero - Mazzarino : Annina Alberti in Vilardita, 4 - id. N. N., 5 - Megliadino di S. Vitale : A. R. - Meina : Catterina Omarini, 6 - Melpignano A. R. - Mendatica : T. B. - Mercenasco : O. G., 5 - Milano : Maria Panora - Minervino Murge S. N. - Minturno : M. P., 5 - Modena : D. Callisto Barbolini, 5 - Modica : N. N. - id.: A. M.

V.—5 - id.: M. N. - Molini di Colognola : M. C. - Molvena : N. N., 5 - id.: N. N., 5 - Mombaruzzo : Domenica Pavese, 3 - Mompantero : T. R. - Moncalvo : Elisabetta Barberis, 5 - id. Maria Cassoni, 2 - Mondovì Piazza : C. M. - id. Guglielrna Balbo, io - id.: M. O. G. - Montefalcone Appennino: B. S., i - Monfestino : Marianna Bartolocelli, 3 - id.: Toni Marianna, 3 - Montanaro : Clara Candida, 3 - Montevarchi Pietro Nepi, 5 - Montezemolo : A. A. - Morbello : Anna Rosa Dama ved. Nervi, io - Mosso S. Maria : O. M.

N) - Nave : N. N., io - Negarine : B. M., i - Nembro : B. M. - Noragugume : A. T. - Novalesa : G. D. - id.: Rivetti - Noventa Padovana G. B. O. -Novi Ligure : Luigia Torjasetti - id. Teresa Ferlosio, 2.

O) - Oggebbio : M. R. - Oggiona : A. O. - Oleggio : Maria Bonini - id.: Donato Fortina, 2 - Olivetro Citra : G. N., i - Ollastra Simaxis : O. T. - Ollomont : S. F., io - Olmedo : D. N. - Orbassano: Francesco Concas-Concas, 3 - id.: Battista Contero - Ormea : N. N., 3 - Orsara Bormida : Catterina ved. Bianchi, 20 - Orzinuovi Maria Co, 2.

P) - Padola : Marianna De Martin-Pinter, 1 o - Padova: Giuseppina Pesavento in Costa, 5 - Palombara Sabina : A. B., io - Pancalieri : A. L. - Pancarana : A. N. - Parona di Valpolicella : D. Massimino Graziani, Parroco, 4 - id.: Zelinda Caccia, 5 - Peccia : N. N., 20 - Pedergnaga : A. M., 2 - Pescocostanzo : A. I. - Pettinengo : Paola Oddone, 5,50 -Pietra Ligure :N. B., 5 - Poirino S. Barberis, 2 - id.: N. N. - Pollenzo : Giovanna Servetto -Pralormo : Giacomo Chiosso, 3 - Puerto Sauce (Brasile): Adolfo Boldrini, 75.

Q) - Quartu S. Elena : A. C. - Quinzano Veronese : A. H., 3 - Quittengo : N. N., 5.

R) - Racconigi : Maddalena Alessio, 5 - id. Carlotta Giorgetti, 5 - Raccuia : A. G. - Radicondoli : A. F., 2 - Randazzo : Antonio Garagozzo - Rescaldina : A. E., i - Rhème Notre Dame A. D., io - Rivarolo : N. N., 5 - Rivoli : Enrichetta Moretti - Robbio Lomellina: Carmela Morelli - Roburent : Gerolamo Salvo, 2 - Roma Ida Magni, 5 - id.: Maria Marchesi in Viti- Roncate : Coniugi Belloni, 5.

S) - Salerno : Maria Rinaldo, 5 - Saluggia Grato Dellamula fu Giovanni, 9 - id.: Signora Crosio, i - id.: Brigida Vallino - Saluzzo : Paola Boarelli - id.: Coniugi Carlo e Catterina Marino, 5 - S. Albano : Pietro Cavanna. 2 - S. Alberto Pietro Cavalieri, 5 - S. Ambrogio sul Naviglio B. E., i - S. Benedetto Belbo : B. V. - S. Colombario Belmonte : B. D. - S. Damiano d'Asti: Carlotta Trinchero - S. Demetrio Corone : B. T., 4 - S. Desiderio : Luigi Comassi - S. Dorrà di Piave Dott. Pietro Perin, 30 - Sandrigo : D. Igino Canevaro, 2 - S. Ferdinando di Puglia : B. S., 3 - S. Floro: Raffaele Jannuzzi, i - S. Giorgio la Montagna : B. C., 5-S. Lorenzo in Campo : B. B. - S. Santulussurgiu : Marietta Manidda, 1 o - S. Maria Versa : Ernestina Bacci, 2 - S. Martino sulla Marrucina: B. A. - S. Martino di Roccaforte Ligure : Angela Doglio, 9 - San Maurizio : Maurizio Nepote - S. Pier d'Arena : Francesca Pallotti, 2 - S. Pietro di Morubio : Teresa Camagni in Isalberti, 5 - Santliià : Angela Cabri, 2 - S. Vito di Leguzzano : Giovanni Dell'Amico, 2 -S. Vittoria : Carlo Damilano, 2 - Savona : Attilio Acquarone - Scanzo: Giovanni Pezzotto, i2 - id.: Giovanni Battista Perrotto, 12 - Settimo San Pietro : 1.50 - Siracusa : Ch. Angelo Tumino, i - Somma Lombarda : Leopolda Perizzolli, 5 - Spezia : Clotilde D'Onofrio, io.

T) - Torino : Coniugi Pasquino per la guarigione del carissimo loro figlio Carletto - id.: A. P., 2 - id.: P. A., 6 - id.: B. R. M., 30 - id. N. N. - id.: T. R., 6 - id, : N. N., ioo - id. M. P. - id.: P. M. -id.: B. A., 1 - id.: T. C. -id.: C. A. - id.: M. A. -- id.: G. E., 4 - id. Agnese Accamo - id.: Irma Rosso, io - id.: Pacifica Dalmazzo, 5 - id.: Bourgiois, 14 - id.: Teresa Fissore - id.: Maria Nuvolone - id.: signora Crosetti, io - id.: Carolina Gilardi in Rossi, 5 - id.: Giovanni Nizzola - id.: B. studente in legge, i - id.: Francesca Riccardo - id. : Secondina Bonavera, i - id.. Orsola Ferrari - id.: Coniugi Pontiglio - id.: Clara Boetto - id. . Eugenia Fouletier - id.: Maria Buttafava, 2 - id.: Maria Morcia, 2 - id.: Giuseppe Coppo - id. : Cav. Amedeo Conti, 5o - id. : Emma Potenti, 5 - id. (Lingotto): Direttrice Asilo - id.: Giuseppe Rossetti - id.: Maria Zublena - id.: Maria Moglia, 5 - id.: (Pozzo Strada): Giulia Bosio - id.: Giovanni Iguerra - id.: Maddalena Berardo, 2 - id.: Angiolina Toso in Zorzoli, 20 - id.: Catterina Borello, 5 - id.: Angiolina Perotti, 5 - Tossignano : A. T., 2 - Tramonti di Sopra : A. V. Travacò Siccomario: A. U., 2 - Treglio : Assunta Olivastri in Carosella, 1o - id.: D. Giuseppe Venturini, io - Treviolo : Arcangelo Pisurti, 4 - Treviso : Rosalia Spera - id.: Ch. Vincenzo Amadio, i - Tricerro : Maddalena Ferraro - Troina Francesca Chiavetta in Polizzi, 50 - Tromello Rosa Camola, 5.

U) - Udine : Prof. Paolo Simonetti, io - id. B. R., 2 - Ugento : B. Q., 2 - Ussaramanna : A. S. - Ussolo : N. P., 5.

V) - Valdidentro : Celeste Urbani, 5 - Valfenera : A. O., 1o - Vallo della Lucania : A. A. - Valle Salimbene : B. P. - Varazze : Caterina Oderigo, 2 - id.: Maria Ciarlo, 5 - id.: N. N., 5 - Vecchiano : B. O. -- Velazzo Lomellina : A. R. - Venezia : Angela Finetto, 5 - id.: Ida Viganò in Barbieri, 5 - Vercelli : Giovanni Ferraris - Vermezzo : A. P., i - Verolavecchia : B. L. - Verona Francesca Perusi, 3 - id. : Giovanna Forante, 5 - Verrua Savoia : Stefano Pescina - Verrua Siccomario : B. N., io - Vestena Nova : B. M. - Vezza d'Alba: Barbara Durando - Vigliano d'Asti Luigia Alciati, 3 - id.: Massimo Alciati, 7 - Vignale Monferrato : Santina Ruselrena, 6 - id. Carolina Negri, 1.50 - Villacidro : B. I. - Villa Collemandina: B. H., 3 - Villafranca Padovana: A. A. - Villalvernia : Maddalena Ferretti, 2 - Villastellone : Francesca Appendino - Villarbasse A. O. - Villardora : B. G.

NOTE e CORRISPONDENZE

A Valdocco.

Anche quest'anno la consueta dimostrazione di riconoscente affetto all'amatissimo nostro Rettor Maggiore venne trasferita dal 24 al 28 giugno. Ne daremo conto nel prossimo numero.

IL XXV Pellegrinaggio Eucaristico.

Si terrà a Lourdes dal 22 al 26 di questo mise e per il luogo così pieno di sante memorie e di prodigi operati da Gesù Sacramentato e per il numero di pellegrini che vi accorreranno (hanno promesso il loro intervento oltre duecento Vescovi) si spera abbia a riuscire più grandioso ed imponente di tutti i Congressi prevedenti.

Memori degli insegnamenti del Ven. Don Bosco, noi preghiamo con fervore e questo fine e fin d'ora aderiamo con entusiasmo a tutte le deliberazioni che si prenderanno, perchè il Culto della SS. Eucaristia si propaghi sempre più in mezzo al popolo cristiano.

Vogliano anche i buoni Cooperatori e le pie Cooperatrici unirsi spiritualmente, ognuno di detti giorni, alle imponenti manifestazioni di fede e di amore che i congressisti di Lourdes daranno a Gesù Cristo ognor presente nel Sacramento dell'amor suo!

Dopo la Commemorazione DEL SERVO DI DIO DOMENICO SAVIO.

In occasione della Commemorazione di Domenico Savio, tenutasi nell'Oratorio di Torino, eminenti persone ecclesiastiche e laiche inviarono entusiasticamente la loro adesione. Ecco in quali termini si esprimeva il rev.mo Mons. Carlo Salotti, Avvocato presso la S. Congregazione dei Riti.

Roma, 14 aprile 1914.

Alla parola illustre di Mons. Radini-Tedeschi che mi fu caro e venerato maestro nell'azione cattolica, si aggiunga il mio saluto, modesto ed umile di fervido e convinto ammiratore di Savio Domenico, la cui vita esemplare, modello incomparabile pei giovani studiosi del secolo ventesimo, ebbi l'onore e la fortuna di far rifulgere dinanzi alla Sacra Congregazione dei Riti, affrettando così il giorno in cui il discepolo di D. Bosco, per consenso entusiastico di gioventù, per desiderio unanime di Vescovi educatori ed apostoli, per decreto sapiente della Santa Sede, riscuota sugli altari del Cattolicismno quel culto universale, fatto di preghiere e di venerazione, che ogni anima, innamorata d'una santità soavemente gioconda, già in cuor suo gli tributa.

Mons. CARLO SALOTTI.

Il pio e dotto Prelato sta attualmente compiendo lo studio più attento su tutte le memorie riguardanti Domenico Savio, comprese le autorevoli deposizioni dei testi che comparvero nel Processo ordinario per la Causa di Beatificazione, allo scopo di pubblicare una nuova Vita dell'angelico Allievo di D. Bosco. Il lavoro di Mons. Salotti sarà certo esauriente e rimarrà, insieme con la breve biografia scritta da Don Bosco, il più bel documento della virtù e della fama di santità di Domenico Savio.

- La Commemorazione detta da S. E. Rev.ma Mons. Giacomo Maria dei Conti Radini-Tedeschi, Vescovo di Bergamo, è stata data alle stampe.

- Molte riviste e periodici hanno parlato in questi mesi di Domenico Savio. Ricordiamo con piacere L'Eco degli Oratori, il periodico quindicinale che si pubblica in Milano a cura della Commissione Arcivescovile degli Oratori maschili; - la Voce dell'Operaio, il noto settimanale torinese, largamente diffuso ma non mai quanto merita; - l'Emmanuele, il Messaggere dell'Eucaristia e delle Opere Eucaristiche, in particolare della Pia Unione per la Comunione dei Fanciulli (Via S. Maria, 3 - Torino), che chiama il giovane Servo di Dio « un futuro protettore della 1° Comunione - l'Adolescenza, il caro periodico quindicinale per la gioventù d'ambo i sessi, edito dalla S. A. I. D. « Buona Stampa » di Torino, che pubblicò un bell'articolo con copiose illustrazioni; - la Piccola Opera dei foglietti volanti di Verona (Via S. Cosimo, 1), che dedicò un foglietto al giovane Servo di Dio.

La fama di Domenico Savio si estende largamente fra la gioventù anche fuori delle nostre case; citiamo il Circolo Savio Domenico inauguratosi nel settembre u. s. a Monigo (Treviso), con intervento di quell'Ecc.mo Vescovo Mons. Longhin.

Il Sindaco di Torino all'Oratorio.

Il giorno 3 giugno il Sindaco di Torino Senatore Conte Teofilo Rossi scese a Valdocco per visitare l'Oratorio. Ossequiato dai Superiori, con a capo il rev.mo sig. D. Albera, e dal Cons. Comunale cav. Prof. Piero Gribaudi, salutato dagli applausi degli alunni e dalle note festose del loro concerto musicale, venne condotto al teatrino. Qui un giovanetto delle scuole ginnasiali gli lesse un affettuoso complimento , e l'egregio cav. Gribaudi aggiunse una calda parola di omaggio a nome degli ex-allievi. Ringraziandolo della squisita sua benevolenza, rievocò sopratutto l'omaggio reso dal Municipio di 'forino a Don Rua il giorno della sua morte, e quello tributato recentemente a Don Bosco col votare il contributo di 20.000 lire pel Monumento.

L'Onorevole signor Sindaco sorse anch'egli e con uno splendido discorso ringraziò tutti della cordiale dimostrazione. Egli disse tra l'altro:

Quando varcando la soglia di questo istituto, udii le note festose della musica; quando attraversando i cortili, mi vidi fra due ali di giovanetti dal viso buono e lieto e schiettamente plaudenti; quando intesi la parola gentile del giovane che volle complimentarmi a nome di tutti i suoi compagni, ho sentito in me un sentimento vivo di profonda commozione che mi ha penetrato il cuore...

Venendo in mezzo a voi, io ho assolta un'antica promessa; e sono lieto di compiere forse l'ultimo mio atto ufficiale come sindaco di Torino, in omaggio a quest'Opera Salesiana che fa tanto onore alla nostra città

Io sento il bisogno di esprimere la mia ammirazione a tutti i vostri Superiori, specialmente a Don Albera, che con tanto slancio e con tanta carità sa diffondere la missione di Don Bosco e di Don Rua, continuando quella genealogia di grandi che io chiamo superiore ad ogni altra genealogia perchè l'Opera Salesiana si afferma sopratutto nelle menti e nei cuori...

Il Cons. Gribaudi ha voluto ricordare ciò che io ho fatto per Doti Rua e per Don Bosco. Non ho fatto altro che unirmi a quel plebiscito di ammirarazione mondiale che Don Bosco, quest'uomo che è tanto popolare in Italia come in America e in Africa, ha saputo suscitare attorno a sè. Io che ho veduto il meraviglioso estendersi dell'Opera sua in terre civili e non civili, non posso trattenermi dall'unire la mia parola nel rendergli omaggio... E il nostro tributo non fu tributo di denaro, tua fu sopratutto tributo di alta, di sconfinata ammirazione. La città di Torino è fiera ed orgogliosa dell'Opera Salesiana...

Vi ringrazio quindi dell'affettuosità della vostra dimostrazione cordialissima, della quale vedo il riflesso nei vostri sguardi, nei vostri volti...

E lasciate che faccia un augurio: l'augurio che si dissipino quei preconcetti che sono nella mente di alcuni, sicchè risplenda pieno il sole della verità, e da tutti si acclami alla Patria, alla Fede, alla Religione, a quella Fede dei nostri padri che è fattrice di civiltà in tutta la terra.

E faccio l'augurio che l'Opera Salesiana possa estendere le sue ali in tutto il mondo, a prò di ogni classe sociale, specialmente dei diseredati, a gloria della gran Patria Italiana e della nostra diletta Torino.

Un triplice applauso salutò le belle parole del nobile Senatore, che visitò poi le singole scuole professionali, dove i giovanetti tipografi vollero, sotto i suoi occhi, comporgli ed imprimere un umile omaggio, e i giovanetti legatori ultimavano la legatura dei due volumi della Vita di Don Bosco del Lemoyne, che il signor Don Albera gli umiliò in ricordo. Salì pure nella grand'aula di studio, e rivolse nuovamente agli alunni delle classi ginnasiali la sua facile ed elegante parola, spronandoli a trar profitto dagli esempi, che ricevono negli anni felici che trascorrono all'Oratorio.

Nel partire s'incontrò con Sua Ecc. Rev.ma Mons. Teodoro dei Conti Valfrè di Bonzo, Arcivescovo di Vercelli, che veniva a parlare al sig. D. Albera, al quale, com'ebbe cordialmente salutato l'esimio Prelato, rinnovò l'espressione della più alta compiacenza per la visita compiuta.

L'Em.mo Card. Bégin.

La mattina dell'8 giugno giungeva improvvisamente all'Oratorio Sua Eminenza Rev.ma il sig. Card. Ludovico Nazario Bégin, Arcivescovo di Quebec nel Canada, elevato alla sacra porpora nell'ultimo Concistoro. Lo accompagnava Sua Ecc. Rev.ma Mons. Michele Tommaso Labrecque, Vescovo di Chicoutimi.

L'Eminentissimo, dopo essersi brevemente trattenuto coi Superiori, visitò le scuole professionali e prima di partire fu ossequiato da tutti gli alunni studenti, che lo applaudirono con grande entusiasmo, nonché dal concerto musicale che eseguì vari pezzi. Alla soglia dell'Oratorio, attirati dalle note della banda, si era raccolto nel frattempo un centinaio di ragazzetti dell'Oratorio Festivo, i quali applaudirono anch'essi l'Eminentissimo Principe ed affettuosamente ne circondarono la carrozza per baciargli la mano.

Al zelantissimo Porporato, che nutre tanto affetto per Don Bosco e l'Opera Salesiana, rinnoviamo l'espressione riconoscente della nostra sudditanza.

Altri ospiti illustri.

In queste ultime settimane si recarono all'Orotorio anche le loro Ecc. Rev.me Mons. Francesco de Canapos Barrelo, Vescovo di Pelota

nello Stato di Portalegre (Brasile) ; Mons. Guglielmo Rojas, Vescovo di Panama, e Mons. Agostino Bennassi, Vescovo di Nictheroy o Petropolis. S. E. Mons. Vescovo di Nictheroy celebrò nel Santuario il 21 giugno insieme con S. E. Monsig. Giovanni Marenco, Vescovo di Massa Carrara, festeggiandosi S. Luigi Gonzaga; e nel pomeriggio, dopo la processione compiutasi colla statua del Santo nell'interno dell'Oratorio, impartì pontificalmente la Benedizione con Gesù Sacramentato.

Agli Ecc.mi Presuli rinnoviamo dell'intimo del cuore i nostri umili ossequi.

Una grave disgrazia.

Una nuova disgrazia ha colpito l'Opera Salesiana nel Chilì. Il 3 maggio alle ore 1,4o del mattino si scoperse un grande incendio nel Collegio Salesiano di Valdivia. Non ostante gli sforzi dei pompieri, collegio e chiesa furono interamente distrutti, ma grazie la presenza di spirito dei nostri, non vi fu nessuna vittima. Il Direttore, dopo aver diretto il salvataggio, sottrasse se stesso alle fiamme divoratrici calando da una finestra. Il Collegio aveva 250 alunni ed era assicurato per 70.000 pesos, mentre i danni salgono a 300.000 ! L'incendio si sviluppò inavvertitamente nella cucina... Non abbiamo altre notizie.

Cooperatori zelanti.

Apriamo questa nuova rubrica, nella quale ci proponiamo di additare il lavoro che alcuni zelanti Cooperatori, svolgendo tutto il programma della Pia Unione, compiono direttamente secondo lo spirito di D. Bosco, attorno quelle stesse opere cui attendono i Salesiani.

FRUGAROLO (Alessandria). - Ci scrivono e noi volentieri pubblichiamo : III Congresso Federale. - La domenica 17 maggio il nostro Parroco Teol. C. Cuttica, antico allievo dell'Oratorio, ci ha procurato l'onore e la gioia di una festa indimenticabile sotto gli auspici del Ven. D. Bosco. Il locale Circolo giovanile e Don Bosco » circondato da tutte le Società del paese e dalla onor. Giunta Comunale riceveva a fraterno convegno tutti i Circoli della Diocesi per il III Congresso Federale.

Fu uno spettacolo imponente e commovente il magnifico corteo di oltre trecento giovani raccolti intorno a 17 bandiere, inneggianti alla Fede, lungo le vie pavesate, tra una folla ammirante e plaudente.

Gli oratori della bella giornata di vita cattolica furono l'avv. Torriani, Presidente della Federazione Diocesana, l'avv. Armando Vacca, rappresentante del Consiglio Regionale e P. Filippo Robotti, nostro concittadino, ben noto conferenziere dei giovani universitari torinesi.

Il grande Apostolo dei giovani, la cui figura soave spiccava fra trofei di bandiere nel salone del Congresso e nel politeama ove si tenne il pranzo, deve avere esultato di compiacenza e benedetto quella simpatica riunione. E la benedizione di D. Bosco ha subito portato i suoi frutti. Il nostro Circolo, come frutto della festa, ha raddoppiate le sue file con nuove iscrizioni di baldi giovanotti che già stanno organizzando una fanfara. Così l'anno venturo speriamo prender parte alle Feste Centenarie in Torino per onorare D. Bosco coi nostri cuori e colle nostre trombe!

Tra i figli dei popolo.

Un'opera buona raccomandiamo vivamente ai Direttori degli Oratori e a tutti gli amanti della gioventù: la Lega dell'Angiolo Custode tra i fanciulli cattolici Italiani. È una sezione della Nuova Crociata (l'Associazione Cattolica Italiana contro l'alcoolismo, che propugna l'astensione assoluta da ogni liquore e l'uso moderato del vino o birra o sidro, solo durante i pasti). Il Santo Padre, addì 21 maggio u. s., ha concesso speciali indulgenze e grazie spirituali a tutti gli ascritti a simili associazioni.

Ma poichè per arrivare ad avere gli adulti temperanti domani , bisogna cominciare ad avere temperamenti o meglio astemi i ragazzi oggi - ai quali, secondo il parere concorde dei medici, il vino e l'alccool fanno sempre male - noi raccomandiamo caldamente la Lega dell'Angiolo Custode. Penetri essa negli Oratori e nelle Scuole e sarà una benedizione! Facilissimo ne è l'impianto; non occorre erigere propriamente una nuova associazione: essa può funzionare benissimo come sezione di qualunque compagnia e circolo già esistente.

Chi ne desidera lo statuto integrale, non ha che da chiederlo alla Presidenza della Nuova Crociata - Via Roma, 20, Torino.

S. BENIGNO CANAVESE. - Festa sociale. - La domenica 7 giugno, il Circolo Amedeo delle Lanze celebrò la sua festa sociale, alla quale intervennero numerose rappresentanze dei circoli : Martinetto, XV Maggio, Michele Rua, Auxilium di Torino, S. Guglielmo di Volpiano, Oratorio S. Giuseppe di Ivrea, Savio Domenico di Perosa Argentina, Vigilantes di Rivarolo, Sezione giovanile di Foglizzo e Re Arduino, la sezione ginnastica di S. Benigno.

La festività, svoltasi intimamente al mattino, acquistò imponenza all'arrivo delle rappresentanze che precedute dalla banda e dai bravi giovani del Circolo Amedeo, attraversarono il paese in solenne corteo, e si recarono in parrocchia per la messa cantata.

Nel pomeriggio, dopo la benedizione vi fu adunanza nella quale parlarono il rag. Chiambretto e il rev.mo Don Ricaldone. Quindi sulla piazza del paese la banda del Circolo eseguì uno scelto programma musicale, e chiuse poi la lieta festività con una recita drammatica egregiamente eseguita.

SONDRIO. - Nell'Oratorio di S. Rocco, alla presenza di Mons. Arciprete e di moltissimi genitori e benefattori, furono premiati i giovanetti dell'Oratorio e della squadra ginnastica, che maggiormente si distinsero per diligenza e disciplina. Alla cara festa parteciparono quest'anno con doni e preziosi autografi S. S. Pio X e gli Eccellentissimi Presuli Mons. Vescovo Diocesano e il venerando Arcivescovo Mons. Merizzi.

La bella cerimonia ebbe principio con poche ed affettuose parole del direttore dell'Oratorio; poi furono distribuiti i premi, belli e numerosi, tra cui una bellissima croce d'alabastro e due artistici medaglioni in bronzo, dono di Mons. Vescovo, una splendida riproduzione, in metallo argentato, della Deposizione della Croce, dono di Mons. Merizzi, una decina di abiti nuovi, e penne stilografiche, sveglie, giuocattoli, statuette, nonchè medaglie d'argento e di bronzo ai migliori della squadra ginnastica.

SAN SEVERO.- Il 23 e il 24 maggio, i giovani operai dell'Oratorio Salesiano festeggiarono S. Giuseppe, Patrono dell'omonima Compagnia, istituita da parecchi anni per tener desto nella gioventù operaia il ricordo delle eccelse virtù del gran Santo del lavoro. Nelle ore pomeridiane vi fu un trattenimento drammatico alla presenza di un pubblico numeroso. Il mattino della domenica celebrò la messa della Comunione Generale Mons. Vescovo, che disse un fervorino d'occasione. La sera la funzione religiosa fu compiuta dall'arcidiacono e Pro-Vicario la Monaca nella cappella letteralmente gremita di fanciulli, di giovani e di cooperatori; molta folla stipava anche l'entrata e le finestre. Il can. D'Angelo don Michele recitò il panegirico del santo, inneggiando al rifiorimento delle virtù cristiane nella gioventù operaia devota ai dettami del Vangelo.

CATANIA. - All'Oratorio Leone XIII. - La domenica in Albis, 19 aprile, nella chiesa attigua all'Oratorio, si compì la bella funzione della Prima Comunione e del Precetto Pasquale a più di 1oo giovanetti, preparati da quattro giorni di esercizi spirituali. La chiesa, parata a festa e ornata di palme, era gremita di giovanetti e dei loro parenti. Nello sfondo dell'abside, in alto, fra una festa di drappi e di ornati, si leggevano, a grandi caratteri le parole di Gesù: Lasciate che i pargoli vengano a me. Celebrò messa e disse un acconcio fervorino il rev.mo D. Giov. Minguzzi, ispettore delle Case Salesiane di Sicilia. La funzione si chiuse colla benedizione solenne. I 23o ragazzi presenti ebbero poi una colazione, e a sera i doni di una ricca e varia lotteria.

MODICA. - Un'allegra giornata. - La seconda Domenica di Pasqua i giovani studenti dell'Oratorio Ven. D. Bosco di questa città pellegrinarono al Santuario della Madonna dell'Idria dove assistettero con edificante pietà alla S. Messa e soddisfecero al Precetto Pasquale. Il Can. Pietro Beluardo, che li aveva apparecchiati alla commovente cerimonia con un devoto triduo d'istruzioni catechistiche, prima di cibarli del Pane Angelico rivolse loro facili ed opportune parole. Finito il ringraziamento fu offerto al giovane stuolo un piccolo spuntino che servisse come antipasto alla colazione che era stata apparecchiata dalle buone Suore di Maria Ausiliatrice in Modica Alta. Al canto della « Bandiera di D. Bosco » quei bravi giovani si misero in marcia e in bell'ordine, senza dare alcun segno di stanchezza, guadagnarono attraverso la via maestra la cima del faticoso colle; dove una distribuzione di pane, ricotta, salame e frutta li ristorò pienamente della marcia forzata e ravvivò nel loro cuore la scintilla dell'allegria, che si esplose in ripetuti evviva a Don Bosco e all'Oratorio.

TRIESTE. - Inaugurazione del nuovo teatro dell'Oratorio Salesiano. - La fiera di beneficenza organizzata dalla signora baronessa Emma de Seppi, validamente ed alacremente coadiuvata da tutte le signore e signorine del Comitato salesiano, attirò, fin da sabato sera 23 maggio, molte distinte persone della città, che rimasero ammirate della varietà della mostra e dell'eleganza colla quale era stata disposta. Alle sette pomeridiane tutti gli intervenuti si radunarono nel nuovo teatro per farne l'inaugurazione ufficiale. Primo a presentarsi alla ribalta fu il direttore Don Rubino che con semplici parole fece la storia del nuovo edifizio, dovuto alla beneficenza del Com. Iaslitz e di altri benefattori. Quindi presentò il Rev. Don Annibale Giordani pel discorso di circostanza. Il bravo sacerdote colla sua smagliante e facile parola, piena di poesia e densa di pensiero, tenne a lungo sospesi gli spettatori, che alla fine lo applaudirono calorosamente. Fece seguito un bozzetto « Il Veterano » recitato con la solita valentìa dai cornici della sezione Adulti.

Domenica, 24 maggio, più di duemila, fra giovani ed amici dell'Oratorio, furono i partecipanti ad una fiera e festa campestre. Alla felice riuscita contribuirono i soci del Circolo Beato Elio di Capodistria, intervenuti assai numerosi, con a capo la loro brava banda, sotto la guida di quello zelante sacerdote che è Mons. Palin. Dopo il concerto tenuto per più di due ore dalla banda di Capodistria, salirono al podio i bandisti dell'Oratorio, dando con una marcia briosa il saluto ai colleghi, che fra gli applausi di tutti tornarono alla loro città.

A notte la banda dell'Oratorio, sotto la direzione del maestro Toffolo, eseguì uno scelto programma, intercalato da vari quadri del cinematografo e da fuochi artificiali.

Umili ma sentiti ringraziamenti ai nostri benefattori di Trieste per lo zelo elle spiegano a favore dell'Oratorio!

PUEBLA (Messico). - Dall'Oratorio S. Francesco di Paola ci scrivono: - È una vera soddisfazione il vedere che anche in mezzo alla difficile situazione sociale in cui viviamo, si conserva tuttavia intatta la fede nel cuore dell'operaio, il quale lotta contro le false dottrine che minacciano sedurlo ! Prova di questo ci han dato i nostri buoni Oratoriani. Non meno di 6oo assistettero alle istruzioni quaresimali che si tennero nelle Domeniche di marzo e di aprile, in preparazione alla grande solennità della Pasqua.

Molti fecero la S. Comunione il giovedì santo ed altri in numero considerevole presero parte al Banchetto Eucaristico il giorno di Pasqua, in cui trenta di essi fecero la loro 1a Comunione.

La sera l'allegria riempì tutti i cuori: più di 8oo Oratoriani presero parte all'istruzione domenicale, e dopo aver ricevuto la Benedizione col SS. Sacramento, assistettero ad una bella rappresentazione teatrale, data dagli stessi ragazzi dell'Oratorio. La festa terminò coi fuochi artificiali.

- Anche nell'Oratorio festivo « Domenico Savio », annesso al nostro Collegio, circa un centinaio di ragazzi che lo frequentano si accostò alla Mensa Eucaristica e quindici di essi per la prima volta. Alla sera dopo il Catechismo e la Benedizione col SS. Sacramento, una sontuosa kermesse allestita coll'aiuto di pietose ed ottime signore e signorine della città, tenne viva l'allegria di oltre 200 giovani. La nostra banda musicale rallegrò il numeroso stuolo giovanile con scelti pezzi musicali. Al calar delle tenebre il tocco del campanello annunziò non senza rammarico che la festa era finita e da quei giovani cuori partì spontaneo un « Evviva Maria Ausiliatrice », poi si diressero alle loro case giulivi e contenti di aver passato allegramente la festa di Pasqua.

Notizie varie.

In Italia.

ANCONA. - La visita di S. E. il Card. Antonio Vico. - Il giorno 18 maggio S. Em. il Card. Antonio Vico, accompagnato da S. Ecc. Mons. Gio. Battista Ricci, Arcivescovo Diocesano, e da Mons. Rodolfo Ragnini, ossequiato e festeggiato da tutti i Superiori e giovani dell'Ospizio e da parecchi Cooperatori e Benefattori Salesiani, visitava la nostra Chiesa della S. Famiglia, l'Ospizio S. Luigi, e i locali di ricreazione dell'Oratorio Festivo. Mo strandosi pienamente soddisfatto dello sviluppo ognor crescente di questa'Opera destinata a compiere la rigenerazione morale di tanta gioventù, Sua Eminenza se ne ripartiva lasciando in tutti una grata impressione ed un forte desiderio di rivederlo presto e più a lungo per potergli testimoniare, con maggior agio, la riconoscenza che Egli si merita come insigne benefattore di quell'Oratorio Festivo.

MACERATA. - Il sistema educativo di Don Bosco. - Il 14 aprile, insieme coll'annuale convegno degli Ex-allievi, si tenne nell'Istituto Salesiano di Macerata la premiazione degi alunni che per cause speciali non era stata fatta come di consueto alla fine dell'anno scolastico.

Oratore ufficiale fu il cav. Arturo Poesio di Roma, il quale in forma smagliante, con vero entusiasmo e profonda coltura, mise in rilievo tutta la bontà del metodo educativo di D. Bosco. Ci conforta il veder fiorire questo studio del sistema pedagogico del nostro venerabile Maestrq. L'Oratore ebbe anche per i giovanetti le più care parole per esortarli e confermarli nell'amore della famiglia, della patria, e di Dio. Presiedeva S. E. Mons. Raniero Sarnari Vescovo diocesano.

MOGLIANO VENETO. - La prima pietra della nuova cappella nel Collegio Salesiano. - Il fiorente Istituto Astori festeggiava il 7 giugno, Maria Ausiliatrice, protettrice delle opere del Ven. Don Bosco, e la solennità ebbe quest'anno un'importanza speciale perchè nella fausta circostanza fu benedetta la prima pietra della nuova ampia cappella, che lo sviluppo sempre più crescente del collegio rese necessaria.

A compiere il solenne rito accorse S. E. Monsignor Giovanni Marenco, della Pia Società Salesiana, vescovo di Massa e Carrara, il quale al mattino distribuì la Comunione ai 2oo e più convittori, premesse calde parole.

Alle 10 coll'intervento di numeroso e scelto pubblico, di ammiratori e di amici, fu celebrata da Mons. Antonio Romanello, arciprete di Preganziol, la Messa solenne con assistenza pontificale.

Alla sera, dopo i vespri in canto gregoriano S. E. impartì la benedizione col Santissimo e quindi attorniato dalla numerosa folla dei convittori e dagli invitati si recò processionalmente al luogo della nuova cappella, ove assistito dai Monsignori Busan, arciprete di Mogliano, e A. Romanello, procedette alla benedizione e posa della prima pietra. E perchè del fatto rimanesse imperitura memoria vi fu deposta e murata insieme un'artistica pergamena miniata dal prof. G. Lovato, recante le firme delle Autorità Ecclesiastiche e civili, delle famiglie degli invitati e dei superiori e giovani del collegio.

L'erigenda cappella, in stile lombardo, fu ideata con fervido intelletto di artista dall'ing. conte Lorenzo Priuli-Bon. Essa ornai sorge dal suolo ed i lavori procedono alacremente sotto l'abile direzione dell'esperto costruttore Luigi Franchin. Sarà ultimata entro l'anno prossimo ed inaugurata nel maggio 1915, come monumento-omaggio a Maria Ausiliatrice, nel 1° Centenario dell'Istituzione della sua festa.

ROMA. - Nuova grande manifestazione di fede al Testaccio. - Il 31 maggio si è celebrata al Testaccio la festa di S. Maria Liberatrice, patrona di quella parrocchia. « Nel mattino - scrive l'Osservatore Romano - alla S. Messa della Comunione generale, celebrata da S. E. R.ma il Signor Cardinale Francesco De Bettinger, Arcivescovo di Monaco e Frisinga, un migliaio di fedeli con a capo le Associazioni Cattoliche del quartiere si è accostato al sacro banchetto eucaristico.

» La festa parrocchiale ha assunto poi nel pomeriggio una importanza straordinaria. Alla solenne processione, che si è svolta sul sagrato della Chiesa e nel grande cortile delle scuole dei Salesiani, si è riversata una vera fiumana di popolo plaudente alla Vergine Liberatrice. Il lunghissimo corteo era formato dai giovanetti dell'Oratorio festivo dei Salesiani, dalla squadra ginnastica Excelsior, dall'Oratorio femminile delle Suore di S. Maria Ausiliatrice, dal Giardinetto di Maria, dal Circolo femminile S. Maria Liberatrice, dall'Oratorio femminile delle Suore della Divina Provvidenza, dalle Figlie di Maria, da oltre 400 madri cristiane della Associazione del S. Cuore, dai padri di famiglia dell'Associazione S. Giuseppe con ceri.

» Al funzionante, rev.mo Mons. Francesco Pascucci, seguiva la statua della Madonna, a cui tenevano dietro i giovani del Circolo S. Maria Liberatrice ed una folla immensa di fedeli festanti. I concerti di S. Maria Liberatrice e dell'Istituto Pio IX degli Artigianelli resero ancora più solenne la manifestazione di fede. Dopoche la statua fra le acclamazioni e gli evviva entusiastici della popolazione, rientrò in Chiesa, si impartì la solenne benedizione eucaristica.

» Il vastissimo tempio era letteralmente gremito di credenti, che si pigiavano anche nell'ampio piazzale della Chiesa, dove i due concerti, a funzione finita, sotto la direzione del maestro signor Del Bianco, hanno svolto un applaudito programma musicale. A sera inoltrata le finestre di quasi tutte le abitazioni venivano illuminate con lampioncini e bengala: il quartiere assumeva un aspetto veramente fantastico.

» La popolazione del Testaccio ha saputo dare nella festa della sua Patrona, una nuova meravigliosa smentita alle affermazioni di coloro che ritengono il Testaccio la rocca dell'anticlericalsimo romano. Ce ne congratuliamo con quei bravi cattolici e sopratutto con gli infaticabili Salesiani, che in pochi anni di lavoro assiduo hanno ridestato la fede in quel popolare quartiere ».

CAGLIARI. - La benedizione di una statua di Maria Ausiliatrice. - La cappella dell'Istituto Salesiano era priva di una statua della Madonna. Le pie Dame di Maria Ausiliatrice vollero provvederne una elle fu benedetta dall'Arcivescovo Mons. Francesco Rossi nella Parrocchia Collegiata di S. Anna, alla presenza di numeroso Clero e di una gran folla di fedeli. Dopo la benedizione si trasportò processionalmente all'Istituto, coll'intervento dell'intera Collegiata, di tutte le pie Associazioni della Parrocchia e di una lunga fila di Dame di Maria Ausiliatrice con a capo la Presidente Nobildonna Cicitta Falqui Cao. Il momento dell'arrivo fu uno spettacolo indescrivibile. I giovanetti dell'Istituto ed i loro superiori, gli alunni di varii altri istituti di beneficenza, schierati nel vasto cortile tutto parato a festa, la ricevettero con frenetici applausi e con ripetuti evviva. In mezzo alla più profonda commozione parlò il Rev.mo Dr. Mario Piu, mostrando come la bella festa era un trionfo della materna bontà di Maria, un omaggio di simpatia ai Salesiani, il più bell'augurio per l'Istituto ed un preludio per le feste dell'anno venturo. Dopo la Benedizione Eucaristica il Direttore D. Ottonello sentì il bisogno di rivolgere ai presenti un entusiastico ringraziamento.

All'Estero.

BARCELLONA. - Solenne inaugurazione della nuova Chiesa di S. Giuseppe. - Il 2 maggio venne solennemente aperta al pubblico la nuova Chiesa dedicata a S. Giuseppe, eretta dai Salesiani di Barcellona. Compì il sacro rito il rev.mo sig. Don Filippo Rinaldi, Prefetto Generale della nostra Pia Società. La processione, con la quale venne trasportato il SS. Sacramento dalla vecchia cappella alla nuova Chiesa, fu assai devota.

All'indomani, festa di S. Giuseppe, le funzioni furono affollatissime, e disse un eloquente discorso il dott. Don Francesco de Paola Màs. A sera ebbe luogo un'imponente processione, colla statua di Maria SS. Ausiliatrice, cui intervennero numerose associazioni ed eminenti personaggi. Portava lo stendardo principale il dott. Manuel J. Teràn, Console Generale di Nicaragua, assistito dal suo Cancelliere e dal Console del Salvador.

Il 4 maggio si volle rendere un solenne omaggio al S. Cuore di Gesù e a sera vi fu un brillantissimo trattenimento commemorativo.

La nuova chiesa è larga 17 metri e lunga 41. Se ne pose la prima pietra il 12 ottobre 1907. Il disegno, semplice e nello stesso tempo severo ed imponente, è dell'Architetto Enrico Sagnier. Resta da innalzare la torre campanaria.

La bella statua di S. Giuseppe che domina l'altar maggiore è squisito lavoro delle nostre Scuole Professionali di Sarrià.

VIEDMA (Rep. Argentina). - Il Circolo operaio cattolico di Viedma, che conta oltre 130 soci, in maggioranza italiani, celebrò la festa del patrocinio di S. Giuseppe, preceduta da un triduo predicato in castigliano ed in italiano al quale presero parte oltre 6o soci; numero rilevantissimo, tenuto conto delle distanze dalla chiesa. Commovente la funzione della comunione generale, per la devozione ed il numero grande di coloro che vi si accostarono. Alla messa cantata assisteva per la prima volta un numeroso clero composto dei chierici teologi e dai piccoli aspiranti, speranze di questa missione così estesa e bisognosa di sacerdoti.

Al pranzo presero parte le autorità, e regnò il più grande affratellamento delle diverse classi sociali. Dopo il saluto dato agli intervenuti dall'egregio dott. avv. De Rege, attivissimo presidente del Circolo, disse elevate parole il sig. Governatore del Territorio P. A. Serrano; espressero bei concetti il P. Pedemonte Vicario Foraneo, il dott. G. M. Mujica, Difensore dei minorenni, il Maggiore Otto Huber Comandante del Presidio Militare, ed in fine il sig. Fiscale Dr. Santos Ferreyra, notando che i soci del Circolo Operaio Cattolico non hanno mai dato nulla da fare alla giustizia: il che, egli diceva, è il più bell'elogio che si possa fare all'operaio cattolico e all'influenza della Chiesa tra la classe dei lavoratori.

ROCA (Rep. Argentina). - Roca, la simpatica cittadina del Territorio del Rio Negro, cui sorride un lieto sviluppo, si appresta all'erezione del suo tempio parrocchiale, che verrà intitolato a S. Michele. Col 1° marzo è uscito il primo numero di un Bollettino mensile, che sarà il promotore della santa impresa. Ce ne rallegriamo con quei cari Confratelli e li additiamo alla generosa carità dei Cooperatori.

BUENOS AIRES. - Le feste patrie del 25 maggio rivestono sempre il più entusiastico splendore, e sono un forte eccitamento alla gioventù a crescere degna del brillante avvenire riservato alla Repubblica. Anche gli alunni dei nostri Collegi Pio IX, S. Francesco di Sales, S. Caterina, Don Bosco, S. Giovanni Evangelista, Leone XIII e Nostra Signora della Guardia con le rispettive bande musicali si recarono alla piazza del Congresso, dove si eseguirono vari pezzi musicali. Quindi, schieratisi in corteo, si diressero alla piazza de Mayo, per il corso omonimo: e, di fronte alla Piramide, intonarono l'inno nazionale. Nella sera assistettero anch'essi alla rivista militare.

Gli Ex-Allievi.

È dolce il constatare lo sviluppo e lo zelo sempre crescente delle Unioni dei carissimi nostri ex-allievi. Dei fatti più importanti - come del io Convegno Regionale Siculo, del Cinquantenario del Collegio di Lanzo Torinese, del concorso ottenuto dal Municipio di Torino per il Monumento a Don Bosco, ecc. -- ci siamo a suo tempo occupati. Qui accenniamo a quant'altro ci par degno di nota nell'ultimo semestre.

Da „Federazione'' il mensile del Consiglio direttivo della Federazione Internazionale che ha sede in Torino, e da particolari nostre informazioni ci consta in primo luogo, che si fondarono nuove associazioni a Torino-Martinetto nei giorni 17-18 maggio; a Torino-Oratorio San Luigi il 5 aprile; a Ravenna il 1° gennaio; a Messina l'8 marzo.

Si tennero numerose e fratellevoli adunanze, oltrecchè nei luoghi già ricordati, a Milano, a Mogliano- Veneto, a Foglizzo Canavese, a Bologna, ad Asti, a Macerata, a Savona; a Matarò, Ca rabanchel Alto e Sevilla nella Spagna; a Mendoza e a Buenos Aires nella Rep. Argentina ; e ultimamente a S. Pier d'Arena; quest'ultima onorata dalla presenza del rev.mo sig. D. Albera.

L'esempio dato dal Circolo „Giovanni Bosco'' di Torino di tenere una serie di rappresentazioni drammatiche per il monumento a Don Bosco, fu imitato dalle Associazioni di Roma, Foglizzo Canavese, Trino Vercellese; Sacre (Bolivia); Ciudadela nelle Baleari, Baracaldo (Bilbao) e Vigo nella Spagna; Guadalaquara (Messico), ecc.

Il Circolo „Don Bosco'' di Torino tenne anche varie conversazioni famigliari sugli Episodi più salienti della vita di Don Bosco (splendida iniziativa che vorremmo vedere largamente imitata dalle altre Associazioni) ; - e gli ex-Allievi di Marsiglia promossero un'imponente commemorazione di Don Bosco, alla quale intervenne a rappresentare S. E. Rev.ma Mons. Fabre, Vescovo diocesano, il rev.mo Abbé Mendre, uno dei primi amici di Don Bosco a Marsiglia, e tenne il discorso l'egregio avv. Paolo Bergasse.

Oltre queste notizie, Federazione ha varie proposte per la praticità e l'incremento delle Unioni e delle loro annuali adunanze: schemi di statuti e norme, intorno i criteri che li devono informare; e i lunghi elenchi delle sottoscrizioni per il Monumento, però ancor lontani... dal toccare la mèta prefissa !

Ci par anche degno di un cenno al tutto particolare il lavorio multiforme, pratico e proficuo, che compiono varie associazioni di ex-Allievi in Italia ed all'Estero. Tra le associazioni d'Italia ricordiamo quella di Roma, che si distingue fra tutte per la sua attività, ordinata e costante: e fra quelle dell'estero dovremmo ricordarne parecchie, fiorenti nella Repubblica Argentina, nel Chili e nel Brasile. Ad es. il Circolo di S. Paolo col proprio periodico mensile « O Monitor » fa noto a tutti il lavoro mirabile delle sue svariate sezioni, fra le quali spiccano quelle di studi sociali e di beneficenza. L'Unione di Rio Janeiro; anch'essa assai fiorente, il 24 aprile u. s. si accostava in corpo alla S. Mensa in adempimento del precetto pasquale, e poneva mano ad una nuova opera creando nel suo seno una Conferenza di S. Vincenzo de' Paoli.

In breve i nostri Ex-Allievi lavorano e il loro lavoro va divenendo sempre più intenso e fruttuoso. Lo benedica il Signore!

NECROLOGIO

Alessandro Cagliero.

La notte del 12 giugno spirava serenamente in Castelnuovo d'Asti il signor Alessandro Cagliero nella veneranda età di 8o anni. Fratello al nostro amatissimo Monsignore, aveva comune con lui il carattere franco, generoso, e l'accento buono, edificante. Da lunghi anni la sua casa era aperta a tutti i Salesiani che si recavano a visitare la patria di Don Bosco. Chi l'avrebbe detto che il signor Alessandro non avrebbe più riveduto il suo caro Giovanni di ritorno dall'America!...

Vogliano i buoni lettori suffragare l'anima sua benedetta, anche a conforto dell'amatissimo Mongnore, che abbiam sempre negli occhi e nell'anima ed al quale facciamo il più caldo ed insistente invito a far quanto prima una breve gita in Italia, dalla quale manca omai da più di sei anni!

Cav. Giovanni Ribaldone.

Si è spento serenamente in fin di aprile in Lu Monferrato, ove da giovane conobbe il Ven. Don Bosco, al quale fu poi sempre stretto dall'affetto più filiale. Capo per lunghi anni dell'amministrazione comunale, promosse in mille guise il bene della diletta sua patria; e in ogni tempo, cattolico convinto e praticante, disseminò attorno a sè l'esempio di ogni bella virtù. D'indole nobile e generosa, delicatissimo con tutti, tenero qual fratello con gli amici, la sua morte ha destato il più largo rimpianto. Il Signore accolga l'anima sua nella gloria dei giusti e rinnovi nei figli i santi esempi del padre!

Contessa Augusta di Spilimbergo.

Dopo lunga e penosa malattia, munita dei conforti religiosi e nell'età di circa 8o anni, il 22 aprile u. s. è spirata la Nobil Donna Contessa Augusta di Spilimbergo, nata Osti, da molti anni fervida cooperatrice salesiana. Alla cara defunta, chiamata da Maria SS. Ausiliatrice a celebrare il suo mese in cielo, affettuosi suffragi.

Matteo Civalleri.

Nato a Peveragno il 14 ottobre 1854 seguì a breve distanza nella tomba, primo dei cooperatori, il primo salesiano che il suo paese aveva dato a D. Bosco, il compianto D. Lago, a cui era legato da intima tenerissima amicizia. Dotato di molto ingegno e di una bontà non comune, visse umilmente, santamente, tutto consacrato all'educazione della numerosa famiglia e a diffondere tra i molti, coi quali doveva trattare per la sua professione, la semenza del bene. Conobbe personalmente Don Bosco, curò con entusiasmo e ardore gli interessi della Società Salesiana e fu oltremodo lieto di aver al letto di morte un salesiano da lui indirizzato giovanetto all'Oratorio.

Nella lunga dolorosissima malattia egli fu sostenuto da una grande fiducia nella sua dolce patrona, la Vergine Ausiliatrice. Alla famiglia desolatissima il conforto delle nostre preghiere.

Cav. Luigi Moriondo.

Questa nota figura del mondo tipografico, particolarmente di quello torinese, è scomparsa il giorno 8 aprile u. s. in età di 78 anni. Socio attivo e zelante di tutte le Associazioni tipografiche, e lustro di ognuna, specialmente della Artisti-Tipografi e dell'Unione Tipografica Italiana, il cav. Moriondo era entrato come apprendista nell'antica Tipografia Sociale, ora Unione TipograficoEditrice Torinese, e vi rimaneva fino ad assurgere al posto di proto. Uscitone per tre anni qual direttore della Tipografia Reale, rientrava subito dopo al suo stabilimento, nel quale, e come direttore tecnico e come direttore generale e consigliere d'Amministrazione, doveva inseguito far rifulgere le sue singolari doti tecniche e amministrative fino al termine dei suoi giorni. Il compianto cavaliere rese pure alle nostre Scuole Proféssionali importanti servizi, come amico ed ammiratore cordiale e come giurato nelle nostre passate Esposizioni. I nostri giovanetti hanno per questo pregato per l'anima sua, che noi raccomandiamo alle preghiere di tutti.

Don Giovanni Barra.

È spirato quasi novantenne, nel bacio del Crocifisso, pieno di fiducia nella sua infinita misericordia e nella bontà materna di Maria SS. Ausiliatrice, che amò teneramente in tutta la vita. Sacerdote pio ed esemplare e di cuore aperto alla carità, amò costantemente le Opere Salesiane, e perciò ha diritto alla nostra viva riconoscenza. Vogliano suffragarne l'anima buona anche i lettori.

Cav. Uff. Ing. Paolo Zampi.

Professionista di alto valore, legò il suo nome a numerose opere egregie ed è pur suo merito se il Duomo della sua natìa Orvieto tornò felicemente alle prime sue forme. Eppure non fece mai ostentazione di sè, ma visse sempre nel raccoglimento, nell'operosità e nel silenzio. Ridotto cieco, continuò tuttavia a lavorare, dettando una descrizione araldica degli stemmi e delle pitture del Palazzo del Popolo, e si preparò a morire cristianamente con una rassegnazione santa alla sua immensa sventura e con una pietà fervente, costante e sincera. Egli ritornò più volte, brancolando, al suo Duomo che aveva tanto amato, e pianse di commozione una sera dell'anno scorso quando udì risuonare per la vasta Basilica le prime note del grande organo restaurato. Avrebbe voluto rivedere le mille fiammelle che in quell'ora bruna spandevano di luce soave e tranquilla gli archi eleganti, le volte maestose del suo caro tempio, ma fu buio per lui, nè se ne lamentò. Lo spirito di sacrifizio era una delle caratteristiche della sua vita.

Egli volò al cielo l'8 marzo u. s. colpito da repentino malore. A Lui, insigne benefattore dell'Opera nostra e affezionatissimo Cooperatore, l'omaggio perenne del nostro ricordo in Cristo!

Suor Elena Guerra.

Sorella a quel santo e dotto sacerdote e grande amico di Don Bosco, che fu Mons. Almerico Guerra di Lucca, attinse da lui una grande ammirazione pel nostro Venerabile Fondatore e fondò l'Istituto delle Zitine, che l'8 marzo 1911 ebbe dalla S. Congregazione dei Religiosi il decreto di lode.

Anima pia, zelantissima, avrebbe voluto raccogliere sotto il suo manto tutte le fanciulle pericolanti e per questo raccomandò sempre e generosamente sovvenne l'Opera della Propagazione della Fede, alla quale rivolse il primo dei suoi pensieri, allorchè sentì approssimarsi la fine della sua vita laboriosa e santa.

« Prego le mie buone Figlie che sono le Suore di S. Zita - lasciò scritto - che quando sarò morta facciano celebrare per l'anima mia una messa, ma una soltanto, e che mandino alla Santissima Opera della Propagazione della Fede quel denaro che avrebbero dovuto spendere ne' miei funerali ».

Quanta fede nei frutti immensi del S. Sacrifizio! quanto eroismo per la salvezza delle anime! Suor Elena si addormentò in Dio il sabato santo di quest'anno 1914 mentre le campane disciolte, cantando l'alleluja al Dio Risorto, pareva suonassero a festa anche per il suo ingresso in cielo! Noi siamo orgogliosi di averla avuta per tanti anni nell'elenco delle nostre più insigni Cooperatrici.

Mons. Odoardo Nardi.

Rettore del Seminario e Canonico Arcidiacono della Cattedrale di Tolentino, l'8 febbraio u. s., poco dopo aver celebrato i Divini Misteri, cessò improvvisamente di vivere. Questo buon Cooperatore era uomo di coscienza retto, educatore amoroso e sapiente, di grande spirito di abnegazione e sacrificio, rassegnato sempre al divino volere nei duri contrasti della vita, sacerdote secondo il Cuor di Gesù. Lasciò il desiderio di sè in quanti lo conobbero e ne ammirarono le virtù. Sia pace all'anima sua !

Don Francesco Aliberti, Arciprete.

Il 9 marzo, ricco di meriti cessava di vivere in Costacciaro (Gubbio) sua patria, dopo lunga e penosa malattia. Di animo mite e tranquillo, di vita austera, di zelo ardente per la salvezza delle anime e di una tenerissima divozione per Gesù in Sacramento, fu parroco prima a Giomici, poi a Baccaresca, ove stette, sebbene sofferente, fino a pochi giorni innanzi alla sua morte, vero esemplare di Cooperatore Salesiano, di Sacerdote e di Parroco. Mentre facciamo le più vive condoglianze ai congiunti, raccomandiamo caldamente il defunto alle preghiere di tutti.

Sac. Andrea Milella.

Giovane di anni, ma ricco di virtù, si addormentava serenamente nel Signore in Bari lasciando nel più amaro cordoglio i genitori, i parenti, gli amici.

Pieno di zelo per la salvezza della gioventù, appena conobbe i figli di Don Bosco prese ad amarli ed aiutarli con tutte le forze nella sua diletta Bari. Fu direttore spirituale di quel collegio, ma le sue cure speciali le dedicava all'Oratorio festivo, pel quale non cessò mai di lavorare. Nella sua generosità vagheggiava pure il pensiero di farsi salesiano, e il Signore lo volle fra gli angeli in Paradiso. Sia pace all'anima sua e rassegnazione cristiana alla famiglia rimasta nel pianto.

Altri defunti dal 1° marzo al 1° maggio.

Filippini Osvaldo - Airolo.

Finco Giov. Battista - Sarrano di Buso. Fusina Francesca - Torino.

Gaido D. Giuseppe - Inverso Pinasca. Gasparoli Gennari Martini - S. Marco Magg.

Giraudo Giovanni - Bibiana.

Gragnani Augusto - Carrara.

Grassi Prof. Giuseppe -. Lugano. Greppi D. Luigi - Caresana.

Lo Bianco Luigia - Terranova.

Lecco Felicita in Morino - Castelrocchero. Liccini Angelo - Orsago. Marcoli D. Giovanni - Brescia. Matteo Cari. D. Bernardo - Dronero. Montanaro Giovanni - Somano. Monaco Stefanina - Alvito. Olivero Maria di Pietro - Carmagnola. Osella Sac. Edoardo - Torino. Piccirilli Antonia - Alvito. P. Pio De Mandato S. I. - Roma.

March. Polissena Cantono Ceva - Vercelli. Prina Giuseppe - Melzo. Revelli D. Benedetto - Favole. Ruel Fra Alberto - Chiari. Ronco Giovanni - Torino. Rossi Margherita - Torino. Salvaterra - Romallo. Solari Dott. Andrea - Lugano. Solimbene D. Luigi - Forlì. Sereno Tersilla n. Buccelli - Torino. Scascighini D. Pietro - Minusio. Uberti Mons. Carlo - Ravenna. Viazzo Teresa - Punzone. Vigliocco Ermelinda di Pietro - Barone. Zazzi Giuseppe - Granara di Franzone. Zuccaro Va Teresa - Castellalfero.

ESERCIZI SPIRITUALI PER SIGNORE.

Nell'Istituto delle Figlie di Mania Aus. in Nizza Monferrato, nel prossimo agosto avrò luogo un corso di esercizi spirituali dettati da RR. Sacerdoti Salesiani, per Maestre, Signore, Signorine e Cooperatrici salesiane

La retta è di L. 78, ove non si abbisogni di speciali riguardi per vitto e alloggio.

Le domande si possono rivolgere alla Rev.ma Suor Caterina Daghero, Superiora Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice in Nizza Monferrato.

Maria SS. Ausiliatrice nella vita del Venerabile Don Bosco.

È il titolo del fascicolo pubblicato nelle Letture Cattoliche lo scorso mese di maggio. E da un po' di tempo che in questa provvidenziale pubblicazione, fondata dal Ven. Don Bosco, vediamo succedersi fascicoli facili, popolari, e d'attualità, e ci duole elle essi non sieno conosciuti bastantemente. Questo, scritto del nostro carissimo confratello Don Anzini per il 1° Centenario della Festa di Maria Ausiliatrice e della nascita di Don Bosco, è un rapido cenno delle meravigliose attinenze che passarono fra la Beata Vergine ed il nostro Ven. Fondatore, quali diffusamente si leggono nella Vita di Don Bosco di Don Giov. Battista Lemoyne; e noi auguriamo all'opportuno libriccino la più larga diffusione. Non costa che 2o centesimi ed è vendibile presso la benemerita S. A. I. D. « Buona

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Per i Restauri del Santuario di Maria Ausiliatrice

BENEMERITI COOPERATORI E BENEMERITE COOPERATRICI.

I restauri del caro Santuario di Maria Ausiliatrice sono stati intrapresi, e si aspettano le piccole e le generose offerte dei divoti per condurli alacremente a compimento.

L'anno centenario si avvicina ed è fervido desiderio di tutti che per le solennissime feste l'augusta Basilica, innalzata dal Venerabile Don Bosco alla Sua Celeste Ispiratrice, e dalla quale si diffusero in tutto il mondo migliaia di sacerdoti a redenzione di popoli selvaggi, ad assistenza degli emigrati, a salvezza della gioventù, abbia a far bella mostra di se al cospetto dei pellegrini che vi converranno da ogni parte del mondo.

Cooperatori e divoti di Maria Ausiliatrice, vorreste negare l'affettuoso concorso a quest'opera, interamente rivolta a onorare la Vergine benedetta, che è la nostra benefattrice? A Lei non dobbiamo riconoscenza per innumerevoli grazie ricevute? E non vogliamo che Ella continui a spargere su noi e sulle nostre famiglie l'abbondanza delle sue materne benedizioni?

 

Sia quindi vivo e pronto impegno di tutti il riempire l'unita schieda e rinviarla all'indirizzo del Rev.mo Sig. D. PAOLO ALBERA, Superiore Generale dei Salesiani, Via Cottolengo, n. 32, TORINO, il quale in segno di ricevuta spedirà al mittente

1) una copia dell'opuscolo illustrato : Don Bosco e le sue Opere;

2) un'immagine di Maria Ausiliatrice per ciascuno dei sottoscrittori, con fac-simile di un autografo del Ven. Don Bosco.

AVVERTENZE.

1) Nell'unita scheda si possono iscrivere - con qualsiasi offerta - oltre le persone della propria famiglia, anche quelle delle famiglie di parenti, conoscenti ed amici.

2) Vi si possono inscrivere anche i nomi di care persone defunte.

3) Gli inscritti parteciperanno alle speciali preghiere che quotidianamente si fanno innanzi all'Altare di Maria SS. Ausiliatrice in Torino per i Benefattori del Santuario e dell'Oratorio Salesiano, non esclusa la Messa quotidiana perpetua che fin dal 9 giugno 1868 viene celebrata ogni giorno allo stesso altare per tutti i Benefattori del Santuario e dell'annesso Oratorio.

AVVISO

Ad evitare ritardi e disguidi, preghiamo i benemeriti Cooperatori e le benemerite Cooperatrici ad inviare ogni offerta per le Opere di D. Bosco unicamente e direttamente al nostro venerato Superiore, Rev.mo Signor D, Paolo Albera, Via Cottolongol, 32 - Torino (Italia).